ADESIONE QUASI TOTALE ALL’INCONTRO SULLE TEMATICHE VENATORIE
Postato il 23 Febbraio 2010 da lddc
Dalle sezioni comunali fino al livello nazionale, si è parlato di progetti e delle sfide principali.
C’era quasi il 90% dei presidenti di tutte le sezioni comunali di Federcaccia Umbra, sabato scorso al ristorante “La Fattoria” di San Giovanni di Baiano, per incontrare i quadri provinciali, regionali e nazionali della più importante associazione venatoria italiana, a dimostrazione della compattezza e del sostegno attorno all’attuale gruppo dirigente, composto dal Presidente regionale Franco Di Marco e dai due provinciali di Perugia e Terni Alessandro Barbino e Giulio Piccioni.
Molti gli argomenti all’ordine del giorno, introdotti dallo stesso presidente regionale nel suo intervento iniziale. Su tutti il regolamento per la caccia al cinghiale, il calendario venatorio e gli Ambiti territoriali di caccia (Atc). A proposito di ambiti, erano presenti i presidenti di tutti e tre gli Atc umbri, Perugia 1, Perugia 2 e Terni 3. Oltre a loro, particolarmente gradita dal pubblico e dagli organizzatori è stata la presenza del presidente della Provincia di Terni Feliciano Polli, del suo assessore alla Caccia Filippo Beco e del consigliere delegato alla Caccia per la Provincia di Perugia, Franco Granocchia. Quest’ultimo ha parlato di caccia di qualità, di progetti di miglioramento dell’allevamento di Torrecertalda e, soprattutto, ha ribadito l’assoluta necessità del lavoro degli Atc, trovandosi in perfetta sintonia con quanto esposto poco prima dal presidente dell’Ambito territoriale di caccia Perugia 1 Quartilio Ciofini. Il quale, oltre a toccare lo scomodo argomento dei danni alle colture causati dai cinghiali (che da soli si prendono circa il 50% del bilancio annuale dell’Atc, a scapito delle altre specie e delle altre forme di caccia), ha introdotto il tema della modifica dei settori riservati alle squadre cinghialare. Una modifica che non sarà uno stravolgimento, ma che comunque si rivela necessaria per rispettare le altre forme di caccia e, soprattutto, i territori vocati per la caccia al suide.
Del resto Federcaccia Umbra aveva già parlato, in tempi non sospetti - vale a dire sin dalla sua approvazione - della possibilità e necessità di apportare qualche correttivo al nuovo regolamento per la caccia al cinghiale, in special modo nella parte relativa ai settori. Quindi, alla luce della rinnovata disponibilità delle due istituzioni provinciali, ci si prepara a procedere in tal direzione, potendo contare come sempre sull’apporto fattivo sin qui dimostrato da tutte le squadre cinghialare dell’Umbria.
Per ciò che riguarda il calendario venatorio, dal dibattito intercorso è emersa la volontà di riflettere sulla possibilità di ottenere un’apertura unica della stagione alla selvaggina stanziale. Ciò comporterebbe una minore pressione venatoria su tutte le specie rispetto a quanto avviene attualmente, con la nobile da penna e la lepre che sono oggetto di caccia un po’ per tutti fino all’apertura del cinghiale.
In chiusura di assemblea, il Consigliere di Presidenza Nazionale Massimo Buconi ha fatto il punto della situazione per quel che riguarda il recepimento della direttiva comunitaria 79/409 in Parlamento. La norma, come noto, è finalmente passata al Senato con 31 anni di ritardo rispetto all’approvazione del Parlamento europeo. Prima del suo definitivo accoglimento, per il quale si prospetta una battaglia durissima alla Camera dei Deputati, il Parlamento italiano ha deciso di attendere le consultazioni elettorali regionali, a fine marzo. Ad ogni modo, nessuna modifica di sorta si rivelerà efficace finché l’Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale) non verrà tolto dalle dipendenze del Ministero dell’Ambiente (che lo tiene in vita senza finanziarlo) e restituito alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, affinché cominci finalmente a svolgere il suo importantissimo ruolo di controllo, monitoraggio e indicazione sullo stato di salute delle varie specie cacciabili e non.
La Federazione Italiana della Caccia, e con lei Federcaccia Umbra, rimane vigile sull’iter procedurale delle pratiche inerenti il mondo venatorio, qualunque sia il livello istituzionale nel quale vengono dibattute, stimolando i rappresentanti eletti affinché si spendano per la tutela della caccia attraverso il recepimento di quanto ci spetta di diritto.
Tags | Fidc Umbria

















