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ART 43: REAZIONI DAL FRONTE ANIMALISTA

Postato il 22 Aprile 2010 da lddc

Respinto il blitz di caccia selvaggia!”. Così esultano le associazioni animaliste Altura, Amici della Terra, Animalisti italiani, Cts, Enpa, Fare Verde, Greenpeace, Memento Naturae, No alla caccia, Lav, Legambiente, Lida, Lipu, Mountain Wilderness, Oipa, Una, Vas e Wwf Italia dopo il voto dell’articolo 43 della legge Comunitaria approvato ieri alla Camera. “Con il voto odierno, la Camera dei Deputati ha ribadito il suo chiaro no a “caccia selvaggia” e messo la parola fine ai tentativi di stravolgimento della legge sulla tutela della fauna”, si legge sul sito del Wwf.

“Doppietta selvaggia è stata fermata da un voto di coscienza trasversale, per il quale siamo grati al Parlamento, anche se è stato doloroso concedere alle doppiette la prima decade di febbraio”. Ha dichiarato Annamaria Procacci, consigliere nazionale dell’Enpa, che ha parlato inoltre di un “intollerabile abuso della caccia, che ci ha visto maglia nera nell’Unione” e quindi diun voto,quello di ieri, “che difende il diritto degli italiani a veder tutelata la propria sicurezza nei nostri boschi e nelle nostre campagne, già oggi minacciata da una stagione di spari troppo lunga”. Nell’anno della biodiversità, ha poi concluso la rappresentante dell’Enpa, “approvare la deregulation venatoria in nome di una pratica ludica, cioè dell’uccidere per divertimento, sarebbe equivalso a un insulto contro il patrimonio di vita del pianeta”.

Ancora più ruvide le considerazioni della Lac: “Il possibile allungamento di 10 giorni dei calendari venatori regionali è frutto di un miserevole “mercato dei tappeti” a Montecitorio”, ha commentato l’associazione animalista, secondo cui l’Ispra verrà sottoposto a chissà quali pressioni politiche. “Tra chi diceva un mese o due in più e chi diceva nulla - ha concluso la Lac - alla fine la lobby armiera potrà vendere cartucce anche per la prima decade di febbraio”.

VittorioCogliati Dezza, presidente di Legambiente, definisce “inspiegabile” la concessione di allungare la stagione venatoria anche se di pochi giorni. “Chiediamo ora, con forza - ha dichiarato all’Asca - che venga definitivamente accantonata qualsiasi altra ipotesi di deregulation della caccia, a cominciare dal testo presentato dal senatore Orsi”.

Allineato al pensiero animalista, anche il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli: “L’approvazione della modifica all’emendamento della legge comunitaria - ha dichiarato all’Asca - respinge l’assalto che le lobby venatorie e degli armieri volevano fare ai danni degli animali del nostro Paese”. “Ora il ministro dell’Ambiente, Prestigiacomo - ha ribadito Bonelli in linea da quanto espresso dalla Lac - deve dare massima garanzia di autonomia dai condizionamenti politici verso l’Ispra, che deve emettere un parere scientifico”.

E con Danilo Selvaggi, responsabile rapporti istituzionali Lipu-BirdLife Italia, chiudiamo la rassegna delle opinioni dal fronte animalista: Abbiamo mobilitato tutta la Lipu per far sentire la nostra protesta - ha dichiarato Selvaggiin riferimento all’approvazione dell’articolo 43 - ma al tempo stesso dimostrato, assieme all’intero movimento ecologista, un senso di responsabilità che è totalmente mancato agli ultrà della doppietta”.

A.B.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.