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ATTACCHI ALLE GREGGI IN MUGELLO: RISPONDE LA PROVINCIA

Postato il 01 Luglio 2010 da lddc

La morte della mucca e del capriolo segnalati dalla stampa non sarebbero frutto di aggressione di lupi. A dirlo è l’assessore all’Agricoltura della Provincia di Firenze Pietro Roselli. “Il primo caso - si legge sul sito www.radiomugello.it - sembrerebbe determinato piuttosto dal temporale, mentre nel secondo caso la carcassa presenta i segni di avvoltoi e di una volpe”. Passando a un piano più generale, la Provincia sta intervenendo nel Mugello a tutela e protezione degli allevamenti, riscontrando nell’ultimo anno una riduzione delle aggressioni da parte dei lupi (93 per cento), anche grazie alla dotazione di dissuasori sonori forniti agli allevatori e a recinzioni studiate per la necessità. “L’esperienza condotta dalla Provincia - si legge sul sito - sta facendo scuola nelle altre aree della Toscana e d’Italia per proteggere gli allevamenti dai lupi”. Smentendo notizie riportate da organi di stampa, Roselli ha detto che i cinghiali non attaccano le greggi, né pecore, né le mucche. La loro presenza si è peraltro ridotta per il piano di abbattimento approvato dalla Provincia di Firenze che ha anche previsto una più efficace operazione di contenimento e di controllo dei caprioli che danneggiano le colture (più nel Chianti che nel Mugello).
“Al di là del presunto ’suicidio’ della mucca - ha ironizzato Lensi, consigliere provinciale di Forza Italia - quel che emerge è un panorama anomalo di mutazione di quella parte della nostra provincia. Vi sono i segnali di un cambiamento sostanziale dell’ecosistema in Mugello. Le infrastrutture che sono state poste in quel territorio hanno certamente modificato l’equilibrio. Gli animali vanno alla ricerca di cibo e acqua perché dove andavano prima non ne trovano più”.
“Prendo atto della risposta di Roselli - ha commentato Cordone, capogruppo del Carroccio in Provincia - Ma non penso che alcuni allevatori dicano fesserie quando spiegano che se fossero consentiti più abbattimenti di certi animali selvatici, forse ci sarebbe una situazione più tranquilla. Bene che i giornali ne abbiano parlato perché quando emergono certe notizie c’è un fondo comunque di verità”.
A.B.

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1 Commenti Per Questo Post

  1. ugus ha scritto:

    Mi giunge nuova che nel Mugello siano tornati gli avvoltoi. Penso si tratti di una razza particolare abbastanza comune di questi tempi a due gambe ma senza ali!! Oh biscari, ma chi credete di pigliare per il c….o!!??. O è stato il lupo o cani inselvatichiti.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.