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“PERCHÉ LA CACCIA”, PRIMA INIZIATIVA EDITORIALE DELL’AAFF

Postato il 22 Gennaio 2012 da lddc

La Scuola di formazione permanente nelle materie ambientali, forestali e faunistiche, nota anche come Accademia Ambiente Foreste e Fauna del Trentino (AAFF) ha recentemente presentato il suo primo prodotto editoriale, intitolato “Perché la caccia: prelievo sostenibile, etica venatoria, società” curato da Ettore Zanon con il contributo di Annapaola Rizzoli, Ivano Artuso, Ruggero Giovannini e Maurizio Zanin.
L’interessante libretto, ricco di spunti di riflessione forniti al lettore tramite testi chiari e schede riassuntive che ne consentono una fruizione ancora più agile, affronta i temi di cosa è la caccia e cosa significa essere cacciatori oggi; l’etica venatoria nei confronti del selvatico, dell’ambiente, dei moderni mezzi di caccia, degli altri e… di se stessi.
Vengono poi affrontati i temi del bracconaggio, giustamente indicato come il primo nemico della caccia, e - non poteva essere altrimenti vista l’area geografica di appartenenza dell’Accademia - della tradizione mitteleuropea, con la sua cultura e i suoi riti.
L’ultimo capitolo infine, non certo il meno importante, è dedicato a caccia e società, e mette in evidenza come sia una forte responsabilità dei cacciatori stessi rappresentare correttamente la propria passione e spiegarla a chi non la conosce, per costruire un dialogo nuovo con il resto della società.
Un tema affrontato anche dal Presidente della Provincia Autonoma di Trento Lorenzo Dellai, che nella sua introduzione ricorda come far conoscere la caccia perché sia rispettata anziché demonizzata sia l’obbiettivo
dell’opuscolo. “L’attività venatoria - dice Dellai - intesa come gestione di un patrimonio pubblico di particolare valore, la fauna selvatica, si fa interprete di una nuova sfida: quella di ridisegnare, assieme alle altre componenti della società, un rapporto con la natura saggio, equilibrato e da tutti condiviso”.
L’AAFF è stata istituita lo scorso maggio con un accordo fra Provincia Autonoma di Trento e l’Istituto agrario di San Michele all’Adige-Fondazione Edmund Mach, presso la quale la scuola ha sede.
La scuola organizza corsi volti a soddisfare specifiche esigenze formative nelle materie ambientali, forestali e faunistiche, aperte sia ad utenti pubblici che privati. Sviluppa inoltre iniziative di informazione, divulgazione ed educazione anche attraverso convegni, seminari, incontri, stage e workshop, oltre che con la realizzazione di prodotti editoriali come quello presentato.

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.