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ARCICACCIA SCRIVE AI LEADER DEI PARTITI

Postato il 24 Febbraio 2010 da lddc

Come riceviamo pubblichiamo:

Roma, 24 febbraio 2010

On. Silvio Berlusconi Presidente Il Popolo della Libertà

On. Pierluigi Bersani Segretario Partito Democratico

On. Umberto Bossi Segretario Lega Nord Padania

On. Lorenzo Cesa Segretario UDC

On. Antonio Di Pietro Presidente Italia dei Valori

Onorevoli Presidenti, Onorevoli Segretari,

Il 28 e 29 marzo si torna a votare.

Nei prossimi giorni riceveremo una serie di “lettere elettorali” di candidati che inizieranno con “Caro amico cacciatore….”. Saranno accompagnate anche da foto degli autori vestiti in costosi abbigliamenti country, con cani, fucili e bigliettini del candidato abbinato a foto di “uccelli”, magari non cacciabili. Ci diranno che, se eletti, ci sarà da cacciare di tutto e di più.

Questo “rito” si ripropone da decenni, ad ogni tornata elettorale.

Siamo stanchi di questa ridicola e anche disonesta pubblicità ingannevole. E’ tempo di chiudere definitivamente con questo metodo.

Siamo consapevoli di essere una minoranza (anche un po’ attempata) ma rifuggiamo da qualsivoglia tentazione minoritaria che alcuni rappresentanti politici, eletti ai vari livelli, maldestramente e, ormai, noiosamente ci ripropongono.

E’ deplorevole ascoltare incitazioni da parte di coloro che auspicano la pacificazione sociale e che aizzano allo scontro le “corporazioni”, provocando ulteriori problemi a questo Paese. Non ultimo episodio, quello di certi “furbetti” del centrodestra che, con un blitz, così come dichiarato dal ministro Prestigiacomo, hanno voluto introdurre, al Senato, nella legge “Comunitaria” un articolo incostituzionale, ambiguo, lesivo delle competenze dello Stato in materia di tutela e conservazione delle specie selvatiche.

Il Governo ha annunciato che, alla Camera dei Deputati, si porrà rimedio alla “furbizia”; ci auguriamo che si approvi presto un testo che non riproponga dubbi di costituzionalità e ripristini certezza di diritto, anche al fine di eliminare quelle tentazioni degli ultras del mondo venatorio che, alla fine, non potranno che riportarci ai, già vissuti, tempi dei Referendum anticaccia.

Nel 1992 il Parlamento, intercettando il pensiero degli elettori (espressosi anche con un Referendum che non raggiunse il quorum – ma al quale parteciparono oltre 18.000.000 votanti), ha scritto le norme in vigore che hanno dettato i tempi, i luoghi, le specie per una caccia conservativa. Il confronto tra le parti più interessate, da allora, è rimasto nell’alveo di un civile contraddittorio tra culture anche profondamente diverse come nel mondo intero, perché la caccia è “una cosa del mondo”.

Alla luce dell’esperienza, intendiamo invitare tutte le parti politiche alla coerenza e all’onestà di comportamento, ricordando criticamente quanti, da posizioni animaliste estreme, oggi come ieri, giunti al Governo del Paese, delle Regioni e delle Province (e tra questi, ma non solo, i “Verdi”, divenuti Assessori all’ambiente o all’agricoltura), hanno poi gestito il rapporto con i cacciatori, abbandonando ogni demagogia, adottando, a volte, comportamenti non molto diversi dai “sedicenti amici della caccia”.

Allo sterile dibattito CACCIA SI, CACCIA NO – che sarebbe riproposto dalla presenza di rappresentanti delle posizioni più integraliste dell’animalismo nelle liste – occorre sostituire quello su come l’attività venatoria debba essere sempre più al servizio del Paese e della natura.

Illustri Onorevoli non inseguiremo i sedicenti “amici” delle “letterine” elettorali. Noi, anzi, vi chiediamo un intervento di “igiene ambientale ed anche morale” in materia di attività venatoria: non mettete nelle liste quanti hanno già amministrato e fatto “mala-politica”, in questa materia, promuovendo divisioni e polemiche per inseguire il facile e demagogico consenso tra i cacciatori o tra gli “anticaccia”. Basta con il cattivo uso di risorse pubbliche da parte di Amministratori che hanno ignorato la gestione faunistica e non investito nella valorizzazione dell’ambiente naturale.

Noi vogliamo concorrere fattivamente affinchè il 2010, anno internazionale dedicato alla Biodiversità, veda in Italia le energie e le risorse impegnate nell’obiettivo prioritario di tutelare ed arricchire il patrimonio faunistico. Le regole le ha dettate da tempo il mondo scientifico e noi vogliamo bandire dai nostri comportamenti quelle manipolazioni che il Paese paga con procedure d’infrazione e condanne da parte dell’Unione Europea. Riteniamo che debbano avere pieno riconoscimento gli agricoltori, mediante sostegni economici per i ripristini ambientali, per la prevenzione e per il risarcimento dei danni derivanti dalla presenza eccessiva, in particolare di ungulati, in alcune aree del Paese.

Per l’attività venatoria, quando correttamente organizzata e praticata, chiediamo rispetto, consapevoli dei limiti invalicabili fissati da norme rivolte alla tutela dell’interesse comune che noi apprezziamo.

Non propinate né a noi, né ad altri “specchietti per le allodole” per attirare facili adesioni dell’uno o dell’altro degli schieramenti. Confidiamo in programmi non “interpretabili” affinché: candidati, liste, coalizioni, partiti e quanti andranno alle urne respingano consapevolmente le strumentalizzazioni, le forzature non realizzabili indotte dagli estremismi inconcludenti e dannosi.

Se la materia venatoria verrà sottratta alla propaganda elettorale, la politica potrà accompagnare un nuovo percorso volto a garantire una sintesi virtuosa tra tutela della fauna e caccia sostenibile, mirando a migliorie possibili e ampiamente condivise dalla società. Ne trarrà vantaggio la bella campagna italiana e, forse, anche la politica alla quale, di nuovo, potremo sentirci orgogliosi di partecipare.

Distinti saluti

Il Presidente Arci Caccia

Osvaldo Veneziano

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4 Commenti Per Questo Post

  1. Pier76 ha scritto:

    Innanzitutto attempato sarà Veneziano. Poi i blitz come dice lui e qualche altro Ministro sicuramente, se blitz c’è stato, è stato fatto a nostro favore, cioè dei cacciatori. Poi io non ho mai ricevuto bigliattini con fintin cacciatori vicino ad animali protetti, anzi… di falsi amici della caccia, a parte Veneziano, non ne conosco.

  2. Pier76 ha scritto:

    dimenticavo di chiamarlo On.Veneziano, dato che sicuramente il suo prossimo passo sarà quello di presentarsi alle elezioni tra le fila del PD o del Sole che ride (speriamo pianga anche lui per un pò)

  3. MIRO ha scritto:

    presidente Veneziano,le infrazioni sulle deroghe si pagano per gli storni,i blitz per non inserirlo tra le specie cacciabili chi le esercità? Lei cosa fa per inserirlo.LEI SI PRESENTA PIù COME ANTICACCIA che presidente di una associazione venatoria,a mio modesto consiglio si Dimetta che è meglio

  4. Pietro da Arzachena ha scritto:

    Ai candidati che vestiti in “caccia di voti” busseranno alla mia porta risponderò così:
    Caro candidato: viste le innumerevoli prese per il c..o che noi cacciatori subiamo subito dopo aver votato questo o quello, io quest’anno voto scheda nulla così avrò la sicurezza di non aver di nuovo ricevuto promesse mai mantenute.
    Distinti Saluti un votante non elettore!!

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.