Nella categoria | Caccia

ASSOCIAZIONE VITTIME DELLA CACCIA CONTRO L’INTRODUZIONE DEL REATO DI OSTRUZIONISMO

Postato il 30 Giugno 2010 da lddc

“Siamo di fronte ad una forzatura antidemocratica e illiberale”. Con queste parole, Daniela Casprini, presidente dell’Associazione vittime della caccia, commenta l’annunciata presentazione del DdL da parte del senatore Valerio Carrara per istituire, in Italia come in Francia, il reato di ostruzionismo alla caccia. Non solo una “forzatura antidemocratica”, ma anche “un palese tentativo di intimidazione, anche se non il primo, nei confronti della maggioranza dei cittadini contrari all’attività venatoria, sia per motivi etici che per i danni provocati da questa obsoleta e crudele pratica”. Secondo l’associazione, l’obiettivo del Ddl sarebbe quello di “imbavagliare, non solo il legittimo dissenso alla caccia, ma anche la voce di chi vivendo in campagna, è costretto a difendersi dalla furia impallinatrice dei cacciatori che ad ogni stagione si riversa contro gli animali e le persone”. Ammonito il senatore Carrara: “Si ricordi - tuonano dall’associazione - che la sicurezza dei cittadini in rapporto all’esercizio dell’attività venatoria è un diritto primario e non può essere in alcun modo compresso!”.
Secondo l’Associazione vittime della caccia, contrapporsi alla presenza di gente armata “che pensa di vagare impunemente nelle immediate vicinanze di abitazioni o a ridosso di sedi stradali” sarebbe un “sacrosanto atto di legittima difesa”, ed esprime “la sua più netta contrarietà e profondo sdegno al tentativo del Senatore Carrara di conferire un’ulteriore status di intoccabilità alla lobby venatoria, in barba anche al libero esercizio di critica e di pensiero, elementi questi, fondanti della nostra Costituzione”. Ultimo ma perentorio l’avviso che”l’opinione pubblica si mobiliterà in massa al fine di bloccare questo DDL e screditare quanti ancora insistono ad imporre la barbarie alla maggioranza degli italiani contrari”.
A.B.

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.