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APPELLO DI COLDIRETTI E FEDERCACCIA: CACCIA, APPLICARE SUBITO LE MISURE URGENTI

Postato il 18 Giugno 2010 da lddc

La richiesta: in attesa dei regolamenti applicativi, la Regione deve adottare interventi immediati per raggiungere gli obiettivi previsti dalla nuova legge.

Misure immediate e urgenti per tamponare l’emergenza selvatici. Coldiretti e Federcaccia lanciano un appello forte e deciso alla Regione: dare al più presto seguito alla legge varata nell’ultimo scorcio della precedente legislatura con l’adozione dei regolamenti, e, nel frattempo, introdurre subito le misure già previste dalla norma per frenare l’avanzata degli ungulati che danneggia pesantemente l’agricoltura, minaccia l’ecosistema e la sicurezza di chi percorre le strade toscane.
“La legge regionale - dicono le due associazioni - è un passaggio decisivo per l’agricoltura, la caccia, l’ambiente e la difesa della biodiversità. Infatti risponde con il rafforzamento degli strumenti di gestione e con una ulteriore responsabilizzazione della componente venatoria alla sfida inedita e straordinaria creata dalla crescita abnorme degli ungulati sul territorio. Siamo consapevoli del fatto che mettere a punto il pacchetto complessivo ed organico dei regolamenti attuativi è un percorso complesso che necessita di approfondimenti adeguati e valutazioni attente. Alcune disposizioni presenti nella legge però possono e devono essere immediatamente applicate. Vanno attivate ad esempio azioni ordinarie ed all’occorrenza straordinarie di gestione per raggiungere e mantenere una densità di ungulati compatibile con la presenza di altre specie e con le attività produttive, a cominciare da quelle agricole, le più penalizzate dalle crescita fuori controllo dei selvatici. Occorre intervenire senza ulteriori ritardi sull’intero territorio regionale, comprese le zone soggette a regime di protezione e vincolo”, sostengono Coldiretti e Federcaccia.
A quattro mani vengono avanzate alla Regione anche la richiesta di riaprire i termini per l’iscrizione dei cacciatori toscani ad ulteriori ATC e di regolare la mobilità venatoria in tempo utile per l’apertura della prossima stagione venatoria.
Uno degli obiettivi prioritari è di arrivare al contenimento dei caprioli, per evitare danni pesanti alle coltivazioni agricole di pregio, in particolare ai vigneti. Coldiretti e Federcaccia sollecitano la Regione a definire le modalità per l’esercizio del potere sostitutivo, nel caso in cui le Province non approvino o non realizzino piani straordinari di gestione degli ungulati, e a verificare il rispetto dei tempi e dei compiti che la legge affida alle Province (tra gli altri, determinazione delle densità sostenibili degli ungulati, adozione dei piani di gestione e prelievo per garantire le densità sostenibili, individuazione delle cosiddette delle aree in cui la presenza degli ungulati non è compatibile con lo svolgimento delle attività agricole; il termine fissato dalla legge è scaduto il 31 maggio scorso).
Sull’argomento Coldiretti e Federcaccia chiedono all’ Assessore all’agricoltura un incontro “per decidere, dove necessario, l’adozione di ogni atto utile al raggiungimento degli obiettivi definiti dalla legge”.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.