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CACCIA ILLECITA: SE NE VANTA SUL WEB E ARRIVA LA SANZIONE

Postato il 09 Febbraio 2010 da lddc

“Si prendeva gioco degli agenti, invitando anche gli altri cacciatori a violare le norme, vantandosi di averlo fatto molte altre volte”.
L’assessore provinciale alla caccia Alberto Preioni descrive così l’insolito caso di un cacciatore di Pallanzeno, in Provincia del Verbano Cusio Ossola, che avrebbe fatto bella mostra delle proprie scorribande venatorie su alcuni siti di caccia. A denunciarlo alla polizia provinciale sono stati gli stessi responsabili dei siti internet, che non potevano certamente considerarlo un “collega”, ma a inchiodarlo sarebbero bastate le sue stesse, inconfutabili prove sparse nel web. “L’ossolano” si legge su La Stampa di Novara e Provincia “per giustificare la quantità delle prede, in un primo tempo ha cercato di coinvolgere altri cacciatori, ma tutti hanno escluso di averlo accompagnato nelle sue cruente battute”. Ad aggravarne la posizione, inoltre, l’addestramento di cani in tempo di divieto e l’esercizio dell’attività venatoria nel primo anno di rilascio della licenza senza accompagnatore. Al trentenne di Pallanzeno è stata comminata una sanzione amministrativa di 874 euro, da pagare in fretta, onde evitare l’aumento fino a 3000 euro.

A.B.

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2 Commenti Per Questo Post

  1. Orlando della Fonte ha scritto:

    Ad uno così dovrebbe essere tolta la licenza e successivamente spedito in China per esssere riabilitato umanamente

    Orlando

  2. vittorio ha scritto:

    di gente cosi se ne trova in tutti gli atc

La caccia non ha eta
il cananale della dea su youtube
il cananale della dea su twitter
Caccia e tiro - Il cacciatore italiano - periodici Greentime
Pescasport - Arco - periodici Greentime
Le video interviste de La Dea della caccia
NON SOLO CACCIA

Ringraziamo il maestro, psicologo e poeta Fausto Desideri per averci concesso di pubblicare qualche sua opera. Abbiamo scelto per voi una poesia scritta in romanesco.

L’UNICA COSA CHE NUN SD PO’ COMPRÀ
L’unica cose che nun se po’ comprà
Né coi sordi né cor baratto
In nessuna parte de ‘sto monno matto
E’ quella che l’omo chiama povertà

La legge è giusta e pe’ tutti uguale
E proibisce sia ar povero che ar ricco
A quell’intelligente o pure ar miccio
A chi comanna e a chi poco vale,

D’addormisse pe’strada o sotto i ponti
Da rubasse dar fornaro er pane
De chiede ‘po’ d’affetto come er cane
D’elemosinà pè fa quadrà li conti.

Fortuna c’è la giustizia ner creato
Che quanno se parla de li poveri
Te mette uguale l’omo d’ogni stato.

Ma li diritti è ’nutile che speri
So’ uguali solo drento i cimiteri.

Fausto Desideri