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CASERTA: SOLO CONTRO TUTTI PER RIAVERE IL TITOLO DI GUARDIA VENATORIA

Postato il 01 Luglio 2010 da lddc

È deciso a portare avanti fino in fondo la sua battaglia per riavere il titolo di guardia venatoria. Parliamo di Mattia Parente, protagonista di una serie di vicissitudini legali, fatte e subite, oggi pronto a passare al contrattacco. Ai suoi amici, il permesso di esercizio delle funzioni di guardie ittico-venatorie è stato rinnovato: a lui non ancora, ma non per questo getta la spugna. “Anzi - spiega il sito www.casertaweb.com - ricava nuova linfa dalla sentenza con cui, il 10 giugno scorso, il giudice Piccirillo ha condannato il presidente provinciale e regionale dell’Enalcaccia, Mario Cei, ad 1 anno e 6 mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese processuali”. Per quella vicenda Parente s’era costituito parte civile e, perciò, il presidente è stato chiamato, in aggiunta, ad accollarsi anche le relative spese. “Una battaglia vinta dopo circa tre anni e mezzo di contrasti - riporta il sito www.casertaweb.com - con un corredo di calunnie di cui resta ancora adesso difficile stabilire emissari e motivazioni”. Ma per Mattia Parente il quadro è chiaro: “si considera vittima, da anni, di una persecuzione martellante - svela l’articolo on-line - per aver toccato sistemi ed interessi di quelli che considera “poteri forti” nel campo della pesca e della caccia”. Persone influenti, insomma, che avrebbero reagito contro di lui, ed ecco svelata l’origine dell’impedimento cui è ancora costretto e che non gli consente di elevare verbali in qualità di guardia ittico-venatoria. Pur avendo presentato per ben due volte la documentazione di rito, il suo decreto resterebbe tuttora fermo nei cassetti dell’Ufficio competente. Ecco perché Parente attualmente sta interpellando il presidente della Provincia di Caserta, on. Domenico Zinzi, e l’Assessore al ramo, affinché si faccia il punto sulla questione e si trovi definitiva soluzione all’inaudito rinvio di un diritto che il “perseguitato” rivendica e rivendicherà a spada tratta. “Vado avanti per la mia strada - ha dichiarato Parente - giacché credo nella giustizia e nella legalità che fino ad oggi mi hanno dato tante soddisfazioni”.

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1 Commenti Per Questo Post

  1. Sant'Uberto ha scritto:

    Perchè non gli dovrebbero rinnovare il decreto se non vi sono
    impedimenti al rilascio? Il Sig. Parente potrebbe chiarire a
    chi legge perchè gli è stato revocato dalle autorità preposte?
    La vigilanza venatoria, se non viene usata a sproposito e non in modo persecutorio per ricavarne profitti, è sempre utile
    alla caccia. Aiutiamo anche noi, signori cacciatori, questo signore ad avere un suo diritto.

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