Nella categoria | Ambiente e Fauna, Associazioni

Attività estrattiva in Provincia di Modena. Bisogna vigilare.

Postato il 24 Aprile 2009 da DdC

Nel mese di marzo 2009 la Provincia di Modena ha assunto la delibera di approvazione del nuovo Piano sulle attività estrattive con la previsione di soddisfare nei prossimi dieci anni un fabbisogno di 23 milioni di metri cubi di ghiaie e sabbie alluvionali. La zona individuata a tale scopo è localizzata nella media conoide alluvionale del fiume Panaro, che ricade nei comuni di Spilamberto, San Cesario sul Panaro, Castelfranco Emilia, Savignano sul Panaro.

Nei poli estrattivi localizzati in quest’area è concentrata la maggior parte degli impianti di lavorazione e trasformazione degli inerti e tra essi un nuovo grandeimpianto per la produzione del conglomerato bituminoso (asfalto). È di tutta evidenza come programmi estrattivi di tale portata e gli annessi impianti industriali siano all’origine di un impatto ambientale devastante, con effetti rilevanti sulle acque sotterranee e superficiali, sull’inquinamento e sulla salute della popolazione residente. Come è noto, Ekoclub International non appartiene a quella categoria di Associazioni che hanno fatto della sindrome Nimby (Not in) il loro cavallo di battaglia. La protezione my backyard, Non vicino a casa mia dell’ambiente non si realizza con il no, grazie ad ogni iniziativa di sfruttamento delle risorse naturali, bensì con il si al razionale utilizzo di quanto la natura è in grado di offrire per uno sviluppo sostenibile.

Un tale approccio di pensiero va applicato anche alle aree estrattive della Provincia di Modena ed è per questo che la nostra Associazione condivide e sostiene i cittadini di questi territori, che giustamente pretendono che lo sfruttamento del loro ambiente avvenga sulla base di scelte di pianificazione equilibrate e nel rispetto di meccanismi di controllo certi.

Quindi si alle cave, ma con giudizio e sulla base di una pianificazione che consideri questi elementi prioritari:

  • una convincente valutazione di impatto ambientale,
  • il ridimensionamento dell’estensione delle aree individuate per le attività estrattive all’effettivo bisogno di inerti (ghiaie e sabbie) a livello provinciale,
  • gli interventi di ripristino finale delle zone oggetto di scavo.

Alla luce delle preoccupazioni manifestate dalla cittadinanza, siamo certi che la Provincia di Modena e le Amministrazioni comunali interessate dal piano assumeranno un comportamento responsabile nell’interesse dell’intera comunità, un comportamento che preveda un monitoraggio annuale dell’attività estrattiva rendendo partecipi tutti ad un tavolo di confronto democratico.

Presidente Ekoclub International

Mario Spagnesi

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.