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5 DONNE PER LA CACCIA AL FEMMINILE NEL VIDEO-SERVIZIO DELLA DEA

Postato il 09 Marzo 2010 da lddc

Mano al fucile, al guinzaglio o alla penna. E questa volta, a parlare di caccia sono le donne. In cinque, appassionate di arte venatoria e cinofilia, si sono riunite presso la Sala congressi della Cooperativa Agricola di Legnaia in zona Sollicciano, a Firenze, per fornire al numeroso pubblico una testimonianza tutta femminile del loro rapporto con l’ars venandi.
Non solo le Federcacciatrici del Gruppo di Firenze organizzatore dell’incontro, ma anche una rappresentante dell’Enci, un’allevatrice di setter inglesi e una giornalista specializzata nel settore venatorio. Il risultato? Un interessante dibattito - moderato da Simone Tofani, presidente della Federcaccia di Firenze - che ha portato alla luce l’importanza dell’apporto del gentil sesso al mondo della caccia, da troppi considerato esclusiva degli uomini. La prima seguace di Diana a prendere parola è stata la federcacciatrice Serena Donnini, che ha ripercorso la storia della caccia al femminile nei secoli, tra aneddoti, curiosità e tradizioni culinarie. Una testimonianza nel sociale, invece, quella della sua collega di battute Stefania Masetti, che ha parlato del volontariato e della partnership con l’Associazione Italiana contro le leucemie. Ma c’è stato anche spazio per le questioni normative legate al benessere animale, affrontate da Maria Grazia Poli, membro di commissione disciplina dell’Enci. A testimonianza dell’apporto femminile nell’editoria venatoria, invece, è intervenuto il nostro vicedirettore Valeria Bellagamba, direttore della rivista “Caccia & Tiro” della Greentime, casa editrice di Federcaccia. È stata invece Susanna Catarzi, allevatrice di setter inglesi, a tracciare un interessante affresco delle caratteristiche maggiormente richieste che fanno di un cane un grande stilista. La serata della caccia in rosa si è conclusa in bellezza, con la presentazione del calendario 2010/2011 delle federcacciatrici fiorentine.
Arianna Biagi

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1 Commenti Per Questo Post

  1. Sant'Uberto ha scritto:

    Mi complimento con la FEDERCACCIA di Firenze ed in particolare
    col le FEDERCACCIATRICI fiorentine per questa bella manifestazione. Mi permetto di suggerire al Presidente Dall’Olio
    di formare un coordinamento nazionale tutto al femminile per recepire in tempi brevi le loro esigenze di donne cacciatrici ed anche di promuovere questa nobile passione in un settore che certamente incontra delle difficoltà.
    Alle nostre amiche cacciatrici, donne con la “D” maiuscola, un invito a contattare la Prestigiacomo e la Brambilla per un leale
    confronto sui temi ambientali e venatori, argomenti a loro due
    comletamente sconosciuti. Dire che si è contro la caccia per
    sembrare più “donna” è completamente errato. Ci vuole ben altro
    per illuminare l’universo femminile.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.