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ANUU: UNA CACCIA SOSTENIBILE EUROPEA

Postato il 02 Settembre 2009 da DdC

Come riceviamo pubblichiamo -

Apertura per specie nella norma, quella di oggi, allorché in Grecia si cacciano quaglie e tortore fin dal 20 agosto, mentre in Francia, nelle località costiere (DPM - Domaine Public Maritime) la caccia è aperta - a seconda delle specie - da domenica 9 o da domenica 23 agosto. Idem in Spagna, dal 15 agosto per i cosiddetti “estatini”. Così prosegue il comunicato stampa ANUUMigratoristi: “ridicolo che i soliti ambientalisti abbiano tirato in ballo il torrido agosto per contrastare questi prelievi d’inizio settembre, che si esercitano su soggetti perfettamente maturi, grazie ai mesi scorsi che hanno favorito un ottimale andamento riproduttivo. Non c’è proprio niente di cui scandalizzarsi se all’alba di oggi, in alcune regioni italiane, caccia e cacciatori sono ritornati a essere attori sul terreno di una ruralità che resiste nonostante l’incalzare del cemento. Che l’apertura della stagione venatoria - termina l’ANUUMigratoristi - porti invece serenità e si passi finalmente dalla “caccia parlata” alla caccia praticata ragionata, in forma di prelievo corretto, programmato e controllato. In una parola, alla caccia sostenibile, condivisa dall’Unione Europea e dal Consiglio d’Europa con la sua Carta della Caccia Sostenibile, elemento pregevole di una ruralità da conservare”.

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.