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38a ASSEMBLEA NAZIONALE FEDERCACCIA: RISPOSTE CONCRETE E PROGETTI CONDIVISI

Postato il 12 Luglio 2010 da lddc

Si è tenuta sabato 10 luglio a Roma la 38a Assemblea Nazionale Straordinaria di Federazione Italiana della Caccia, che ha riunito i Dirigenti nazionali e periferici dell’Associazione.

Dopo l’elezione del Presidente dell’Assemblea nella persona del Presidente Uncza Sandro Flaim e l’approvazione del verbale della scorsa assemblea, si è entrati nel vivo dei lavori con la relazione del Presidente nazionale Gianluca Dall’Olio. Un intervento a tutto tondo che ha toccato temi importanti per la Federazione.

Particolarmente seguita, anche in conseguenza delle falsità sui presunti problemi di bilancio di Federcaccia diffuse in questi ultimi giorni, l’illustrazione della disciplina rigorosa di controllo e razionalizzazione delle diverse voci di spesa di un bilancio complesso come quello federale che si sta mettendo in atto.

L’approvazione del bilancio, avvenuta successivamente, è stata la risposta migliore dell’Assemblea, che ha così dimostrato nei fatti la fiducia della base che rappresenta nel lavoro svolto dal Consiglio di Presidenza.

Largamente condivisa e apprezzata la decisione di procedere con i debiti passi legali e con iniziative rivolte ai direttori dei quotidiani coinvolti per tutelare l’immagine della Federcaccia e dei cacciatori, tesserati e no, da questa insensata e ingiustificata campagna diffamatoria che colpisce tutto il mondo venatorio.

Nella sua relazione il Presidente ha poi ricordato che giace ancora in Parlamento, gravato da migliaia di emendamenti, il Ddl di riforma della
157/92 e il pasticcio dell’art. 42 della Comunitaria. Dopo aver ringraziato il senatore Orsi per il suo impegno, Dall’Olio ha ribadito la necessità di procedere ad una revisione profonda del modello della caccia italiana. Un processo legato a doppio filo con una revisione del modello della stessa Federcaccia.

Non una generica professione di intenti, ma un progetto solido che si concretizzerà nei prossimi mesi con una conferenza che getterà le basi di una nuova Federazione, un progetto condiviso con gli agricoltori innanzitutto, ma anche confrontandosi fermamente con gli ambientalisti seri, per dare vita a un circuito virtuoso, che inverta la tendenza negativa della caccia italiana e che se ben condotto porterà inevitabilmente anche alla rivisitazione del quadro normativo.

Dopo un dibattito sentito e costruttivo da parte di molti dei presenti, i lavori sono proseguiti con la già citata approvazione del bilancio e la votazione di alcune delibere, la più importante delle quali ha sancito l’assunzione da parte di Massimo Buconi della carica di vicepresidente al posto di Leandro Calzetta, che assume quella di Consigliere di presidenza nazionale, così da poter mantenere l’attuale incarico di Presidente provinciale di Roma.

Seguita la presentazione da parte del dottor Michele Sorrenti, responsabile scientifico dell’Ufficio Avifauna Migratoria di Federcaccia, dell’attività svolta fino ad ora. Particolare interesse ha riscosso il documento di controdeduzioni sul dossier delle associazioni ambientaliste sulle modifiche introdotte dalla cosiddetta Comunitaria, diffuso presso gli uffici caccia e gli assessorati di Province e Regioni per non lasciare unica voce quella ambientalista.

Di seguito, la dottoressa Romeo, responsabile dell’Ufficio Fauna Stanziale, ha illustrato i punti salienti e gli obbiettivi programmatici dell’ufficio stesso basati sulle criticità emerse dall’analisi dei risultati dell’indagine faunistica (CA/ATC) svolta sul territorio nazionale. Altra linea di azione seguita, il rafforzarsi di rapporti di collaborazione su progetti nazionali con altri Enti.

Roma, 10 luglio 2010 - Ufficio Stampa Federazione Italiana della Caccia

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1 Commenti Per Questo Post

  1. domenico ha scritto:

    Siamo sicuri che la dott.sa Romeo non sia in conflitto con la PROVINCIA DI GROSSETO?? Verificheremo.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.