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CACCIA, RURALITÀ E URBANIZZAZIONE, LA PROSPETTIVA DEL SENATORE ORSI NEL SERVIZIO VIDEO

Postato il 23 Novembre 2009 da DdC

Belle e puntuali le parole riguardanti la figura del cacciatore pronunziate dal Sen. Orsi, il 17 Novembre scorso a Palazzo Giustiniani, a Roma. “Se voi chiedete ad un cacciatore moderno, come uomo come si sente innanzitutto, troverete in professionisti, politici, persone realizzate, il loro essere cacciatori come uno degli elementi fondamentali della propria umanità.” Il senatore sottolinea anche la grande passione che anima chi pratica l’attività venatoria: “Andare a caccia significa alzarsi ad ore impossibili, prendere un freddo esagerato, spendere un sacco di soldi, e fare una serie di cose che soltanto una grande molla e una grande passione incondizionata può provocare“.

Partendo da questi assunti, Orsi ci ha regalato un’interessante prospettiva su cui riflettere: “Perché l’Italia è indietro rispetto agli altri Paesi europei, sia a livello normativo e sia a livello di riconoscibilità dell’attività venatoria come attività e cultura che ha una cittadinanza nel nostro paese?Perché noi siamo il meno rurale dei paesi europei. L’urbanizzazione culturale, urbanistica ed economica che ha avuto il nostro Paese è superiore a quella che hanno avuto gli altri grandi paesi europei.” L’urbanizzazione che in Italia è stata superiore e più fulminea, per ragioni storiche e politiche, rispetto ad altri Paesi d’Europa, avrebbe quindi creato quel “fenomeno urbano” che ha generato questo “particolare ambientalismo in Italia, (…) condizionato dai mass media, dal buon senso dei salotti e mancante di quell’esperienza di vita (…) nella campagna, che poi porta a quelle posizioni, ahimè,(…) che sono prive della conoscenza e dell’esperienza e della radice culturale“.

È innegabile che “la caccia appartiene alle radici della civiltà primitiva, ed è appartenuta per moltissimi anni all’evoluzione della società“. Le ragioni della mancata cittadinanza del mondo venatorio nel nostro Paese, ma anche la “debolezza del mondo agricolo“, sono da rintracciare nel fenomeno urbano che ha spazzato via le tradizioni contadine aprendo la strada a quelle cittadine. Molti e diversi i buoni spunti del Senatore Orsi nel video di approfondimento che vi proponiamo, che non sono interessanti solo per chi a questa cultura appartiene e vuole che continui a esistere, ma anche per chi non pratica la caccia.

Viola Del Campo

il video

Il reportage del convegno FareAmbiente: LE TELECAMERE DELLA DEA IN SENATO. AL CENTRO DEL DIBATTITO CACCIA, AMBIENTE E 157/92

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1 Commenti Per Questo Post

  1. francesco ha scritto:

    E’ possibile avere in qualche modo,anche scritto,l’inizio dell’intervento del Sen Orsi? Ero presente ma la mia personale registrazione ha avuto dei problemi all’inizio.
    Grazie e complimenti per l’esaustivo servizio.

2 Trackbacks Per Questo Post

  1. LE TELECAMERE DELLA DEA IN SENATO. AL CENTRO DEL DIBATTITO CACCIA, AMBIENTE E 157/92 | La Dea della caccia ha scritto:

    [...] CACCIA, RURALITÀ E URBANIZZAZIONE, LA PROSPETTIVA DEL SENATORE ORSI NEL SERVIZIO VIDEO [...]

  2. POLITICA, CACCIA E 157/92: GLI INTERVENTI DI ORSI, D’ALÌ E RUSSO  | La Dea della caccia ha scritto:

    [...] CACCIA, RURALITÀ E URBANIZZAZIONE, LA PROSPETTIVA DEL SENATORE ORSI NEL SERVIZIO VIDEO [...]

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.