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A COLLEPEPE DI COLLAZZONE (PG) RIFLETTORI PUNTATI SULLA 157/92: IL VIDEO-SERVIZIO DELLA WEB TV DELLA DEA

Postato il 27 Giugno 2009 da DdC

I riflettori sulla legislazione venatoria nazionale non si spengono mai, lo dimostrano i molti incontri    organizzati in tutta Italia per confrontarsi sul tema, come il il Convegnulo dal titolo “Le proposte di modifica della Legge 157/92 e le nuove, possibili opportunità per il mondo venatorio e per quello dell’agricoltura”, che si è svolto oggi in provincia di Perugia, a Collepepe di Collazzone. Anche le telecamere della Dea erano presenti all’incontro e ne hanno approfittato per intervistare Diego Baccarelli, presidente dell’Associazione promotrice dell’incontro, l’Arpsa Umbria (Associazione Regionale per la promozione e lo sviluppo delle attività faunistiche e venatorie), e conduttore della trasmissione televisiva “Le nuove stagioni”. A presiedere i lavori del Convegno c’era l’on. Luciano Rossi, in qualità di Presidente dell’Intergruppo Parlamentare Amici Caccia, Pesca e Tiro, mentre l’avv. Gianluca Dall’Olio, presidente della Federazione Italiana della Caccia, ha tenuto la relazione di base. Sono intervenuti durante il Convegno anche  Massimo Buconi, consigliere di Presidenza della Federcaccia Nazionale, Lino Volpi e Giovanni Vitale Vaccari, responsabili Provinciali del Servizio Caccia di Perugia e Terni, Lamberto Bottini, Assessore all’Ambiente, Caccia e Pesca della Regione dell’Umbria. Ha concluso i lavori il prof. Mario Spagnesi, presidente di Ekoclub International.

Valeria Bellagamba

il video

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17 Commenti Per Questo Post

  1. Clinton ha scritto:

    Non mi convince, concetti generici come: le nuove opportunità di diversificazione del redditto, la complementarietà, la integrazione del reddito, il reddito multifunzionale delle imprese agricole, sono solo finalizzati ad idee legate alla privatizzazione della caccia. Del resto l’Arpsa è un’associazione di allevatori e di proprietari di Aziende Faunistiche che poco ci azzeccano con la caccia vera.
    Le modifiche della 157/92 pur ricercando il consenso necessario delle Organizzazioni Agricole, deve poter prevedere risorse non per il turismo venatorio,o la produzione di polli di allevamento bensì per il miglioramento e la qualificazione ambientale e faunistica. Speriamo comunque che anche dopo le elezioni si ricominci a parlare di caccia e di progetti realizzabili. Ora non sarebbero più promesse elettorali.

  2. alex guzzi ha scritto:

    La riqualificazione ambientale è una priorità, ma non va contrapposta ad un’attività venatoria più commerciale che assorba la pressione venatoria di quella larga parte di cacciatori che necessitano di spazi e selvaggina per mantenere attiva la propria passione cinofila in ogni stagione. Ritengo che oggi non sia più credibile una distinzione tra “caccia vera” e no, ma sia più realistico ammettere che le esigenze dei cacciatori sono molto diversificate. Anche coloro che apprezzano caccia e selvaggina di qualità hanno spesso desiderio di un’uscita venatoria con successo garantito, per il piacere proprio e del cane, per stare in compagnia o per uscire con un amico più anziano che cammina un po’ meno.
    E poi ricordiamoci che le Aziende Faunistiche non sono creature del demonio e spesso ad esse si deve il mantenimento di habitat e profili agrari che altrimenti andrebbero perduti. Credo che se potessimo incentivare le AFV a migliorare, nel loro interesse, selvaggina e habitat, ne trarremmo tutti vantaggio.
    Quanto alla ricerca di consenso del mondo agricolo verso le modifiche della 157/92 è legittimo cercare punti di interesse comuni, anche sotto il profilo economico. Qualcuno forse pensa che si vuole dare potere ai proprietari dei fondi e si introduce così un pericoloso concetto di selvaggina “privata”…. ma se continuiamo ad agitare questi fantasmi resteremo da soli a rimpiangere i bei tempi andati. Le alleanze si fanno cercando ciò che può unire e non i punti che dividono. Abbiamo bisogno degli agricoltori, soprattutto nella montagna, che è la maggior parte del nostro territorio, e abbiamo bisogno di condividere con loro una risorsa, che oggi viene vista da molti solo come un problema.
    Capisco la perplessità che deriva da affermazioni di principio spesso generiche, ma occorre ammettere che stiamo entrando in un argomento che è ancora tutto da scrivere, nuovo per il mondo venatorio e per quello agricolo. di certo c’è solo un fatto: agricoltori e cacciatori conoscono ambiente e fauna, parlano lo stesso linguaggio, conoscono le problematiche e le verificano sul territorio. Il dialogo, tra chi parla la lingua della terra, è sempre attuabile, l’intesa va costruita.

  3. CRIBBIO ha scritto:

    bravo guzzi

  4. luigi ha scritto:

    Gli agricoltori conoscono le abitudini della selvaggina? sono un pò scettico. Conosco un sacco di agricoltori che non conoscono un fico del mondo della fauna, magari possono vedere una lepre, un cinghiale, etc. ma da li a dire che sanno le caratteristiche , le abitudini, le strategie che mettono in atto per difendersi, se non addirittura di quello che si cibano ce ne corre; poi certo se producono un danno ( vedi i cinghiali, gli storni, i cormorani per i pescatori etc.) allora cominciano ad interessarsi anche di selvaggina. Una cosa c’è da dire però: la maggior parte dei cacciatori per lo meno negli anni sessanta-settanta proveniva dal mondo agricolo;ed è forse anche questo uno dei motivi per cui oggi la figura del cacciatore non coincide più nella mente della gente a quella che era stata in quegli anni: i cacciatori di allora erano dei probi, perchè la selvaggina per loro era considerata un bene da tramandare a loro stessi e alle generazioni future, oggi invece o per lo meno fino ad ora il cacciatore moderno quando esce in natura deve prelevare quanto più è possibile, anche perchè aiutati dalla tecnologia ( vedi richiami elettronici ) fa strage di selvaggina, ed è questo un’altro punto da considerare: se vogliamo continuare ad andare caccia dobbiamo essere gestori di essa, dobbiamo saper prelevare, dobbiamo rispettare il carniere imposto per legge. L’agricoltore era gestore della natura, oggi non lo è più, anzi al pari di altre categorie di lavori, danneggia gli habitat perchè utilizza per la sua attività sostanze che sono nocive al mondo della fauna: per far si che esso diventi un protagonista della natura deve abbandonare le tecniche di agricoltura moderne e ritornare ad essere contadino: si deve zappare con la zappa, si deve mietere con la falce, devono riproporsi le siepi, perchè nelle siepi c’è il ciclo della vita, non deve usare prodotti tossici, dovrebbe riconquistare i terreni di collina ( ma ci vorrebbe pure un reddito sociale, perchè se no così fa la fame ).

  5. Giacomo ha scritto:

    x Luigi
    Ngli anni 60 - 70 si andava affiancando, accanto alla figura del cacciatore ancora legato alle sue tradizioni di campagna, la nascente figura del cacciatore cittadino, e la caccia negli anni 70 è diventata una moda commerciale. Il grosso degli oltre 1800000 cacciatori toccato nel 77-78, era composto da spracchiatori e fringuellari che ingrassavano le numerossissime armerie presenti (e nascenti) in quegli anni. La brutta immagine di noi stessi è maturata proprio in quel periodo

  6. luigi ha scritto:

    Esattamente, Giacomo. Quando anche la caccia è diventata commerciale, si è perso ogni tipo di conoscenza e rispetto da parte dei cacciatori nei confronti dei selvatici, ragion per cui poi dopo la tv propangandava il minor peso dell’uccellino nei confronti della cartuccia che veniva utilizzata ( naturalmente questa era solo un simbolo, ma che stava a significare tanto: erano cambiati i tempi). Per recuperare la figura del cacciatore si deve ritornare a quel tempo: ma si torna indietro? Mi sa mi sa che è impossibile, perchè bisognerebbe inculcare nella testa della gente quella esperienza e quell’esperienza si viveva in quel tipo di società: la società contadina, agli antipodi dunque di quella industriale e di internet.

  7. Clinton ha scritto:

    Per Alex Guzzi, Perdonami ma io credo che non esistano diverse tipologie di caccia, che la caccia consumistica, quella dei fagianodromi, quelle delle aziende Agrituristiche non possa considerarsi tale.
    Mi è sembrato che i riferimenti dell’intervista fossero prevalentemente orientati verso quella caccia consumistica che sinceramente non mi appartiene e non ci qualifica nella società.
    La legittimazione del mondo venatorio passa soprattutto per la capacità di corretta gestione del territorio residuo, rispetto a quello occupato da ambiti privatistici e da aree protette quelle imbalsamate dei parchi, delle oasi e delle riserve naturali. Quì, va ricercata ogni forma di collaborazione del mondo agricolo ed ogni forma di integrazione del reddito e di queste forme ne esistono tante.
    Non che mi senta pregiudizialmente contrario alle attuali AFV che nella mia Regione, l’Emilia hanno davvero contribuito in molti casi a ricostruire e qualificare, nelle pianure, ambienti umidi davvero validi, ma a mio parere occorre però che la nuova legge crei i presupposti per un respiro gestionale diverso e più ampio.
    Occorrono risorse per l’ambiente per il suo miglioramento non solo attivabili dai finanziamenti europei, a cui possono accedere più facilmente le grandi proprità agricole che spesso costituiscono ambiti privatistici, ma da fondi finalizzati dal nostro Stato, prelevabili in gran parte dalle tasse governative e regionali e versate ora a fondo perduto dai cacciatori.

  8. ugus ha scritto:

    Ognuno può pensarla come vuole sulla caccia privatistica; è giusto così. Ma nessuno può negare che essa ha salvato la cinofilia in Italia. Senza di essa non avremmo campioni in ogni razza, sia segugisti che cani da ferma. Io avrei dei dubbi ad iniziare dalla caccia alla migratoria nelle AFV. Lì si può discutere in quanto non è ammissibile dover pagare per abbattere animali non di allevamento; oltre a ciò molte AFV assomigliano molto a AAV.

  9. Mario Monetti ha scritto:

    HEI CLINTON, MA CIAO. TUTTO BENE?

  10. Mario Monetti ha scritto:

    Per Giacomo,
    BRAVO PERFETTAMENTE DACCORDO.

  11. Mario Monetti ha scritto:

    DACCORDO ANCHE CON LUIGI.

    UN SALUTO A TUTTI DALLA PUGLIA.

    Mario Monetti
    VicePresidente FIDC Brindisi

  12. PIERO QUARANTA ha scritto:

    MA QUANDO MAI IL MONDO AGRICOLO E’ STATO AL FIANCO DI NOI CACCIATORI E DELL’ AMBIENTE IN GENERALE…
    LA MODERNA AGRICOLTURA INVECE E’ STATA LA ROVINA DEL TERRITORIO, FATE UN CENSIMENTO DI QUANTI ABERI D’ ULIVO SECOLARI SONO SCOMPARSI DA NOI IN PUGLIA, TUTTO A VANTAGGIO DI IMPIANTI NUOVI INTENSIVI CHE SOLO SU UN ETTARO DI TERRENO NE HANNO SOSTITUITO I VENTI PREESISTENTI. PER NON PARLARE DELLA PLASTIFICAZIONE DEL TERRITORIO CON IMPIANTI DI VIGNETI DI UVA DA TAVOLA COPERTI DA TELI E RETI, CHE DANNO AL TERRITORIO VISTO DALL’ ALTO L’ ASPETTO DI UN GRANDE LAGO ARTIFICIALE, AIME’ “DI PLASTICA”.
    TUTTO QUESTO HA DETERMINATO L’ AUMENTO ABNORME DELL’ USO DI DISERBANTI, PRODOTTI ANTIPARASSITARI E ANTIGRITTOGAMICI, CHE NON FA’ CERTO BENE AL’ AMBIENTE E DI CONSEGUENZA ALL’ ATTIVITA’ VENATORIA.
    TUTTAVIA, PUR SAPENDO CHE IL PROGRESSO ECONOMICO LEGATO A TUTTO QUESTO NON PUO’ ESSERE FERMATO, VISTO GLI INVESTIMENTI ONEROSI PROFUSI DAGLI AGRICOLTORI, COMINCIAMO AD UNIRCI E CHIEDERE CHE RESTITUISCANO ALL’ ATTIVITA’ VENATORIA QUEI TERRENI IDONEI ALL SVOLGIMENTO DI TALE ATTIVITA’ (BOSCHI, MACCHIE ETC.)CHE OGGI SONO DICO IO “PARCHIZZATI”, “OASIZZATI”, “OFF LIMITS”.
    PERTANTO, RAGIONIAMO AL FIANCO DEL MONDO AGRICOLO, MA ALMENO SI ASSUMANO E LE VENGANO RICONOSCIUTE DA PARTE DEI NOSTRI GOVERNANTI, TUTTE LE COLPE DELLA ROVINA DELL’ AMBIENTE AVUTA NEGLI ULTIMI TRENT’ ANNI CON LO SCEMPIO DEL TERRITORIO.
    PIERO QUARANTA - GROTTAGLIE (TA)

  13. Giulio Usai ha scritto:

    Molti cacciatori, sempre più demoralizzati sul futuro di questa attività, ritengono che –visti i risultati ottenuti fino ad ora – non sia più utile cercare soluzioni condivise con gli altri interlocutori del mondo della caccia. Purtroppo questo atteggiamento, benché comprensibile per certi aspetti, è profondamente sbagliato.
    Elaborare una buona normativa, che sia sostenibile e che possa trovare consenso e sostegno in Parlamento – che alla fine è l’unico Organo deputato ad approvarla – necessita inevitabilmente che questa sia condivisa almeno dalla maggioranza dei parlamentari, non importa se di destra o di sinistra, che dovranno votarla. Non illudiamoci che esistano vie alternative a questa.
    Ha quindi perfettamente ragione chi sostiene la necessità del dialogo con il mondo agricolo e, anche se non fa piacere sentirlo dire, a mio parere anche con quello ambientalista. Se da parte di alcuni si pensa che possiamo andare avanti con l’idea del “da soli ce la cantiamo e da soli ce la suoniamo” siamo completamente fuori strada.
    Bisogna essere consapevoli che senza alleati – anche quelli più scomodi - non abbiamo la forza di andare da nessuna parte e si deve essere chiari nel trasmettere alla base la verità che oggi il mondo venatorio non ha più i numeri per decidere da solo. È una pura utopia e i fatti lo dimostrano, come il perenne insabbiamento delle modifiche della 157 testimoniano ancora oggi.
    Chi sostiene la caccia, quindi, deve per prima cosa essere credibile, anche a costo di qualche scelta impopolare. Ad oggi nessuno ha voluto prendersi questa responsabilità, ma così facendo si stanno ponendo le basi per norme sempre peggiori; gli esempi sono sotto gli occhi di tutti e le disposizioni che ci hanno traghettato dal famoso Testo Unico della legge sulla caccia, sono state la Legge 968/77, prima, e la Legge 157/92, dopo.
    Il compito è certo complicato ma spetta alle nostre associazioni di categoria, e alle loro capacità (sperando che l’abbiano), trovare le alleanze possibili con il mondo agricolo e le forme migliori di accordo con le altre parti con le quali non possiamo sottrarci dal confrontarci (politici, enti locali, ma anche ambientalisti), se vogliamo un futuro per la nostra attività.

  14. Gabriele Finale Ligure ha scritto:

    Caro collega Usai
    Mi sai cortesemente elencare la ASS AMBIENTALISTE che nel 1990 (sicuri di vincere) hanno cercato il dialogo con noi??? L’ unico dialogo che hanno con noi è attraverso i vari TAR sparsi per il paese! Scusami se dissento da te ma per me sono solo NEMICI. Le nostre ass venatorie che si sono sedute a quel famoso tavolo non potranno fare altro che contare le sedie vuote il prossimo autunno!!! Chi fa le leggi è il parlamento e visto che ora i numeri ci sono tocca a loro dimostrare da che parte stare! Un saluto dalla Liguria da un ex Federcacciatore

  15. Giulio Usai ha scritto:

    X Gabriele

    Non dico che avremo vita facile nel cercare il dialogo ma questo è necessario. Con gli ambientalisti non dobbiamo essere noi a dare loro una mano chiudendoci senza sfidarli sul terreno del confronto. Abbiamo tante ragioni da poter portare a sostegno delle nostre tesi, dovranno essere loro semmai a dimostrare il contrario. In ogni caso negli altri Paesi non accade che tra cacciatori e ambientalisti non ci sia dialogo e questo forse basta a dimostrare il perchè lì le cose vanno meglio che da noi.
    Non dico che dobbiamo piegarci alla loro volontà, è evidente, ma ocorre un confronto, perchè in ogni caso non si può pensare che l’attuale maggioranza sposi in toto la nostra causa. In un confronto parlamentare oggi probabilmente saremmo comunque perdenti, senza dimostrare che il testo di modifica che sosteniamo è condiviso anche da altre parti sociali.
    Ci sono parlamentari della maggioranza che ci sostengono (v, Orsi e Berlato) ma gli altri, senza contare che la minoranza ci è contro sempre. I cacciatori oggi sono poco più di 600mila voti, che posso raddoppiarsi o al massimo triplicarsi se si
    considerano i familiari, quindi siamo ben poca cosa, purtroppo.
    ribadisco che una cosa è sicura: chiudersi e pensare di riuscire a portare avanti le nostre ragioni, non ci fa andare da nessuna parte.
    I tempi cambiano e le posizioni integraliste sostenute dai verdi li hanno portati a essere spariti dal Parlamento. Forse sono maturi i tempi per aprire nuove strade.

  16. gianni ha scritto:

    SONO D’ACCORDO CON GABRIELE

    NON FRATERNIZZIAMO COL NEMICO

    CON COLORO CHE APPENA VOLTIAMO LE SPALLE CE LO

    METTONO IN QUEL POSTO !!!

  17. GIANNI ha scritto:

    Infatti come volevasi dimostrare.
    In Sicilia ci sono già i ricorsi al tar per
    il calendario venatorio 2009/2010 fatti da coloro
    che vogliono dialogare.(vedi sito ufficiale FIDC)
    Questo è il loro dialogo caro Giulio Usai e non c’è
    niente di peggio che dialogare con i sordi.
    Amici non fatevi infinocchiare sono sempre i soliti
    quelli che ci infangano da più di 20 anni e attenzione
    dirigenti FIDC …. mai più al tavolo con chi ci vuole
    solo cancellare!!

    Saluti Gianni

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