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25 ANNI DI CONSERVAZIONE DELLA NATURA: ANNIVERSARIO FONDAZIONE AIW

Postato il 22 Luglio 2010 da lddc

Sono passati ormai 25 anni dalla fondazione dell’Aiw, Associazione italiana per la wilderness. Era infatti il lontano aprile del 1985 quando 35 persone si riunirono ad Alberese, nel Parco Naturale della Maremma, e sottoscrissero l’atto di fondazione, poi legalizzato 2 mesi dopo con un rogito dell’allora Notaio Giovanni D’Antuono di Roccaraso (L’Aquila), sottoscritto da Giovanni Potena, Franco Zunino e Bruno La Pietra: attualmente, il primo Dirigente dell’Ufficio per la Biodiversità del CFS di Castel di Sangro (L’Aquila); il secondo Segretario Generale dell’AIW; ed il terzo, Assessore alla Cultura del Comune di Sora (Frosinone). “Se merito della Wilderness Society americana è stata la legge che ha sottoposto a imperitura tutela le Aree Wilderness che già esistevano in quel paese e tutte quelle che poi sono seguite – si legge in una comunicazione Aiw - merito dell’Associazione italiana è stato quello di aver importato in Italia quel concetto di conservazione, dandovi concretezza con la designazione delle prime Aree Wilderness europee mediante lo stesso criterio con cui nel 1924 vide luce la prima di esse negli Stati Uniti d’America. La prima italiana è stata l’Area Wilderness Fosso del Capanno (Romagna), il cui primo nucleo fu formalizzato nel 1988”.

Secondo Aldo Leopold – cacciatore/forestale/conservazionista/biologo – ideatore ed artefici della prima di esse, le Aree Wilderness sono: “Una distesa ininterrotta di ambiente preservato nel suo stato naturale, aperta ad una caccia e ad una pesca legittime e lasciata priva di strade, sentieri modernizzati, strutture turistiche ed altre opere dell’uomo”.

Oggi le Aree Wilderness in Italia (sotto l’egida dell’Aiw e inserite nel “Sistema delle Aree Wilderness Italiane” istituito dal suo consiglio direttivo) sono giunte al numero di 58, per un totale di 36.193 ettari. Al loro interno sono state designate 151 Zone di Tutela Ambientale dove l’ambiente è assolutamente protetto (la loro estensione complessiva è di 19.394,4 ettari). Di esse, il 45,3 % è anche totalmente precluso alla caccia (16.381,5 ettari) ma per vincoli preesistenti (delle quali 15, pari al 24,8 %, incluse totalmente o parzialmente in Parchi e Riserve Naturali: 8.989,1 ettari). “Le 58 Aree Wilderness italiane – specifica il segretario generale Aiw, Franco Zunino - sono distribuite in 9 Regioni e 19 Province: Piemonte (Alessandria, Cuneo, Asti); Liguria (Savona); Lombardia (Brescia); Veneto (Belluno, Rovigo); Friuli Venezia Giulia (Pordenone, Udine); Emilia Romagna (Forlì); Lazio (Frosinone, Latina, Rieti, Roma); Abruzzo (L’Aquila); Campania (Caserta, Napoli, Salerno, Avellino).

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.