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CALENDARIO VENATORIO UMBRO: FIDC, LIBERACACCIA, ANUU ED ENALCACCIA SCRIVONO ALLE AUTORITÀ

Postato il 20 Luglio 2010 da lddc

Con una lettera indirizzata al Presidente della Giunta Regionale dell’Umbria, all’assessore Regionale Caccia e Pesca e al Presidente della III Commissione Consiliare Permanente, Federcaccia, Liberacaccia, AnuuMigratoristi ed Enalcaccia hanno chiesto di rivedere il calendario venatorio per la stagione 2010/2011, là dove stabilisce (punto B -capoverso 6) il divieto di caccia alla specie Starna in 12 comuni dell’Umbria ricompresi nell’A.T.C. Perugia 1.
Le scriventi Associazioni - si legge nella lettera inviata alla Regione - chiedono formalmente di rivedere tale decisione alla luce delle note sottoelencate e in considerazione del fatto che la scelta delle località vincolate andrebbe attuata secondo i criteri tecnici citati:
- individuazione preventiva dei territori interessati;
- scelta oculata dei riproduttori;
- miglioramenti ambientali preventivi;
- scelta dei singoli siti di lancio della specie;
- bassa o nulla meccanizzazione agricola nei siti prescelti;
- scarso o uso nullo di concimi chimici;
- non uso di pesticidi, diserbanti e insetticidi;
- diversificazione delle colture con privilegio delle cerealicole;
- ridotta estensione di una stessa coltura con presenza di siepi, fossati, alberi da viti ecc.;
- ridotta presenza di fauna opportunista predatrice, in particolare corvidi e volpi.
Nei territori dei comuni gravati da “divieto di caccia” sono state effettuate, nel periodo febbraio-marzo 2010 e in base ad un Piano sostanzialmente invariato da anni, ingenti operazioni di ripopolamento da parte dell’A.T.C. Perugia 1 con ben 666 capi di Starna provenienti da allevamento (presumibilmente non selezionati ai fini del progetto) e attualmente sono in corso prove cinofile su territorio libero a fini di ripopolamento (territori scelti solo in funzione delle necessità cinofile), che comporteranno un’ ulteriore immissione “estiva” di non meno di 700 capi di Starna, da definire in gergo “pronta caccia”.
“Le scriventi Associazioni - prosegue la lettera - si dichiarano favorevoli a un progetto condiviso di recupero della specie Starna, come sostenuto unitariamente sia in sede di Consulta Faunistico-Venatoria Regionale che in sede di Audizione con la III Commissione Consiliare Permanente della Regione, che privilegi però la scelta preventiva e oculata di territori idonei protetti (Demanio Statale e Regionale, Parchi e Oasi naturali, Zone Ripopolamento e Cattura scelte in base alla vocazione territoriale per la specie, Fondi Chiusi significativi per estensione) ma non preceduto da generici “divieti” in territorio libero. Le scriventi Associazioni chiedono pertanto un incontro in tempi brevi per illustrare i contenuti del “Progetto” a supporto e tutela delle richieste pervenute in tal senso dalle nostre Sezioni e dai Circoli territoriali, progetto che abbia però un valido supporto tecnico-scientifico e finanziamenti certi da parte delle Istituzioni
“.

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mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.