ADELIO PONCE DE LEON RICEVE IL PREMIO ISIMBARDI
Postato il 01 Giugno 2010 da lddc
Il decano per l’Ordine dei giornalisti della Lombardia e scrittore venatorio Adelio Ponce de Leon (95 anni) ha ricevuto dalla Provincia di Milano il premio Isimbardi, l’onorificenza conferita annualmente ai cittadini e alle associazioni che, con la loro opera nei più disparati campi, hanno saputo dare lustro al territorio. “Nel rispetto del regolamento del Premio Isimbardi - ha dichiarato il presidente della Provincia, On. Guido Podestà -, abbiamo selezionato quanti insignire della massima onorificenza attribuita dall’Ente osservando a 360 gradi le personalità affermatesi nel Milanese e a Milano e tenendo in grande considerazione le candidature presentate non solo dai componenti della Giunta ma anche dai consiglieri di maggioranza e di opposizione. Questa benemerenza si pone, del resto, come scopo quello di indurre a riflettere l’intera comunità circa gli esempi da imitare nell’ottica di promuovere un miglioramento dell’intera società”. Nell’ambito della Giornata della riconoscenza, il Presidente onorario del Club del Beccaccino e storico membro della Fidc lombarda, è stato l’unico, tra i molti premiati, a ricevere il riconoscimento con esplicito riferimento alla caccia. “Di origini spagnole - si legge nella motivazione che ha accompagnato la consegna del premio - laureatosi in Giurisprudenza a Milano e in Scienze Politiche a Pavia, ha combattuto in Africa Settentrionale nel 1936, inviando dal teatro di guerra, corrispondenze di caccia sagaci e argute. Fatto prigioniero, scappa e, tornato in Italia, si unisce alla Resistenza, meritandosi una Medaglia al Valore. Amante della caccia come sport e difesa della natura, da circa 60 anni si occupa di politica venatoria. Giornalista e scrittore, ha collaborato con numerose testate venatorie e ha pubblicato diversi volumi”.
A.B.
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4 Giugno 2010 alle 22:31
complimenti Adelio (scusa la licenza del “tu” mi sono sempre ritrovato nei tuoi scritti). Chissà che questo riconoscimento al tuo valore non stia a significare l’arrivo al giro di boa di una cultura bieca che da troppi anni imperversa in Italia. Se così fosse ritengo per te questo traguardo assai più gradito di mille premi. Tanti cari auguri. Armando Tommei