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20° FESTA DEL CACCIATORE A CAMPOFORMIDO (UD)

Postato il 23 Giugno 2010 da lddc

Il 16 maggio la Federcaccia di Campoformido (Ud) è arrivata al 20° traguardo con l’ormai tradizionale Festa del Cacciatore che, come da consuetudine si è tenuta in due giornate di cui la prima dedicata ai fedeli ausiliari dei cacciatori, i cani, che si sono misurati in una gara su quaglie senza abbattimento nella bella cornice della zona addestramento della locale riserva di caccia sotto la direzione di un esperto giudice di gara, la consueta numerosa presenza di cacciatori ed altri appassionati cinofili nonché un cospicuo pubblico sono la miglior prova dell’ottimo lavoro svolto dal sodalizio presieduto da Massimiliano e dal suo più che affiatato staff di collaboratori.
La seconda giornata, che si è svolta presso il Tiro a Volo di Campoformido, ha visto invece protagonisti i cacciatori che si sono confrontati in una gara di “percorso caccia” resa più interessante dalla partecipazione di molti tiratori non cacciatori ma sempre vicini al mondo venatorio.
L’epilogo della festa si è tenuto presso il locale al coperto messo a disposizione dal proprietario Arrigo Damiani dove, dopo una cena preparata da due abili cuochi, si sono svolte le premiazioni delle due giornate di gara, da sottolineare la vittoria del giovanissimo Daniele di 10 anni che con la Breton Diana si è aggiudicato il primo premio nei continentali categoria foranei.
Oltre alla vittoria del giovane appassionato la serata ha visto altri due protagonisti premiati con un particolare riconoscimento, uno è stato il socio Giovanni Pasianotto per la sua assidua presenza e collaborazione durante tutte le edizioni, da sottolineare che mentre Massimiliano annunciava la sua premiazione Giovanni era talmente intento nella sua tradizionale vendita dei biglietti della lotteria da non rendersene conto, mentre il secondo è stato il proprietario del Tiro a Volo Arrigo Damiani dimostratosi sempre disponibile nei confronti dell’associazione, non va dimenticato che proprio il 16 maggio ricorreva il 72° compleanno di Arrigo a cui per l’occasione sono arrivati gli auguri di tutti i presenti.

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.