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CASTELLANI NUOVO PRESIDENTE ANUU: “PUNTIAMO ALL’UNIONE DEI CACCIATORI”

Postato il 26 Aprile 2010 da lddc

In occasione della 52° assemblea nazionale Anuu, tenutasi sabato 24 aprile a Bergamo, l’associazione ha rinnovato i propri vertici. Giovanni Bana, come già annunciato, ha lasciato la presidenza dopo ben 32 anni, e ora è presidente onorario incaricato della gestione dei rapporti istituzionali a livello europeo e internazionale. A raccoglierne l’eredità è Marco Castellani, “classe 1962 – si legge su L’Eco di Bergamo – vicedirettore di Coldiretti Lombardia”. Il neo-eletto ha dichiarato che le linee d’azione tracciate negli anni passati non cambieranno, e che i punti su cui intende insistere saranno l’unità dei cacciatori e delle associazioni venatorie, “allo scopo di difendere la caccia, promuoverla e farla conoscere anche come opportunità e risorsa”.

In occasione dell’assemblea, anche il presidente della sezione Fidc di Bergamo, Lorenzo Bertacchi, ha ribadito la necessità di superare gli screzi tra le associazioni e di creare un fronte comune nell’interesse degli associati e dei cacciatori tutti.

Tra gli obiettivi di Castellani, vi è inoltre il potenziamento della comunicazione: “Come per tutte le categorie – ha dichiarato – è legittimo protestare, ma in questa fase bisogna mettere gli altri in condizione di conoscerci e apprezzarci, anche attraverso una migliore comunicazione con le istituzioni e con i media per evitare strumentalizzazioni”.

In merito all’approvazione dell’Art.43, Castellani si è così espresso: “Non possiamo dirci soddisfatti, in quanto non corrispondente alla direttiva comunitaria, ma frutto di una mediazione politica che non ha basi scientifiche, basi sulle quali poggia invece l’attività venatoria”.

“Marco Castellani è un giovane capace e preparato”, ha dichiarato il presidente uscente Giovanni Bana, che in merito all’approvazione dell’Art.43 ha dichiarato: “Da Bruxelles, dove mi conoscono come vicepresidente dei cacciatori europei, mi hanno chiesto il perché di 10 giorni soltanto e non 30; non si capisce perché non si possa cacciare fino alla fine di febbraio. Ancora una volta si è cercato il compromesso”. Dopo 32 anni alla guida dell’associazione, Bana ha commentato: “I vecchi lasciano il posto ai giovani, non vogliamo lasciarli in panchina troppo a lungo”. “Lascio un’associazione ben organizzata e tecnicamente valida– ha quindi concluso il presidente uscente – che ha acquisito una sua posizione in Italia e in Europa e che si spende per una caccia programmata, organizzata e controllata”.

Arianna Biagi

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.