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	<title>La Dea della caccia &#187; Istituzioni</title>
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	<description>Il blog della caccia, delle passioni venatorie, natura, ambiente e...</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:55:58 +0000</pubDate>
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		<title>PARLAMENTO EUROPEO: UNA INTERROGAZIONE SULLE AREE WILDERNESS</title>
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		<pubDate>Wed, 25 May 2011 07:38:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Sergio Berlato]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;europarlamentare on. Sergio berlato ha presentato in data 24 maggio una interrogazione scritta alla Commissione Europea in merito alle aree wilderness. Ecco il testo del documento:Nel febbraio 2010 il Parlamento europeo ha approvato una mozione di risoluzione riguardante le aree selvagge d&#8217;Europa, mozione elaborata dalla Fondazione PAN Parks del WWF internazionale, con la quale si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;europarlamentare on. Sergio berlato ha presentato in data 24 maggio una interrogazione scritta alla Commissione Europea in merito alle aree wilderness. Ecco il testo del documento:Nel febbraio 2010 il Parlamento europeo ha approvato una mozione di risoluzione riguardante le aree selvagge d&#8217;Europa, mozione elaborata dalla Fondazione PAN Parks del WWF internazionale, con la quale si richiamano i paesi dell&#8217;Unione europea a prevedere delle misure di salvaguardia per queste aree, definite &#8220;Aree Wilderness&#8221;. Con questa mozione si auspica la creazione di simili aree in tutta Europa, in molti casi assimilabili ai siti di Natura 2000, ovvero, di aree che pur nella loro selvaticità nominale, sarebbero comunque attraversate da strade e da altre opere urbane e risulterebbero chiuse all&#8217;attività venatoria. Si consideri che le storiche Aree Wilderness - presenti negli Stati Uniti d&#8217;America e anche in Finlandia - avrebbero come caratteristica non solo l&#8217;assenza di strade e di altre opere urbane, ma non precluderebbero neanche l&#8217;attività venatoria.<br />
L&#8217;Associazione Italiana per la Wilderness (associazione ONLUS riconosciuta dal Ministero dell&#8217;Ambiente italiano) teme che la risoluzione così approvata possa creare confusione tra le due tipologie di aree. Essa é la prima associazione a essere sorta in Europa e ad aver provveduto all&#8217;ottenimento di Aree Wilderness in Italia (oggi nel numero di 64 per un totale di oltre 40.000 ettari) e ha elaborato delle &#8220;linee guida europee&#8221; per questa tipologia di aree protette che sono ispirate a quelle dell&#8217;esperienza storica americana.<br />
Tutto ciò premesso, si interroga la Commissione per sapere:<br />
- se non ritenga opportuno intervenire per precisare meglio il significato delle aree protette di cui sopra, affinché siano previste in linea con quelle americane, finlandesi e italiane, ovvero, prive di opere antropiche dove sia possibile esercitare un&#8217;attività venatoria regolamentata;<br />
- quale relazione esiste tra queste aree protette ed i siti di Natura 2000 che, in grandissima parte, non corrispondono né alle finalità di queste aree, né possiedono le necessarie caratteristiche territoriali? Non ritiene che dovrebbe essere evitata una confusione tra queste due tipologie, anche e proprio nel rispetto del significato che le Aree Wilderness devono avere secondo la terminologia già in uso da molti<br />
decenni negli USA e così come è stata applicata in Italia dall&#8217;Associazione Italiana per la Wilderness?<br />
- Se non ritenga opportuno che vengano adottate per le aree protette in Europa le &#8220;linee guida&#8221; che l&#8217;Associazione italiana per la Wilderness ha predisposto sulla base dell&#8217;esperienza maturata in materia.</p>
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		<title>ARCI CACCIA E LEGAMBIENTE SU GESTIONE FINANZIAMENTI COMITATO VENATORIO</title>
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		<pubDate>Tue, 24 May 2011 12:45:03 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Arcicaccia e Legambiente chiedono al Ministro Romano un report dettagliato dell&#8217;ultimo anno &#8220;Come vengono gestiti i finanziamenti al Comitato venatorio che in tutto il 2010 è stato convocato soltanto una volta?&#8221;
&#8220;Chiediamo al Ministro Saverio Romano di conoscere nel dettaglio il supporto amministrativo e finanziario che il Ministero delle Politiche agricole ha ‘assicurato&#8217; negli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<blockquote><p>Arcicaccia e Legambiente chiedono al Ministro Romano un report dettagliato dell&#8217;ultimo anno &#8220;Come vengono gestiti i finanziamenti al Comitato venatorio che in tutto il 2010 è stato convocato soltanto una volta?&#8221;<br />
&#8220;Chiediamo al Ministro Saverio Romano di conoscere nel dettaglio il supporto amministrativo e finanziario che il Ministero delle Politiche agricole ha ‘assicurato&#8217; negli ultimi 12 mesi per sostenere le attività del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale (Ctfvn) la cui consulenza è stata però ritenuta poco importante dai ministri che lo hanno preceduto: in tutto il 2010 lo hanno convocato soltanto una volta!&#8221;: questa la richiesta contenuta in una lettera congiunta inviata da Osvaldo Veneziano, presidente nazionale Arci Caccia ed Antonino Morabito, Responsabile nazionale Fauna e Biodiversità di Legambiente, al Ministro.<br />
La domanda (inoltrata ai sensi della Legge numero 241 del 1990, in quanto le associazioni richiedenti fanno parte del Ctfvn) riguarda, in particolare, tutti i provvedimenti amministrativi e gli atti assunti dal dicastero in oggetto e che avrebbero dovuto finanziare la attività di un comitato che non è stato neanche riunito!<br />
&#8220;Di contro - segnala una nota congiunta Arci Caccia e Legambiente - è opportuno rammentare l&#8217;importante composizione del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, organo tecnico-consultivo del Ministero per ciò che concerne l&#8217;applicazione della Legge numero 157 del 92: tre rappresentanti nominati dal Ministro dell&#8217;Agricoltura e delle foreste, tre rappresentanti nominati dal Ministro dell&#8217;Ambiente, tre rappresentanti delle Regioni nominati dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, tre rappresentanti delle province nominati dall&#8217;Unione delle province d&#8217;Italia, il direttore dell&#8217;ex Istituto nazionale per la fauna selvatica (oggi Ispra), un rappresentante per ogni associazione venatoria nazionale riconosciuta, tre rappresentanti delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale, quattro rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale presenti nel Consiglio nazionale per l&#8217;ambiente, un rappresentante dell&#8217;Unione zoologica italiana, un rappresentante dell&#8217;Ente nazionale per la cinofilia italiana, un rappresentante del Consiglio internazionale della caccia e della conservazione della selvaggina, un rappresentante dell&#8217;Ente nazionale per la protezione degli animali, un rappresentante del Club alpino italiano&#8221;.<br />
&#8220;E&#8217; la seconda volta in poche settimane - continua la nota -, che il ministero delle Politiche agricole viene interpellato sulla gestione del Comitato tecnico faunistico venatorio nazionale. Nei giorni scorsi Susanna Cenni, deputato del Pd, ha infatti presentato una interrogazione per capire per quale motivo, con un apposito decreto, stanziamenti per circa 90mila euro già impegnati per l&#8217;attività del Ctfvn, siano stati ‘dirottati&#8217; per coprire rispettivamente 60mila euro di spese di &#8220;trasferte&#8221; gestiti dalla delegazione italiana del Cic (Comitato internazionale per la caccia), la cui sede legale parrebbe peraltro essere ubicata presso uno studio dentistico privato, e 30mila euro a favore dell&#8217;Ispra, ente vigilato dal Ministero dell&#8217;Ambiente, per produrre studi scientifici redatti e consegnati solo pochi mesi prima del finanziamento!&#8221;<br />
&#8220;Un&#8217;operazione quindi di trasparenza amministrativa, promossa da Arci Caccia e Legambiente, per capire le incongruenze tra il mancato utilizzo di un importante strumento consultivo e di concertazione previsto dalla legge, il Ctfvn, e conoscere nel dettaglio come intanto vengono gestiti i finanziamenti pubblici a questo appositamente destinati&#8221;.</p></blockquote>
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		<title>CACCIA AMBIENTE DIFFIDA LA REGIONE SICILIANA</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Apr 2011 08:44:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Partito Politico Caccia Ambiente in data 04 Aprile 2011, su segnalazione della delegazione siciliana del Partito ha diffidato l&#8217;On.le Raffaele Lombardo Governatore della Regione Sicilia e il Prof.Elio D&#8217;Antrassi, Assessore Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia, allo sblocco delle nomine dei componenti le commissioni per gli esami di abilitazione all&#8217;esercizio venatorio.
&#8220;Da circa due anni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Partito Politico Caccia Ambiente in data 04 Aprile 2011, su segnalazione della delegazione siciliana del Partito ha diffidato l&#8217;On.le Raffaele Lombardo Governatore della Regione Sicilia e il Prof.Elio D&#8217;Antrassi, Assessore Agricoltura e Foreste della Regione Sicilia, allo sblocco delle nomine dei componenti le commissioni per gli esami di abilitazione all&#8217;esercizio venatorio.<br />
&#8220;Da circa due anni - si legge nel comunicato - la regione Sicilia ha, senza alcun apparente giustificato motivo, operato uno stallo nella nomina di detti componenti creando, di fatto, la compressione di un diritto del cittadino ad ottenere una &#8216;concessione&#8217; che lo Stato gli attribuisce, quello legato all&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria.<br />
Con la diffida - conclude il comunicato - si è voluto precisare inoltre che il perdurare dello stato di inottemperanza, rientrando il rilascio delle concessioni tra i doveri istituzionali dell&#8217;ente a tanto preposto, configura anche ipotesi di reato di abuso d&#8217;ufficio&#8221;.</p>
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		<title>FEDERFAUNA SENTITA SU NUOVE PROPOSTE DI LEGGE SU ANIMALI D&#8217;AFFEZIONE E RANDAGISMO</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 12:19:23 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Riceviamo dall&#8217;Ufficio stampa Federfauna la nota informativa che riportiamo:
&#8220;Il Presidente della XII Commissione (Affari Sociali) della Camera dei Deputati, On. Giuseppe Palumbo, ha convocato per oggi (5 aprile, ndr) alle 13.30 i rappresentanti di FederFauna.
Oggetto dell&#8217;audizione informale sara&#8217; il testo unificato delle varie proposte di legge recanti &#8220;Modifiche alla legge n. 281/1991, in materia di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo dall&#8217;Ufficio stampa Federfauna la nota informativa che riportiamo:</p>
<blockquote><p>&#8220;Il Presidente della XII Commissione (Affari Sociali) della Camera dei Deputati, On. Giuseppe Palumbo, ha convocato per oggi (5 aprile, ndr) alle 13.30 i rappresentanti di FederFauna.</p>
<p>Oggetto dell&#8217;audizione informale sara&#8217; il testo unificato delle varie proposte di legge recanti &#8220;Modifiche alla legge n. 281/1991, in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo&#8221;, elaborato da un Comitato ristretto appositamente costituito.</p>
<p>La Commissione ha convenuto sull&#8217;opportunità di svolgere, nell&#8217;ambito di tale Comitato ristretto, alcune audizioni informali di soggetti, associazioni e sindacati operanti nel settore, tra cui appunto FederFauna, per la quale interverranno il Segretario Generale Massimiliano Filippi ed il Consigliere Nazionale e membro della Commissione Tecnico Scientifica Elettra Grassi.</p>
<p>FederFauna ha gia&#8217; predisposto per l&#8217;occasione una serie di proposte emendative del testo in esame, tese a garantire il lavoro di qualita&#8217; delle imprese che operano con gli animali d&#8217;affezione, ad evitare eventuali possibili speculazioni, a suggerire ipotesi di risparmio economico per le casse pubbliche, a favorire soluzioni che premino la permanenza piu&#8217; breve possibile dei cani randagi nei canili e la diminuzione del numero complessivo degli animali vaganti sul territorio: misure che secondo la Confederazione sono la migliore garanzia di rispetto del benessere animale.</p>
<p>I rappresentanti di FederFauna consegneranno inoltre, ad ogni Parlamentare membro della Commissione, una relazione illustrativa delle proposte.</p>
<p>Per scaricare la relazione clicca <a href="http://www.federfauna.org/pdf/RelazioneAudizioneinformaledimartedi5Aprile2011.pdf" target="_blank">qui</a></p></blockquote>
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		<item>
		<title>IL SEN. CARRARA NOMINATO CONSIGLIERE DEL MINISTRO GALAN</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Mar 2011 09:26:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Giancarlo Galan]]></category>

		<category><![CDATA[Valerio Carrara]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo l&#8217;On. Rossi e l&#8217;On. Beccalossi nominati al tavolo del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale in rappresentanza del Ministero delle Politiche Agricole, il ministro Galan ha nominato con decreto il Sen. Valerio Carrara suo Consigliere per le problematiche legate al prelievo venatorio. A motivare la nomina la riconosciuta competenza ed esperienza in materia di problematiche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo l&#8217;On. Rossi e l&#8217;On. Beccalossi nominati al tavolo del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale in rappresentanza del Ministero delle Politiche Agricole, il ministro Galan ha nominato con decreto il Sen. Valerio Carrara suo Consigliere per le problematiche legate al prelievo venatorio. A motivare la nomina la riconosciuta competenza ed esperienza in materia di problematiche legate alla caccia del sen. Carrara, che ricoprirà l&#8217;incarico a titolo gratuito.<br />
Nell&#8217;accettare l&#8217;incarico Carrara ha dichiarato: &#8221; Sono grato al Ministro, che ha riconosciuto in me la persona più adeguata ad assisterlo nel suo gravoso compito,in una materia così complessa ed articolata. Da parte mia - ha concluso Carrara - mi impegnerò, come sempre, al fine di contribuire anche a quella riforma della legge 157/92 prevista nel Programma di Governo&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>AAVV LOMBARDE IN REGIONE PER DISCUTERE DELLA LEGGE DI REVISIONE PARCHI</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 17:09:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuta ieri in Regione Lombardia, presso l&#8217;ottava Commissione- Agricoltura, Caccia e Pesca, l&#8217;audizione sulla Legge di revisione sui Parchi. A portare avanti le istanze dei cacciatori, presentate alla Commissione in un documento unitario, sono stati Marco Castellani, presidente nazionale AnuuMigratoristi, e Fortunato Busana, coordinatore regionale Acl- Associazione cacciatori lombardi.
Tra le richieste effettuate dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuta ieri in Regione Lombardia, presso l&#8217;ottava Commissione- Agricoltura, Caccia e Pesca, l&#8217;audizione sulla Legge di revisione sui Parchi. A portare avanti le istanze dei cacciatori, presentate alla Commissione in un documento unitario, sono stati Marco Castellani, presidente nazionale AnuuMigratoristi, e Fortunato Busana, coordinatore regionale Acl- Associazione cacciatori lombardi.<br />
Tra le richieste effettuate dal mondo venatorio regionale, la partecipazioni delle associazioni alla Consulta regionale dei Parchi, nonché la riparametrazione delle aree vietate alla caccia sulla base di quanto previsto dalla legge nazionale 157/92. Sono state poi avanzate alcune perplessità sull&#8217;istituzione e l&#8217;allargamento di nuovi parchi e di quelli già esistenti. <em>&#8220;L&#8217;audizione -</em> comunicano le Aavv - <em>si è conclusa con il plauso della Presidenza e di tutti i Consiglieri presenti per la chiarezza dell&#8217;esposizione, la dovizia di particolari e riferimenti giuridici contenuti nel documento presentato&#8221;.</em> Il documento è stato recepito integralmente agli atti.<br />
A.B.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>AAVV SULLA BOCCIATURA DEL PARCO DEI MONTI SICANI</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Mar 2011 17:06:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[Pubblichiamo il comunicato stampa delle associazioni venatorie Fidc, CscPacs, Lcs e Anca sulle disposizioni del Tar di Palermo in merito al Decreto istitutivo del Parco dei Monti Sicani.
Le associazioni venatorie Federazione italiana della caccia, Consiglio siciliano della caccia, Liberi cacciatori siciliani e Associazione nazionale cacciatori promotrici del ricorso avverso il Decreto assessoriale istitutivo del parco [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Pubblichiamo il comunicato stampa delle associazioni venatorie Fidc, CscPacs, Lcs e Anca sulle disposizioni del Tar di Palermo in merito al Decreto istitutivo del Parco dei Monti Sicani.</p>
<p>Le associazioni venatorie Federazione italiana della caccia, Consiglio siciliano della caccia, Liberi cacciatori siciliani e Associazione nazionale cacciatori promotrici del ricorso avverso il Decreto assessoriale istitutivo del parco dei Monti Sicani plaudono alla decisione del Tar di Palermo che - pronunciandosi sui ricorsi proposti da tre aziende che, con l&#8217;istituzione del parco, hanno visto pesantemente limitata la loro impresa- ha sancito l&#8217;illegittimità del Decreto assessoriale istitutivo del parco sotto il profilo del difetto di istruttoria, dell&#8217;ingiustificata compressione della facoltà di partecipazione al procedimento e del difetto di motivazione.<br />
Le dette associazioni, con le sentenze citate vedono confermare la fondatezza delle eccezioni sollevate con la proposizione del ricorso nel cui merito il Tar di Palermo non si è ancora pronunciato avendo solamente, con l&#8217;ordinanza n. 111/2011, respinto la richiesta di sospensiva che non riguarda certamente i profili di illegittimità del Decreto istitutivo del Parco dei Monti Sicani.<br />
Le decisioni del TAR dimostrano ancora una volta che le rimostranze delle associazioni venatorie in merito all&#8217;istituzione del Parco dei Monti Sicani non sono né pretestuose né disfattiste ma sono la prova che la tutela dell&#8217;ambiente riveste, nella nostra società, un&#8217;importanza cruciale e proprio per tale motivo non può attuarsi travisando o calpestando le leggi.</p>
<p>Giuseppe La Russa (Fidc)<br />
Michele Pizzuto (CscPacs)<br />
Stefano Privitera (Lcs)<br />
Vincenzo Salamone (Anca)</p>
]]></content:encoded>
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		<title>MODENA: RESPINTO IL RICORSO DI LAC, LAV E WWF SUL CALENDARIO VENATORIO</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 16:20:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>

		<category><![CDATA[LAC]]></category>

		<category><![CDATA[LAV]]></category>

		<category><![CDATA[wwf]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tar dell&#8217;Emilia-Romagna ha respinto il ricorso presentato da Lav, Lac e Wwf contro il calendario venatorio 2010-2011 della Provincia di Modena. L&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura Giandomenico Tomei, ricordando che l&#8217;obiettivo prioritario dell&#8217;amministrazione provinciale è quello di coniugare la tutela della fauna a rischio con la necessità di contenere i danni all&#8217;agricoltura e gli incidenti stradali causati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tar dell&#8217;Emilia-Romagna ha respinto il ricorso presentato da Lav, Lac e Wwf contro il calendario venatorio 2010-2011 della Provincia di Modena. L&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura Giandomenico Tomei, ricordando che l&#8217;obiettivo prioritario dell&#8217;amministrazione provinciale è quello di coniugare la tutela della fauna a rischio con la necessità di contenere i danni all&#8217;agricoltura e gli incidenti stradali causati dalla proliferazione degli ungulati, ha così annunciato l&#8217;esito della sentenza: <em>&#8220;Il Tar, respingendo il ricorso di alcune associazioni ambientaliste sul calendario venatorio provinciale e giudicando manifestamente infondati tutti i motivi del ricorso, ha riconosciuto la correttezza delle nostre decisioni&#8221;. </em><br />
<em>&#8220;Il ricorso in questione </em>- si legge su <a href="http://www.sassuolo2000.it/">www.sassuolo2000.it</a> - <em>riguardava, tra l&#8217;altro, la validità biennale del calendario (prima era annuale), le modalità dei prelievi selettivi a tutela dell&#8217;agricoltura, il periodo di preapertura e le specie in deroga rispetto al divieto di caccia&#8221;.</em><br />
Tomei ha poi concluso sottolineando che, anche alla luce della sentenza, la Provincia prosegue l&#8217;attività di adeguamento degli strumenti di pianificazione e di gestione, secondo criteri di semplificazione delle procedure e miglioramento dell&#8217;efficacia, nel pieno rispetto delle normative e dei pareri dell&#8217;Ispra.<br />
A.B.</p>
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		<title>REGGIO CALABRIA: CACCIATORI IN ROTTA CON LA PROVINCIA</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 15:32:46 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non usa giri di parole il presidente AnuuMigratoristi della regione Calabria, Bruno Zema: sono 4 anni, ha dichiarato su www.newz.it, che l&#8217;amministrazione provinciale di Reggio Calabria non eroga fondi per i ripopolamenti nel comprensorio dell&#8217;Arc Rc2, che comprende numerosi comuni. &#8220;La situazione alla Provincia di Reggio Calabria per quanto riguarda il comparto venatorio è davvero [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non usa giri di parole il presidente AnuuMigratoristi della regione Calabria, Bruno Zema: sono 4 anni, ha dichiarato su <a href="http://www.newz.it/">www.newz.it</a>, che l&#8217;amministrazione provinciale di Reggio Calabria non eroga fondi per i ripopolamenti nel comprensorio dell&#8217;Arc Rc2, che comprende numerosi comuni. <em>&#8220;La situazione alla Provincia di Reggio Calabria per quanto riguarda il comparto venatorio è davvero al collasso</em> - ha quindi affermato Zema - <em>e registriamo in tal senso con grande rammarico un completo disinteresse della parte politica&#8221;. </em><br />
Il presidente regionale Anuu ha quindi dichiarato che più volte sono state chieste notizie dei fondi al Presidente della Provincia e agli assessori competenti, ma oltre a non ricevere alcuna risposta, l&#8217;impressione sarebbe stata quella di una noncuranza totale: <em>&#8220;ci è parso di capire </em>- nelle parole di Zema - <em>che da parte loro i problemi della caccia sembrano non riguardarli&#8221;.</em><br />
Il dirigente Anuu ha poi affermato che, mentre le province di Catanzaro, Cosenza e Crotone hanno presentato entro i tempi dovuti le relative rendicontazioni alla Regione Calabria, la Provincia di Reggio Calabria non solo avrebbe trasmesso il proprio rendiconto in Regione in data 24 novembre 2010, ma lo avrebbe pure presentato <em>&#8220;con delle anomalie, tant&#8217;è che la Regione Calabria, dopo un accurato esame della documentazione ricevuta da parte dei dirigenti della Provincia, non ha erogato i fondi in quanto sono emerse delle irregolarità nell&#8217;impiego&#8221;. </em><br />
Il Presidente regionale Anuu ha poi concluso segnalando che <em>&#8220;alle Province di Catanzaro, Cosenza e Crotone sono stati assegnati fondi per 1.095.000 euro per le attività connesse al settore caccia, compresi i ripopolamenti, mentre alla Provincia di Reggio Calabria non è stato assegnato nulla, con una perdita di oltre 646.845 euro&#8221;. </em><br />
Deciso a intraprendere azioni legali a tutela dei propri diritti qualora si ravvisassero degli errori compiuti in mala fede, <em>&#8220;il mondo venatorio reggino</em> - ha concluso Zema - <em>sarà costretto a mobilitarsi con una forte manifestazione di protesta&#8221;.</em><br />
Arianna Biagi</p>
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		<title>LA CORTE DI GIUSTIZIA EUROPEA SPOSA LE “ISTANZE LINGUISTICHE” DELLA FACE</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 17:55:40 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Sono passati due anni da quando la Face, Federazione delle associazioni di caccia e conservazione della fauna selvatica dell&#8217;Ue, tramite la delegazione italiana, sollecitò i parlamentari europei Véronique Mathieu, attuale presidente dell&#8217;Intergruppo &#8216;Caccia sostenibile, biodiversità, attività rurali, agricoltura e foreste&#8217;, e Michl Ebner, Cacciatore Gentiluomo Fidc nel 2009, ad evidenziare al presidente della Commissione Ue, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati due anni da quando la Face, <em>Federazione</em> delle associazioni di caccia e conservazione della fauna selvatica dell&#8217;Ue, tramite la delegazione italiana, sollecitò i parlamentari europei Véronique Mathieu, attuale presidente dell&#8217;Intergruppo &#8216;Caccia sostenibile, biodiversità, attività rurali, agricoltura e foreste&#8217;, e Michl Ebner, Cacciatore Gentiluomo Fidc nel 2009, ad evidenziare al presidente della Commissione Ue, Josè Manuel Barroso, l&#8217;utilizzo discriminatorio di una sola lingua, l&#8217;inglese, in una consultazione pubblica.<br />
La Cjce (Corte di giustizia dell&#8217;Unione Europea), a cui l&#8217;Italia è in seguito ricorsa anche per segnalare l&#8217;uso discriminatorio di solo tre lingue in un concorso per la formazione di un elenco di candidati all&#8217;assunzione nelle istituzioni Ue, ha infine sposato la causa portata avanti dai due portavoce Face, sentenziando che la pubblicazione trilingue rappresenta <em>&#8220;una discriminazione fondata sulla lingua tra potenziali candidati, contraria al diritto dell&#8217;Unione Europea&#8221;.</em><br />
<em>&#8220;Questa decisione insegna pure ai cacciatori, soprattutto italiani, e alle loro associazioni venatorie </em>- si legge su <a href="http://www.bresciaoggi.it" target="_blank">www.bresciaoggi.it</a> - <em>che bisogna essere sempre presenti in Europa anche su problemi che sembrano marginali, ma che rappresentano l&#8217;attenzione posta a quelli della società civile, perché la caccia non è più un momento di &#8216;loisir&#8217; ma, con le sue componenti (agricole, ambientali e rurali), è un servizio svolto sul territorio e, come tale, rimarchevole e degno della più ampia attenzione (CJCE sentenza del Tribunale n. 2010/C 301/38 del 13 settembre 2010, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale UE del 6 novembre 2010)&#8221;. </em><br />
A.B.</p>
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		<title>PUGLIA: AVVIATO L&#8217;ITER IN AFFARI GENERALI SULLE MODIFICHE ALLA L.R.</title>
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		<pubDate>Tue, 01 Mar 2011 15:52:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[In commissione Affari generali del Consiglio regionale della Puglia è stato recentemente avviato l&#8217;iter della proposta del consigliere del Pd Donato Pentassuglia contenente modifiche e integrazioni alla legge regionale per la protezione della fauna selvatica omeoterma, delle risorse faunistico-ambientali e per la regolamentazione dell&#8217;attività venatoria.
L&#8217;assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Dario Stefàno, e la collega Angela [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In commissione Affari generali del Consiglio regionale della Puglia è stato recentemente avviato l&#8217;iter della proposta del consigliere del Pd Donato Pentassuglia contenente modifiche e integrazioni alla legge regionale per la protezione della fauna selvatica omeoterma, delle risorse faunistico-ambientali e per la regolamentazione dell&#8217;attività venatoria.<br />
L&#8217;assessore regionale alle Risorse agroalimentari, Dario Stefàno, e la collega Angela Barbanente, assessore alla Qualità del territorio, presenteranno - entro trenta giorni e ciascuno per le rispettive competenze specifiche - le loro proposte di emendamento alla Commissione.<br />
Il tutto, poi, secondo quanto comunicato dall&#8217;Asca, dovrebbe essere valutato dall&#8217;organo legislativo e posto quindi all&#8217;attenzione delle associazioni ambientaliste, venatorie e agricole.<br />
Lddc</p>
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		<title>DALLA FIDC LUCCA SUI CONTENIMENTI</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Feb 2011 19:03:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[lucca]]></category>

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		<description><![CDATA[In merito all&#8217;applicazione dell&#8217;art.37 della legge regionale toscana sul contenimento delle specie selvatiche dannose all&#8217;agricoltura, il presidente provinciale della Federcaccia di Lucca, Carlo Martinelli, ha inviato una lettera all&#8217;ufficio caccia della Provincia per chiarire la posizione della Federazione.
Nello scritto Martinelli ha ribadito che Federcaccia ritiene opportuni gli interventi di contenimento in base all&#8217;art. 37, ricordando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In merito all&#8217;applicazione dell&#8217;art.37 della legge regionale toscana sul contenimento delle specie selvatiche dannose all&#8217;agricoltura, il presidente provinciale della Federcaccia di Lucca, Carlo Martinelli, ha inviato una lettera all&#8217;ufficio caccia della Provincia per chiarire la posizione della Federazione.<br />
Nello scritto Martinelli ha ribadito che Federcaccia ritiene opportuni gli interventi di contenimento in base all&#8217;art. 37, ricordando che nel caso del cinghiale, su territori vocati e non vocati dei distretti provinciali, questi dovrebbero essere svolti dalle squadre che normalmente operano nei distretti stessi e in caso di impossibilità da parte di queste, dalle squadre più vicine al punto di intervento. In caso di operazioni di contenimento in zone a divieto di caccia - continua la lettera - devono intervenire i distretti di caccia al cinghiale limitrofi per una sola volta e in seguito, per equità, tutte le squadre presenti sul territorio. Per quanto riguarda gli interventi mirati al contenimento dei volatili, conclude Martinelli, questi dovrebbero essere eseguiti dai cacciatori che abbiano conseguito la relativa abilitazione, &#8220;in forma singola e con interventi programmati, in modo che tutti i richiedenti possano essere soddisfatti&#8221;.</p>
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		<title>PROVINCIA DI BRESCIA: UN NUOVO PORTALE PER I CACCIATORI</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Feb 2011 16:34:22 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Debutterà in rete il 1° marzo il sito internet dedicato ai cacciatori bresciani, realizzato dalla Provincia per agevolare la circolazione di informazioni, snellire l&#8217;iter burocratico dei servizi ed offrire un punto di riferimento permanente ai cacciatori. Un progetto che si propone di ridurre costi e file agli sportelli, accelerando invece i tempi per incartamenti e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Debutterà in rete il 1° marzo il sito internet dedicato ai cacciatori bresciani, realizzato dalla Provincia per agevolare la circolazione di informazioni, snellire l&#8217;iter burocratico dei servizi ed offrire un punto di riferimento permanente ai cacciatori. Un progetto che si propone di ridurre costi e file agli sportelli, accelerando invece i tempi per incartamenti e modulistiche grazie all&#8217;offerta (aggiuntiva, rispetto ai metodi tradizionali che comunque permangono) di alcuni servizi in rete, più pratici e veloci.<br />
Il nuovo Portale del cacciatore, fruibile all&#8217;indirizzo <a href="http://caccia.provincia.brescia.it/portale" target="_blank">http://caccia.provincia.brescia.it/portale</a>, permetterà agli utenti di ricevere informazioni sugli appostamenti, le abilitazioni, i richiami vivi posseduti, così come di leggere dati personali o relativi allo storico degli ambiti o dei comprensori frequentati. Più avanti, poi si aggiungeranno nuovi servizi.</p>
<p>Per la registrazione sul portale occorre il proprio codice fiscale, il numero di matricola cacciatore e il relativo codice di controllo, che possono essere recuperati sul tesserino venatorio (o sulla ricevuta rilasciata, per chi lo avesse già riconsegnato).<br />
<em>&#8220;Per poter compilare ed inviare la modulistica online</em> - si legge su <a href="http://www.bresciaoggi.it" target="_blank">www.bresciaoggi.it</a> - <em>i cacciatori dovranno munirsi di un lettore smart card per poter utilizzare la Carta regionale dei servizi con il relativo codice pin, che può essere richiesto all&#8217;Asl, agli uffici Spazio Regione, ad alcuni Comuni e attraverso un modulo da compilare in posta&#8221;.</em> Così facendo si potranno espletare alcune pratiche, come la denuncia dei richiami vivi al cambio della forma di caccia, fino alla domanda e autorizzazione per l&#8217;eventuale prelievo in deroga.<em> &#8220;In questo caso </em>- si legge nell&#8217;articolo - <em>prima di procedere si dovrà configurare la Carta regionale dei servizi sul sito <a href="http://www.crs.lombardia.it" target="_blank">www.crs.lombardia.it</a>&#8220;.<br />
</em><br />
Per spiegare in maniera approfondita l&#8217;utilizzo del portale sono stati fissati 3 incontri (e altrettante &#8220;repliche&#8221; a seguire) di un&#8217;ora ciascuno. Nella sala conferenze di via Milano 13, i funzionari del settore Informatica della Provincia di Brescia spiegheranno le varie attività relative al portale. Il primo dei 3 incontri si è già svolto, restano quindi gli altri due appuntamenti fissati per giovedì 24 febbraio (dalle 15:30 alle 16:30 e in replica dalle 17 alle 18) e lunedì 28 febbraio (dalle 9:30 alle 10:30 e in replica dalle 11 alle 12).<br />
Chi parteciperà agli incontri potrà ritirare direttamente un lettore di smart card, che comunque dovrebbe essere prossimamente assegnato a ciascuna sezione provinciale delle maggiori associazioni venatorie. Chi invece non potrà presenziare agli appuntamenti sul portale, dovrà attendere l&#8217;informativa che verrà diffusa ai cacciatori in occasione della trasmissione a domicilio del modulo per la raccolta dati sui richiami vivi.<br />
Arianna Biagi</p>
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		<title>ANCHE LA REGIONE VENETO VA ALL’HUNTING SHOW</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 23:13:57 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[È anche con la presenza di uno stand dedicato presso l&#8217;Hunting Show di Vicenza che la Regione Veneto, nella persona dell&#8217;assessore alla caccia Daniele Stival, intende proseguire quel &#8220;confronto a tutto campo con tutti i portatori d&#8217;interesse, in maniera serena e senza preconcetti&#8221; avviato fin dall&#8217;inizio del suo mandato in materia di caccia. &#8220;Quello che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>È anche con la presenza di uno stand dedicato presso l&#8217;Hunting Show di Vicenza che la Regione Veneto, nella persona dell&#8217;assessore alla caccia Daniele Stival, intende </strong>proseguire quel <em>&#8220;confronto a tutto campo con tutti i portatori d&#8217;interesse, in maniera serena e senza preconcetti&#8221;</em> avviato fin dall&#8217;inizio del suo mandato in materia di caccia. <em>&#8220;Quello che ci aspettiamo da Hunting Show </em>- ha dichiarato Stival - <em>è la promozione delle tradizioni e dell&#8217;etica venatoria, sensibilizzando appassionati e collettività regionale su quello che è il vero tema centrale: sviluppare con serietà le potenzialità venatorie dei nostri ambienti&#8221;.</em> Più ambiente, più sostenibilità, più gestione responsabile, più entusiasmo e minori conflitti, insomma, sono gli obiettivi dichiarati dell&#8217;assessorato regionale, che ha inoltre ricordato come la manifestazione sarà proficua occasione per approfondire il dibattito tecnico-scientifico, e quindi sereno, su di una realtà come la caccia, <em>&#8220;troppo spesso «avvelenata» </em>- ha specificato Stival - <em>da polemiche pretestuose, da posizioni preconcette, dalle azioni e dai ricorsi (quest&#8217;anno tutti bocciati dal Tar del Veneto) contro gli atti della Regione&#8221;.<br />
</em>A.B.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>DALLA LOMBARDIA UNA NUOVA PROPOSTA DI LEGGE AL PARLAMENTO IN MATERIA DI DEROGHE</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Feb 2011 13:34:19 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[È stata approvata ieri mattina in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale lombardo una nuova proposta di legge al Parlamento per regolamentare la caccia in deroga e uniformarla alle direttive europee.
La Commissione, presieduta da Carlo Saffioti (Pdl), ha approvato il provvedimento con il voto favorevole dei gruppi Pdl, Lega Nord e Udc e con l&#8217;astensione del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stata approvata ieri mattina in Commissione Agricoltura del Consiglio regionale lombardo una nuova proposta di legge al Parlamento per regolamentare la caccia in deroga e uniformarla alle direttive europee.<br />
La Commissione, presieduta da <strong>Carlo Saffioti</strong> (Pdl), ha approvato il provvedimento con il voto favorevole dei gruppi Pdl, Lega Nord e Udc e con l&#8217;astensione del Partito democratico - ad eccezione di <strong>Giovanni Pavesi</strong> che ha votato a favore - e dell&#8217;Italia dei valori.</p>
<p>La nuova proposta, secondo quanto diffuso dall&#8217;Asca, prevede che entro il 31 gennaio di ogni anno le Regioni comunichino all&#8217;Ispra l&#8217;intenzione di autorizzare forme di caccia in deroga, specificando le specie interessate, i mezzi, gli impianti o i metodi di cattura o di prelievo consentiti, le condizioni di rischio e le circostanze di tempi e luoghi in cui le deroghe possono essere applicate e la responsabilità in merito ai controlli da effettuare.</p>
<p>Dal canto suo, l&#8217;<strong>Ispra</strong><strong> </strong>dovrà comunicare alle Regioni, entro e non oltre 60 giorni<strong> </strong>dal ricevimento della richiesta, la piccola quantità a livello nazionale per la quale si autorizza la caccia in deroga per ciascuna delle specie protette indicate.</p>
<p>In caso di mancata trasmissione del parere dell&#8217;Ispra, le Regioni potranno utilizzare i dati relativi alla consistenza delle specie provenienti da altra fonte pubblica o accreditata.</p>
<p>Entro il 30 aprile le Regioni dovranno effettuare la ripartizione delle quantità cacciabili sui territori regionali in proporzione al numero di cacciatori residenti.<br />
Arianna Biagi</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PROVINCIA DI TORINO: RIDURRE I CINGHIALI PER EVITARE IL DISASTRO</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 15:26:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[cinghiali]]></category>

		<category><![CDATA[torino]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono quasi 200 i cinghiali prelevati nel primo mese di contenimento da parte dei selecontrollori incaricati dalla Provincia di Torino: 80 capi nelle Valli di Lanzo, circa 50 nell&#8217;Alto Canadese e nell&#8217;Eporediese, 45 sulle colline di Chivasso. &#8220;Ma bisogna procedere con le selezioni mirate anche nelle aree protette e nelle zone di preparco, o sarà [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono quasi 200 i cinghiali prelevati nel primo mese di contenimento da parte dei selecontrollori incaricati dalla Provincia di Torino: 80 capi nelle Valli di Lanzo, circa 50 nell&#8217;Alto Canadese e nell&#8217;Eporediese, 45 sulle colline di Chivasso. <em>&#8220;Ma bisogna procedere con le selezioni mirate anche nelle aree protette e nelle zone di preparco, o sarà un disastro&#8221;</em>, ha dichiarato Marco Balagna, assessore provinciale all&#8217;Agricoltura, ai Parchi e alle Aree protette. A La Mandria, i guardaparco garantiscono l&#8217;abbattimento di 400 esemplari l&#8217;anno, <em>&#8220;ma Stupingi </em>- ha dichiarato l&#8217;assessore - <em>non ha personale e, se non si interviene ora, in primavera sarà un flagello per i raccolti&#8221;.</em> Tra Provincia e Regione, ancora in fase di discussione sulle nuove direttive emanate da quest&#8217;ultima per prelevare gli ungulati nei parchi e nelle zone limitrofe (direttive che la Provincia teme possano rallentare le procedure burocratiche e quindi inficiare la tempestività dei selecontrollori) vi sono le decine di <em>&#8220;agricoltori infuriati </em>- come si legge su La Stampa Torino -<em> impotenti davanti ad un numero di ungulati che aumenta e distrugge tutto&#8221;.<br />
 &#8221;Alla Regione </em>- ha infine dichiarato Riccardo Chiabrando, presidente della Coldiretti provinciale - <em>chiediamo le ragioni dell&#8217;approvazione di una norma che taglia fuori i selecontrollori della Provincia: la primavera si avvicina, e senza interventi efficaci le semine saranno un disastro&#8221;.<br />
</em>A.B.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PARCHI LIGURI: IMPUGNATA LA LEGGE SULLE AREE CONTIGUE</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Jan 2011 15:34:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[liguria]]></category>

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		<description><![CDATA[Sembra una storia infinita,quella della caccia nelle aree contigue ai parchi liguri.
Il Consiglio dei ministri, infatti - su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto, e su conforme parere del ministero dell&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo - ha impugnato la legge regionale del 7 dicembre 2010, che consentiva [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra una storia infinita,quella della caccia nelle aree contigue ai parchi liguri.<br />
Il Consiglio dei ministri, infatti - su proposta del ministro per i Rapporti con le Regioni e per la Coesione territoriale, Raffaele Fitto, e su conforme parere del ministero dell&#8217;Ambiente, Stefania Prestigiacomo - ha impugnato la legge regionale del 7 dicembre 2010, che consentiva a tutti i cacciatori dell&#8217;ambito territoriale ottimale, Ato, di praticare l&#8217;attività venatoria nelle aree contigue ai parchi (Portofino, Portovenere, Antola e Aveto). <em>&#8220;La legge nazionale, invece</em> - si legge su Il Secolo XIX Levante - <em>vincola tale attività ai solo cacciatori residenti nei Comuni il cui territorio sia compreso nel relativo Parco. Il contrasto tra le due normative si risolve, ovviamente, a favore di quella di ordinamento superiore&#8221;.</em> Di fatto, però, non vi sono conseguenze per la stagione venatoria attuale, dal momento che si è appena conclusa. <em>&#8220;Quando la Regione aveva adottato il suo ultimo provvedimento </em>- ha dichiarato al quotidiano Luigi Tiscornia, presidente dell&#8217;Atc Genova-Levante e vicepresidente provinciale della Fidc <em>- sapevamo che sarebbe servito solo a finire questa stagione e che per il futuro si doveva praticare un&#8217;altra strada&#8221;.</em> Nonostante, quindi, l&#8217;Ente Parco di Protofino fosse - come si legge nell&#8217;articolo - <em>&#8220;favorevole alla presenza di cacciatori anche non residenti nelle proprie aree contigue&#8221;</em>, <em>&#8220;serviranno approcci diversi</em> - ha concluso Tiscornia - <em>se si vorrà consentire ai cacciatori di un ambito territoriale la frequentazione delle aree limitrofe&#8221;.<br />
</em>Arianna Biagi</p>
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		<title>LATINA: NEO CACCIATORI ANCORA CONTESI DA REGIONE E PROVINCIA</title>
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		<pubDate>Fri, 28 Jan 2011 22:17:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[latina]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono i neo-cacciatori l&#8217;oggetto del desiderio che ha innescato la singolar tenzone tra Regione e Provincia di Latina. &#8220;Con la Regione e con l&#8217;assessore alla caccia nominato dalla Polverini ci sono ottimi rapporti personali, ma su questa questione abbiamo deciso di procedere per vie legali, perché siamo convinti di essere nel giusto&#8221;. Così ha dichiarato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono i neo-cacciatori l&#8217;oggetto del desiderio che ha innescato la singolar tenzone tra Regione e Provincia di Latina. <em>&#8220;Con la Regione e con l&#8217;assessore alla caccia nominato dalla Polverini ci sono ottimi rapporti personali, ma su questa questione abbiamo deciso di procedere per vie legali, perché siamo convinti di essere nel giusto&#8221;.</em> Così ha dichiarato Enrico Tiero, assessore provinciale alla Caccia di Latina, in merito alla lotta, che dura ormai da mesi, tra Provincia e Regione in merito alla commissione provvisoria per il conseguimento dell&#8217;abilitazione all&#8217;attività venatoria (leggi <a href=": http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/abilitazione-venatoria-e-ancora-braccio-di-ferro-tra-regione-e-provincia-di-latina-7381/" target="_blank">l&#8217;<span style="text-decoration: underline;">articolo correlato</span></a> per una sintesi della vicenda, n.d.r.).<br />
<em>&#8220;Ci sembra assurdo </em>- ha dichiarato Tiero al quotidiano ‘La Provincia&#8217; - <em>di essere competenti nel settore ma non essere noi in grado di dire chi ha i requisiti per la caccia e chi non ce li ha&#8221;.</em><br />
Dopo il ricorso al Tar da parte della Regione, ora è toccato alla Provincia fare l&#8217;ultima mossa: via Costa ha infatti dato mandato all&#8217;avvocato Claudia Di Troia per un ricorso straordinario (nientepopodimeno che) al Capo dello Stato. L&#8217;epilogo della vicenda, insomma, si farà attendere ancora per un po&#8217;.<br />
Arianna Biagi</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PROVINCIA DI FIRENZE: NESSUN ESAME AGGIUNTIVO PER LE GAV</title>
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		<pubDate>Tue, 25 Jan 2011 20:50:48 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Le Guardie ambientali volontarie (Gav) della Provincia di Firenze potranno effettuare il servizio di vigilanza venatoria senza sostenere alcun esame aggiuntivo fermo restando il possesso di alcuni requisiti. Tra questi, quello di far parte del Coordinamento delle Gav già istituito a suo tempo presso la Polizia Provinciale di Firenze.
Una decisione che, secondo quanto dichiarato all&#8217;Adnkronos [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le Guardie ambientali volontarie (Gav) della Provincia di Firenze potranno effettuare il servizio di vigilanza venatoria senza sostenere alcun esame aggiuntivo fermo restando il possesso di alcuni requisiti. Tra questi, quello di far parte del Coordinamento delle Gav già istituito a suo tempo presso la Polizia Provinciale di Firenze.<br />
Una decisione che, secondo quanto dichiarato all&#8217;Adnkronos da Laura Cantini, vicepresidente della Provincia con delega alla caccia<em>, &#8220;va a sanare di fatto una difficoltà normativa che si era creata con la nuova legge regionale sulla caccia&#8221;.<br />
</em>A.B.</p>
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		<title>POLIZIA PROVINCIALE TERNI: RAPPORTO SULL’ATTIVITÀ DEL 2010</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Jan 2011 18:33:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[Nel rapporto sull&#8217;anno appena trascorso, la Polizia provinciale di Terni ha evidenziato che nel 2010 è aumentata l&#8217;attenzione sulla gestione dei rifiuti, la qualità dell&#8217;aria e la sicurezza sul lavoro ed è stata incrementata la vigilanza sul rispetto delle norme che regolano i settori
della caccia e della pesca. Nel settore faunistico-venatorio, oltre al proseguimento del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel rapporto sull&#8217;anno appena trascorso, la Polizia provinciale di Terni ha evidenziato che nel 2010 è aumentata l&#8217;attenzione sulla gestione dei rifiuti, la qualità dell&#8217;aria e la sicurezza sul lavoro ed è stata incrementata la vigilanza sul rispetto delle norme che regolano i settori<br />
della caccia e della pesca. Nel settore faunistico-venatorio, oltre al proseguimento del rapporto con le guardie volontarie, si è concretizzato e attivato il coordinamento con il Corpo forestale dello Stato per armonizzare e razionalizzare la vigilanza sulle attività di caccia e per contrastare il fenomeno del bracconaggio. Per i danni alle colture agricole la Provincia ha autorizzato 3.199 interventi di selezione per il contenimento dei cinghiali, assumendo provvedimenti anche per altri animali fra cui volpi, corvidi, nutrie e storni.<br />
Lddc</p>
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		<title>REGIONE CAMPANIA: LA VII COMMISSIONE SU PARCHI ED AREE VERDI</title>
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		<pubDate>Wed, 15 Dec 2010 21:18:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[campania]]></category>

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		<description><![CDATA[Nasce la sub commissione, in seno alla VII (Ambiente, Energia e Protezione civile), che verrà costituita nei prossimi giorni e avrà il compito di effettuare una prima ricognizione di merito degli emendamenti presentati alla proposta di legge per la &#8220;Tutela e valorizzazione del verde in Campania&#8221;, primo firmatario Antonio Amato (Pd).
Nella seduta odierna dell&#8217;organismo consiliare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nasce la sub commissione, in seno alla VII (Ambiente, Energia e Protezione civile), che verrà costituita nei prossimi giorni e avrà il compito di effettuare una prima ricognizione di merito degli emendamenti presentati alla proposta di legge per la &#8220;Tutela e valorizzazione del verde in Campania&#8221;, primo firmatario Antonio Amato (Pd).<br />
Nella seduta odierna dell&#8217;organismo consiliare è stata inoltre effettuata una prima valutazione delle norme di disciplina sui Parchi Urbani di interesse regionale, proposte da Eva Longo (Pdl) ed altri, finalizzate a dotare questi ultimi di uno status analogo a quello riservato dalla legge 33/93 ai Parchi Naturali.<br />
Affrontate anche le problematiche relative al Parco Regionale Diecimare (Sa), <em>&#8220;istituito nel 2005, e sulla cui riperimetrazione, avvenuta nel 2008 </em>- si legge su <a href="http://www.casertanews.it" target="_blank">www.casertanews.it</a> - <em>era stato sollevato un contenzioso da parte delle associazioni venatorie&#8221;</em>. Secondo i cacciatori, infatti, i nuovi confini stabiliti dai comuni interessati avrebbero determinato un superamento di circa il 30% delle superfici che per legge possono essere destinate a Parco Naturale.<br />
Il presidente della VII commissione, Luca Colasanto, pur assumendo l&#8217;impegno di riconvocare a breve l&#8217;organismo consiliare per gli opportuni approfondimenti, ha tenuto comunque a sottolineare la necessità di contemperare le esigenze dei diversi soggetti in campo (enti, associazioni, cittadini) con la tutela ambientale e del paesaggio, annunciando inoltre che sulla questione sarà necessario anche l&#8217;intervento del governo regionale.<br />
A.B.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>APPROVATO IN SENATO IL DDL 1908 SULLA PROTEZIONE DEGLI ANIMALI DA COMPAGNIA</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Sep 2010 13:49:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[protezione animali]]></category>

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		<description><![CDATA[In seconda lettura l&#8217;aula del Senato ha approvato, con modificazioni, il ddl n.1908 sulla protezione degli animali da compagnia. Il testo ora torna alla Camera.
pubblichiamo di seguito il resoconto della seduta di ieri.
Ecco il documento della seduta.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In seconda lettura l&#8217;aula del Senato ha approvato, con modificazioni, il ddl n.1908 sulla protezione degli animali da compagnia. Il testo ora torna alla Camera.<br />
pubblichiamo di seguito il resoconto della seduta di ieri.<br />
Ecco il <a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2010/09/senato15settembre.pdf" target="_blank">documento</a> della seduta.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>VALLE D’AOSTA: PRESTO OPERATIVO IL CENTRO DI EDUCAZIONE REGIONALE FAUNISTICO</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Sep 2010 18:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Valle d'Aosta]]></category>

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		<description><![CDATA[La sede del nuovo Centro di educazione regionale faunistico, con sede ad Aymavilles, in Valle d&#8217;Aosta, sarà presto operativa. &#8220;Contiamo di iniziare ad operare in autunno&#8221;, ha dichiarato all&#8217;Adnkronos Cristian Chioso, responsabile dell&#8217;ufficio per la fauna selvatica.
L&#8217;iniziativa, presa nel maggio scorso dalla Giunta regionale, intende coordinare le diverse attività formative organizzate sul territorio. Oltre ai [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sede del nuovo Centro di educazione regionale faunistico, con sede ad Aymavilles, in Valle d&#8217;Aosta, sarà presto operativa. &#8220;<em>Contiamo di iniziare ad operare in autunno&#8221;</em>, ha dichiarato all&#8217;Adnkronos Cristian Chioso, responsabile dell&#8217;ufficio per la fauna selvatica.<br />
L&#8217;iniziativa, presa nel maggio scorso dalla Giunta regionale, intende coordinare le diverse attività formative organizzate sul territorio. Oltre ai corsi di formazione, il Centro potrà organizzare convegni e mostre venatorie, promuovere studi e raccogliere dati nel campo della gestione faunistica.<br />
I centri di formazione faunistica già attivi in Italia si trovano prevalentemente nell&#8217;arco alpino orientale: dal noto Centro di formazione forestale, venatoria e ambientale di Latemar, della Provincia autonoma di Bolzano, alla Scuola trentina di gestione faunistica, nella Provincia autonoma di Trento, fino all&#8217;Accademia faunistica della Provincia di Pordenone, solo per citare i più importanti. Le suddette strutture sono pubbliche, istituite o sostenute dalle amministrazioni provinciali.<br />
Il Centro di Aymavilles ha forma di associazione senza scopo di lucro e riunisce, oltre all&#8217;amministrazione regionale, le organizzazioni dei cacciatori, il Comitato regionale per la gestione venatoria e l&#8217;Istituto zooprofilattico sperimentale di Piemonte, Liguria e Valle d&#8217;Aosta.<br />
A.B.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>VENETO: GIOVEDÌ RIUNIONE DEL CONSIGLIO REGIONALE SULLE DEROGHE</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Sep 2010 18:05:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Fissata per questo giovedì, 9 settembre, la riunione del Consiglio Regionale del Veneto, con eventuale prosecuzione anche venerdì 10. Tema caldo della riunione, secondo quando riportato dall&#8217;Asca, la proposta di poter cacciare, a partire dalla terza domenica di settembre, anche storni, fringuelli, prispolone, pispola, frosone e peppole, specie volatili protette ma per le quali la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fissata per questo giovedì, 9 settembre, la riunione del Consiglio Regionale del Veneto, con eventuale prosecuzione anche venerdì 10. Tema caldo della riunione, secondo quando riportato dall&#8217;Asca, la proposta di poter cacciare, a partire dalla terza domenica di settembre, anche storni, fringuelli, prispolone, pispola, frosone e peppole, specie volatili protette ma per le quali la normativa europea consente alcune possibilità di deroga.<br />
Lddc</p>
]]></content:encoded>
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		<title>FEDERCACCIA TOSCANA INCONTRA L&#8217;ASSESSORE REGIONALE GIANNI SALVADORI</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Aug 2010 17:03:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;I punti d&#8217;intesa che, non per la prima volta oggi, riscontriamo con l&#8217;Assessore Salvadori - ha commentato il presidente di Federcaccia Toscana, Moreno Periccioli, a conclusione dell&#8217;incontro svoltosi ieri a Pistoia tra l&#8217;Associazione e l&#8217;esponente del Governo toscano - ci incoraggiano a proseguire con fiducia nel nostro lavoro. C&#8217;è in Toscana un&#8217;antica consuetudine di concertazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;I punti d&#8217;intesa che, non per la prima volta oggi, riscontriamo con l&#8217;Assessore Salvadori - ha commentato il presidente di Federcaccia Toscana, Moreno Periccioli, a conclusione dell&#8217;incontro svoltosi ieri a Pistoia tra l&#8217;Associazione e l&#8217;esponente del Governo toscano - ci incoraggiano a proseguire con fiducia nel nostro lavoro. C&#8217;è in Toscana un&#8217;antica consuetudine di concertazione fra Istituzioni, Associazionismo venatorio rappresentativo, le altre componenti sociali, gli agricoltori per primi. I risultati si vedono, ma noi vogliamo andare sempre più avanti: con l&#8217;ambizione, anche, che la nostra esperienza contribuisca in modo determinante a migliorare le cose a livello nazionale&#8221;. L&#8217;Assessore Gianni Salvadori, che aveva accolto l&#8217;invito a partecipare alla riunione del Consiglio di Presidenza dell&#8217;Associazione, ha espresso apprezzamento e condivisione sui temi e le proposte di Periccioli ed ha colto l&#8217;occasione per annunciare che la Giunta Regionale, ha all&#8217;odg della prossima seduta lo stralcio dei regolamenti per permettere ai cacciatori, in attesa dell&#8217;emanazione del testo complessivo dei regolamenti stessi, di fruire fin dalla prossima stagione di alcune novità della legge, in particolare l&#8217;iscrizione a più ATC, la mobilità da appostamento alla migratoria senza teleprenotazione, il pacchetto di giornate spendibili per la caccia alla stanziale, a partire dal 1 ottobre, in tutti gli Atc Toscani. Salvadori è poi entrato nel merito dell&#8217;agenda proposta dal Presidente di Federcaccia, confermando le scelte sul calendario venatorio regionale che, approvato con legge in gennaio, ripropone i termini della passata stagione nonostante i tentativi di stravolgimento operati all&#8217;indomani del varo dell&#8217;art 42 della legge comunitaria. Tra le certezze, che erano state sollecitate con forza dall&#8217;Associazione, l&#8217;apertura anticipata per alcune specie migratrici al 1 settembre, in linea con gli atti delle trascorse stagioni e coerenti con le disposizioni della legge nazionale, il prelievo in deroga dello storno, da riproporre come in passato, avendo dimostrato l&#8217;efficacia ai fini del contenimento dei danni all&#8217;agricoltura ed essendo la normativa regionale in materia perfettamente corrispondente agli obblighi comunitari. Parole chiare sono state spese anche per la difesa delle nuove norme approvate dalla Regione lo scorso gennaio, a fronte degli attacchi di organizzazioni animaliste che puntano a colpire, con il mondo venatorio, l&#8217;agricoltura e la biodiversità. Infine un rinnovato impegno per una proposta &#8220;Toscana&#8221; di modifica della L. 157/92, che superi i demagogismi inconcludenti ed i miopi ostruzionismi che bloccano il Parlamento nazionale e ponga sul tavolo i punti centrali di una riforma che, dopo quasi vent&#8217;anni, è indispensabile per restituire vitalità alle finalità stesse della Legge.<br />
Federcaccia Toscana<br />
Firenze, 03 agosto</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>CACCIA AMBIENTE: BATTAGLIA LEGALE VINTA</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/caccia-ambiente-battaglia-legale-vinta-5947/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Jul 2010 20:16:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Caccia Ambiente]]></category>

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		<description><![CDATA[Il corpo di polizia provinciale di Salerno aveva emesso ordinanza di ingiunzione ad un cacciatore verbalizzato dai guardiacaccia provinciali per essersi trovato a sconfinare nel Parco Nazionale del Cilento, privo di apposita tabellazione.
A prendere gratuitamente le difese del cacciatore, sono stati gli avvocati di Caccia Ambiente che hanno ottenuto la vittoria in primo grado.
&#8220;Ma la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il corpo di polizia provinciale di Salerno aveva emesso ordinanza di ingiunzione ad un cacciatore verbalizzato dai guardiacaccia provinciali per essersi trovato a sconfinare nel Parco Nazionale del Cilento, privo di apposita tabellazione.<br />
A prendere gratuitamente le difese del cacciatore, sono stati gli avvocati di Caccia Ambiente che hanno ottenuto la vittoria in primo grado.<br />
&#8220;Ma la vittoria in primo grado non ci accontenta - ha chiarito la direzione nazionale del partito in un comunicato stampa - atteso che essa, eludendo un chiaro principio di diritto, non condanna la soccombente amministrazione al pagamento delle spese&#8221;.<br />
Ora Caccia Ambiente sta valutando l&#8217;opportunità di proporre appello chiedendo il ristoro sia delle spese che dei danni subiti, inoltrando poi il tutto alla Corte dei Conti &#8220;per l&#8217;opportuna valutazione di come viene gestito il pubblico danaro&#8221;.<br />
A.B.</p>
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		<title>MARCHE: MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE 7/1995</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 06:00:47 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

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		<category><![CDATA[7/1995]]></category>

		<category><![CDATA[marche]]></category>

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		<description><![CDATA[La Giunta regionale delle Marche ha trasmesso per approvazione all&#8217;Assemblea legislativa la proposta di legge sulla caccia, che prevede diverse modifiche alla legge regionale 7/1995 attualmente in vigore.
&#8220;L&#8217;obiettivo - ha dichiarato all&#8217;agenzia Asca Paolo Petrini, vicepresidente e assessore regionale alla Caccia - è quello di aggiornare le disposizione che regolamentano il settore, attraverso norme che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta regionale delle Marche ha trasmesso per approvazione all&#8217;Assemblea legislativa la proposta di legge sulla caccia, che prevede diverse modifiche alla legge regionale 7/1995 attualmente in vigore.<br />
&#8220;L&#8217;obiettivo - ha dichiarato all&#8217;agenzia Asca Paolo Petrini, vicepresidente e assessore regionale alla Caccia - è quello di aggiornare le disposizione che regolamentano il settore, attraverso norme che disciplinino più efficacemente l&#8217;attività, favoriscano la protezione della fauna selvatica e la tutela dell&#8217;equilibrio ambientale&#8221;. Le novità sostanziali riguardano la pianificazione faunistico - venatoria, la disciplina delle oasi di protezione, delle zone di ripopolamento e cattura, dei centri pubblici di riproduzione della fauna selvatica allo stato naturale, delle zone di ricerca e sperimentazione, il calendario venatorio, il risarcimento dei danni prodotti dagli animali selvatici e nell&#8217;esercizio venatorio&#8221;. venatoria&#8221;. Tra le proposte, va segnalata l&#8217;istituzione dell&#8217;Osservatorio faunistico regionale, con sede presso la competente Struttura regionale (e non più presso sul Colle San Bartolo, presso l&#8217;azienda di proprietà della Provincia di Pesaro), con compiti di monitoraggio, raccolta ed elaborazione dei dati, la verifica dell&#8217;entità e degli effetti del prelievo. &#8220;La disposizione - ha aggiunto Petrini - sostanzialmente rimuove alcune criticità gestionali riscontrare in questi anni, dovute dalla separazione tra sede operativa e struttura regionale. In questo modo vengono raccolte le indicazione della maggior parte delle associazioni venatorie e degli Ambiti territoriali, imprimendo una maggiore funzionalità a questo organismo tecnico e scientifico che deve affiancare la Giunta regionale&#8221;.<br />
A.B.</p>
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		<title>CALENDARIO VENATORIO UMBRO: FIDC, LIBERACACCIA, ANUU ED ENALCACCIA SCRIVONO ALLE AUTORITÀ</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 06:00:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[ANCL Liberacaccia]]></category>

		<category><![CDATA[anuu migratoristi]]></category>

		<category><![CDATA[Enalcaccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una lettera indirizzata al Presidente della Giunta Regionale dell&#8217;Umbria, all&#8217;assessore Regionale Caccia e Pesca e al Presidente della III Commissione Consiliare Permanente, Federcaccia, Liberacaccia, AnuuMigratoristi ed Enalcaccia hanno chiesto di rivedere il calendario venatorio per la stagione 2010/2011, là dove stabilisce (punto B -capoverso 6) il divieto di caccia alla specie Starna in 12 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con una lettera indirizzata al Presidente della Giunta Regionale dell&#8217;Umbria, all&#8217;assessore Regionale Caccia e Pesca e al Presidente della III Commissione Consiliare Permanente, Federcaccia, Liberacaccia, AnuuMigratoristi ed Enalcaccia hanno chiesto di rivedere il calendario venatorio per la stagione 2010/2011, là dove stabilisce (punto B -capoverso 6) il divieto di caccia alla specie Starna in 12 comuni dell&#8217;Umbria ricompresi nell&#8217;A.T.C. Perugia 1.<br />
&#8220;<em>Le scriventi Associazioni</em> - si legge nella lettera inviata alla Regione - <em>chiedono formalmente di rivedere tale decisione alla luce delle note sottoelencate e in considerazione del fatto che la scelta delle località vincolate andrebbe attuata secondo i criteri tecnici citati:<br />
- individuazione preventiva dei territori interessati;<br />
- scelta oculata dei riproduttori;<br />
- miglioramenti ambientali preventivi;<br />
- scelta dei singoli siti di lancio della specie;<br />
- bassa o nulla meccanizzazione agricola nei siti prescelti;<br />
- scarso o uso nullo di concimi chimici;<br />
- non uso di pesticidi, diserbanti e insetticidi;<br />
- diversificazione delle colture con privilegio delle cerealicole;<br />
- ridotta estensione di una stessa coltura con presenza di siepi, fossati, alberi da viti ecc.;<br />
- ridotta presenza di fauna opportunista predatrice, in particolare corvidi e volpi.<br />
Nei territori dei comuni gravati da &#8220;divieto di caccia&#8221; sono state effettuate, nel periodo febbraio-marzo 2010 e in base ad un Piano sostanzialmente invariato da anni, ingenti operazioni di ripopolamento da parte dell&#8217;A.T.C. Perugia 1 con ben 666 capi di Starna provenienti da allevamento (presumibilmente non selezionati ai fini del progetto) e attualmente sono in corso prove cinofile su territorio libero a fini di ripopolamento (territori scelti solo in funzione delle necessità cinofile), che comporteranno un&#8217; ulteriore immissione &#8220;estiva&#8221; di non meno di 700 capi di Starna, da definire in gergo &#8220;pronta caccia&#8221;.<br />
&#8220;Le scriventi Associazioni - prosegue la lettera - si dichiarano favorevoli a un progetto condiviso di recupero della specie Starna, come sostenuto unitariamente sia in sede di Consulta Faunistico-Venatoria Regionale che in sede di Audizione con la III Commissione Consiliare Permanente della Regione, che privilegi però la scelta preventiva e oculata di territori idonei protetti (Demanio Statale e Regionale, Parchi e Oasi naturali, Zone Ripopolamento e Cattura scelte in base alla vocazione territoriale per la specie, Fondi Chiusi significativi per estensione) ma non preceduto da generici &#8220;divieti&#8221; in territorio libero. Le scriventi Associazioni chiedono pertanto un incontro in tempi brevi per illustrare i contenuti del &#8220;Progetto&#8221; a supporto e tutela delle richieste pervenute in tal senso dalle nostre Sezioni e dai Circoli territoriali, progetto che abbia però un valido supporto tecnico-scientifico e finanziamenti certi da parte delle Istituzioni</em>&#8220;.</p>
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		<title>AREZZO: AUMENTANO I COSTI DEL BIGLIETTO ATC PER I CACCIATORI EXTRA-REGIONALI</title>
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		<pubDate>Tue, 20 Jul 2010 06:00:14 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo quanto comunicato dal sito www.migratoria.it, la Giunta Provinciale di Arezzo, con delibera n°341 del 10/06/2010 ha incrementato di 100 euro il costo dell&#8217;Atc2, portando il biglietto di ingresso per tutti i cacciatori extraregionali da 51,65 a 151,65 euro.
Rimane invariata ad Euro 51,65 l&#8217;importo per i residenti.
Per maggiori informazioni rivolgersi all&#8217;Ufficio caccia della Provincia.
]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto comunicato dal sito www.migratoria.it, la Giunta Provinciale di Arezzo, con delibera n°341 del 10/06/2010 ha incrementato di 100 euro il costo dell&#8217;Atc2, portando il biglietto di ingresso per tutti i cacciatori extraregionali da 51,65 a 151,65 euro.<br />
Rimane invariata ad Euro 51,65 l&#8217;importo per i residenti.<br />
Per maggiori informazioni rivolgersi all&#8217;Ufficio caccia della Provincia.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PORTO D’ARMI: AUDIZIONE IN COMMISSIONE 1A</title>
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		<pubDate>Fri, 02 Jul 2010 16:00:50 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Armi]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Ufficio di presidenza della Commissione Affari costituzionali giovedì 1° luglio ha svolto audizioni informali sul ddl presentato dalla senatrice Marilena Adamo (PD) in data 11 maggio 2009 n° 1558 Modifiche alla normativa per la concessione del porto d&#8217;armi e la detenzione di armi comuni da sparo e per uso sportivo, sottoscritto da altri senatori del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Ufficio di presidenza della Commissione Affari costituzionali giovedì 1° luglio ha svolto audizioni informali sul ddl presentato dalla senatrice Marilena Adamo (PD) in data 11 maggio 2009 n° 1558 Modifiche alla normativa per la concessione del porto d&#8217;armi e la detenzione di armi comuni da sparo e per uso sportivo, sottoscritto da altri senatori del Partito Democratico: Del Vecchio, Donaggio, De Sena, Serra, Baio, Bassoli, Soliani, Garavaglia, Scanu e Di Giovan Paolo. &#8220;A sei anni dai tragici fatti di sangue di Via Carcano a Milano e Aci Castello - ha dichiarato in un comunicato stampa la Adamo - è un dovere morale dare una risposta ai parenti delle vittime di quelle stragi&#8221;. &#8220;Non è più pensabile che nel nostro Paese per ricevere la licenza per il porto d&#8217;armi sia sufficiente un certificato medico - ha argomentato la senatrice del Pd - e che non siano previsti periodici controlli sulla permanenza dei requisiti&#8221;.<br />
A.B.</p>
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		<title>ATTACCHI ALLE GREGGI IN MUGELLO: RISPONDE LA PROVINCIA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 21:56:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[mugello]]></category>

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		<description><![CDATA[La morte della mucca e del capriolo segnalati dalla stampa non sarebbero frutto di aggressione di lupi. A dirlo è l&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura della Provincia di Firenze Pietro Roselli. &#8220;Il primo caso - si legge sul sito www.radiomugello.it - sembrerebbe determinato piuttosto dal temporale, mentre nel secondo caso la carcassa presenta i segni di avvoltoi e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La morte della mucca e del capriolo segnalati dalla stampa non sarebbero frutto di aggressione di lupi. A dirlo è l&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura della Provincia di Firenze Pietro Roselli. &#8220;Il primo caso - si legge sul sito www.radiomugello.it - sembrerebbe determinato piuttosto dal temporale, mentre nel secondo caso la carcassa presenta i segni di avvoltoi e di una volpe&#8221;. Passando a un piano più generale, la Provincia sta intervenendo nel Mugello a tutela e protezione degli allevamenti, riscontrando nell&#8217;ultimo anno una riduzione delle aggressioni da parte dei lupi (93 per cento), anche grazie alla dotazione di dissuasori sonori forniti agli allevatori e a recinzioni studiate per la necessità. &#8220;L&#8217;esperienza condotta dalla Provincia - si legge sul sito - sta facendo scuola nelle altre aree della Toscana e d&#8217;Italia per proteggere gli allevamenti dai lupi&#8221;. Smentendo notizie riportate da organi di stampa, Roselli ha detto che i cinghiali non attaccano le greggi, né pecore, né le mucche. La loro presenza si è peraltro ridotta per il piano di abbattimento approvato dalla Provincia di Firenze che ha anche previsto una più efficace operazione di contenimento e di controllo dei caprioli che danneggiano le colture (più nel Chianti che nel Mugello).<br />
&#8220;Al di là del presunto &#8217;suicidio&#8217; della mucca - ha ironizzato Lensi, consigliere provinciale di Forza Italia - quel che emerge è un panorama anomalo di mutazione di quella parte della nostra provincia. Vi sono i segnali di un cambiamento sostanziale dell&#8217;ecosistema in Mugello. Le infrastrutture che sono state poste in quel territorio hanno certamente modificato l&#8217;equilibrio. Gli animali vanno alla ricerca di cibo e acqua perché dove andavano prima non ne trovano più&#8221;.<br />
&#8220;Prendo atto della risposta di Roselli - ha commentato Cordone, capogruppo del Carroccio in Provincia - Ma non penso che alcuni allevatori dicano fesserie quando spiegano che se fossero consentiti più abbattimenti di certi animali selvatici, forse ci sarebbe una situazione più tranquilla. Bene che i giornali ne abbiano parlato perché quando emergono certe notizie c&#8217;è un fondo comunque di verità&#8221;.<br />
A.B.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>RIETI: COPAGRI E ASSESSORATO ALLA CACCIA SUL PROBLEMA CINGHIALI</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Jul 2010 21:52:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[cinghiali]]></category>

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		<description><![CDATA[A seguito della recente lettera che la Copagri ha inviato all&#8217;assessorato alla caccia della Provincia di Rieti in merito ai danni agricoli da fauna selvatica, si è svolto l&#8217;incontro tra l&#8217;assessore provinciale all&#8217;Agricoltura, Oreste Pastorelli, e una delegazione della Confederazione dei produttori agricoli. Focus sul problema della eccessiva presenza di cinghiali nelle campagne reatine. &#8220;È [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A seguito della recente lettera che la Copagri ha inviato all&#8217;assessorato alla caccia della Provincia di Rieti in merito ai danni agricoli da fauna selvatica, si è svolto l&#8217;incontro tra l&#8217;assessore provinciale all&#8217;Agricoltura, Oreste Pastorelli, e una delegazione della Confederazione dei produttori agricoli. Focus sul problema della eccessiva presenza di cinghiali nelle campagne reatine. &#8220;È un fatto che le modalità con cui vengono risarciti i danni, in un periodo di crisi economica - dichiarano gli agricoltori della Copagri provinciale sul sito www.iltempo.it - non garantiscono la tenuta di un reddito agricolo già caratterizzato da minimi margini. Sarebbe inoltre improprio affermare che le azioni di contenimento di questo animale fino ad ora praticate siano state efficaci ed economicamente valide&#8221;. Nel corso del convegno sul tema cinghiali, organizzato nella primavera scorsa dalla Copagri di Rieti, i relatori hanno individuato le cause principali dell&#8217;incremento della popolazione di questo animale, suggerendo inoltre possibili soluzioni e indicando i settori che dovrebbero agire per tutelare l&#8217;attività agricola, l&#8217;equilibrio ecologico, gli interessi di coloro che praticano l&#8217;attività venatoria e delle associazioni che fanno della tutela ambientale la loro principale attività. Ma&#8221;Bisogna correre ai ripari - hanno specificato gli associati Copagri - se si vuole tutelare il reddito dell&#8217;attuale annata agraria di moltissimi agricoltori che hanno attività sia sulla Piana di Rieti che in provincia&#8221;. Immediato l&#8217;impegno garantito dall&#8217;assessore Pastorelli, che ha già fissato un incontro con il prefetto Chiara Marolla allo scopo di presentare il piano di intervento messo in piedi dall&#8217;amministrazione provinciale per l&#8217;abbattimento dei cinghiali. In agenda, non solo l&#8217;intervento dei selecontrollori nelle zone dove c&#8217;è maggiore consistenza di danni alle colture, ma anche lo sviluppo di un programma che dal prossimo anno monitorizzi la situazione di questi ungulati nel territorio provinciale affinché, anche a caccia chiusa, si possa comunque intervenire per l&#8217;abbattimento.<br />
Arianna Biagi</p>
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		<title>UMBRIA: BUCONI PRESIDENTE DELLA III COMMISSIONE</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Jun 2010 10:07:41 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Massimo Buconi]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Buconi, Consigliere Nazionale di presidenza Federcaccia è stato chiamato a ricoprire il ruolo di presidente della III Commissione consiliare permanente del  Consiglio Regionale Umbro.
La commissione si occupa di materie di primissimo piano: tutela della salute, sicurezza dei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, politiche abitative, edilizia pubblica, beni e attività culturali, volontariato e cooperazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Massimo Buconi, Consigliere Nazionale di presidenza Federcaccia è stato chiamato a ricoprire il ruolo di presidente della III Commissione consiliare permanente del  Consiglio Regionale Umbro.<br />
La commissione si occupa di materie di primissimo piano: tutela della salute, sicurezza dei luoghi di lavoro, sicurezza alimentare, politiche abitative, edilizia pubblica, beni e attività culturali, volontariato e cooperazione sociale, sport e impiantistica sportiva, istruzione e sistema formativo, formazione professionale, diritto allo studio, politiche attive del lavoro, pari opportunità, caccia e pesca, immigrazione.<br />
Massimo Buconi , nato a Todi (PG) il 17 novembre del 1958 ha ricoperto in passato la carica di sindaco di Todi dal 1985 al 1994 ed è stato consigliere e assessore provinciale di Perugia dal 1995 al 2009. Nelle ultime elezioni regionali è stato eletto nella lista provinciale di Perugia con 2617 preferenze.<br />
Federcaccia esprime soddisfazione per l&#8217;assegnazione al suo Consigliere di questo importante incarico, certa che verrà svolto nel pieno rispetto del ruolo istituzionale ricoperto, nell&#8217;interesse della caccia e di tutti i cacciatori.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>UE: RESPONSABILITÀ PENALE PER REATI AMBIENTALI</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 14:42:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Sia il parlamento che il Consiglio europeo hanno deciso di procedere a un rinforzo delle norme a tutela dell&#8217;ambiente. Prevista la responsabilità in sede penale di enti, società e cooperative per i delitti ambientali e per quelli relativi all&#8217;inquinamento provocato dalle navi. &#8220;Da molto tempo - si legge su Norme e Tributi Il Sole 24 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sia il parlamento che il Consiglio europeo hanno deciso di procedere a un rinforzo delle norme a tutela dell&#8217;ambiente. Prevista la responsabilità in sede penale di enti, società e cooperative per i delitti ambientali e per quelli relativi all&#8217;inquinamento provocato dalle navi. &#8220;Da molto tempo - si legge su Norme e Tributi Il Sole 24 Ore - si aspettava questo intervento mediante il quale si va a tutelare, con sanzioni ex Dlgs 231/2001, un&#8217;area particolarmente importante e fino a oggi non soggetta a una tutela così rilevante&#8221;. Proprio in considerazione del fatto che le esigenze connesse alla tutela dell&#8217;ambiente esigono risposte ulteriori rispetto a quelle finora messe in campo e che si sono dimostrate non sufficienti per la sua salvaguardia, si è deciso di passare ai provvedimenti di natura penale, indice di una riprovazione sociale di natura qualitativamente diversa rispetto alle sanzioni amministrative o ai meccanismi risarcitori del diritto civile. La considerazione è che la responsabilità in sede penale sia maggiormente dissuasiva per le attività che danneggiano l&#8217;ambiente e che possono provocare un deterioramento della qualità dell&#8217;aria, compresa la stratosfera, del suolo, dell&#8217;acqua, della fauna e della flora.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PIACENZA: UN REGOLAMENTO SUL CONTROLLO DEI CINGHIALI</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/piacenza-un-regolamento-sul-controllo-dei-cinghiali-5424/</link>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 15:01:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[piacenza]]></category>

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		<description><![CDATA[La Provincia di Piacenza ha avviato la predisposizione di un regolamento sull&#8217;attuazione del piano di controllo del cinghiale. Il documento finale puntualizzerà le modalità e le forme di intervento che gli operatori e gli Atc dovranno adottare dalla fase di abbattimento fino alla gestione delle carni. Il documento, ormai prossimo alla stesura definitiva, illustrerà il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Provincia di Piacenza ha avviato la predisposizione di un regolamento sull&#8217;attuazione del piano di controllo del cinghiale. Il documento finale puntualizzerà le modalità e le forme di intervento che gli operatori e gli Atc dovranno adottare dalla fase di abbattimento fino alla gestione delle carni. Il documento, ormai prossimo alla stesura definitiva, illustrerà il corretto protocollo di comportamento. Un&#8217;iniziativa che nasce dalla constatazione dei problemi legati alla gestione di questa particolare specie selvatica, gestione tra le più complesse nell&#8217;ambito delle attività faunisto venatorie. &#8220;Si è voluto lavorare - ha commentato l&#8217;assessore provinciale alla tutela faunistica, Filippo Pozzi, sulle pagine de La Cronaca Piacenza - per fornire agli operatori che svolgono volontariamente un&#8217;attività così delicata uno strumento che dia indicazioni chiare e semplici cui attenersi affinché queste operazioni vengano svolte nella massima trasparenza e sicurezza, senza penalizzare l&#8217;efficienza e la prontezza di intervento&#8221;.<br />
A.B.</p>
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		<title>TRIESTE: PROVINCIA SENZA FONDI PER L’EMERGENZA CINGHIALI</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Jun 2010 15:00:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[La Provincia di Trieste non potrà più risarcire i danni causati dai cinghiali all&#8217;agricoltura. I fondi a disposizione, infatti, pari a 20mila euro, sono già stati spesi. Ma le incursioni dei cinghiali in zone abitate non sono più solamente episodi isolati, si stanno estendendo a macchia d&#8217;olio. E a farne le spese sono ovviamente gli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Provincia di Trieste non potrà più risarcire i danni causati dai cinghiali all&#8217;agricoltura. I fondi a disposizione, infatti, pari a 20mila euro, sono già stati spesi. Ma le incursioni dei cinghiali in zone abitate non sono più solamente episodi isolati, si stanno estendendo a macchia d&#8217;olio. E a farne le spese sono ovviamente gli agricoltori, che vedono le loro colture distrutte dalle incursioni di questi animali. L&#8217;assessore provinciale con delega alla caccia, Walter Godina, vorrebbe attuare non solo delle politiche di indennizzo, ma anche di prevenzione. &#8220;Con un fondo più consistente - ha dichiarato a Il Piccolo - potrei dare agli agricoltori del denaro per recintare i loro terreni, piazzare dei detrattori olfattivi lungo le strade e i boschi e collocare dei catarifrangenti speciali lungo le strade provinciali&#8221;. Questi catarifrangenti, illuminati dai fari delle macchine, riflettono la luce non solamente lungo i bordi della strada, ma anche all&#8217;interno della boscaglia, in modo che i cinghiali si spaventino e non attraversino la strada, evitando così pericolosi incidenti. Ma se mancano i fondi per i risarcimenti, figuriamoci per le attrezzature anti-cinghiali. Molte speranze, tra cui anche quelle dell&#8217;assessore Godina, sono ora riposte nel completamento del piano di abbattimento, che per quest&#8217;anno ammonta a 50 capi.<br />
A.B.</p>
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		<title>BENESSERE ANIMALE: IL CONSIGLIO DI STATO BOCCIA L&#8217;ORDINANZA MARTINI</title>
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		<pubDate>Fri, 28 May 2010 21:40:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[federfauna]]></category>

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		<description><![CDATA[Con ordinanza depositata lo scorso 26 maggio, il Consiglio di Stato boccia definitivamente l&#8217;Ordinanza Martini. Tutto è iniziato il 16 luglio 2009, quando l&#8217;onorevole Francesca Martini firma l&#8217; &#8220;Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con ordinanza depositata lo scorso 26 maggio, il Consiglio di Stato boccia definitivamente l&#8217;Ordinanza Martini. Tutto è iniziato il 16 luglio 2009, quando l&#8217;onorevole Francesca Martini firma l&#8217; &#8220;Ordinanza contingibile ed urgente recante misure per garantire la tutela e il benessere degli animali di affezione anche in applicazione degli articoli 55 e 56 del decreto legislativo 12 aprile 2006, n. 163&#8243;.<br />
FederFauna, nella convinzione che &#8220;gli unici a guadagnare degli spazi, oltre a nuovi ulteriori privilegi, sarebbero stati solo gli animalisti&#8221; e che il provvedimento avrebbe avuto più effetti negativi in termini di costi ed obblighi per i proprietari dei canili e per le già in difficoltà amministrazioni locali, che non riscontri realmente positivi per gli animali, si attiva quindi attraverso il responsabile del suo ufficio legale, l&#8217;avvocato Massimiliano Bacillieri, e presenta un ricorso per l&#8217;annullamento, previa sospensione d&#8217;efficacia. Il Tar accoglie il ricorso e con ordinanza depositata il 2 dicembre sospende il provvedimento della Martini. Il Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, dopo quattro mesi si appella al Consiglio di Stato, e i proprietari dei canili, che proprio in questi giorni si stanno unendo per formare un Sindacato denominato Assocanili, anch&#8217;esso confederato a FederFauna, si costituiscono e ottengono la bocciatura definitiva dell&#8217;Ordinanza Martini giunta mercoledì scorso. Ma la questione sarà effettivamente chiusa? Durante una recente discussione sulle modifiche alla legge 281/1991 in Commissione Affari Sociali della Camera, Francesca Martini avrebbe annunciato la presentazione del DDL sul Codice per la tutela degli animali di affezione segnalando che &#8220;tale disegno di legge &#8230; disciplina tutti gli aspetti &#8230; riprendendo anche il contenuto di ordinanze contingibili e urgenti emanate negli ultimi due anni in materia&#8221;, dichiarando di condividere &#8220;il richiamo dell&#8217;onorevole Viola alla necessità di coinvolgere pienamente, anche in ambito parlamentare, le associazioni animaliste, con le quali il Governo si confronta sin dall&#8217;inizio della legislatura.&#8221;<br />
Ma FederFauna ripunta i piedi: &#8220;chi dovrà sostenere i costi di questi procedimenti nati dai palesi errori della Martini (purtroppo, come sempre, i cittadini italiani?)&#8221;, domanda l&#8217;associazione in un comunicato stampa, quindi lancia una provocazione: &#8220;a differenza dell&#8217;onorevole Martini e dell&#8217;onorevole Viola, le associazioni animaliste non sono state elette dai cittadini italiani. Chissà! Forse, se ci fosse stato il voto di preferenza, magari non sarebbero stati eletti nemmeno gli stessi onorevoli Viola e Martini&#8221;.<br />
A.B.</p>
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		<title>VITERBO: PROVINCIA ATTIVA PER LA PREVENZIONE DANNI</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 22:06:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[viterbo]]></category>

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		<description><![CDATA[La Provincia di Viterbo, ente gestore della Riserva naturale di Tuscania, mette a disposizione materiale e supporto tecnico per la prevenzione dei danni da fauna selvatica all&#8217;interno dell&#8217;area protetta. &#8220;A tal fine - si legge su il Corriere di Viterbo - è possibile inviare apposita richiesta all&#8217;ufficio Parchi dell&#8217;assessorato Ambiente della Provincia, utilizzando l&#8217;apposito modello [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Provincia di Viterbo, ente gestore della Riserva naturale di Tuscania, mette a disposizione materiale e supporto tecnico per la prevenzione dei danni da fauna selvatica all&#8217;interno dell&#8217;area protetta. &#8220;A tal fine - si legge su il Corriere di Viterbo - è possibile inviare apposita richiesta all&#8217;ufficio Parchi dell&#8217;assessorato Ambiente della Provincia, utilizzando l&#8217;apposito modello disponibile sul sito www.provincia.vt.it/ambiente/modulistica&#8221;.<br />
I modelli sono inoltre reperibili presso le associazioni di categoria Coldiretti, Confagricoltura, Cia e presso le sezioni di Tuscania della Federcaccia, Enalcaccia e Associaione Radici Cacciatori di Tuscania.<br />
Le richieste devono essere inviate al numero di fax 0761 342924 prima del danneggiamento: in caso di danni subiti e accertati, infatti, chi avrà adottato le misure di prevenzione avrà la priorità nel risarcimento.<br />
A.B.</p>
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		<title>LA COMMISSIONE EUROPEA RISPONDE ALL’ON. SERGIO BERLATO</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Apr 2010 17:29:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Commissione Europea]]></category>

		<category><![CDATA[munizioni]]></category>

		<category><![CDATA[Sergio Berlato]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione europea ha risposto all&#8217;interrogazione presentata dall&#8217;on. Sergio Berlato sul divieto di trasporto munizioni nel bagaglio da stiva degli aeromobili sancito con Regolamento UE n. 185/2010.

ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL&#8217;INTERROGAZIONE PRESENTATA DALL&#8217;ON. SERGIO BERLATO ALLA COMMISSIONE EUROPEA:
INTERROGAZIONE SCRITTA P-2095/10
di Sergio Berlato (PPE)
alla Commissione
Oggetto:	Divieto di trasporto di munizioni nel bagaglio da stiva degli aeromobili
Il regolamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea ha risposto all&#8217;interrogazione presentata dall&#8217;on. Sergio Berlato sul divieto di trasporto munizioni nel bagaglio da stiva degli aeromobili sancito con Regolamento UE n. 185/2010.</p>
<p><span id="more-4859"></span><br />
<strong>ECCO IL TESTO INTEGRALE DELL&#8217;INTERROGAZIONE PRESENTATA DALL&#8217;ON. SERGIO BERLATO ALLA COMMISSIONE EUROPEA:</strong></p>
<p>INTERROGAZIONE SCRITTA P-2095/10<br />
di Sergio Berlato (PPE)<br />
alla Commissione</p>
<p>Oggetto:	Divieto di trasporto di munizioni nel bagaglio da stiva degli aeromobili</p>
<p>Il regolamento (UE) n. 185/2010   della Commissione, del 4 marzo 2010, emanato dalla Commissione senza chiedere il parere del Parlamento europeo, stabilisce disposizioni particolareggiate per l&#8217;attuazione delle norme fondamentali comuni sulla sicurezza dell&#8217;aviazione civile, disposizioni che dovranno essere applicate a decorrere dal 29 aprile 2010 al fine di armonizzare l&#8217;applicazione del regolamento (CE) n. 300/2008  , introducendo il divieto di trasportare munizioni nel bagaglio da stiva degli aeromobili.</p>
<p>Nell&#8217;appendice 5-B &#8220;Bagaglio da stiva&#8221; del regolamento in oggetto, si stabilisce che non è consentito ai passeggeri di trasportare nel proprio bagaglio da stiva &#8220;sostanze e dispositivi esplosivi e incendiari in grado, o che sembrano in grado, di venire utilizzati per provocare ferite gravi o per minacciare la sicurezza degli aeromobili&#8221;. In particolare, nell&#8217;elenco degli articoli proibiti figurano le &#8220;munizioni&#8221;.</p>
<p>Premesso che, fino ad oggi, il trasporto di munizioni nel bagaglio da stiva è sempre stato consentito senza compromettere né la sicurezza dei passeggeri né quella dell&#8217;aeromobile e che il divieto di cui al regolamento (UE) n. 185/2010 comporterebbe gravi conseguenze al settore del tiro sportivo ed ai praticanti l&#8217;attività venatoria, si interroga la Commissione per sapere:</p>
<p>1.	se sia consapevole delle gravi conseguenze che tale divieto comporterebbe per tutti gli atleti che si recano periodicamente in tutti i paesi del mondo per partecipare alle gare di tiro a volo?</p>
<p>2.	se sia consapevole del grave danno che subirebbero tutti i cittadini europei che si recano periodicamente in tutti i paesi del mondo per praticare l&#8217;attività venatoria?</p>
<p>3.	se sia consapevole che le ben limitate e predeterminate quantità di munizioni che viaggiano come bagaglio appresso del viaggiatore e collocate nella stiva degli aeromobili sono sempre preventivamente dichiarate e portate in contenitori che garantiscono la sicurezza dell&#8217;aeromobile e dei suoi passeggeri?<br />
4.   come giustifica la recente inspiegabile introduzione del divieto in oggetto e se non ritenga opportuno                   rivederne i contenuti?</p>
<p><strong>ECCO LA RISPOSTA FORNITA DALLA COMMISSIONE EUROPEA ALL&#8217;ON. SERGIO BERLATO</strong></p>
<p>P-2095/10IT<br />
E-2809/10IT<br />
Risposta congiunta di Siim Kallas<br />
a nome della Commissione<br />
(27.4.2010)</p>
<p>Il termine &#8220;munizioni&#8221; comprende un&#8217;ampia gamma di articoli potenzialmente pericolosi. Il trasporto di munizioni nel bagaglio a mano era già proibito dal regolamento (CE) n. 820/2008 della Commissione, dell&#8217; 8 agosto 2008, che stabilisce talune misure di applicazione delle norme di base comuni sulla sicurezza dell&#8217;aviazione , in particolare ai sensi del punto 4.1.1.1, lettera d), primo trattino, dell&#8217;allegato. La Commissione ha inoltre deciso di includere esplicitamente le munizioni costituite da sostanze e/o dispositivi esplosivi e incendiari nell&#8217;elenco di articoli vietati nel bagaglio da stiva di cui all&#8217;appendice 5-B dell&#8217;allegato del regolamento (UE) n. 185/2010 della Commissione, del 4 marzo 2010, che stabilisce disposizioni particolareggiate per l&#8217;attuazione delle norme fondamentali comuni sulla sicurezza dell&#8217;aviazione civile.</p>
<p>Come è chiaramente specificato al punto 5.4.2 dell&#8217;allegato del regolamento (UE) n. 185/2010, che si applicherà a partire dal 29 aprile 2010, gli Stati membri sono tuttavia autorizzati ad adottare norme nazionali che permettono il trasporto degli articoli in questione a condizione che siano rispettate le norme europee applicabili in materia di sicurezza e, in particolare, le norme relative al trasporto di merci pericolose. Le norme che consentono il trasporto di alcuni tipi di munizioni possono essere contenute nelle norme nazionali in materia di sicurezza aerea, nel programma nazionale per la sicurezza dell&#8217;aviazione civile (NASP) o in altre norme o legislazioni nazionali in materia di sicurezza e/o protezione.</p>
<p>La Commissione ritiene che l&#8217;inclusione delle munizioni fra l&#8217;elenco degli articoli vietati nel bagaglio da stiva rafforzerà la sicurezza dei voli. Le deroghe al divieto imposto su determinati tipi di munizioni sulla base di norme nazionali e subordinatamente al rispetto dei requisiti in materia di sicurezza tiene conto degli interessi di quanti praticano attività venatoria e di tiro sportivo.</p>
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		<item>
		<title>TIBERIO RABBONI ASSESSORE ALLA CACCIA IN EMILIA-ROMAGNA</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Apr 2010 20:50:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>

		<category><![CDATA[Tiberi Rabboni]]></category>

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		<description><![CDATA[Affidata a Tiberio Rabboni, assessore regionale  all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, la competenza in materia di caccia e  pesca. I presidenti di Confagricoltura, Cia e Copagri dell’Emilia-Romagna hanno  espresso il loro apprezzamento al Presidente della Giunta Regionale, Vasco  Errani, dichiarando che si tratta di “un atto importante che dà seguito ad  una delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Affidata a Tiberio Rabboni, assessore regionale  all’Agricoltura dell’Emilia-Romagna, la competenza in materia di caccia e  pesca. I presidenti di Confagricoltura, Cia e Copagri dell’Emilia-Romagna hanno  espresso il loro apprezzamento al Presidente della Giunta Regionale, Vasco  Errani, dichiarando che si tratta di <em>“un atto importante che dà seguito ad  una delle proposte avanzate dalle Organizzazioni agricole e Centrali  cooperative nei giorni scorsi”.</em> <em>“Auspichiamo</em> - hanno inoltre  dichiarato i rappresentanti delle organizzazioni agricole regionali su <a href="http://www.romagnaoggi.it" target="_blank">www.romagnaoggi.it</a> - <em>che il presidente Errani prosegua nella  sua azione di valutare con attenzione, come da impegni assunti nella fase  pre-elettorale, le proposte che giungeranno dal mondo agroalimentare per  rilanciare e valorizzare un settore strategico, quale è quello  dell’agro-alimentare, per la nostra Regione”.</em></p>
<p>A.B.</p>
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		<title>SARDEGNA: NUOVO PROGETTO DI LEGGE SULLA CACCIA</title>
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		<pubDate>Wed, 14 Apr 2010 20:16:06 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[È al vaglio della quinta commissione ambiente del consiglio regionale sardo il progetto di legge sulla caccia che prevede un ambito unico regionale al posto di quelli provinciali. “Le attese sono tante”, ha dichiarato all’Agi il presidente della Quinta commissione, Mariano Contu (Pdl),“noi lavoreremo tenendo conto delle aspettative di tutti e auspichiamo che, entro maggio, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È al vaglio della quinta commissione ambiente del consiglio regionale sardo il progetto di legge sulla caccia che prevede un ambito unico regionale al posto di quelli provinciali. “Le attese sono tante”, ha dichiarato all’Agi il presidente della Quinta commissione, Mariano Contu (Pdl),“noi lavoreremo tenendo conto delle aspettative di tutti e auspichiamo che, entro maggio, il testo possa essere esitato per poi essere iscritto nel più breve tempo possibile all’ordine del giorno del Consiglio regionale”. Il provvedimento - che regolamenta l’attività venatoria con particolare riferimento a tutte le attività connesse al rilascio delle autorizzazioni e all’esercizio della caccia - è composto da 105 articoli e interessa non solo le aziende faunistiche e agro-turistiche venatorie, ma anche la tutela delle specie e l’addestramento dei cani. Comprese inoltre delle modifiche ai calendari e all’uso delle armi, nonché un inasprimento delle sanzioni.<br />
A.B.</p>
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		<item>
		<title>L’ON. SERGIO BERLATO CHIEDE ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI RIVEDERE I DIVIETI E LE PRESCRIZIONI EMANATI PER IMPEDIRE LA DIFFUSIONE DELL’INFLUENZA AVIARIA</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Apr 2010 10:37:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[aviaria]]></category>

		<category><![CDATA[Sergio Berlato]]></category>

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		<description><![CDATA[Come riceviamo, pubblichiamo:
Con un&#8217;interrogazione a risposta scritta, l&#8217;on. Sergio Berlato, Vice presidente vicario della delegazione italiana del PPE, ha chiesto alla Commissione europea di rivedere i vincoli ed i divieti previsti con propria Direttiva 2005/94/CE e con Decisione 2006/574/CE, con le quali la Commissione europea ha emanato norme per prevenire la diffusione dell&#8217;influenza aviaria in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come riceviamo, pubblichiamo:</p>
<p>Con un&#8217;interrogazione a risposta scritta, l&#8217;on. Sergio Berlato, Vice presidente vicario della delegazione italiana del PPE, ha chiesto alla Commissione europea di rivedere i vincoli ed i divieti previsti con propria Direttiva 2005/94/CE e con Decisione 2006/574/CE, con le quali la Commissione europea ha emanato norme per prevenire la diffusione dell&#8217;influenza aviaria in Europa.<br />
In attuazione di questa Direttiva e della successiva Decisione, gli stati membri hanno emanato norme di recepimento, imponendo prescrizioni, vincoli e divieti a molte attività, tra le quali l&#8217;agricoltura, l&#8217;allevamento, il commercio, l&#8217;attività venatoria, condizionando pesantemente lo stesso spostamento di merci e persone tra gli stati membri dell&#8217;Unione europea e tra questi ed i paesi non comunitari.<br />
Fortunatamente, dopo alcuni anni dall&#8217;emanazione dai sopracitati provvedimenti comunitari, abbiamo constatato il venir meno della ragioni che hanno portato all&#8217;emanazione delle misure urgenti per prevenire la diffusione dell&#8217;influenza aviaria.<br />
Non vi è dubbio alcuno che l&#8217;ingiustificato allarmismo diffuso in Europa ed in particolar modo in Italia, si è dimostrato largamente infondato.<br />
In effetti non si è verificata la tanto temuta pandemia a danno della salute dei cittadini dell&#8217;Unione europea, così come era stato invece pronosticato dai soliti profeti di sventura al soldo delle multinazionali, gli stessi che avevano lanciato il falso allarme per l&#8217;influenza suina, compari di quelli che ci hanno terrorizzato con l&#8217;inesistente buco nell&#8217;ozono e che adesso ci vorrebbero terrorizzare con la baggianata del surriscaldamento del pianeta.<br />
L&#8217;unica cosa sicura è stato il beneficio ottenuto dalle multinazionali farmaceutiche che hanno moltiplicato i propri fatturati ed i propri guadagni dalla vendita di vaccini inutili ed inefficaci.</p>
<p>Alla luce dei fatti, l&#8217;on. Sergio Berlato ha chiesto alla Commissione di rivedere le prescrizioni ed i divieti imposti con propria Direttiva 2005/94/CE e con propria Decisione 2006/574/CEE, permettendo agli stati membri di ridurre o eliminare alcune restrizioni ed alcuni divieti che così pesantemente hanno condizionato e limitato l&#8217;esercizio di molte attività economiche, commerciali e ricreative.</p>
<p>Ufficio stampa on. Sergio Berlato</p>
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		<title>PARCO DELLE FORESTE CASENTINESI: IL RESOCONTO DELLA FORESTALE</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Apr 2010 16:34:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Corpo Forestale dello Stato]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Sono stati effettuati 11.390 controlli e oltre 6.800 sono stati dedicati a settori relativi alla conservazione del parco nazionale&#8221;. Questa la dichiarazione di Claudio D&#8217;Amico, coordinatore del Corpo Forestale dello Stato del Parco delle Foreste casentinesi, su il Resto del Carlino Forlì del 3 aprile. Il Corpo forestale che opera nel parco nazionale delle Foreste casentinesi monte Falterona e Campigna ha infatti presentato il resoconto dell&#8217;attività svolta nel 2009: oltre 1000 controlli di carattere tecnico riguardano i tagli boschivi, l&#8217;esercizio dei pascoli, l&#8217;edilizia e l&#8217;accertamento di danni prodotti dalla fauna selvatica. 1200 i controlli effettuati sulla raccolta dei funghi, 400 per il transito su strada e fuoristrada, 150 interventi di divulgazione ambientale, 1300 interveti di monitoraggio faunistico, oltre 2500 perlustrazioni (a piedi, a cavallo e in mountain bike). E ancora: 1200 servizi caccia ed antibracconaggio, 1100 controlli ad obiettivi sensibili, 250 controlli di prevenzione antincendio e 200 per il servizio Metomont di prevenzione valanghe, 41 interventi di soccorso a persone, 14 ad animali in difficoltà. Alcuni servizi particolari: 70 controlli sull&#8217;anagrafe canina, 33 per omessa custodia di animali, 25 interventi per abbandono di rifiuti, 30 controlli su scarichi e spandimenti. In tutto 11.390 controlli, 375 illeciti amministrativi rilevati per oltre 26.000 euro di importo e 19 reati. Continuativo, inoltre, l&#8217;impegno della forestale nel combattere la piaga dei bocconi avvelenati.<br />
A.B.</p>
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		<title>ABOLIZIONE DELLE TARIFFE POSTALI PER L’EDITORIA: PER FIDC UN DANNO PER TUTTI</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 20:56:38 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Con una decisione improvvisa e improvvida tramite un decreto interministeriale del 30 marzo, a firma del ministro Tremonti e del ministro Scajola, il governo ha deciso che dal 1 aprile sono soppresse le tariffe postali agevolate. Ovvero quel sistema sul quale basavano la propria esistenza diverse migliaia di testate giornalistiche e periodici locali e no-profit.
Senza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con una decisione improvvisa e improvvida tramite un decreto interministeriale del 30 marzo, a firma del ministro Tremonti e del ministro Scajola, il governo ha deciso che dal 1 aprile sono soppresse le tariffe postali agevolate. Ovvero quel sistema sul quale basavano la propria esistenza diverse migliaia di testate giornalistiche e periodici locali e no-profit.<br />
Senza voler entrare nel merito e nel metodo, sui quali molto in ogni caso ci sarebbe da dire, questo è un provvedimento che Federazione Italiana della Caccia non può che disapprovare nel suo complesso per il grave colpo che arreca alla stampa e alla libera circolazione dell&#8217;informazione. Un provvedimento che colpisce gravemente anche il sistema di informazione delle associazioni venatorie, che saranno costrette, se non si provvederà rapidamente a correggere questa decisione, ad affrontare altre ingenti spese per poter continuare a far sentire la propria voce ai soci e alla società.<br />
Auspicando che il buon senso torni a prevalere e che tutto si risolva in un brutto pesce d&#8217;aprile, Federcaccia assicura che comunque non verrà meno il suo impegno per la difesa della caccia anche attraverso la propria stampa di settore.</p>
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		<title>SENATORI PD: CONFLITTO DI INTERESSI PER L’ISPRA</title>
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		<pubDate>Thu, 18 Mar 2010 22:33:39 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[I  senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante denunciano i rischi per  i controlli ambientali che il nuovo regolamento all’esame della Commissione  Ambiente del Senato potrebbe comportare. Con il nuovo regolamento, hanno  dichiarato all’Ansa i senatori, “l&#8217;Istituto Superiore per la Protezione e la  Ricerca ambientale (Ispra) potrà stipulare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I  senatori del Pd Roberto Della Seta e Francesco Ferrante denunciano i rischi per  i controlli ambientali che il nuovo regolamento all’esame della Commissione  Ambiente del Senato potrebbe comportare. Con il nuovo regolamento, hanno  dichiarato all’Ansa i senatori, <em>“l&#8217;Istituto Superiore per la Protezione e la  Ricerca ambientale (Ispra) potrà stipulare contratti con le imprese, con la  conseguenza di un evidente conflitto di interessi: prenderà soldi da chi poi  magari dovrà sottoporre a controllo”.</em> I due senatori sottolineano come sia <em>“saltato  in commissione Ambiente al Senato il voto sul parere al regolamento per  difficoltà della maggioranza”. </em>Secondo i due senatori Ecodem, la scelta  della Destra di istituire l’Ispra sarebbe stata <em>“profondamente sbagliata”</em>,  perché avrebbe <em>“confuso in un unico istituto privo d’identità la  fondamentale funzione dei controlli ambientali, che prima era stata affidata  all’Apat, e la funzione della ricerca, con l&#8217;accorpamento di ben 2 enti come l’Istituto  centrale per la ricerca scientifica applicata al mare (Icram) e l’Istituto  nazionale della Fauna selvatica (Infs)”. </em></p>
<p>A.B.</p>
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		<title>RISERVA BORSACCHIO: COLOGNA FUORI DALL’AREA PROTETTA</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 14:44:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Riserva Borsacchio]]></category>

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		<description><![CDATA[Al vaglio del consiglio comunale, il documento unitario dalla commissione consultiva per la Riserva Borsacchio. Secondo quanto riportato da Il Messaggero Abruzzo, i punti chiave del documento sarebbero tre: l&#8217;esclusione dell&#8217;abitato di Cologna dall&#8217;area protetta, la trasformazione delle zone camping a nord e a sud da fasce rosse (a tutela integrale) a fasce azzurre (che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al vaglio del consiglio comunale, il documento unitario dalla commissione consultiva per la Riserva Borsacchio. Secondo quanto riportato da Il Messaggero Abruzzo, i punti chiave del documento sarebbero tre: l&#8217;esclusione dell&#8217;abitato di Cologna dall&#8217;area protetta, la trasformazione delle zone camping a nord e a sud da fasce rosse (a tutela integrale) a fasce azzurre (che ammettono interventi di recupero degli edifici e di ristrutturazione del territorio a scopi ricettivi e turistici) e, infine, l&#8217;estensione della Riserva a sud includendovi la zona dei calanchi.</p>
<p><strong>A.B.</strong></p>
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		<title>FEDERCACCIA CAMPANIA: AUDIZIONE IN REGIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 26 Jan 2010 16:04:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Fidc Campania]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217; VIII Commissione Permanente (Agricoltura, Caccia, Pesca, Risorse Comunitarie e Statali per lo sviluppo) della Regione Campania, è stata convocata per mercoledì 27 gennaio 2010, alle ore 14,00, presso la Sala delle Riunioni, posta all&#8217;ottavo piano del Palazzo del Consiglio Regionale - Isola F8 - per ascoltare i rappresentanti degli Enti, delle Associazioni di Categoria [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217; <strong><span style="text-decoration: underline;">VIII Commissione Permanente <em>(Agricoltura, Caccia, Pesca, Risorse Comunitarie e Statali per lo sviluppo) </em>della Regione Campania</span></strong><em>, </em>è stata convocata per mercoledì 27 gennaio 2010, alle ore 14,00, presso la Sala delle Riunioni, posta all&#8217;ottavo piano del Palazzo del Consiglio Regionale - Isola F8 - per ascoltare i rappresentanti degli Enti, delle Associazioni di Categoria e delle Confederazioni Sindacali relativamente alla <strong><span style="text-decoration: underline;">proposta di legge &#8220;Modifiche alla legge regionale 10 aprile 1996, n. 8 - Norme per la protezione della fauna selvatica e disciplina dell&#8217;attività venatoria in Campania&#8221;</span></strong>.</p>
<p>All&#8217;audizione, <strong><span style="text-decoration: underline;">convocata dal Presidente della VIII Commissione On.le Sebastiano Sorrentino</span></strong>, sono stati invitati : l&#8217;Assessore Regionale all&#8217;Agricoltura; il Coordinatore dell&#8217;Area Agricoltura; il Dirigente del Settore Caccia; il Dirigente del Settore Legislativo; le Amministrazioni Provinciali della Campania; i Rappresentanti degli Atc della Campania; i Rappresentanti delle Associazioni di categoria, Federcaccia Campania, Enalcaccia Campania, Libera Caccia Campania, Arcicaccia Campania, Anuu Campania, Italcaccia Campania, Enci Campania, WWF Campania, Legambiente Campania, Eps Campania, Enpa Campania, Lipu Campania, Coldiretti Campania, Confagricoltura Campania, CAI Campania.</p>
<p>La Federcaccia Campania saluta con viva soddisfazione la conferma da parte delle Istituzioni regionali di voler avviare, si spera, una feconda <strong><span style="text-decoration: underline;">&#8220;stagione di riforme in materia di programmazione faunistico-venatoria&#8221;</span></strong>.  Ciò sulla scorta dell&#8217;incisiva azione di stimolo che la stessa Federcaccia ha avviato fin dalla primavera del 2009 finalizzata ad una politica riformatrice e innovatrice che veda impegnate tutte le parti, associazioni di categoria, istituzioni pubbliche e private, in un lavoro che affronti a 360 gradi le problematiche della gestione faunistico-venatoria in Campania. <strong><span style="text-decoration: underline;">Perché solo se si lavora nel contesto di una visione di sistema sarà possibile costruire la caccia del futuro, attività a misura d&#8217;uomo e dell&#8217;ambiente.</span></strong></p>
<p>&#8220;<strong><span style="text-decoration: underline;">Spero che i nostri sforzi di questi ultimi mesi diano il via alla &#8220;pars costruens&#8221; delle riforme di sistema</span></strong> - <em>ha commentato il Presidente della Federcaccia Campania Prof. Felice Buglione</em> - per creare le premesse in Campania per una gestione faunistico-venatoria che sia condivisa da tutti gli attori istituzionali pubblici e privati e, soprattutto, dal popolo dei cacciatori. Questa audizione della VIII Commissione ci vedrà propositivi e concreti nel formulare soluzioni e idee che vadano nel segno del quadro strategico che la Federcaccia Campania si è posto quale propria &#8220;conditio sine qua non&#8221;. Ringrazio il Presidente della Commissione Sorrentino e tutti gli onorevoli Consiglieri componenti per l&#8217;attenzione che essi hanno voluto rivolgere alle istanze, non più rinviabili, del mondo venatorio&#8221;.</p>
<p>La Federcaccia Campania giunge a questo ultimo appuntamento con le riforme dopo varie iniziative politico-istituzionali, tra le quali la presentazione di un organico disegno d<span style="text-decoration: underline;">i<strong> legge regionale di iniziativa popolare che ha ad oggetto, appunto, modifiche alla legge regionale n. 8/1996. Il disegno di legge è stato presentato alla Presidenza del Consiglio Regionale con la raccolta, su tutto il territorio regionale, di ben 11.000 firme</strong></span>.</p>
<p><strong> </strong></p>
<p><strong>Federcaccia Campania</strong></p>
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		<title>CONTRO LE NUTRIE IL SINDACO NULLA PUÒ</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jan 2010 16:04:27 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Il Tar di Parma ha accolto il ricorso della Lega abolizione della caccia contro le ordinanze dei comuni di Colorno, Polesine e Busseto che prevedevano l&#8217;abbattimento delle nutrie per limitarne la diffusione, ormai a livelli allarmanti. Il Tar ha rilevato la non &#8220;sussistenza di un&#8217;emergenza a livello sanitario, derivante dalle nutrie&#8220;, emergenza che fa scattare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Tar di Parma ha accolto il ricorso della Lega abolizione della caccia contro le ordinanze dei comuni di Colorno, Polesine e Busseto che prevedevano l&#8217;abbattimento delle nutrie per limitarne la diffusione, ormai a livelli allarmanti. Il Tar ha rilevato la non &#8220;<em>sussistenza di un&#8217;emergenza a livello sanitario, derivante dalle nutrie</em>&#8220;, emergenza che fa scattare la potestà comunale su tali operazioni, altrimenti regolamentate dalla legge regionale che affida questi piani di contenimento alle Province.</p>
<p>Se dal punto di vista giuridico nulla si può eccepire sulla sentenza del Tar, resta da capire cosa ha spinto i sindaci a prendere quelle decisioni. Probabilmente per la Lac si è trattato dell&#8217;ennesima regalia alla potente &#8220;lobby dei cacciatori&#8221;, quasi che abbattere nutrie fosse divertente come andare a beccacce. E intanto gli argini cedono e i fiumi tracimano, come insegnano i recenti fatti relativi al lago di Massaciuccoli.</p>
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		<title>FRIULI VENEZIA GIULIA: NEL COMUNE DI AVIANO CRITICHE AL SINDACO SUI TEMPI DELLA VACCINAZIONE</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 17:00:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
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		<description><![CDATA[&#8220;Come mai soltanto nel nostro comune non è ancora stata fatta la vaccinazione orale delle volpi?&#8221;
Questo si domandano i cittadini del comune di Aviano, in Friuli Venezia Giulia, dal momento che la vaccinazione pare sia già stata eseguita in tutti gli altri comuni della provincia avvalendosi del supporto della Protezione civile.
Ecco quindi la prima replica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>&#8220;Come mai soltanto nel nostro comune non è ancora stata fatta la vaccinazione orale delle volpi?&#8221;</em></p>
<p>Questo si domandano i cittadini del comune di Aviano, in Friuli Venezia Giulia, dal momento che la vaccinazione pare sia già stata eseguita in tutti gli altri comuni della provincia avvalendosi del supporto della Protezione civile.</p>
<p>Ecco quindi la prima replica alla risposta del sindaco di Aviano, Stefano del Cont Bernard, che all&#8217;interrogazione sulla mancata vaccinazione delle volpi nel comune avrebbe risposto che, secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto in data 8 gennaio, <em>&#8220;non era di competenza comunale&#8221;. &#8220;Vista l&#8217;impossibilità</em> - si legge sul quotidiano in merito alle ragioni del primo cittadino - <em>di utilizzare i cacciatori e i volontari della Protezione civile perché da Palmanova era arrivato un diniego, la campagna è stata rimandata a gennaio&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;È mancata la concreta collaborazione del sindaco, che è autorità sanitaria</em> - ha contestato sul Messaggero Veneto Bruno Tassan Chiaret, esponente della lista civica Cittadini per il Comune di Aviano - <em>ad attivare e coordinare le forze disponibili nel territorio di Aviano per la posa delle esche vaccinali per le volpi&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;La mancata autorizzazione lamentata dal sindaco</em> - ha proseguito Tassan Chiaret sulla dichiarata impossibilità di ricorrere ai volontari della Protezione Civile - <em>si scontra con il fatto che lo stesso assessore regionale competente, Riccardo Riccardi, aveva, sin dallo scorso novembre, dato conferma della disponibilità a fornire tutto il supporto necessario&#8221;.</em></p>
<p>I cittadini si riservano di chiedere lumi alla prefettura, e intanto i casi di rabbia diagnosticati in Friuli Venezia Giulia - ci segnala Tassan Chiaret - salgono a quota 44, di cui 2 in Provincia di Pordenone.</p>
<p>Arianna Biagi</p>
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		<title>LUPI AD UN PASSO DA TRIESTE: POLEMICA TRA PROVINCIA E REGIONE</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jan 2010 07:00:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[lupo]]></category>

		<category><![CDATA[Trieste]]></category>

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		<description><![CDATA[La Provincia di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia in lite per un branco di lupi venuti dalla zona slovena di Divaccia. Il motivo delle tensioni è presto detto: a chi spetta pagare i danni della&#8221;razzia d&#8217;altri tempi&#8221; inflitta in un recinto di ovini. 4 pecore e una capra, circa 35 kg sacrificati per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Provincia di Trieste e la Regione Friuli Venezia Giulia in lite per un branco di lupi venuti dalla zona slovena di Divaccia. Il motivo delle tensioni è presto detto: a chi spetta pagare i danni della&#8221;razzia d&#8217;altri tempi&#8221; inflitta in un recinto di ovini. 4 pecore e una capra, circa 35 kg sacrificati per gli appetiti del branco.</p>
<p>Gli allevatori hanno diritto a un risarcimento facendo richiesta entro tre giorni dalla mattanza, altrimenti perdono i soldi.  E in questo caso si tratterebbe di 1.500 euro di danni.</p>
<p>Secondo la Provincia, come riportato da Il Giornale il giorno 7 gennaio<em>, &#8220;per cinghiali, volpi e fauna selvatica &#8220;normale&#8221; la domanda di risarcimento va fatta alla Provincia&#8221;</em>, mentre per i lupi, che non tornavano a ululare sul Carso da quasi un secolo, la richiesta di indennizzo andrebbe presentata alla Regione. Ma non la pensa allo stesso modo l&#8217;assessore regionale Claudio Violino: <em>&#8220;La competenza è stata delegata alla Provincia, per quanto attiene l&#8217;indennizzo di danni ambientali provocati dalla fauna selvatica. Non mi risulta</em> - ha dichiarato Violino al Giornale - <em>che ci sia una norma che preveda qualcosa di diverso per i lupi&#8221;.</em></p>
<p>Ribatte il vicepresidente provinciale Walter Godina<em>: &#8220;Orso, lince e lupo sono di esclusiva competenza della Regione&#8221;. </em>Fatto sta che l&#8217;articolo 11 della legge regionale 6 del 2008 prevede che le funzioni relative a orso, lince e lupo spettino alla Regione sia per l&#8217;accertamento che per il risarcimento, ma, secondo quanto riportato dal giornalista Fausto Biloslavo sul Giornale ,<em>&#8220;un regolamento di attuazione del 2009, con la nuova gestione del centrodestra, conferma la regola secondo la Provincia&#8221;.</em> L&#8217;ex presidente provinciale Fabio Scoccimarro, chiude con una battuta: <em>&#8220;Se Provincia e Regione non si accordano, facciamo pagare i danni ai vicini sloveni, da dove sono arrivati i lupi&#8221;.</em></p>
<p>E se, dopo tanti dibattiti, non si trattasse di lupi?<em> &#8220;La distanza fra i canini del morso sulle prede è di 35-36 millimetri. Un po&#8217; al limite, ma nelle misure dei lupi</em>&#8221; ha spiegato al Giornale il maresciallo Maurizio Rozza della polizia ambientale della Provincia di Trieste. In più i predatori non hanno colpito nel mucchio, come fanno i cani randagi, ma si sono concentrati sulle prede individuate. Dopo quasi un secolo, insomma, anche a Trieste è proprio il caso di gridare&#8221;al lupo&#8221;, ma il dubbio resta: a chi gridarlo?</p>
<p><span style="font-weight: normal;">Arianna Biagi</span></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ROMA: PROTOCOLLO D’INTESA PER IL NUOVO PIANO FAUNISTICO-VENATORIO</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Jan 2010 18:46:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Provincia di Roma]]></category>

		<category><![CDATA[Università La Sapienza]]></category>

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		<description><![CDATA[Sottoscritto il protocollo d&#8217;intesa a firma dell&#8217;assessore provinciale alle Politiche dell&#8217;Agricoltura, Caccia e Pesca, Aurelio Lo Fazio e del direttore del Dipartimento di Biologia Animale e dell&#8217;Uomo dell&#8217;Università di Roma. L&#8217;obiettivo è realizzare entro sei mesi il nuovo Piano Faunistico Venatorio. La Provincia di Roma e il Dipartimento dell&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; opereranno in sinergia per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sottoscritto il protocollo d&#8217;intesa a firma dell&#8217;assessore provinciale alle Politiche dell&#8217;Agricoltura, Caccia e Pesca, Aurelio Lo Fazio e del direttore del Dipartimento di Biologia Animale e dell&#8217;Uomo dell&#8217;Università di Roma. L&#8217;obiettivo è realizzare entro sei mesi il nuovo Piano Faunistico Venatorio. La Provincia di Roma e il Dipartimento dell&#8217;Università &#8220;La Sapienza&#8221; opereranno in sinergia per riuscire entro e non oltre i tempi prestabiliti.</p>
<p><em>&#8220;Con la stipula del protocollo</em> - ha dichiarato Lo Fazio sul sito http://roma.repubblica.it<em> - </em> <em>l&#8217;amministrazione provinciale rinnova il suo impegno per consentire di esercitare l&#8217;attività venatoria secondo regole predefinite che ne permettano lo svolgimento in armonia con l&#8217;ambiente, tutelando i diritti di tutti i soggetti interessati: cacciatori, ambientalisti e agricoltori&#8221;.</em></p>
<p>A.B.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>NUOVE NORME PER I FONDI UE ALL’AGRICOLTURA</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 07:00:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[fondi ue]]></category>

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		<description><![CDATA[Il ministero delle Politiche agricole, con il decreto 22 dicembre 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre scorso, ha semplificato il frammentato quadro legislativo relativo alle condizioni di cui devono essere in possesso gli agricoltori italiani per vedersi riconosciuto il diritto a ottenere i fondi europei per il sostegno rurale. Tra i nuovi 5 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;">Il ministero delle Politiche agricole, con il decreto 22 dicembre 2009, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 31 dicembre scorso, ha semplificato il frammentato quadro legislativo relativo alle condizioni di cui devono essere in possesso gli agricoltori italiani per vedersi riconosciuto il diritto a ottenere i fondi europei per il sostegno rurale. Tra i nuovi 5 punti, i precedenti erano 7, spicca per le ricadute sulla gestione faunistica il 4: Per assicurare un livello minimo di mantenimento dei terreni ed evitare il deterioramento degli habitat, tutte le superfici a pascolo permanente sono assoggettate a tre obblighi, tra cui il divieto di conversione della superficie a pascolo permanente ad altri usi all&#8217;interno di Sic, Zsc e Zps e, per evitare l&#8217;abbandono progressivo delle superfici agricole, prevenire la formazione di potenziali inneschi di incendi, evitare la diffusione delle infestanti e tutelare la fauna selvatica, la legge stabilisce che le superfici debbano essere soggette all&#8217;attuazione di pratiche agronomiche consistenti in operazioni di sfalcio o altre operazioni equivalenti, e relativi periodi di divieto.</p>
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		<title>EMILIA-ROMAGNA: IN ARRIVO I FONDI PER LA GESTIONE DEI SITI PROTETTI</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jan 2010 06:00:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>

		<category><![CDATA[finanziamenti]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale&#8221;.Questo il nome dell&#8217;apposita misura del programma regionale da cui provengono 1,5 milioni di euro, stanziati per il Bando di gestione a tutela della biodiversità nelle aree designate dall&#8217;Ue in Emilia-Romagna. &#8220;Si tratta complessivamente&#8221; - si legge nell&#8217;articolo dell&#8217;Informazione di Modena del 30 dicembre scorso - &#8220;di 129 Siti di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Tutela e riqualificazione del patrimonio rurale&#8221;.Questo il nome dell&#8217;apposita misura del programma regionale da cui provengono 1,5 milioni di euro, stanziati per il Bando di gestione a tutela della biodiversità nelle aree designate dall&#8217;Ue in Emilia-Romagna. &#8220;<em>Si tratta complessivamente&#8221;</em> - si legge nell&#8217;articolo dell&#8217;Informazione di Modena del 30 dicembre scorso - &#8220;<em>di 129 Siti di Importanza Comunitaria e 78 Zone di Protezione Speciale, per una superfìcie di circa 255.000 ettari (il 12% dell&#8217;intera superfìcie dell&#8217;Emilia-Romagna) che racchiudono buona parte della più significativa biodiversità animale e vegetale della regione&#8221;.</em> Dalla prossima primavera, quindi,  i parchi e le amministrazioni provinciali avranno le risorse finanziarie per definire le modalità di gestione delle aree di loro competenza. &#8220;<em>La giunta regionale </em>-  si legge su l&#8217;Informazione di Modena - <em>su proposta degli assessori Tiberio Rabboni (Agricoltura) e Lino Zanichelli (Ambiente), ha approvato il bando che stabilisce le modalità con cui Parchi e Province potranno presentare entro il 27 aprile 2010 la richiesta di contributo per la redazione dei piani di gestione&#8221;.  &#8220;Lo sforzo che Parchi e Province dovranno fare&#8221;</em> hanno sottolineato gli assessori <em>&#8220;è garantire il necessario equilibrio tra la tutela di questi ambienti e l&#8217;utilizzo umano degli stessi per l&#8217;agricoltura e la pesca&#8221;.</em></p>
<p><strong>A.B.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA PROTESTA DEI LAVORATORI PRECARI DELL’ISPRA</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Jan 2010 14:36:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[ispra]]></category>

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		<description><![CDATA[Da oltre un mese e mezzo i lavoratori precari dell&#8217;Ispra, l&#8217;Istituto superiore protezione e ricerca ambientale, stanno protestando accampati su un tetto contro la prospettiva di non vedersi rinnovati o stabilizzati i contratti in scadenza. Nel 2008, anno di fondazione, l&#8217;Ispra ha assorbito l&#8217;Istituto nazionale della fauna selvatica di Ozzano Emilia, in provincia di Bologna, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da oltre un mese e mezzo <a title="Il sito dei precari dell'ISPRA - non sparate alla ricerca" href="http://www.nonsparateallaricerca.org/" target="_blank">i lavoratori precari dell&#8217;Ispra</a>, l&#8217;Istituto superiore protezione e ricerca ambientale, stanno protestando accampati su un tetto contro la prospettiva di non vedersi rinnovati o stabilizzati i contratti in scadenza. Nel 2008, anno di fondazione, l&#8217;Ispra ha assorbito l&#8217;Istituto nazionale della fauna selvatica di Ozzano Emilia, in provincia di Bologna, ente citato dalla 157/92 e punto di riferimento importante per la gestione faunistica e la caccia in generale. Già 50 precari ex Infs sono stati lasciati a casa con inevitabili conseguenze sulla funzionalità dell&#8217;Ente. La parola spetta al ministro dell&#8217;Ambiente Stefania Prestigiacomo.</p>
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		<title>VENETO: ALTANE IN DEROGA PER LA CACCIA AL CINGHIALE</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Dec 2009 18:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Belluno]]></category>

		<category><![CDATA[cinghiali]]></category>

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		<description><![CDATA[Con la nuova proposta di legge regionale, l&#8217;amministrazione di Limana, in provincia di Belluno, cerca di trovare una soluzione definitiva al problema del sovrapopolamento dei cinghiali. Subentra però un problema per la realizzazione delle altane in legno, fondamentali per tutelare l&#8217;incolumità dei cacciatori che collaborano con le guardie provinciali per effettuare la selezione prevista dal [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con la nuova proposta di legge regionale, l&#8217;amministrazione di Limana, in provincia di Belluno, cerca di trovare una soluzione definitiva al problema del sovrapopolamento dei cinghiali. Subentra però un problema per la realizzazione delle altane in legno, fondamentali per tutelare l&#8217;incolumità dei cacciatori che collaborano con le guardie provinciali per effettuare la selezione prevista dal piano di controllo faunistico.</p>
<p><em>&#8220;La normativa edilizia attualmente vigente in Veneto</em> - ha dichiarato l&#8217;assessore all&#8217;agricoltura Roberto Piol e il suo collega all&#8217;urbanistica Giorgio Morales in un&#8217;articolo del Corriere delle Alpi del 15 dicembre - <em>è tale da generare un dubbio circa la possibilità di realizzare le altane, anche perché le stesse dovrebbero essere collocate prevalentemente nelle zone agricole&#8221;.</em></p>
<p>A tale proposito, la proposta di legge regionale consente espressamente di collocare altane, anche in deroga alla normativa vigente. Intanto, in attesa che del disegno di legge venga approvato, gli assessori Piol e Morales garantiscono che sarà possibile realizzarle con le modalità previste per le opere precarie, provvisorie e temporanee.</p>
<p>A.B.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CERIMONIA AZZURRA AL QUIRINALE TRA SOGNI OLIMPICI E “ONDE ROSA”</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 21:30:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Giorgio Napolitano]]></category>

		<category><![CDATA[Olimpiadi]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla cerimonia degli atleti azzurri al Quirinale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato, come si legge in un articolo de La Gazzetta dello sport del 16 dicembre, che in &#8220;una società che tante volte si dimostra più forte e più coesa dell&#8217;immagine che ne dà la politica, così segnata da un esasperato conflitto&#8221;, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla cerimonia degli atleti azzurri al Quirinale, il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dichiarato, come si legge in un articolo de La Gazzetta dello sport del 16 dicembre, che in <em>&#8220;una società che tante volte si dimostra più forte e più coesa dell&#8217;immagine che ne dà la politica, così segnata da un esasperato conflitto&#8221;</em>, la società sportiva testimonia appunto al meglio<em>&#8220;la ricchezza dei valori e delle energie della società italiana&#8221;</em>,<em>&#8220;ma anche&#8221; </em>aggiunge il Presidente<em> &#8220;quella dei giovani ricercatori, molto di più di quello che si potrebbe pensare leggendo le loro buste paga, perché si accontentano di poco e mettono un&#8217;enorme passione&#8221;.</em></p>
<p>Proprio sul tema dei finanziamenti nel mondo dello sport, Napolitano si è pronunciato a favore del ripristino del meccanismo automatico che <em>&#8220;rappresenta la base del principio di autonomia della Carta Olimpica&#8221;.</em></p>
<p>Nel teso clima di &#8220;primarie&#8221; e quindi in attesa del responso del Coni, che arriverà ad aprile, sulla candidata italiana ad ospitare i Giochi Olimpici 2020, gli azzurri non si schierano a favore di Roma o Venezia, a eccezione della campionessa del fioretto femminile a squadre Margherita Granbassi, che ammette <em>&#8220;Sono sempre a Roma, come faccio a non tifare per lei&#8230;&#8221;.</em></p>
<p>Tra i 23 atleti premiati, i campioni di tiro a volo Jessica Rossi (trap) e Francesco D&#8217;Aniello (double trap). E proprio D&#8217;Aniello ha dichiarato, in merito al sorpasso dello sport femminile su quello maschile (17 a 6), definito peraltro come una <em>&#8220;splendida onda rosa&#8221;</em> dal Presidente Napolitano, che <em>&#8220;le ragazze hanno più caparbietà, voglia di emergere. Gli ometti con poco si sentono affermati&#8221;, </em>con buona pace di chi considera molti sport, tra cui certamente il tiro a volo, delle discipline per soli uomini.</p>
<p><strong>A.B.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>LA REGIONE DEL VENETO VINCE IL RICORSO AL TAR SULLE CACCE IN DEROGA</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Dec 2009 17:27:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[confavi]]></category>

		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha esaminato il ricorso presentato dalla Lega per l'Abolizione della Caccia e da altre associazioni animal-ambientaliste per la sospensione della caccia in deroga autorizzata dalla Giunta regionale del Veneto su proposta dell'Assessore regionale Elena Donazzan.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come riceviamo da CONFAVI pubblichiamo:</p>
<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale del Veneto ha esaminato il ricorso presentato dalla Lega per l&#8217;Abolizione della Caccia e da altre associazioni animal-ambientaliste per la sospensione della caccia in deroga autorizzata dalla Giunta regionale del Veneto su proposta dell&#8217;Assessore regionale <strong>Elena Donazzan</strong>.</p>
<p>Dopo aver precedentemente sospeso con urgenza la delibera regionale sulle deroghe&#8221;inaudita altera parte&#8221;, (senza cioè sentire le motivazioni della Regione del Veneto), il TAR del Veneto ha esaminato la documentazione fornita dalla Giunta regionale a sostegno del proprio provvedimento che autorizzava le cacce in deroga per la stagione venatoria 2009/2010, ritenendolo perfettamente legittimo e rispettoso delle normative vigenti.</p>
<p>Sia pur con il rammarico di aver visto privare immotivatamente i cacciatori del Veneto per due settimane di un diritto sancito dall&#8217;Unione europea, si prende atto con soddisfazione che da <strong>mercoledì 23 dicembre 2009</strong> si potrà tornare a cacciare in deroga in tutto il Veneto, nel rispetto delle Direttive comunitarie.</p>
<p>Restano pochi giorni di caccia prima della fine dell&#8217;anno - ha commentato l&#8217;on. <strong>Sergio Berlato</strong> - ma questo riconoscimento da parte del TAR del Veneto dimostra la piena legittimità dei provvedimenti emanati dalla Giunta regionale del Veneto in materia di deroghe.</p>
<p>La nostra squadra ha vinto ancora una volta - ha commentato soddisfatta <strong>Maria Cristina Caretta</strong>, Presidente dell&#8217;<strong>Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI</strong>.</p>
<p>Anche se per quest&#8217;anno, per la <strong>tristemente nota forzatura dell&#8217;accoppiata LEGA Nord/Federcaccia</strong>, ci è stato impedito di applicare il regime di deroga con legge, come avvenuto ininterrottamente dal 2002 al 2008, va dato atto all&#8217;Assessore regionale <strong>Elena Donazzan</strong> di aver saputo ancora una volta fare gioco di squadra con l&#8217;on. <strong>Sergio Berlato</strong> e con <strong>l&#8217;Associazione Cacciatori Veneti-CONFAVI</strong>, salvaguardando i diritti di tutti i cacciatori del Veneto.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>ZANONI: RABBIA IN VENETO? MANNA DAL CIELO PER LE CASE FARMACEUTICHE</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Dec 2009 15:17:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Andrea Zanoni]]></category>

		<category><![CDATA[LAC]]></category>

		<category><![CDATA[rabbia]]></category>

		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Perplessità in merito all&#8217;epidemia di rabbia in Veneto, anche da parte del presidente regionale della Lega per l&#8217;Abolizione della Caccia, Andrea Zanoni, che in ultimo ha dichiarato: &#8220;Una cosa è certa: per le case farmaceutiche questa sarà l&#8217;ennesima manna dal cielo dopo quella dell&#8217;influenza H1N1&#8243;. &#8220;Risulta chiaro che non si tratta di un&#8217;emergenza - ha [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Perplessità in merito all&#8217;epidemia di rabbia in Veneto, anche da parte del presidente regionale della Lega per l&#8217;Abolizione della Caccia, Andrea Zanoni, che in ultimo ha dichiarato: <em>&#8220;Una cosa è certa</em>: <em>per le case farmaceutiche questa sarà l&#8217;ennesima manna dal cielo dopo quella dell&#8217;influenza H1N1&#8243;. &#8220;Risulta chiaro che non si tratta di un&#8217;emergenza</em> - ha detto Zanoni - <em>se pensiamo che su circa 230 mila cani che si dovranno sottoporre al vaccino, finora in tutta la regione è stato riscontrato solo un caso di rabbia su un cane e cinque casi su animali selvatici</em>. <em>Tuttavia</em> <em>il problema va affrontato con massima serietà&#8221;. </em>Il 30 novembre il sito www.oggitreviso.it ha infatti dato notizia dell&#8217;ordinanza emanata dalla Regione Veneto per rendere obbligatoria la vaccinazione entro il 31 gennaio di tutti i cani del territorio delle province di Belluno e di Treviso, di una cinquantina di comuni del vicentino e una ventina di comuni del veneziano. L&#8217;epidemia di rabbia rischia di creare parecchio malcontento tra i cacciatori. Oltre all&#8217;obbligo di vaccinare i cani (per un costo di circa 30 euro, a carico dei proprietari) è scattato, infatti, anche il divieto di caccia con cani in alcune zone montane e parzialmente montane. Il sindaco di Vittorio Veneto Gianantonio Da Re - anche nella sua veste di segretario provinciale della Lega Nord-Liga Veneta - ha promesso però di attivarsi per far modificare la disposizione regionale, per venire incontro alle esigenze delle migliaia di cacciatori trevigiani &#8220;bloccati&#8221; dal divieto e dal cordone sanitario che si sta stendendo sulla provincia.</p>
<p><strong>A.B.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>CINGHIALI PERICOLOSI NELLA MURGIA: BISOGNA ABBATTERLI</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 14:04:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[cinghiale]]></category>

		<category><![CDATA[Murgia]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 27 novembre, il sito internet de &#8220;La Gazzetta del Mezzogiorno&#8221; fa il punto sulla questione cinghiali che interessa i Comuni che lambiscono la Murgia e le zone boschive limitrofe. A ufficializzare la necessità dell&#8217;abbattimento di cinghiali, l&#8217;ordine del giorno varato all&#8217;unanimità dall&#8217;aula Pertini del Comune di Ruvo, che indica le prime soluzioni utili ad [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il 27 novembre, il sito internet de &#8220;La Gazzetta del Mezzogiorno&#8221; fa il punto sulla questione cinghiali che interessa i Comuni che lambiscono la Murgia e le zone boschive limitrofe. A ufficializzare la necessità dell&#8217;abbattimento di cinghiali, l&#8217;ordine del giorno varato all&#8217;unanimità dall&#8217;aula Pertini del Comune di Ruvo, che indica le prime soluzioni utili ad affrontare l&#8217;emergenza sollevata dagli abitanti, da tempo turbati o danneggiati dalla notevole presenza degli ungulati in questione.</p>
<p>Relatore del provvedimento in consiglio, l&#8217;assessore provinciale alla Sicurezza e consigliere comunale d&#8217;opposizione Matteo Paparella, seguito nella discussione da diversi interventi delle forze politiche di maggioranza e d&#8217;opposizione oltre che dal sindaco, Michele Stragapede. Al termine, una riunione dei capigruppo ha fatto produrre la versione definitiva dell&#8217;ordine del giorno, che spiega ragioni e motivazioni.</p>
<p><em>&#8220;Tale specie, totalmente estranea alla fauna caratteristica dell&#8217;Appennino e del Parco</em> - afferma un punto dell&#8217;atto del consiglio comunale - <em>svolge un ruolo di disequilibratore ambientale e determina gravi problemi igienico-sanitari con pericolo per la salute dei cittadini&#8221;.</em></p>
<p><strong>A.B.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>DI SALVATORE: MARTINSICURO FUORI DALLA ZPS “LA SENTINA”</title>
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		<pubDate>Thu, 03 Dec 2009 14:01:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[sic]]></category>

		<category><![CDATA[zps]]></category>

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		<description><![CDATA[La notizia è apparsa su Riviera Oggi n°801 e riportata da www.sambenedettoggi.it: l&#8217;amministrazione Di Salvatore, con una lettera dai toni piuttosto decisi indirizzata al Ministero dell&#8217;Ambiente, alle Regioni Marche e Abruzzo, alla Provincia di Teramo e alla Riserva della Sentina, ha chiesto a tutti gli enti interessati che il Comune di Martinsicuro venga tenuto fuori dalla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La notizia è apparsa su Riviera Oggi n°801 e riportata da <a href="http://www.sambenedettoggi.it:l'amministrazione">www.sambenedettoggi.it</a><strong>: </strong>l&#8217;amministrazione <strong>Di Salvatore</strong><strong>,</strong> con una lettera dai toni piuttosto decisi indirizzata al <strong>Ministero dell&#8217;Ambiente</strong>, alle <strong>Regioni Marche e Abruzzo</strong>, alla <strong>Provincia di Teramo</strong> e alla <strong>Riserva della Sentina</strong>, ha chiesto a tutti gli enti interessati che il Comune di Martinsicuro venga tenuto fuori dalla Zps &#8220;La Sentina&#8221;.</p>
<p><em>&#8220;Si ritiene inconcepibile</em> - riporta la cronista Cinzia Rosati citando un passaggio della lettera - <em>che un&#8217;altra amministrazione quale la Regione Marche, o un Ente, come la Riserva Naturale della Sentina, o altra Istituzione possano intervenire e programmare un intervento territoriale su un altro Comune, per di più di altra Regione&#8221;.</em></p>
<p>L&#8217;amministrazione Di Salvatore pertanto ritiene <em>&#8220;urgente ed imprescindibile che la Regione Marche e tutti gli enti interessati predispongano tutti gli atti necessari affinchè il territorio del Comune di Martinsicuro venga tenuto fuori dalla zonizzazione del Zps ‘La Sentina&#8217;&#8221;.</em></p>
<p><em>&#8220;La lettera indica mancanza di conoscenza della tematica in questione</em> - afferma <strong>Pietro D&#8217;Angelo</strong>, presidente del <strong>Comitato di Indirizzo Riserva Naturale Regionale Sentina</strong><em> - poiché l&#8217;istituzione della zps è di esclusiva competenza della Comunità Europea, che dunque è l&#8217;unica ad avere voce in capitolo&#8221;.</em></p>
<p>E infatti in una delle lettere ministeriali sulla questione è precisato che <em>&#8220;compito delle Regioni è il controllo dei dati di competenza, facilmente rilevabili nel sito ftp <a href="ftp://ftp.scn.minambiente.it/Cartografie/Natura2000/">ftp://ftp.scn.minambiente.it/Cartografie/Natura2000/</a> (Cartografia-Natura 2000), contenente la banca dati e la cartografia di Sic e Zps, così come trasmessi alla Commissione Europea&#8221;.</em></p>
<p><strong>A.B.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>IL TAR DEL VENETO RESPINGE IL RICORSO DELLA LAC</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Nov 2009 09:16:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[LAC]]></category>

		<category><![CDATA[Sergio Berlato]]></category>

		<category><![CDATA[TAR]]></category>

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		<description><![CDATA[Come riceviamo pubblichiamo:
Il TAR del Veneto ha respinto la richiesta della LAC di sospensiva della delibera regionale che autorizza l&#8217;attivazione degli impianti di cattura in Veneto per la stagione venatoria 2009/2010.
Viste le sfortunate esperienze delle regionali del 2005 di Andrea Zanoni (candidato per i Verdi) e delle europee del 2009 (candidato per l&#8217;Italia dei Valori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come riceviamo pubblichiamo:</p>
<blockquote><p>Il TAR del Veneto ha respinto la richiesta della LAC di sospensiva della delibera regionale che autorizza l&#8217;attivazione degli impianti di cattura in Veneto per la stagione venatoria 2009/2010.</p>
<p>Viste le sfortunate esperienze delle regionali del 2005 di Andrea Zanoni (candidato per i Verdi) e delle europee del 2009 (candidato per l&#8217;Italia dei Valori del cacciatore Di Pietro) che lo hanno visto inesorabilmente bocciato dagli elettori, il rampante anticaccia ha tentato di tornare alla carica con le solite false argomentazioni che hanno dimostrato di non fare piu&#8217; presa neppure nei confronti di cio&#8217; che rimane del manipolo di sostenitori che ancora lo attorniano.</p>
<p>Per rispetto della verita&#8217; e contrariamente a quanto scrive Zanoni, va ricordato che la legge statale 157/92 all&#8217;art. 4 cosi&#8217; recita&#8221; L&#8217;attività di cattura per l&#8217;inanellamento e per la cessione a fini di richiamo puo&#8217; essere svolta esclusivamente da impianti della cui autorizzazione siano titolari le province e che siano gestiti da personale qualificato e valutato idoneo dall&#8217;Istituto nazionale per la fauna selvatica.</p>
<p>L&#8217;autorizzazione alla gestione di tali impianti è concessa dalle regioni su parere dell&#8217;Istituto nazionale per la fauna selvatica (ora ISPRA), il quale svolge altresì compiti di controllo e di certificazione dell&#8217;attività svolta dagli impianti stessi e ne determina il periodo di attività.&#8221;</p>
<p>Va ricordato anche che questa specifica previsione della 157/92 non e&#8217; stata oggetto di alcuna osservazione da parte del&#8217;Unione europea in quanto dalla stessa ritenuta perfettamente rispettosa della Direttiva CEE 409/79.</p>
<p>La Regione Veneto, dal 1992, non fa altro che applicare pedissequamente quanto previsto dalla legge statale 157/92 e dalle Direttive comunitarie.</p>
<p>Ne&#8217; tantomeno la detenzione di uccelli in apposite gabbie puo&#8217; configurare il reato di maltrattamento, cosi&#8217; come prevederebbe l&#8217;art. 727 del codice penale.</p>
<p>Falsa anche l&#8217;affermazione dell&#8217;esponente della LAC secondo la quale gli impianti di cattura verrebbero finanziati con i soldi dei contribuenti, dal momento che le province, per la gestione di tali impianti, utilizzano parte delle risorse incamerate dalle tasse di concessione pagate annualmente dai cacciatori.</p>
<p>Grave e non veritiera l&#8217;immagine che Zanoni vorrebbe dare degli impianti di cattura gestiti dalle province del Veneto, quasi a voler dipingere le amministrazioni provinciali come conniventi in una diffusa associazione per delinquere, dal momento che i rari casi di mancato rispetto della legge da parte di alcuni gestori di tali impianti sono stati immediatamente e pesantemente sanzionati dalle province territorialmente competenti.</p>
<p>Auguriamo a Zanoni una fortuna migliore rispetto a quella che gli hanno riservato gli elettori in tutte le precedenti campagne elettorali, nonostante abbia tentato la fortuna candidandosi in partiti diversi, anche se riteniamo, visti i disastrosi precedenti, che dovra&#8217; adattarsi a rimanere quello che e&#8217; sempre stato.</p>
<p>on. Sergio Berlato</p>
<p>Deputato italiano al Parlamento europeo</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		<title>UE: NO ALLE DEROGHE REGIONALI, A CORTE IL CASO LOMBARDIA</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 17:50:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[La Commissione europea si è rivolta alla Corte di giustizia perché ingiunga all&#8217;Italia di impedire la caccia a specie protette in Lombardia, che con una recente normativa ha consentito la caccia di 4 specie protette (fringuello, peppola, pispola e frosone) fino al 31 dicembre 2009.
Un procedimento è in corso per diverse regioni (Abruzzo, Lazio, Lombardia, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Commissione europea si è rivolta alla Corte di giustizia perché ingiunga all&#8217;Italia di impedire la caccia a specie protette in Lombardia, che con una recente normativa ha consentito la caccia di 4 specie protette (fringuello, peppola, pispola e frosone) fino al 31 dicembre 2009.</p>
<p>Un procedimento è in corso per diverse regioni (<strong>Abruzzo</strong>, <strong>Lazio</strong>, <strong>Lombardia</strong>, <strong>Emilia Romagna</strong>, <strong>Marche</strong>, <strong>Calabria</strong>, <strong>Puglia </strong>e <strong>Toscana</strong>) che hanno concesso deroghe non conformi alle normative Ue sull&#8217;attività venatoria.<em>&#8220;Gli Stati membri devono seguire correttamente le norme per la conservazione delle specie ornitologiche per evitare la perdita di biodiversità&#8221;</em> ha dichiarato il commissario Ue all&#8217;ambiente <strong>Stavros Dimas.</strong> <em>&#8220;La normativa Ue sull&#8217;ambiente naturale consente alcune deroghe in casi molto limitati, ma queste eccezioni</em> - ha sottolineato il commissario - <em>sono autorizzate solo se non esiste una soluzione alternativa e purché vengano rispettate condizioni rigide&#8221;. </em>La causa è ora all&#8217;esame della Corte di giustizia europea.</p>
<p>Fonte: Ansa</p>
<p><strong>A.B.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>RIPOPOLAMENTO: CONVOCATE LE ASSOCIAZIONI VENATORIE A BENEVENTO</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Nov 2009 11:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Benevento]]></category>

		<category><![CDATA[Gianluca Aceto]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianluca Aceto, assessore all&#8217;Ambiente della Provincia di Benevento, oggi pomeriggio incontrerà le associazioni venatorie locali per discutere sul ripopolamento della fauna selvatica nelle aree rurali del Sannio. L&#8217;invito a tutte le associazioni, come anche ai sindaci dei vari comuni e a tutti gli altri soggetti interessati, è di collaborare per la stesura del piano di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Gianluca Aceto</strong>, assessore all&#8217;Ambiente della Provincia di Benevento, oggi pomeriggio <strong>incontrerà le associazioni venatorie locali</strong> per discutere sul <strong>ripopolamento </strong>della fauna selvatica nelle aree rurali del Sannio. L&#8217;invito a tutte le associazioni, come anche ai sindaci dei vari comuni e a tutti gli altri soggetti interessati, è di collaborare per la stesura del piano di ripopolamento suggerendo i siti maggiormente vocati alla crescita e alla riproduzione delle specie selvatiche. L&#8217;obiettivo prefisso è di provvedere entro febbraio/marzo 2010 a un&#8217;immissione consistente di fagiani adulti riproduttori per ciascun comune.</p>
<p><strong>A.B.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<title>ESPOSTO DELLA FEDERCACCIA CAMPANIA ALLA REGIONE CAMPANIA: REGOLE CERTE PER I CACCIATORI</title>
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		<pubDate>Wed, 28 Oct 2009 22:30:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Fidc Campania]]></category>

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		<description><![CDATA[La Federcaccia Campania ha inviato oggi alla Regione Campania una lettera esposto in merito al Regolamento della gestione degli ATC, (Ambiti Territoriali di Caccia) approvato con vari decreti dalla Giunta Regionale. Nella lettera si denuncia lo stato di confusione della regolamentazione attuale e inoltre i disagi causati dal programma di gestione informatizzato dell&#8217;anagrafe dei cacciatori, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Federcaccia Campania ha inviato oggi alla Regione Campania una <a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2009/10/20091027_lettera_alla_regione_campania.pdf" target="_blank">lettera</a> esposto in merito al Regolamento della gestione degli ATC, (Ambiti Territoriali di Caccia) approvato con vari decreti dalla Giunta Regionale. Nella lettera si denuncia lo stato di confusione della regolamentazione attuale e inoltre i disagi causati dal programma di gestione informatizzato dell&#8217;anagrafe dei cacciatori, promosso dalla Regione. &#8220;Un programma, ha affermato il Presidente di Federcaccia Felice Buglione,  che ha esautorato le Province e gli ATC dai compiti loro assegnati e di impossibile utilizzo&#8221;.</p>
<p>&#8220;Ogni anno - prosegue la lettera, ci troviamo di fronte ad una regolamentazione fotocopia che non tiene in alcun conto il rapporto con le regioni limitrofe e penalizza notevolmente i cacciatori campani&#8221;. Gran parte dei proventi derivanti dalla tassa di concessione regionale, prosegue l&#8217;esposto,  non sono finalizzati alla ricostituzione degli habitat del patrimonio faunistico e venatorio come previsto dalla normativa. La Federaccia chiede un nuovo regolamento che ponga fine all&#8217;attuale confusione; regole certe per le residenze venatorie, versamenti di quote, posti disponibili con criteri di equità per i non residenti negli ATC; un programma informatizzato dell&#8217;anagrafe dei cacciatori di semplice ed efficace uso che associ anche un numero verde; e infine un Calendario annuale o triennale che scaturisca da uno studio attento del territorio e in totale sinergia con le regioni limitrofe. &#8220;Il nostro territorio- conclude la nota - è un&#8217;unica area con specie migratorie presenti negli stessi periodi e le eccessive limitazioni finiscono per penalizzare l&#8217;intera attività venatoria in Campania&#8221;.</p>
<p>Allegato:  <a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2009/10/20091027_lettera_alla_regione_campania.pdf" target="_blank">La lettera che Federcaccia Campania ha inviato alla Regione Campania</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>BOLZANO: SONO 88 I NUOVI CACCIATORI. 12 SONO DONNE</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/bolzano-sono-88-i-nuovi-cacciatori-12-sono-donne-2544/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Oct 2009 08:30:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Bolzano]]></category>

		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli attestati di abilitazione all&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria  sono stati consegnati oggi (21 ottobre) nel cortile interno di Palazzo Widmann a  Bolzano ad 88 nuovi cacciatori, tra i quali 12 donne.
Anche questa sessione autunale degli esami per il conseguimento  dell&#8217;attestato di abilitazione all&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria si è  rivelata particolarmente selettiva.
Infatti, a fronte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli attestati di abilitazione all&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria  sono stati consegnati oggi (21 ottobre) nel cortile interno di Palazzo Widmann a  Bolzano ad 88 nuovi cacciatori, tra i quali 12 donne.<span id="more-2544"></span></p>
<p align="justify">Anche questa sessione autunale degli esami per il conseguimento  dell&#8217;attestato di abilitazione all&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria si è  rivelata particolarmente selettiva.</p>
<p align="justify">Infatti, a fronte di <strong><em>258  candidati</em></strong> che si sono presentati a sostenere la prova di tiro  e quella orale <em><strong>solamente 88</strong></em> sono giunti al  conseguimento dell&#8217;attestato pari al <strong><em>34,11% del  totale</em></strong>. Le donne che hanno superato l&#8217;esame <strong><em>sono  12</em></strong> a fronte di <strong><em>43 candidate</em></strong>, quindi con  una percentuale di promosse del <strong><em>27,9%</em></strong>.</p>
<p align="justify">Ai cacciatori, ha sottolineato nel suo discorso introduttivo il  direttore dell&#8217;Ufficio caccia e pesca, Heinrich Erhard,  spetta il compito di  impegnarsi per la conservazione del patrimonio faunistico, contribuendo ad  evitare malattie e danni alla natura. Ai cacciatori viene rivolto l&#8217;invito a  perseguire il mantenimento dell&#8217;equilibrio tra selvaggina, bosco e agricoltura  e la presenza delle varietà delle specie.</p>
<p align="justify">Erano presenti alla cerimonia odierna anche Desiree Maier ed  Ernst Riffeser, componenti della commissione esaminatrice.</p>
<p align="justify">Fonte: <a href="http://www.provincia.bz.it/usp/285.asp?redas=yes&amp;aktuelles_action=4&amp;aktuelles_article_id=312106">Provincia Autonoma di Bolzano Alto Adige</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>AGGIORNAMENTO 157/92: L’AUDIZIONE DI OGGI DELLA COMMISSIONE AMBIENTE DEL SENATO</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/aggiornamento-157-92-audizione-di-oggi-della-commissione-ambiente-del-senato-2007/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Jul 2009 18:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[L. 157/92]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ladeadellacaccia.it/?p=2007</guid>
		<description><![CDATA[Di seguito riportiamo il resoconto sommario e l&#8217;audio integrale della seduta del 2 luglio 2009 della 13a commissione -Territorio, ambiente, beni ambientali - del Senato. Da rilevare che il senatore Orsi ha proposto di valutare l&#8217;ipotesi di cooperative di cacciatori che possano godere di benefici fiscali analoghi a quelli delle cooperative agricole. Il ministro ZAIA [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Di seguito riportiamo il resoconto sommario e l&#8217;audio integrale<a title="Link al sito del Senato" href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=SommComm&amp;leg=16&amp;id=00426887&amp;part=doc_dc-sedetit_pi&amp;parse=no" target="_blank"> della seduta del 2 luglio 2009 della 13a commissione -Territorio, ambiente, beni ambientali - del Senato</a>. Da rilevare che il senatore Orsi ha proposto di valutare l&#8217;ipotesi di cooperative di cacciatori che possano godere di benefici fiscali analoghi a quelli delle cooperative agricole. Il ministro ZAIA ha dichiarato di condividere l&#8217;ipotesi delle cooperative avanzata dal senatore Orsi.<span id="more-2007"></span></p>
<p style="text-align: center;">˜˜˜</p>
<p><strong>IL TESTO DELLA SEDUTA</strong></p>
<p>GIOVEDÌ 2 LUGLIO 2009 - 106ª Seduta - Presidenza del Presidente D&#8217;ALI&#8217;</p>
<p>Audizione, ai sensi dell&#8217;articolo 46, comma 1, del Regolamento, del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sulle problematiche relative al prelievo venatorio.</p>
<p><strong>Il presidente D&#8217;ALI&#8217;</strong> introduce l&#8217;audizione del Ministro per le politiche agricole alimentari e forestali.</p>
<p><strong> Il ministro ZAIA</strong>, dopo aver annunciato che nelle prossime settimane sarà presentata la relazione sullo stato di attuazione della legge n. 157 del 1992, fa presente che tale legge si caratterizza ancora oggi per molteplici punti qualificanti, a partire da quello fondamentale della caccia programmata, e per un impianto generale che può valutarsi tuttora positivamente. Peraltro, va anche considerato che la legge n. 157 risale ormai a diciassette anni fa e venne elaborata in un contesto le cui caratteristiche sociali ed economiche, naturali e paesaggistiche e di pressione venatoria erano ben diverse da quelle attualmente riscontrabili. Di qui l&#8217;opportunità di un intervento legislativo di adeguamento, che appare richiesto anche dalla necessità di dare attuazione a tutta una serie di direttive comunitarie, a cominciare da quella sugli uccelli e da quella habitat, e di tenere nella dovuta considerazione la recente guida interpretativa relativa alla stessa direttiva uccelli.</p>
<p>Nell&#8217;ambito di tale intervento legislativo di adeguamento va ovviamente mantenuto l&#8217;asse portante della legge n. 157, rappresentato dall&#8217;evitare la casualità del prelievo venatorio e dalla programmazione di quest&#8217;ultimo attraverso il coinvolgimento del mondo agricolo. A quest&#8217;ultimo riguardo, va rilevato con forza che le colture agricole non devono essere sacrificate a conseguenze dannose non indennizzate del prelievo venatorio  e neppure esposte ai danni causati dagli animali selvatici ed inselvatichiti, danni che oggi rivestono dimensioni assolutamente allarmanti e che danno luogo in taluni ambiti territoriali a situazioni di vera e propria emergenza.</p>
<p>In tema di indennizzo dei danni subiti dalle colture agricole occorre superare le disomogeneità attualmente riscontrabili nella liquidazione degli indennizzi, semplificare le procedure, fissare criteri oggettivi per la stima dei danni, coinvolgere ove necessario i proprietari dei fondi nell&#8217;elaborazione dei piani di abbattimento e rendere disponibili maggiori risorse anche ricorrendo al fondo di solidarietà nazionale.</p>
<p>Il testo unificato proposto dal relatore, senatore Orsi, nell&#8217;ambito dell&#8217;esame congiunto dei disegni di legge in materia di prelievo venatorio, rappresenta un&#8217;ottima base di partenza per l&#8217;adeguamento della disciplina dettata dalla legge n. 157 e da esso si può prendere le mosse per definire efficaci e tempestivi meccanismi di indennizzo per i danni causati dalla fauna selvatica, per rafforzare gli strumenti di monitoraggio, per migliorare la distribuzione temporale della pressione venatoria, per rivisitare il meccanismo delle opzioni di caccia e per recepire il principio europeo del prelievo venatorio articolato per tempi e per specie e, più in generale, la normativa comunitaria intervenuta in materia. Occorre, inoltre, assicurare una più efficace pianificazione faunistica a livello provinciale e regionale, migliorando l&#8217;operatività dell&#8217;Istituto nazionale per la fauna selvatica, che va scorporato dall&#8217;ISPRA per tornare ad essere  una struttura realmente indipendente incardinata presso la Presidenza del Consiglio dei ministri.</p>
<p><strong>Il presidente D&#8217;ALI&#8217;</strong> dopo aver ricordato che il termine per la presentazione degli emendamenti al testo unificato proposto dal relatore nell&#8217;ambito dell&#8217;esame congiunto dei disegni di legge in materia di prelievo venatorio è stato fissato per le ore 13 del 20 luglio prossimo, fa presente che la presentazione di eventuali proposte emendative governative entro quel termine contribuirebbe alla funzionalità dei lavori della Commissione, consentendo ad essa di svolgere un esame organico ed esaustivo di tutti gli emendamenti.</p>
<p><strong>La senatrice MAZZUCONI (PD)</strong> , ritiene che la prossima presentazione della relazione sullo stato di attuazione della legge n. 157 possa costituire un utile punto di partenza per affrontare le modifiche da apportare alla legge sul prelievo venatorio. Chiede quindi chiarimenti su quali punti il Governo intenda intervenire proponendo modifiche al testo unificato presentato dal relatore. Chiede inoltre quale sia la posizione del Governo sul tema dei danni provocati dalla selvaggina, sulle modalità di svolgimento del controllo faunistico e più in generale sul tema della vigilanza dell&#8217;attività venatoria in relazione al controllo esercitato dallo Stato sul mantenimento della biodiversità.</p>
<p><strong>Il senatore ORSI (PdL)</strong> , dopo aver ringraziato il ministro Zaia per il contributo che il Governo fornirà al miglioramento del testo base, osserva che riguardo la questione della commercializzazione delle carni ottenute dall&#8217;abbattimento venatorio manca ancora una disciplina fiscale che consenta l&#8217;emersione della ricchezza derivante da tale attività. Propone a tale proposito di valutare attentamente l&#8217;ipotesi di cooperative di cacciatori che possano godere di benefici fiscali analoghi a quelli delle cooperative agricole. Fa inoltre presente la necessità di istituire presso il Ministero dell&#8217;agricoltura un ufficio centrale per la caccia allo scopo di dotare il dicastero della necessaria capacità di coordinamento ed organizzazione  a livello nazionale.</p>
<p><strong>Il ministro ZAIA</strong> dichiara di condividere l&#8217;ipotesi delle cooperative avanzata dal senatore Orsi, facendo tuttavia presente che nel caso in cui alle cooperative di cacciatori venissero estesi i benefici previsti per le cooperative agricole si renderebbe necessario provvedere alla relativa copertura finanziaria. Sottolinea quindi che i danni da selvaggina costituiscono - insieme a quelli derivanti dal maltempo - una delle sollecitazioni più incisive per il Ministero delle politiche agricole, in particolare quelli causati dalle nutrie, dai cinghiali, dai lupi e dai cani inselvatichiti In tale contesto il Ministero ha puntato al rifinanziamento del fondo di solidarietà, in parte con fondi nazionali ed in parte con fondi comunitari, allo scopo di prevedere adeguate soluzioni assicurative per la copertura dei danni. Al riguardo ricorda che soltanto il 20 per cento dei danni da selvaggina è liquidato da parte delle regioni con una significativa disomogeneità di comportamento tra il Nord ed il Sud del Paese. Ritiene opportuna la creazione di un ufficio caccia presso il Ministero delle politiche agricole allo scopo di dare un riferimento nazionale alle regioni. In questa ottica lo scorporo dell&#8217;Istituto nazionale per la fauna selvatica dall&#8217;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, collocando il primo alle dipendenze funzionali della Presidenza del Consiglio dei ministri, costituirebbe un punto qualificante nel senso dell&#8217;efficacia dell&#8217;azione amministrativa. Si riserva infine di approfondire talune questioni puntuali sollevate dalla senatrice Mazzuconi sottolineando i risultati positivi raggiunti dalla legge n. 157, che è stata in grado di creare un legame significativo tra il mondo dell&#8217;agricoltura e quello dei cacciatori.</p>
<p><strong>La senatrice MAZZUCONI (PD)</strong> interviene, in conclusione della seduta, per ricordare la figura di <strong>Giacomo Rosini</strong>, ispiratore della legge n. 157 e cacciatore attento alle sensibilità ambientali.</p>
<p><strong>Il presidente D&#8217;ALI&#8217;</strong> ringrazia il ministro Zaia per il contributo fornito ai lavori della Commissione e dichiara conclusa l&#8217;audizione.</p>
<p style="text-align: center;">˜˜˜</p>
<p><strong>L&#8217;AUDIO DELLA SEDUTA</strong></p>
<p><span style="color: #ff0000;">Ascolta l&#8217;audio dell&#8217;audizione:</span> <a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/mp3/20090702_seduta_senato_106.mp3"><strong><span style="color: #ff0000;">clicca qui</span></strong></a>.<br />
<em><span style="color: #c0c0c0;">(fonte: </span></em><a href="http://www.radioradicale.it/scheda/282573?format=32"><em><span style="color: #c0c0c0;">Radio Radicale</span></em></a><em><span style="color: #c0c0c0;"> Audio rilasciato </span></em><em><span style="color: #c0c0c0;">con licenza </span></em><a href="http://creativecommons.org/licenses/by/2.5/deed.it"><em><span style="color: #c0c0c0;">Creative Commons Attribution 2.5 Italy</span></em></a><em><span style="color: #c0c0c0;">)</span></em></p>
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		<title>PROVINCIA GENOVA: “SUI CACCIATORI TROPPI STEREOTIPI “</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 15:00:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Provincia Genova]]></category>

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		<description><![CDATA[Come riceviamo pubblichiamo - Comunicato Stampa: della Provincia di Genova -
Per gli assessori alla Caccia e alla Polizia Provinciale dell&#8217;ente locale genovese &#8220;i cacciatori sul territorio svolgono un ruolo molto efficace e importante&#8221;.
I cacciatori sul territorio svolgono un ruolo &#8220;molto efficace e importante &#8221; anche per la riduzione dei pesanti e sempre più frequenti danni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come riceviamo pubblichiamo - Comunicato Stampa: della Provincia di Genova -</p>
<p><em>Per gli assessori alla Caccia e alla Polizia Provinciale dell&#8217;ente locale genovese &#8220;i cacciatori sul territorio svolgono un ruolo molto efficace e importante&#8221;.</em></p>
<p>I cacciatori sul territorio svolgono un ruolo &#8220;molto efficace e importante &#8221; anche per la riduzione dei pesanti e sempre più frequenti danni causati dai cinghiali alle coltivazioni agricole e contribuiscono con il loro impegno &#8220;prezioso e volontario&#8221; alla pulizia e al mantenimento dei sentieri boschivi. Lo affermano gli assessori provinciali alla Caccia, Renata Briano, e alla Polizia Provinciale, Piero Fossati che sottolineando la &#8220;piena e costante collaborazione delle associazioni venatorie con le strutture della Provincia di Genova, la Polizia Provinciale, le associazioni agricole e quelle ambientaliste più attente e sensibili a un&#8217;equilibrata e sostenibile gestione faunistica del territorio&#8221; esprimono &#8220;rammarico per gli stereotipi negativi con i quali i cacciatori vengono spesso presentati&#8221;, auspicano che &#8220;possa rientrare la loro protesta contro questa ingiusta immagine dei cacciatori, che ha portato anche alla loro protesta con astensione dalle battute di riequilibrio al cinghiale&#8221; e si augurano che &#8220;con l&#8217;aiuto del buon senso questa frattura possa ricomporsi e ridare spazio alla necessaria collaborazione di tutti i soggetti sul territorio&#8221;.</p>
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		<title>SILENZIO, IL GRANDE ORECCHIO CI ASCOLTA!</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 09:33:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Società]]></category>

		<category><![CDATA[reati venatori]]></category>

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		<description><![CDATA[Avete presente il caso di Gioacchino Genchi, il consulente dell&#8217;ex pm Luigi De Magistris sospettato di aver messo a punto un archivio telefonico e indagato dalla procura di Roma per abuso d&#8217;ufficio e acquisizione di tabulati di traffico relativo a membri del Parlamento? Ebbene sembra che anche nel mondo della caccia sia accaduto qualcosa di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Avete presente il caso di Gioacchino Genchi, il consulente dell&#8217;ex pm Luigi De Magistris sospettato di aver messo a punto un archivio telefonico e indagato dalla procura di Roma per abuso d&#8217;ufficio e acquisizione di tabulati di traffico relativo a membri del Parlamento? Ebbene sembra che anche nel mondo della caccia sia accaduto qualcosa di simile. Riporta &#8220;Il Giornale&#8221; del 31 marzo scorso che esistono seri indizi che alcuni agenti del Noava (Nucleo operativo per l&#8217;attività di vigilanza ambientale) del Friuli-Venezia Giulia abbiano messo in piedi una banca dati giudiziaria. Non solo: un consigliere regionale di centrodestra ha presentato una mozione in cui chiede se &#8220;<em>siano eventualmente conservati archivi ‘personali&#8217; di intercettazioni con la conseguente straordinaria gravità che ciò comporta</em>&#8220;, e anche il centrosinistra vuole vederci chiaro. L&#8217;Avvocatura regionale rivela che il Noava ha svolto attività di polizia giudiziaria contro i reati venatori e ambientali commessi in Russia, Ungheria e Croazia, pur non avendo titolo per andare all&#8217;estero. Inoltre, stava per acquistare una centralina d&#8217;ascolto da 007. Il ministero della Giustizia ha già chiesto gli atti in vista di un&#8217;ispezione, e il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica si è allertato. Il sospetto è che il Nucleo abbia superato i limiti del proprio mandato, arrivando a controllare gente non implicata nelle inchieste in corso, compresi politici, sindaci e funzionari regionali. Si tratta di una storia inquietante, non solo perché ne risulta una versione venatoria del &#8220;Grande fratello&#8221;, ma anche per la moltiplicazione incontrollata di attacchi alla privacy dei cittadini, siano essi cacciatori o politici.</p>
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		<title>LA DIRETTIVA “UCCELLI SELVATICI” COMPIE 30 ANNI</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 15:02:49 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[In Evidenza]]></category>

		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[79/409]]></category>

		<category><![CDATA[uccelli selvatici]]></category>

		<category><![CDATA[Unione Europea]]></category>

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		<description><![CDATA[Nei prossimi giorni, esattamente il 2 aprile prossimo, la direttiva 79/409, conosciuta come &#8220;Uccelli selvatici&#8221;, compie 30 anni. Non sappiamo se sia un compleanno da festeggiare, ma resta senz&#8217;altro da sottolineare che l&#8217;Unione Europea ha un approccio verso la caccia molto più saggio di quanto non sia quello dell&#8217;Italia, spesso vittima delle emozioni e dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nei prossimi giorni, esattamente il 2 aprile prossimo, la direttiva 79/409, conosciuta come &#8220;Uccelli selvatici&#8221;, compie 30 anni. Non sappiamo se sia un compleanno da festeggiare, ma resta senz&#8217;altro da sottolineare che l&#8217;Unione Europea ha un approccio verso la caccia molto più saggio di quanto non sia quello dell&#8217;Italia, spesso vittima delle emozioni e dei calcoli politici. In tal senso, e anche per tirarsi un po&#8217; su dopo i tanti attacchi portati ai tentativi di riforma della 157/92, vale la pena di leggere la &#8220;<a href="http://ec.europa.eu/environment/nature/conservation/wildbirds/hunting/docs/hunting_guide_it.pdf" target="_blank"><strong>Guida alla disciplina della caccia nell&#8217;ambito della direttiva 79/409/CEE sulla conservazione degli uccelli selvatici</strong></a>&#8221; , pubblicata nel febbraio 2008, in cui si afferma nel preambolo: &#8220;<em>La direttiva riconosce pienamente la legittimità della caccia agli uccelli selvatici come forma di sfruttamento sostenibile. La caccia è un&#8217;attività in grado di generare importanti ricadute di ordine sociale, culturale, economico e ambientale in varie zone dell&#8217;Unione europea. La direttiva limita la caccia ad alcune specie espressamente menzionate e stabilisce una serie di principi ecologici e di obblighi giuridici applicabili all&#8217;attività venatoria, ai quali gli Stati membri devono dare attuazione mediante la legislazione nazionale. Tali principi e obblighi costituiscono la disciplina di riferimento per la gestione della caccia</em>&#8220;.</p>
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		<title>TESTO PRESENTATO DAL SEN. ORSI ALLA SEDUTA DELL&#8217;11 MARZO SCORSO</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Mar 2009 16:00:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[Franco Orsi]]></category>

		<category><![CDATA[L. 157/92]]></category>

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		<description><![CDATA[TESTO UNIFICATO PROPOSTO DAL RELATORE PER I DISEGNI DI LEGGE 
NN° 276, 330, 397, 398, 480, 510, 1029, 1104, 1122, 1224
NT
IL RELATORE
Art. 1 
1. All&#8217;articolo 1 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:
a) al comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &#8220;e gestita ai sensi della presente legge, delle direttive [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>TESTO UNIFICATO PROPOSTO DAL RELATORE PER I DISEGNI DI LEGGE </p>
<p>NN° <a title="Il link apre una nuova finestra" href="http://www.senato.it/uri-res/N2Ls?urn:senato-it:bgt:ddl:oggetto;511914">276, 330, 397, 398, 480, 510, 1029, 1104, 1122, 1224</a></p>
<p><strong>NT</strong></p>
<p>IL RELATORE</p>
<p><strong>Art. 1</strong> </p>
<p>1. All&#8217;articolo 1 della legge 11 febbraio 1992, n. 157, sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) al comma 1, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &#8220;e gestita ai sensi della presente legge, delle direttive e dei regolamenti dell&#8217;Unione europea, nel rispetto delle convenzioni internazionali recepite nell&#8217;ordinamento italiano&#8221;;</p>
<p><em>b</em>) il comma 2 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>2. </em>L&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria è  consentito purché non contrasti con l&#8217;esigenza di conservazione della fauna selvatica, in particolare di quella tutelata dalle direttive comunitarie e non arrechi danno effettivo alle produzioni agricole. La programmazione dell&#8217;attività venatoria valorizza e favorisce la funzione regolatrice che il prelievo può contribuire a realizzare finalizzata ad un soddisfacente equilibrio  tra le specie animali e vegetali presenti all&#8217;interno dei singoli territori&#8221;;</p>
<p><em>c</em>) al comma 3, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: &#8220;Le province attuano la disciplina regionale ai sensi dell&#8217;articolo 19, comma 1, lettera <em>f</em>), del testo unico delle leggi sull&#8217;ordinamento degli enti locali, di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267&#8243;;</p>
<p><em>d</em>) il comma 4 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>4</em>. Le direttive 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, 85/411/CEE della Commissione, del 25 luglio 1985, 91/244/CEE della Commissione, del 6 marzo 1991, 94/24/CE del Consiglio, dell&#8217;8 giugno 1994, e 97/49/CE della Commissione, del 29 luglio 1997, con i relativi allegati, concernenti la conservazione degli uccelli selvatici, sono integralmente recepite ed attuate nei modi e nei termini previsti dalla presente legge la quale costituisce inoltre attuazione della Convenzione di Parigi del 18 ottobre 1950, resa esecutiva ai sensi della legge 24 novembre 1978, n. 812, e della Convenzione di Berna del 19 settembre 1979, resa esecutiva ai sensi della legge 5 agosto 1981, n. 503. Le regioni e le province autonome e, per quanto di competenza l&#8217;ISPRA assumono come riferimento la guida interpretativa alla direttiva 79/409/CEE del Consiglio concernente la conservazione degli uccelli selvatici&#8221;;</p>
<p><em>e</em>) il comma 5 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>5</em>. Le regioni e le province autonome in attuazione delle citate direttive 79/409/CEE, 85/411/CEE e 91/244/CEE, provvedono ad istituire, qualora non via abbiano già provveduto, ai sensi della legge 157 del 1992 lungo le rotte di migrazione dell&#8217;avifauna, segnalate dall&#8217;ISPRA di cui all&#8217;articolo 7 entro quattro mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, zone di protezione finalizzate al mantenimento ed alla sistemazione, conforme alle esigenze ecologiche, degli habitat interni a tali zone e ad esse limitrofi; esse provvedono altresì al ripristino dei biotopi distrutti e alla creazione di biotopi. Tali attività concernono particolarmente e prioritariamente le specie elencate nell&#8217;allegato I della citata direttiva 79/409/CEE, e successive modificazioni. In caso di inerzia delle regioni e delle province autonome decorso un anno dalla segnalazione da parte dell&#8217;ISPRA, provvedono con controllo sostitutivo, d&#8217;intesa, il Ministro delle politiche agricole e forestali e il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare. Nelle aree di cui al presente comma possono essere consentite le forme di prelievo venatorio specialistico di cui alla lettere <em>a</em>), <em>b</em>) con le modalità della girata, <em>d</em>) e <em>g</em>) dell&#8217;articolo 12-<em>bis</em> previa acquisizione del parere dell&#8217;ISPRA&#8221;;</p>
<p><em>f</em>) il comma 7 è sostituito dai seguenti:&#8221; <em>7</em>. Ai sensi dell&#8217;articolo 8 della legge 4 febbraio 2005, n. 11, il Ministro per le politiche comunitarie, di concerto con il Ministro delle politiche agricole e forestali e con il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, verifica, con la collaborazione delle regioni, delle province autonome, del Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale di cui all&#8217;articolo 8 e dell&#8217;ISPRA, lo stato di conformità della presente legge e delle leggi regionali e provinciali in materia agli atti emanati dalle istituzioni delle Comunità europee volti alla conservazione della fauna selvatica.</p>
<p><em>7-</em>bis. La presente legge disciplina la gestione della fauna selvatica e l&#8217;attività venatoria ai fini di tutela dell&#8217;ambiente.</p>
<p><em>7-</em>ter. Le regioni e le province autonome forniscono obbligatoriamente, sulla base di schemi e linee guida approntati dal Ministro delle politiche agricole e forestali entro sei mesi dalla data di approvazione della presente legge, tutti i dati e le informazioni sull&#8217;applicazione della presente legge relativamente, in particolare, all&#8217;indicazione dei prelievi effettuati per ogni singola specie.</p>
<p><em>7</em>-quater. Il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentita la conferenza permanente dello Stato e delle regioni, previa diffida, penalizza le regioni che non provvedono all&#8217;invio delle informazioni di cui al comma precedente nei trasferimenti delle risorse derivanti dall&#8217;applicazione della presente legge&#8221;.</p>
<p> <strong>Art. 2</strong></p>
<p> 1.All&#8217;articolo 2 della legge n. 157 del 1992  sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) al comma 1, alinea, dopo le parole: &#8220;nel territorio nazionale&#8221; sono inserite le seguenti: &#8220;, ad esclusione degli esemplari provenienti da allevamento immessi sul territorio ai fini dello svolgimento di attività di addestramento cani o manifestazioni sportive nel periodo di durata di tali attività&#8221;;</p>
<p><em>b</em>) al comma 2, lettera<em> b</em>), dopo le parole: &#8221; cigno selvatico (Cygnus cygnus),&#8221; sono inserite le seguenti: &#8220;cigno minore (Cygnus colungianus),&#8221;;</p>
<p><em>c</em>) il comma 2 è sostituito dal seguente: &#8220;2. Nel rispetto delle disposizioni della legge 14 febbraio 1994, n. 124, recante la ratifica della Convenzione sulla biodiversità di Rio de Janeiro, sottoscritta il 3-14 giugno 1992, le norme della presente legge non si applicano alle talpe, ai ratti, ai topi  propriamente detti, alle arvicole, alle forme inselvatichite del piccione domestico, alla nutria e alle altre specie alloctone ovvero esotiche o aliene che non appartengono alla fauna originaria della regione paleartica, ma che vi sono giunte per l&#8217;intervento diretto, intenzionale o accidentale, dell&#8217;uomo. Con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge, è redatta la lista delle specie alloctone e le eventuali misure da applicarsi ad esse anche in applicazione delle attività di controllo faunistico di cui all&#8217;articolo 19 e seguenti&#8221;;</p>
<p><em>d</em>) il comma 3 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>3</em>. Il controllo del livello di popolazione degli uccelli negli aeroporti, ai fini della sicurezza aerea, rappresenta attività di controllo faunistico ed è affidato al Ministero delle infrastrutture e dei trasporti ferme restando le competenze per interventi di carattere straordinario dei prefetti ai sensi dell&#8217;articolo 19-bis&#8221;.</p>
<p><strong>Art. 3</strong></p>
<p>1. All&#8217;articolo 4 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) al comma 2, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole:&#8221;organizzato con cadenza annuale&#8221;;</p>
<p><em>b</em>) al comma 3, le parole da: &#8220;, il quale svolge&#8221; fino alla fine del comma sono soppresse;</p>
<p><em>c</em>) dopo il comma 3 è aggiunto il seguente: &#8220;<em>3</em>-bis. Per le attività di cattura previste dal presente articolo è consentito esclusivamente l&#8217;uso di mezzi ritenuti idonei dall&#8217;ISPRA&#8221;;</p>
<p><em>d</em>) il comma 4 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>4</em>. La cattura per la cessione a fini di richiamo è consentita per esemplari appartenenti alle specie cacciabili, nonché per eventuali altre specie inserite tra le cacciabili  con il regime di deroga di cui alla direttiva 79/409 dell&#8217;Unione europea. In tale caso la cattura può essere effettuata unicamente nei territori in cui è stato disposto il prelievo in deroga.  Gli esemplari appartenenti ad altre specie eventualmente catturati devono essere inanellati ed immediatamente liberati&#8221;;</p>
<p><em>e</em>) al comma 5, le parole: &#8220;al comune&#8221; sono sostituite dalle seguenti: &#8220;alla provincia&#8221;.</p>
<p><strong> Art. 4</strong></p>
<p>1. L&#8217;articolo 5 della legge n. 157 del 1992  è sostituito dal seguente: &#8220;<em>Art. 5</em> - (Esercizio venatorio da appostamento fisso e richiami vivi) - <em>1.</em> Nell&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria da appostamento possono essere utilizzati in funzione di richiami vivi uccelli appartenenti alle specie cacciabili, provenienti dagli impianti di cattura e dagli allevamenti autorizzati dalle province e dalle federazioni ornitologiche riconosciute, nonché uccelli di specie domestiche di allevamento. E&#8217; altresì autorizzabile dalla provincia l&#8217;uso di esemplari non appartenenti alle specie cacciabili purché ne sia certificata la provenienza da allevamento autorizzato e l&#8217;esemplare sia debitamente inanellato.</p>
<p><em>2.</em> Ogni cacciatore può detenere un numero illimitato di richiami vivi provenienti da cattura di cui al precedente articolo 4 o nati e allevati in cattività.  La legittima detenzione degli uccelli da richiamo è attestata dal documento di provenienza rilasciato dalle province titolari degli impianti di cattura o dagli allevatori regolarmente abilitati, che deve accompagnare gli uccelli anche nel caso di cessione ad altro cacciatore. Le regioni emanano norme che disciplinano l&#8217;attività di allevamento degli uccelli da richiamo e le modalità di detenzione e di cessione per l&#8217;attività venatoria. Nell&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria da appostamento ogni cacciatore può utilizzare un numero di richiami vivi non superiore a quaranta.</p>
<p><em>3.</em> Le regioni emanano norme per l&#8217;autorizzazione e per la realizzazione degli appostamenti fissi, che è rilasciata dalle province.</p>
<p><em>4.</em> L&#8217;accesso con armi proprie all&#8217;appostamento fisso con l&#8217;uso di richiami vivi è consentito unicamente al  titolare e  alle persone dallo stesso autorizzate.</p>
<p><em>5.</em> È vietato l&#8217;uso di richiami che non siano identificabili mediante certificazione di provenienza, secondo le norme regionali che disciplinano anche la procedura in materia.</p>
<p><em>6.</em> La sostituzione di un richiamo può avvenire soltanto previa presentazione all&#8217;ente competente del richiamo morto da sostituire o di autocertificazione da parte del detentore circa la morte o la fuga del richiamo stesso.</p>
<p><em>7.</em> E&#8217; vietata la vendita, nonché il trasporto finalizzato alla vendita, degli uccelli da richiamo di cattura.</p>
<p><em>8.</em> Gli impianti disciplinati dal presente articolo, salvo diverse disposizioni regionali, e comunque fatte salve le strutture autorizzate alla data di entrata in vigore della presente legge, non sono sottoposte a titolo edilizio ed autorizzazione paesaggistica purché utilizzate ad uso esclusivo dell&#8217;attività venatoria e dell&#8217;osservazione faunistica e siano realizzate in materiale ligneo e naturale&#8221;.</p>
<p> <strong>Art. 5</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 6 della legge n. 157 del 1992  sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) dopo il comma 2, è aggiunto il seguente: &#8220;<em>2</em>.-bis Il cacciatore che prepara  trofei di capi dallo stesso abbattuti al fine della detenzione o altro uso  personale non è soggetto ad alcuna autorizzazione;</p>
<p><em>b</em>) il comma 4 è abrogato.</p>
<p> <strong>Art. 6</strong></p>
<p>1. All&#8217;articolo 7 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) il comma 1 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>1</em>. Nelle ambito delle funzioni di vigilanza, coordinamento e indirizzo ad esso assegnate l&#8217;ISPRA ha il compito di censire il patrimonio ambientale costituito dalla fauna selvatica, di studiarne lo stato, l&#8217;evoluzione ed i rapporti con le altre componenti ambientali e della biodiversità, di elaborare progetti di intervento ricostitutivo o migliorativo sia delle comunità animali sia degli ambienti al fine della riqualificazione faunistica del territorio nazionale, di effettuare e di coordinare l&#8217;attività di inanellamento a scopo scientifico sull&#8217;intero territorio italiano, di collaborare con gli organismi stranieri ed in particolare con quelli dei Paesi dell&#8217;Unione europea aventi analoghi compiti e finalità, di coordinare l&#8217;attività degli osservatori regionali, di collaborare con le università e gli altri organismi di ricerca nazionali, di controllare e valutare gli interventi faunistici operati dalle regioni e dalle province autonome, di esprimere i pareri tecnico-scientifici richiesti dallo Stato, dalle regioni e dalle province autonome&#8221;;</p>
<p><em>b</em>) il comma 2 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>2</em>. Il Ministero delle politiche agricole e forestali trasmette all&#8217;ISPRA i dati provenienti dalle regioni inerenti i prelievi effettuati sul loro territorio che li elabora ai fini della definizione delle dinamiche di consistenza faunistica delle singole specie;</p>
<p><em>c</em>) il comma 5 è sostituito dai seguenti: &#8220;<em>5</em>. Le regioni e le province autonome possono istituire, con legge, un Osservatorio regionale per la fauna selvatica quale organo scientifico e tecnico di ricerca per la realizzazione di studi concernenti la conservazione e la gestione della fauna e degli habitat nell&#8217;ambito del  territorio di competenza. Le regioni confinanti possono altresì, d&#8217;intesa tra loro, costituire Osservatori interregionali. Negli Osservatori di cui al presente comma è garantita la partecipazione a livello gestionale di almeno un  rappresentante dell&#8217;ISPRA e di rappresentanti di istituzioni scientifiche e universitarie aventi sede sul territorio regionale.</p>
<p><em>5</em>-bis. Alla determinazione delle funzioni da attribuire agli Osservatori regionali, istituiti ai sensi del comma 6, provvedono le regioni e le province autonome ai sensi dei loro statuti.</p>
<p><em>5</em>-ter. Le regioni e le province autonome possono stipulare con l&#8217;ISPRA convenzioni, a titolo oneroso, per l&#8217;esercizio continuativo di attività di assistenza e supporto tecnico diverse dall&#8217;espressione dei pareri previsti dalla presente legge&#8221;.</p>
<p><em>d)</em> il comma 6 è abrogato;</p>
<p><em>e</em>) la rubrica è sostituita dalla seguente: &#8220;Funzioni dell&#8217;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale. Istituti regionali per la fauna selvatica&#8221;.</p>
<p><strong>Art. 7</strong></p>
<p>1. All&#8217;articolo 8 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a)</em> al comma 1, dopo le parole: &#8220;Ministro dell&#8217;ambiente&#8221;, sono inserite le seguenti: &#8220;da un rappresentante del Ministero del lavoro, della sanità e della previdenza sociale, da un rappresentante del Ministero dello sviluppo economico,&#8221; le parole: &#8220;quattro rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale&#8221; sono sostituite dalle seguenti: &#8220;tre rappresentanti delle associazioni di protezione ambientale&#8221; e le parole: &#8220;, da un rappresentante dell&#8217;Ente nazionale per la protezione&#8221; fino alla fine sono soppresse;</p>
<p><em>b)</em> il comma 4 è sostituito dal seguente: &#8220;I componenti del comitato restano in carica quattro anni&#8221;.</p>
<p><strong> Art. 8</strong></p>
<p> 1. L&#8217;articolo 9 della legge n. 157 del 1992 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>Art. 9</em> - (Funzioni amministrative) - <em>1.</em> Le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano esercitano le funzioni amministrative di programmazione e di coordinamento ai fini della pianificazione faunistico-venatoria di cui all&#8217;articolo 10 e svolgono i compiti di orientamento, di controllo e sostitutivi previsti dalla presente legge e dalla normativa regionale. Alle province spettano le funzioni amministrative in materia di caccia e di protezione della fauna, secondo quanto previsto dal citato testo unico di cui al decreto legislativo n. 267 del 2000, che esse esercitano nel rispetto della presente legge. Le province esercitano altresì le funzioni eventualmente delegate con legge dalle rispettive regioni&#8221;.</p>
<p><strong> Art. 9</strong></p>
<p>1. All&#8217;articolo 10 della legge n. 157 del 1992   sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) il comma 1 è sostituito dai seguenti: &#8220;<em>1.</em> Tutto il territorio agro-silvo-pastorale è soggetto a gestione faunistica e a pianificazione faunistico-venatoria finalizzata alla conservazione della fauna selvatica mediante la riqualificazione delle risorse ambientali e la regolamentazione del prelievo venatorio. Gli indirizzi di gestione della fauna selvatica tengono conto delle diverse finalità degli istituti previsti dal comma 8 del presente articolo.</p>
<p><em>1</em>-bis. I piani faunistici venatori per ciò che attiene la densità ottimale delle singole specie ne rilevano l&#8217;incidenza reciproca ai fini del corretto sviluppo della biodiversità, e ne realizzano la consistenza compatibile con le produzioni e le attività delle imprese agricole e il mantenimento delle risorse ambientali, forestali e paesaggistiche.</p>
<p><em>1</em>-ter. I piani faunistici individuano le aree di particolare interesse faunistico venatorio che assumono rilevanza ai fini della pianificazione paesaggistica e urbanistica del territorio; in dette aree gli interventi edilizi, ad esclusione di quelli di preminente interesse pubblico, sono sottoposti ad una valutazione di incidenza regionale che ne verifichi l&#8217;assenza o la minimizzazione degli impatti sulla conservazione degli <em>habitat</em>  e sulla loro fruizione venatoria&#8221;;</p>
<p><em>b</em>) al comma 3, il secondo periodo è sostituito dai seguenti: &#8220;Nel calcolo del territorio agro-silvo-pastorale devono essere preventivamente sottratti gli agglomerati urbani, i fabbricati  la effettiva superficie delle principali vie di comunicazioni (nazionali, provinciali e comunali) e la superficie delle relative fasce di rispetto in cui è precluso l&#8217;esercizio venatorio ai sensi della presente legge per ragioni di sicurezza pubblica.  In tali percentuali sono compresi i territori ove sia  vietata l&#8217;attività venatoria ai fini della presente legge o per effetto di altre leggi o disposizioni e in particolare i territori sui quali, ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394, siano stati già costituiti o vengano costituiti parchi nazionali o regionali all&#8217;interno dei quali operi il divieto di caccia, nonché le oasi di protezione, i rifugi faunistici, le zone di ripopolamento e cattura, i centri pubblici per la produzione di fauna selvatica, le proprietà private che, ai sensi della presente legge, siano inibite all&#8217;attività venatoria&#8221;;</p>
<p><em>c</em>) dopo il comma 3, sono inseriti i seguenti: &#8220;<em>3-</em>bis. Entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore della presente legge lo Stato e le regioni, nell&#8217;ambito delle rispettive competenze, tramite intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome provvedono a garantire il rispetto delle percentuali di territorio agro-silvo-pastorale da destinare a protezione della fauna selvatica e del territorio destinato all&#8217;attività venatoria.</p>
<p><em>3</em>-ter. In caso di inosservanza da parte delle regioni del termine di cui al comma 3-<em>bis</em>, le regioni, permanendo tale obbligo,  integrano con il loro bilancio i fondi destinati all&#8217;indennizzo delle attività agricolo-zooteniche ed ittiche e risarciscono i danni prodotti alle infrastrutture ed alle proprietà pubbliche e private causati dalla fauna selvatica&#8221;;</p>
<p><em>d</em>) al comma 6, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: &#8220;Sono ricompresi nel territorio destinabile all&#8217;attività venatoria, dunque soggetti alla programmazione, i territori e le foreste del demanio statale e regionale e degli enti pubblici in generale se non ricadenti, ad altro titolo, in aree soggette a regime di divieto venatorio&#8221;;</p>
<p><em>e</em>) al comma 7, il primo periodo è sostituito dal seguente: &#8220;Ai fini della pianificazione generale del territorio agro-silvo-pastorale le province predispongono un piano faunistico venatorio  articolato per comprensori omogenei&#8221;;</p>
<p><em>f</em>) al comma 8, lettera <em>b</em>), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &#8220;, salvo che per l&#8217;esercizio delle forme di prelievo venatorio specialistico di cui alle lettere a), b) e d) dell&#8217;articolo 12-<em>bis</em>&#8220;.</p>
<p><em>g</em>) al comma 8, lettera <em>e</em>), sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &#8220;. In tali zone l&#8217;attività cinofila può essere svolta anche al di fuori dei periodi di cui all&#8217;articolo 18&#8243;;</p>
<p><em>h</em>) al comma 8, dopo la lettera <em>e</em>), è inserita la seguente: &#8220;e-<em>bis</em>) le modalità con cui, su autorizzazione delle province, previa acquisizione di parere dell&#8217;ISPRA o degli Osservatori regionali per la fauna selvatica, se istituiti, e d&#8217;intesa con gli organi di gestione dei parchi nazionali o regionali, possono essere esercitati l&#8217;addestramento dei cani da ferma, nonché l&#8217;esercizio della cinofilia senza sparo e al di fuori dei periodi di riproduzione degli animali selvatici&#8221;;</p>
<p><em>i</em>) al comma 8, lettera <em>f</em>), le parole: &#8220;del risarcimento in favore dei conduttori dei fondi rustici&#8221; sono sostituite dalle seguenti: &#8220;dell&#8217;indennizzo in favore degli imprenditori agricoli&#8221;;</p>
<p><em>l</em>) al comma 8, la lettera <em>h</em>) è sostituita dalle seguenti: &#8220;<em>h</em>) i criteri per l&#8217;autorizzazione degli appostamenti fissi;</p>
<p><em>h</em>-bis) le zone individuate ai sensi delle direttive 79/409CEE e 91/244CEE e del decreto del Presidente della Repubblica 8 settembre 1997, n. 357, e le misure di conservazione degli <em>habitat</em> e delle specie stabilite dalle Regioni all&#8217;atto della loro individuazione o successivamente qualora ai fini della tutela dei valori ambientali in esse specificamente individuati sia necessario disciplinare limitazioni all&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria, anche per l&#8217;applicazione dei criteri minimi di conservazione di cui alla legge 27 dicembre 2006, n. 296&#8243;;</p>
<p><em>m</em>) dopo il comma 11 è inserito il seguente: &#8220;<em>11</em>-bis. Nel termine di novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l&#8217;ISPRA provvede alla revisione e all&#8217;aggiornamento dei criteri da adottare ai fini della pianificazione faunistico-venatoria&#8221;;</p>
<p><em>n</em>) al comma 15, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &#8220;ai sensi del comma 14&#8243;;</p>
<p><em>o</em>) al comma 16, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &#8220;, purché il territorio complessivamente inibito  alla caccia non venga, in tal modo, a superare il 30 per cento del territorio regionale&#8221;;</p>
<p><em>p</em>) il comma 17 è abrogato.</p>
<p> <strong>Art. 10</strong></p>
<p>1. All&#8217;articolo 11 della legge n. 157 del 1992  sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) il comma 1 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>1.</em> Agli effetti della presente legge il territorio delle Alpi, individuato dalle regioni in base a criteri biogeografici secondo gli indirizzi forniti dall&#8217;ISPRA è considerato zona faunistica a sé stante&#8221;;</p>
<p><em>b</em>) il comma 3 è sostituito dal seguente: &#8220;3. Al fine di ripristinare l&#8217;integrità delle zoocenosi locali, nella zona faunistica delle Alpi è consentita la reintroduzione di specie autoctone previo parere favorevole dell&#8217;ISPRA&#8221;.</p>
<p> <strong>Art. 11</strong></p>
<p>1. L&#8217;articolo 12 della legge n. 157 del 1992  è sostituito dal seguente: &#8221; <em>Art. 12</em> - (Esercizio dell&#8217;attività venatoria) - <em>1</em>. L&#8217;attività venatoria si svolge per una concessione che lo Stato rilascia ai cittadini che la richiedano e che posseggano i requisiti previsti dalla presente legge.</p>
<p><em>2.</em> Costituisce esercizio venatorio ogni atto diretto all&#8217;abbattimento o alla cattura di fauna selvatica mediante l&#8217;impiego dei mezzi di cui all&#8217;articolo 13.</p>
<p><em>3.</em> È considerato altresì esercizio venatorio il vagare o il soffermarsi con i mezzi destinati a tale scopo con l&#8217;espressa volontà di praticare la ricerca della fauna selvatica o di essere in attesa della medesima per abbatterla.</p>
<p><em>4.</em> Ogni altro modo di abbattimento è vietato, salvo che non avvenga per caso fortuito o per forza maggiore.</p>
<p><em>5.</em> Fatto salvo l&#8217;esercizio venatorio con l&#8217;arco o con il falco, l&#8217;esercizio venatorio stesso può essere praticato in via esclusiva:</p>
<p><em>a</em>) nella zona  faunistica delle Alpi;</p>
<p><em>b</em>) nel rimanente territorio.</p>
<p><em>6.</em> La fauna selvatica abbattuta durante l&#8217;esercizio venatorio nel rispetto delle disposizioni della presente legge appartiene a colui che l&#8217;ha cacciata.</p>
<p><em>7.</em> Non costituisce esercizio venatorio il prelievo di fauna selvatica ai fini di impresa agricola di cui all&#8217;articolo 10, comma 8, lettera d).</p>
<p><em>8.</em> L&#8217;attività venatoria può essere esercitata da chi abbia compiuto il diciottesimo anno di età  salvo quanto disposto dal successivo comma 8-<em>bis</em>. Il cacciatore deve essere munito di licenza di porto di fucile per uso di caccia, di polizza assicurativa per la responsabilità civile verso terzi derivante dall&#8217;uso delle armi o degli arnesi utili all&#8217;attività venatoria, con massimale non inferiore ad un milione di euro per ogni sinistro, di cui 750.000 euro per ogni persona danneggiata e 250.000 euro per danni ad animali ed a cose, nonché di polizza assicurativa per infortuni correlata all&#8217;esercizio della attività venatoria, con massimale di 150.000 euro per morte o invalidità permanente. Ai soli fini delle coperture assicurative le polizze di cui sopra coprono, con i medesimi massimali, le attività di controllo faunistico.</p>
<p><em>9</em>. Chi abbia compiuto il sedicesimo anno di età ed abbia superato  l&#8217;esame per il conseguimento dell&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio venatorio riceve,  previo assenso scritto di chi ne esercita la patria potestà, dalla questura competente per territorio un attestato di tirocinio nel quale, su indicazione dell&#8217;interessato, sono riportati i nominativi di massimo tre cacciatori titolari di licenza di caccia da almeno cinque anni.</p>
<p><em>10</em>. Il tirocinante, in possesso di quanto richiesto dal comma 8,  può esercitare l&#8217;attività venatoria purché accompagnato da un cacciatore indicato nell&#8217;attestato di tirocinio,  non può acquistare o detenere armi e nei soli luoghi di caccia può utilizzare un fucile fornito in comodato dal cacciatore che lo accompagna. Al compimento del diciottesimo anno di età riceve la licenza di caccia a semplice istanza nella permanenza dei presupposti per il conseguimento della licenza di porto di fucile.</p>
<p><em>11</em>. Il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, sentito il Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale, provvede ogni quattro anni, con proprio decreto, ad aggiornare i massimali di cui al comma 8.</p>
<p><em>12</em>. In caso di sinistro colui che ha subito il danno può procedere ad azione diretta nei confronti della compagnia di assicurazione presso la quale colui che ha causato il danno ha contratto la relativa polizza.</p>
<p><em>13</em>. La licenza di porto di fucile per uso di caccia ha validità su tutto il territorio nazionale e consente l&#8217;esercizio venatorio nel rispetto delle norme di cui alla presente legge e delle norme emanate dalle regioni.</p>
<p><em>14</em>. Ai fini dell&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria è altresì necessario il possesso di un apposito tesserino rilasciato dalla regione di residenza, consegnato unitamente ad un foglio informativo in cui sono indicate  norme inerenti il calendario regionale e provinciale ed altre eventuali norme regolamentari inerenti l&#8217;esercizio venatorio nell&#8217;ambito della provincia in cui è iscritto il cacciatore titolare del tesserino.</p>
<p><strong> Art. 12</strong></p>
<p>1. Dopo l&#8217;articolo 12 della legge n. 152 del 1992 è inserito il seguente: &#8220;<em>Art.12</em>-bis - (Forme di prelievo venatorio specialistico) - <em>1</em>. Sono forme di prelievo venatorio specialistico:</p>
<p>a) la caccia di selezione agli ungulati;</p>
<p>b) la caccia al cinghiale (sus scrofa) mediante battuta,  braccata e girata;</p>
<p>c) la caccia alla selvaggina migratoria da appostamento;</p>
<p>d) la caccia alle specie opportunistiche ed invasive;</p>
<p>e) la caccia in forma vagante con l&#8217;ausilio del cani da ferma;</p>
<p>f) la caccia con il falco;</p>
<p>g) la caccia con l&#8217;arco;</p>
<p>h) la caccia alla lepre con l&#8217;ausilio di cani da seguita.</p>
<p><em>2</em>. Le province, gli ambiti territoriali di caccia e comprensori alpini anche su applicazione di norme regionali possono regolamentare l&#8217;esercizio delle singole forme di prelievo venatorio specialistico. La caccia di cui alla lettera <em>f</em>), qualora riguardi il prelievo di ungulati, ne segue le specifiche disposizioni&#8221;.</p>
<p> <strong>Art. 13</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 13, comma 1, della legge n. 152 del 1992 le parole: &#8220;con bossolo a vuoto di altezza non inferiore a millimetri 40&#8243; sono sostituite dalle seguenti: &#8220;dotato esclusivamente del caricatore omologato o catalogato&#8221;.</p>
<p> <strong>Art. 14</strong></p>
<p> 1. L&#8217;articolo 14 della legge n. 152 del 1992 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>Art. 14</em> - (Gestione programmata della caccia) - <em>1.</em> Le regioni, con apposite norme, sentite le organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale e le province interessate, ripartiscono il territorio agro-silvo-pastorale destinato alla caccia programmata ai sensi dell&#8217;articolo 10, comma 6, in ambiti territoriali di caccia, di dimensioni subprovinciali, possibilmente omogenei e delimitati da confini naturali.</p>
<p><em>2.</em> Le regioni tra loro confinanti, per esigenze motivate, possono, altresì, individuare ambiti territoriali di caccia interessanti anche due o più province contigue.</p>
<p><em>3.</em> Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali stabilisce con periodicità quinquennale, sulla base dei dati censuari, l&#8217;indice di densità venatoria minima per ogni ambito territoriale di caccia. Tale indice è costituito dal rapporto fra il numero dei cacciatori, ed il territorio agro-silvo-pastorale nazionale. Le regioni calcolano con le stesse modalità il proprio indice di densità venatoria minima sulla base dei limiti di flessibilità determinati, per tipologie di territori prevalenti, dal ministero delle politiche agricole.</p>
<p><em>4.</em> Il Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali stabilisce altresì l&#8217;indice di densità venatoria minima per il territorio compreso nella zona faunistica delle Alpi, che è organizzato in comprensori secondo le consuetudini e tradizioni locali. Tale indice è costituito dal rapporto tra il numero dei cacciatori e il territorio regionale compreso, ai sensi dell&#8217;articolo 11, comma 4, nella zona faunistica delle Alpi.</p>
<p><em>5. </em>Gli ambiti territoriali di caccia e comprensori alpini che, tenuto conto dell&#8217;intera superficie agro-silvo-pastorale, hanno un numero di cacciatori iscritti inferiore all&#8217;indice di densità venatoria minima regionale, sono tenuti ad accogliere le domande di iscrizione dei cacciatori fino ad esaurimento dei posti disponibili secondo i criteri di priorità stabiliti dalla regione.</p>
<p><em>6.</em> Per l&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria alla fauna stanziale, sulla base di norme regionali, ogni cacciatore, previa domanda all&#8217;amministrazione competente, ha diritto all&#8217;accesso in un ambito territoriale di caccia o in un comprensorio alpino compreso nella regione di residenza venatoria e può aver accesso ad altri ambiti o ad altri comprensori anche compresi in una diversa regione, previo consenso dei relativi organi di gestione</p>
<p><em>7.</em> Il Ministero delle politiche agricole e forestali comunica alle regioni e alle province l&#8217;indice nazionale di densità venatoria minima. Le regioni approvano e pubblicano il piano faunistico-venatorio e il regolamento di attuazione, che non può prevedere indici di densità venatoria inferiori a quello comunicato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali. Il regolamento di attuazione del piano faunistico-venatorio deve prevedere, tra l&#8217;altro, le modalità di costituzione degli organi direttivi degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini, la loro durata in carica, nonché le norme relative alla loro elezione e ai successivi rinnovi. Le regioni provvedono ad eventuali modifiche o revisioni del piano faunistico-venatorio e del regolamento di attuazione con periodicità quinquennale.</p>
<p><em>8.</em> È facoltà degli organi direttivi degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini, con delibera motivata, di ammettere nei rispettivi territori di competenza un numero di cacciatori superiore a quello fissato dal regolamento di attuazione, purché si siano accertate, anche mediante censimenti, modificazioni positive della popolazione faunistica e siano stabiliti con legge regionale i criteri di priorità per l&#8217;ammissibilità ai sensi del presente comma. Fermo restando quanto stabilito al comma 5-<em>bis</em> dell&#8217;articolo 14, è consentito agli organi di gestione degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini ammettere cacciatori all&#8217;esercizio di singole forme di prelievo venatorio specialistico di cui all&#8217;articolo 12-<em>bis</em> determinando la relativa quota di ammissione.</p>
<p><em>9.</em> Le regioni stabiliscono le forme di partecipazione, anche economica, dei cacciatori alla gestione, per finalità faunistico-venatorie, dei territori compresi negli ambiti territoriali di caccia e nei comprensori alpini. Le regioni possono indicare, ai fini della quota di partecipazione economica, i limiti massimi e minimi che possono essere applicati.</p>
<p><em>10.</em> Negli organi direttivi degli ambiti territoriali di caccia deve essere assicurata la presenza paritaria, in misura pari complessivamente al 60 per cento dei componenti, dei rappresentanti di strutture locali delle organizzazioni professionali agricole maggiormente rappresentative a livello nazionale e delle associazioni venatorie nazionali riconosciute, ove presenti in forma organizzata sul territorio. Il 20 per cento dei componenti è costituito da rappresentanti di associazioni di protezione ambientale presenti nel Consiglio nazionale per l&#8217;ambiente e il 20 per cento da rappresentanti degli enti locali. I rappresentanti degli enti locali sono nominati dall&#8217;amministrazione provinciale tra amministratori dei comuni territorialmente  interessati.</p>
<p><em>11</em>. Negli ambiti territoriali di caccia l&#8217;organismo di gestione promuove e organizza le attività di ricognizione delle risorse ambientali e della consistenza faunistica, programma gli interventi per il miglioramento degli habitat, provvede all&#8217;attribuzione di incentivi economici ai conduttori dei fondi rustici per:</p>
<p>a) la realizzazione di zone umide, di coltivazioni a perdere, di siepi e boschetti , di aree di rifugio per la fauna, che possono aumentare e migliorare una presenza faunistica anche a fini venatori. Tali interventi sul territorio sono concordati, anche sul piano economico, in chiave di valorizzazione della multifunzionalità dell&#8217;impresa agricola;</p>
<p>b) la tutela dei nidi e dei nuovi nati di fauna selvatica nonché dei riproduttori;</p>
<p>c) la collaborazione operativa ai fini del tabellamento, della difesa preventiva delle coltivazioni passibili di danneggiamento, della pasturazione invernale degli animali in difficoltà, della manutenzione degli apprestamenti di ambientamento della fauna selvatica.</p>
<p><em>12.</em> L&#8217;organismo di gestione organizza attività formativa in collaborazione con le associazioni venatorie in favore dei cacciatori iscritti ed esercita le funzioni assegnate dal Prefetto o dal Presidente della regione nelle attività di controllo faunistico.</p>
<p><em>13.</em> Gli ambiti territoriali di caccia e i comprensori alpini hanno natura di fondazione di diritto privato.</p>
<p><em>14.</em> Le province autorizzano la costituzione ed il mantenimento degli appostamenti fissi, la cui ubicazione non deve comunque ostacolare l&#8217;attuazione del piano faunistico-venatorio. Per gli appostamenti che importino preparazione del sito con modificazione e occupazione stabile del terreno, è necessario il consenso del proprietario o del conduttore del fondo, lago o stagno privato. Le provincie possono rilasciare autorizzazioni con validità per un massimo di cinque anni subordinate al pagamento di una tassa regionale ed al consenso del proprietario. Agli appostamenti fissi, costituiti alla data di entrata in vigore della presente legge, per la durata che sarà definita dalle norme regionali, non è applicabile l&#8217;articolo 10, comma 8, lettera h).</p>
<p><em>15.</em> L&#8217;appostamento temporaneo è consentito a condizione che non si produca modifica permanente di sito. Il riparo predisposto deve essere facilmente rimovibile e deve comunque essere rimosso al termine della giornata di caccia, salvo il consenso del proprietario del fondo. Non costituisce modifica di sito l&#8217;utilizzazione di residui colturali e di potatura presenti sul posto di caccia.</p>
<p><em>16</em>. L&#8217;organo di gestione degli ambiti territoriali di caccia provvede, altresì, all&#8217;erogazione di contributi per il risarcimento dei danni arrecati alle produzioni agricole dalla fauna selvatica e dall&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria nonché alla erogazione di contributi per interventi, previamente concordati, ai fini della prevenzione dei danni medesimi.</p>
<p><em>17.</em> In caso di inerzia delle regioni negli adempimenti di cui al presente articolo, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, assegna ad esse il termine di novanta giorni per provvedere, decorso inutilmente il quale il Presidente del Consiglio dei ministri provvede in via sostitutiva, previa deliberazione del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, di concerto con il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare.</p>
<p><em>18</em>. A partire dalla stagione venatoria 2009-2010 i calendari venatori regionali e delle province devono indicare le zone dove l&#8217;attività venatoria è consentita in forma programmata, quelle riservate alla gestione venatoria privata e le zone dove l&#8217;esercizio venatorio non è consentito.</p>
<p><em>19.</em> Le regioni a statuto speciale e le province autonome di Trento e di Bolzano, in base alle loro competenze esclusive, nei limiti stabiliti dai rispettivi statuti ed ai sensi dell&#8217;articolo 9 della legge 9 marzo 1989, n. 86, e nel rispetto dei principi della presente legge, provvedono alla pianificazione faunistico-venatoria, alla suddivisione territoriale, alla determinazione della densità venatoria, nonché alla regolamentazione per l&#8217;esercizio di caccia nel territorio di competenza.</p>
<p><strong> Art. 15</strong></p>
<p> 1. Dopo l&#8217;articolo 14 è inserito il seguente: &#8220;<em>Art.</em> <em>14 -bis - </em>(<em>Mobilità per l&#8217;esercizio della caccia alla fauna migratoria</em>) - <em>1.</em> Per l&#8217;esercizio della caccia alla fauna migratoria ogni cacciatore, a decorrere dal 1° ottobre di ogni anno, ha diritto di accesso in tutti gli ambiti territoriali costituiti entro i confini della regione di residenza venatoria ed ha altresì libero accesso su tutto il restante territorio nazionale per un massimo di venti giornate complessive per ogni annata venatoria secondo le modalità disciplinate dal presente articolo.</p>
<p><em>2.</em> Il cacciatore che si avvale di tale facoltà di accesso ad ambiti territoriali di caccia fuori dalla regione di residenza è tenuto al versamento tramite bollettino postale su apposito conto corrente indicato dal Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali della somma equivalente al 15 per cento della tassa di concessione governativa, nonché a comunicare le giornate agli organi di gestione degli ambiti territoriali di caccia o alla provincia in cui ritiene di recarsi per l&#8217;esercizio della mobilità venatoria a mezzo di fax, mail o lettera raccomandata da riceversi entro tre giorni antecedenti l&#8217;esercizio della mobilità. Gli ambiti territoriali di caccia sono, a tal fine, tenuti a pubblicizzare in ogni modo ritenuto utile, gli indirizzi anche telematici a cui inviare le prenotazioni.</p>
<p><em>3.</em> Gli ambiti territoriali di caccia possono non accettare l&#8217;accesso dei cacciatori  qualora il numero delle prenotazioni ricevute per l&#8217;esercizio della mobilità superi, per la  singola giornata, la cifra corrispondente al 6 per cento del numero di cacciatori iscritti all&#8217;ATC o, se superiore, la cifra corrispondente al 5 per cento del numero derivante dall&#8217;applicazione, sul territorio dell&#8217;ambito territoriale di caccia medesimo, degli indici di densità minima nazionale. Le comunicazioni di mancata accettazione debbono essere inviate via fax o mail al cacciatore con quarantotto ore di anticipo rispetto all&#8217;inizio della giornata di caccia per la quale era stata inviata la prenotazione.</p>
<p><em>4.</em> Le regioni possono disciplinare, sulla base di accordi stipulati in sede di conferenza dei presidenti delle regioni, le modalità di coordinamento organizzativo per l&#8217;esercizio della mobilità venatoria anche attraverso la realizzazione di un servizio nazionale di prenotazione.</p>
<p><em>5.</em> Il Ministero delle politiche agricole destina le risorse di cui sopra a programmi di miglioramento territoriale finalizzato alla gestione faunistico-venatoria, nonché alla realizzazione ed al funzionamento del sistema nazionale di prenotazione qualora costituito&#8221;.</p>
<p> <strong>Art. 16</strong></p>
<p>1. All&#8217;articolo 15 della legge n. 152 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) al comma 7, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &#8220;, fino alla data del raccolto anche per i frutteti specializzati&#8221;;</p>
<p><em>b</em>) il comma 11 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>11</em>. Scaduto il termine di cui all&#8217;articolo 36, comma 5, fissato per l&#8217;adozione degli atti che consentano la piena attuazione della presente legge nella stagione venatoria 2009-2010, il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali provvede in via sostitutiva secondo le modalità di cui all&#8217;articolo 14, comma 15. In ogni caso a decorrere dal 31 luglio 2011 le disposizioni di cui al primo comma dell&#8217;articolo 842 del codice civile si applicano esclusivamente nei territori sottoposti al regime di gestione programmata della caccia ai sensi degli articoli 10 e 14&#8243;.</p>
<p><strong> Art. 17</strong></p>
<p> 1. L&#8217;articolo 16 della legge n. 152 del 1992 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>Art. 16 - (</em>Aziende faunistico-venatorie e aziende agri-turistico-venatorie<em>) - 1</em> Le regioni, su richiesta degli interessati e sentito l&#8217;ISPRA, entro i limiti del 15 per cento del proprio territorio agro-silvo-pastorale, possono:</p>
<p>a) autorizzare, regolamentandola, l&#8217;istituzione di aziende faunistico-venatorie, soggette a tassa di concessione regionale, per prevalenti finalità naturalistiche e faunistiche con particolare riferimento alla tipica fauna alpina e appenninica, alla grossa fauna europea e a quella acquatica; tali concessioni devono essere corredate di programmi di conservazione e di ripristino ambientale al fine di garantire l&#8217;obiettivo naturalistico e faunistico. In tali aziende la caccia è consentita nelle giornate indicate dal calendario venatorio secondo i piani di assestamento e di abbattimento.</p>
<p>b) autorizzare, regolamentandola, l&#8217;istituzione di aziende agri-turistico-venatorie, ai fini di impresa agricola, soggette a tassa di concessione regionale, nelle quali sono consentiti l&#8217;immissione e l&#8217;abbattimento per tutta la stagione venatoria di fauna selvatica di allevamento.</p>
<p><em>2</em>. Le attività ed i servizi offerti dalle aziende faunistico-venatorie ed agri-turistico-venatorie sono considerati attività agricole ai sensi dell&#8217;art. 2135 del codice civile.</p>
<p><em>3</em>. Le province per motivate ragioni gestionali e su richiesta dei gestori possono limitare l&#8217;accesso del pubblico alle aziende qualora insistano su aree liberamente accessibili da soggetti privi di specifico diritto.</p>
<p><em>4</em>. Le aziende agri-turistico-venatorie nelle zone umide e vallive possono essere autorizzate solo se comprendono bacini artificiali e fauna acquatica di allevamento, nel rispetto delle convenzioni internazionali.</p>
<p><em>5</em>. L&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria nelle aziende di cui al comma 1 è consentito nel rispetto delle norme della presente legge e con la esclusione dei limiti di cui all&#8217;articolo 21, lettera <em>n).</em></p>
<p><em>6</em>. Nelle aziende, per le sole specie allevate oggetto di immissione la Provincia può autorizzare l&#8217;attività di prelievo fino ad un&#8217;ora dopo il tramonto&#8221;.</p>
<p><strong>Art. 18</strong></p>
<p>1. All&#8217;articolo 18 della legge n. 152 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p>a) al comma 7, dopo il primo periodo, è inserito il seguente: &#8220;La caccia di appostamento alla fauna migratoria è consentita fino a mezz&#8217;ora dopo il tramonto&#8221;;</p>
<p>b) dopo il comma 7 è aggiunto il seguente: &#8220;<em>7</em>-<em>bis</em>. Le regioni determinano gli orari di cui sopra secondo l&#8217;ora solare del lembo di territorio più a ovest della regione medesima&#8221;.</p>
<p><strong>Art. 19</strong></p>
<p> 1. Dopo l&#8217;articolo 18 della legge n. 152 del 1992 sono inseriti i seguenti: &#8220;<em>Art. 18 </em>bis - (Gestione degli ungulati selvatici) - <em>1</em>. La gestione degli ugulati selvatici presenti sul territorio nazionale è finalizzata alla conservazione e diffusione delle specie in rapporto di compatibilità con l&#8217;ambiente ed al conseguimento degli obbiettivi indicati dagli strumenti di programmazione faunistica del territorio approvati dalla regioni, dalle province e dalle aree protette istituite ai sensi della legge 6 dicembre 1991, n. 394.</p>
<p><em>2</em>. Il prelievo venatorio degli ungulati è regolamentato dalla regione nel rispetto delle indicazioni dell&#8217;ISPRA. Le specie, le modalità di prelievo, i limiti quantitativi, la scelta dei capi, i tempi di esecuzione sono proposti dagli organismi direttivi degli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini e dai concessionari delle aziende venatorie e sono autorizzati, previo parere dell&#8217;ISPRA, dall&#8217;amministrazione provinciale sulla base delle presenze censite in ogni unità territoriale di gestione nel rispetto della programmazione faunistico-venatoria regionale e provinciale.</p>
<p><em>3</em>. Il prelievo venatorio degli ungulati, con la eccezione del cinghiale (Sus scrofa), è consentito esclusivamente in forma selettiva. Il prelievo è esercitato alla cerca o all&#8217;aspetto, senza l&#8217;uso di cani e con arma a canna rigata, di cui all&#8217;articolo 13, di calibro adeguato per la specie, munita di cannocchiale di mira o con l&#8217;arco. Il prelievo venatorio del cinghiale, oltre che in forma selettiva è effettuato in battuta, in braccata e con il metodo della girata, utilizzando anche armi ad anima liscia di calibro non superiore al 12 o armi ad avancarica con munizioni a palla unica. Fermo restando il divieto dell&#8217;uso di cani per la caccia al camoscio è consentito l&#8217;uso dei cani per la caccia agli ungulati laddove rappresenta forma tradizionale di prelievo autorizzata dalle regioni alla data di entrata in vigore della presente legge.</p>
<p><em>4</em>. Le modalità di prelievo venatorio degli ungulati si applicano anche agli interventi di controllo faunistico disposti all&#8217;interno delle aree precluse all&#8217;attività venatoria ai sensi della presente legge e della legge 394 del 1991.</p>
<p><em>5</em>. I tempi previsti per la realizzazione dei piani di prelievo possono essere prorogati qualora non si raggiunga l&#8217;85 per cento del contingente numerico in essi previsti. Le amministrazioni provinciali possono autorizzare le forme prelievo venatorio specialistico di cui al presente articolo anche nei giorni di silenzio venatorio</p>
<p><em>6</em>. Il prelievo degli ungulati è praticato da coloro che risultano in possesso di attestato di abilitazione rilasciato dalla Provincia o dagli organi direttivi delle aree protette secondo gli indirizzi del Ministero delle risorse agricole, alimentari e forestali che si avvale, ai fini della determinazione dei percorsi didattici minimi, della determinazione delle materie oggetto di studio e delle caratteristiche delle prove d&#8217;esame per il conseguimento della suddetta abilitazione, del supporto tecnico dell&#8217;ISPRA.</p>
<p><em>7</em>. I piani di prelievo regolamentano anche le attività di recupero degli animali feriti e l&#8217;utilizzo dei cani addestrati a tale fine.</p>
<p> </p>
<p><em>Art. 18</em>-ter - (Caccia alle specie opportunistiche ed invasive) - <em>1</em>. Sono definite specie opportunistiche ed invasive le specie di fauna selvatica per le quali è consentito il prelievo venatorio ai sensi della presente legge e di cui sia dimostrato l&#8217;effetto negativo su altre specie, con particolare riferimento a quelle tutelate, in presenza di elevata densità di popolazione.</p>
<p><em>2</em>. Entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, l&#8217;ISPRA redige l&#8217;elenco di cui al comma 1&#8243;.</p>
<p> <strong>Art. 20</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 19 della legge n. 157 del 1992, il comma 3 è abrogato.</p>
<p><strong> Art. 21</strong></p>
<p>1. Dopo l&#8217;articolo 19-<em>bis </em>della legge n. 157 del 1992, è inserito il seguente :&#8221;<em>Art. 19.0-</em>bis. - (Controllo faunistico) - <em>1</em>. Il controllo faunistico è l&#8217;attività di contenimento numerico, di allontanamento e di eradicazione effettuata sulla fauna selvatica  che si rende necessaria per il soddifacimento di un primario interesse pubblico.</p>
<p><em>2</em>. Sono fattispecie di controllo faunistico:</p>
<p>a)         il controllo,  l&#8217;allontanamento e l&#8217;eradicazione di specie di fauna presenti in aree dove rappresentino un concreto pericolo per l&#8217;incolumità e la sicurezza delle persone e per la sicurezza della circolazione stradale;</p>
<p>b)        il contenimento e l&#8217;allontanamento di specie che per eccessiva densità o per incompatibilità comportino una continuità di danni, documentata e dimostrabile  anche come probabilità per il futuro, alle colture ed alle infrastrutture asservite alla produzione agricola o ad altre attività economiche;</p>
<p>c)         Il contenimento, l&#8217;eradicazione o l&#8217;allontanamento di specie animali che per la loro presenza in densità eccessive provocano danni alla naturale rinnovazione delle risorse forestali, agli assetti idrogeologici e idrologici ed all&#8217;equilibrato sviluppo delle specie vegetali e animali. Rientrano nella fattispecie gli interventi necessari per la tutela di aree ed <em>habitat</em> naturali protetti dalla legge o dalle direttive europee comprese le aree naturali protette.</p>
<p>d)        La cattura o l&#8217;abbattimento di singoli animali selvatici la cui presenza rappresenti un pericolo grave e concreto  per l&#8217;incolumità e la salute delle persone o per il rischio di propagazione di malattie ad animali della medesima o di diversa specie.</p>
<p><em>3</em>. Il controllo faunistico si realizza con i mezzi e le azioni idonei a realizzare gli obbiettivi che ne costituiscono il presupposto in base ai principi di efficacia ed economicità delle modalità di attuazione perseguendo il minimo impatto ecologico.</p>
<p><em>4.</em> Il controllo faunistico si attua, ordinariamente, con le seguenti modalità;</p>
<p>a) allontanamento con strumenti sonori e visivi;</p>
<p>b) cattura con gabbie, reti ed altri mezzi idonei;</p>
<p>c) abbattimento con fucile e carabina anche con l&#8217;ausilio di ausiliari di caccia;</p>
<p>d) ogni altra azione idonea e necessaria;</p>
<p><em>5</em>. Il controllo faunistico è disposto dal prefetto o dal presidente della regione che hanno competenza sui territori per i quali l&#8217;intervento è richiesto:</p>
<p>a) dalla provincia;</p>
<p>b) dagli organismi di gestione delle aree protette;</p>
<p>c) dalle comunità montane;</p>
<p>d) dalle associazioni agricole;</p>
<p>e) dagli ambiti territoriali di caccia e comprensori alpini;</p>
<p>f) dalle aziende sanitarie locali e da altre autorità poste a tutela della salute, della sicurezza dei cittadini e dell&#8217;ambiente;</p>
<p>g) dall&#8217;ISPRA e dalle istituzioni scientifiche universitarie;</p>
<p><em>6</em>. La richiesta deve essere motivata e può contenere una proposta del tipo di intervento richiesto.</p>
<p><em>7</em>. Il controllo faunistico viene disposto con ordinanza di protezione civile ai sensi della legge 24 febbraio 1992, n. 225. L&#8217;ordinanza reca un piano di intervento che prevede:</p>
<p>a) il termine di inizio e di fine delle attività di controllo;</p>
<p>b) i presupposti e le motivazioni, anche con l&#8217;ausilio di pareri di esperti o elementi conoscitivi assunti dall&#8217;attività di pubbliche amministrazioni ed autorità;</p>
<p>c) l&#8217;indicazione delle specie oggetto dell&#8217;intervento e un piano articolato delle quantità di animali che debbono essere catturati o abbattuti qualora il piano non preveda il semplice allontanamento degli animali;</p>
<p>d) le attività consentite, i mezzi che possono essere utilizzati e i soggetti attuatori degli interventi;</p>
<p>e) le attività di monitoraggio e di analisi finale delle attività;</p>
<p>f) il soggetto responsabile e delegato alla conduzione ed al coordinamento degli interventi.</p>
<p><em>8</em>. L&#8217;autorità che procede ad autorizzare il piano di intervento è tenuta ad acquisire il parere dell&#8217;ISPRA qualora le attività in esso previste si protraggano per oltre sette giorni anche non consecutivi.</p>
<p><em>9.</em> Le attività di controllo faunistico sono esercitate, secondo le modalità proposte dall&#8217;ente di gestione, su indicazione della autorità che le ha disposte di norma:</p>
<p>a) dai proprietari o conduttori di fondi agricoli purché imprenditori agricoli o coltivatori diretti se in possesso dell&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria.</p>
<p>b) da cittadini in possesso dei requisiti di cui al successivo comma 5 con particolare riguardo, in ordine alla preferenza, ai titoli di abilitazione ed alla residenza anagrafica nell&#8217;area in cui si svolgono le azioni del Piano;</p>
<p>c) da agenti e ufficiali di polizia giudiziaria in possesso del titolo di abilitazione venatoria dei quali la Prefettura tiene apposito elenco.</p>
<p><em>10.</em> I soggetti attuatori gli interventi accettano l&#8217;incarico e si impegnano ad esercitare ogni azione in ottemperanza al piano di controllo e secondo le indicazioni del soggetto responsabile e delegato di cui all&#8217;articolo precedente.</p>
<p><em>11.</em> Gli ambiti territoriali di caccia sono tenuti a redigere l&#8217;elenco dei cacciatori ad essi iscritti che si rendono disponibili per le attività di controllo specificandone il comune di residenza anagrafica e i titoli di abilitazione venatoria rilasciati dalla competenti autorità compresi gli enti parco nazionali e regionali.</p>
<p><em>12.</em> Gli ambiti territoriali di caccia ed i comprensori alpini, gli organismi di gestione delle aree protette sono autorizzati ad acquistare e detenere gabbie e reti ed altri mezzi necessari per la realizzazione degli interventi e finalizzate unicamente alle attività di controllo faunistico.</p>
<p><em>13.</em> Le assicurazioni obbligatorie di responsabilità civile previste per l&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria estendono la loro copertura assicurativa anche all&#8217;esercizio, da parte dei contraenti il contratto di polizza, delle attività di controllo faunistico anche qualora non siano esercitate con mezzi tipici dell&#8217;attività venatoria.</p>
<p><em>14.</em> Le funzioni svolte dagli ambiti territoriali di caccia e dei comprensori alpini sono svolte, nelle aree protette di cui alla legge n. 394 del 1992 dai rispettivi organi di gestione salva la possibilità di convenzioni con gli ATC e CA confinanti con il territorio delle aree protette. Gli organi di gestione delle aree protette possono richiedere ai cacciatori un contributo economico per l&#8217;esercizio del controllo faunistico degli ungulati sul loro territorio rapportato alle singole tipologie di capi assegnati.</p>
<p><em>15.</em> Di norma agli operatori di cui all&#8217;articolo 6 non è dovuto alcun compenso, per i soggetti di cui alla lettera b) l&#8217;attività è esercitabile nei normali orari di lavoro. Qualora le attività di controllo abbiano oggetto specie cacciabili all&#8217;operatore può essere riconosciuta la selvaggina abbattuta nelle attività di controllo.</p>
<p><em>16.</em> Le regioni disciplinano l&#8217;esercizio delle deroghe previste dalla direttiva 79/409/CEE del Consiglio, del 2 aprile 1979, conformandosi alle prescrizioni dell&#8217;articolo 9, ai princìpi e alle finalità degli articoli 1 e 2 della stessa direttiva ed alle disposizioni della presente legge.</p>
<p><em>17</em>. Le deroghe, in assenza di altre soluzioni soddisfacenti, possono essere disposte solo per le finalità indicate dall&#8217;articolo 9, paragrafo 1, della direttiva 79/409/CEE e devono menzionare le specie che ne formano oggetto, i mezzi, gli impianti e i metodi di prelievo autorizzati, le condizioni di rischio, le circostanze di tempo e di luogo del prelievo, il numero dei capi giornalmente e complessivamente prelevabili nel periodo, i controlli e le forme di vigilanza cui il prelievo è soggetto e gli organi incaricati della stessa, fermo restando quanto previsto dall&#8217;articolo 27, comma 2. I soggetti abilitati al prelievo in deroga vengono individuati dalle regioni, d&#8217;intesa con gli àmbiti territoriali di caccia (ATC) ed i comprensori alpini.</p>
<p><em>18</em>. Le deroghe di cui al comma 1 sono applicate per periodi determinati, sentito l&#8217;Istituto nazionale per la fauna selvatica (INFS), o gli istituti riconosciuti a livello regionale, e non possono avere comunque ad oggetto specie la cui consistenza numerica sia in grave diminuzione.</p>
<p><em>19</em>. Il Presidente del Consiglio dei ministri, su proposta del Ministro per gli affari regionali, di concerto con il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio, previa delibera del Consiglio dei ministri, può annullare, dopo aver diffidato la regione interessata, i provvedimenti di deroga da questa posti in essere in violazione delle disposizioni della presente legge e della direttiva 79/409/CEE.</p>
<p><em>20</em>. La regione può disporre, con legge propria e previa intesa con il Governo, l&#8217;esercizio del prelievo in deroga.</p>
<p><em>21</em>. Entro il 30 giugno di ogni anno, ciascuna regione trasmette al Presidente del Consiglio dei ministri, ovvero al Ministro per gli affari regionali ove nominato, al Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio, al Ministro delle politiche agricole e forestali, al Ministro per le politiche comunitarie, nonché all&#8217;ISPRA, una relazione sull&#8217;attuazione delle deroghe di cui al presente articolo; detta relazione è altresì trasmessa alle competenti Commissioni parlamentari. Il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare trasmette annualmente alla Commissione europea la relazione di cui all&#8217;articolo 9, paragrafo 3, della direttiva 79/409/CEE.</p>
<p><strong> Art. 22</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 21, comma 1, della legge n. 152 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) alla lettera <em>b</em>), le parole: &#8220;31 gennaio 1997&#8243; sono sostituite dalle seguenti : &#8220;31 gennaio 2010&#8243;;</p>
<p><em>b</em>) alla lettera <em>c</em>) sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: &#8220;ad esclusione delle forme di prelievo venatorio specialistico di cui alle lettere <em>a</em>), <em>b</em>) e <em>d</em>) dell&#8217;articolo 12-<em>bis</em>&#8220;;</p>
<p><em>c</em>) dopo la lettera <em>g</em>), è inserita la seguente: &#8220;g<em>-bis</em>) fermi i divieti posti dalla legge 6 dicembre 1991, n. 394, il trasporto di armi da sparo per uso venatorio che non siano scariche e in custodia, lungo le vie di comunicazione dei parchi e delle riserve naturali&#8221;;</p>
<p><em>d</em>) la lettera <em>i</em>) è sostituita dalla seguente: &#8220;i) cacciare sparando da veicoli di ogni genere e da natanti spinti da motore o da aeromobili&#8221;;</p>
<p><em>e</em>) la lettera <em>m) </em>è sostituita dalla seguente: &#8220;m) cacciare su terreni coperti in tutto o nella maggior parte da neve, salvo che la caccia da appostamento, salvo che nelle aziende agrituristico venatorie e faunistico venatorie sulle specie oggetto di immissione ad opera delle aziende stesse, nonchè per le forme di prelievo venatorio specialistico di cui alle lettere <em>a</em>), <em>b</em>) e <em>d</em>) dell&#8217;articolo 12-<em>bis</em>&#8220;.</p>
<p><em>f</em>) la lettera <em>n) </em>è sostituita dalla seguente: &#8220;n) cacciare negli stagni, nelle paludi e negli specchi d&#8217;acqua artificiali in tutto o nella maggior parte coperti da ghiaccio e su terreni allagati da piene di fiume, salvo che nelle aziende agrituristiche e faunistico venatorie sulle specie oggetto di immissione ad opera delle aziende stesse&#8221;;</p>
<p><em>g</em>) la lettera <em>p) </em>è sostituita dalla seguente: &#8220;p) usare richiami vivi e zimbelli, al di fuori dei casi previsti dall&#8217;articolo 5, salvo che per l&#8217;anatra germanata per la caccia agli uccelli acquatici, il piccione domestico per la caccia al colombaccio, la civetta viva proveniente da allevamento per la caccia da appostamento&#8221;;</p>
<p><em>h</em>) la lettera <em>u</em>) è sostituita dalla seguente: &#8220;u) usare munizione spezzata nella caccia agli ungulati; usare esche o bocconi avvelenati, vischio o altre sostanze adesive, trappole, reti, tagliole, lacci, archetti o congegni similari; fare impiego di civette non provenienti da allevamento; usare armi da sparo munite di silenziatore o impostate con scatto provocato dalla preda; fare impiego di balestre, cerbottane o fionde&#8221;;</p>
<p><em>i</em>) la lettera <em>z</em>) è sostituita dalla seguente: &#8220;z) produrre, vendere e detenere trappole per la fauna selvatica, ad eccezione di quelle autorizzate per i piani ed interventi di controllo&#8221;;</p>
<p><em>l</em>) la lettera <em>bb</em>) è sostituita dalla seguente: &#8220;bb) vendere, detenere o trasportare per vendere, acquistare uccelli vivi o morti, nonché loro parti o prodotti derivati facilmente riconoscibili, appartenenti alla fauna selvatica, che non appartengano alle seguenti specie: germano reale (anas platyrhynchos); pernice rossa (alectoris rufa); pernice di Sardegna (alectoris barbara); starna (perdix perdix); fagiano (phasianus colchicus); colombaccio (columba palumbus)&#8221;;</p>
<p><em>m</em>) dopo la lettera <em>ff</em>) è aggiunta la seguente:&#8221;ff-bis) il disturbo e l&#8217;allontanamento intenzionali della fauna selvatica salvo che siano disposti ai sensi del precedente articolo 19 o da altra pubblica autorità competente per territorio al fine della tutela delle produzioni agricole, ittiche e zootecniche, dei beni architettonici e ambientali, della salute pubblica e della pubblica incolumità&#8221;.</p>
<p>2. Il comma 3 è sostituito dai seguenti: &#8220;<em>3</em>. La caccia alla fauna migratoria è vietata su tutti i valichi montani individuati dalle regioni e delle province autonome come principali ai fini delle rotte di migrazione dell&#8217;avifauna, per una distanza di mille metri dagli stessi.</p>
<p><em>3</em>-bis. E&#8217; vietata la detenzione di munizione spezzata nell&#8217;esercizio delle forme di prelievo venatorio specialistico di cui ai commi <em>a</em>), <em>b</em>) e <em>d</em>) qualora autorizzate nei giorni di silenzio venatorio&#8221;.</p>
<p><strong> Art. 23</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 22 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) il comma 4 è sostituito dai seguenti: &#8220;<em>4</em>. Il Ministro delle politiche agricole e forestali, sentito l&#8217;ISPRA, determina i programmi degli esami di abilitazione all&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria e le modalità di svolgimento degli stessi.</p>
<p><em>4</em>-bis. Sono abilitazioni riconosciute in tutto il territorio nazionale:</p>
<p>a) la licenza di porto di fucile ad uso caccia;</p>
<p>b) l&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio della caccia di selezione agli ungulati;</p>
<p>c) l&#8217;abilitazione all&#8217;esercizio del controllo faunistico nelle aree protette rilasciate dagli organi di gestione delle stesse.</p>
<p><em>4</em>-ter. Sono considerate abilitazioni riconosciute in tutto il territorio nazionale le abilitazioni di cui alle precedenti lettere a), b) e c) rilasciate dagli enti competenti alla data di entrata in vigore della presente legge.</p>
<p>4-quater. Le regioni sulla base delle indicazioni del ministero delle risorse agricole e forestali, stabiliscono le modalità per lo svolgimento degli esami che devono in particolare riguardare nozioni nelle seguenti materie:&#8221;;</p>
<p><em>b</em>) il comma 6 è abrogato;</p>
<p><em>c</em>) dopo il comma 11, è inserito il seguente: &#8220;<em>11</em>-bis. Le norme del presente articolo si applicano, per quanto compatibili, all&#8217;attestato di tirocinio&#8221;.</p>
<p><strong> Art 24</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 23, comma 1, della legge n. 157 del 1992, sono aggiunti, in fine, i seguenti periodi: &#8220;La tassa può essere ridotta fino al  50 per cento per coloro che hanno superato il sessantanovesimo anno di età. Le regioni destinano l&#8217;intero importo derivante dalle tasse di concessione regionale alla gestione faunistica e venatoria ed alle attività di cui alla presente legge&#8221;.</p>
<p><strong> Art. 25</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 24 della legge n. 157 del 1992,  il comma 1 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>1</em>. A decorrere dall&#8217;anno 2009 presso il Ministero dell&#8217;economia e delle finanze è istituito un fondo la cui dotazione è alimentata da una addizionale di 5 euro alla tassa prevista dal citato articolo 5 della tariffa delle tasse sulle concessioni governative, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 641, e successive modificazioni&#8221;.</p>
<p><strong>Art. 26</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 25 della legge n. 157 del 1992, il comma 1 è sostituito dal seguente: &#8220;1. Per l&#8217;indennizzo dei danni derivanti dall&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria restano ferme le disposizioni relative al Fondo di garanzia per le vittime della caccia, previsto dagli articoli 302, 303 e 304 del codice delle assicurazioni private, di cui al decreto legislativo 7 settembre 2005, n.  209. Il fondo di cui al presente comma è utilizzato nei seguenti casi:&#8221;</p>
<p> <strong>Art. 27</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 26, comma 1, della legge n. 157 del 1992, dopo le parole: &#8220;da quella protetta&#8221;, sono inserite le seguenti: &#8220;dalle forme inselvatichite del piccione domestico, dalla nutria e dalle altre specie alloctone ovvero esotiche o aliene che non appartengono alla fauna originaria della regione Paleartica, ma che vi sono giunte per l&#8217;intervento diretto, intenzionale o accidentale, dell&#8217;uomo di cui all&#8217;articolo 2, comma 2),&#8221;.</p>
<p><strong> Art. 28</strong></p>
<p> 1. L&#8217;articolo 27 della legge n. 157 del 1992 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>Art. 27</em> - <em>(</em>Vigilanza venatoria<em>) - 1.</em> La vigilanza sulla applicazione della presente legge e delle leggi regionali è affidata:</p>
<p>a) agli agenti dipendenti degli enti locali delegati dalle regioni, cui è riconosciuta, ai sensi della legislazione vigente, la qualifica di agenti di polizia giudiziaria e di pubblica sicurezza. Tali agenti possono portare durante il servizio e per i compiti di istituto le armi in dotazione nonché armi con proiettili a narcotico. Le armi suddette sono portate e detenute in conformità al regolamento di cui all&#8217;articolo 5, comma 5, della legge 7 marzo 1986, n. 65;</p>
<p>b) alle guardie volontarie delle associazioni venatorie, agricole e di protezione ambientale nazionali presenti nel Comitato tecnico faunistico-venatorio nazionale e a quelle delle associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell&#8217;ambiente, alle quali sia riconosciuta la qualifica di guardia giurata ai sensi del testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, approvato con regio decreto 18 giugno 1931, n. 773.</p>
<p><em>2.</em> La vigilanza di cui al comma 1 è, altresì, affidata agli ufficiali, sottufficiali e guardie del Corpo forestale dello Stato, nonché agli ufficiali ed agenti di polizia giudiziaria.</p>
<p><em>3</em>. Gli agenti di cui ai commi 1 e 2 svolgono le proprie funzioni, di norma, nell&#8217;ambito della circoscrizione territoriale di competenza.</p>
<p><em>4</em>. La qualifica di guardia volontaria può essere concessa, ai sensi del citato testo unico di cui al regio decreto n.  773 del 1931, a cittadini in possesso di un attestato di idoneità rilasciato dalle regioni previo superamento di apposito esame. Le regioni disciplinano la composizione delle commissioni preposte a tale esame garantendo in esse la presenza tra loro paritaria di rappresentanti di associazioni venatorie, agricole ed ambientaliste.</p>
<p><em>5.</em> Agli agenti di cui ai commi 1 e 2 ed alle guardie giurate volontarie con compiti di vigilanza è vietato l&#8217;esercizio venatorio durante l&#8217;esercizio delle loro funzioni.</p>
<p><em>6.</em> I corsi di preparazione e di aggiornamento delle guardie per lo svolgimento delle funzioni di vigilanza sull&#8217;esercizio venatorio, sulla tutela dell&#8217;ambiente e della fauna e sulla salvaguardia delle produzioni agricole, possono essere organizzati anche dalle associazioni di cui al comma 1, lettera b), sotto il controllo della regione.</p>
<p><em>7.</em> Le province coordinano l&#8217;attività delle guardie volontarie delle associazioni agricole, venatorie ed ambientaliste.</p>
<p><em>8.</em> Il Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, d&#8217;intesa con il Ministro dell&#8217;ambiente e della tutela del territorio e del mare, garantisce il coordinamento in ordine alle attività delle associazioni di cui al comma 1, lettera b), rivolte alla preparazione, aggiornamento ed utilizzazione delle guardie volontarie.</p>
<p><em>9</em>. I cittadini in possesso, ai sensi del citato testo unico di cui al regio decreto n. 773 del 1931, della qualifica di guardia venatoria volontaria alla data di entrata in vigore della presente legge, non necessitano dell&#8217;attestato di idoneità di cui al comma 4&#8243;.</p>
<p><strong> Art. 29</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 28 della legge n. 157 del 1992 il comma 6 è abrogato.</p>
<p> <strong>Art. 30 </strong></p>
<p>1. All&#8217;articolo 29 della legge n. 157 del 1992, il comma 2 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>2</em>. Gli agenti di cui al comma 1 possono redigere i verbali di contestazione delle violazioni e degli illeciti amministrativi previsti dalla presente legge, e gli altri atti indicati dall&#8217;articolo 29, anche fuori dall&#8217;orario di servizio&#8221;.</p>
<p><strong> Art. 31</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 31 della legge n. 157 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) la lettera <em>a</em>) è abrogata;</p>
<p><em>b</em>) la lettera <em>e</em>) è sostituita dalla seguente: &#8220;e) sanzione amministrativa da euro 103,29 a euro 619,74 per chi esercita la caccia in zone di divieto non diversamente sanzionate e per chi, deliberatamente, disturba la fauna selvatica; se la violazione è nuovamente commessa, la sanzione è da euro 258,22 a euro 1.549,37&#8243;;</p>
<p><em>c</em>) dopo la lettera <em>g</em>) è inserita la seguente: &#8220;g-<em>bis</em>) sanzione amministrativa da euro 103,29 a euro 619,74 per l&#8217;inadempimento di ciascuna delle prescrizioni di cui comma 2 dell&#8217;articolo 14-<em>bis</em>. La medesima sanzione si applica a chi nell&#8217;esercizio della mobilità consentita per il prelievo della fauna migratoria dal medesimo articolo 14-<em>bis</em> esercita diverse attività venatorie&#8221;.</p>
<p><strong>Art. 32</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 34 della legge n. 152 del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p>a) al comma 2, lettera c), è aggiunto, in fine, il seguente periodo: &#8220;Il riconoscimento ha durata triennale&#8221;.</p>
<p>b) il comma 5 è sostituito dal seguente: &#8220;5. Si considerano riconosciute agli effetti della presente legge la Federazione italiana della caccia e le associazioni venatorie nazionali: Associazione migratoristi italiani, Associazione nazionale libera caccia, ARCI-Caccia, Unione nazionale Enalcaccia pesca e tiro, Ente produttori selvaggina, Associazione italiana della caccia - Italcaccia, già riconosciute ed operanti ai sensi dell&#8217;articolo 34, comma 5, della legge 11 febbraio 1992, n. 157&#8243;.</p>
<p><strong> Art. 33</strong></p>
<p> 1. All&#8217;articolo 36 della legge n. 1572del 1992 sono apportate le seguenti modificazioni:</p>
<p><em>a</em>) dopo le parole: &#8221; legge 27 dicembre 1977, n. 968,&#8221; sono inserite le seguenti: &#8220;nonché ai sensi dell&#8217;articolo 16 della legge 11 febbraio 1992, n.  157,&#8221;;</p>
<p><em>b</em>) il comma 5 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>5</em>. Entro due mesi dalla data di entrata in vigore della presente disposizione, con decreto del Ministro delle politiche agricole alimentari e forestali sono fissati i termini per l&#8217;adozione, da parte dei soggetti partecipanti al procedimento di programmazione ai sensi della presente legge, degli atti di rispettiva competenza, secondo modalità che consentano la piena attuazione della legge stessa nella stagione venatoria 2009-2010&#8243;;</p>
<p><em>c</em>) il comma 6 è abrogato.</p>
<p> <strong>Art. 34</strong></p>
<p> 1.L&#8217;articolo 37 della legge n. 152 del 1992 è sostituito dal seguente: &#8220;<em>Art. 37</em> - <em>(</em>Disposizioni finali e transitorie<em>) - 1</em>. All&#8217;articolo 10, comma 1, della legge 22 novembre 2000, n. 353, sono apportate le seguenti modifiche:</p>
<p>a) al comma 1, le parole: &#8220;, il pascolo e la caccia&#8221; sono sostituite dalle seguenti &#8220;e il pascolo&#8221;;</p>
<p>b) dopo il comma 1 è inserito il seguente: &#8220;1<em>-bis. </em>Gli enti preposti alla tutela delle zone boscate percorse dal suolo precisano nelle relazioni sugli episodi relativi agli incendi la sussitensza del divieto di praticare la caccia.&#8221;;</p>
<p>c) il comma 4 è abrogato.</p>
<p><em>2</em>. Il limite per la detenzione delle armi da caccia, di cui al sesto comma dell&#8217;articolo 10 della legge 18 aprile 1975, n. 110, e successive modificazioni, è soppresso.</p>
<p><em>3.</em> Ferme restando le disposizioni che disciplinano l&#8217;attività dell&#8217;Ente nazionale per la protezione degli animali, le guardie zoofile volontarie che prestano servizio presso di esso esercitano la vigilanza sull&#8217;applicazione della presente legge e delle leggi regionali in materia di caccia a norma dell&#8217;articolo 27, comma 1, lettera b).</p>
<p><em>4</em>. I piani faunistici venatori provinciali e regionali redatti ai sensi della legislazione vigente all&#8217;entrata in vigore della presente legge nonché i regolamenti fondati su tali piani restano in vigore fino alla loro scadenza ferma restando la possibilità di modifiche finalizzate al mero recepimento di disposizioni della presente legge&#8221;.</p>
<p><strong>Art. 35</strong></p>
<p>1. Nella legge n. 157 del 1992, le parole: &#8220;Istituto superiore per la fauna selvatica&#8221; sono sostituite, ovunque ricorrono, dalle seguenti: &#8220;Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale&#8221;.</p>
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		<title>ALCOL E DROGA: TEST PER I CACCIATORI</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Feb 2009 14:08:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

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		<category><![CDATA[Lorenzo Lombardi]]></category>

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		<description><![CDATA[Lorenzo Lombardi, componente del gruppo consiliare dei Verdi di Pistoia, sta raccogliendo adesioni presso Comuni e Regioni alla sua proposta: &#8220;Chi maneggia le armi deve essere controllato come chi guida, perché deve avere la massima lucidità psicofisica&#8221;. I limiti alcolemici da osservare sarebbero come quelli applicati dal codice della strada, e le pene da 6 [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Lorenzo Lombardi, componente del gruppo consiliare dei Verdi di Pistoia, sta raccogliendo adesioni presso Comuni e Regioni alla sua proposta: &#8220;Chi maneggia le armi deve essere controllato come chi guida, perché deve avere la massima lucidità psicofisica&#8221;. I limiti alcolemici da osservare sarebbero come quelli applicati dal codice della strada, e le pene da 6 mesi di ritiro del porto d&#8217;armi alla cancellazione permanente; in caso di droga ritiro permanente e sequestro dell&#8217;arma. Pensate che i cacciatori debbano contrastare un eventuale varo di questa proposta o non aver nulla da temere ma, anzi, appoggiarla?</p>
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		<title>DALLA LOMBARDIA S’ODE UN GRIDO: CACCIA, BASTA DIVIETI DA ROMA</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Feb 2009 15:49:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Istituzioni]]></category>

		<category><![CDATA[L. 157/92]]></category>

		<category><![CDATA[Luca Zaia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Regione Lombardia si inserisce nel dibattito in corso sulle modifiche alla 157/92 con due iniziative legislative. È stata presen­tata in Consiglio regionale la proposta di legge al Parlamento per mettere finalmente chiarezza sulle cacce in deroga. L&#8217;iniziativa porta la firma di sei consiglieri di maggioranza. La proposta legisla­tiva vuole modificare la 157 attribuendo piena [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Regione Lombardia si inserisce nel dibattito in corso sulle modifiche alla 157/92 con due iniziative legislative. È stata presen­tata in Consiglio regionale la proposta di legge al Parlamento per mettere finalmente chiarezza sulle cacce in deroga. L&#8217;iniziativa porta la firma di sei consiglieri di maggioranza. <span id="more-725"></span>La proposta legisla­tiva vuole modificare la 157 attribuendo piena autonomia in materia alle Regioni ponendo ­quindi fine alla competenza da parte dello Stato Centrale. Inoltre, il gruppo regionale della Lega Nord ha già fatto pervenire al ministro Luca Zaia un pacchetto di modifiche, sempre alla 157, per ­riorganizzare al meglio l&#8217;intero settore e non mettere a repentaglio la tradizione dell&#8217;attività venatoria. In tale documento si ritiene, tra l&#8217;altro, &#8220;indispensabile la convocazione di un tavolo istituzionale europeo con tutti gli Stati membri per aggiorna­re le specie cacciabili, dato che siamo fermi dal 1981&#8243;.</p>
<p>Quindi caccia completamente in mano alle Regioni, deroghe comprese, e aggiornamento in sede europea delle specie cacciabili in Italia: l&#8217;iniziativa lombarda è da appoggiare?</p>
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		<title>Proposte anticinghiale in Liguria</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 17:15:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[regione liguria]]></category>

		<category><![CDATA[ungulati]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio regionale della Liguria ha discusso ieri del problema dell’invasione dei cinghiali non solo nei terreni agricoli, ma anche in zone urbane. In quella sede la Regione, a quanto si legge nell’edizione locale de “La Stampa”, “ha deciso di correre ai ripari puntando a liberalizzare la caccia agli ungulati a tutta la stagione venatoria, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio regionale della Liguria ha discusso ieri del problema dell’invasione dei cinghiali non solo nei terreni agricoli, ma anche in zone urbane. In quella sede la Regione, a quanto si legge nell’edizione locale de “La Stampa”, “ha deciso di correre ai ripari puntando a liberalizzare la caccia agli ungulati a tutta la stagione venatoria, primo di una serie di provvedimenti. È una linea d’azione condivisa dalle quattro Province&#8230; Un’altra proposta è quella di derogare, per i cinghiali, il divieto venatorio di 10 anni limitatamente alle macchie, delle zone boscate percorse dal fuoco”.<br />
Basteranno queste misure, nel caso vengano prese, e che altro si potrebbe fare?</p>
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		<title>Fruitori d’ambiente</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 20:55:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Ekoclub]]></category>

		<category><![CDATA[Gianluca Bardelli]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal Convegno di Todi ad oggi si registrano nuove iniziative politiche del mondo venatorio.
A cominciare dall&#8217;Ekoclub che potrebbe diventare un laboratorio di progetti ambientali firmati dai cacciatori di tutte le Associazioni.
Recentemente un filosofo argentino ha scritto che l&#8217;uomo si sta incamminando verso nuove forme di felicità. Dopo il naufragio della finanza allegra che farà piangere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dal Convegno di Todi ad oggi si registrano nuove iniziative politiche del mondo venatorio.</p>
<p><a href="http://www.ekoclubinternational.it/"><img class="alignleft size-medium wp-image-171" style="margin: 0px 4px; border: #c8c8c8 1px solid;" title="ekoclub" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2008/11/ekoclub.jpg" alt="" width="114" height="123" /></a>A cominciare dall&#8217;Ekoclub che potrebbe diventare un laboratorio di progetti ambientali firmati dai cacciatori di tutte le Associazioni.</p>
<p>Recentemente un filosofo argentino ha scritto che l&#8217;uomo si sta incamminando verso nuove forme di felicità. Dopo il naufragio della finanza allegra che farà piangere milioni di uomini e donne, dopo aver preso atto di tutti i fallimenti nella lotta alla povertà, dopo aver saputo che nei mari del nostro Paese la mafia ha affondato decine di navi con carichi radioattivi e che in Campania sono stati interrati interi camion di rifiuti velenosi e cancerogeni, forse è giunto veramente il tempo di ripensare la nostra società e i suoi valori. La consapevolezza che nel nostro Paese stiano scomparendo le api, che la biodiversità si è drasticamente ridotta negli ultimi dieci anni, che il mondo agricolo è devastato da speculazioni sulle derrate alimentari e che la natura è continuamente fatta oggetto di prevaricazioni e inganni si sta facendo strada con cruda violenza. A tutto questo bisogna dare risposte forti. Lo dobbiamo ai nostri figli, a questa nostra terra che ci ospita con dolcezza, al nostro desiderio di essere cacciatori consapevoli e responsabili. Ecco così che è nato recentemente il Convegno di Todi dove il mondo della caccia si è incontrato con il Corpo forestale dello Stato, i Vigili del fuoco, la Protezione Civile, Anas, Coldiretti, Legambiente, Anta (Associazione nazionale tutela ambientale) ed altre Istituzioni. La caccia è una passione valida a ripensare la nostra società. La sua vicinanza alla terra costituisce un elemento prezioso e inestimabile. Un sicuro punto di partenza per quello che riteniamo oggi un obiettivo possibile: una nuova forma di felicità intrinseca al nostro modo di vivere a contatto con la natura. E in questo percorso desideriamo finalmente aggiungere un ulteriore elemento per riflettere tutti insieme su chi siamo e su quello che rappresentiamo. Qualcuno continua ad accusare i nostri fucili di essere strumenti di morte, stabilendo ad arte un dualismo tra la vita e la morte. Ma voi avete incontrato un solo luogo nella natura dove questo dualismo esiste? No. Quel luogo non c&#8217;è. Vita e morte sono indissolubili e presenti nella viva carne di ogni essere che popola il pianeta. È un elemento di armonia, è l&#8217;esperienza (umana) nella sua accezione più alta. Chi ha orchestrato questa forma di inganno oggi non è più in Parlamento e si sono liberate energie valide a ridare consapevolezza ai cacciatori. Per tutti questi motivi crediamo che sia venuto il tempo di riappropriarci pienamente della nostra esperienza, della nostra purezza fatta di albe, tramonti, di profumo di boschi, di sguardi sul fondo di una valle, dell&#8217;ombra ristoratrice di un albero, di sentimenti profondi, del saper fare le cose. È così che si rende necessario percorrere nuove strade. Dare corpo e sostanza ai nostri valori. In queste ultime settimane è germogliato il desiderio di far confluire tutte le esperienze delle Associazioni venatorie nell&#8217;Ekoclub. Si potrebbe contare su una forza autentica di oltre 700.000 uomini che credono fermamente in una cultura antica ed al tempo stesso moderna della quale c&#8217;è bisogno. Che hanno un legame di sangue con la natura. Ekoclub come laboratorio di esperienze di volontariato per andare a gestire il territorio, per vigilare con competenza e coraggio. Una forza immensa guidata da una cultura inestimabile. L&#8217;Ekoclub, in sostanza, potrebbe diventare la casa di tutti i cacciatori che vogliono riprendersi il loro futuro e per fare questo potremmo dar vita fin da subito ad un Codice di condotta responsabile da presentare al Paese.</p>
<p>Gian Luca Bardelli</p>
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