ALTO ADIGE: GUARDIACACCIA IN VIA DI FORMAZIONE
Postato il 10 Giugno 2010 da lddc
Una preparazione solida, una motivazione forte, l’inclinazione per un lavoro a carattere principalmente «individuale», coniugata però alla capacità di relazione/interazione; e infine, ma certo non per ultimo, amore per la natura. Sono questi gli elementi che fanno di un guardiacaccia… un buon guardiacaccia.
Alla formazione specifica, che fra i molti presupposti per svolgere al meglio la professione di agente venatorio è ovviamente prioritario, provvede in Alto Adige un corso semestrale ad ampio spettro che si tiene in genere a intervalli di alcuni anni, ovvero ogniqualvolta vi sia l’esigenza di inserire nuovo personale nel settore. Tutto ciò, nell’ambito di un sistema disciplinato dalla legge provinciale sulla caccia vigente in provincia di Bolzano, che delega l’incarico di vigilanza venatoria all’Associazione cacciatori Alto Adige / Sezione Federcaccia, chiamandola a provvedere a una sorveglianza efficace e capillare sul territorio altoatesino.
Il corso di formazione per guardiacaccia in via di svolgimento da metà febbraio presso la «Scuola Latemar», a Passo Carezza, è l’ottavo ad oggi, e vede fra le proprie particolarità quella del regime di alternanza idiomatica adottato: alcune lezioni si tengono cioè in italiano, altre (la parte preponderante) in tedesco, che è la madrelingua di tutti i corsisti. Questi ultimi sono diciotto, appartenenti a diverse fasce d’età e con differenti esperienze di studio pregresse, ma tutti accomunati dal desiderio di fare della propria passione per la fauna e per l’ambiente una professione.
Numerosissime le materie affrontate, che vanno dall’ecologia alla tecnica venatoria, dalla biologia della selvaggina alla legislazione, dall’igiene del carniere alle armi e balistica, passando per la cinofilia, il primo soccorso, l’informatica, la sicurezza sul lavoro e via dicendo. Il tutto, raggruppato agli effetti del piano di studio in cinque sovra-compartimenti tematici: «Ecologia e zoologia», «Gestione faunistica e tecnica venatoria», «Diritto», «Pratica venatoria», «Metodologia di lavoro».
Dopo una pausa estiva, impiegata anche per un periodo di «praticantato obbligatorio», il corso si concluderà in autunno con un articolato esame di abilitazione. E a qual punto, essendovi ragione di confidare in un buon esito medio dell’esame stesso, un corposo contingente di nuovi agenti venatori potrà entrare sul mercato del lavoro, a disposizione delle riserve altoatesine ove vi siano posti di guardiacaccia vacanti o prossimi a divenire tali per ragioni di turn over.
Mara Da Roit
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