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CANI: ABBANDONARLI È INCIVILE, CRUDELE E PERICOLOSO

Postato il 17 Giugno 2009 da DdC

Con l’arrivo dell’estate le cronache tornano a parlarci di un triste ed incivile fenomeno: l’abbandono dei cani. Uno degli ultimi episodi è stato denunciato dal presidente provinciale dell’Ekoclub International di Benevento, Luigi La Monaca: “La nostra associazione è dovuta intervenire in una contrada di Benevento per dare un primo aiuto a due giovani cani, abbandonati da un’auto in aperta campagna. - si legge in un comunicato - Peccato che un nostro associato non sia riuscito a prendere il numero della targa dell’autovettura, altrimenti avremmo provveduto ad adire le vie legali nei confronti di persone che perpetuano questo ‘rito’ estivo. Ora Ekolcub Benevento chiede a tutti coloro che leggeranno questo comunicato di segnalare eventuali casi di abbandono alle autorità competenti e, per quanto è nelle loro possibilità di dare da bere e mangiare ai cani randagi (naturalmente senza imbrattare con contenitori le strade). Per i due cani, di sesso maschile e di età compresa tra i 5 e 7 mesi, chiunque volesse e potesse adottarli si può rivolgere al presidente di Ekoclub International al 3394455829“.

Ekoclub e Federcaccia non sono nuove ad iniziative di questo tipo, il responsabile relazioni esterne di Ekoclub, Gian Luca Bardelli, ha infatti ideato, in collaborazione con l’attuale presidente Fidc Gianluca Dall’Olio, il primo calendario di Federcaccia, il cui ricavato, in parte, è andato proprio ad una associazione che si occupa di cani abbandonati, la V.A.L di Gaeta.

I cacciatori possono fare molto per contrastare il fenomeno dell’abbandono di cani, segnalando eventuali irregolarità alle autorità competenti. Questa triste pratica sembra essere cresciuta, rispetto all’anno scorso, del 25% e solo durante il ponte del 2 giugno ne sono stati abbandonati oltre 500. Abbandonare un cane è un atto di grande inciviltà, che oltre ad essere crudele nei confronti dell’animale rappresenta anche un pericolo per i possibili incidenti automobilistici e per la possibilità che i cani si organizzino in branchi diventando violenti, come le cronache ci hanno tristemente raccontato. Allora vigiliamo tutti, per difendere i nostri amici a quattro zampe.

La Dea della Caccia

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5 Commenti Per Questo Post

  1. ugus ha scritto:

    Stai a vedere che “il deficiente” ambientalista talebano di turno imputa a noi questa pratica immonda. La DALLACHIESA ci ha già provato dicendo che sono i cacciatori cinghialai a praticare l’abbandono dei cani “per non dargli da mangiare quando è chiusa la caccia”. Ma si può essere così in malafede!!?? Sono sicuro che non crede nemmeno lei alla stupidaggine che ha detto. Pensare che ho avuto il piacere e l’onore di conoscere e servire quel grande uomo che era suo padre.!! Penso che abbia preso tutto di mamma!!

  2. Giulio Usai ha scritto:

    Se la Dalla Chiesa sapesse quanto costa un cane da cinghiale forse capirebbe di avere detto una imbecillità.
    Da parte mia ho raccolto/accolto il giorno di Natale un cane abbandonato da un delinquente e non è un cane da caccia. E pensare che, vivendo in appartamento, mi ero ripromesso di non farmi mai un cane e semmai fosse dovuto accadere di farmelo sarebbe dovuto essere solo da caccia!!! Eppure ora il trovatello e a casa mia.
    La pratica dell’abbandono è diffusa tra tutta la gente senza scrupoli che detiene un cane ed anche se non si possono escludere a priori i cacciatori ( ce ne sono di senza scrupoli anche nella nostra categoria) è assurdo pensare che si spendano tanti soldi e che si fatichi sette cammice per addestrare un cane a diventare un buon ausiliario da caccia per poi abbandonarlo a fine stagione.
    Questa sola considerazione dovrebbe essere sufficiente a non far venire sospetti sui cacciatori.

  3. Ezio ha scritto:

    Sapessi quanto ti capisco caro Ugus!

    Ciao.
    Ezio.

  4. fabio ha scritto:

    BRAVO DALL’OLIO CHE BELLA INIZIATIVA!

  5. armandorusso ha scritto:

    Ma come si fa ad abbandonare esseri viventi cosi meravigliosi e fedeli?-Ho un cane di 10 anni-un incrocio tra il pastore belga e tedesco… ed altro- volgalmente detto “bastardo”- è di media taglia- manto nero -con macchia bianca sul petto- si chiama black(nero).Gli devo dire grazie per la compagnia ed affetto che mi da-Vive in una cuccia su un terrazzino interno di casa mia-ogni giorno -ci vediamo-giochiamo- e poi facciamo la passeggiata insieme.Ho dei sacrifici da fare,tipo -trovare persona che lo accudisce in qualche mia assenza di un paio di giorni-uscire ogni giorno con lui-fargli la pappa-ma questi sacrifici sono ampiamente ripagati ed il suo affetto ti da la forza di continuare.L’iniziativa dell’Ekoclub è importante -forse bisognerà attivarla in tutta la nazione- isole conprese.Con un poco di buona volontà: La proporro’ al mio prossimo Consiglio Regionale Ekoclub-Sicilia- Un caro saluto Armando Russo- Ekoclub-Sicilia p.t.Messina 19.6.09

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.