ASS. CACCIATORI VENETI-CONFAVI CONTRO LA PROPOSTA DI CALENDARIO VENATORIO REGIONALE, URGE INCONTRO CON LA GIUNTA
Postato il 16 Giugno 2010 da lddc
“Il mondo venatorio del Veneto intende adottare ogni utile iniziativa al fine di scongiurare il pericolo di veder applicato un provvedimento che, oltre a stravolgere le tradizioni venatorie di questa Regione, finirebbe per creare un grave danno a tutti coloro che vogliono garantire una corretta gestione del patrimonio faunistico e ambientale nel Veneto”. Così Maria Cristina Caretta, Presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti-Confavi, ha chiesto un incontro urgente al Presidente della Giunta regionale per esprimere la “determinata contrarietà del mondo venatorio del Veneto” alla proposta di calendario venatorio predisposta dal neo assessore regionale alla caccia, il leghista Daniele Stival.
“Nel nome di un malinteso federalismo venatorio- scrive la Caretta nella missiva indirizzata al presidente della Giunta regionale Luca Zaia, a tutti gli assessori e a tutti i consiglieri regionali - l’assessore regionale alla caccia propone modalità di gestione della fauna selvatica che, lungi dal garantire una corretta gestione del patrimonio faunistico ed ambientale nella nostra regione, spalancano la porta ad una “babele venatoria” che porterebbe solo al caos normativo, tanto da disorientare non solo i praticanti dell’attività venatoria, ma anche coloro che sono chiamati ad applicare le normative vigenti ed a coloro che sono chiamati a farle rispettare”.
Contestati dal presidente dell’Associazione Cacciatori Veneti – Confavi, non solo la differenziazione del prelievo venatorio da Provincia a Provincia e a tra Ambiti Territoriali di Caccia ricadenti nella stessa Provincia, ma anche l’inserimento del concetto di “carniere stagionale unico alla migratoria” che dimezzerebbe il carniere stagionale sinora previsto per ogni singolo cacciatore “senza alcuna giustificazione di natura tecnico scientifica”.
Forte preoccupazione viene espressa anche per la proposta di inserire il cinghiale tra le specie normalmente cacciabili, eventualità che potrebbe comportare la proliferazione di questa specie, con danni ingenti alle colture agricole e alle altre specie selvatiche.
Criticati anche “gli inutili appesantimenti burocratici previsti nella proposta del neo assessore per l’utilizzo del piccione domestico quale richiamo vivo nella caccia da appostamento” e il divieto di prelevare alcune specie di selvaggina migratoria nei primi dieci giorni di febbraio, possibilità prevista dall’art. 42 della legge Comunitaria recentemente approvata dal Parlamento italiano.
L’Associazione Cacciatori Veneti-Confavi, concordemente con tutte le altre associazioni venatorie aderenti al Coordinamento delle Associazioni Venatorie del Veneto, ha chiesto quindi al presidente della Giunta regionale del Veneto un incontro urgente per sottoporre alcune motivate proposte alternative a quelle avanzate dal neo assessore regionale alla caccia, supportate da dettagliati elementi di natura tecnico scientifica e legislativa.
Arianna Biagi
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17 Giugno 2010 alle 17:24
CONFAVI non è certo il verbo anzi la Carretta parli per i suoi soci anche se numerosi e non per il mondo venatorio in generale perchè non certo Lei lo rappresenta e se lo rappresenta non lo rapprsenta certamente bene se non per la sola provincia di Vicenza. Ricordo che questa maggioranza politica regionale è stata votata per dare autonomia alle province ed è questo che deve fare come promesso.Presidente Zaia e Assessore Stival siate persone di parola date alle province del Veneto l’autonomia ,iniziamo dalla caccia per dare l’esempio, non cedete su proposte anche se da rispettare di una associazione venatoria che della caccia si serve per fare politica anche se si trova nella vostra coalizione. Vicenza non è il Veneto e la maggioranza dei cacciatori nel Veneto non sono rappresentati da Carretta. Le province del Veneto chiedono autonomia quella autonomia gestionale attesa da molti anni dal mondo venatorio La rappresentante di Confavi interpelli i propri rappresentanti negli ATC delle province di Venezia Padova Treviso Rovigo Verona e si renderà conto che anche essi chiederanno autonomia gestionale per gli Ambiti di caccia. Accetto che Carretta voglia dare degli indirizzi all’assessore ma le ricordo che Elena Donazzan non è più assessore alla caccia e Galan ora è ministro e che Confavi non è l’associazione di maggioranza del mondo venatorio. Cercate di non fare come per i famigerati corridoi dove vi siete lavati le mani tranne in provincia di Treviso dove avete due bravi rappresentanti di ATC, dove anche essi chiedono autonomia gestionale Autonomia gestionale significa poter cacciare in un ATC secondo il volere dei soci e all’interno di regole certe imposte dalla regione. Non si può gestire la caccia solo facendo gli esattori per poter liberare polli colorati.