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CAMPAGNA TESSERAMENTO FIDC 2009-2010: INTERVENTO DEL CONSIGLIERE PROVINCIALE DI PERUGIA DEL PDL GIAMPIERO PANFILI

Postato il 23 Luglio 2009 da DdC

Come riceviamo così pubblichiamo le considerazioni di Giampiero Panfili, Consigliere Provinciale - Perugia, su quanto sta accadendo relativamente al manifesto utilizzato da Federcaccia per il tesseramento 2009-2010.

In merito alle recenti, strumentali polemiche che hanno investito la Federazione Italiana Della Caccia in relazione al manifesto per la campagna tesseramenti 2009-2010, desidero esprimere - come cittadino, come cacciatore iscritto ad altra associazione venatoria e come consigliere provinciale - la mia totale solidarietà al Presidente Nazionale di Federcaccia Gian Luca dall’Olio, che insieme al suo staff ha scelto un’immagine certamente dal forte impatto emotivo, ma nella maniera più assoluta non lesiva di alcun diritto dell’uomo o dell’infanzia, né tantomeno evocativa di chissà quale conflitto bellico.

Il manifesto di Federcaccia mi ha fatto tornare indietro negli anni, quando anch’io accompagnavo mio padre nelle sue uscite a caccia, convincendomi ancor di più della necessità di tramandare questa importante tradizione della ruralità italiana, troppo spesso vessata a livello mediatico e istituzionale.

Pertanto, colgo l’occasione per stigmatizzare ancora una volta il fatto che, in Italia a differenza di tutto il resto d’Europa, l’attività venatoria e tutti coloro che la esercitano siano sempre più penalizzati, augurandomi che la caccia goda presto di una nuova legge-quadro nazionale.

Giampiero Panfili

Consigliere Provinciale - Perugia

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1 Commenti Per Questo Post

  1. piergiorgio ha scritto:

    Giampiro sono d’accordo con la tua esternazione giusta come cittadino ma ancora più giusta come rappresentante della collettività inbocca al lupo

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.