Nella categoria | Luoghi e racconti

ATTACCATO DA UN CINGHIALE, SI SALVA GRAZIE ALLA SCARPA CORAZZATA DEL FIGLIO

Postato il 04 Dicembre 2009 da DdC

Per due abitanti di Sorico, in provincia di Como, una tranquilla passeggiata vicino casa si trasforma in un’esperienza traumatica.”Con me e mia moglie c’era anche il nostro cane Rebù - racconta l’ex cacciatore Mario Nonini in una dichiarazione apparsa sul sito www.laprovinciadisondrio.it - che a un certo punto è salito fin dinanzi a un ammasso di rovi e si è messo ad abbaiare con insistenza. Ho pensato che avesse individuato qualche animaletto selvatico e, visto che i miei ripetuti richiami non avevano effetto, sono salito per prenderlo. All’improvviso dal cespuglio è sbucato un bestione di almeno un quintale, sicuramente un maschio, che ha azzannato Rebù squartandogli il ventre: d’istinto ho cercato di prendere il cane, ma il cinghiale si è avventato su di me facendomi cadere all’indietro. Ho sentito un dolore lancinante a un polpaccio e con l’altro piede sono riuscito a sferrare un calcio sul grugno dell’animale con tutta la forza che avevo”. Colpito da uno scarpone corazzato, il suino selvatico ha mollato la presa ed è scappato nel bosco. “Di solito per la passeggiata domenicale indosso scarpe da tennis - riferisce il malcapitato cittadino di Sorico - ma nell’occasione ho voluto provare gli scarponi ancora in ottimo stato che mio figlio, adolescente in piena fase di crescita, ha smesso perché troppo piccoli: direi che sono risultati provvidenziali, perché una scarpa da tennis avrebbe fatto solo solletico a un cinghiale di quella stazza”.

La giovane moglie di Nonini è ancora scioccata, e il povero Rebù è stato soppresso per evitargli un’inutile agonia. Mario, invece, con la gamba ancora dolorante per la profonda ferita causata dal morso del cinghiale, lancia un monito ai suoi compaesani: “Penso anche alle tante altre persone, bambini compresi, che nelle belle giornate frequentano il sentiero sopra casa mia. A tutti dico di stare attenti, perché quel cinghiale è ancora in circolazione”.

A.B.

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3 Commenti Per Questo Post

  1. domenico ha scritto:

    AMMAZZATELI TUTTI PENSATE SE PRENDEVA IL BAMBINO………..

  2. leonardo ha scritto:

    ANZI MANDATE NEI BOSCHI CON I CINGHIALI LE 2 MAESTRE DELL’ASILO INCRIMINATO

  3. Mario Monetti ha scritto:

    DOMENICO E LEONARDO perfettamente daccordo. Un caro saluto dalla mia Puglia. CIAOOOO

    Mario Monetti
    VicePresidente Provinciale FIDC Brindisi

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.