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ANUU SULLA MODIFICA DELL’ARTICOLO 38: UNA SVOLTA EUROPEA PER LA CACCIA IN ITALIA

Postato il 01 Febbraio 2010 da lddc

Come riceviamo, così pubblichiamo il comunicato stampa Anuu sulla modifica all’articolo 38.

Il Senato ha approvato il testo della comunitaria dove si parla anche di caccia in chiave europea, che ora andrà in seconda lettura alla Camera dei Deputati. Occasione subito colta dagli avversari dell’attività venatoria (e dai troppi media compiacenti) per richiamare manifestazioni europee come nel caso dell’Anno Mondiale della Biodiversità, che - purtroppo, ma non inaspettatamente! - non hanno raggiunto i loro obiettivi e che bisognerà ripetere come si ipotizza a Bruxelles: altra occasione che in Italia verrà senz’altro sfruttata per dare addosso alla Caccia.

Si è tanto sproloquiato in questi giorni, in modo indecente, sul fatto che i calendari venatori non avrebbero più limiti temporali (il ridicolo slogan “caccia tutto l’anno”) allorché la chiave di volta diverrebbe, finalmente, il recepimento della Guida Interpretativa determinante in modo preciso tutti gli interventi normativi regionali. Questo è il documento importante che i cacciatori europei, fin dal 2004, hanno sottoscritto con BirdLife International e con il Commissario all’Ambiente UE: la Guida Interpretativa è sempre stata osteggiata in Italia dalle organizzazioni animaliste e ambientaliste per l’evidente ragione che renderebbe trasparente e lineare l’applicazione della Direttiva “Uccelli”, cosa che costoro non gradiscono per ovvi motivi.

Peraltro, se così la pensano le associazioni ambientaliste non ci sorprendiamo più di tanto, ma che atteggiamenti aprioristici e disinformati (volontariamente?) vengano da rappresentanti di governo, è veramente troppo. E’ un atteggiamento molto grave e inquietante, certo non degno delle cariche istituzionali rappresentate!

Vi è poi da precisare che la “comunitaria”, così approvata, disinnescherebbe il pluridecennale contenzioso avanti la Corte di Giustizia UE, evoluzione che dovrebbe far piacere a tutti gli Italiani,  a meno che ve ne siano di vogliosi di far condannare i loro compatrioti semplicemente “colpevoli” di amare la Caccia. Una mentalità distorta, sotto cui si celano chissà quali e quanti interessi. Seguiremo da vicino l’evolversi della situazione, prettamente italo-italiana!

ANUU Migratoristi

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2 Commenti Per Questo Post

  1. beniamino ha scritto:

    in Sardegna ritengo sia meglio sospendere la caccia dalla chiuura della stanziale sino al 5 novembre e prorogare l’apertura sino al 28 febbraio

  2. Pietro da Arzachena ha scritto:

    Bravo Beniamino, sono perfettamente in accordo con la tua tesi. Anche perché cosi facendo la selvaggina nobile stanziale avrà tempo per riappropriarsi del territorio e la selvaggina migratoria, fino a quel momento cacciata nelle altre parti d’Europa e Italia, trovando quiete e cibo potrà permanere più a lungo nella nostra regione.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.