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	<title>La Dea della caccia &#187; Caccia</title>
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	<description>Il blog della caccia, delle passioni venatorie, natura, ambiente e...</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:55:58 +0000</pubDate>
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		<title>SU FIRMIAMO.IT UNA PETIZIONE A SOSTEGNO DEI DIRITTI DEI CACCIATORI SARDI</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 14:44:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Con una petizione ospitata dal sito www.firmiamo.it, i cacciatori sardi si rivolgono al presidente della Regione On. Ugo Cappellacci e all&#8217;Ass. Reg. all&#8217;Ambiente Giorgio Oppi per chiedere l&#8217;estensione della caccia per alcune specie migratorie al mese di febbraio. Questo il testo:
Signor Presidente, Signor Assessore;
La Caccia si inserisce a pieno titolo tra le attivita&#8217; che contribuiscono [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con una petizione ospitata dal sito www.firmiamo.it, i cacciatori sardi si rivolgono al presidente della Regione On. Ugo Cappellacci e all&#8217;Ass. Reg. all&#8217;Ambiente Giorgio Oppi per chiedere l&#8217;estensione della caccia per alcune specie migratorie al mese di febbraio. Questo il testo:<br />
Signor Presidente, Signor Assessore;<br />
La Caccia si inserisce a pieno titolo tra le attivita&#8217; che contribuiscono a mantenere viva la cultura e le tradizioni della Sardegna. La Caccia e&#8217; anche una realta&#8217; economica importante che, in questa Sardegna che soffre, crea benessere e posti di lavoro.<br />
I Cacciatori Sardi chiedono l&#8217;estensione dell&#8217;attivita&#8217; venatoria al mese di febbraio per alcune specie migratorie.<br />
La Legislazione vigente (comunitaria, nazionale e regionale) lo consente.<br />
La sentenza della Corte Costituzionale n.16 anno 2012, pubblicata in data 23.01.2012, conferma la validita&#8217; e la piena efficacia della Legge della Regione Autonoma della Sardegna 21 gennaio 2011, n. 5 (Disposizioni integrative della legge regionale 29 luglio 1998, n. 23 - Norme per la protezione della fauna selvatica e per l&#8217;esercizio della caccia in Sardegna).<br />
La Regione Sarda puo&#8217; dunque stabilire autonomamente la caccia in deroga nel mese di febbraio e in ogni altro periodo dell&#8217;anno senza dover richiedere il parere all&#8217;ISPRA ma basandosi esclusivamente sul parere di un Comitato tecnico Scientifico Regionale, che e&#8217; gia&#8217; istituito e dunque nel pieno esercizio delle sue funzioni.<br />
Le rilevazioni scientifiche in possesso della Regione Sarda confermano la perfetta compatibilita&#8217; della caccia a febbraio ad alcune specie migratorie, tra cui il tordo.<br />
Le richieste rivolte in questa direzione da parte dei 48 mila cittadini Sardi Cacciatori e da tutte le Associazioni Venatorie, sono dunque del tutto legittime e degne di considerazione.<br />
Chiediamo dunque, con la nostra firma, la immediata applicazione, per l&#8217;anno 2012 e per gli anni a venire, della normativa vigente che consente l&#8217;esercizio della caccia anche nel mese di febbraio sul territorio della Sardegna.</p>
<p>Per dare il proprio sostegno <a href="http://www.firmiamo.it/firmaperlacaccia" target="_blank">www.firmiamo.it</a></p>
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		<title>IL PRESIDENTE DELL&#8217;ARCICACCIA PIEMONTE SUL REFERENDUM</title>
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		<pubDate>Mon, 06 Feb 2012 22:10:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Arcicaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
In merito alla celebrazione del Referendum sulla caccia in Piemonte, Mauro Vaccamorta, Presidente regionale dell&#8217;Arci Caccia ha dichiarato: &#8220;Stiamo andando velocemente ad infilarci nelle condizioni per le quali sarà impossibile evitare la celebrazione del Referendum.
Siamo molto preoccupati per l&#8217;atteggiamento irresponsabile della Giunta Regionale. La Giunta Cota prima ha dolorosamente rinunciato a costituirsi in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><strong><em>In merito alla celebrazione del Referendum sulla caccia in Piemonte, Mauro Vaccamorta, Presidente regionale dell&#8217;Arci Caccia ha dichiarato: </em></strong>&#8220;Stiamo andando velocemente ad infilarci nelle condizioni per le quali sarà impossibile evitare la celebrazione del Referendum.</p>
<p>Siamo molto preoccupati per l&#8217;atteggiamento irresponsabile della Giunta Regionale. La Giunta Cota prima ha dolorosamente rinunciato a costituirsi in Cassazione, poi ha proposto di abolire la caccia abolendo la legge regionale di disciplina. Ora, si rifiuta di tentare con la legge di interpretare i quesiti ai fini di riformare quelle parti della legge che potrebbero essere cambiate, rigettando quello spirito abolizionista e senza punire le tradizioni e la qualificata cultura venatoria piemontese.</p>
<p>La Giunta Cota, vuole mettere, in accordo con i &#8216;referendari&#8217;, le mani nel portafoglio, già vuoto, dei cittadini piemontesi bruciando qualche decina di milioni di euro in un Referendum costoso e inutile. Se i politici di maggioranza si mettessero al lavoro per guadagnarsi i loro stipendi questi soldi potrebbero essere risparmiati.</p>
<p>Inizia una settimana molto importante: si riunirà la Commissione competente e potremo finalmente comprendere se esisterà la possibilità di una maggioranza trasversale che abbia senso di responsabilità e dello Stato e senta la priorità di superare gli interessi di bottega in nome del bene comune. Nel contempo restiamo in attesa delle decisioni del TAR sulla nomina del Commissario per il Referendum e sulle condizioni alle quali sarà irreversibile aprire i seggi elettorali&#8221;.</p>
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		<title>L’ASSESSORE SACCHETTO SU INVITO DI COLDIRETTI PIEMONTE ILLUSTRA LE MODIFICHE ALLA LEGGE REGIONALE SULLA CACCIA</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:46:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>

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		<description><![CDATA[Con un collegamento in videoconferenza tra la sede regionale e le provinciali di Coldiretti, l&#8217;assessore regionale all&#8217;agricoltura Claudio Sacchetto ha illustrato agli esponenti dell&#8217;Organizzazione lo stato di avanzamento dei lavori della Commissione regionale Agricoltura in relazione alla nuova legge sulla caccia. Con documenti e precedenti incontri tecnici la Coldiretti del Piemonte aveva presentato una serie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con un collegamento in videoconferenza tra la sede regionale e le provinciali di Coldiretti, l&#8217;assessore regionale all&#8217;agricoltura Claudio Sacchetto ha illustrato agli esponenti dell&#8217;Organizzazione lo stato di avanzamento dei lavori della Commissione regionale Agricoltura in relazione alla nuova legge sulla caccia. Con documenti e precedenti incontri tecnici la Coldiretti del Piemonte aveva presentato una serie di richieste che hanno trovato attenzione da parte dell&#8217; Assessore.<br />
&#8220;Ad oggi la Commissione Agricoltura del Consiglio regionale - ha riferito Sacchetto - ha approvato quaranta articoli su sessanta. Questo mi fa dire che entro fine febbraio al più tardi metà marzo, il Consiglio regionale avrà approvato la nuova legge. La Commissione Agricoltura si riunisce in sede redigente per cui in Consiglio regionale i tempi saranno molto brevi.&#8221;<br />
Per quanto concerne l&#8217;agricoltura risulta interessante il quarto comma dell&#8217;art. 29, che introduce il concetto che la Regione e le Province per i piani di controllo possano avvalersi anche dei proprietari o conduttori dei fondi prima ancora che dei cacciatori come avviene oggi.<br />
Il comma dieci prevede che le azioni di controllo siano esercitate anche da cacciatori provenienti da fuori Ambito territoriale di caccia (ATC) o Comprensorio Alpino (CA).<br />
Il comma tredici prevede che in caso di inadempienza delle province la Regione si sostituisca a loro. &#8221; Il nostro intento - ha proseguito l&#8217;Assessore - è di stimolare gli ATC ed i CA a realizzare tutti i piani di abbattimento sapendo che se non sono in grado di provvedervi direttamente ci penserà la provincia o la regione. Per premiare gli ATC e i CA virtuosi che fanno intervenire anche cacciatori fuori dal loro territorio di competenza, saranno erogati finanziamenti premianti. L&#8217;obiettivo è di garantire una maggiore pressione venatoria nei confronti delle specie più dannose come il cinghiale al fine di ridurre i danni all&#8217;agricoltura&#8221;.<br />
Aumentano anche le tasse a carico dei cacciatori così come dovranno versare una quota i cacciatori in ammissione temporanea che vanno a completare i piani di prelievo.<br />
Secondo i dati forniti dall&#8217;assessore Sacchetto, con la nuova legge si avrà un introito sufficiente a coprire sia i danni agricoli che i costi di gestione degli ATC e dei CA.<br />
La nuova legge prevede che i fondi saranno introitati direttamente dall&#8217;Assessorato regionale all&#8217;Agricoltura e non finiranno nel calderone del bilancio della Regione, per cui si hanno maggiori certezze che i danni vengano pagati agli agricoltori.<br />
Mentre è previsto un aumento delle specie cacciabili, ci si sta attivando anche per una modifica della Legge sui Parchi che preveda la caccia dei soli cacciatori residenti nelle aree contigue al parco. Una limitazione al contenimento delle specie nelle aree di pre-parco che va in qualche modo superata per evitare danni all&#8217;agricoltura e costi per il parco stesso.<br />
Per quanto concerne il pagamento dei danni 2011 l&#8217;Assessore ha reso noto che si tratta di un momentaneo problema di cassa dovuto alla riduzione degli stanziamenti regionali. Per quanto concerne il 2012 si provvederà secondo quanto previsto dalla nuova legge.<br />
L&#8217;incontro è stato coordinato dal direttore di Coldiretti Piemonte Bruno Rivarossa e dal vicedirettore Marco Girò che hanno dichiarato:&#8221; Nel nostro Paese tra le tante cose anacronistiche vi è anche quella che la fauna selvatica è patrimonio dello Stato. In altri Paesi europei la fauna appartiene agli agricoltori che, se lo vogliono, nel rispetto di discipline ambientali ben precise, fanno in modo che la caccia da problema diventi una risorsa per l&#8217; agricoltura. E&#8217; chiaro che le modifiche apportate vanno nella direzione di mitigare i problemi generati dalla caccia sull&#8217;agricoltura. Ne prendiamo atto con soddisfazione evidenziando che l&#8217;agricoltore produce per vendere e non per farsi indennizzare e la materia andrebbe interamente rivista nella sua impostazione a livello legislativo nazionale&#8221;.</p>
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		<title>CACCIA:FEBBO RISPONDE ALLA RICHIESTA SOSPENSIONE PER LE AVVERSE CONDIZIONI METEO</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Feb 2012 12:45:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Mauro Febbo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Il consigliere Walter Caporale è un campione in velocità e astuzia nel trovare ogni pretesto possibile per chiudere in anticipo la caccia&#8221;. Questa la risposta dell&#8217;assessore regionale alle Politiche agricole e Caccia Mauro Febbo alla missiva, indirizzata agli uffici della Direzione, inviata dal consigliere regionale dei Verdi che chiede la sospensione della caccia per avverse [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Il consigliere Walter Caporale è un campione in velocità e astuzia nel trovare ogni pretesto possibile per chiudere in anticipo la caccia&#8221;. Questa la risposta dell&#8217;assessore regionale alle Politiche agricole e Caccia Mauro Febbo alla missiva, indirizzata agli uffici della Direzione, inviata dal consigliere regionale dei Verdi che chiede la sospensione della caccia per avverse condizioni meteorologiche. &#8220;Voglio consigliare - ha spiegato l&#8217;assessore Mauro Febbo - al collega Caporale di non essere troppo frettoloso nel prendere posizioni che lo inducano ad errori grossolani. Infatti invito il rappresentante dei Verdi a rileggere attentamente la Legge 157 dove all&#8217;art. 21 è fatto divieto esplicito di cacciare su terreni coperti in tutto o nella maggior parte di neve. Ricordo che la proroga fino al 9 febbraio è stata definita solo dopo la richiesta esplicita delle Province, su parere vincolante dell&#8217;Ispra alla sola specie Colombaccio che non rientra nelle eccezioni stabilite della citata Legge. Quindi - conclude l&#8217;assessore alla Caccia - non vi è bisogno di nessun atto della Direzione ma solo il rispetto delle regole scritte nella Legge che i cacciatori abruzzesi già conoscono ed osservano attentamente&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>CACCIA: TEMPO DI BILANCI, MA NON SEMPRE I CONTI TORNANO</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 10:18:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;indomani dela chiusura della caccia, ancora una volta si assiste alla ormai consueta corsa delle sigle animaliste e anticaccia a stilare i bilanci della stagione, proponendoli ovviamente tutti in negativo.
Si denunciano così massacri di fauna selvatica; bracconaggio in aumento, anche se nulla ha a che fare con la caccia; calendari venatori fuori legge; numeri spesso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;indomani dela chiusura della caccia, ancora una volta si assiste alla ormai consueta corsa delle sigle animaliste e anticaccia a stilare i bilanci della stagione, proponendoli ovviamente tutti in negativo.</p>
<p>Si denunciano così massacri di fauna selvatica; bracconaggio in aumento, anche se nulla ha a che fare con la caccia; calendari venatori fuori legge; numeri spesso gonfiati delle vittime di incidenti che, come in ogni altra attività umana, purtroppo accadono anche a chi pratica l&#8217;attività venatoria.</p>
<p>Proprio su quest&#8217;ultimo punto l&#8217;Associazione vittime della caccia ha come al solito prodotto il suo squallido elenco di cifre.</p>
<p>Per ristabilire la verità Federcaccia, insieme alle altre associazioni venatorie di FACE Italia e al CNCN, ha puntualmente fornito i dati reali.</p>
<p>Lo ha fatto con serietà, senza bisogno di truccare nessun numero, perché con serietà ha affrontato da tempo il problema con iniziative di promozione della sicurezza e di educazione, sia per chi si appresta a diventare cacciatore, attraverso i corsi preparatori agli esami di abilitazione per conseguire la licenza di caccia, sia per chi già lo è, magari da molti anni, con campagne mirate, sistematicamente veicolate a tutti i tesserati attraverso le pagine del proprio periodico, e con altre iniziative che presto seguiranno.</p>
<p>E i risultati si vedono, come dimostrato da FACE Italia e CNCN: una riduzione quest&#8217;anno di quasi il 50% degli incidenti mortali e una forte diminuzione dei feriti e degli infortuni.</p>
<p>Ben consapevole della gravità dei drammi umani, familiari e sociali che stanno dietro ogni incidente, Federcaccia non può quindi che condannare ancora una volta con forza l&#8217;uso pretestuoso e cinico che ne viene fatto al solo fine di attaccare una pratica perfettamente lecita, strettamente regolamentata e controllata, al solo scopo di influenzare negativamente l&#8217;opinione pubblica.</p>
<p>In un momento in cui le tensioni di una società in crisi, orientata sempre di più da una astratta cultura perbenistica, trovano purtroppo sfogo in episodi drammatici di intolleranza e di follia, che fanno registrare morti e feriti anche fra le pareti domestiche - 35 morti violente registrate a Roma in un anno e non certo per la caccia - è certamente discutibile e in qualche modo vergognoso attaccare in questo modo i cittadini cacciatori, persone che hanno la fedina penale pulita e una periodica certificazione sanitaria che ne garantisce l&#8217;equilibrio psicofisico.</p>
<p>Allo stesso modo vergognoso, oltre che falso e offensivo, è il troppo spesso ripetuto accostamento fra cacciatori e bracconieri, due categorie che nulla hanno in comune e che sono anzi fortemente contrapposte.</p>
<p>Come molte volte è pretestuoso l&#8217;attacco portato ai calendari venatori regionali, campo nel quale, ad esempio, la recente pronuncia della Corte Costituzionale sul caso della Sardegna ha creato un precedente di fondamentale importanza, sancendo che sul tema caccia le Regioni hanno potestà sulle scelte di governo del territorio.</p>
<p>Chiarezza, certezza e rispetto del diritto. Questo chiedono i cacciatori e questo è quanto Federcaccia ritiene sia dovuto in un Paese civile.</p>
<p>Contro questa e tutte le campagne ideologiche, in particolare quelle fondate su strumentali e ignobili conteggi, ci auguriamo ancora una volta che insieme alle Associazioni Venatorie la condanna provenga anche dalle Associazioni Ambientaliste più aperte e attente.</p>
<p>Con loro non è più rinviabile, semmai, un confronto serio ed equilibrato sul tema di un più evoluto governo dell&#8217;ambiente naturale e di una sua corretta fruizione, anche come espressione di un prelievo programmato e sostenibile, che permetta ai cacciatori di esercitare il loro ruolo di gestori del territorio con più attenzione e competenza, utilizzando quegli stessi diritti e opportunità di cui godono nel resto d&#8217;Europa.</p>
<p>L&#8217;interesse primario dei cacciatori è lo stesso di tutti quei cittadini sensibili all&#8217;integrità dell&#8217;ambiente e al benessere della fauna selvatica.</p>
<p>Superare l&#8217;ormai ingiustificata contrapposizione ideologica è la premessa per una collaborazione che può garantire grandi vantaggi per l&#8217;intera società.</p>
<p>Roma, 2 febbraio 2012 - Ufficio stampa Federazione Italiana della Caccia</p>
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		<title>MILANO, L’ASS. AGNELLI FA IL PUNTO SUL PFV</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 21:52:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Milano]]></category>

		<category><![CDATA[piano faunistico-venatorio]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è chiusa ufficialmente, il 31 gennaio scorso, la stagione venatoria 2011/2012. Per l&#8217;occasione, l&#8217;Assessore Provinciale alla Caccia di Milano, Luca Agnelli, ha fatto il punto sul nuovo PFV in via di definizione: &#8220;Stiamo definendo l&#8217;aggiornamento e le modiche al Piano Faunistico Venatorio per offrire ai cacciatori uno strumento che sostenga l&#8217;attività venatoria in un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è chiusa ufficialmente, il 31 gennaio scorso, la stagione venatoria 2011/2012. Per l&#8217;occasione, l&#8217;Assessore Provinciale alla Caccia di Milano, Luca Agnelli, ha fatto il punto sul nuovo PFV in via di definizione: &#8220;Stiamo definendo l&#8217;aggiornamento e le modiche al Piano Faunistico Venatorio per offrire ai cacciatori uno strumento che sostenga l&#8217;attività venatoria in un territorio che cambia e che è sempre meno generoso con loro. Visto che l&#8217;impegno della Provincia di Milano è a favore della caccia sostenibile, e dei cacciatori milanesi che sono persone istruite al rispetto delle regole, dalla prossima stagione saremo più duri con i furbi che pensano di usare il nostro territorio in spregio alle regole e alla conservazione delle biodiversità e in disprezzo alla comunità dei cacciatori&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>CACCIA: STIVAL, DALL’1 AL 9 FEBBRAIO IN VENETO L’ATTIVITA’ SARA’ REGOLATA DAL VIGENTE PIANO FAUNISTICO VENATORIO IN SCADENZA ED IN CORSO DI PROROGA</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 14:12:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Dall&#8217;1 al 9 febbraio prossimi la caccia in Veneto sarà esercitata secondo le regole del piano faunistico venatorio quinquennale in vigore dal 2007, nelle more della definitiva approvazione da parte del Consiglio regionale del disegno di legge che ne proroga la scadenza dal 31 gennaio 2012 (oggi) al 31 gennaio 2013. Lo prevede una delibera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dall&#8217;1 al 9 febbraio prossimi la caccia in Veneto sarà esercitata secondo le regole del piano faunistico venatorio quinquennale in vigore dal 2007, nelle more della definitiva approvazione da parte del Consiglio regionale del disegno di legge che ne proroga la scadenza dal 31 gennaio 2012 (oggi) al 31 gennaio 2013. Lo prevede una delibera approvata oggi dalla Giunta regionale su proposta dell&#8217;assessore Daniele Stival.</p>
<p>&#8220;Il provvedimento di proroga di un anno - ricorda Stival - ha già avuto il via libera della commissione consigliare e manca l&#8217;approvazione dell&#8217;aula dove peraltro era già approdato. Era però necessario che la chiusura della stagione 2011-2012 potesse svolgersi nella continuità di applicazione dei vigenti vincoli, disposizioni ed indirizzi pianificatori e gestionali per evitare le criticità derivanti dalla convinzione che la momentanea decadenza del piano in corso di proroga potesse indurre a ritenere legittimo un esercizio venatorio non più ancorato ai vincoli, con conseguenze anche gravi come il venir meno del rapporto cacciatore-territorio, la caccia negli istituti di protezione, la libera caccia negli istituti venatori privatistici&#8221;.</p>
<p>Con la delibera approvata oggi si dà atto che continuano ad applicarsi &#8220;senza eccezione alcuna&#8221; i vincoli, le disposizioni e gli indirizzi di natura pianificatoria e gestionale di cui al piano faunistico venatorio regionale in scadenza ed in corso di proroga.</p>
<p>Ufficio stampa Regione Veneto</p>
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		<title>SARDEGNA. CACCIA: PARERE POSITIVO ISPRA PER PROLUNGAMENTO STAGIONE PRIMA DECADE DI FEBBRAIO</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 12:08:25 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della Regione Sardegna sulla caccia a febbraio.
L&#8217;ISPRA ha espresso il parere positivo, ai termini dell&#8217;art. 18, comma 2, della Legge 157/92 e s.m., che consente alla Regione Sardegna di autorizzare il prolungamento della stagione di caccia alla prima decade di febbraio per alcune specie di avifauna quali il colombaccio (Columba [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo un comunicato della Regione Sardegna sulla caccia a febbraio.</p>
<p>L&#8217;ISPRA ha espresso il parere positivo, ai termini dell&#8217;art. 18, comma 2, della Legge 157/92 e s.m., che consente alla Regione Sardegna di autorizzare il prolungamento della stagione di caccia alla prima decade di febbraio per alcune specie di avifauna quali il colombaccio (<em>Columba palumbus</em>), la cornacchia grigia (<em>Corvus corone cornix</em>) e la ghiandaia (<em>Garrulus glandarius</em>).</p>
<p>CAGLIARI, 31 GENNAIO 2012 - A seguito della richiesta inviata dall&#8217;assessore regionale della Difesa dell&#8217;Ambiente, Giorgio Oppi, che con la presidenza della Giunta regionale ha aderito alle pressanti richieste del mondo venatorio sardo, l&#8217;ISPRA ha espresso il parere positivo, ai termini dell&#8217;art. 18, comma 2, della Legge 157/92 e s.m., che consente alla Regione Sardegna di autorizzare il prolungamento della stagione di caccia alla prima decade di febbraio per alcune specie di avifauna quali il colombaccio (<em>Columba palumbus</em>), la cornacchia grigia (<em>Corvus corone cornix</em>) e la ghiandaia (<em>Garrulus glandarius</em>). L&#8217;assessore ha, quindi, tempestivamente convocato il Comitato regionale faunistico affinché esprima il parere per il prolungamento della stagione di caccia e ha attivato le procedure per consentire l&#8217;immediata pubblicazione del Decreto in un numero straordinario del BURAS.<em><strong></strong></em></p>
<p><em><strong> </strong></em></p>
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		<title>LE LEGGI, GLI ATC E LO SCARAFONE</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 11:55:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Diana]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;articolo di fondo del prossimo numero di Diana, in edicola dal 6 febbraio
Le leggi di struttura han questo di bello, che sono belle. Somigliano alle ricette di clinici famosi: te le rigiri fra le mani e corri in farmacia convinto di riscuotere il terno della salute. Ma non sempre è così. Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;articolo di fondo del prossimo numero di Diana, in edicola dal 6 febbraio</p>
<p>Le leggi di struttura han questo di bello, che sono belle. Somigliano alle ricette di clinici famosi: te le rigiri fra le mani e corri in farmacia convinto di riscuotere il terno della salute. Ma non sempre è così. Come non sempre accade che le norme create per difendere una categoria non si rivelino un beneficio collettivo ma giovino invece solo a chi, come le mamme degli scarafoni, le ha prodotte. «Di certo - scriveva a questo proposito Marcello Marchesi - le leggi son uguali per tutti. Basta essere raccomandati». Prendi ad esempio la n. 157/1992 sulla caccia. Nelle intenzioni - e fu l&#8217;onorevole Giacomo Rosini a metterci l&#8217;impegno e la faccia prima e la vita poi - doveva favorire il progresso delle strutture venatorie nazionali dando un prezioso strumento (ecco perché venne chiamata legge cornice) alle Regioni incaricate di disegnare il quadro. In altre parole dare responsabilità ai cacciatori, porli nella Società Civile e quindi nella realtà italiana, come categoria sociale con cui discutere, cercare nuove strade sulla via di esperienze che giungevano da un lungo lavoro compiuto. Ecco perché, con intelligenza, si cercò di rivalutare costumanze ed usi, tradizioni e culture. Il tempo non è stato galantuomo.<br />
E forse lo hanno aiutato nelle Regioni anche gli uomini impreparati all&#8217;eredità dell&#8217;onorevole Rosini stroncato da un infarto il 31 gennaio<br />
2001 a quasi 61 anni. Le Regioni infatti avrebbero dovuto adeguare le norme e provvedere ai finanziamenti: riscoprirono le «pause di riflessione» e i «provvedimenti provvisori» come tante boe a cui ancorare l&#8217;attesa - lucrando nel frattempo i voti dei cacciatori - per scoprire quale fosse la via più breve alle convenienze. Ecco il perché di provvedimenti locali (le cosiddette deroghe), a volte legittimi, altre strampalati. In aggiunta si è cominciato a percorrere la via dei distinguo che è la divisa dei gattopardi nazionali e la coperta per mercatini locali. Sorti gli ATC, ciascuna organizzazione ha voluto propri rappresentanti con il risultato che i cacciatori pagano e i naturalisti prendono le decisioni anche contro di loro. Perché in tutti i Consigli degli ATC la componente venatoria - che rappresenta chi paga - è in netta minoranza. Ma nonostante questo si è rinunciato a chiedere un riequilibrio in direttivi che non di rado paiono caricature di parlamentini rissosi. E così i diritti dei cacciatori passano in seconda linea. Mentre purtroppo la crisi morde stipendi e pensioni, posti di lavoro e abitazioni, auto e speranze dei giovani, ecco che si allontana la certezza di una legge seria, che ricollochi in primo piano la figura del cacciatore e dei suoi interessi che si identificano in una gestione consapevole, attenta al carniere di chi paga, alla libertà di movimento come diritto di caccia. Ma per ottenere questo occorre che nei Consigli degli ATC ci siano dei sindacalisti della caccia. I padroni, anche se per nomina o delega, sono tutt&#8217;altra cosa anche se c&#8217;è chi nega vi siano dimostrando che «ogni scarrafone è bell&#8217;a mamm&#8217; soja». Rodolfo Grassi</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11381" title="copertina-diana-10-febbraio-2012" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2012/02/copertina-diana-gennaio-2012.jpg" alt="" width="450" height="450" /></p>
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		<title>LUNIGIANA: AAA CERCASI TERRENI AGRICOLI PER ALLEVARE LEPRI, BANDO DELL’ATC MS13</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:25:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[atc ms 13]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
E&#8217; stato pubblicato sul sito dell&#8217;Atc 13 di Massa Carrara il bando di evidenza pubblica per l&#8217;affitto di terreni agricoli per la costruzione di recinti per l&#8217;ambientamento delle lepri.
Il progetto sperimentale per realizzare il primo allevamento locale che rispetta un disciplinare per l&#8217;allevamento da destinare al ripopolamento.
Termine per presentare la manifestazione di interesse: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><span style="font-weight: bold;">E&#8217; stato pubblicato sul sito dell&#8217;Atc 13 di Massa Carrara il bando di evidenza pubblica per l&#8217;affitto di terreni agricoli per la costruzione di recinti per l&#8217;ambientamento delle lepri.</span></p>
<p><strong>Il progetto sperimentale per realizzare il primo allevamento locale che rispetta un disciplinare per l&#8217;allevamento da destinare al ripopolamento.</strong></p>
<p><strong>Termine per presentare la manifestazione di interesse: sabato 25 febbraio.</strong></p>
<p><strong>AAA cercasi terreni agricoli da affittare</strong> per <strong>allevare le lepri in Lunigiana</strong>. Parte la fase uno del progetto per la produzione locale di lepre da destinare al ripopolamento previsto nell&#8217;ambito dei Piani finalizzati agli obiettivi del Piano di Gestione provinciale 2011 che il <strong>Comitato di Gestione dell&#8217;Ambito Territoriale di Caccia di Massa Carrara</strong> intende attivare nei prossimi mesi coinvolgendo gli imprenditori agricoli locali, anello strategico per realizzare il primo <strong>allevamento autoctono di lepri</strong>. I terreni serviranno per ospitare le strutture fisse per l&#8217;ambientamento delle lepri.</p>
<p>Il bando è stato pubblicato sul sito dell&#8217;Atc 13 (consultabile e scaricabile su <a href="http://www.atcms13.it" target="_blank">www.atcms13.it</a>) e prevede l&#8217;affitto per un periodo di <strong>15 anni</strong> (a partire dal 15 aprile per un canone di affitto non superiore ai 200 euro per ettaro) sui quali saranno installati, come già anticipato, i recinti per l&#8217;ambientamento di lepri e svolte le attività di allevamento. Il progetto, il primo realizzato in Toscana, sarà presentato anche nel corso di un convegno in programma <strong>sabato 11 febbraio</strong> (inizio ore 9,30. Ingresso libero) al <strong>Castello di Terrarossa</strong> a <strong>Licciana Nardi</strong> (Ms) durante il quale saranno illustrati le finalità e le ripercussioni sul territorio ed in termini economici ed occupazionale.</p>
<p>Tra i criteri di valutazione per partecipare al bando di evidenza pubblica - si legge nel bando - i terreni devono rispettare una serie di caratteristiche fondamentali per la produzione della lepre. I terreni devono avere una superficie complessiva di ciascun accorpamento di terreni contigui compresa tra 2 e 4 ettari circa e devono essere terreni non pianeggianti e, preferibilmente, con esposizione ad Est, Sud-Est, Sud. E ancora: la superficie aperta (non occupata da bosco o da macchia fitta di varia natura) complessiva deve essere superiore al 60%; assenza di ristagni idrici o di danneggiamenti alle sistemazioni superficiali dei terreni che possano favorirne l&#8217;insorgenza in caso di pioggia; disponibilità tra le superfici di aree lavorabili con mezzi agricoli; terreno ricco di scheletro e non argilloso, ben drenato; assenza di rilevanti vincoli urbanistici, paesaggistici, archeologici, ambientali, che impediscano la realizzazione dei recinti, ecc.; presenza di strada di accesso, anche sterrata, percorribile con automezzi. I terreni - si legge nel bando - verranno valutati anche in base alla loro ubicazione, privilegiando i terreni meno visibili sia da strade che da immobili fermo restando la necessità di agevolarne comunque la sorveglianza ed il controllo.</p>
<p>La manifestazione di interesse deve essere recapitata, in plico chiuso recante la dicitura &#8220;<strong>Manifestazione di interesse per l&#8217;affitto di terreni agricoli per la costruzione di recinti per l&#8217;ambientamento delle lepri&#8221;</strong>, tramite raccomandata A/R oppure consegnata direttamente<strong> </strong>alla Segreteria dell&#8217;ATC sita in L.go Bonfigli 3/5 - 54011- Aulla (MS), entro le ore 12.00 di <strong>sabato 25 febbraio 2012</strong>.</p>
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		<title>BATTISTONI: PROFICUO L&#8217;INCONTRO CON FEDERCACCIA LAZIO</title>
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		<pubDate>Mon, 30 Jan 2012 15:19:42 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Alla presenza del presidente regionale del Lazio Aldo Pompetti, i dirigenti regionali della Federcaccia del Lazio si sono riuniti ad Acquapendente lo scorso sabato, 28 gennaio, per un incontro che ha visto la partecipazione anche del presidente nazionale Gian Luca Dall&#8217;Olio e del consigliere di presidenza Leandro Calzetta, oltre ad altri graditi ospiti vicini al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Alla presenza del presidente regionale del Lazio Aldo Pompetti, i dirigenti regionali della Federcaccia del Lazio si sono riuniti ad Acquapendente lo scorso sabato, 28 gennaio, per un incontro che ha visto la partecipazione anche del presidente nazionale Gian Luca Dall&#8217;Olio e del consigliere di presidenza Leandro Calzetta, oltre ad altri graditi ospiti vicini al mondo venatorio e alla Federazione.<br />
In particolare assai apprezzata è stata la presenza del presidente della Commissione regionale agricoltura, Francesco Battistoni, che ha in seguito dichiarato di ritenere proficuo, oltre che gradito questo incontro.<br />
&#8220;I temi emersi dall&#8217;incontro sono molti - ha detto Battistoni in una dichiarazione ripresa anche dall&#8217;Ansa - tra i quali la necessità di rivedere la LR 17/95. In merito - ha aggiunto - le associazioni venatorie saranno un interlocutore necessario per far emergere i problemi del settore e migliorare la gestione dell&#8217;attività venatoria, sia nell&#8217;interesse dell&#8217;ambiente che dei cacciatori&#8221;. Sul tavolo anche la tematica ambientale e dei parchi.<br />
&#8220;Tutti temi importanti e delicati - ha detto Battistoni - ma sono certo che su questi punti riusciremo a lavorare insieme e a dare risposte concrete al mondo venatorio, così come abbiamo fatto fino ad oggi.<br />
L&#8217;importante - ha concluso - è mantenere un confronto costante, non sporadico, sempre aperto a ragionare sulle forme e sui modi con cui raggiungere gli obiettivi nel pieno rispetto delle norme, la cui osservanza è imprescindibile&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>PIANO FAUNISTICO VENETO: LA FEDERCACCIA CHIEDE UNA RIUNIONE URGENTE DEL CONSIGLIO REGIONALE</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:12:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[piano faunistico-venatorio]]></category>

		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito alla mancata approvazione della proroga del piano faunistico venatorio del Veneto la Federcaccia regionale ha sollecitato, tramite una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale Veneto Clodovaldo Ruffato, al presidente di Giunta Luca Zaia, all’assessore regionale alla caccia Daniele Stival e ai capigruppo in Consiglio di Pdl e Lega, un incontro urgente per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p class="MsoPlainText">In seguito alla mancata approvazione della proroga del piano faunistico venatorio del Veneto la Federcaccia regionale ha sollecitato, tramite una lettera indirizzata al Presidente del Consiglio Regionale Veneto Clodovaldo Ruffato, al presidente di Giunta Luca Zaia, all’assessore regionale alla caccia Daniele Stival e ai capigruppo in Consiglio di Pdl e Lega, un incontro urgente per discutere della situazione.</p>
<p class="MsoPlainText">
<p class="MsoPlainText">“Venuti a conoscenza - scrive il vice presidente regionale FIdC Oscar Stella - dell’inopportuna mancata approvazione da parte del Consiglio reg.le, della proroga del PFVR.</p>
<p class="MsoPlainText">Visto che la non approvazione è frutto del mancato numero legale, causato dal partito di maggioranza, di cui Ella fa parte e ne incarna la massima espressione in Consiglio Reg.le.</p>
<p class="MsoPlainText">Considerato che tale atteggiamento è indice di scarso rispetto nei confronti del mondo venatorio, entità che ha sempre dato molto a questa maggioranza.</p>
<p class="MsoPlainText">Constatato che i consiglieri di maggioranza non possono giustificare un comportamento del genere, addebitando la responsabilità alla struttura competente, in quanto, e Lei come ex presidente lo sa, in passato il Piano è stato prorogato molte volte.</p>
<p class="MsoPlainText">Evidenziato che tale inadempienza comporta, per il mondo venatorio, dopo il 31 gennaio 2012, una fase di totale anarchia, con il rischio che venga depauperato quanto di buono hanno fatto gli Ambiti fino ad ora, mentre i cacciatori che pagano regolarmente la tassa di concessione regionale hanno il diritto di avere regole certe e sicure.</p>
<p class="MsoPlainText">Chiediamo che si attivi per sanare la situazione , convocando urgentemente il Consiglio Regionale, o che si adoperi di concerto con le altre Cariche Regionali per trovare altre soluzioni atte a risolvere questa deleteria condizione, in tempi rapidissimi.Confidando nella Sua correttezza e onestà intellettuale verso il mondo venatorio, Le porgo i più cordiali saluti”</p>
<p class="MsoPlainText">
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>FIDC LUCCA: NUOVA SCADENZA PER GLI APPOSTAMENTI</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 00:32:51 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Lucca]]></category>

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		<description><![CDATA[La Federazione Italiana della caccia di Lucca informa i cacciatori che, a seguito del Nuovo Regolamento Regionale Toscano, le convalide annuali degli appostamenti di caccia dovranno essere fatte entro il 28 febbraio 2012, senza tenere conto della data di scadenza riportata sull&#8217;autorizzazione stessa.
Per maggiori informazioni gli interessati possono contattare gli uffici della Federcaccia di Lucca [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Federazione Italiana della caccia di Lucca informa i cacciatori che, a seguito del Nuovo Regolamento Regionale Toscano, le convalide annuali degli appostamenti di caccia dovranno essere fatte entro il 28 febbraio 2012, senza tenere conto della data di scadenza riportata sull&#8217;autorizzazione stessa.<br />
Per maggiori informazioni gli interessati possono contattare gli uffici della Federcaccia di Lucca allo 0583496423.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>VENETO, MANCATA APPROVAZIONE DEL PIANO FAUNISTICO</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 15:34:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[piano faunistico-venatorio]]></category>

		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella seduta del Consiglio Regionale Veneto del 25 gennaio, a causa della mancanza del numero legale (il Pdl era presente solo con 1/3 dei propri
consiglieri) e della clamorosa contrarietà del consigliere Teso (Pdl ex An), non è stata approvata la proroga del Piano Faunistico Venatorio Regionale e la modifica della legge che permetteva il posticipo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seduta del Consiglio Regionale Veneto del 25 gennaio, a causa della mancanza del numero legale (il Pdl era presente solo con 1/3 dei propri<br />
consiglieri) e della clamorosa contrarietà del consigliere Teso (Pdl ex An), non è stata approvata la proroga del Piano Faunistico Venatorio Regionale e la modifica della legge che permetteva il posticipo della caccia ad alcune specie, come già previsto dal calendario venatorio approvato.</p>
<p>&#8220;Quanto avvenuto in Consiglio - dichiara il vicepresidente nazionale FIdC Lorenzo Carnacina, commentando l&#8217;accaduto anche a nome di Federcaccia Veneto - comporta che i 9 giorni di proroga della stagione venatoria previsti per il mese di febbraio, non si potranno esercitare. Abbiamo perso ancora una volta, ed esclusivamente per motivi politici e non tecnici, una occasione di grandissima importanza per tutti i cacciatori.</p>
<p>Questa è l&#8217;ennesima dimostrazione che qualcuno fa politica sulla pelle dei cacciatori senza pensare alle ripercussioni e ai danni che fa a tutta la categoria e a tutto il sistema faunistico venatorio&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LA PROVINCIA DI FIRENZE APPROVA IL REGOLAMENTO SUGLI APPOSTAMENTI</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/la-provincia-di-firenze-approva-il-regolamento-sugli-appostamenti-11321/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:07:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Presidente Cantini. Respinti due emendamenti del Pdl
Approvato dal Consiglio provinciale il Regolamento per l&#8217;autorizzazione e l&#8217;uso degli appostamenti fissi di caccia nella Provincia di Firenze. La delibera è stata illustrata dalla Vice Presidente Laura Cantini.
Si tratta della tappa finale di un percorso: la bozza di regolamento, stilato per adeguarlo alle nuove disposizioni regionale, era stata [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Presidente Cantini. Respinti due emendamenti del Pdl</p>
<p>Approvato dal Consiglio provinciale il Regolamento per l&#8217;autorizzazione e l&#8217;uso degli appostamenti fissi di caccia nella Provincia di Firenze. La delibera è stata illustrata dalla Vice Presidente Laura Cantini.<br />
Si tratta della tappa finale di un percorso: la bozza di regolamento, stilato per adeguarlo alle nuove disposizioni regionale, era stata proposta e illustrata alle associazioni venatorie, a quella ambientaliste e agricole anche nel Corso della Consulta plenaria della caccia nel dicembre sorso.<br />
Si è tenuto conto delle osservazioni della associazioni, soprattutto in ordine alla semplificazione e al miglioramento dell&#8217;iter procedimentale.<br />
Il Wwf, in particolare, aveva avanzato due richieste per una maggiore tutela della fauna migratoria.<br />
A questo riguardo è stata accolta la proposta di uniformare le distanze dei nuovi appostamenti fissi dagli istituti a divieto di caccia, ripristinando ai 400 metri dalle zone ed oasi di protezione anche la distanza degli appostamenti fissi, anziché i 300 metri fissati dal precedente regolamento.<br />
&#8220;In questo modo viene riaffermata - ha spiegato Cantini - la funzione delle aree in cui possa trovare sosta e rifugio la fauna migratoria&#8221;. Non potendo però negare i diritti acquisiti, sono mantenuti gli appostamenti autorizzati a distanza dai 300 ai 400 metri da tali aree purché intestati allo stesso titolare.<br />
Un&#8217;altra richiesta del Wwf, con la proposta di non autorizzare nuovi appostamenti nelle Zone di protezione speciale, sarà approfondita in sede di Piano faunistico venatorio (con il quale vengono individuate le zone in cui sono collocabili gli appostamenti fissi). Il Piano faunistico venatorio provinciale 2012-2015 è in fase di elaborazione ed è prevista la sua approvazione entro 180 giorni dall&#8217;approvazione del Piano regionale agricolo forestale attualmente all&#8217;ordine del giorno in Consiglio regionale.<br />
Per la stesura del Regolamento, è stato ripetutamente consultato l&#8217;Ufficio Caccia del Circondario Empolese Valdelsa, che provvede ad autorizzare gli appostamenti fissi nel proprio territorio di competenza, e gli ambiti territoriali di caccia che insistono sul territorio fiorentino.<br />
Il Regolamento è stato approvato con i voti favorevoli della Maggioranza<br />
Pd-Idv- Sel e l&#8217;astensione di Pdl, Rifondazione e Lega.<br />
Respinti invece due emendamenti presentati dal consigliere Pdl Piergiuseppe Massai, che tra l&#8217;altro puntavano a non portare a 400 metri la distanza di un appostamento dalla aree di tutela, in quanto &#8220;misura che ha una parvenza ambientalista ma non incide sulla salvaguardia dell&#8217;ambiente stesso: c&#8217;è un mondo che la caccia vuole semplicemente eliminarla&#8221;.<br />
Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze</p>
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		<title>ZANONI DOPO L’ITALIA SE LA PRENDE CON L’EUROPA</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 19:04:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[marzaiola]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;Eurodeputato Idv Zanoni sembrano non bastare più le prese di posizione contro la caccia in Italia. Adesso, secondo quanto riportato da una agenzia Ansa, secondo il suo parere è il momento che l&#8217;Europa chiuda la caccia a marzaiola e tortora selvatica.
&#8220;In un&#8217;interrogazione presentata alla Commissione Ue - riporta l&#8217;Ansa - Zanoni ha sottolineato che le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;Eurodeputato Idv Zanoni sembrano non bastare più le prese di posizione contro la caccia in Italia. Adesso, secondo quanto riportato da una agenzia Ansa, secondo il suo parere è il momento che l&#8217;Europa chiuda la caccia a marzaiola e tortora selvatica.<br />
&#8220;In un&#8217;interrogazione presentata alla Commissione Ue - riporta l&#8217;Ansa - Zanoni ha sottolineato che le attuali norme europee sono &#8216;in contrasto con la Convenzione internazionale di Washington adottata livello mondiale&#8217;.<br />
Quindi, afferma Zanoni, marzaiola e tortora selvatica dovrebbero essere nella lista degli uccelli non cacciabili. &#8220;L&#8217;Ue - ha affermato l&#8217;Eurodeputato - deve adottare una legislazione il più chiara e coerente possibile per proteggere gli uccelli di tutta Europa&#8221;.</p>
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		<title>A MILANO LA GIORNATA DEL GIOVANE CACCIATORE 2012</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 12:09:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche per quest&#8217;anno la Provincia di Milano ha organizzato la Giornata del Giovane Cacciatore, dedicata ai ragazzi più giovani che hanno iniziato ad esercitare l&#8217;attività venatoria a partire dalla stagione 2011/2012. Una giornata che ha visto protagonisti i neofiti della caccia la cui età è, in media, di 20 anni.
La manifestazione ha lo scopo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche per quest&#8217;anno la Provincia di Milano ha organizzato la Giornata del Giovane Cacciatore, dedicata ai ragazzi più giovani che hanno iniziato ad esercitare l&#8217;attività venatoria a partire dalla stagione 2011/2012. Una giornata che ha visto protagonisti i neofiti della caccia la cui età è, in media, di 20 anni.<br />
La manifestazione ha lo scopo di incoraggiare la passione genuina per l&#8217;attività venatoria tra le nuove leve, affermare i principi della corretta sostenibilità del prelievo venatorio e del contributo alla conservazione delle risorse naturali, e al contempo riconoscere il ruolo sociale che la caccia riveste, ancora oggi, nel segno dell&#8217;amicizia e della convivialità.<br />
Quest&#8217;anno la Giornata del Giovane Cacciatore, a cui hanno partecipato l&#8217;Assessore Provinciale alla Caccia e Pesca, Luca Agnelli, il presidente dell&#8217;Atc Milano Ovest, Graziano Barbaglia, e il faunista Gianfranco Zoller, si è svolta sabato scorso presso l&#8217;Azienda Faunistico Venatoria Fondo Pontoni (PV), ospiti del direttore dell&#8217;azienda stessa Franco Fagnani che l&#8217;Assessore Agnelli desidera ringraziare pubblicamente per la fattiva ed apprezzata collaborazione.<br />
Al termine della battuta di caccia ha avuto luogo un momento conviviale con tutti i partecipanti e gli accompagnatori che li hanno assistiti durante la battuta. L&#8217;Assessore Agnelli ha consegnato ai giovani cacciatori gli attestati di partecipazione con l&#8217;auspicio &#8220;che l&#8217;entusiasmo della gioventù li accompagni per una lunga carriera venatoria&#8221;.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11299" title="festagiovanicacciatori2012" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2012/01/festagiovanicacciatori2012.jpg" alt="" width="450" height="221" /><br />
(Dal sito della Provincia di Milano)</p>
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		<title>CALENDARIO VENATORIO DEL LAZIO: ACCOLTE LE RAGIONI DEI CACCIATORI</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 10:33:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[calendario venatorio]]></category>

		<category><![CDATA[lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Con due decreti firmati dalla presidente della regione Renata Polverini, il Lazio ha stabilito il posticipo della chiusura della stagione venatoria per alcune specie, ristabilendo i diritti dei cacciatori laziali dopo le note vicende legate alle decisioni del Tar.
Nello specifico, un decreto ha fissato al 9 febbraio 2012 la data di chiusura della caccia per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con due decreti firmati dalla presidente della regione Renata Polverini, il Lazio ha stabilito il posticipo della chiusura della stagione venatoria per alcune specie, ristabilendo i diritti dei cacciatori laziali dopo le note vicende legate alle decisioni del Tar.</p>
<p>Nello specifico, un decreto ha fissato al 9 febbraio 2012 la data di chiusura della caccia per le specie: colombaccio (<em>Columba palumbus</em>); cornacchia grigia (<em>Corvus corone cornix</em>); gazza (<em>Pica pica</em>) e ghiandaia (<em>Garrulus glandarius</em>).</p>
<p>Con altro decreto, la Regione Lazio ha poi stabilito di posticipare al 30 gennaio il termine del prelievo venatorio per germano reale<strong> </strong>(<em>Anas platyrhynchos</em>); fischione<strong> </strong>(<em>Anas penelope</em>); marzaiola<strong> </strong>(<em>Anas querquedula</em>); mestolone<strong> </strong>(<em>Anas clypeata</em>); moretta<strong> </strong>(<em>Aythya fuligula</em>); moriglione<strong> </strong>(<em>Aythya ferina</em>); gallinella<strong> </strong>d&#8217;acqua<strong> </strong>(<em>Gallinula chloropus</em>); porciglione<strong> </strong>(<em>Rallus aquaticus</em>); pavoncella<strong> </strong>(<em>Vanellus vanellus</em>); beccaccino<strong> </strong>(<em>Gallinago gallinago</em>); frullino<strong> </strong>(<em>Lymnocryptes minimus</em>); tordo bottaccio<strong> </strong>(<em>Turdus philomelos</em>) e tordo sassello<strong> </strong>(<em>Turdus iliacus</em>).</p>
<p>Intervenendo sulla notizia il presidente regionale della Federazione Italiana della Caccia Aldo Pompetti ha espresso la sua soddisfazione per una decisione che vede premiate le richieste e l&#8217;impegno della Federazione e dell&#8217;Ufficio Avifauna Migratoria della Federcaccia, che ha fornito le necessarie indicazioni tecnico scientifiche. In particolare, ha concluso Pompetti, &#8220;desidero ringraziare prima di tutto la presidente Polverini, ma soprattutto l&#8217;Assessore alle politiche agricole Angela Birindelli e il Presidente della Commissione Agricoltura Francesco Battistoni, per la sensibilità e la disponibilità con la quale hanno ascoltato e accolto le nostre osservazioni&#8221;.</p>
<p>Di seguito il link al sito della Regione dove è possibile trovare <a href="http://www.agricoltura.regione.lazio.it/agriweb/dettaglio_news.php?id=929&amp;idat=10" target="_blank">il testo completo dei due provvedimenti</a>:</p>
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		<title>CACCIA: RIPARTE IL TAVOLO INTERPROVINCIALE LOMBARDO</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 16:41:36 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Martedì 17 gennaio a Milano i Consiglieri regionali Vanni Ligasacchi PDL, Giosuè Frosio LEGA ed altri, ai margini dei lavori del Consiglio, si sono trovati per fare il punto della situazione sull&#8217;attività venatoria in Lombardia, anche a seguito degli ordini del giorno recentemente approvati dal Consiglio regionale in tema di deroghe e richiami vivi.
L&#8217;esito del [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Martedì 17 gennaio a Milano i Consiglieri regionali Vanni Ligasacchi PDL, Giosuè Frosio LEGA ed altri, ai margini dei lavori del Consiglio, si sono trovati per fare il punto della situazione sull&#8217;attività venatoria in Lombardia, anche a seguito degli ordini del giorno recentemente approvati dal Consiglio regionale in tema di deroghe e richiami vivi.<br />
L&#8217;esito del confronto, cordiale e proficuo, ha concretizzato già una serie di iniziative che verranno messe in atto: La riattivazione immediata del tavolo interprovinciale sulla caccia e la definizione della delegazione che si recherà in Europa per discutere con l&#8217;unione del nuovo testo di legge per le deroghe del 2012. Per quanto riguarda il primo punto si è deciso di ridar vita al tavolo interprovinciale sulla caccia con tutte le associazioni venatorie interessate, nessuna esclusa. Uno strumento che ha funzionato bene negli anni scorsi, che ha prodotto risultati significativi e che i consiglieri regionali hanno deciso di far ripartire convinti e determinati a rivincere l&#8217;infinita battaglia sull&#8217;ottenimento delle deroghe. La prima riunione si terrà a Bergamo il 27 gennaio alle ore 20,30 nella sede provinciale della Lega in via Berlese 1. Il Consigliere Ligasacchi si è impegnato a reperire referenze importanti a livello europeo per rendere più concreta la serata e intende anche aprire la partecipazione a tutta la base dei cacciatori interessata. Si potranno così prenotare i posti a disposizione per far parte della sua delegazione telefonando allo 3402908978. Infine, una delle condizioni che è stata posta per riuscire a far ripartire il tavolo interprovinciale è stata proprio quella di invitare tutte le associazioni, nessuna esclusa, tranne quei rappresentanti o esponenti che ricoprono cariche o che sono confluiti in partiti e movimenti politici che si sono recentemente contraddistinti per le loro critiche o avversioni al PDL e alla LEGA. I Consiglieri regionali hanno anche concretizzato, in sede istituzionale, le tappe che li vedranno protagonisti a Bruxelles a fine febbraio. Infatti una delegazione regionale della giunta e del Consiglio avrà la possibilità di far sentire la propria voce in sede comunitaria incontrando le autorità europee. Il fine, inutile dirlo, è quello di ottenere una legge per le deroghe e gli impianti di cattura che dia certezza a queste attività tradizionali negli anni a venire e che siano al riparo da eventuali ricorsi alla Corte Costituzionale o a quella di Giustizia Europea. Per ultimo registriamo la personale soddisfazione del neo Consigliere regionale Vanni Ligasacchi che ha ringraziato tutto il gruppo del PDL per averlo designato come membro della spedizione europea. &#8220;Ce la metterò tutta e non torneremo finché non avremo visto riconoscere i nostri sacrosanti diritti&#8221; ha esultato!</p>
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		<title>APPROVATO DALLA REGIONE FRIULI VENEZIA GIULIA IL NUOVO REGOLAMENTO SULL&#8217;AUCUPIO</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:54:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[friuli venezia giulia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamoFinalmente ci siamo riusciti! Ora avanti tutta! Questo il commento rilasciato dal Consigliere regionale Mara Piccin a seguito della pubblicazione sul BUR del 4 gennaio 2012 del nuovo Regolamento sull&#8217;aucupio per la Regione Friuli Venezia Giulia, approvato in via definitiva dopo il parere favorevole rilasciato dal Consiglio delle Autonomie Locali Regionali. Sono passati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamoFinalmente ci siamo riusciti! Ora avanti tutta! Questo il commento rilasciato dal Consigliere regionale Mara Piccin a seguito della pubblicazione sul BUR del 4 gennaio 2012 del nuovo Regolamento sull&#8217;aucupio per la Regione Friuli Venezia Giulia, approvato in via definitiva dopo il parere favorevole rilasciato dal Consiglio delle Autonomie Locali Regionali. Sono passati ormai dieci anni - riferisce Mara Piccin, che aveva presentato in prima persona l&#8217;emendamento e la bozza del regolamento già nell&#8217;agosto 2010 - dall&#8217;ultima volta in cui sono stati aperti gli impianti, ed è uno scandalo che i cacciatori della regione siano stati penalizzati in questo modo da un diritto - quello di poter usufruire dei richiami di cattura - sancito e regolamentato non solo dall&#8217;art 4 della Legge nazionale n. 157/92, ma anche dalla Direttiva Comunitaria &#8220;Uccelli&#8221;, la quale prevede appunto che in deroga si possano operare prelievi di uccelli in piccola quantità. E&#8217; stata una dura lotta - continua Piccin - sia dal punto di vista politico che tecnico, in quanto l&#8217;ISPRA ha dato solo in seconda battuta parere favorevole, a seguito delle modifiche operate sulla base di quanto richiesto dall&#8217;Istituto stesso. Ora è bene le che Provincie si adoperino subito nell&#8217;attivare l&#8217;iter, che di per se risulta essere abbastanza articolato: sulla base delle richieste che devono pervenire all&#8217;Ente entro il 15 maggio di ogni anno, si farà un&#8217;analisi completa sul numero degli uccelli richiesti e quelli già detenuti dai cacciatori, valutando la disponibilità degli esemplari provenienti da attività di allevamento, in modo da consentire l&#8217;apertura di un numero limitato di impianti, proprio per poter rientrare nel limite della piccola quantità, sancito dal regolamento stesso; infine gli esemplari verranno destinati in un centro di raccolta e la distribuzione degli uccelli sarà operata dagli agenti di polizia locale delle Province, i quali garantiranno nel contempo la regolarità su tutto l&#8217;operato.</p>
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		<item>
		<title>ATC PESCARA E PROVINCIA: UN RAPPORTO A CINQUE STELLE</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Jan 2012 12:47:54 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[pescara]]></category>

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		<description><![CDATA[In un comunicato stampa la notizia del nuovo Protocollo d&#8217;Intesa triennale siglato tra la Provincia e l&#8217;Atc. 
Una nuova e proficua collaborazione tra l&#8217;Ambito territoriale di Caccia con la Provincia di Pescara. A stabilirlo è il protocollo d&#8217;intesa siglato tra i due enti e che prevede un programma per la gestione delle zone di ripopolamento [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>In un comunicato stampa la notizia del nuovo Protocollo d&#8217;Intesa triennale siglato tra la Provincia e l&#8217;Atc. </em></p>
<p>Una nuova e proficua collaborazione tra l&#8217;Ambito territoriale di Caccia con la Provincia di Pescara. A stabilirlo è il protocollo d&#8217;intesa siglato tra i due enti e che prevede un programma per la gestione delle zone di ripopolamento e cattura dell&#8217;area cinofila di Città Sant&#8217;Angelo e del Centro Pubblico per la riproduzione della fauna selvatica.Il protocollo conferma il sostegno sia strumentale che finanziario da parte della Provincia di Pescara nei confronti dell&#8217;Atc per una lunga serie di interventi di miglioramento ambientale inerenti la gestione faunistica e territoriale del pescarese.In particolare, attraverso il protocollo d&#8217;intesa si prosegue con la ricostituzione di nuclei naturali di fagiano, lepre e starna sul territorio provinciale.<br />
Scopo principale del programma in atto è quello di raggiungere una consistente produzione di selvaggina naturale nelle aree in questione, al fine di ripopolare la porzione di territorio libero diminuendo gradualmente la spesa per l&#8217;acquisto di selvaggina per reinvestire tali fondi nella gestione ordinaria del territorio ai fini della produzione naturale.&#8221;L&#8217;obiettivo del protocollo d&#8217;intesa - spiegano il presidente della Provincia Guerino Testa e l&#8217;assessore alla Caccia, Mario Lattanzio -, è di accrescere la collaborazione tra i due enti, nell&#8217;ottica di un miglioramento sostanziale delle condizioni ambientali e faunistiche del territorio provinciale, miglioramento possibile solo grazie ad una politica lungimirante e corretta, che sappia riconoscere la validità di programmi specifici messi a punto da un esperto team di professionisti e tecnici, come quello presente nell&#8217;Atc Pescara&#8221;.&#8221;Un ringraziamento particolare - conclude Alessandro Perrucci responsabile Atc Pescara - va all&#8217;assessore Lattanzio, sempre attento alle problematiche del mondo venatorio e alle esigenze territoriali della provincia pescarese&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>PIEMONTE: UNA NUOVA LEGGE SULLA CACCIA PER EVITARE REFERENDUM E CONSEGUENTE SPRECO DI DENARO</title>
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		<pubDate>Tue, 17 Jan 2012 16:13:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[piemonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Da Piemonteinforma, il sito di informazione della Regione Piemonte:
La via scelta dalla Giunta regionale per arrivare presto a una nuova legge sulla caccia, evitando così il referendum, impedirà uno spreco di denaro.
L&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura, Claudio Sacchetto, che in sede di Commissione consiliare il 16 gennaio ha ritirato l&#8217;emendamento abrogativo dell&#8217;attuale legge n.70(96 optando per il varo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da Piemonteinforma, il sito di informazione della Regione Piemonte:<br />
La via scelta dalla Giunta regionale per arrivare presto a una nuova legge sulla caccia, evitando così il referendum, impedirà uno spreco di denaro.<br />
L&#8217;assessore all&#8217;Agricoltura, Claudio Sacchetto, che in sede di Commissione consiliare il 16 gennaio ha ritirato l&#8217;emendamento abrogativo dell&#8217;attuale legge n.70(96 optando per il varo di una nuova, vuole precisare che &#8220;l&#8217;emendamento non era un atto istintivo e avventato, ma al contrario giuridicamente e amministrativamente valido. In attesa di un nuovo testo, in Piemonte sarebbe valsa la legge nazionale in materia, senza alcuna situazione estrema di vuoto legislativo come a qualcuno piace far credere. L&#8217;emendamento, non accettato in sede di Commissione, è stato allora da me ritirato. Non prima però di aver ricevuto la garanzia assoluta da parte dei suoi membri di un lavoro intensivo per arrivare a nuova legge regionale entro un mese e mezzo&#8221;.<br />
Sacchetto è infatti convinto che &#8220;solo con una nuova normativa potremo lasciarci alle spalle una legge oramai superata e dotare il Piemonte di una regolamentazione moderna, che deve contemplare la caccia non come attività da relegare e soffocare, bensì da valorizzare nel suo ruolo di promozione turistica, di difesa dell&#8217;agricoltura dalla fauna selvatica in eccesso, di antica tradizione della nostra terra. In questo modo si può evitare il referendum risparmiando circa 20 milioni, e soprattutto dare dignità ai cacciatori, che si trovano sempre più al centro di un accanimento ingiustificabile&#8221;.<br />
&#8220;Sono convinto - dice ancora Sacchetto - che la libertà di ciascuno deve finire dove inizia quella degli altri. Allo stesso modo penso che la democrazia indiretta, al pari e non meno di quella diretta, debba poter essere garantita con tutte le forze: a questo proposito sto lavorando con il massimo impegno nel tentativo di raggiungere un risultato costruttivo. Attacchi continui mirati, volti solo a screditare spesso conoscendo poco la materia, non fanno il bene del Piemonte. Posizioni ambientaliste intransigenti di principio non possono guidare la regolamentazione della caccia: al residente in centro città probabilmente egoisticamente non importa del ruolo dell&#8217;attività venatoria nel contenimento della fauna selvatica e inconsapevole protesta, ma ai titolari delle 67.000 aziende agricole insediate in Piemonte interessa la possibilità di non vedere i propri appezzamenti disastrati ogni anno dagli ungulati&#8221;.<br />
(Regione Piemonte: <a href="http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/una-nuova-legge-sulla-caccia-per-evitare-spreco-di-denaro.html" target="_blank">http://www.regione.piemonte.it/notizie/piemonteinforma/diario/una-nuova-legge-sulla-caccia-per-evitare-spreco-di-denaro.html</a> )</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>LUNIGIANA: LA LEPRE? ORA L’ALLEVANO GLI AGRICOLTORI, PROGETTO ANTI-CRISI DELL’ATC MS13</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/lunigiana-la-lepre-ora-l%e2%80%99allevano-gli-agricoltori-progetto-anti-crisi-dell%e2%80%99atc-ms13-11201/</link>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 15:49:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[atc ms 13]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Progetto innovativo in Lunigiana: l&#8217;Atc Ms 13 investe sull&#8217;allevamento di lepri.
Agricoltori grandi protagonisti: a loro il compito di allevare le lepri per conto dell&#8217;Atc. Entro qualche settimana il bando.
Il progetto punta a tagliare i costi e a creare nuove opportunità economiche ed occupazionali sul territorio.
Valerio Poi, Presidente Comitato Gestione Atc 13: &#8220;Garantiremo all&#8217;allevatore [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><strong>Progetto innovativo in Lunigiana: l&#8217;Atc Ms 13 investe sull&#8217;allevamento di lepri.<br />
</strong><strong>Agricoltori grandi protagonisti: a loro il compito di allevare le lepri per conto dell&#8217;Atc. Entro qualche settimana il bando.<br />
</strong><strong>Il progetto punta a tagliare i costi e a creare nuove opportunità economiche ed occupazionali sul territorio.<br />
</strong><strong>Valerio Poi, Presidente Comitato Gestione Atc 13: &#8220;Garantiremo all&#8217;allevatore l&#8217;acquisto dei capi&#8221;. </strong></p>
<p><strong>Allevare lepri può diventare un lavoro</strong>. L&#8217;idea è venuta al <strong>Comitato di Gestione</strong> dell&#8217;<strong>Ambito Territoriale di Caccia Ms 13</strong> che ha deciso di sperimentare, tra i primi in<strong> Italia</strong>, l&#8217;<strong>allevamento di lepri da destinare al ripopolamento</strong>. In pratica, per evitare di acquistare da uno o più allevamenti decine e decine di lepri con un notevole dispendio di risorse economiche, l&#8217;Atc ha pensato di &#8220;investire&#8221; su un progetto del tutto <strong>innovativo ed originale</strong>: &#8220;le lepri le facciamo nascere in Lunigiana e lì - lancia l&#8217;iniziativa <strong>Valerio Poi,</strong> Presidente del Comitato di Gestione - le alleveremo con l&#8217;aiuto degli agricoltori. Ci sono i margini per creare nuovi posti di lavoro in un settore di cui la nostra provincia è completamente sprovvista. Le lepri da ripopolamento garantiranno una popolazione <strong>numerosa, autoctona e sana</strong>&#8220;.</p>
<p>Le lepri nate in Lunigiana saranno prima &#8220;allevate&#8221; in gabbie e poi passate in ampi recinti di ambientamento dove troveranno tutte le condizioni ottimali per crescere e diventare indipendenti (3-5 mesi). Fino ad oggi lepri adulte e leprotti provenivano ad allevamenti per lo più del Nord e Centro Italia: &#8220;l&#8217;obiettivo è plurimo: ridurre i costi per l&#8217;acquisto delle lepri che ogni anno l&#8217;Atc sostiene per le attività di ripopolamento stagionali - analizza ancora Poi -, disporre di animali di qualità e ridurre al minimo, oltre ai rischi sanitari correlati, anche gli effetti negativi dello  stress da trasporto e traslocazione a cui sono soggette le lepri provenienti da altri territori obbligate a percorrere centinaia di chilometri in strettissime gabbie prima di arrivare ed essere liberate. &#8220;.</p>
<p>Dalla <strong>filiera delle lepre</strong> arriva quindi, in tempo di crisi, un&#8217;opportunità <strong>economica ed occupazionale</strong> che strizza l&#8217;occhio agli agricoltori chiamati a mettere sul piatto, insieme ai terreni agricoli, <strong>passione e disponibilità</strong>. Entro qualche settimana sarà pubblicato un bando con le indicazioni e tutte le specifiche per partecipare a cui sarà legato un convegno che si terrà al <strong>Castello di Terrarossa</strong> il prossimo 11 febbraio. Il progetto prevede, a completamento del percorso, la realizzazione di un <strong>disciplinare di produzione</strong> a cui si dovranno attenere gli allevatori locali che intendono fornire all&#8217;Atc 13 lepri da destinare al ripopolamento. L&#8217;Atc dovrebbe risparmiare nei primi cinque anni di gestione, stando alle proiezioni, circa il 10% sui costi di acquisto. &#8220;L&#8217;Atc si impegna - spiega ancora Poi - a garantire all&#8217;allevatore l&#8217;acquisto di un <strong>certo numero di capi</strong> per un certo numero di anni e ad un prezzo prestabilito. Non quindi solo un&#8217;operazione finalizzata alla riduzione dei costi di gestione, ma un&#8217;operazione a doppio filo: creare  le condizioni per allevare in loco, con forze e risorse locali, una specie molto particolare come la lepre&#8221;. Secondo una prima approssimativa stima del <strong>Comitato di Gestione</strong> l&#8217;allevamento di lepri potrebbe mettere in moto un meccanismo virtuoso proprio per il <strong>comparto agricolo</strong>: &#8220;l&#8217;identikit dell&#8217;imprenditore rispecchia quella dell&#8217;imprenditore agricole - conclude Poi - un ruolo fondamentale, in questo progetto, lo avranno proprio loro&#8221;.</p>
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		<title>FIDC TOSCANA: GIUDIZIO POSITIVO CON ALCUNE OSSERVAZIONI SUL PIANO REGIONALE AGRICOLO FORESTALE</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 15:20:09 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[FIDC Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Disco verde della Federcaccia Toscana, con la richiesta di alcune modifiche, per il PRAF (Piano Regionale Agricolo Forestale) il nuovo strumento che, raccogliendo le sollecitazioni del mondo venatorio, riconduce in una ottica unitaria i temi della gestione del territorio: nel Piano in dirittura di arrivo confluisce adesso anche il piano faunistico.
Terminato il giro delle consultazioni [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Disco verde della Federcaccia Toscana, con la richiesta di alcune modifiche, per il PRAF (Piano Regionale Agricolo Forestale) il nuovo strumento che, raccogliendo le sollecitazioni del mondo venatorio, riconduce in una ottica unitaria i temi della gestione del territorio: nel Piano in dirittura di arrivo confluisce adesso anche il piano faunistico.<br />
Terminato il giro delle consultazioni è attesa ora l&#8217;approvazione, prevista entro la fine del mese.<br />
Un passaggio importante, sottolinea la Federcaccia, per l&#8217;approccio innovativo che consente, per la prima volta, di approntare strumenti di gestione efficaci, superando la frammentazione dei comparti e delle logiche territoriali.<br />
L&#8217;altro elemento fortemente innovativo è infatti costituito dal rapporto con le Province: il Piano regionale costituisce uno strumento di pianificazione, dettato da una logica complessiva, che le province sono chiamate a far proprio ed articolare.<br />
Le osservazioni della Federcaccia riguardano essenzialmente due aspetti.<br />
Il primo concerne la raccomandazione esplicita per la lepre italica nelle Zone di Ripopolamento e Cattura e negli Istituti pubblici fatta dal Piano: una puntualizzazione ritenuta non necessaria, estendendosi gli obiettivi di tutela a tutte le specie. La seconda osservazione della Federcaccia verte sugli indennizzi in caso di danni alle colture di uva: si chiede una valutazione quantitativa, fondata sui disciplinari di produzione e non meramente qualitativa.</p>
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		<title>BOLZANO: PER GLI ESAMI VENATORI DOMANDE ENTRO MARZO</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:20:02 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Bolzano]]></category>

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		<description><![CDATA[L`Ufficio caccia e pesca della Provincia di Bolzano ha reso noto che il prossimo esame per l&#8217;abilitazione venatoria si terrà a San Lorenzo il 3 e 4 maggio 2012, e a Merano dall`8 al 11 maggio nonché nei giorni 15 e 16 maggio. Le domande d`ammissione possono essere presentate all`Ufficio caccia e pesca (in via [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L`Ufficio caccia e pesca della Provincia di Bolzano ha reso noto che il prossimo esame per l&#8217;abilitazione venatoria si terrà a San Lorenzo il 3 e 4 maggio 2012, e a Merano dall`8 al 11 maggio nonché nei giorni 15 e 16 maggio. Le domande d`ammissione possono essere presentate all`Ufficio caccia e pesca (in via Brennero 6 a Bolzano) fino al 31 marzo. Il modulo di iscrizione viene messo a disposizione dall`ufficio o reperibile sul sito internet della Provincia.<br />
I candidati che devono sostenere la prova di tiro, devono allegare, pena l`inammissibilità all`esame, un certificato medico come prescritto per la licenza di porto di fucile per uso caccia e indicare presso quale poligono sostenere il rispettivo esame. Si rammenta che per l`esame venatorio il certificato ha una validità di 6 mesi. Va inoltre ricordato che, in base alla legge sull`obiezione di coscienza, gli obiettori posti in congedo da cinque anni possono essere ammessi all`esame venatorio previa rinuncia allo «status di obiettore» mediante dichiarazione irrevocabile da inoltrare all`Ufficio nazionale per il servizio civile a Roma. All`esame venatorio possono essere ammesse soltanto le persone che hanno compiuto il diciottesimo anno d`età. Oltre a due prove di tiro, è previsto anche un esame orale sui temi della fauna selvatica, della legislazione venatoria, delle armi da caccia, della tutela della natura e della tradizione venatoria.</p>
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		<title>PIEMONTE: LA GIUNTA APPROVA ALCUNE MODIFICHE AL CALENDARIO VENATORIO</title>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 10:18:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[calendario venatorio]]></category>

		<category><![CDATA[piemonte]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella riunione di ieri, 10 gennaio, la Giunta regionale del Piemonte coordinata dal presidente Roberto Cota, è intervenuta anche sul calendario venatorio regionale. Su proposta dell&#8217;assessore Claudio Sacchetto infatti, viene consentito l&#8217;esercizio venatorio negli ambiti territoriali di caccia CN3, CN4 e CN5 nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica, dando così attuazione all&#8217;ordinanza del Consiglio [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella riunione di ieri, 10 gennaio, la Giunta regionale del Piemonte coordinata dal presidente Roberto Cota, è intervenuta anche sul calendario venatorio regionale. Su proposta dell&#8217;assessore Claudio Sacchetto infatti, viene consentito l&#8217;esercizio venatorio negli ambiti territoriali di caccia CN3, CN4 e CN5 nelle giornate di mercoledì, sabato e domenica, dando così attuazione all&#8217;ordinanza del Consiglio di Stato del 13 dicembre 2011. Vengono inoltre autorizzati il prelievo selettivo del cervo nel comprensorio alpino TO2 fino al 16 gennaio 2012 e il prelievo selettivo del capriolo negli ambiti territoriali AL3, AL4 e AT2 fino al 1° marzo 2012.</p>
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		<title>COLDIRETTI TOSCANA: UNGULATI, CACCIA APERTA TUTTO L’ANNO</title>
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		<pubDate>Mon, 09 Jan 2012 08:35:52 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[coldiretti]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Caccia aperta tutto l&#8217;anno per contrastare il fenomeno ungulati in Toscana. Gli agricoltori, questa in sostanza la novità della proposta rilanciata da Coldiretti Toscana durante l&#8217;audizione sui Praf, non vogliono più subire danni alle coltivazioni. Si dunque al prolungamento della stagione venatoria anche per tutto l&#8217;anno, sia nelle zone vocate che non vocate, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.<br />
Caccia aperta tutto l&#8217;anno per contrastare il fenomeno ungulati in Toscana. Gli agricoltori, questa in sostanza la novità della proposta rilanciata da Coldiretti Toscana durante l&#8217;audizione sui Praf, non vogliono più subire danni alle coltivazioni. Si dunque al prolungamento della stagione venatoria anche per tutto l&#8217;anno, sia nelle zone vocate che non vocate, pur di riportare il fenomeno ad un livello sostenibile. In Toscana, dall&#8217;alto Mugello a Zeri sono presenti oltre 300 mila esemplari tra cinghiali, caprioli, daini, cervi, mufloni, storni e piccioni che si divorano in termini di alimenti verdi qualcosa come 4 milioni di quintali, pari ad un valore di 20 milioni di euro di foraggere all&#8217;anno. Pesante anche l&#8217;incidenza sugli incidenti stradali: circa 600 eventi in un anno.<br />
La proposta di Coldiretti (info su www.toscana.coldiretti.it) arriva dopo una mobilitazione che ha coinvolto tra novembre e dicembre tutte le province toscane con consigli straordinari ed incontri con i rappresentanti delle amministrazioni provinciali e comunali, e punta con forza a creare le condizioni per affrontare l&#8217;emergenza con tutti i requisiti della straordinarietà fino a quando l&#8217;eccessivo numero di ungulati non sarà più una &#8220;calamità&#8221; per il territorio, l&#8217;agricoltura, l&#8217;ambiente e la sicurezza. Ma non è tutto. Gli agricoltori si sono fatti avanti proponendosi di vigilare e segnalare alla Provincia di competenza i danni alle coltivazioni intervenendo, se necessario, anche direttamente - previo possesso del patentino - o servendosi di personale abilitato. &#8220;Queste sono le proposte non più rimandabili ed ineludibili - spiega Tulio Marcelli, Presidente Coldiretti Toscana - a cui il Consiglio Regionale ci auguriamo faccia sue. Gli ungulati sono una calamità per l&#8217;agricoltura e per la nostra comunità evidente e non più sopportabile. Ogni anno costano centinaia di migliaia di euro di danni alla sola agricoltura, centinaia di incidenti stradali: l&#8217;equilibrio è completamente saltato. Sono necessarie azioni forti, decise, radicali&#8221;.<br />
Sulle proposte precisa: &#8220;L&#8217;agricoltore potrà segnalare alla Provincia i danni subiti e la presenza in determinate aree, e potrà anche intervenire direttamente solo nel caso che, entro 24 ore dalla comunicazione, non avrà avuto risposte. Potrà farlo direttamente oppure potrà indicare un soggetto con regolare possesso di patentino. Non possiamo permetterci misure soft, servono misure straordinarie ed efficaci&#8221;.<br />
L&#8217;altra novità filtrata dall&#8217;audizione e rilanciata dall&#8217;organizzazione agricola è sul metodo per il riconoscimento dei danni. I danni subiti alle coltivazioni dovranno essere valutati al prezzo di mercato e non saranno riconosciuti solo se l&#8217;agricoltore aveva messo in atto tutte le condizioni per prevenirli: &#8220;La prevenzione dovrà essere a carico degli Ambiti Territoriali di Caccia - sottolinea Marcelli un altro dei punti della proposta.<br />
Ora l&#8217;ultima parola spetta alla Commissione Agricoltura presieduta da Loris Rossetti e successivamente al Consiglio Regionale che dovrà approvare il Praf. &#8220;Siamo fiduciosi - conclude il Presidente - gli ungulati sono un problema molto serio per l&#8217;agricoltura, per il territorio, per l&#8217;ambiente e per la comunità intera&#8221;.</p>
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		<title>FIDC TOSCANA: PER UN 2012 DI SVOLTA</title>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 21:02:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio regionale della Federcaccia Toscana tira le somme, non solo economiche, di un anno difficile: conseguiti risultati rilevanti anche se restano in agenda importanti obiettivi, rilanciati con forza all&#8217;attenzione delle istituzioni e delle forze sociali nella piattaforma per il nuovo anno
Un anno vissuto intensamente, senza arrendersi alle difficoltà: quelle del Paese e quelle, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio regionale della Federcaccia Toscana tira le somme, non solo economiche, di un anno difficile: conseguiti risultati rilevanti anche se restano in agenda importanti obiettivi, rilanciati con forza all&#8217;attenzione delle istituzioni e delle forze sociali nella piattaforma per il nuovo anno</p>
<p>Un anno vissuto intensamente, senza arrendersi alle difficoltà: quelle del Paese e quelle, non sempre &#8220;necessarie&#8221;, piovute sul capo dei cacciatori toscani. Lo ha ricordato il presidente della Federcaccia Toscana, Moreno Periccioli, nell&#8217;ampia relazione con cui ha introdotto i lavori del Consiglio regionale di fine anno, quello tradizionalmente deputato ai bilanci.<br />
Quello economico, approvato all&#8217;unanimità, mostra i conti in ordine di una Associazione abituata ad amministrare in modo attento le risorse consegnateli dai soci, capace di fare fronte senza arretrare, anche in una situazione, come l&#8217;attuale, caratterizzata generalmente dal segno negativo.<br />
Per la formulazione di quello politico e associativo, il Presidente ha ricordato alcuni passaggi salienti: il due a zero nei ricorsi resisi necessari contro l&#8217;ostinata persecuzione nella vicenda del sequestro dei richiami; quello assieme alla Regione Toscana, contro le prevaricazioni dell&#8217;Ispra in merito al prelievo in deroga del fringuello (ricordate? &#8220;&#8230;non ho i dati e quindi il parere è negativo&#8221;), i successi ottenuti con il mantenimento del calendario venatorio in una situazione perturbata che ha visto la mutilazione di tempi e specie in molte regioni, la costruzione di una qualificata rete di alleanze attorno al mondo venatorio, il lavoro avviato per sostanziare scientificamente le posizioni dei cacciatori.<br />
Illustrando poi la piattaforma messa a punto dal gruppo dirigente, Periccioli ne ha sottolineato il significato di rilancio dell&#8217;iniziativa politica ed associativa a tutti i livelli, vera chiave di volta per affrontare il futuro.<br />
Un&#8217;agenda che articola gli obiettivi sul piano regionale ma anche su quello nazionale, dove resta centrale la riforma della legge sulla caccia. Un tema su cui le forze politiche hanno troppo spesso fatto esercizio di demagogia; il rischio concreto che ciò possa ripetersi è adesso rafforzato dalla prospettiva di una anno all&#8217;insegna di una lunga campagna elettorale. Evitare che ciò accada richiede una forte iniziativa dell&#8217;Associazione a tutti i livelli, a partire da quello nazionale: è indispensabile chiamare le Forze Politiche al confronto ed un pronunciamento sulla piattaforma di Federcaccia. Sul piano regionale il rafforzamento delle politiche di gestione e di salvaguardia della biodiversità debbono compitamente integrarsi con la strenua difesa dei diritti dei cittadini cacciatori: doveri, ma anche diritti.<br />
Per dare gambe alle proposte in campo, il Consiglio di Federcaccia Toscana ha varato il progetto per un&#8217;Associazione più forte, in grado di migliorare la qualità dei servizi ai soci e della rappresentanza presso le istituzioni e la società.<br />
Un concreto complesso di misure organizzative e di interventi sulla &#8220;rete distributiva&#8221; dei prodotti e dei servizi, frutto di un lavoro che ha fortemente impegnato il gruppo dirigente e che ha riscosso il vivo l&#8217;apprezzamento e l&#8217;approvazione dei consiglieri tutti. Uno sforzo organizzativo che si compendia nella piattaforma per il nuovo anno, su cui, a partire dai prossimi giorni, l&#8217;intera associazione è chiamata a dispiegare la propria iniziativa.<br />
FEDERCACCIA TOSCANA</p>
<p><a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2012/01/documento-cr-301211.pdf" target="_blank">DOCUMENTO CONCLUSIVO DEL CONSIGLIO REGIONALE DI FEDERCACCIA TOSCANA</a></p>
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		<title>FIDC PERUGIA: RIFLESSIONI SUL BILANCIO DI PREVISIONE 2012 DELL’ATC PG 2</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/fidc-perugia-riflessioni-sul-bilancio-di-previsione-2012-dell%e2%80%99atc-pg-2-11159/</link>
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		<pubDate>Thu, 05 Jan 2012 20:49:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[fidc perugia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Caro Direttore,
Abbiamo preso visione del bilancio preventivo per l&#8217;anno 2012 approvato dal Comitato di Gestione e non possiamo fare a meno di evidenziare che quanto stanziato per la gestione del territorio a caccia programmata risulti troppo esiguo rispetto alle cifre complessive tutte derivanti direttamente o indirettamente dalle tasche dei cacciatori; su questi temi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>Caro Direttore,</p>
<p>Abbiamo preso visione del bilancio preventivo per l&#8217;anno 2012 approvato dal Comitato di Gestione e non possiamo fare a meno di evidenziare che quanto stanziato per la gestione del territorio a caccia programmata risulti troppo esiguo rispetto alle cifre complessive tutte derivanti direttamente o indirettamente dalle tasche dei cacciatori; su questi temi riteniamo doveroso avviare nel prossimo futuro un serio confronto a livello regionale.</p>
<p>Tornando al bilancio 2012 colpisce immediatamente l&#8217;importo stanziato per le Z.R.C. che risulta del tutto irrisorio, non accettabile, considerato che la gestione del territorio a caccia programmata non può avere futuro senza il funzionamento delle ZRC, istituti che nell&#8217;attualità si reggono sul volontariato e l&#8217;impegno finanziario delle Associazioni Venatorie.</p>
<p>Pur comprendendo l&#8217;impossibilità di iscrivere a bilancio voci di non certa disponibilità (art. 18 R.R. n.6), riteniamo accettabile l&#8217;attuale stesura del bilancio solo se rappresenta una provocazione verso le Istituzioni per il mancato pieno ristorno della quota di spettanza per l&#8217;ATC delle tasse concessioni regionali, come previsto dalla L.R. 14/94 art.40, oltre alle somme necessarie per la gestione delle ZRC che esulano da detta quota competendo direttamente alla Provincia.</p>
<p>Allo stato dei fatti se non risulta possibile il ristorno delle risorse finanziarie come per legge riteniamo sia indispensabile rivedere l&#8217;impostazione del bilancio magari ridimensionando lo stanziamento per i miglioramenti ambientali in favore del contributo per le ZRC; in alternativa, considerato, come sopra detto, che la gestione delle ZRC spetta direttamente alle Provincie, art.16 L.R. 14/94, rimettere alle stesse la delega per la gestione.</p>
<p>Premesso quanto sopra la FIDC Provinciale non ritiene ammissibile che il mancato pieno riconoscimento delle risorse finanziarie, come previsto dalla Legge Regionale, nell&#8217;attualità ancora ampiamente sufficienti a garantire un corretto funzionamento degli ATC, possa ingenerare situazioni come quella sopra evidenziata o peggio avallare pretestuose richieste di aumento della quota di iscrizione agli ATC.<br />
Il Presidente Alessandro Barbino</p>
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		<item>
		<title>SICILIA: POSTICIPATA LA CHIUSURA PER BECCACCIA E COLOMBACCIO</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 16:44:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[sicilia]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia il Decreto che modifica il calendario venatorio 2011/2012 posticipando la chiusura al 19 gennaio per la Beccaccia e al 23 gennaio per il Colombaccio.
Soddisfazione è stata espressa della Federcaccia Sicilia e dall&#8217;Ufficio Avifauna, che ha sostenuto la scelta della Giunta Regionale dando un importante contributo nella [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Sicilia il Decreto che modifica il calendario venatorio 2011/2012 posticipando la chiusura al 19 gennaio per la Beccaccia e al 23 gennaio per il Colombaccio.<br />
Soddisfazione è stata espressa della Federcaccia Sicilia e dall&#8217;Ufficio Avifauna, che ha sostenuto la scelta della Giunta Regionale dando un importante contributo nella stesura delle motivazioni scientifiche (ampiamente e approfonditamente riportate nel Decreto stesso) a sostegno della scelta di posticipare le date di chiusura rispetto a quanto stabilito in precedenza. Il lavoro svolto per la stesura del Decreto rappresenta un passo importante per venire incontro alle corrette istanze dei cacciatori rivolte ad un giusto ed equilibrato svolgimento dell&#8217;attività venatoria.</p>
<p><a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2012/01/modifica-cv-posticipo-chius-bec-e-col-2011-2012.pdf" target="_blank">In allegato il testo del Decreto</a></p>
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		<title>SARDEGNA: DOMANI PROTESTA DEI CACCIATORI</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Jan 2012 10:08:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Gli appassionati dell&#8217;isola si riuniranno domani a Cagliari per manifestare il loro dissenso in merito alle modifiche al calendario venatorio sardo apportate dalla Regione in conseguenza alla decisione del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso degli ambientalisti (vedi In evidenza della Dea).
L&#8217;appuntamento per tutti i cacciatori e per quanti vorranno sostenere le loro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gli appassionati dell&#8217;isola si riuniranno domani a Cagliari per manifestare il loro dissenso in merito alle modifiche al calendario venatorio sardo apportate dalla Regione in conseguenza alla decisione del Consiglio di Stato, che ha accolto il ricorso degli ambientalisti (vedi <a href="http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/sardegna-queste-le-regole-per-la-caccia-a-gennaio-11108/" target="_self">In evidenza della Dea</a>).<br />
L&#8217;appuntamento per tutti i cacciatori e per quanti vorranno sostenere le loro ragioni è per domani, mercoledì 4 gennaio a partire dalle 9.30 davanti alla sede dell&#8217;assessorato regionale all&#8217;Ambiente sito in via Roma a Cagliari. &#8220;La situazione è assurda, paradossale e grottesca - affermano le associazioni venatorie che hanno organizzato la protesta - Non si possono bistrattare i diritti di un mondo, quello venatorio, che ricopre un&#8217;importanza di assoluto rilievo nel sistema elettorale ed economico sardo e nazionale&#8221;.<br />
Sempre il Coordinamento delle Associazioni Venatorie ha annunciato il proprio stato di agitazione minacciando anche forme di protesta eclatanti, come la restituzione delle schede elettorali per le prossime elezioni.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>ATC MS 13: “VADEMECUM” SICUREZZA</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Jan 2012 16:45:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[atc ms 13]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Dopo gli ultimi incidenti il Comitato di Gestione vara un vademecum per ricordare ai cacciatori le fondamentali regole per la sicurezza personale e dei componenti della squadra.
Giubbotti colorati, fucili scarichi durante gli spostamenti, tiri bassi vietati e rispetto dei divieti alcune delle indicazioni.
Il Comitato Gestione Atc 13: &#8220;Prudenza e rispetto regole per ridurre [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>Dopo gli ultimi incidenti il Comitato di Gestione vara un vademecum per ricordare ai cacciatori le fondamentali regole per la sicurezza personale e dei componenti della squadra.<br />
Giubbotti colorati, fucili scarichi durante gli spostamenti, tiri bassi vietati e rispetto dei divieti alcune delle indicazioni.<br />
Il Comitato Gestione Atc 13: &#8220;Prudenza e rispetto regole per ridurre elemento di accidentalità&#8221;.</p>
<p>Maggiore prudenza e rispetto incondizionato del regolamento per la sicurezza durante le battute di caccia al cinghiale. Gli ultimi tragici incidenti che si sono verificati in Toscana, l&#8217;ultimo in Lunigiana alcuni giorni fa (un uomo si è ferito ad una gamba), hanno spinto il Comitato di Gestione dell&#8217;Ambito Territoriale di Caccia Atc 13 ad alzare nuovamente l&#8217;attenzione dei tanti appassionati apuo-lunigianesi, sul tema della sicurezza e della prevenzione. Ferma restando l&#8217;accidentalità e l&#8217;eccezionalità della casistica che li ha provocati, fatti del tutto straordinari e occasionali, per l&#8217;Atc 13 la prudenza ed il rispetto delle norme che disciplinano le battute di caccia al cinghiale sono elementi in grado di ridurre enormemente le percentuali di accidentalità. Cosa fare, e cosa non fare quindi, per incorrere in incidenti o rischiare di provocarne? È il Comitato a ribadire le essenziali e fondamentali indicazioni per considerarsi un cacciatore modello.<br />
Tutti i cacciatori devono indossare idonei giubbotti colorati come da regolamento (è prevista una sanzione pecuniaria a carico del cacciatore sprovvisto): &#8220;uno strumento - commenta il Comitato - che consente l&#8217;individuazione senza dubbio del cacciatore in tutte le situazioni. Il giubbetto deve essere ad alta visibilità&#8221;. Attenzione, molta attenzione, nel maneggiare &#8220;il fucile&#8221; che deve sempre essere scarico durante gli spostamenti dalle posta assegnate. &#8220;In particolare - spiega il Comitato - ricordiamo che prima di sparare è necessario accertarsi che la linea di tiro sia assolutamente libera evitando quindi di sparare tutte le volte che ci sono dei dubbi. Evitare inoltre tiri dal basso verso l&#8217;alto in corrispondenza di dossi o in direzione di centri abitati e rispettare i divieti di caccia nei pressi di strade carrabili, oasi di protezione e zone di ripopolamento e cattura. È vietato portare cartucce a pallettoni o a pallini&#8221;.<br />
Tra i divieti, le cose assolutamente da non fare, il Comitato ricorda che: &#8220;è vietato sparare a qualsiasi altra specie animale diversa dal cinghiale e che non è possibile esercitare la caccia fuori dalla zona assegnata alla squadra (è prevista una sanzione pecuniaria a carico del cacciatore e anche sanzioni disciplinari a tutta la squadra)&#8221;. Fondamentale è il rispetto della posta assegnata, altro elemento di riduzione dei rischi: &#8220;La posta assegnata deve essere assolutamente mantenuta fino alla fine della battuta - ricorda ancora l&#8217;Atc - che sarà comunicata via radio dai capi posta o dai conduttori dei cani. In ogni caso se un cacciatore avesse necessità di abbandonare la posta deve darne preventiva comunicazione al capo posta via radio. Le indicazioni del capo posta sulle linee di tiro devono essere rispettate&#8221;. Il Comitato pone infine l&#8217;accento anche sulla gestione dell&#8217;abbaio a fermo che è, e resta, di competenza del conduttore dei cani. &#8220;Poche e fondamentali regole - conclude l&#8217;Atc 13 - che possono salvare la vita ed evitare spiacevoli inconvenienti al cacciatore e alla squadra. Le regole non sono fatte, e non sono state pensate, per punire ma per garantire la sicurezza propria e degli altri&#8221;.</p>
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		<title>NASCE IL MOVIMENTO UNITARIO NAZIONALE DI TUTTE LE ATTIVITA’ PORTATRICI DELLA CULTURA RURALE</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:35:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Politica]]></category>

		<category><![CDATA[crca]]></category>

		<category><![CDATA[cst]]></category>

		<category><![CDATA[mcr]]></category>

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		<description><![CDATA[Facendo seguito agli incontri tra i Partiti ed i Movimenti della ruralità svoltisi a Brescia e a Vicenza, i Presidenti del Movimento per la Cultura Rurale (MCR) Civiltà Rurale Caccia Ambiente (CRCA) e del Coordinamento sviluppo Territorio (CST) in data odierna si sono incontrati ed hanno deciso di costituire un unico soggetto politico di tutti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Facendo seguito agli incontri tra i Partiti ed i Movimenti della ruralità svoltisi a Brescia e a Vicenza, i Presidenti del Movimento per la Cultura Rurale (MCR) Civiltà Rurale Caccia Ambiente (CRCA) e del Coordinamento sviluppo Territorio (CST) in data odierna si sono incontrati ed hanno deciso di costituire un unico soggetto politico di tutti i portatori della Cultura rurale, per creare un&#8217; efficace strumento di rappresentanza politica capace di attrarre tutti coloro che avvertono la necessità di difendere tutte quelle tradizionali attività che affondano le proprie radici nella Cultura rurale e che vengono sistematicamente attaccate dai portatori di una fuorviante ideologia animal-ambientalista che vorrebbe cancellare una parte importante della nostra storia, della nostra Cultura e delle nostre tradizioni.</p>
<p>Il soggetto politico che nasce da questo accordo è un movimento aperto a tutti coloro che vi vogliono aderire e che condividono il progetto politico in difesa della Cultura rurale. Partecipazione, merito ed impegno non rimangono vuote enunciazioni di principio ma rappresentano i punti cardine che ispirano l&#8217; azione del nuovo movimento.</p>
<p>Uno degli obiettivi principali del nuovo soggetto politico è creare una sinergia con le associazioni delle categorie che si riconoscono nei valori della Cultura rurale per fornire loro un valido strumento di rappresentanza politica che possa farsi carico delle loro istanze ed offrire risposte concrete alle loro esigenze.</p>
<p>Carlo Fiorani - Cooperazione Sviluppo Territorio</p>
<p>Enzo Bosio - Civiltà Rurale Caccia Ambiente</p>
<p>Vincenzo Forte - Movimento per la Cultura Rurale</p>
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		<item>
		<title>LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE INTERVENGONO SULLA SOSPENSIVA DEL CALENDARIO VENATORIO DELLA SARDEGNA</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 18:29:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[birdlife italia]]></category>

		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Le associazioni: pienamente accolte le tesi secondo cui le Regioni devono adeguarsi alla Guida ISPRA, che contiene standard minimi di tutela statale. Ora avanti con le altre azioni per uno stop all&#8217;eccesso di caccia in Italia
Accogliendo il ricorso di ENPA, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia, WWF Italia, il Consiglio di Stato ha ordinato la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>Le associazioni: pienamente accolte le tesi secondo cui le Regioni devono adeguarsi alla Guida ISPRA, che contiene standard minimi di tutela statale. Ora avanti con le altre azioni per uno stop all&#8217;eccesso di caccia in Italia<br />
Accogliendo il ricorso di ENPA, LAV, Legambiente, LIPU-BirdLife Italia, WWF Italia, il Consiglio di Stato ha ordinato la sospensione del calendario venatorio della Sardegna in tutte le parti impugnate, con un&#8217;ordinanza che ha un valore ampio e generale.<br />
Il calendario venatorio sardo era un concentrato di violazioni, sia della legge nazionale che del diritto comunitario. Sfidando la Corte Costituzionale, l&#8217;autorità scientifica nazionale e gli organismi europei, la Regione Sardegna ha impropriamente affermato di avere potestà sulla materia della tutela della fauna (che è invece in capo allo Stato e sopravanza la mera disciplina della caccia) e di poter interpretare a propria discrezione, se non addirittura ignorare, le regole tecniche e le norme vigenti.<br />
Basti pensare che il calendario è stato emanato in totale assenza del parere ISPRA e che in esso sono state inserite misure come la caccia a merlo e allodola fino al 31 gennaio (un mese oltre il massimo consentito dalla legge nazionale) o il mancato rispetto del martedì come giorno di silenzio venatorio. Violazioni clamorose che hanno contribuito a determinare la bocciatura del calendario impugnato dalle associazioni di tutela ambientale.<br />
Ma la vera novità riguarda la Guida elaborata dall&#8217;ISPRA dopo le modifiche comunitarie apportate alla legge nazionale sulla tutela degli animali selvatici (legge157/92), che indica la giusta applicazione delle misure europee e nazionali per garantire le misure minime di tutela degli uccelli selvatici. Una Guida che è stata mal interpretata dalle Regioni, come se fosse un semplice parere tecnico, laddove si tratta, come conferma l&#8217;accoglimento del ricorso da parte del Consiglio di Stato, di una stringente indicazione, ai sensi del nuovo articolo 1bis della legge 157/1992, di standard minimi statali che non possono essere disattesi, pena l&#8217;infrazione a misure essenziali del diritto comunitario come il divieto assoluto di caccia durante la migrazione preriproduttiva o la necessità di preservare specie in cattivo stato di conservazione.<br />
Ora in Sardegna la caccia si ferma, ma non si fermano le nostre azioni, che anzi si intensificheranno, a livello di Stato, Regioni e Unione europea, con l&#8217;obiettivo di cancellare gli eccessi che, a grave danno degli animali e della natura, caratterizzano la caccia in Italia.<br />
22 dicembre 2011 - UFFICIO STAMPA LIPU BIRDLIFE ITALIA</p>
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		<title>FIDC ABRUZZO: LA REGIONE CONTRO LE LEGGI DELL’EUROPA</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 15:22:08 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[FIDC Abruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Federcaccia Abruzzo rimane stupita dell&#8217;atteggiamento dell&#8217;assessore regionale alla caccia Mauro Febbo che ha dato solo risposte parziali alle esigenze e alle aspettative del mondo venatorio dopo la sospensiva del Tribunale Amministrativo Regionale sul ricorso presentato da associazioni ambientaliste. La rivisitazione del Calendario venatorio, infatti, ha violato l&#8217;impianto della Legge 157/92 e della Legge Regionale 10/94. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Federcaccia Abruzzo rimane stupita dell&#8217;atteggiamento dell&#8217;assessore regionale alla caccia Mauro Febbo che ha dato solo risposte parziali alle esigenze e alle aspettative del mondo venatorio dopo la sospensiva del Tribunale Amministrativo Regionale sul ricorso presentato da associazioni ambientaliste. La rivisitazione del Calendario venatorio, infatti, ha violato l&#8217;impianto della Legge 157/92 e della Legge Regionale 10/94. Queste leggi stabiliscono e impongono la gestione programmata del territorio e della fauna, delegandola agli Ambiti territoriali di caccia (agricoltori e cacciatori insieme), sotto il controllo delle Province e della stessa Regione. La Regione Abruzzo doveva fornire chiarimenti più approfonditi, in suo possesso, alle sollecitazioni del Tar. Non facendo così ha fatto il gioco delle associazioni ambientaliste in contrasto con le leggi suddette.<br />
&#8220;Federcaccia aveva fornito all&#8217;Ufficio Caccia della Regione Abruzzo, a supporto della validità del Calendario venatorio presentato, documenti utili, sentenze di Tribunali di altre regioni italiane, che avrebbero facilitato e supportato il lavoro degli uffici&#8221;, ha detto il Presidente regionale di Federcaccia Ermano Morelli. &#8220;La Regione Abruzzo seguendo questa linea si è messa in contrasto con la normativa europea sui periodi di caccia, esplicitati nel documento ‘Ornis Key Concepts&#8217; e della Guida interpretativa dalla Commissione Ambiente dell&#8217;Unione Europea. La Regione asseconda l&#8217;Ispra, Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, forzando il calendario in senso anticaccia&#8221;. Il Presidente Morelli ribadisce anche che &#8220;l&#8217;Ispra e la Regione Abruzzo tendono a utilizzare in maniera tendenziosa la variazione della Legge 157/94 per sostenere un progetto politico di restringimento della stagione di caccia agli uccelli migratori, senza nessun sostegno di dati scientifici ma solo su speculazioni e ideologie&#8221;.<br />
Il Tribunale Amministrativo Regionale ha dato una risposta dopo il ricorso del Wwf che ha portato a una nuova ordinanza sul Calendario venatorio. E&#8217; stata infatti disposta una istanza cautelare che non risponde alle esigenze del territorio, come già avvenne lo scorso anno. Da sottolineare, però, che il Tar ha indicato alla Regione Abruzzo di corredare meglio, con dati scientifici, il calendario venatorio..<br />
Federcaccia Abruzzo sollecita l&#8217;assessore a informare meglio il suo ufficio Direzione Agricoltura in merito al fatto che &#8220;con i dati europei del documento Ornis e la &#8220;decade di sovrapposizione&#8221; si possono cacciare tutti gli uccelli acquatici fino al 31 gennaio, tutti i turdidi e la beccaccia fino al 20 gennaio, il colombaccio e i corvidi fino al 10 febbraio&#8221;.<br />
&#8220;Ancora una volta - ha concluso Ermano Morelli - la Regione Abruzzo deve ricominciare a comprendere la propria attività istituzionale in materia di caccia. Si deve perseguire l&#8217;obiettivo di coordinare il proprio intervento evitando di cadere in uno stato di illegalità nei confronti di una categoria che paga le tasse e svolge attività nel rispetto di leggi e norme esistenti&#8221;.</p>
<p>Teramo, 22 dicembre 2011 - Federazione Italiana della Caccia Abruzzo</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>LA LOMBARDIA ABOLISCE LE LEGGI SULLA CACCIA IN DEROGA</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 10:48:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

		<category><![CDATA[regione lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Nella seduta di ieri, 21 dicembre, il Consiglio Regionale della Lombardia ha deciso l&#8217;abrogazione degli articoli delle leggi regionali venatorie 13 e 16 approvate quest`anno e relative alla caccia in deroga e alla cattura dei richiami vivi.
La decisione è stata votata per appello nominale e ha visto 61 voti favorevoli, nessuno astenuto e nessuno contrario; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Nella seduta di ieri, 21 dicembre, il Consiglio Regionale della Lombardia ha deciso l&#8217;abrogazione degli articoli delle leggi regionali venatorie 13 e 16 approvate quest`anno e relative alla caccia in deroga e alla cattura dei richiami vivi.<br />
La decisione è stata votata per appello nominale e ha visto 61 voti favorevoli, nessuno astenuto e nessuno contrario; unico a dichiarare la non partecipazione al voto Filippo Penati. Il Consiglio regionale Lombardo ha così accolto l&#8217;invito rivolto dal presidente della Giunta Regionale Roberto Formigoni e preso una decisione che, come spiegato dal presidente della Commissione nonché relatore del provvedimento Carlo Saffioti (PdL), è un &#8220;segno di attenzione e disponibilità verso la Commissione Europea, consapevoli che quanto contestato è però dovuto a inadempienze legislative in sede nazionale e non certo attribuibili a Regione Lombardia. È da anni che in materia di caccia in deroga invochiamo da parte del Parlamento nazionale una normativa chiara e conforme con le direttive europee e che consenta alle nostre leggi regionali di essere al riparo da ogni impugnazione. Auspico - ha concluso Saffiotti -che quanto prima il Governo italiano possa provvedere, allineandosi così agli altri Paesi europei anche in materia venatoria&#8221;.<br />
Il provvedimento regionale è contestato in sede europea perché &#8220;non fornisce alcuna indicazione sulle ragioni e sui motivi concreti che renderebbero necessario il prelievo di queste specie e non rispetta il requisito riferito alla piccola quantità&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CACCIA: FEBBO, &#8220;LA REGIONE NON È STATA AFFATTO BOCCIATA&#8221;</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/caccia-febbo-la-regione-non-e-stata-affatto-bocciata-11079/</link>
		<comments>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/caccia-febbo-la-regione-non-e-stata-affatto-bocciata-11079/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 18:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[regione abruzzo]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le dichiarazioni e l&#8217;euforia dall&#8217;associazione WWf in merito al calendario venatorio della Regione Abruzzo non hanno nessun fondamento logico e riscontro documentale. Questo Assessorato non si piegherà in nessun modo alla pura demagogia che alcune associazioni portano avanti solo per strumentalizzare argomenti seri e causare disorientamento tra i cacciatori&#8221;. Così risponde l&#8217;assessore alla Caccia, Mauro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le dichiarazioni e l&#8217;euforia dall&#8217;associazione WWf in merito al calendario venatorio della Regione Abruzzo non hanno nessun fondamento logico e riscontro documentale. Questo Assessorato non si piegherà in nessun modo alla pura demagogia che alcune associazioni portano avanti solo per strumentalizzare argomenti seri e causare disorientamento tra i cacciatori&#8221;. Così risponde l&#8217;assessore alla Caccia, Mauro Febbo, dopo aver appreso le ultime dichiarazioni rese dal WWF. &#8220;Mi dispiace smentire il Wwf - argomenta Mauro Febbo - ma non vi è nessuna seconda vittoria in quanto la Regione si è semplicemente adeguata alla pronuncia del Tar dello scorso ottobre. Voglio ricordare che il TAR, con tale pronuncia, ha solo accolto in via cautelare (quindi non definitiva) due (sottolineo solo due) dei nove capi impugnati dalle associazioni ambientaliste, senza creare particolare disagio o disorientamento nei cacciatori. La Giunta regionale, su proposta della Direzione agricoltura, ha ottemperato alle prescrizioni del TAR rimodulando le date di chiusura con deliberazione adottata nei termini esatti e resa nota al mondo venatorio. Nello specifico - sottolinea Febbo - voglio comunicare alle solerti associazioni che il TAR ha eccepito semplicemente una carenza di motivazione nelle scelte adottate dalla Regione, dovuta alla insufficienza dei dati sul prelievo che, in base alla biologia e allo stato di conservazione delle specie per l&#8217;avifauna migratoria, sono oggi necessari per stabilire periodi di prelievo venatorio diversi da quelli indicati dall&#8217;ISPRA. Ribadisco, - rimarca l&#8217;assessore - che non c&#8217;è stata nessuna rivoluzione al calendario venatorio ma solo una chiusura anticipata del prelievo per alcune specie rispetto a quanto precedentemente previsto. Tutto questo non pregiudica l&#8217;ottimo lavoro svolto dalla Regione Abruzzo. Mi piace ricordare che la mia Direzione ha intrapreso iniziative lodevoli e importanti come l&#8217;istituzione dell&#8217;Osservatorio Faunistico regionale, l&#8217;avvio del nuovo Piano faunistico-venatorio Regionale e alcuni progetti di gestione delle popolazioni di lepre Italica e coturnice in collaborazione con la Provincia dell&#8217;Aquila, l&#8217;ISPRA e gli Abiti territoriali di caccia. Spero che il Wwf regionale - conclude l&#8217;assessore Mauro Febbo - alla prossima conferenza stampa argomenti, con la stessa passione, come mai nelle altre Regioni che hanno adottato un calendario simile a quello della nostra Regione (ad esempio l&#8217;Umbria) non c&#8217;è stato ricorso. Spero che non sia solo un fatto di bandiera&#8221;.</p>
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		<title>LAZIO: MODIFICATO IL CALENDARIO VENATORIO</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 17:54:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[regione lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[Sul sito www.agricoltura.regione.lazio.it  è disponibile il testo del decreto del presidente della regione Lazio Renata Polverini n. 417 del 16 dicembre recante modifiche al calendario venatorio 2011/2012. A tale proposito la Federcaccia Lazio, in una lettera rivolta inviata all&#8217;assessore sottolinea la propria insoddisfazione, in particolare per quanto riguarda i tempi di chiusura fissati per le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sul sito <a href="http://www.agricoltura.regione.lazio.it" target="_blank">www.agricoltura.regione.lazio.it</a>  è disponibile il testo del decreto del presidente della regione Lazio Renata Polverini n. 417 del 16 dicembre recante modifiche al calendario venatorio 2011/2012. A tale proposito la Federcaccia Lazio, in una lettera rivolta inviata all&#8217;assessore sottolinea la propria insoddisfazione, in particolare per quanto riguarda i tempi di chiusura fissati per le specie acquatiche, in quanto da documento dell&#8217;ufficio Avifauna Migratoria della FIdC Nazionale si esplicita, come peraltro riportato anche da documentazione Ispra, che queste specie possono essere portate come data di chiusura al 31 Gennaio. La Federazione della caccia del Lazio auspica quindi la possibilità di un confronto per rivedere questo aspetto del calendario.</p>
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		<title>MERITIAMO UNA LEGGE SERIA</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 17:52:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Diana]]></category>

		<category><![CDATA[Rodolfo Grassi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;articolo di fondo di Diana, la rivista del cacciatore, in edicola da oggiIl tempo delle speranze è finito, adesso occorrono certezze. E non c&#8217;è più spazio per le chiacchiere. Meritiamo una legge seria, rispettosa dei diritti e riconoscente verso i doveri che continuiamo ad adempiere. Siamo creditori di natura e di ambiente, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;articolo di fondo di Diana, la rivista del cacciatore, in edicola da oggiIl tempo delle speranze è finito, adesso occorrono certezze. E non c&#8217;è più spazio per le chiacchiere. Meritiamo una legge seria, rispettosa dei diritti e riconoscente verso i doveri che continuiamo ad adempiere. Siamo creditori di natura e di ambiente, parliamo poco di ecologia perché la pratichiamo rimediando ai disastri compiuti da altri nelle nostre coscienze e sulla nostra pelle. Eppure produciamo, in posti di lavoro e consumi, ricchezza per altri e quindi il Paese tutto. Anche per questo meritiamo attenzione sociale che significa riconoscimento da parte della politica e della Società civile per i nostri problemi.<br />
Unici a subire concessioni governative e balzelli regionali, contribuiamo alla gestione della risorsa selvaggina pagandola in denaro e volontariato pur continuando ad esser prigionieri d&#8217;un intrico perverso: più diamo meno otteniamo.<br />
Ad ogni legislatura emergono progetti e sono elaborate proposte di cui molte scritte con parole nuove che ripetono il vecchio ma sembrano tanto diverse da apparire innovative. Poi, ci si perde nel labirinto di incontri e colloqui, tavole rotonde, dibattiti e propositi opposti l&#8217;uno all&#8217;altro e tutti nella medesima pentola convinti che ne scaturirà un sublime minestrone di idee. Si finge di mutare tutto perché niente cambi continuando a rimanere uguale a se stesso con noi Cacciatori sempre più creditori di natura. Sempre più tassati e calunniati. Sempre più smarriti nel nostro labirinto. E par proprio di rileggere la pagina del Gattopardo in cui il principe Giuseppe Tomasi di Lampedusa traccia il ritratto d&#8217;un mondo che diventa la fotografia in bianco e nero della caccia.<br />
Il vecchio governo aveva promesso molto con parlamentari che si erano spesi in propositi e progetti, persino raccolto firme e fatto un &#8220;cartello&#8221; di adesioni alla caccia. Una lista di un centinaio di nomi che fatichiamo a ricordare ma che torneranno tra breve alla ribalta chiedendo consensi proprio come recitassero una furbesca parodia di Bertoldo, il contadino astuto raccontato nel 1600 da Giulio Cesare Croce.<br />
Le Regioni hanno proceduto per deroghe approvandole come fossero un contributo episodico. Diana pubblica in esclusiva il documento con cui l&#8217;Europa sanzione tali interventi sulla base di leggi e trattati che potevano non esser noti ai Cacciatori ma certamente non ignorati dal legislatore. E il testo reca la data del 24 novembre! Non ci sono state prese di posizione, interventi rapidi se si esclude la Lombardia. Alcuni son già pronti a proporre- e parrà di rileggere un&#8217;altra pagina del Gattopardo!- di allungare l&#8217;elenco delle specie dimenticando che la &#8220;certificazione&#8221; dev&#8217;essere ufficiale, con organismi nazionali ed internazionali non Gente di buona volontà, tanta passione e basta.<br />
Noi Cacciatori meritiamo di più e siamo stanchi. Ed i progetti per nuovi partiti e movimenti di opinione dimostrano che si è raggiunto il limite e non possono governare il cambiamento i molti - od i pochi - che fino ad oggi hanno soltanto finto di volerlo.</p>
<p>Rodolfo Grassi</p>
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		<title>PROVINCIA DI MACERATA: APERTE LE ISCRIZIONI AL CORSO PER LA CACCIA DI SELEZIONE</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 17:50:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[macerata]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo la Provincia di Fermo, anche quella di Macerata ha organizzato un corso per la formazione di cacciatori di Ungulati con metodo selettivo (selecontrollori).
Le iscrizioni al corso sono aperte fino al 31 dicembre 2011. Per partecipare alle selezioni è necessario compilare il modulo allegato e inviarlo direttamente agli Uffici della Provincia.
Scarica il modulo d&#8217;iscrizione al corso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo la Provincia di Fermo, anche quella di Macerata ha organizzato un corso per la formazione di cacciatori di Ungulati con metodo selettivo (selecontrollori).</p>
<p>Le iscrizioni al corso sono aperte fino al 31 dicembre 2011. Per partecipare alle selezioni è necessario compilare il modulo allegato e inviarlo direttamente agli Uffici della Provincia.</p>
<p><strong>Scarica il </strong><a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/12/modulo_iscrizione_corso-selezione-macerata.pdf"><strong>modulo d&#8217;iscrizione al corso per la caccia di selezione</strong></a></p>
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		<title>FEDERCACCIA TOSCANA: “SUBITO CERTEZZE PER IL PRELIEVO IN DEROGA”.</title>
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		<pubDate>Mon, 19 Dec 2011 16:56:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulle deroghe sono urgenti regole certe, nel rispetto delle Direttive Comunitarie, per prevenire danni all&#8217;agricoltura, per rispondere alle legittime aspettative dei cacciatori.Federcaccia Toscana commentò subito positivamente, nel settembre scorso, l&#8217;annuncio di un prossimo esame, in sede di Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, del testo del DPR con le Linee Guida per l&#8217;esercizio delle deroghe. Auspicavamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulle deroghe sono urgenti regole certe, nel rispetto delle Direttive Comunitarie, per prevenire danni all&#8217;agricoltura, per rispondere alle legittime aspettative dei cacciatori.Federcaccia Toscana commentò subito positivamente, nel settembre scorso, l&#8217;annuncio di un prossimo esame, in sede di Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, del testo del DPR con le Linee Guida per l&#8217;esercizio delle deroghe. Auspicavamo non ci fossero ulteriori rinvii e che le Linee Guida garantissero &#8220;alla responsabilità di gestione che compete alle Regioni la effettiva possibilità di disporre l&#8217;esercizio delle deroghe nella piena e corretta applicazione delle direttive comunitarie&#8221;.<br />
Da allora l&#8217;annuncio è rimasto un annuncio, mentre intanto è giunta al Governo dalla Commissione Europea la lettera di &#8220;costituzione in mora&#8221; dell&#8217;Italia per infrazione alla Direttiva, con l&#8217;avvertimento che ove non giungessero risposte adeguate entro due mesi potrebbe essere adita la Corte di giustizia, con possibili conseguenze di pesanti sanzioni pecuniarie.<br />
Le contestazioni all&#8217;Italia sono diverse, non tutte riguardano le deroghe, anche sulle deroghe vi sono differenze sostanziali negli addebiti alle varie Regioni coinvolte, in taluni casi si tratta essenzialmente di rilievi formali più agevolmente sanabili (fra questi ultimi la Toscana, nella cui Legge regionale non troviamo, francamente, i &#8220;vizi di conformità&#8221; che la Commissione segnala: un&#8217;attenta illustrazione della normativa approvata nel 2010 risulterà probabilmente sufficiente a risolvere la questione).<br />
Questa considerazione tuttavia, anche qualora il nostro &#8220;ottimismo&#8221; sulla Toscana fosse confermato dai fatti, non ci consola e non ci basta: serve, ed è urgente, una svolta decisa nel governo della materia deroghe, per risolvere i problemi del passato ma soprattutto per garantire che fin dal prossimo anno anche in Italia, come accade nel resto d&#8217;Europa, l&#8217;utilizzo delle deroghe venga reso realmente e certamente possibile, sia nei casi previsti dalla lettera a) comma 1 dell&#8217;art. 9 (per brevità: danni all&#8217;agricoltura) sia nei casi previsti dalla lettera c) (per brevità: forme tradizionali di caccia).<br />
Noi non abbiamo mai pensato allo strumento delle deroghe come ad una sorta di &#8220;trucco&#8221; per cacciare specie meritevoli di protezione: la nostra prima battaglia, in questo campo, è per riconquistare nel calendario venatorio (cioè nell&#8217;elenco delle specie normalmente cacciabili) tutti quei migratori che i dati scientifici testimoniano prelevabili e che solo il settarismo animalista ed i preconcetti anticaccia continuano a vietare, in Italia molto di più che nel resto dell&#8217;Unione Europea.<br />
Emblematico in tal senso il caso dello storno, cacciabile in tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo e complessivamente in nove Stati europei ma non nella nostra Nazione.<br />
Va però riaffermato con chiarezza un concetto. Il prelievo in deroga non è una &#8220;invenzione&#8221; dei cacciatori e neppure delle Regioni.<br />
E&#8217; una previsione puntuale delle normative europee, che ne dettano condizioni e modalità di esercizio in presenza delle quali esso è non soltanto pienamente lecito ma in taluni casi addirittura opportuno ed utile ad interessi generali delle comunità.<br />
Parliamo per un verso della tutela delle produzioni agricole, del patrimonio artistico e culturale, della salute degli abitanti e delle città, per altro verso della difesa e valorizzazione di tradizioni venatorie che stanno nella nostra storia e che la stessa Corte di Giustizia ha riconosciuto meritevoli di attenta e concreta considerazione: la tutela delle cacce tradizionali è infatti, per la Corte, motivo compiutamente valido per l&#8217;autorizzazione del prelievo in deroga.<br />
Il problema è che lo Stato italiano non ha fino ad oggi, come in altri settori, saputo o voluto stabilire disposizioni e procedure inattaccabili dal punto di vista formale né garantito che le istanze tecnico/scientifiche nazionali ( quelle per legge tenute alla ricerca, alla rilevazione ed elaborazione dei dati, alla fornitura alle Regioni dei risultati del predetto lavoro) facessero adeguatamente e nel rigoroso rispetto delle competenze assegnate il loro mestiere. Non è accettabile, in proposito, che Ispra neghi pareri motivando il diniego con la mancanza di dati che è suo compito raccogliere.<br />
La situazione attuale è la conseguenza di questo insieme di inadempienze ed inefficienze, un quadro di incertezze che ha favorito demagogie e speculari arroccamenti, a tutto svantaggio di quanti rivendicano soltanto, ed a buon diritto i cacciatori per primi, la corretta e compiuta applicazione in Italia delle normative comunitarie.<br />
Il Governo, con le Regioni interessate, fornisca dunque nei tempi prescritti alla Commissione europea i chiarimenti e le risposte che vengono richiesti, ma proceda contestualmente, subito, all&#8217;avvio concreto dell&#8217;iter per l&#8217;emanazione del DPR con le Linee Guida, mettendo a disposizione degli interlocutori istituzionali e sociali quanto finora predisposto per raccoglierne tutti i contributi e giungere ad un testo conclusivo che consenta alle Regioni di utilizzare con certezza già dal prossimo anno lo strumento del prelievo in deroga, sia per i danni alle colture che per la tutela delle tradizioni venatorie.<br />
Federcaccia Toscana - Firenze 19 dicembre 2011</p>
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		<title>BECCACCIA, ABOLITA LA “REGOLA DELLO ZERO TERMICO”. FEDERCACCIA UMBRA SODDISFATTA</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 12:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[Ora il tavolo di confronto regionale su tutte le principali tematiche del mondo venatorioApprendiamo con soddisfazione dell&#8217;avvenuto ritiro, da parte dell&#8217;assessore regionale alla Caccia Fernanda Cecchini, della cosiddetta &#8220;regola dello zero termico&#8221;. Si tratta, o meglio si trattava, di un provvedimento inserito all&#8217;interno del calendario venatorio 2011-12, in forza del quale, durante il mese di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ora il tavolo di confronto regionale su tutte le principali tematiche del mondo venatorioApprendiamo con soddisfazione dell&#8217;avvenuto ritiro, da parte dell&#8217;assessore regionale alla Caccia Fernanda Cecchini, della cosiddetta &#8220;regola dello zero termico&#8221;. Si tratta, o meglio si trattava, di un provvedimento inserito all&#8217;interno del calendario venatorio 2011-12, in forza del quale, durante il mese di gennaio, per poter cacciare la beccaccia ci si sarebbe dovuti accertare che la zona prescelta per la battuta, nei due giorni precedenti la stessa, non fosse rientrata fra le altitudini comprese nello zero termico.<br />
Come Federcaccia Umbra, al pari di tutte le altre associazioni venatorie, ci eravamo schierati da subito contro tale provvedimento. La nostra federazione, in particolare, ne aveva chiesto ufficialmente il ritiro, a mezzo lettera e sulla stampa. Ciò in quanto ritenevamo tale misura di difficile applicazione e controllo e, quindi, potenziale motivo di esposizione, per i cacciatori, a sicure infrazioni peraltro - a nostro avviso - impugnabili.<br />
Apprezziamo dunque il buonsenso dimostrato dalla Regione Umbria, nelle persone dell&#8217;assessore e dei dirigenti. L&#8217;auspicio è che questo primo segnale di disponibilità verso il mondo venatorio non cada nel vuoto, ma che prosegua con l&#8217;analisi delle varie tematiche che interessano la nostra attività e il territorio, così come da noi richiesto di recente in via ufficiale.</p>
<p>Perugia, 16 dicembre 2011<br />
Ufficio Stampa Federcaccia Umbra</p>
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		<item>
		<title>IL TRIBUNALE ORDINA LA RESTITUZIONE AI CACCIATORI DEI RICHIAMI SEQUESTRATI</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/il-tribunale-ordina-la-restituzione-ai-cacciatori-dei-richiami-sequestrati-11026/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 15:20:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Federcaccia Toscana: &#8220;Il Tribunale del Riesame annulla anche il nuovo sequestro degli uccelli da richiamo e ne ordina la restituzione ai cacciatori legittimi detentori.  Una vicenda paradossale innescata dall&#8217; esposto del WWF&#8221;
Neppure il secondo Decreto di sequestro degli uccelli da richiamo, emesso il 28 ottobre dopo che il Tribunale del Riesame aveva annullato il primo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em>Federcaccia Toscana</em></strong>: &#8220;<strong>Il Tribunale del Riesame annulla anche il nuovo sequestro degli uccelli da richiamo e ne ordina la restituzione ai cacciatori legittimi detentori.  Una vicenda paradossale innescata dall&#8217; esposto del WWF</strong>&#8221;</p>
<p>Neppure il secondo Decreto di sequestro degli uccelli da richiamo, emesso il 28 ottobre dopo che il Tribunale del Riesame aveva annullato il primo con ordinanze del 10 e del 12 ottobre, avrebbe dovuto essere emanato: a distanza di poco più di un mese il Tribunale del Riesame di Firenze ha confermato , con ordinanza depositata il 2 dicembre, che i cacciatori detenevano più che legittimamente i richiami, che la legittimità è piena sia sul piano penale che su quello amministrativo, che tale medesima legittimità discende direttamente dalla legge.</p>
<p>Non è vero infatti, come invece sostenevano  il WWF nel suo esposto e la Procura di Firenze nei suoi provvedimenti, che la Corte Costituzionale aveva dichiarato l&#8217;illegittimità, assieme alle Leggi regionali sulle catture, anche dell&#8217;articolo della Legge regionale 3/94 che regola la detenzione degli uccelli: la Corte non si è pronunciata sull&#8217;art. 34 della 3/94 che dunque resta pienamente in vigore e, poiché le sentenze della Corte stessa non possono avere effetti retroattivi del genere di quelli dedotti dalla Procura, i richiami acquisiti prima della sentenza non possono  essere sottratti ai detentori.</p>
<p>&#8220;Vogliamo esprimere la nostra  soddisfazione&#8221; afferma il Presidente di Federcaccia Toscana Moreno Periccioli &#8221; per questa nuova ordinanza del Tribunale del Riesame, che riconosce ancora una volta la posizione di piena legittimità dei cacciatori coinvolti e il totale rispetto, da parte loro e degli uffici pubblici competenti, delle leggi.</p>
<p>Ora ci aspettiamo che l&#8217;ordinanza venga finalmente eseguita e che quanto sequestrato venga restituito agli aventi diritto, senza rinvii e dilazioni.</p>
<p>Una vicenda paradossale, innescata da un esposto del WWF, che, oltre a comportare dispiegamenti di forze e costi certamente non marginali, soprattutto ha causato danni anche morali e d&#8217;immagine ai cacciatori coinvolti ed alla caccia.</p>
<p>Sarebbero giuste ed apprezzate delle scuse&#8221;.</p>
<p>Federcaccia Toscana</p>
<p>Firenze, 15 dicembre 2011</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/il-tribunale-ordina-la-restituzione-ai-cacciatori-dei-richiami-sequestrati-11026/feed/</wfw:commentRss>
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		<item>
		<title>FEDERCACCIA: SULLE DEROGHE NECESSARIE PRECISAZIONI</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/federcaccia-sulle-deroghe-necessarie-precisazioni-11022/</link>
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		<pubDate>Thu, 15 Dec 2011 10:22:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[In seguito ad alcuni commenti e considerazioni che stanno circolando fra i cacciatori in queste ore, l&#8217;Ufficio Avifauna della Federazione Italiana della Caccia ritiene necessario fare alcune precisazioni.
Le richieste di chiarimento e le interpretazioni sulla posizione della FIdC in merito a questo tema nascono da un palese equivoco, che deriva dalla diffusione di notizie e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In seguito ad alcuni commenti e considerazioni che stanno circolando fra i cacciatori in queste ore, l&#8217;Ufficio Avifauna della Federazione Italiana della Caccia ritiene necessario fare alcune precisazioni.<br />
Le richieste di chiarimento e le interpretazioni sulla posizione della FIdC in merito a questo tema nascono da un palese equivoco, che deriva dalla diffusione di notizie e opinioni assolutamente non autorizzate né tantomeno condivise dalla Federazione Italiana della Caccia.<br />
La Federcaccia non è assolutamente contraria all?utilizzo dello strumento delle cacce in deroga.<br />
Il suo impegno e quello degli uffici tecnici preposti va semmai proprio nel senso di una corretta applicazione di questo strumento, pienamente legittimo e riconosciuto a livello europeo, che consenta ai cacciatori italiani di esercitare il prelievo in modo certo, privo di polemiche e strumentalizzazioni.<br />
Qualsiasi altra posizione attribuita sulla questione Deroghe alla Federazione non corrisponde al vero ed è frutto di interpretazioni personali non condivise.</p>
<p>Roma 15 dicembre 2011 - Federazione Italiana della Caccia</p>
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		<title>UMBRIA: CANCELLATO LO ZERO TERMICO PER LA BECCACCIA</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 18:39:23 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

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		<description><![CDATA[La Giunta regionale dell&#8217;Umbria, accogliendo la proposta dell&#8217;assessore alle politiche venatorie Fernanda Cecchini, ha deciso di eliminare il vincolo dello zero termico per poter cacciare la beccaccia, dopo aver verificato in questo periodo di apertura della caccia la sua difficile applicazione. L&#8217;introduzione della sospensione del prelievo in presenza di eventi climatici particolarmente sfavorevoli alla specie [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Giunta regionale dell&#8217;Umbria, accogliendo la proposta dell&#8217;assessore alle politiche venatorie Fernanda Cecchini, ha deciso di eliminare il vincolo dello zero termico per poter cacciare la beccaccia, dopo aver verificato in questo periodo di apertura della caccia la sua difficile applicazione. L&#8217;introduzione della sospensione del prelievo in presenza di eventi climatici particolarmente sfavorevoli alla specie era stata decisa in occasione dell&#8217;approvazione del calendario venatorio 2011-2012.<br />
&#8220;Pur non mettendo in discussione la validità del principio generale - ha affermato l&#8217;assessore Cecchini in una dichiarazione raccolta dall&#8217;Agi -, abbiamo potuto verificare la difficile rilevazione, applicazione e controllo della norma che avrebbe esposto il cacciatore a possibili sanzioni. Nella disposizione approvata infatti, non vengono specificate nel dettaglio le modalità con le quali deve essere verificato il raggiungimento delle condizioni ambientali che fanno scattare la sospensione del prelievo e quindi da un lato, soprattutto per le persone anziane, può essere difficile verificare le condizioni per il rispetto della norma e dall&#8217;altro lato, in mancanza di maggiori dettagli sulla verifica delle condizioni ambientali sfavorevoli, anche il controllo dell&#8217;infrazione della norma può risultare difficoltoso. Queste difficoltà ci sono state segnalate anche da una nota di Federcaccia, e per non ingenerare confusione o interpretazioni arbitrarie e soggettive, sia per i cacciatori, che la devono rispettare sia per la vigilanza, che è tenuta a controllare che la norma non venga disattesa, abbiamo ritenuto opportuno procedere per la stagione venatoria 2011-2012 alla cancellazione di questo vincolo&#8221;.</p>
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		<title>PRESENTATA A VITERBO LA GUIDA SULLA CACCIA IN LAZIO</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Dec 2011 18:38:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[lazio]]></category>

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		<description><![CDATA[È stata presentato dall&#8217;assessore Angela Birindelli e dal suo omologo della Provincia di Viterbo Francesco Simeone, presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo la &#8220;Guida all&#8217;attività venatoria nel Lazio&#8221;, volume realizzato dall&#8217;assessorato alle Politiche Agricole della Regione Lazio e dall&#8217;Arsial.
Il lavoro, secondo quanto dichiarato dall&#8217;assessore Birindelli, vuole fornire informazioni utili per lo svolgimento di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stata presentato dall&#8217;assessore Angela Birindelli e dal suo omologo della Provincia di Viterbo Francesco Simeone, presso la Sala Conferenze della Provincia di Viterbo la &#8220;Guida all&#8217;attività venatoria nel Lazio&#8221;, volume realizzato dall&#8217;assessorato alle Politiche Agricole della Regione Lazio e dall&#8217;Arsial.<br />
Il lavoro, secondo quanto dichiarato dall&#8217;assessore Birindelli, vuole fornire informazioni utili per lo svolgimento di una corretta attività venatoria ed è stato pensato e realizzato per tutti i cacciatori e per coloro che aspirano a diventarlo.<br />
L&#8217;opera raccoglie nelle sue 236 pagine ricche di illustrazioni, una rassegna completa e chiara del mondo venatorio: dalla legislazione alla preparazione dell&#8217;esame, dalla balistica alle specie animali.<br />
&#8220;Realizzando la guida - ha sottolineato l&#8217;assessore Birindelli - abbiamo voluto dare continuità all&#8217;attività finora svolta in collaborazione con il mondo venatorio, finalizzata a una corretta gestione del patrimonio faunistico del Lazio, uno dei più ricchi e variegati d&#8217;Italia&#8221;.<br />
La guida nasce da un progetto di Piergiorgio Stefanucci, coordinato da Fabio Di Stefano con la supervisione di Roberto Ottaviani, responsabile della direzione Agricoltura della Regione Lazio, Mario Cennerilli e Bruno Petrucci, dirigenti dell&#8217;area caccia e pesca. Hanno collaborato Carmen Bizzarri, Martina D&#8217;Ermo, Alessandra Equitani, Roberto Battista e Tito Colombari, dell&#8217;osservatorio faunistico regionale dell&#8217;Arsial.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-11006" title="guida-allattivita-venatoria-nel-lazio-2011" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/12/guida-allattivita-venatoria-nel-lazio-2011.jpg" alt="" width="450" height="450" /></p>
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		<title>ORiO AL SERIO (BG): BATTUTA DI “CACCIA” ALLA LEPRE</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 19:42:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[bergamo]]></category>

		<category><![CDATA[lepre]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è svolta domenica 11 dicembre, all&#8217;aeroporto di Orio al Serio (Bergamo), una operazione volta alla cattura di esemplari di lepre che erano stati osservati in zona.
L&#8217;operazione era stata richiesta dalla società che gestisce lo scalo bergamasco per ottemperare alle normative Enac in merito all&#8217;attivita&#8217; di prevenzione di possibili incidenti causati dall&#8217;impatto con selvatici, mediante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è svolta domenica 11 dicembre, all&#8217;aeroporto di Orio al Serio (Bergamo), una operazione volta alla cattura di esemplari di lepre che erano stati osservati in zona.<br />
L&#8217;operazione era stata richiesta dalla società che gestisce lo scalo bergamasco per ottemperare alle normative Enac in merito all&#8217;attivita&#8217; di prevenzione di possibili incidenti causati dall&#8217;impatto con selvatici, mediante l&#8217;allontanamento degli stessi dalle zone interessate dal movimento degli aerei.<br />
Così, a partire dalle ore 8 di domenica mattina circa 90 operatori hanno provveduto ad alzare le apposite reti di cattura in zone strategiche, producendo poi suoni e disturbi per spingere le lepri nella direzione voluta.<br />
Il risultato della mattinata sono stati 22 esemplari successivamente rilasciati nelle zone di ripopolamento e cattura dopo essere stati contrassegnati con le targhette di riconoscimento dell&#8217;ATC Pianura Bergamasca in modo da poterne controllare i futuri spostamenti.</p>
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		<title>VITERBO: SI LAVORA AL NUOVO PIANO FAUNISTICO VENATORIO</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 19:39:15 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[viterbo]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;assessore provinciale alla Caccia Franco Simeone ha incontrato i presidenti dei due ambiti territoriali di caccia della provincia di Viterbo, Antonino Corsini (Vt1) e Giuseppe Pilli (Vt2) per elaborare il nuovo piano faunistico venatorio.
Si tratta di uno strumento fondamentale per istituire le nuove aree di ripopolamento e cattura e rivisitare quelle già esistenti, con il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;assessore provinciale alla Caccia Franco Simeone ha incontrato i presidenti dei due ambiti territoriali di caccia della provincia di Viterbo, Antonino Corsini (Vt1) e Giuseppe Pilli (Vt2) per elaborare il nuovo piano faunistico venatorio.<br />
Si tratta di uno strumento fondamentale per istituire le nuove aree di ripopolamento e cattura e rivisitare quelle già esistenti, con il fine di ottimizzare le percentuali di territorio destinate alla riproduzione allo stato naturale di uccelli e mammiferi stanziali ed alla cattura degli stessi. La riunione è stata molto proficua, l&#8217;assessore Simeone ha accolto le proposte dei due presidenti impegnandosi a rispettare delle precise scadenze.<br />
&#8220;Il nostro territorio - ha spiegato - ha necessità di avere al più presto un nuovo piano faunistico venatorio per stabilire le porzioni di territorio che devono essere adibite alle attività di ripopolamento e cattura della fauna. Come avvenuto con il nuovo regolamento per la caccia al cinghiale, auspico che si possa creare la più ampia e positiva condivisione di intenti ed obiettivi, attraverso una concertazione delle scelte&#8221;.<br />
&#8220;Si tratta di decisioni destinate ad incidere sulla salvaguardia del territorio e del nostro patrimonio naturalistico. Un&#8217; ulteriore dimostrazione della nostra volontà di garantire il regolare e proficuo svolgimento delle attività venatorie nell&#8217;ambito di una politica orientata a tutelare l&#8217;equilibrio del nostro habitat naturale. Ho manifestato - conclude Simeone - la volontà di portare a compimento questa fase di concertazione entro marzo del 2012 per poter sottoporre il nuovo piano all&#8217;esame della commissione Agricoltura e, al massimo entro giugno, presentare la pratica in Consiglio Provinciale&#8221;.<br />
(Ufficio stampa Provincia di Viterbo)</p>
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		<title>ANUU: NON SERVE ABROGARE LE DEROGHE IN LOMBARDIA</title>
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		<pubDate>Mon, 12 Dec 2011 19:28:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[anuu migratoristi]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

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		<description><![CDATA[Ancora una volta le deroghe e, benché meno, il rifornimento dei richiami vivi ai capannisti mettono in fibrillazione la nostra Regione dove appare sempre più evidente che non si vuole in alcun modo intervenire sia a livello di Bruxelles con la Commissione UE sia con il Governo nazionale per chiarire la realtà italiana e, in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ancora una volta le deroghe e, benché meno, il rifornimento dei richiami vivi ai capannisti mettono in fibrillazione la nostra Regione dove appare sempre più evidente che non si vuole in alcun modo intervenire sia a livello di Bruxelles con la Commissione UE sia con il Governo nazionale per chiarire la realtà italiana e, in particolare, della Lombardia (molto simile a quelle di Veneto e Liguria).<br />
Sembra vi sia la paura di interloquire con gli organismi europei e italiani per affermare chiaramente come stanno le realtà regionali, oppresse da un ente tecnico cui sarebbe più opportuno rispedire per il saldo le paventate multe per l&#8217;incapacità manifesta di fare il proprio dovere, ponendo in difficoltà gli organi legislativi regionali allorché fin dal 2005 non sarebbe stato rispettato il requisito della &#8220;piccola quantità&#8221;, per la mancanza di un valido riconoscimento scientifico sui dati proposti dall&#8217;Istituto medesimo! È come sempre la storia del &#8220;bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto&#8221;&#8230;<br />
Eppure i dati rivelano immediatamente quanto siano invece rispondenti al principio della piccola quantità, ossia meno dell&#8217;1% della mortalità naturale: 13.000 frosoni, 21.000 pispole o 39.000 peppole a livello regionale sono quantità irrisorie rispetto alla consistenza europea di tali specie e chiunque affermi il contrario è palesemente in malafede. Siamo perciò in presenza di un falso problema perché, finalmente, Regioni come Lombardia e Veneto hanno parafrasato le sentenze della Corte di Giustizia di Lussemburgo e hanno chiarito in ogni parte gli addebiti che gli venivano all&#8217;epoca mossi, utilizzando in modo puntuale quale &#8220;piccola quantità&#8221; i dati del 2005 forniti dallo stesso ente che si è ben guardato successivamente dal correggerli, oltre a evitare, ovviamente, di rispondere alle annuali richieste delle Regioni.<br />
Altro paradosso, richiesto a gran voce da qualcuno: avremmo dovuto conoscere l&#8217;esatta provenienza delle popolazioni delle specie in deroga dai luoghi di nidificazione da una Regione rispetto all&#8217;altra come se ci fossero delle precise autostrade lungo le vie del cielo con puntuali frecce direzionali: di là Liguria, di qua Lombardia, dall&#8217;altra parte Veneto. Non solo: lungo queste &#8220;strade del cielo&#8221; avremmo dovuto contare quanti soggetti appartenenti alle diverse popolazioni delle varie specie si dirigessero verso le nostre Regioni!<br />
Eppure, in presenza di fatti ben più gravi in questo tribolato Paese, la nostra Regione ha preferito proporre l&#8217;abrogazione delle leggi, con un atto gravemente traumatico, quando vi sarebbero state altre soluzioni più soft e anche più ragionevoli nonché accettabili da parte dei cacciatori. Invece, è arrivata questa decisione molto superficiale, chiaro ma inquietante segnale di come la nostra Regione amministri i suoi cittadini in materia venatoria, aggiungendo disordine al disordine! La situazione deve essere assolutamente affrontata di petto, chiedendo al Governo di mettere mano non solamente nelle tasche dei cittadini, ma pure su certi enti inutili che fanno solo perdere tempo e denaro alle istituzioni preposte alla buona gestione della &#8220;cosa pubblica&#8221; e se la loro messa in discussione potrà servire a restituire ai cittadini quanto gli spetta, allora ben venga!.<br />
Dicembre 2011 - ANUUMigratoristi</p>
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		<title>LE OSSERVAZIONI DELLA FIDC CAMPANIA AL PIANO FAUNISTICO-VENATORIO REGIONALE</title>
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		<pubDate>Fri, 09 Dec 2011 11:12:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Fidc Campania]]></category>

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		<description><![CDATA[Con comunicazione di giovedì 8 dicembre 2011, la FIdC Campania ha inoltrato ufficialmente all&#8217;Ufficio Caccia della Regione Campania le proprie osservazioni e proposte al Piano Faunistico Venatorio Regionale. Ciò sulla base del lavoro dei Presidenti delle Sezioni Provinciali FIdC che, nell&#8217;ambito del Consiglio di Presidenza, ha consentito la raccolta delle osservazioni dei dirigenti e cacciatori [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Con comunicazione di giovedì 8 dicembre 2011, la FIdC Campania ha inoltrato ufficialmente all&#8217;Ufficio Caccia della Regione Campania le proprie osservazioni e proposte al Piano Faunistico Venatorio Regionale. Ciò sulla base del lavoro dei Presidenti delle Sezioni Provinciali FIdC che, nell&#8217;ambito del Consiglio di Presidenza, ha consentito la raccolta delle osservazioni dei dirigenti e cacciatori e la sintesi nel documento inviato alla Regione Campania.</p>
<p><strong><em>&#8220;Continuiamo ad essere sui fatti e sulle cose che incidono sull&#8217;attività venatoria in Campania </em></strong><em>- ha commentato il Presidente Fidc Campania Buglione - <strong>e che, soprattutto, diventano rilevanti per l&#8217;esercizio della stessa da parte dei tesserati FIdC e dei cacciatori campani in genere. Tali osservazioni rappresentano punti di riflessione e apertura ad un dialogo &#8220;tecnico&#8221; con gli organi istituzionali preposti al fine di garantire e tutelare i diritti ed i doveri dei cacciatori campani e,soprattutto - </strong>ha aggiunto Buglione - <strong>per consentire una pianificazione e gestione dell&#8217;attività venatoria in Campania rispettosa delle norme e dei regolamenti europei, nazionali e regionali.</strong></em></p>
<p>Nel dettaglio, le osservazioni e proposte sono le seguenti.</p>
<p>- Al punto 2.6 &#8220;aspetti faunistici&#8221;, pag. 45 del testo, penultimo capoverso:</p>
<p>&#8220;Le seguenti specie sono cacciabili in Campania ai sensi dell&#8217;art. 16 della L.R. n. 8/96, così come modificato dalla L.R. n. 15 del 26/07/2002&#8243; - <strong>Eliminare le specie: Colino della Virginia - Combattente - Pittima Reale - Taccola - Passera d&#8217;Italia - Passera Mattugia - Passera Oltremontana.</strong></p>
<p>- Al comma successivo: &#8221; si noterà che &#8230;&#8230; corretto l&#8217;articolo 16&#8243; - <strong>Va completamente eliminato e sostituito dal seguente: &#8220;Alle specie riportate nel suddetto elenco, va aggiunta la Coturnice (<em>alectoris graeca</em>) in quanto specie che negli anni 50/80 popolava ampi areali montuosi della nostra regione e che è tuttora presente, sia pure in pochi piccoli branchi, sui monti del Matese ed in altre aree del Parco del Cilento.</strong></p>
<p>- Al punto 2.9 di pag. 54 <strong>va eliminato il comma 2 &#8220;L&#8217;elenco delle specie &#8230;.. come specie da immettere&#8221;</strong>.</p>
<p>- Alla pagina 56, dove si parla di &#8220;lepre europea&#8221; e &#8220;distribuzione&#8221; - <strong>Occorre modificare nel modo seguente: la lepre europea è considerata tuttora specie alloctona in Campania, sebbene continue e massicce immissioni ripetutesi negli anni 70/80 ed a seguire abbiano fatto si che essa soppiantasse e sostituisse del tutto la lepre italica, così come tale. Pertanto parlare ancora oggi di presenza di lepre italica autoctona e non ibrida in regione Campania rappresenta solo un&#8217; ipotesi molto difficile da dimostrare. E&#8217; preferibile riconoscere e prendere coscienza che la lepre europea &#8220;lepus communis&#8221; ha di fatto oggi soppiantato la specie italica, occupando quegli areali che quest&#8217;ultima prediligeva</strong>.</p>
<p>- Alla pagina 61, dopo specie &#8221; Coturnice&#8221;, <strong>inserire specie &#8220;pernice rossa&#8221; (<em>alectoris rufa</em>)</strong>.</p>
<p><strong>La pernice rossa, specie particolarmente rustica e di grosso interesse venatorio, è capace di attecchire e riprodursi copiosamente nei più diversi siti ed ambienti del nostro territorio. Non può definirsi specie &#8220;alloctona&#8221; essendo stata presente in passato negli areali montuosi di confine con il Molise e la Basilicata, da dove si è diffusa anche nei nostri territori.</strong></p>
<p>- Alla pagina 88, dopo specie &#8220;Coturnice&#8221;, <strong>aggiungere &#8220;Pernice rossa&#8221;.</strong></p>
<p>- Al punto 7.3, &#8221; centri pubblici di produzione&#8230;.&#8221;, pag. 131 - <strong>dopo la specie Coturnice aggiungere all&#8217;elenco: &#8220;Pernice rossa&#8221; (<em>alectoris rufa</em>) e &#8220;quaglia&#8221; (<em>coturnix coturnix</em>)</strong>.</p>
<p>- Al punto 7.4, &#8221; Centri privati di produzione&#8230;..&#8221; pag. 132 - <strong>dopo la specie Coturnice aggiungere all&#8217;elenco: &#8220;Pernice rossa&#8221; (<em>alectoris rufa</em>) e &#8220;quaglia&#8221; (<em>coturnix coturnix</em>)</strong>.</p>
<p>- Al punto 7.5, pag. 133, &#8220;Zone e relativi periodi per l&#8217;addestramento &#8230;&#8230;&#8221; - <strong>eliminare il comma 4 (le attività previste&#8230;.. sui siti Natura 2000).</strong></p>
<p>- Capitolo 3, &#8220;Metodologie e indirizzi seguiti&#8221;: al punto 3.1, e precisamente al 5° capoverso, <strong>riteniamo che il numero dei cacciatori ammissibili in ciascun ATC non deriva dalla moltiplicazione dell&#8217;indice di densità venatoria per la superficie soggetta alla gestione programmata, ma bensì dividendo l&#8217;indice di densità per la T.A.S.P. ( Territorio Agro - Silvo - Pastorale )</strong></p>
<p>- Capitolo 6.4, &#8220;Densità Venatoria&#8221;:</p>
<p><strong>L&#8217;indice di densità venatoria 0,0526, fissato dall&#8217;art.14 comma 7 della L.157/92 e divulgato dal Ministero dell&#8217;Agricoltura e delle Foreste, è quello minimo e non massimo come indicato in questo capitolato del P.F.V.R.</strong></p>
<p>- Capitolo 7.2, &#8220;Zone di Ripopolamento e Cattura&#8221;:</p>
<p><strong>Dato che la legge Regionale 8/96 art. 12 comma 3 e 7 indica che tali zone hanno una durata di 5 anni, non riteniamo necessario che vengono vincolate alla durata del piano. </strong></p>
<p>- Capitolo 7.6:</p>
<p><strong>Ovviamente inserire tra le specie da poter usufruire per tali manifestazioni la Coturnice e la &#8221; Pernice rossa&#8221; (<em>alectoris rufa</em>).</strong></p>
<p>- Capitolo 9.4, &#8220;Indirizzi per il Calendario Venatorio&#8221;:</p>
<p><strong>come già evidenziato da una nota dell&#8217;Ispra il prelievo venatorio è consentito nelle decade di sovrapposizioni sia per quanto riguarda il periodo pre nunziale che per quello migratorio, quindi ne deriva che le considerazioni espresse nell&#8217;ultimo capitolato e precisamente ai punti 1 - 2 e 5 non hanno nessun rilievo scientifico ed il punto 7 andrebbe eliminato perché ripetitivo in quanto già affermato in precedenza, ma andrebbe evidenziato una metodologia di controllo per i su detti predatori in quanto specie nettamente in forte incremento.</strong></p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>LOMBARDIA: ABOLITE NORME SU CACCIA IN DEROGA E RICHIAMI VIVI</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 12:42:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

		<category><![CDATA[lombardia]]></category>

		<category><![CDATA[richiami vivi]]></category>

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		<description><![CDATA[Da una agenzia Adnkronos:
Milano, 6 dic. (Adnkronos) - Abrogati gli articoli delle leggi regionali venatorie della Lombardia numeri 13 e 16 approvate quest&#8217;anno, sulla caccia in deroga e sulla cattura dei richiami vivi.
Lo ha deciso questo pomeriggio all&#8217;unanimità la commissione Agricoltura del Consiglio regionale lombardo presieduta da Carlo Saffioti (PdL), recependo così l&#8217;invito del presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da una agenzia Adnkronos:</p>
<p>Milano, 6 dic. (Adnkronos) - <strong>Abrogati gli articoli delle leggi regionali venatorie della Lombardia numeri 13 e 16 approvate quest&#8217;anno, sulla caccia in deroga e sulla cattura dei richiami vivi</strong>.<br />
Lo ha deciso questo pomeriggio all&#8217;unanimità la commissione Agricoltura del Consiglio regionale lombardo presieduta da <strong>Carlo Saffioti</strong> (PdL), recependo così l&#8217;invito del presidente della Giunta regionale <strong>Roberto Formigoni</strong> e ottemperando alla nota inviata alla commissione dall&#8217;Ufficio di presidenza del Consiglio regionale. «Abbiamo assunto questa decisione - ha spiegato il presidente Carlo Saffioti - come segno di attenzione e disponibilità verso la Commissione Europea, consapevoli che quanto contestato è però dovuto a inadempienze legislative in sede nazionale e non certo attribuibili a Regione Lombardia.<br />
È da anni che in materia di caccia in deroga invochiamo da parte del parlamento nazionale una normativa chiara e conforme con le direttive europee e che consenta alle nostre leggi regionali di essere al riparo da ogni impugnazione. Auspico che quanto prima il Governo italiano possa provvedere, allineandosi così agli altri Paesi europei anche in materia venatoria». Il provvedimento regionale viene contestato in sede europea perchè, consentendo la caccia in deroga delle specie storno, fringuello, peppola, pispola e frosone, viola l&#8217;articolo 9 della direttiva comunitaria dal momento che «non fornisce alcuna indicazione sulle ragioni e sui motivi concreti che renderebbero necessario il prelievo di queste specie e non rispetta il requisito riferito alla piccola quantità».<br />
Recependo le stesse motivazioni, in data 21 novembre il Consiglio dei Ministri aveva impugnato anche la legge lombarda sui richiami vivi. Da qui la richiesta del presidente Roberto Formigoni di abrogare le due leggi al fine di evitare la possibilità di incorrere in sanzioni pecuniarie.</p>
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		<title>CINGHIALI: BATTUTE DI CACCIA STRAORDINARIE</title>
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		<pubDate>Wed, 07 Dec 2011 11:22:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[atc ms 13]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA MS 13 - L&#8217;Atc favorevole all&#8217;ampliamento dei giorni di prelevamento nelle zone non vocate da parte delle squadre di caccia al cinghiale. Per rispondere all&#8217;emergenza ungulati sostenute dagli agricoltori nelle aree non vocate, il Comitato di Gestione dell&#8217;Ambito Territoriale di Caccia 13 della Provincia di Massa Carrara ha espresso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><strong>AMBITO TERRITORIALE DI CACCIA MS 13 - </strong>L&#8217;Atc favorevole all&#8217;ampliamento dei giorni di prelevamento nelle zone non vocate da parte delle squadre di caccia al cinghiale. Per rispondere all&#8217;emergenza ungulati sostenute dagli agricoltori nelle aree non vocate, il Comitato di Gestione dell&#8217;Ambito Territoriale di Caccia 13 della Provincia di Massa Carrara ha espresso parere positivo sull&#8217;opportunità di aumentare i giorni in cui le squadre potranno andare a cacciare. L&#8217;ipotesi, al vaglio della Provincia di Massa Carrara, prevede l&#8217;aggiunta di uno o più giorni ai già calendarizzati appuntamenti del mercoledì e domenica. Un&#8217;opportunità che l&#8217;Atc aveva già prospettato in passato per far fronte alla numerosa popolazione di cinghiali che ormai si sono spinti fino alle aree urbane provocando, anche nel 2010, circa 45 mila euro di danni alle coltivazioni accompagnata dalla furia degli agricoltori. &#8220;E&#8217; una prospettiva - spiega Valerio Poi, Presidente del Comitato di Gestione - che avevamo già indicato in diverse occasioni nei mesi precedenti e che ci trova decisamente favorevoli. L&#8217;ampliamento dei giorni di prelevamento nelle zone a forte criticità, le cosiddette aree non vocate, è sicuramente uno strumento efficace per eradicare la specie dalle aree dove non dovrebbero stare&#8221;.<br />
Nonostante il numero di prelevamenti che ha sfiorato quasi i 3700 capi abbattuti nel 2010 nei distretti autorizzati, 444 in più rispetto all&#8217;anno prima, la popolazione dei cinghiali sembra fuori controllo. &#8220;Il calendario prevede la possibilità di una deroga al 31 gennaio 2012 se non completati i piani di abbattimento per far fronte proprio a questa emergenza di sovrannumero di cinghiali. Noi siamo favorevoli - ripete Poi - a consentire la caccia in uno o più giorni diversi da quelli calendarizzati. Ora sta alla Provincia modificare il regolamento&#8221;.<br />
L&#8217;Atc coglie l&#8217;occasione per ricordare a tutti i cacciatori del cinghiale di indossare abbigliamento ad alta visibilità e adottare tutte le misure utili alla sicurezza, rispettare le aree vocate e non e che è vietato abbattere specie di fauna selvatica diversa dal cinghiale, fatta eccezione per la Volpe nei tempi consentiti dalla normativa vigente. Eventuali infrazioni - spiega ancora il Comitato - da parte di una delle squadre iscritte all&#8217;Atc 13, potranno portare anche alla sospensione dell&#8217;attività venatoria fino ad un massimo di 3 mesi. Un ultimo fondamentale accorgimento: gli animali abbattuti dalle squadre dovranno essere contrassegnati con l&#8217;apposizione di una delle fascette metalliche da utilizzare per il territorio vocato.</p>
<p>Per informazioni, aggiornamenti e modulistica potete contattare il sito <a href="http://www.atcms13.it" target="_blank">www.atcms13.it</a></p>
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		<title>IL PRESIDENTE FIDC DALL’OLIO RISPONDE ALL’ESPRESSO</title>
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		<pubDate>Tue, 06 Dec 2011 11:45:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia]]></category>

		<category><![CDATA[Gianluca Dall'Olio]]></category>

		<category><![CDATA[l'espresso]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Le Regioni hanno tutto il diritto di derogare alla Direttiva Uccelli e allungare i calendari venatori. L&#8217;importante è che presentino studi e dati inoppugnabili&#8221;. A dirlo il presidente nazionale della Federazione Italiana della Caccia Gian Luca Dall&#8217;Olio, rispondendo alle domande di Federico Formica che riporta poi il suo pensiero nell&#8217;articolo &#8220;La caccia? Ci costerà un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Le Regioni hanno tutto il diritto di derogare alla Direttiva Uccelli e allungare i calendari venatori. L&#8217;importante è che presentino studi e dati inoppugnabili&#8221;. A dirlo il presidente nazionale della Federazione Italiana della Caccia Gian Luca Dall&#8217;Olio, rispondendo alle domande di Federico Formica che riporta poi il suo pensiero nell&#8217;articolo &#8220;La caccia? Ci costerà un miliardo&#8221; dedicato alla presunta multa che l&#8217;Unione Europea starebbe per comminare all&#8217;Italia per &#8220;ripetute violazioni della direttiva Ue che regola la caccia agli uccelli selvatici&#8221; e apparso sul sito internet de L&#8217;Espresso.<br />
Dall&#8217;Olio ricorda anche che la Direttiva europea prevede diverse deroghe che i cacciatori italiani non possono sfruttare. E, come sottolinea l&#8217;articolo, non vede la ragione di ‘tutto questo clamore per la procedura d&#8217;infrazione ai nostri danni. Con la stangata che ci sta per arrivare per le quote latte, ci preoccupiamo della multa che prenderemo per la caccia agli uccelli?&#8221;.<br />
Per leggere l&#8217;articolo completo: <a href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/la-caccia-ci-costera-un-miliardo/2167825/25" target="_blank">espresso.repubblica.it</a></p>
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		<item>
		<title>CACCIA: STIVAL, “ANCHE IL CONSIGLIO DI STATO CI HA DATO RAGIONE. VITTORIA DELLA BUONA AMMINISTRAZIONE CHE DEDICO A CHI HA GUFATO”</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 10:32:27 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

		<category><![CDATA[Daniele Stival]]></category>

		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Venezia, 30 novembre 2011- &#8220;Il Consiglio di Stato ha respinto l&#8217;istanza di sospensione della caccia in deroga in Veneto presentata dalla Lac&#8221;. Lo rende noto &#8220;con grande soddisfazione&#8221; l&#8217;assessore regionale alla caccia Daniele Stival.
&#8220;Attendiamo di valutare a fondo le motivazioni di questa decisione - aggiunge Stival - ma nella sostanza il Consiglio di Stato non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Venezia, 30 novembre 2011- &#8220;Il Consiglio di Stato ha respinto l&#8217;istanza di sospensione della caccia in deroga in Veneto presentata dalla Lac&#8221;. Lo rende noto &#8220;con grande soddisfazione&#8221; l&#8217;assessore regionale alla caccia Daniele Stival.<br />
&#8220;Attendiamo di valutare a fondo le motivazioni di questa decisione - aggiunge Stival - ma nella sostanza il Consiglio di Stato non ha ravvisato motivi sufficienti per modificare la decisione del Tar Veneto, che a sua volta ci aveva dato ragione. Di certo siamo di fronte all&#8217;ennesima vittoria della buona amministrazione con la quale la Regione ha gestito questa vicenda e ad una nuova conferma della correttezza degli atti assunti&#8221;.<br />
&#8220;Nel giro di qualche settimana - aggiunge Stival - il Tar, la Corte Costituzionale, e oggi il Consiglio di Stato ci hanno dato ragione, e questo dovrebbe far riflettere i tanti gufi che hanno svolazzato sulla vicenda, tentando di gettare addosso alla Giunta regionale ed al sottoscritto colpe ed errori che non ci sono mai stati, visto che i massimi organismi giurisdizionali italiani non ne hanno ravvisato l&#8217;esistenza&#8221;.<br />
&#8220;Ringrazio il Consiglio di Stato - prosegue l&#8217;assessore - per la celerità con la quale ha preso la sua decisione, sgombrando così il campo dalle incertezze che purtroppo si erano create ed erano state abbondantemente cavalcate, dentro e fuori la politica. Ringrazio anche i nostri uffici tecnici e l&#8217;avvocatura regionale, che hanno lavorato intensamente contribuendo a raggiungere l&#8217;obiettivo. Ma un grazie particolare va ai nostri cacciatori, quelli veri e non i politicanti, che hanno avuto tanta pazienza e ci hanno sostenuto in questa battaglia&#8221;.<br />
&#8220;Questa ennesima vittoria - conclude Stival - ci incoraggia a proseguire sulla strada intrapresa, ma non dobbiamo abbassare la guardia e moltiplicare ulteriormente gli sforzi per affermare a tutti i livelli la bontà delle nostre ragioni. Dobbiamo fare di tutto perché in futuro non abbiano più ! a ripete rsi interruzioni nello svolgimento della stagione venatoria&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>ARCICACCIA: IN ABRUZZO CHIUSA LA CACCIA A FAGIANO E STARNA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 10:28:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Arci caccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
La Giunta Regionale con DGR del 28/11/2011 ha approvato le modifiche al calendario venatorio 2011/2012. Le modifiche si sono rese necessarie per adeguarsi all&#8217;ordinanza del TAR Abruzzo n. 574/2011. Nelle more della pubblicazione del calendario nella versione definitiva SI AVVISA che il prelievo venatorio al fagiano termina il 30/11/2011 la caccia alla starna [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>La Giunta Regionale con DGR del 28/11/2011 ha approvato le modifiche al calendario venatorio 2011/2012. Le modifiche si sono rese necessarie per adeguarsi all&#8217;ordinanza del TAR Abruzzo n. 574/2011. Nelle more della pubblicazione del calendario nella versione definitiva SI AVVISA che il prelievo venatorio al fagiano termina il 30/11/2011 la caccia alla starna può avvenire con le seguenti prescrizioni: dal 1° ottobre al 30 novembre 2011 è consentita la caccia alla starna (Perdix perdix):<br />
a) nelle aree ove i piani faunistico-venatori hanno accertato l&#8217;avvenuta stabilizzazione di popolazioni reintrodotte. In tali aree il prelievo venatorio non deve superare il 15% della consistenza autunnale stimata;<br />
b) nelle aree oggetto di interventi di gestione attiva secondo le previsioni dei piani di prelievo proposti dagli ATC o AFV e approvati dalle competenti Provincie. La densità delle popolazioni deve essere in grado di garantire la sostenibilità del prelievo stesso;<br />
c) nelle Aziende agri-turistico-venatorie nell&#8217;ambito dell&#8217;arco temporale massimo stabilito dalla L. 157/92, art. 18. Nelle aree con attuale presenza di residue popolazioni ancora capaci di automantenersi (compresa una fascia di rispetto circostante di circa 10 km, da prevedersi anche nel caso in cui le medesime popolazioni siano localizzate entro il perimetro di aree protette), nonché nelle aree oggetto di piani di reintroduzione finalizzati alla costituzione di popolazioni stabili, fino ad avvenuta stabilizzazione il prelievo venatorio è vietato.</p>
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		<title>FIDC VENETO: IL CONSIGLIO DI STATO SI PRONUNCIA CONTRO IL RICORSO</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 17:48:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Consiglio di Stato, accogliendo la richiesta dell&#8217;Assessore Stival di anticipare la propria decisione rispetto a quanto inizialmente fissato, si è pronunciato oggi in merito al ricorso presentato dalla Lega per l&#8217;Abolizione della Caccia respingendolo e riaprendo così le cacce in deroga in Veneto.
La decisione del Consiglio di Stato giunge dopo le due sospensive decise [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Consiglio di Stato, accogliendo la richiesta dell&#8217;Assessore Stival di anticipare la propria decisione rispetto a quanto inizialmente fissato, si è pronunciato oggi in merito al ricorso presentato dalla Lega per l&#8217;Abolizione della Caccia respingendolo e riaprendo così le cacce in deroga in Veneto.<br />
La decisione del Consiglio di Stato giunge dopo le due sospensive decise da parte del TAR Veneto e sancisce ancora una volta la sconfitta dell&#8217;oltranzismo animalista della Lac dimostrando la piena legittimità dello strumento del prelievo in deroga.<br />
Una conclusione sulla quale non nutrivamo alcun dubbio e che dimostra altresì l&#8217;inutilità di posizioni solamente demagogiche tenute da chi invece di cercare proposte credibili e sostenerle nelle sedi opportune ha tratto spunto da queste vicende per continuare a illudere i cacciatori veneti cercando con scarsa coerenza di addossare ad altri responsabilità passate e prendersi meriti non suoi.Federazione Italiana della Caccia Veneto - 30 novembre 2011</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>CHIUSURA CORSO DI SELEZIONE ALL’ACCADEMIA FAUNISTICA DELLA PROVINCIA DI PORDENONE</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:36:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[accademia faunisstica]]></category>

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		<description><![CDATA[Sabato 26 novembre 2011, presso la sede della Riserva di caccia di Porcia (PN), si sono svolti con successo gli esami per l&#8217;abilitazione alla caccia di selezione, conseguenti al corso espressamente richiesto dal Direttore della Riserva di Porcia, Giovanni Zanot e sostenuto dall&#8217;Accademia Faunistica della Provincia di Pordenone.
&#8220;Il corso - ha commentato con soddisfazione il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sabato 26 novembre 2011, presso la sede della Riserva di caccia di Porcia (PN), si sono svolti con successo gli esami per l&#8217;abilitazione alla caccia di selezione, conseguenti al corso espressamente richiesto dal Direttore della Riserva di Porcia, Giovanni Zanot e sostenuto dall&#8217;Accademia Faunistica della Provincia di Pordenone.<br />
&#8220;Il corso - ha commentato con soddisfazione il Direttore Zanot - così come l&#8217;esito dell&#8217;esame che ha visto abilitati tutti i 24 soci partecipanti, dimostra ancora una volta che il proficuo rapporto instauratosi negli ultimi anni tra l&#8217;Amministrazione provinciale, gli organi di gestione venatoria e i cacciatori stessi, stia dando grandi risultati, soprattutto per quanto riguarda la formazione dei cacciatori, i quali, oltre ad essere gestori dell&#8217;ambiente e della fauna selvatica, devono anche sapersi rapportare in maniera tecnico-scientifica, con un&#8217;opinione pubblica sempre più distante dal mondo venatorio ed agricolo, che spesso ignora completamente quali siano le dinamiche faunistico-ambientali che si svolgono sul territorio che ci circonda (come ad es. l&#8217;aumento della presenza degli ungulati in pianura e le conseguenti problematiche gestionali)&#8221;.<br />
Al termine degli esami si è svolto un apprezzatissimo momento conviviale che ha visto la partecipazione dell&#8217;Assessore provinciale alla Caccia e Pesca Stefano Zannier, del Funzionario dott. Davide Zaninotti, nonchè della commissione esaminatrice, composta dai sig.ri dott. Marcello Massardi, Dario Buscema e Vittorio Cibien.<br />
L&#8217;Assessore Zannier ha rinnovato i ringraziamenti nei confronti del Direttore della Riserva di Porcia e della commissione per il lavoro svolto, complimentandosi con i neo abilitati e augurando, da buon cacciatore di montagna, weidmannsheil a tutti.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PERICCIOLI: “FEDERCACCIA TOSCANA LAVORA SODO, TUTTI I GIORNI, PER I DIRITTI DEI CACCIATORI”</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Per noi il rimpallo delle dichiarazioni con Arcicaccia, che non abbiamo iniziato, finisce qui&#8221; dice Moreno Periccioli, Presidente di Federcaccia Toscana, a proposito delle ultime comunicazioni dell&#8217;Arci (Dipanare il filo della matassa) diffuse nei giorni scorsi&#8221; perché la caccia ha bisogno di misurarsi con progetti e politiche concrete e di ricercare su di esse alleanze [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Per noi il rimpallo delle dichiarazioni con Arcicaccia, che non abbiamo iniziato, finisce qui&#8221; dice Moreno Periccioli, Presidente di Federcaccia Toscana, a proposito delle ultime comunicazioni dell&#8217;Arci (Dipanare il filo della matassa) diffuse nei giorni scorsi&#8221; perché la caccia ha bisogno di misurarsi con progetti e politiche concrete e di ricercare su di esse alleanze e convergenze, non di attardarsi in dibattiti autoreferenziali che non portano da nessuna parte.<br />
Nel merito non ho niente da aggiungere rispetto all&#8217;intervista del 18 novembre, se non che io non penso, come sembra invece l&#8217;Arcicaccia, che in Toscana i cacciatori abbiano raccolto risultati che -assomigliano ad un cumulo di macerie-: tanti sono gli obbiettivi che ci poniamo e certo non ci diremo soddisfatti finché non li avremo raggiunti, tuttavia a me pare che nella nostra regione, negli anni, siamo stati capaci di fare un buon lavoro che pur fra mille difficoltà, in gran parte dovute ai ritardi ed alle inadempienze della politica nazionale, ha costruito le basi per ulteriori progressi. E questo lavoro l&#8217;abbiamo fatto insieme a tutte le Associazioni Venatorie.<br />
La nuova legge, i regolamenti, ora il Piano faunistico in via di definizione ne sono esempio, ma lo è anche la conferma del calendario venatorio che mantiene i tempi di caccia dalla preapertura al 31 gennaio: per Federcaccia Toscana tempi e specie di caccia, sempre declinati sulla scorta delle conoscenze tecniche e scientifiche e mai disgiunti dall&#8217;impegno primario nella tutela e gestione dell&#8217;ambiente, sono questioni importanti e non sono derubricabili.<br />
Abbiamo la consapevolezza che essere la più numerosa e rappresentativa delle Associazioni Venatorie ci consegna l&#8217;obbligo, oltre che della determinazione, della pazienza e della costanza.<br />
Applichiamo questo dovere nel lavoro quotidiano che facciamo nell&#8217;interesse generale e nella ferma ed intransigente tutela dei diritti dei cacciatori, per conquistare i risultati che ci consentano di sviluppare, in Toscana e dalla Toscana, una caccia moderna, mirata sulla gestione, di soddisfazione per i cacciatori ed utile all&#8217;ambiente ed alla biodiversità.<br />
Questa è la nostra ambizione, l&#8217;obbiettivo che ci siamo posti e che perseguiamo con le nostre proposte (le stesse che nell&#8217;iniziativa del Baglioni del 2010 avevano raccolto consensi diffusi, compreso quello di Arcicaccia che assieme a noi e ad Italcaccia fu promotrice dell&#8217;iniziativa), una piattaforma che guarda alla società ed è aperta a tutti i contributi ma nella quale ai cacciatori è riconosciuta piena cittadinanza per i diritti oltre che per i doveri.<br />
Se Arcicaccia pensa che, di fronte a questi scenari e a queste sfide per la caccia in Toscana, sia più utile soffermarsi sui sofismi di un nuovo - modello culturale - o - nella ricerca di &#8220;un altro racconto della caccia&#8221;-, è scelta libera che io non commento.<br />
Noi lavoriamo, sodo, tutti i giorni, e cerchiamo di ottenere risultati; se, come auspichiamo, si vuol farlo insieme, la porta è sempre aperta.&#8221;</p>
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		<title>UN NUOVO GOVERNO, UN NUOVO ASSOCIAZIONISMO VENATORIO</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 14:30:35 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Arcicaccia]]></category>

		<category><![CDATA[marco ciarafoni]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;editoriale del nuovo numero di Caccia + a firma di Marco Ciarafoni
L&#8217;Italia ha un nuovo governo, lo guida il prof. Monti e ha il compito di salvare il Paese da una profonda e lacerante crisi economica che non potrà essere archiviata solo come il riflesso di una congiuntura globale ma come la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo l&#8217;editoriale del nuovo numero di Caccia + a firma di Marco Ciarafoni<br />
L&#8217;Italia ha un nuovo governo, lo guida il prof. Monti e ha il compito di salvare il Paese da una profonda e lacerante crisi economica che non potrà essere archiviata solo come il riflesso di una congiuntura globale ma come la più grande crisi del capitalismo degli ultimi decenni. Una situazione che nel nostro Paese è risultata aggravata dall&#8217;incapacità, o meglio dalla non volontà, del governo Berlusconi, avvitato sugli interessi personali e di casta, di avviare un serio piano di riforme e di interventi strutturali necessari per ridistribuire la ricchezza in modo che ciascun cittadino possa essere messo nelle condizioni di contribuire al risanamento in maniera proporzionale alle proprie possibilità, per far ripartire lo sviluppo tenendo a riferimento qualità e sostenibilità, per sostenere il mondo del lavoro. Scriviamo mentre il prof. Monti si appresta a ricevere la fiducia dal Parlamento e il nostro primo pensiero va al presidente Giorgio Napolitano per il grande ruolo che ha svolto, per la determinazione e la saldezza nell&#8217;esercitarlo e per essere stato, spesso in solitudine, baluardo dell&#8217;unità del Paese anche nel rapporto con gli altri consessi internazionali. Non sta a noi esprimere giudizi a priori sull&#8217;operato del nuovo governo ma ci sentiamo di condividere l&#8217;appello delle forze produttive, economiche, sociali e sindacali che all&#8217;unisono hanno chiesto al nuovo esecutivo di fare presto per garantire: piani di crescita economica durevole, combattendo gli abusi, rilanciando l&#8217;occupazione e contrastando la precarietà; equità fiscale e sociale e lotta all&#8217;evasione; trasparenza e rigore nella gestione delle risorse pubbliche; l&#8217;abbattimento del debito ; dignità e rispetto al nostro Paese; tagli dei costi della politica. Ci auguriamo altresì che sia ormai alle nostre spalle una fase politica ed istituzionale dettata da logiche demagogiche e populiste e alimentata ! da un co nsenso orchestrato su basi individualiste e di disprezzo per le regole. Auspichiamo che così possa essere anche per i temi a noi cari non riuscendo a trovare una sola scelta, un solo provvedimento che possa essere ricordato positivamente a vantaggio dei vari ministri dell&#8217;ambiente e delle politiche agricole oltre che dalle incursioni di altri ministri e sottosegretari, come la Brambilla e la Martini, che hanno cavalcato propagandisticamente, producendo solo divisioni e conflitti, le diverse sensibilità in campo. E non si tratta di solo fumo e chiacchiere visto che l&#8217;approvazione della legge comunitaria ha portato alla contrazione dei tempi di caccia per alcune specie, che di fatto è divenuto quasi impossibile applicare il regime di deroga per le specie dannose per le colture agricole poiché a tutt&#8217;oggi mancano le linee guida governative, che lo storno non è ancora tra le specie cacciabili, che l&#8217;allevamento zootecnico ha subito un duro colpo per i lacci e i laccioli inseriti nelle norme che regolano il taglio della coda, il trasporto dei cani e le misure dei box, che detenere, trasportare le armi da caccia o rinnovare la licenza venatoria sarà sempre più complicato, che i cacciatori hanno subito un attacco mediatico senza precedenti e che sono di nuovo all&#8217;angolo anche per responsabilità di chi, nell&#8217;associazionismo venatorio, ha assecondato gli interessi dei padroni del vapore.<br />
Sotto l&#8217;albero di natale ci piacerebbe trovare tutt&#8217;altro che gli errori del passato e le finte promesse mai mantenute. Ci piacerebbe sentirci a pieno titolo facenti parte di una comunità nazionale che pensa al riscatto e che guarda al futuro con occhi pieni di fiducia e di speranza. Lo diciamo senza ingenerare inutili attese poiché ci basterebbe, e sarebbe già tanto, che il nuovo governo e i neo ministri dell&#8217;ambiente e delle politiche agricole Corrado Clini e Mario Catania, ai quali rivolgiamo un sincero augurio di buon lavoro, nel quadro di transizione e di emergenza, riescano innanzitutto a costruire quegli elementi di governance utili ad assumere scelte condivise e concertate tra Stato, regioni ed enti locali ma anche nel rapporto con le forze sociali e i portatori di interesse. E&#8217; in questo quadro che può ripartire una efficace, concreta e contestuale applicazione delle leggi su caccia e aree protette, che può e deve trovarsi un punto di equilibrio nell&#8217;applicazione delle direttive comunitarie dimenticando tribunali e contenziosi, che potrà essere sostenuta e rafforzata la ricerca scientifica, ad iniziare dall&#8217;Ispra, quale riferimento insostituibile per le scelte di gestione e conservazione delle specie, che la buona caccia possa tornare ad essere riconosciuta quale attività positiva nel contesto della tutela ambientale.<br />
Ci auguriamo pure che anche l&#8217;associazionismo venatorio utilizzi questa fase di decantazione per riflettere su quanto è stato e sul proprio destino. Abbandoni definitivamente velleità, autoreferenzialità e demagogia, faccio tesoro delle cocenti sconfitte subite, sappia leggere con capacità critica delle occasioni perdute, ascolti di più e meglio la voce della ragione e della responsabilità, possa liberarsi dall&#8217;abbraccio mortale del bracconaggio elettorale, tenga a riferimento l&#8217;apertura di credito che la pubblica opinione (come dimostrato da ricerche effettuate) è ancora disposta a dare verso la caccia sostenibile e delle regole oggi in vigore. Anche per il mondo venatorio è il momento delle decisioni, non più rinviabili. Abbia la capacità, tra l&#8217;altro, di promuovere una fase di distensione e di pacificazione nei rapporti tra gli uomini e le organizzazioni. Lasciarci andare verso l&#8217;oblio o riprendere una rotta interrotta inopinatamente qualche anno fa con la dissoluzione, per ragioni strumentali e politiche, di quell&#8217;organismo unitario capace di vincere le sfide referendarie, di conquistare una legislazione venatoria di assoluto rilievo in europa e nel mondo, di far assumere ai cacciatori un protagonismo attivo nella società. L&#8217;unità è un mezzo per raggiungere traguardi ma è anche l&#8217;occasione per ripartire dai contenuti. I prossimi mesi saranno decisivi anche per la caccia. Per di più c&#8217;è da risolvere il problema del possibile referendum in Piemonte con il rischio che possa essere accomunato, nel voto, ai referendum nazionali. Cosa dirà il mondo venatorio? Quali soluzioni prospetterà? Con quali argomenti cercherà l&#8217;interlocuzione con i cittadini piemontesi? Saprà formulare una proposta che possa essere condivisa o si limiterà al piagnisteo o a continuare nella litania dei &#8220;più tempi, più specie, più caccia&#8221;? Il piemonte sarà un vero banco di prova e ser! virà a saggiare il cambio di passo nei progetti e nei comportamenti delle associazioni venatorie. Accanto alla riflessione, nel frattempo, godiamoci le giornate di caccia che ci separano dalla chiusura e quei straordinari momenti di serenità che vivremo durante le ormai prossime feste nelle nostre famiglie e con i nostri amici. Auguri speciali ai lettori della nostra rivista.Marco Ciarafoni</p>
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		<title>A MONDOCACCIA PER UNA CACCIA SOSTENIBILE</title>
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		<pubDate>Wed, 30 Nov 2011 12:51:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[È stato un agile e stimolante convegno a mettere il suggello alla prima, riuscita, edizione della fiera della caccia che si è svolta a Carrara lo scorso fine settimana. A confrontarsi sul tema &#8220;Caccia sostenibile: Intelligenza e Passione&#8221;, moderati da Rodolfo Grassi, giornalista e presidente provinciale della FIdC di Milano, Monza-Brianza, sono stati il Presidente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È stato un agile e stimolante convegno a mettere il suggello alla prima, riuscita, edizione della fiera della caccia che si è svolta a Carrara lo scorso fine settimana. A confrontarsi sul tema &#8220;Caccia sostenibile: Intelligenza e Passione&#8221;, moderati da Rodolfo Grassi, giornalista e presidente provinciale della FIdC di Milano, Monza-Brianza, sono stati il Presidente nazionale della Federazione Italiana della Caccia Gian Luca Dall&#8217;Olio e Massimo Cocchi di Federcaccia Toscana, assieme ad Alberto Benatti per la Liberacaccia e Massimo Marracci, Segretario Generale dell&#8217;Associazione Europea Cacce Tradizionali.<br />
Concorde l&#8217;opinione espressa dai relatori sulla importanza di iniziative come quella carrarina, &#8220;necessarie sul territorio - ha sottolineato il presidente Dall&#8217;Olio - per rendere visibile anche ai non cacciatori l&#8217;importanza dell&#8217;attività venatoria, anche dal punto di vista economico. Un valore complessivo della caccia che ha avuto pieno riconoscimento in Europa. In Italia purtroppo - ha continuato il presidente FIdC entrando più nel vivo dell&#8217;argomento - abbiamo raccolto tardi e in maniera non sempre puntuale le regole, non solo legislative, che l&#8217;Europa ha dettato in materia di caccia.<br />
Stiamo ora pagando una mancanza di attenzione e di interesse del mondo politico su questi temi&#8221;. E dopo aver ripercorso le vicende legate ai tentativi di modifica della 157/92, dell&#8217;insoddisfacente risultato della Comunitaria e di come viene affrontato il tema delle deroghe, Dall&#8217;Olio ha sottolineato che per parlare di sostenibilità della caccia intesa come sostenibilità delle richieste e istanze del mondo venatorio, che non possono basarsi più solo sulla politica, sia necessario sempre più dotarsi di maggiori conoscenze tecnico-scientifiche, necessarie anche per costruire un nuovo e diverso rapporto con l&#8217;Ispra, che da istituto di consulenza scientifica si sta trasformando sempre più in &#8220;fonte&#8221; giuridica.<br />
Anche Alberto Benatti si è detto d&#8217;accordo con la necessità della raccolta da parte delle associazioni venatorie di dati da fornire al mondo scientifico, sottolineando la necessità di una loro validazione di un organismo super partes, pena la loro messa in discussione.<br />
&#8220;Parlando di sostenibilità - ha detto anche Benatti - non è sostenibile che sia solo l&#8217;Ispra a dettare le regole, in particolare quando non dispone di dati per farlo&#8221;.<br />
Nel suo intervento, Massimo Marracci ha ricordato come l&#8217;Associazione Europea per le Cacce Tradizionali sia nata nel 1995 proprio da una idea di Francia e Italia, alle quali si sono poi aggiunti altri Paesi europei particolarmente legati alla caccia alla migratoria. In questi anni l&#8217;associazione si è dedicata alla raccolta di dati scientifici e alla ricerca, ma questo si è rivelato più facile e maggiormente condiviso all&#8217;estero che non in Italia. Marracci ha poi individuato diverse forme di sostenibilità: da quella scientifica appunto, &#8220;perché le cacce tradizionali affondano il loro valore nelle tradizioni e nella passione, ma devono essere oggi mediate dall&#8217;intelligenza&#8221;, a quella tecnica, che nel nostro Paese non è ancora bene realizzata (spesso si fa confusione ad esempio fra erratismi e inizio vero e proprio delle migrazioni); da quella giuridica con una applicazione corretta delle leggi e delle direttive, a quella culturale, trasmettendo i nostri valori e il nostro impegno all&#8217;esterno.<br />
Ha concluso poi il giro di interventi Massimo Cocchi, che ha sottolineato la necessità di approfondire il concetto di professionalità legato alla caccia, attirando l&#8217;attenzione sul pericolo di trasformare difficoltà contingenti in problemi sul medio-lungo periodo.<br />
Parlando di sostenibilità, Cocchi ha ricordato come questo concetto sia particolarmente ben espresso dalla legge sulla caccia della Toscana, dove è richiamato espressamente, ponendolo però in modo subordinato alla gestione e alle necessità delle attività umane, caccia compresa.<br />
Il convegno è stata l&#8217;occasione per consegnare un riconoscimento, deliberato dalla FIdC provinciale di Milano al Presidente dell&#8217;Ente Fiera Paris Mazzanti per questa iniziativa e a Carlo Romanelli, della FIdC di Carrara per l&#8217;impegno profuso nella sua organizzazione insieme al direttivo e ai soci della sezione.<br />
Un impegno che ha visto la Federcaccia protagonista per tre giorni, con una serie di iniziative che sono andate dalla presenza istituzionale, allo spettacolo offerto dalla U.N.C.F., la settoriale federcaccia dei falconieri cacciatori, alla presenza presso lo stand del Club dei Piccoli Calibri, che ha illustrato il loro uso nella pratica venatoria, all&#8217;organizzazione, assieme alla sezione comunale dell&#8217;Anuu di Carrara, di un&#8217;esposizione aperta a tutte le razze canine.<br />
Uno sforzo ripagato da una ottima affluenza di visitatori e che apre prospettive interessanti per le future edizioni.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10905" title="mondocaccia_2011_dallolio" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/11/mondocaccia_2011_dallolio.jpg" alt="" width="450" height="301" /></p>
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		<title>FEDERCACCIA CHIEDE UN TAVOLO DI CONFRONTO SU TUTTA L’ATTIVITÀ VENATORIA</title>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 15:12:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
L&#8217;obiettivo è di stilare un protocollo di intesa sui principi e le linee-guida della politica venatoria.
Caccia: non solo cinghiale. Con questa parola d&#8217;ordine Federcaccia Umbra ha scritto una lettera all&#8217;assessore regionale Fernanda Cecchini, chiedendo &#8220;un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati&#8221;, vale a dire le associazioni venatorie istituzionalmente riconosciute, finalizzato alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p><em>L&#8217;obiettivo è di stilare un protocollo di intesa sui principi e le linee-guida della politica venatoria.</em></p>
<p>Caccia: non solo cinghiale. Con questa parola d&#8217;ordine Federcaccia Umbra ha scritto una lettera all&#8217;assessore regionale Fernanda Cecchini, chiedendo &#8220;un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati&#8221;, vale a dire le associazioni venatorie istituzionalmente riconosciute, finalizzato alla sottoscrizione di un &#8220;protocollo di intesa che definisca principi e linee-guida di politica venatoria&#8221;, in base alle quali confermare o modificare le attuali leggi o regolamenti regionali.<br />
Accantonate le polemiche sul calendario venatorio, e dopo una prima consulta - lo scorso 11 ottobre - incentrata sul regolamento regionale per la caccia al cinghiale, Federcaccia torna a chiedere di parlare dell&#8217;insieme delle forme di attività venatoria, con particolare attenzione ad alcuni punti-chiave.<br />
Innanzitutto occorre decidere cosa fare per recuperare un patrimonio faunistico stanziale che, da anni, versa in una situazione fortemente critica. A tale scopo il Piano faunistico regionale, approvato cinque anni fa ma mai messo in pratica, prevede delle valide misure che andrebbero attuate quanto prima. Altro capitolo riguarda la caccia alla migratoria e le deroghe. Per la selvaggina di passo occorre porre in atto misure per il miglioramento ambientale, mentre l&#8217;argomento &#8220;caccia in deroga&#8221;, secondo Federcaccia, va affrontato con i parametri legislativi e scientifici, abbandonando inutili isterismi in un senso o nell&#8217;altro. Questi ultimi, come dimostrano i ricorsi subiti dai calendari venatori di alcune regioni e la recente minaccia di ulteriori sanzioni europee, non portano a nulla di buono.<br />
Il tavolo di confronto, poi, dovrebbe essere in grado di stilare i criteri per il prossimo calendario venatorio, che sia in linea con le direttive nazionali e comunitarie.<br />
Tornando al tema della caccia al cinghiale, Federcaccia Umbra ritiene valido il regolamento regionale, che necessita - più che di modifiche - della sua piena applicazione. In particolare, occorre quanto prima regolamentare la caccia al cinghiale in forma singola, dotandola di precisi contenuti etico-venatori, senza dare spazio a ulteriori forme di prelievo del cinghiale che andrebbero giocoforza a sottrarre altro spazio alle cacce differenti. Per le quali, al contrario, occorre recuperare territorio, attraverso norme regionali precise che non siano comunque una &#8220;gabbia&#8221; per i cacciatori, ma che consentano eccezioni per affrontare le varie situazioni particolari all&#8217;interno del territorio regionale. Al momento, inoltre, soltanto l&#8217;Atc Pg 1 ha predisposto gli obbligatori piani di gestione dei distretti, la cui redazione è in capo ai vari Ambiti territoriali di caccia. Allo stesso modo ancora urge l&#8217;approvazione di un nuovo regolamento per i danni da fauna selvatica. In tal senso, una proposta di regolamento sottoscritta da tutte le associazioni venatorie umbre è già all&#8217;attenzione dell&#8217;assessore.<br />
Infine, il tavolo di confronto auspicato da Federcaccia dovrebbe anche rivedere la legge regionale numero 14 del 1994 e il regolamento regionale numero 6, che stabilisce le norme per la gestione degli Atc.</p>
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		<title>CACCIA IN DEROGA. STIVAL: DA DECRETO CONSIGLIO DI STATO SITUAZIONE KAFKIANA</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Nov 2011 12:25:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

		<category><![CDATA[Daniele Stival]]></category>

		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Chiederemo al Consiglio di Stato di anticipare la discussione di merito sulla questione della caccia in deroga. Di sicuro il decreto della Corte che sospende la nostra delibera in materia ci pone tutti di fronte ad una situazione kafkiana&#8221;. Daniele Stival, assessore alla caccia del Veneto, anticipa le prossime mosse dell&#8217;amministrazione regionale rispetto ad una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Chiederemo al Consiglio di Stato di anticipare la discussione di merito sulla questione della caccia in deroga. Di sicuro il decreto della Corte che sospende la nostra delibera in materia ci pone tutti di fronte ad una situazione kafkiana&#8221;. Daniele Stival, assessore alla caccia del Veneto, anticipa le prossime mosse dell&#8217;amministrazione regionale rispetto ad una questione da anni sul tappeto e che in Italia &#8220;ha creato solamente controversie giuridiche&#8221;.<br />
&#8220;Premetto che le deroghe in materia di caccia - ha ricordato Stival - sono previste dalle stesse normative europee che vengono invocate contro di esse. E magari questa già non è una buona premessa, ma di sicuro la possibilità di derogare non se l&#8217;è inventata la Regione del Veneto. Aggiungo che una sentenza della Corte Costituzionale di pochi giorni fa ha stabilito che le deroghe in materia di caccia sono di competenza delle Regioni e non un tema che appartiene allo Stato o ne preveda la cosiddetta ‘concorrenza&#8217;. Faccio altresì presente che più provvedimenti giurisdizionali di primo grado hanno riconosciuto la legittimità anche nei contenuti delle decisioni regionali, adottate sulla base di una legge del Veneto vigente, conforme alla normativa statale e a quella comunitaria. Ora questo decreto intanto ci ferma, poi si vedrà, tra una dozzina di giorni, se nel merito la nostra delibera è o no illegittima e rispetto a che cosa&#8221;.<br />
&#8220;In questa situazione, la Regione è dunque l&#8217;istituzione che può decidere in materia di deroga, ma sentenze e decisioni della magistratura amministrativa - ha concluso Stival - sembrano sostanziare il fatto che l&#8217;unica decisione da prendere sia quella di non decidere. Con buona pace delle certezze che ogni cittadino, cacciatore o non cacciatore, ha ragione di pretendere. Per dirla in altri termini: la cosa puzza sempre più di politica e sempre meno di certezza normativa&#8221;.</p>
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		<item>
		<title>IL TAR SI PRONUNCIA SUL CALENDARIO VENATORIO DEL LAZIO</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/il-tar-si-pronuncia-sul-calendario-venatorio-del-lazio-10873/</link>
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		<pubDate>Fri, 25 Nov 2011 23:24:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

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		<description><![CDATA[ Con decisione odierna - 25 novembre - il Tar del Lazio ha emesso un&#8217;Ordinanza relativa al calendario venatorio della Regione Lazio per la stagione 2011-2012.
Ecco il testo:


R E P U B B L I C A   I T A L I A N A
Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio
(Sezione Prima Ter)
ha pronunciato la presente
ORDINANZA
sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p> Con decisione odierna - 25 novembre - il Tar del Lazio ha emesso un&#8217;Ordinanza relativa al calendario venatorio della Regione Lazio per la stagione 2011-2012.</p>
<p><a href="http://www.giustizia-amministrativa.it/DocumentiGA/Roma/Sezione%201T/2011/201108904/Provvedimenti/201104392_05.XML" target="_blank">Ecco il testo</a>:</p>
<blockquote>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><strong></strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><strong>R E P U B B L I C A   I T A L I A N A</strong></p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><strong>Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio<br />
(Sezione Prima Ter)</strong></p>
<p>ha pronunciato la presente</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><strong>ORDINANZA</strong></p>
<p>sul ricorso numero di registro generale 8904 del 2011, proposto da LAV Lega Antivivisezione Onlus Ente Morale e Lega per l&#8217;Abolizione della Caccia LAC, rappresentate e difese dall&#8217;avv. Valentina Stefutti, con domicilio eletto presso Valentina Stefutti in Roma, viale Aurelio Saffi, 20;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><em><strong>contro</strong></em></p>
<p>Regione Lazio, rappresentata e difesa dall&#8217;avv. Stefania Ricci, con domicilio eletto presso Stefania Ricci in Roma, via Marcantonio Colonna,27;</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><em><strong>nei confronti di</strong></em></p>
<p>- Eps Ente Produttori Selvaggina (non costituito;<br />
- Ente Parco Nazionale D&#8217;Abruzzo Lazio e Molise (non costituito);<br />
- ATC FR 1 (non costituito); <br />
- Ispra - Istituto Superiore della Protezione e la Ricerca Ambientale, rappresentato e difeso dall&#8217;Avvocatura Generale dello Stato, domiciliato per legge in Roma, via dei Portoghesi, 12; </p>
<p style="TEXT-ALIGN: center"><em><strong>per l&#8217;annullamento</strong>,<br />
previa sospensione dell&#8217;efficacia,</em></p>
<p>del decreto T029 del 1° agosto 2011 recante il calendario venatorio regionale 2011-2012: disciplina dell&#8217;esercizio venatorio nell&#8217;area di protezione esterna al Parco Nazionale dell&#8217;Abruzzo del Molise e del Lazio.</p>
<p>Visti il ricorso e i relativi allegati;</p>
<p>Visti gli atti di costituzione in giudizio della Regione Lazio e di Ispra - Istituto Superiore della Protezione e La Ricerca Ambientale;</p>
<p>Vista la domanda di sospensione dell&#8217;esecuzione del provvedimento impugnato, presentata in via incidentale dalla parte ricorrente;</p>
<p>Visto l&#8217;art. 55 cod. proc. amm.;</p>
<p>Visti tutti gli atti della causa;</p>
<p>Ritenuta la propria giurisdizione e competenza;</p>
<p>Relatore nella camera di consiglio del giorno 24 novembre 2011 il dott. Roberto Proietti e uditi per le parti i difensori come specificato nel verbale;</p>
<p>Considerato, ad una prima e sommaria delibazione del ricorso in epigrafe propria della presente fase cautelare, che la Regione Lazio, nell&#8217;adottare il calendario venatorio impugnato, non risulta aver tenuto in particolare considerazione le modifiche normative introdotte dall&#8217;art. 42 della legge n. 96/2010 (legge comunitaria 2009) riguardanti, tra l&#8217;altro, gli artt. 1 e 18 della l.n. 157/1992 (cfr. art. 1, comma 1-bis, e art. 18, comma 1-bis, della legge indicata) e la relativa Guida redatta da ISPRA, richiamata nella memoria depositata il 23.11.2011, con specifico riferimento al superamento degli standard minimi di tutela.</p>
<p>Ritenuto, pertanto, che, tra gli altri, i profili di fondatezza del ricorso sopra indicati impongono il riesame del Calendario venatorio impugnato nelle parti sopra evidenziate.</p>
<p>Sussistono giustificati motivi - legati alla particolarità della vicenda e delle questioni trattate - per compensare le spese di giudizio tra le parti in causa.</p>
<p style="TEXT-ALIGN: center">P.Q.M.</p>
<p>Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Prima Ter):</p>
<p>- accoglie, nei sensi di cui in motivazione, l&#8217;istanza cautelare in epigrafe al fine del riesame dell&#8217;atto impugnato, sospendendo, nelle more, l&#8217;efficacia del calendario venatorio nelle parti in cui consente l&#8217;esercizio dell&#8217;attività venatoria nei periodi di riproduzione e migrazione prenuziale e l&#8217;utilizzo di munizioni tossiche;<br />
- compensa tra le parti, alla luce della peculiarità dell&#8217;istanza cautelare in trattazione, le spese della presente fase del giudizio;<br />
- ordina alla Regione Lazio di eseguire la presente ordinanza, depositata presso la Segreteria del Tribunale che provvederà a darne comunicazione alle parti.</p>
<p>Così deciso in Roma nella camera di consiglio del giorno 24 novembre 2011 con l&#8217;intervento dei magistrati:</p>
<p>Linda Sandulli, Presidente<br />
Pietro Morabito, Consigliere<br />
Roberto Proietti, Consigliere, Estensore</p>
<p>DEPOSITATA IN SEGRETERIA<br />
Il 25/11/2011</p>
<p>IL SEGRETARIO<br />
(Art. 89, co. 3, cod. proc. amm.)</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>PERICCIOLI: “L´UNITA´ SI FA SU OBBIETTIVI, PROGRAMMI E PROGETTI CONCRETI, NON SUI SOLI SLOGAN”</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 20:08:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Toscana]]></category>

		<category><![CDATA[Moreno Periccioli]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;Arci Caccia Toscana ha diramato nei giorni scorsi un documento, titolato &#8220;Autonomi per ricostruire l&#8217;unità&#8221;, che non manca di note polemiche rivolte alla Federcaccia, accomunata a &#8220;certi soggetti&#8221; che starebbero preparando il funerale della caccia per il quale la sola Arcicaccia, con i suoi slogan sulla &#8221; caccia pubblica, sostenibile e popolare&#8221;, sarebbe l&#8217;antidoto.
Parla Moreno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;Arci Caccia Toscana ha diramato nei giorni scorsi un documento, titolato &#8220;Autonomi per ricostruire l&#8217;unità&#8221;, che non manca di note polemiche rivolte alla Federcaccia, accomunata a &#8220;certi soggetti&#8221; che starebbero preparando il funerale della caccia per il quale la sola Arcicaccia, con i suoi slogan sulla &#8221; caccia pubblica, sostenibile e popolare&#8221;, sarebbe l&#8217;antidoto.</p>
<p>Parla <strong>Moreno Periccioli</strong>, Presidente di Federcaccia Toscana: &#8220;Sorvolando su espressioni sopra le righe e sinceramente sgradevoli (&#8221;certi soggetti&#8221; appare prossimo all&#8217;offesa), confesso qualche difficoltà a comprendere il senso e la finalità di questo documento a partire dal titolo, che sembra un ossimoro: autonomi per ricostruire l&#8217;unità è come dire dividiamoci per unirci meglio, ma sappiamo che le pause di riflessione raramente, anche fra le coppie, favoriscono un futuro comune.</p>
<p>Francamente, a lasciare perplessi è anche la scelta del momento e dell&#8217;occasione, vale a dire la discussione sul <strong>Piano Faunistico Regionale</strong>.</p>
<p>Il Piano è lo strumento che deve tradurre in programmi operativi i principi, le finalità e gli obbiettivi della Legge e dei Regolamenti, Legge e Regolamenti alla cui elaborazione ed approvazione le Associazioni Venatorie hanno contribuito in modo determinante ed unitario.</p>
<p>A noi sembrava logico concludere insieme il lavoro che unitariamente avevamo iniziato, invece <em>l&#8217;Arcicaccia ha deciso di sfilarsi</em> e presentarsi da sola al tavolo regionale, rinunciando a priori financo ad un confronto per verificare se esistesse o meno intesa nel merito delle proposte da avanzare.</p>
<p>Scelta ovviamente lecita ed insindacabile, ma per me incomprensibile&#8221;.</p>
<p>L&#8217;Arci Caccia nel suo documento, tuttavia, non tratta solo del Piano Faunistico Regionale. Solleva questioni più generali, rimproverando a Federcaccia Toscana di non aver dato risposte alle sue proposte sulle &#8220;basi culturali ed organizzative per l&#8217;unità&#8221; e ponendo altri interrogativi alla Sua Associazione: perché chiedere che al Tavolo toscano sulla caccia si affronti la riforma della 157? perché non c&#8217;è stato impegno per risultati positivi al Tavolo nazionale presso la Conferenza delle Regioni? perché non prende le distanze da rivendicazioni che mirano all&#8217;allargamento delle specie cacciabili? Tutte cose che l&#8217;Arci definisce &#8220;falsi obbiettivi&#8221; che distolgono l&#8217;attenzione dalla corretta gestione faunistica.</p>
<p>&#8220;Il tema dell&#8217;unità del mondo venatorio è da sempre nel nostro ordine del giorno. Non può che essere così per una Associazione come la mia, che espressione di tutti i cacciatori lo è stata per decenni e che oggi ne rappresenta la grande maggioranza. L&#8217;unità però si fa su obbiettivi, programmi e progetti concreti, non sui soli slogan.</p>
<p>Le cosiddette basi culturali, in altre parole, non sono altro rispetto ad un progetto politico inteso come una piattaforma dove non ci si limita ad esprimere principi astratti ma si declinano, appunto, programmi ed obbiettivi di breve, medio e lungo periodo.</p>
<p>Il fatto che l&#8217;Arci definisca &#8220;falsi obbiettivi&#8221; le tre questioni oggetto degli interrogativi suddetti è indicativo: evidentemente sul progetto politico e sulla piattaforma che gli metta le gambe non siamo ancora in sufficiente sintonia.</p>
<p>Devo dire, peraltro, che su molti degli aspetti sollevati le posizioni dell&#8217;Arcicaccia Toscana sembravano diverse solo pochi mesi or sono.</p>
<p>In Toscana hanno condiviso con noi la scorsa estate la richiesta alla Regione di mantenere invariato il calendario venatorio, proprio in contrasto con il Tavolo nazionale presso la Conferenza delle Regioni da cui venivano proposte di contrazione di tempi e specie. Era questo l&#8217;esito positivo cui avremmo dovuto contribuire? Spingere per ridurre i tempi di caccia?</p>
<p>Sulle altre due questioni, poi, nell&#8217;aprile 2010 Arci Caccia Toscana sottoscrisse e presentò, con Federcaccia e Italcaccia all&#8217;hotel Baglioni a Firenze, un documento che proponeva esplicitamente - assieme alla richiesta al Parlamento di azzerare ogni iter in corso, compreso l&#8217;art. 42 della Comunitaria - la necessità di riformare la 157/92 su alcuni precisi contenuti, fra cui proprio le modalità di recepimento delle Direttive e di definizione dei tempi e delle specie del calendario venatorio.&#8221;</p>
<p>Quindi Lei, in buona sostanza, restituisce al mittente le considerazioni critiche. &#8220;Io mi limito a constatare la coerenza e la linearità delle posizioni di Federcaccia Toscana, le stesse con le quali ci siamo presentati anche al Tavolo regionale della caccia istituito dall&#8217;Assessore Salvadori.</p>
<p>Ho scritto una lettera all&#8217;Assessore <strong>Salvadori</strong>, all&#8217;inizio di ottobre, nella quale si riepilogano queste posizioni: credo che riprodurla qui sia utile a chiarire la situazione, anche in relazione al documento di Arci Caccia Toscana&#8221;.</p>
<p><strong>Questa la lettera del Presidente Periccioli inviata all&#8217;assessore Salvadori il 12 ottobre scorso.</strong></p>
<blockquote><p><em>Caro Assessore, </em></p>
<p><em>mi è stato purtroppo impossibile essere presente alla prima riunione del tavolo lo scorso 27 settembre, ma desidero ugualmente rinnovare, per prima cosa, l&#8217;apprezzamento per l&#8217;iniziativa che hai assunto e la convinzione che da essa potranno scaturire esiti positivi ed importanti. </em></p>
<p><em>Come sai e come nel corso della riunione hanno ribadito i rappresentanti di Federcaccia Toscana, noi vediamo nel tavolo uno strumento di lavoro e di confronto per affrontare l&#8217;insieme delle tematiche concernenti la gestione faunistica, venatoria ed ambientale sia nella dimensione regionale, dove il coinvolgimento dell&#8217;Assessore Bramerini favorisce l&#8217;integrazione con il quadro generale del governo del territorio, sia in ottica nazionale, dove il bagaglio dell&#8217;esperienza toscana può portare un contributo propositivo determinante. </em></p>
<p><em>Se nella nostra regione, infatti, un approccio complessivo ed organico alla materia è criterio ben presente da tempo nelle enunciazioni e nella pratica, non così nelle istanze nazionali, dove si procede solitamente per argomenti e provvedimenti disorganici e contingenti nella desolante assenza di qualsivoglia strategia e visione unitaria dei problemi. </em></p>
<p><em>Non è un caso se, mentre in Toscana una ampia maggioranza trasversale approvava una nuova legge diffusamente condivisa dalle componenti associative e di categoria e poi i conseguenti regolamenti attuativi, in Parlamento ogni pur strombazzato progetto di riforma immancabilmente si arenava o impoveriva di contenuti, al punto che un provvedimento (art. 42 della Comunitaria) all&#8217;inizio spacciato per risposta positiva e moderna all&#8217;esigenza di recepimento compiuto delle Direttive si è trasformato in una norma contraddittoria, lesiva delle competenze regionali, destabilizzante e motivo di conflitto istituzionale e sociale. </em></p>
<p><em>In questo contesto, dunque, il tavolo regionale della caccia è un&#8217;opportunità da cogliere appieno e valorizzare in tutte le sue potenzialità. </em></p>
<p><em>Avanzo, a seguire, un&#8217;ipotesi di lavoro per il tavolo. </em></p>
<p><em>1) Nell&#8217;agenda dei lavori la prima scadenza, naturalmente, è la Pianificazione, che con l&#8217;integrazione dei piani faunistici nello strumento più generale del PRAF vede obbiettivamente un salto di qualità nel ruolo della gestione faunistica e venatoria. </em></p>
<p><em>Il Piano dovrà dar corpo ed articolare le finalità della legge determinando obbiettivi e strategie gestionali, criteri e modalità per il monitoraggio della fauna e la prevenzione e risarcimento dei danni, i finanziamenti, sistemi di premialità e sanzionatori, garantendo la corrispondenza dei Piani Provinciali e dei piani annuali di gestione nonché la loro realizzazione. </em></p>
<p><em>Verifica quindi della gestione degli equilibri (ungulati in particolare) su tutto il territorio indipendentemente dalla destinazione funzionale; interventi sostitutivi in caso di mancato raggiungimento degli obbiettivi; verifica del conseguimento dei risultati degli istituti pubblici (ZRC, ZRV, Oasi) e privati (AFV, AAV), con eventuali conseguenti provvedimenti (rispettivamente fino a revoca dei finanziamenti o dell&#8217;istituto; sospensione o revoca della concessione); ma anche idee e stimoli per attuare nel territorio a caccia programmata forme nuove di coinvolgimento delle aziende agricole (nell&#8217;ottica, ove possibile, di superare il mero risarcimento mai del tutto soddisfacente e di attivare invece con le aziende stesse rapporti che garantiscano per un verso reddito e per l&#8217;altro produzione di ambiente e fauna) e di collaborazione fra Atc e strutture private. Contiamo di giungere alla prossima riunione del tavolo con una prima stesura di proposte puntuali condivisa con le altre Associazioni venatorie regionali che si stanno con noi impegnando in un lavoro comune (con la defezione, purtroppo, di Arcicaccia che ha comunicato l&#8217;indisponibilità in questa fase preferendo presentare una elaborazione autonoma): un contributo il più unitario possibile del mondo venatorio sulla cui base opereremo per intese con il mondo agricolo e con la parte del mondo ambientalista che, anche nella prima riunione, ha proposto percorsi di metodo e temi di merito che prefigurano la possibilità di sostanziali convergenze. </em></p>
<p><em> </em></p>
<p><em>2) Riteniamo tuttavia che da subito, mentre si lavora sul Piano e anche funzionalmente al Piano stesso, il tavolo comprenda nella sua agenda l&#8217;insieme delle altre tematiche connesse, all&#8217;ordine del giorno in Toscana e a livello nazionale. Come accennavo prima, l&#8217;integrazione del comparto faunistico e venatorio nel quadro generale delle politiche regionali di governo del territorio è una necessità ed una opportunità. Tutto ciò non è cosa nuova per la Toscana, ma la coincidenza dei tempi della discussione su materie come la Pianificazione faunistica nell&#8217;ambito del PAR, il Piano della Biodiversità, il Programma delle aree protette offre al tavolo l&#8217;occasione, da non perdere, di un riesame integrato complessivo che non può che favorire risultati migliori per le scelte specifiche e per il quadro generale. </em></p>
<p><em>3) C&#8217;è poi la questione calendario venatorio, per ciò che può essere affrontato e risolto in ambito regionale e quanto invece investe prerogative e competenze di livello nazionale, sia esso la Conferenza delle Regioni o il Governo e il Parlamento. La premessa è che, nel merito, occorre sostenere anche per la prossima stagione il calendario venatorio attualmente vigente in Toscana, in quanto attinente al disposto della L. 157 e rispettoso delle evidenze tecnico-scientifiche. Sottolineiamo in proposito l&#8217;opportunità, al fine dell&#8217;approfondimento dei suddetti aspetti scientifici e della loro spendibilità anche nel confronto nazionale, di un formale coinvolgimento del CIRSEMAF, che dovrebbe a nostro avviso essere incaricato dalla Regione della consulenza in ordine al calendario venatorio. Al tavolo dovranno essere trattati sia l&#8217;aspetto interno alla Toscana sia quanto investe il livello nazionale. </em></p>
<p><em>Per il primo aspetto mi riferisco in particolare, in quanto emblematica, alla &#8220;vicenda Arezzo&#8221;, per la quale rimando alla lettera che Ti inviammo assieme alle altre Associazioni Venatorie regionali. Penso che sia indispensabile attrezzarsi per evitare il ripetersi del problema, ragionando su una integrazione alla Legge che espliciti i poteri di intervento della Regione per garantire il rispetto dei limiti stabiliti alle competenze delle Province sulla materia. </em></p>
<p><em>Il secondo profilo concerne il tavolo nazionale presso la Conferenza, che ha ripreso i lavori. Respingere la pretesa di trattare l&#8217;argomento calendario partendo da inesistenti accordi precedenti e da presunte certezze legislative ( resta la vigenza del comma 1 dell&#8217;art. 18 della 157, non automaticamente superato dal comma introdotto dalla comunitaria) se non inserito in un progetto di rivisitazione organica della materia che comprenda almeno - per restare al comparto tempi, specie, prelievi - il riesame dell&#8217;elenco delle specie cacciabili, il recepimento e l&#8217;applicazione realmente compiuta delle direttive e dei documenti connessi (Key concepts, Guida interpretativa), la regolazione delle deroghe non solo con il DPR con le Linee Guida sulla lettera a) ma anche con disposizioni chiare per la lettera c), la definizione puntuale delle competenze Ispra in quanto organo tenuto alla ricerca e non a condizionare, con pareri non di carattere scientifico o con il rifiuto di fornire dati, le potestà di decisione proprie delle Regioni. Al nostro tavolo regionale occorre confrontarsi sull&#8217;agenda degli argomenti e sui contenuti del tavolo nazionale, con l&#8217;obbiettivo - ambizioso ma da perseguire - di posizioni condivise che rafforzerebbero la presenza Toscana. </em></p>
<p><em>4) Infine, la riforma della 157/92. Contestualmente alla presentazione (aprile 2010 hotel Baglioni) da parte di Federcaccia ed altre Associazioni venatorie (Arcicaccia e Italcaccia) del documento per la ripresa del percorso di rivisitazione organica della L. 157/92 che puntasse su pochi punti determinanti e qualificanti, avanzammo l&#8217;ipotesi di costruire dalla Toscana il progetto di riforma, attraverso il confronto fra le componenti sociali che nei mesi precedenti avevano dato un contributo positivo all&#8217;innovazione della normativa regionale. In quella occasione fu apprezzata e convincente la Tua proposta di coinvolgere le forze politiche, sia di maggioranza che di opposizione, che siedono in Consiglio Regionale e di giungere, per quella via, ad una iniziativa di modifica della 157/92 promossa istituzionalmente dalla Regione Toscana, sulla quale poi ricercare la convergenza di altre Regioni per giungere alla presentazione al Parlamento. </em></p>
<p><em>Riepilogo brevemente i punti salienti che illustrammo al Baglioni come cardini della riforma: 1) Competenza piena e diretta delle Regioni nella gestione della fauna selvatica e della caccia; 2) Modifica delle funzioni dell&#8217;Ispra, volte a fornire dati scientifici utili alle scelte di gestione; 3) Riforma del Comitato Tecnico Faunistico Venatorio Nazionale, per dare una effettiva governance alla caccia in stretto raccordo tra Stato e Regioni; 4) Gestione unitaria di tutto il territorio, superando il dualismo fra terreno cacciabile ed aree vietate alla caccia, riconoscendo un ruolo nuovo e positivo al mondo venatorio; 5) Adeguamento del sistema degli accessi e della mobilità venatoria per garantire a livello nazionale condizioni eque e non discriminanti, anche con eliminazione dell&#8217;opzione della forma di caccia; 6) Recepimento e piena applicazione delle direttive comunitarie e dei documenti ad esse connessi (Key concepts, Guida interpretativa della 79/409), attivando un programma di ricerca che permetta di acquisire dati scientificamente validati e coerenti con l&#8217;Europa, sulla cui base predisporre il calendario nazionale agli adeguamenti conseguenti; 7) Obbligo per le Regioni di destinare integralmente al settore i proventi delle tasse regionali e destinazione alle Regioni del 50% delle tasse di concessione governativa. </em></p>
<p><em>Punti, se possibile, oggi ancor più attuali di allora, alla luce delle vicende connesse all&#8217;art. 42 della Comunitaria e alle deroghe, nonché al perdurante rifiuto di dar seguito al trasferimento alle Regioni delle risorse destinate dalla Legge finanziaria 2001. </em></p>
<p><em>Il tavolo regionale caccia appare il luogo deputato, anche per la sua composizione, a riprendere immediatamente il discorso, proponendo questo come uno dei temi cui dedicare prioritaria attenzione. </em></p>
<p><em>Mi rendo conto, Assessore, che la carne che propongo di mettere al fuoco è tanta e bisognerà fare altrettanta attenzione a non bruciarla, però non è presunzione affermare che soltanto in Toscana e partendo dalla Toscana è oggi possibile provarci. </em></p>
<p><em>Cordiali saluti. </em></p>
<p><em>Il Presidente Moreno Periccioli</em><strong></strong></p></blockquote>
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		<item>
		<title>ANUUMIGRATORISTI: OTTOBRE OTTIMO, MA NOVEMBRE DELUDE</title>
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		<pubDate>Mon, 21 Nov 2011 20:04:12 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[anuu migratoristi]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Leggiamo nelle Notarelle sul passo di ottobre redatte da Walter Sassi (tecnico dell&#8217;Osservatorio Ornitologico in Arosio della FEIN): &#8220;Ottimo passaggio di Tordi bottacci, osservati anche in gran quantità in Italia centrale e nel Meridione con un grande numero di segnalazioni in Puglia e in Calabria. Passaggio leggermente anticipato nel centro dell&#8217;Appennino per il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>Leggiamo nelle Notarelle sul passo di ottobre redatte da Walter Sassi (tecnico dell&#8217;Osservatorio Ornitologico in Arosio della FEIN): &#8220;Ottimo passaggio di Tordi bottacci, osservati anche in gran quantità in Italia centrale e nel Meridione con un grande numero di segnalazioni in Puglia e in Calabria. Passaggio leggermente anticipato nel centro dell&#8217;Appennino per il Tordo sassello. Presenza costante e massiccia del Pettirosso su tutto il territorio a differenza di Lucherino e Fringuello osservati in buon numero solo in alcune zone. Assenti le Peppole che ancora oggi (n.d.r.) non hanno fatto registrare la loro comparsa in diversi territori abitualmente frequentati. Ottima la presenza del Merlo osservato in buon numero su tutta la penisola comparendo leggermente in ritardo rispetto alle tabelle di migrazione della specie, che la vedrebbe protagonista soprattutto nella prima decade di ottobre. Come lui, anche la Cannaiola ha fatto registrare un&#8217;ottima presenza con un numero d&#8217;individui inanellati superiore alla media in alcune stazioni ornitologiche e presente ancora negli ultimi giorni di ottobre soprattutto nei pressi dei laghi prealpini. Frosoni, Balie nere e Prispoloni sono rimasti numericamente costanti rispetto agli ultimi anni, mentre è stato segnalato un buon numero di Luì piccoli, Pispole e molte Allodole in transito veloce dalle campagne del Nord Italia sino alle coste Tirreniche. Vi e&#8217; da segnalare che l&#8217;annata e&#8217; stata ottima anche in fatto di presenze di specie rare. Dalle Alpi alle piccole isole del Mediterraneo si segnalano, in particolare, l&#8217;inanellamento di due Luì forestieri in Nord Italia di cui uno presso l&#8217;Osservatorio Ornitologico della FEIN di Arosio, di un Codazzurro presso la stazione del Passo del Brocon in Trentino, di due Balie caucasiche nel Settentrione di cui una nel mese di settembre presso l&#8217;Osservatorio Ornitologico di Arosio. Ancora segnalazioni giungono dal Sud dove sono stati osservati diversi Luì forestieri e uno Zigolo golarossa a Linosa, mentre nel Bresciano sono stati osservati e fotografati un Codazzurro e un Luì forestiero.&#8221; Queste notarelle ci fanno comprendere come il mese di ottobre 2011 sia stato veramente favorevole per la migrazione, mentre il presente novembre, a una sola decade dal termine, è stato finora da dimenticare causa un passo complessivamente assente, salvo per alcune zone con qualche avvisaglia favorevole di Cesene. Tuttavia, i nostri &#8220;vecchi&#8221; consideravano il mese di dicembre il vero momento buono per il movimento migratorio di questo Turdide, peraltro sempre molto fluttuante, legato soprattutto alle condizioni meteorologiche al di là delle Alpi e alla sufficiente presenza delle bacche di essenze spontanee, necessarie per la loro alimentazione. In questa situazione, si trovano pure il Tordo sassello e la Peppola, che sono stati quasi del tutto assenti. Niente di più da ricordare, dunque, per i Passeriformi, mentre è interessante sottolineare un certo movimento di anatidi, oltre ai soliti Germani, quali Alzavole e Moriglioni. Pertanto, in questa ben poco esaltante fine novembre, tornare a leggere in questa rubrica quanto ci ricordava Walter Sassi su ottobre può essere di una qualche consolazione. Vedremo se per la prossima settimana ci saranno novità positive da illustrare. Per quanto poi attiene le condizioni meteo, pare che ci troveremo di fronte a una stabilità prolungata, che potrà favorire ulteriori movimenti migratori, nebbie sul Nord permettendo: staremo a vedere. Lunedì 21/11/11 - ore 12,00</p>
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		<item>
		<title>EMILIA-ROMAGNA: le PROPOSTE PER IL PROSSIMOCALENDARIO REGIONALE</title>
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		<pubDate>Sun, 20 Nov 2011 19:27:29 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[La Federazione Italiana della Caccia dell&#8217;Emilia-Romagna, assieme alle altre Associazioni Venatorie regionali (Arci Caccia, Enalcaccia, Libera Caccia e ANUUMigratoristi, oltre a URCA e EPS), e le Associazioni Professionali Agricole (Confagricoltura, Cia e Coldiretti), si sono recentemente incontrate per valutare la possibilità di trovare una posizione condivisa sulla definizione di una proposta di calendario venatorio regionale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Federazione Italiana della Caccia dell&#8217;Emilia-Romagna, assieme alle altre Associazioni Venatorie regionali (Arci Caccia, Enalcaccia, Libera Caccia e ANUUMigratoristi, oltre a URCA e EPS), e le Associazioni Professionali Agricole (Confagricoltura, Cia e Coldiretti), si sono recentemente incontrate per valutare la possibilità di trovare una posizione condivisa sulla definizione di una proposta di calendario venatorio regionale per le prossime annate.<br />
In considerazione del fatto che in Emilia-Romagna l&#8217;impianto strutturale finalizzato alla protezione e alla produzione faunistico-ambientale è stato da tempo adottato con risultati indiscutibilmente positivi e per alcuni aspetti degni di particolari attenzioni, le Associazioni chiedono che lo scostamento del prossimo calendario da quello attuale sia il minore possibile e tale da garantire la minima conflittualità per dare certezza di diritto ai gestori ed ai praticanti l&#8217;attività venatoria.<br />
Nello specifico e con senso di responsabilità che contraddistingue gli aderenti al Tavolo nel rispetto della normativa vigente e dei dati scientifici conclamati, le stesse propongono per il prossimo calendario venatorio regionale le seguenti specie e relativi tempi di prelievo:<strong>Pre-apertura<br />
</strong>Dall&#8217;1/9 compreso due giornate fisse settimanali: giovedì e domenica<br />
Tortora 3 giornate-15 capi/giorno<br />
Merlo<br />
Gazza<br />
Ghiandaia<br />
Cornacchia</p>
<p><strong>Dalla 3a domenica di settembre al 31/12<br />
</strong>Allodola carniere giornaliero max 15<br />
Merlo<br />
Starna<br />
Pernice rossa<br />
Lepre comune<br />
Coniglio selvatico<br />
Quaglia</p>
<p><strong>Dalla 3a domenica di settembre al 31/1<br />
</strong>Alzavola<br />
Beccaccia fino al 20/1 carniere giornaliero massimo 3 capi/giorno, max 20 a stagione<br />
Beccaccino<br />
Canapiglia<br />
Cesena fino al 31/1<br />
Codone 5 capi/giorno, max 20 a stagione<br />
Colombaccio aumento a 15 capi/giorno<br />
Cornacchia grigia<br />
Fagiano<br />
Fischione<br />
Folaga<br />
Frullino<br />
Gallinella<br />
Gazza<br />
Germano Reale anatidi tutti al 31/1<br />
Ghiandaia<br />
Marzaiola<br />
Mestolone<br />
Moriglione<br />
Pavoncella<br />
Porciglione<br />
Tordo bottaccio fino al 20/1<br />
Tordo sassello fino al 31/1<br />
Volpe</p>
<p><strong>Dall&#8217;1 novembre al 31 gennaio<br />
</strong>Moretta 5 capi/giorno, max 20 a stagione</p>
<p><strong>Ungulati</strong> (in aggiunta alla tabella vigente)<br />
Classe 0 e Femmine (capriolo-daino-cervo) anticipare prelievo all&#8217;1/12 o 15/12<br />
Capriolo 1 classe maschio posticipare chiusura al 31/10<br />
Caccia con l&#8217;arco capriolo in zone di pianura per eradicazione in sicurezza, individuazione zone vocate per la pratica, nel restante territorio</p>
<p><strong>Volpe<br />
</strong>Prelievo anche in selezione per tutto il periodo della selezione per tutti i praticanti (da definire tempi e orari)</p>
<p><strong>Carnieri</strong> (in aggiunta agli attuali)<br />
Allodola 15 capi/giorno<br />
Beccaccia 3 capi/giorno al dì, max 20 a stagione<br />
Colombaccio da 10 a 15 capi/giorno<br />
Codone e Moretta 5/giorno, max 20 a stagione</p>
<p><strong>Semplificazioni<br />
</strong>Restituzione tesserino e schede varie alla stessa data: 31/3</p>
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		<title>IL TAR RIAPRE I ROCCOLI BERGAMASCHI</title>
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		<pubDate>Thu, 17 Nov 2011 14:48:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Fidc Bergamo]]></category>

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		<description><![CDATA[All&#8217;udienza tenutasi avanti al TAR di Brescia, il Collegio giudicante ha accolto le difese presentate dalla Provincia di Bergamo, dalla Federcaccia Provinciale di Bergamo e dall&#8217;ANUU respingendo l&#8217;istanza cautelare avanzata dalla LAC e dal WWF e riformando così il decreto d&#8217;urgenza con cui lo stesso TAR aveva sospeso la delibera provinciale che autorizzava la cattura [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>All&#8217;udienza tenutasi avanti al TAR di Brescia, il Collegio giudicante ha accolto le difese presentate dalla Provincia di Bergamo, dalla Federcaccia Provinciale di Bergamo e dall&#8217;ANUU respingendo l&#8217;istanza cautelare avanzata dalla LAC e dal WWF e riformando così il decreto d&#8217;urgenza con cui lo stesso TAR aveva sospeso la delibera provinciale che autorizzava la cattura dei richiami vivi. La Federcaccia di Bergamo ha ritenuto di costituirsi per significare e difendere i diritti dei cacciatori, pur non avendo ricevuto il ricorso, notificato, come associazione solo all&#8217;ANUU.<br />
Le due associazioni con i loro legali si sono così affiancate all&#8217;avvocatura della Provincia per sostenere la piena legittimità del funzionamento dei roccoli orobici. In attesa di conoscere le motivazioni non possiamo che esprimere il nostro ringraziamento alla Provincia che ha adottato chiaramente un provvedimento corretto e a seguito di un procedimento istruttorio rispettoso anche delle normative comunitarie, nonché per gli avvocati che hanno difeso con convinzione i diritti dei cacciatori. Il TAR ha invece confermato il provvedimento con cui ha sancito la chiusura dei roccoli in Provincia di Brescia.</p>
<p>Avv. Lorenzo Bertacchi - Presidente della Federcaccia di Bergamo</p>
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		<title>SARDEGNA: IL TAR CHIUDE AL 31 DICEMBRE LA CACCIA A MERLI E ALLODOLE</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 12:12:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[sardegna]]></category>

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		<description><![CDATA[I cacciatori sardi dal 31 dicembre 2011 non potranno cacciare merli e allodole. Infatti il collegio della seconda sezione del Tar presieduto da Francesco Scano ha accolto l&#8217;istanza cautelare presentata da Lav, Wwf, Enpa, Lipu e Legambiente volta ad annullare il decreto dell&#8217;assessore regionale all&#8217;Ambiente dell&#8217;11 luglio scorso, con cui è stato emanato il calendario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>I cacciatori sardi dal 31 dicembre 2011 non potranno cacciare merli e allodole. Infatti il collegio della seconda sezione del Tar presieduto da Francesco Scano ha accolto l&#8217;istanza cautelare presentata da Lav, Wwf, Enpa, Lipu e Legambiente volta ad annullare il decreto dell&#8217;assessore regionale all&#8217;Ambiente dell&#8217;11 luglio scorso, con cui è stato emanato il calendario venatorio 2011-2012.<br />
Il Tar ha al momento sospeso la parte del calendario che riguardava la caccia al merlo e alla allodola e di conseguenza con il 1 gennaio 2012 non sarà più possibile prelevare le due specie in oggetto. L&#8217;udienza di merito è stata fissata per il 1 febbraio 2012.</p>
<p><a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/11/decisione-tar-sardegna-2011.pdf" target="_blank">In allegato il testo dell’ordinanza</a></p>
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		<title>ANUU: IL PASSO DI NOVEMBRE</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:54:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[anuu migratoristi]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo le piogge che saranno ricordate, cadute a cavallo del primo week-end di novembre, abbiamo avuto una settimana dal 7 al 13 novembre tutta da dimenticare per il passo dei nostri amici alati. Poco interesse c&#8217;è stato anche nei giorni di venerdì 11 e sabato 12, nonostante il plenilunio che lasciava ben sperare in una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Dopo le piogge che saranno ricordate, cadute a cavallo del primo week-end di novembre, abbiamo avuto una settimana dal 7 al 13 novembre tutta da dimenticare per il passo dei nostri amici alati. Poco interesse c&#8217;è stato anche nei giorni di venerdì 11 e sabato 12, nonostante il plenilunio che lasciava ben sperare in una presenza significativa del Tordo sassello e della Cesena (che hanno avuto un lieve e accentuato movimento in pianura) e, soprattutto, della Peppola, invece ancora lontana dalle nostre colline. Qualche Frosone, anche qualche Fringuello e Lucarino, ma nulla di particolare salvo i Pettirossi che continuano a presentarsi in una maniera che sarà ricordata come la migliore da anni, considerabile come la specie target di questa stagione. Senza dubbio è stata la più inanellata in alta Italia. Come positiva è stata pure la presenza del Merlo. E così da segnalare vi è una particolare piacevole presenza delle Alzavole al di sopra degli altri Anatidi, eccezion fatta per il Germano reale presente in numero elevato nelle zone umide. Vedremo nei prossimi giorni cosa ci offrirà il passo di questo ultimo periodo in un anno più che mai soddisfacente per molte specie, nell&#8217;eterno gioco delle alternanze da un autunno all&#8217;altro. Lunedì 14/11/11 - ore 12,00<br />
Notarelle sul passo - Ottimo passaggio di Tordi bottacci, visti anche in gran quantità nel Meridione con un grande numero di segnalazioni in Calabria. Passaggio leggermente anticipato nel centro dell&#8217;Appennino per il Tordo sassello. Presenza costante e massiccia del Pettirosso su tutto il territorio a differenza di Lucherino e Fringuello osservati in buon numero solo in alcune zone. Assenti le Peppole che ancora oggi non hanno fatto registrare la loro comparsa in diversi territori abitualmente frequentati. Ottima la presenza del Merlo osservato in buon numero su tutta la penisola comparendo in anticipo rispetto alle tabelle di migrazione della specie che lo vede protagonista soprattutto nella prima decade di ottobre. Come lui, anche la Cannaiola ha fatto registrare un&#8217;ottima presenza con un numero d&#8217;individui inanellati superiore alla media in alcune stazioni ornitologiche e presente ancora negli ultimi giorni di ottobre soprattutto nei pressi dei laghi Prealpini. Frosoni, Balie nere e Prispoloni sono rimasti costanti numericamente come gli ultimi anni, mentre nel mese di ottobre è stato segnalato un buon numero di Luì piccoli e tantissime Allodole e Pispole in transito veloce dalle campagne del nord Italia sino alle coste Tirreniche. Vi e&#8217; da segnalare che l&#8217;annata e&#8217; stata ottima anche in fatto di presenze di specie definite rare. Dalle Alpi alle piccole isole del Mediterraneo si segnalano, in particolare, l&#8217;inanellamento di due Luì forestieri in Nord Italia di cui uno presso l&#8217;Osservatorio Ornitologico della FEIN di Arosio (CO), di un Codazzurro presso la stazione del Passo del Brocon in Trentino, di due Balie caucasiche in nord Italia di cui una nel mese di settembre presso l&#8217;Osservatorio Ornitologico di Arosio (CO) della FEIN. Ancora segnalazioni giungono dal Meridione dove sono stati osservati diversi Luì forestieri e uno Zigolo golarossa a Linosa (AG), mentre nel Bresciano sono stati osservati e fotografati un Codazzurro e un Luì forestiero. Walter Sassi Novembre 2011</p>
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		<item>
		<title>CROTONE: SULLA CACCIA AL CINGHIALE E SULLE TRADIZIONI</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Nov 2011 10:53:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[cinghiale]]></category>

		<category><![CDATA[Fidc Crotone]]></category>

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		<description><![CDATA[La Federcaccia di Crotone, in risposta ad un articolo pubblicato sul quotidiano locale &#8220;Il Crotonese&#8221; in cui l&#8217;autore,&#8221;Giuseppe Trocino&#8221; definisce i cacciatori &#8220;ominicchi&#8221;, esseri vili, senza il benché minimo rispetto neppure per il giocattolo che più li appassiona: la facile preda&#8230;Gentile Direttore,
La lettera di Giuseppe Trocino sull&#8217;opportunità della caccia al cinghiale e sulle tradizioni che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Federcaccia di Crotone, in risposta ad un articolo pubblicato sul quotidiano locale &#8220;Il Crotonese&#8221; in cui l&#8217;autore,&#8221;Giuseppe Trocino&#8221; definisce i cacciatori &#8220;ominicchi&#8221;, esseri vili, senza il benché minimo rispetto neppure per il giocattolo che più li appassiona: la facile preda&#8230;Gentile Direttore,<br />
La lettera di Giuseppe Trocino sull&#8217;opportunità della caccia al cinghiale e sulle tradizioni che ne fanno seguito si basa su alcune fondamentali omissioni, qualche calunnia e non poche offese alla categoria dei cacciatori. Mi lasci sorvolare su queste ultime che qualificano esse stesse le caratteristiche di chi le esprime. La caccia nelle nostre contrade aveva in antico ed ha recuperato oggi per l&#8217;impegno dei cacciatori, una valenza non solo economica ma anche sociale. Produce lavoro, aggrega le persone in associazioni che hanno sempre scopi positivi, guarda all&#8217;ambiente senza il paraocchi di quel pietismo che conduce dritto dritto al disinteresse ed è fra le prime cause del dissesto idrogeologico che anche nelle scorse settimane ha devastato l&#8217;Italia e provocato negli ultimi cinquant&#8217;anni 4122 morti e 84 dispersi. I cacciatori - e l&#8217;ho affermato molte volte - sono coltivatori di selvaggina, il che significa custodi dell&#8217;ambiente e dei suoi non facili equilibri ed ogni anno provvedono con ripopolamenti a ricostituire un patrimonio su cui hanno inciso in minima parte accollandosi anche le spese per danni provocati da altri. E&#8217; vero, qualche macchina corre lungo le strade al termine della battuta di caccia riproponendo un&#8217;usanza antica, gradita a molti e che fa parte della cultura del territorio: uccidiamo anche le tradizioni che significano affetto e memoria? Infine, mi permetta di confermare che i cacciatori fanno parte della Protezione civile pronti ad accorrere dove la solidarietà chiama. Mentre i vari &#8220;Giuseppe Trocino&#8221; restano magari in casa a scrivere. Naturalmente contro la caccia.</p>
<p>(FEDERCACCIA CROTONE - Il Presidente Angelo Madia)</p>
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		<item>
		<title>A PARMA LA VI COPPA ITALIA SU LEPRE</title>
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		<pubDate>Mon, 14 Nov 2011 14:33:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[lepre]]></category>

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		<description><![CDATA[La sezione provinciale di Parma della Federazione Italiana della Caccia, organizza la VI Coppa Italia Categorie A e B con cani da seguita su lepre per mute.
Il programma della manifestazione prevede per il giorno 17 novembre lo svolgimento delle semifinali e nei giorni 19 e 20 novembre la finale con sparo di entrambe le categorie.
Le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La sezione provinciale di Parma della Federazione Italiana della Caccia, organizza la VI Coppa Italia Categorie A e B con cani da seguita su lepre per mute.<br />
Il programma della manifestazione prevede per il giorno 17 novembre lo svolgimento delle semifinali e nei giorni 19 e 20 novembre la finale con sparo di entrambe le categorie.<br />
Le prove si svolgeranno sulle colline dell&#8217;Alta Val Parma e nelle aziende faunistiche venatorie del Consorzio di Curatico Signatico - Cavalcalupo.<br />
I partecipanti dovranno essere in regola con la licenza di caccia e con la tessera associativa FIDC (comprensiva di polizza assicurativa) 2011/2012.<br />
I loro segugi partecipanti dovranno essere regolarmente iscritti all&#8217;anagrafe canina.<br />
Le giurie saranno composte da giudici ENCI e FIDC per la cat. A (soggetti iscritti ai libri genealogici) e dai giudici FIDC per la cat. B (soggetti non iscritti ai libri genealogici). L&#8217;organizzazione è di competenza della Commissione sportiva nazionale.<br />
Il Comitato organizzatore si riserva di portare eventuali modifiche per il conseguimento di un buon risultato, per quanto non espressamente indicato si farà riferimento al regolamento stesso.<br />
Alla prova semifinale nazionale sono ammesse le mute come disposto dall&#8217;art. 10.<br />
Il raduno è fissato per il giorno giovedì 17 novembre alle 6,30 per le semifinali e il 19 e 20 novembre alle 6.30 per le finali presso l&#8217;albergo - trattoria &#8220;DA VIGION&#8221; loc. Ghiare di Corniglio, tel. 0521/888113.<br />
I sorteggi: avranno luogo giovedì 17 novembre alle ore 7.00 presso la sede del raduno.<br />
Per informazioni rivolgersi alla FIDC provinciale di Parma, p.zza Lago Balano nr. 9, tel. 0521/968392 - fax 0521/964341 - fidc.parma@fidc.it oppure ad Alberto Mora, tel. 335.5410882</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>VENETO: DICHIARATO INAMMISSIBILE DALLA CORTE COSTITUZIONALE IL RICORSO CONTRO LA DELIBERA SULLE DEROGHE</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Nov 2011 17:30:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[La Federcaccia Veneto esprime soddisfazione per la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione proposto dal Presidente del Consiglio dei ministri in relazione alla delibera della Giunta regionale del Veneto del 5 ottobre 2010, n. 2371 promosso dal Consiglio dei Ministri contro la delibera regionale del 2010.
Con questo pronunciamento la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Federcaccia Veneto esprime soddisfazione per la sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato inammissibile il conflitto di attribuzione proposto dal Presidente del Consiglio dei ministri in relazione alla delibera della Giunta regionale del Veneto del 5 ottobre 2010, n. 2371 promosso dal Consiglio dei Ministri contro la delibera regionale del 2010.<br />
Con questo pronunciamento la Corte ha riconosciuto di fatto che è competenza delle Regioni emanare atti amministrativi che permettano la caccia in deroga.<br />
&#8221; Osserva, infatti, questa Corte - si legge nel testo della sentenza - che il ricorrente per sua stessa ammissione riconosce pienamente la spettanza in capo alla Regione resistente del potere di disporre deroghe al regime della cacciabilità delle specie migratorie come dettato dalla direttiva comunitaria 2009/147/CE. D&#8217;altra parte, l&#8217;espresso tenore normativo dell&#8217;art. 19-bis della legge n. 157 del 1992 non lascia al riguardo adito a dubbi là dove testualmente prevede che «Le Regioni disciplinano l&#8217;esercizio delle deroghe previste dalla direttiva 79/409/CEE»&#8221;. Si viene a creare dunque un importante precedente in una materia così delicata e complessa.<br />
La sentenza della Corte a pochi giorni dall&#8217;ordinanza del Tar che ha rigettato il ricorso delle Associazioni Ambientaliste sulla delibera del 2011, ribadisce in modo netto e chiaro che, rispettando le normative stabilite dalle Direttive europee nel rispetto delle competenze attribuite alle regioni dall&#8217;ordinamento statale, è possibile esercitare la caccia in deroga anche in Italia su specie che non sono in difficoltà.<br />
Quanto affermato dal mondo ambientalista non trova quindi nessun riscontro nei procedimenti intrapresi contro la Regione Veneto.<br />
Nel contempo vengono sconfitti anche gli estremismi demagogici portati avanti in particolare nel Veneto da un&#8217;associazione venatoria che, non rispettando i regolamenti e le procedure di applicazione delle direttive, ha fatto in passato solo incorrere in ordinanze di sospensione dell&#8217;applicazione delle deroghe da parte del Tar e di procedimenti di infrazione e di condanna a livello comunitario.<br />
Un plauso alla Regione Veneto e all&#8217;Assessore Stival per il lavoro svolto.</p>
<p><a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/11/sentenza_corte_costituzionale_20111111_veneto.pdf" target="_blank">Leggi la sentenza della corte costituzionale</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>CACCIA IN DEROGA. TAR VENETO RESPINGE ISTANZA LAC; ASSESSORE STIVAL: “UNA VITTORIA DELLA GIUNTA VENETA E DI TUTTO IL MONDO VENATORIO”</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/caccia-in-deroga-tar-veneto-respinge-istanza-lac-assessore-stival-%e2%80%9cuna-vittoria-della-giunta-veneta-e-di-tutto-il-mondo-venatorio%e2%80%9d-10700/</link>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 15:30:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

		<category><![CDATA[tar veneto]]></category>

		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
&#8220;Una vittoria della Giunta regionale e anche dell&#8217;assessore Stival ma soprattutto di tutto il mondo venatorio&#8221;: così Daniele Stival, assessore regionale alla caccia saluta con soddisfazione la notizia che il TAR del Veneto ha finalmente respinto l&#8217;istanza cautelare proposta dalla LAC contro il provvedimento regionale che autorizza la caccia in deroga per la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>&#8220;Una vittoria della Giunta regionale e anche dell&#8217;assessore Stival ma soprattutto di tutto il mondo venatorio&#8221;: così Daniele Stival, assessore regionale alla caccia saluta con soddisfazione la notizia che il TAR del Veneto ha finalmente respinto l&#8217;istanza cautelare proposta dalla LAC contro il provvedimento regionale che autorizza la caccia in deroga per la stagione venatoria 2011/2012. &#8220;Colgo l&#8217;occasione - aggiunge l&#8217;assessore - per fare una lettura complessiva e serena di quanto è accaduto nelle ultime settimane. Sono stato accusato di non avere a cuore le cacce tradizionali venete e di non aver voluto forzare la mano con un &#8220;provvedimento ponte&#8221; destinato ad aggirare furbescamente l&#8217;ostacolo che è stato frapposto presso il TAR Veneto. Avevo espresso, in mezzo alla bufera delle polemiche, un ottimismo di fondo e comunque la volontà di difendere a spada tratta i nostri provvedimenti, convinto della piena legittimità dei medesimi (già lo scorso anno abbiamo avuto ragione!), accettando serenamente il confronto in sede TAR. Questo atteggiamento responsabile, rispettoso delle prerogative del Giudice Amministrativo, ha premiato ed i nostri cacciatori possono riprendere a praticare questa forma di prelievo venatorio! Ora per quel che mi riguarda - continua Stival - la polemica è conclusa e superata. Certo, continuo a ritenere che, nonostante il successo conseguito nella difesa del calendario base e adesso nella difesa della caccia in deroga, sia necessario non farsi prendere da facili entusiasmi, visto che dobbiamo ancora riuscire a convincere l&#8217;ISPRA e la Commissione Europea della correttezza e dell&#8217;equilibrio dei nostri provvedimenti amministrativi&#8221;. A tale riguardo, l&#8217;Assessore Stival informa di av! er chiam ato a raccolta gli Europarlamentari veneti che hanno a cuore le istanze del nostro mondo venatorio &#8220;per lanciare una &#8220;sfida in positivo&#8221; che mira a portare a casa, anche se ci vorranno anni di lavoro (ma pur bisogna partire!), una modifica intelligente ed equilibrata dei famosi allegati alla Direttiva comunitaria e, in attesa di ciò, della relativa Guida interpretativa. Gli Europarlamentari hanno condiviso in pieno questa idea (da troppo tempo sul tappeto senza risultati concreti!), fatto assolutamente positivo che ci incoraggia a proseguire sulla strada del confronto su base tecnico-scientifica, unica strada che può condurre a vere conquiste. E&#8217; mia intenzione - conclude l&#8217;Assessore Stival - continuare a coltivare, forte oggi del sostegno degli Europarlamentari disponibili, una serrata interlocuzione con la Commissione Europea, auspicando che a livello romano si comprendano e si apprezzino questo tipo di iniziative, che meriterebbero l&#8217;appoggio e non l&#8217;opposizione dei competenti Ministeri.&#8221;</p>
<p>A cura dell&#8217;Ufficio Stampa della Regione Veneto</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>FIDC VENETO: “SULLE DEROGHE CORRETTO L’OPERATO DELLA REGIONE”</title>
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		<pubDate>Fri, 04 Nov 2011 14:37:01 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa stagione venatoria 2011-2012 prosegue per le cacce in deroga con la delibera già approvata lo scorso 20 settembre perché il TAR Veneto ha respinto l&#8217;istanza sospensiva presentata dalla LAC. Come l&#8217;anno scorso quindi non ci sono dubbi sul corretto operato da parte della Regione, dispiace solo che per quasi un mese la caccia in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questa stagione venatoria 2011-2012 prosegue per le cacce in deroga con la delibera già approvata lo scorso 20 settembre perché il TAR Veneto ha respinto l&#8217;istanza sospensiva presentata dalla LAC. Come l&#8217;anno scorso quindi non ci sono dubbi sul corretto operato da parte della Regione, dispiace solo che per quasi un mese la caccia in deroga sia stata inutilmente ed ingiustificatamente bloccata a causa di un ricorso presentato dal Consiglio dei Ministri su proposta di ministri anticaccia. Confidiamo che in futuro qualche Europarlamentare e anche qualche Associazione Venatoria invece di denigrare per le piazze del Veneto la Federazione Italiana della Caccia, lavorino per convincere i ministri anticaccia a non presentare ricorsi inutili a dannosi contro chi invece lavora per il bene comune e correttamente secondo le regole.<br />
Sperando di poter concludere la stagione venatoria senza ulteriori intoppi e ostacoli, ringraziamo l&#8217;assessore Stival e gli Uffici della Regione Veneto che si sono attivati per dare le giuste risposte ai Cacciatori del Veneto.Federcaccia Veneto</p>
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		<title>FACE EUROPA: A BOLZANO WORKSHOP INTERNAZIONALE SULLA COTURNICE</title>
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		<pubDate>Mon, 31 Oct 2011 20:33:24 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[face europa]]></category>

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Si è trattato di un appuntamento di grande rilevanza quello svoltosi a Bolzano lo scorso 28 ottobre. Nella città altoatesina un nutrito gruppo di ricercatori internazionali si è riunito sotto l&#8217;egida di Face Europa - Federazione delle Associazioni Venatorie e di Conservazione della Fauna Selvatica dell&#8217;UE - per fare un primo punto sulla situazione della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-10676 aligncenter" title="tavolo-inizio-lavori-face-ottobre-2011" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/10/tavolo-inizio-lavori-face-ottobre-2011.jpg" alt="" width="450" height="260" /></p>
<p>Si è trattato di un appuntamento di grande rilevanza quello svoltosi a Bolzano lo scorso 28 ottobre. Nella città altoatesina un nutrito gruppo di ricercatori internazionali si è riunito sotto l&#8217;egida di Face Europa - Federazione delle Associazioni Venatorie e di Conservazione della Fauna Selvatica dell&#8217;UE - per fare un primo punto sulla situazione della coturnice, uno dei selvatici cui la Commissione Europea ha rivolto la sua attenzione coinvolgendo scienziati, tecnici faunistici e cacciatori. Da qui l&#8217;interesse di Face per raccogliere attraverso le sue emanazioni nei diversi Paesi dell&#8217;Unione dati e informazioni su monitoraggi e piani di gestione attualmente in corso.<br />
Subito accolta da Face Italia e dalla Federazione Italiana della Caccia attraverso l&#8217;Associazione Cacciatori Alto Adige, la richiesta di organizzare un primo workshop proprio nel nostro Paese, e più precisamente in Trentino Alto Adige, regione dalla quale, come ha sottolineato il rappresentante Face Cy Griffin, sono giunte alcune relazioni che lo hanno favorevolmente e profondamente impressionato per il ruolo di primo piano dei cacciatori nella gestione della specie soprattutto nell&#8217;attenta stesura e applicazione dei piani di prelievo.<br />
Dopo i saluti introduttivi portati dal Vicepresidente Face Europa, Giovanni Bana, dal Presidente Nazionale Federcaccia, Gian Luca Dall&#8217;Olio, e da Luciano Scacchetti del direttivo ACAA, che si è occupata in modo impeccabile dell&#8217;organizzazione pratica del convegno, il dottor Cy Griffin ha dato il via ai lavori sottolineando l&#8217;importanza di questi incontri nell&#8217;ottica di fornire su questa e su altre specie un quadro quanto più esaustivo possibile sul quale la Commissione Europea possa basare le proprie scelte di politica ambientale faunistico venatoria.<br />
Tutti di grande spessore tecnico scientifico i lavori e i relatori che li hanno presentati, così come il dibattito che ne è scaturito. A dare il via alle relazioni quella del dottor Ivano Artuso, che presentando la ricerca sulla coturnice e gli altri galliformi di montagna promossa dall&#8217;Uncza ha confermato subito il ruolo fondamentale dei cacciatori nella raccolta dei dati, sottolineando come in Italia sia piuttosto difficile la raccolta degli stessi.<br />
Il dottor Vassili Bongiorno della Confederazione dei cacciatori Ellenici ha presentato i risultati degli studi sulla densità e sui trend della popolazione nella zona centrale della Grecia. A lui ha fatto seguito la presentazione dei risultati della ricerca portata avanti sullo stesso tema ma nel territorio delle Alpi francesi illustrata dalla dottoressa Ariane Bernard-Laurent, dell&#8217;ONCFS.<br />
Grande interesse ha suscitato, anche per l&#8217;impiego di non comuni tecniche geo storiche di raccolta e confronto dei dati, la ricerca presentata dal dottor Domenico Fulgione dell&#8217;Università di Napoli Federico II, incentrata sull&#8217;impatto dell&#8217;abbandono dei tradizionali modelli agricolo pastorali sulle popolazione di coturnice nell&#8217;Appennino Meridionale.<br />
Ha concluso la sessione mattutina il dottor Roberto Rosà della fondazione Edmund Mach di Trento, che ha presentato i risultati di uno studio sugli effetti delle infestazioni parassitarie sulle dinamiche di popolazione nelle Alpi trentine.<br />
La sessione pomeridiana si è aperta con la relazione del dottor Giorgio Carmignola dell&#8217;Ufficio Caccia e Pesca della Provincia Autonoma di Bolzano, che ha portato l&#8217;esperienza in ambito alpino dei cambiamenti climatici sulla presenza di coturnice.<br />
Il dottor Angelo Lasagna ha successivamente illustrato la situazione della specie in Valle d&#8217;Aosta, i metodi di censimento applicati per rilevare la consistenza della popolazione e i piani di prelievo applicati nella regione.<br />
È stata poi la volta del dottor Alessandro Brugnoli, tecnico dell&#8217;Associazione Cacciatori Trentini, fare il punto della situazione in provincia di Trento, mettendo in luce in particolare come parte importante degli indirizzi di gestione da seguire per tutelare e aiutare una maggior presenza della coturnice sia il recupero degli habitat, un lavoro in cui le associazioni venatorie e tutti i cacciatori costituiscono un fattore fondamentale.<br />
La gestione della specie in Bulgaria. illustrata da Dimitar Nanchev. è stata l&#8217;oggetto dell&#8217;ultima relazione in programma e anche in questo caso non si è mancato di sottolineare come qualsiasi intervento gestionale non possa avvenire senza il coinvolgimento del mondo venatorio.<br />
Un breve intervento di Cy Griffin, che si è detto molto soddisfatto di questo primo workshop e dei risultati scaturiti, che saranno sottoposti alla Commissione Europea ha concluso questa importante esperienza, che ha già mostrato un rilevante motivo di riflessione per quanti sono chiamati a occuparsi di fauna e ambiente, ovvero che la differenza sostanziale per la presenza di popolazioni selvatiche in buona salute non è tanto quella riscontrabile fra aree protette e aree cacciabili, ma fra aree non gestite e aree gestite e che queste ultime non possono non prevedere una componente attiva del mondo venatorio.<br />
Elemento comune a tutte le relazioni, l&#8217;evidenza dell&#8217;impatto negativo sulle popolazioni di coturnice dell&#8217;erosione degli ambienti ideali a causa dell&#8217;abbandono delle tradizionali pratiche agricole e di allevamento, soprattutto confrontandole con la situazione più favorevole mostrata dalle aree di Paesi come ad esempio Grecia e Bulgaria dove invece queste ancora sussistono.<br />
Altro aspetto da sottolineare, il fatto che la gestione della coturnice effettuata sui due versanti dell&#8217;arco alpino prevede prelievi estremamente contenuti, percentualmente assai prudenti rispetto ai risultati dei censimenti. Un modo per mantenere alta l&#8217;attenzione sulla specie andando a incidere in maniera molto limitata con la caccia.<br />
Un apprezzamento per l&#8217;impegno e il ruolo dei cacciatori che abbiamo ritrovato nelle parole del presidente della Provincia Luis Durnwalder, che la sera precedente ha voluto portare un saluto istituzionale ai convegnisti, sottolineando come sia sempre più spesso, contrariamente a quanto superficialmente si crede, l&#8217;interesse venatorio a consentire di tenere monitorate e in buona salute le specie selvatiche, cosa ancora più vera per quelle con uno stato di conservazione non ottimale. &#8220;Non è chiudendo la caccia a queste specie che se ne garantisce la ripresa - ha sottolineato il Presidente Durnwalder, anticipando e confermando di fatto una delle conclusioni sopra riportate - ma anzi, senza l&#8217;interesse dei cacciatori si condannano all&#8217;oblio nelle mani di individui privi di scupoli&#8221;.<br />
Alla serata inaugurale erano presenti, fra gli altri, anche il Presidente ACAA Klaus Stocker, il direttore ACAA Heinrich Aukenthaler, il presidente dell&#8217;Associazione Cacciatori Trentini, Giampaolo Sassudelli, e il direttore Roberto Zamboni. Assai gradita la presenza del Presidente della Camera di Commercio di Bolzano - che ha ospitato i lavori - e ex parlamentare europeo Michl Ebner, oltre ai già citati Presidenti Gian Luca Dall&#8217;Olio e Giovanni Bana.<br />
Quest&#8217;ultimo, nella sua veste anche di presidente della delegazione Italiana del Cic, ha approfittato dell&#8217;occasione per consegnare il premio deliberato dall&#8217;importante annuale consesso, durante la LVIII Assemblea Internazionale di St. Pietroburgo nel maggio 2011, agli autori del volume illustrato &#8220;Caccia nelle Alpi - Fauna Selvatica&#8221;, pubblicato dalla Casa Editrice Athesia di Bolzano, Ingeborg Lanthaler e Johann Waldner.</p>
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		<title>BECCACCIA E “ZERO TERMICO”, FEDERCACCIA UMBRA CHIEDE LA MODIFICA DEL CALENDARIO VENATORIO</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 12:23:28 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[beccaccia]]></category>

		<category><![CDATA[Fidc Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Federcaccia Umbra, accantonate tensioni e polemiche per il calendario venatorio, superate le varie preaperture e aperture generali, lo scorso 29 settembre ha inoltrato alla Regione Umbria la richiesta di modifica del punto 4, lettera B del calendario venatorio, relativo al cosiddetto &#8220;zero termico&#8221; per la caccia alla beccaccia durante il mese di gennaio.
Come [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>Federcaccia Umbra, accantonate tensioni e polemiche per il calendario venatorio, superate le varie preaperture e aperture generali, lo scorso 29 settembre ha inoltrato alla Regione Umbria la richiesta di modifica del punto 4, lettera B del calendario venatorio, relativo al cosiddetto &#8220;zero termico&#8221; per la caccia alla beccaccia durante il mese di gennaio.<br />
Come associazione esprimiamo con forza il nostro auspicio, avvalorato dal fatto che ci sono tutti i tempi tecnici necessari, affinché si realizzi la modifica del punto in questione. Del resto, lo stesso assessore regionale Fernanda Cecchini, lo scorso 11 settembre durante l&#8217;ultima seduta della Consulta faunistico-venatoria regionale, ci ha fatto intravedere la disponibilità a riconsiderare il punto relativo allo &#8220;zero termico&#8221;.<br />
Ringraziamo pertanto, sin da ora, l&#8217;assessore Cecchini per la buona predisposizione dimostrataci.</p>
<p>Perugia, 26 ottobre 2011<br />
Ufficio Stampa Federcaccia Umbra</p>
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		<item>
		<title>UFFICIO AVIFAUNA MIGRATORIA: LINEE GUIDA PER L´APPLICAZIONE DEL REGIME DI DEROGA SECONDO ARTICOLO 9,COMMA 1 LETT. C DELLA DIRETTIVA COMUNITARIA</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 10:43:55 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

		<category><![CDATA[Ufficio Avifauna Migratoria Fidc]]></category>

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		<description><![CDATA[La maggiore conflittualità in materia di applicazione della Direttiva Uccelli 2009/147/CE interessa l&#8217;utilizzo del regime di deroga da parte dei Paesi Membri. In particolare in Italia esiste un dibattito acceso per l&#8217;applicazione delle deroghe secondo quanto previsto dall&#8217;art. 9 comma 1 lettera c) della direttiva, che permette il prelievo di piccole quantità con un utilizzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La maggiore conflittualità in materia di applicazione della Direttiva Uccelli 2009/147/CE interessa l&#8217;utilizzo del regime di deroga da parte dei Paesi Membri. In particolare in Italia esiste un dibattito acceso per l&#8217;applicazione delle deroghe secondo quanto previsto dall&#8217;art. 9 comma 1 lettera c) della direttiva, che permette il prelievo di piccole quantità con un utilizzo ragionevole ed a condizioni controllate su base selettiva.Allo scopo di favorire la corretta applicazione e far cessare la conflittualità sull&#8217;applicazione delle deroghe, la Commissione Ambiente Europea ha &#8220;prodotto&#8221; nel 2009 una &#8220;Guida alla disciplina della caccia alla luce della direttiva Uccelli&#8221; che ha visto riuniti al tavolo di lavoro congiunto un pool di esperti del mondo ambientalista, venatorio, agricolo e scientifico. Lo scopo era quello di accompagnare seguendo la &#8220;guida&#8221; l&#8217;applicazione di quanto previsto dalla direttiva, quindi anche nell&#8217; applicazione delle deroghe . Un documento ritenuto a livello comunitario&#8221; determinante nell&#8217;eliminare quei margini di fraintendimento sulla corretta lettura e applicazione della direttiva ( riconosciuta dalla stessa LIPU-BirdLifeInternational sul documento &#8220;L&#8217;applicazione della Direttiva Uccelli alla luce della Guida Interpretativa della Commissione Ambiente Europea&#8221; di Ariel Brunner e Danilo Selvaggi).</p>
<p>Di seguito si forniscono le indicazioni, a nostro parere indispensabili, per applicare correttamente il regime di deroga secondo la lettera c).</p>
<p>1) Identificazione precisa dei cacciatori autorizzati alla deroga con autorizzazione nominale rilasciata ad una quota definita di cacciatori della Regione o Provincia in cui si applica la deroga. Questo significa che NON possono essere autorizzati alla caccia in deroga tutti i cacciatori di una determinata regione o provincia. E&#8217; invece necessario che le province o le regioni attuino un sistema di domanda preventiva alla caccia in deroga per ogni cacciatore, da farsi entro il mese di giugno-luglio precedenti alla stagione di caccia, con rilascio dell&#8217;autorizzazione, corredata delle informazioni complete sotto riportate (punto 2). Questo sistema consente il vantaggio importante di conoscere il numero esatto di cacciatori che eseguiranno i prelievi in deroga, permettendo che il numero di capi prelevabili sia suddiviso per un numero inferiore di cacciatori rispetto al totale regionale, con aumento dei capi prelevabili per persona. E&#8217; noto e dimostrato che i cacciatori interessati alle specie in deroga sono solo una parte dei totali regionali o provinciali.</p>
<p>2) Identificazione precisa del luogo dove verrà esercitata la caccia in deroga, ovvero appostamenti fissi oppure, in caso di caccia da appostamento temporaneo o vagante, limitazione a non più di due/tre Comuni in cui la caccia deve essere obbligatoriamente esercitata. Questo consente una più facile attività di controllo da parte degli organi preposti.</p>
<p>3) Metodi di controllo dei carnieri: fornitura, al cacciatore autorizzato alla caccia in deroga, di un numero di contrassegni inamovibili corrispondenti alla quota assegnata annualmente, da apporre sui capi di selvaggina abbattuta non appena effettuata la cattura. Quando il cacciatore ha terminato i contrassegni corrispondenti alla quota annuale abbattibile non può più esercitare la caccia in deroga. Fornitura di un tesserino in cui si deve segnare il capo abbattuto di specie in deroga non appena raccolto e contrassegnato. Trasmissione alle Amministrazioni con metodi elettronici ed informatici del numero di capi abbattuti con cadenza bisettimanale.</p>
<p>4) Stagioni di caccia: la durata della stagione di caccia in deroga deve necessariamente essere ristretta in modo evidente rispetto alla normale stagione di caccia. Si ritiene che la stagione per ogni specie non dovrebbe superare il mese e mezzo.</p>
<p>5) Rendicontazione precisa all&#8217;Unione Europea, da parte delle regioni o province, delle<br />
verifiche effettuate sulla stagione di caccia in deroga, ovvero numero di capi prelevati, numero di cacciatori autorizzati, distribuzione stagionale dei prelievi, controlli effettuati e infrazioni rilevate, tipo di sanzioni applicate, valutazioni sulle presenze delle specie cacciabili in deroga.</p>
<p>6) Piccole quantità: alla pagina 89 della Guida Interpretativa della direttiva (versione in inglese) è riportato un esempio per il calcolo delle piccole quantità per la specie porciglione. A partire dai dati disponibili (in questo caso quelli dell&#8217;European Atlas of Breeding Birds EBCC), integrati con i tassi di mortalità presenti in letteratura, si arriva ad una determinazione delle piccole quantità a livello del &#8220;continente Europa&#8221;. Si dimostra quindi che è possibile un calcolo a partire dai dati disponibili. Per applicare le piccole quantità alle regioni italiane sarebbe ovviamente necessario conoscere l&#8217;entità delle popolazioni in transito e svernanti in ogni singola regione. Essendo questa valutazione sicuramente difficoltosa, in attesa di studi particolari su ogni regione, è tuttavia possibile a nostro parere un calcolo a livello nazionale, a partire dalle stime di popolazione totale fornite da vari enti, ad esempio BirdLifeInternational.</p>
<p>Successivamente è possibile una separazione del quantitativo nazionale fra le diverse regioni interessate alla caccia in deroga. Un&#8217;alternativa potrebbe essere una gestione statale centralizzata della caccia in deroga con uffici competenti ed efficienti. In merito ai pareri ISPRA degli ultimi anni, nei quali si afferma che non vi sono le conoscenze sufficienti per determinare le piccole quantità, facciamo notare che le stime di popolazione di BirdLifeInternational, per loro natura approssimative, e le valutazione dello stesso ente sulle tendenze delle specie e sulla stato di conservazione, sono sempre tenute in considerazione dall&#8217;ISPRA nella predisposizione di pareri e relazioni scientifiche. Ora delle due l&#8217;una, o le stime non sono affidabili allora anche le definizioni di declino e stato di conservazione sono speculazioni, oppure sono attendibili e quindi, con ovvio grado di approssimazione, è possibile un calcolo affidabile delle piccole quantità, almeno a livello nazionale.</p>
<p>I punti sopra esposti a nostro parere recepiscono quanto disposto dalla direttiva per l&#8217;applicazione del regime di deroga secondo lettera c) e possono consentire di affrontare le valutazioni dell&#8217;Unione Europea con maggior sicurezza rispetto a quanto oggi messo in atto dalle Regioni italiane. Si ricorda infatti che per la direttiva e per la Guida Interpretativa le deroghe rappresentano un&#8217;eccezione e che non possono essere quindi intese come &#8220;integrazioni&#8221; regolari alla normale attività di caccia consentita sulle specie cacciabili. Per una maggiore coerenza dello Stato Italiano sarebbe inoltre necessario che venisse inoltrata domanda all&#8217;UE per la modifica dell&#8217;allegato 2/2, chiedendo l&#8217;inserimento delle specie oggetto di deroga, ovvero, oltre allo storno, anche fringuello, peppola e frosone, tutte specie oggi giudicate in favorevole stato di conservazione. In questo modo si capisce che l&#8217;Italia intende cacciare queste specie, e che, in attesa delle modifiche degli allegati, si procede al regime di deroga, attuato però con tutte le necessarie regolamentazioni. Le delibere o leggi regionali che sono state applicate da varie Regioni italiane hanno negli ultimi anni migliorato l&#8217;aderenza alle prescrizioni della direttiva, tuttavia, secondo questo Ufficio, devono essere fatti ancora alcuni passi per evitare le procedure d&#8217;infrazione e le seguenti condanne da parte della Corte Europea. I punti sopra esposti vanno in questa direzione.</p>
<p>Ufficio Avifauna Migratoria<br />
Lorenzo Carnacina<br />
Michele Sorrenti</p>
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		<title>FIDC MILANO: IL 20 NOVEMBRE II GARA DI CACCIA PRATICA</title>
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		<pubDate>Wed, 26 Oct 2011 10:31:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Milano]]></category>

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		<description><![CDATA[La Sezione Provinciale Milano Monza Brianza organizza il prossimo 20 novembre presso Zona di Ripopolamento e Cattura di Buccinasco la II Gara FIdC di caccia pratica con cani da ferma e da cerca su selvaggina naturale (riservata ai Soci Federcaccia).
Il ritrovo è previsto alle ore 6,00, per verifica iscrizione e documenti, presso il Bar Santoro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Sezione Provinciale Milano Monza Brianza organizza il prossimo 20 novembre presso Zona di Ripopolamento e Cattura di Buccinasco la II Gara FIdC di caccia pratica con cani da ferma e da cerca su selvaggina naturale (riservata ai Soci Federcaccia).<br />
Il ritrovo è previsto alle ore 6,00, per verifica iscrizione e documenti, presso il Bar Santoro - Gudo Gambaredo di Buccinasco. I concorrenti dovranno esibire tessera associativa, licenza di caccia in vigore e libretto di lavoro FIdC. Verrà richiesto un contributo gara di € 15,00.<br />
Le Categorie previste sono Continentali Italiani; Continentali Esteri; Inglesi; Razze da cerca.<br />
Saranno premiati il 1°, 2° e 3° classificato di ogni batteria.Delegato FIdC: Maurizio Masiero.<br />
Giudici:<br />
Continentali Italiani ed esteri: Rinaldo Pinazzini, Leo Vanzin.<br />
Inglesi: Giancarlo Fasola, Giovan Battista Formenti, Domenico Gerbelli, Sergio Tenconi.<br />
Razze da cerca: Domenico Gerbelli, Sergio Tenconi.</p>
<p>Le iscrizioni tramite l&#8217;apposito <a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/10/fidc_milano_20-11-2011_scheda_di_iscrizione.pdf" target="_blank">modulo allegato</a>, si ricevono sino alle ore 17 di giovedì 17 novembre 2011, presso la Segreteria della Sezione Provinciale F.I.d.C. di Milano e Monza Brianza fax 02 33101226 oppure direttamente sul campo di gara.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>ACMA: A SALERNO TERMINATA L&#8217;EMERGENZA CARBONCHIO</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/acma-a-salerno-terminata-lemergenza-carbonchio-10631/</link>
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		<pubDate>Thu, 20 Oct 2011 20:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[acma]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo
Con il sopraggiungere della stagione autunnale e le prime piogge si esaurisce la fase acuta dell&#8217;infezione da carbonchio che ha interessato i territori di Padula e Montesano sulla Marcellana in Provincia di Salerno.
Le ASL di competenza in collaborazione con gli uffici veterinari locali hanno ritenuto di dare parere positivo alla riapertura alla caccia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo<br />
Con il sopraggiungere della stagione autunnale e le prime piogge si esaurisce la fase acuta dell&#8217;infezione da carbonchio che ha interessato i territori di Padula e Montesano sulla Marcellana in Provincia di Salerno.<br />
Le ASL di competenza in collaborazione con gli uffici veterinari locali hanno ritenuto di dare parere positivo alla riapertura alla caccia sui territori ricadenti nei suddetti Comuni, pertanto diamo la dovuta comunicazione a quanti interessati.</p>
<p><a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/10/ordinanza-padula.pdf">Il testo dell&#8217;ordinanza</a></p>
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		<title>FIDC VENETO INTERVIENE SULLE DEROGHE</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 18:26:06 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Del tutto incomprensibile la decisione del Tar del Veneto presa nell&#8217;udienza collegiale di oggi, 19 ottobre, di rinviare ulteriormente al 3 novembre prossimo la decisione sulla richiesta di sospensiva della caccia in deroga in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale sotto i profili della competenza. Una decisione che ci lascia esterrefatti, così come ci lascia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Del tutto incomprensibile la decisione del Tar del Veneto presa nell&#8217;udienza collegiale di oggi, 19 ottobre, di rinviare ulteriormente al 3 novembre prossimo la decisione sulla richiesta di sospensiva della caccia in deroga in attesa del pronunciamento della Corte Costituzionale sotto i profili della competenza. Una decisione che ci lascia esterrefatti, così come ci lascia esterrefatti l&#8217;atteggiamento del Governo nei confronti delle deroghe anche quando queste vengono applicate con il massimo rispetto delle direttive europee.<br />
Nell&#8217;attesa di una risoluzione della questione, esprimiamo comunque la nostra solidarietà nei confronti dell&#8217;assessore Stival, fatto oggetto di ingiustificati e infamanti attacchi.<br />
A chi ci vuole coinvolgere accusandoci di tenere rapporti di collaborazione con l&#8217;assessore, ricordiamo che compito della Federcaccia Veneto è quella di confrontarsi in tema venatorio con le istituzioni del territorio e chi ha altri incarichi, come quello di parlamentare europeo, dovrebbe in quella sede concentrare i suoi sforzi, evidentemente scarsi dal momento che non si notano contrasti di rilievo nei confronti degli attacchi dell&#8217;altro parlamentare veneto, Zanoni.<br />
A certe insinuazioni rispondiamo che nel passato le disposizioni regionali sono state sostenute da tutti, ma spesso fatte ingiustificatamente proprie dai soliti prevaricatori.<br />
Adesso che bisogna giustificare l&#8217;impugnativa del provvedimento sulle cacce in deroga in Veneto davanti alla Corte Costituzionale, la decisione è del Governo, quindi la colpa è anche degli altri pur sapendo da chi è partita l&#8217;iniziativa e cioè dai ministri anticaccia del Pdl.<br />
Non è comunque nostra intenzione e lo abbiamo fino ad ora dimostrato, farci trascinare in guerre di bassa lega prestandoci a dare visibilità ed eco a politici che con le loro grida vorrebbero coprire i boati anticaccia di un partito che per convenienza non si vuole lasciare.<br />
Chi ha &#8220;distrutto&#8221; la credibilità in Europa della caccia in deroga alla piccola selvaggina migratoria nel Veneto per continue procedure di infrazione, percorrendo la strada di &#8220;inutili scorciatoie legislative&#8221; smascherate ormai a tutti i livelli, creando una situazione cui la Regione ha finalmente messo regola - e la decisone del Tar dello scorso anno lo ha dimostrato - vorrebbe ora fare scuola attaccando in modo vergognoso, fazioso e demagogico, chi sta lavorando per recuperare l&#8217;immagine di una serietà perduta.<br />
La FIdC del Veneto non utilizza né demagogia né bugie per cercare consensi, rifugge cioè un modo di procedere che purtroppo non porterà da nessuna parte.La Federcaccia Regionale del Veneto</p>
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		<title>CACCIA IN DEROGA: STIVAL, “AL TAR VENETO UN NUOVO RINVIO. RIMANIAMO CONVINTI DELLE NOSTRE BUONE RAGIONI”</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 16:17:25 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

		<category><![CDATA[Daniele Stival]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
&#8220;Il Tar del Veneto, nell&#8217;udienza collegiale di oggi ha ulteriormente rinviato al 3 novembre prossimo la decisione sulla richiesta di sospensiva della caccia in deroga avanzata da un&#8217;associazione ambientalista. A quanto ci è dato di sapere la motivazione sarebbe quella di attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale sotto i profili della competenza. Noi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>&#8220;Il Tar del Veneto, nell&#8217;udienza collegiale di oggi ha ulteriormente rinviato al 3 novembre prossimo la decisione sulla richiesta di sospensiva della caccia in deroga avanzata da un&#8217;associazione ambientalista. A quanto ci è dato di sapere la motivazione sarebbe quella di attendere il pronunciamento della Corte Costituzionale sotto i profili della competenza. Noi comunque rimaniamo convinti della nostre buone ragioni, ed attendiamo di conoscere a breve i contenuti di questa nuova decisione di rinvio&#8221;.<br />
Ne dà notizia l&#8217;assessore regionale alla caccia Daniele Stival.<br />
&#8220;Nel doveroso rispetto per le decisioni della magistratura - aggiunge Stival - speriamo che il pronunciamento della Suprema Corte arrivi al più presto, anche perché la stagione venatoria è in pieno svolgimento ed ulteriori ritardi burocratici sarebbero difficilmente comprensibili per il mondo venatorio, che non chiede altro che di poter esercitare la propria attività, nel rispetto dell&#8217;ambiente e delle regole. Criteri che peraltro - aggiunge Stival - abbiamo seguito anche noi come Giunta regionale nell&#8217;approntare prima il calendario venatorio generale, e poi la delibera sulla caccia in deroga che, vorrei ricordare, l&#8217;anno scorso fu definita seguendo le medesime modalità e contenuti di quella per quest&#8217;anno&#8221;.<br />
&#8220;Di certo - conclude Stival - non vorrei che, di rinvio in rinvio, si finisse per non dare un giudizio di legittimità a quanto da noi deliberato. Non sarebbe giusto nei confronti di un settore che spesso viene ‘demonizzato&#8217; con una certa leggerezza e superficialità&#8221;.</p>
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		<title>AUTORIZZATA CACCIA SPERIMENTALE AL CINGHIALE IN LESSINIA</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 16:15:46 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[cinghiale]]></category>

		<category><![CDATA[lessinia]]></category>

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		<description><![CDATA[Anche per la stagione venatoria 2011/2012 sarà possibile praticare la caccia al cinghiale nella Lessinia veronese. Lo ha stabilito la Giunta regionale che, con una delibera proposta dall&#8217;assessore alla caccia Daniele Stival, ha autorizzato la prosecuzione della sperimentazione avviata già l&#8217;anno scorso, accogliendo così la richiesta avanzata dalla Provincia di Verona. &#8220;Le prime linee d&#8217;indirizzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Anche per la stagione venatoria 2011/2012 sarà possibile praticare la caccia al cinghiale nella Lessinia veronese. Lo ha stabilito la Giunta regionale che, con una delibera proposta dall&#8217;assessore alla caccia Daniele Stival, ha autorizzato la prosecuzione della sperimentazione avviata già l&#8217;anno scorso, accogliendo così la richiesta avanzata dalla Provincia di Verona. &#8220;Le prime linee d&#8217;indirizzo per la gestione del cinghiale in Veneto - ricorda Stival - sono state emanate nell&#8217;agosto del 2010 e prevedono la possibilità di questo tipo di caccia in alcune aree, definite ‘unità gestionali&#8217;. La sperimentazione subito avviata nella provincia scaligera ha dato esiti incoraggianti e, con il parere favorevole dell&#8217;Ispra, abbiamo quindi dato il via libera anche per la stagione venatoria attuale&#8221;. Nell&#8217;unità gestionale della Lessinia sono previsti specifici piani di abbattimento calcolati sulla base delle densità stimate, sia nell&#8217;area, denominata B1, ove è consentito solo il controllo, sia nell&#8217;area B2 dove sono consentiti sia la caccia che il controllo. In relazione alla densità stimata di cinghiali presenti ed alle condizioni ambientali dell&#8217;area, e quindi agli obiettivi gestionali, i tassi di prelievo fissati sono del 75-80% nei territori soggetti a paino di controllo e del 40-70% in quelli soggetti a prelievo venatorio.</p>
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		<title>FAUSTI E CACCIATRICI TRENTINE UNITE PER LA CACCIA E IL SOCIALE</title>
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		<pubDate>Wed, 19 Oct 2011 16:14:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[cacciatrici trentine]]></category>

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		<description><![CDATA[Le sorelle Fausti, imprenditrici di successo e titolari dell&#8217;omonimo marchio, da sempre attente al connubio donne/caccia, hanno conosciuto durante un&#8217;esposizione del settore un gruppo di cacciatrici del Trentino con le quali hanno stretto da subito una bella amicizia presto tramutata in un&#8217;attiva collaborazione.
Fausti infatti, primeggia da sempre per i suoi fucili prodotti &#8220;su misura&#8221; e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Le sorelle Fausti, imprenditrici di successo e titolari dell&#8217;omonimo marchio, da sempre attente al connubio donne/caccia, hanno conosciuto durante un&#8217;esposizione del settore un gruppo di cacciatrici del Trentino con le quali hanno stretto da subito una bella amicizia presto tramutata in un&#8217;attiva collaborazione.<br />
Fausti infatti, primeggia da sempre per i suoi fucili prodotti &#8220;su misura&#8221; e in particolar modo per i piccoli calibri, fucili che si adattano anche all&#8217;utilizzo da parte del &#8220;gentil sesso&#8221;.<br />
Il Gruppo cacciatrici trentine è nato ufficialmente nel 2009, composto da donne provenienti da tutte le vallate della provincia e che si dedicano alle professioni più diverse: dall&#8217;impiegata, alla commerciante, alla parrucchiera, all&#8217;insegnate ma anche alle studentesse e pensionate;. sposate, nubili, mamme.<br />
Il Gruppo ha da subito dato vita e prova di grande spirito di iniziativa, impegnandosi soprattutto per dare una giusta comunicazione di cosa è la caccia, contatto e difesa della natura, dell&#8217;ambiente che ci circonda, suoni e rumori ascoltati in silenzio, il peso dello zaino, la fatica, la preda individuata, osservata, capita e poi&#8230;. il momento dello sparo, del prelievo nella convinzione che con quell&#8217;atto stai partecipando e contribuendo a quell&#8217;equilibrio naturale che da quando il mondo esiste regola la nostra vita.<br />
Visto l&#8217;apprezzamento dimostrato dal &#8220;Gruppo cacciatrici trentine&#8221; per le creazioni della Fausti è nata l&#8217;idea di unire le due compagini: da un lato quella dell&#8217;azienda di Marcheno con i suoi prodotti e dall&#8217;altro le cacciatrici con la loro passione.<br />
Da questa unione è nato &#8220;Un anno da sfogliare&#8221; nel quale è possibile ammirare le creazioni Fausti brandeggiate dalle cacciatrici immerse nella natura.<br />
Quindi le sorelle Fausti, da sempre attente a promuovere una caccia etica, hanno pensato doveroso, dopo essersi imposte in un mondo prettamente maschile, supportare un gruppo di donne cacciatrici che da due anni sta portando avanti con successo molte attività atte a divulgare la vera passione per la caccia.<br />
Dal canto loro le cacciatrici devolveranno il ricavato della vendita del calendario in giornate di beneficenza con anziani e portatori di handicap sul loro territorio. Hanno così pensato di aiutare qualcuno vicino a loro. Una iniziativa dunque da sostenere doppiamente.<br />
Per prenotazioni rivolgersi a Antonella Berteotti cell.338/9746874 mail anto.berta@gmail.com o a Eddi Titta cell. 349/4292372 mail t.eddi@hotmail.it costo calendario € 5,00 + spese di spedizione.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10616" title="backstagecalendario-cacciatrici-trentine1" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/10/backstagecalendario-cacciatrici-trentine1.jpg" alt="" width="450" height="299" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10617" title="backstagecalendario-cacciatrici-trentine2" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/10/backstagecalendario-cacciatrici-trentine2.jpg" alt="" width="450" height="450" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10618" title="backstagecalendario-cacciatrici-trentine3" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/10/backstagecalendario-cacciatrici-trentine3.jpg" alt="" width="450" height="450" /></p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10619" title="backstagecalendario-cacciatrici-trentine4" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/10/backstagecalendario-cacciatrici-trentine4.jpg" alt="" width="450" height="676" /></p>
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		<title>LE LEGGI E LA CACCIA SPIEGATE DA DUE GIURISTI CACCIATORI</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 21:08:24 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Scritto dal giudice Edoardo Mori, nome che non ha bisogno di presentazione nel mondo giuridico e venatorio, con la collaborazione dell&#8217;avvocato Andrea Antolini, è uscito il libro &#8220;LA CACCIA - Il diritto della caccia, le leggi, la giurisprudenza commentata. Appunti di diritto delle armi e di balistica venatoria&#8221;, un&#8217;opera unica in campo nazionale, di facile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Scritto dal giudice Edoardo Mori, nome che non ha bisogno di presentazione nel mondo giuridico e venatorio, con la collaborazione dell&#8217;avvocato Andrea Antolini, è uscito il libro &#8220;LA CACCIA - Il diritto della caccia, le leggi, la giurisprudenza commentata. Appunti di diritto delle armi e di balistica venatoria&#8221;, un&#8217;opera unica in campo nazionale, di facile approccio per il cacciatore, l&#8217;agente di vigilanza e l&#8217;operatore del diritto, avvocato o magistrato.<br />
L&#8217;opera è stata strutturata in forma enciclopedica, con richiami specifici alle varie voci e costituisce un testo completo, ma di facile lettura, di diritto della caccia, di balistica venatoria, di norme di comportamento, scritto da due giuristi e cacciatori per aiutare i cacciatori e gli operatori ad applicare correttamente le norme della caccia e a difendersi da contestazioni errate.<br />
Il testo contiene tutta la normativa europea e nazionale e tutta la giurisprudenza della Cassazione con note critiche, oltre alle normative regionali e provinciali sulla caccia. Utile per la preparazione all&#8217;esame venatorio (è sufficiente integrarlo con le nozioni zoologiche), si caratterizza per una esposizione esaustiva delle leggi, esclusivamente tecnica, senza prevenzioni ideologiche, rivolta a metterne in rilievo i punti critici.<br />
Ampio spazio è dedicato al diritto delle armi, alla vigilanza venatoria, alla balistica venatoria.<br />
Il libro, dal costo di 35,00 Euro, è edito da Libri Professionali.it</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10604" title="copertina-libro-la-caccia" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/10/copertina-libro-la-caccia.jpg" alt="" width="450" height="657" /></p>
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		<title>UNA BIBLIOGRAFIA PER LA CACCIA</title>
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		<pubDate>Tue, 18 Oct 2011 21:00:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Antonio Taurino é certamente fra i massimi esperti di letteratura cinegetica del nostro Paese;appassionato bibliofilo e ricercatore, ha raccolto nel corso del tempo un notevolissimo patrimonio di conoscenze bibliografiche che si é lodevolmente proposto di classificare e valorizzare a beneficio di tutti i cultori della materia. Il Centro Studi Storici Caccia e Falconeria, che lo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Antonio Taurino é certamente fra i massimi esperti di letteratura cinegetica del nostro Paese;appassionato bibliofilo e ricercatore, ha raccolto nel corso del tempo un notevolissimo patrimonio di conoscenze bibliografiche che si é lodevolmente proposto di classificare e valorizzare a beneficio di tutti i cultori della materia. Il Centro Studi Storici Caccia e Falconeria, che lo vede fondatore, si propone appunto di diffondere in modo organico la conoscenza di una letteratura, anche antica o per qualche verso minore, che potenzialmente resta di grande interesse. Con questa sigla Taurino ha già pubblicato vari lavori già noti al pubblico degli specialisti: la &#8220;Bibliografia sulla Beccaccia&#8221;, &#8220;La Bibliografia sul Beccaccino&#8221; e l&#8217;agile &#8220;Bibliografia delle Bibliografie sulla Caccia e la Falconeria&#8221; che vuol essere una guida generale e propedeutica per chi voglia addentrarsi in questo sterminato mondo.<br />
Ben altra ambizione e ben altra mole caratterizzano la nuova fatica di Antonio Taurino intitolata &#8220;Bibliografia delle opere italiane e di altri paesi su la Caccia, la Falconeria e la Cinologia&#8221;: una bibliografia sistematica della letteratura venatoria di ogni paese dal XV secolo (nascita della stampa) ai giorni nostri, con un&#8217;appendice riguardante opere manoscritte ed autori anteriori alla stessa invenzione della stampa; letteratura venatoria comprensiva financo di bandi, editti, grida per l&#8217;epoche antiche e, in generale, ogni legislazione in materia di caccia, unitamente annoverando una quantità di autori ed opere mai prima segnalate in altre bibliografie. Un repertorio di una vastità e completezza mai raggiunte prima destinato a diventare un classico della bibliografia di questo settore di studi. Il numero impressionante di voci registrate non ha impedito all&#8217;Autore di curare con attenzione minuziosa l&#8217;ortografia, sempre affidabile nonostante le tante lingue moderne ed antiche dei testi indicizzati e di rendere più facile e gradevole la consultazione grazie alla strutturazione chiara ed ordinata di ogni lemma.<br />
Un&#8217;opera che si rileva non solo utilissima da consultare ma anche piacevole da scorrere perché prodiga di suggerimenti, di sorprese e di scoperte che non mancheranno di stimolare la curiosità e la passione bibliofila dei lettori, opera che l&#8217;autore ha voluto dedicare al compianto Adelio Ponce de Leon (1915-2011): &#8220;la passione dello scrivere di caccia fatta uomo&#8221;. (S.V.B.)Caratteristiche:<br />
Tomi 2:<br />
Tomo I: (Vol. I-II : pp. 384 ca). Tomo II: (Vol.III: pp. 568 ca.).<br />
Copie numerate.<br />
cm. 20&#215;27. Stampa ofset. Prezzo Euro 110 (Spese postali incluse).</p>
<p>Prenotazioni e Ordini: Edizioni Remo Sandron: info@sandron.it, tel.: 0556587411<br />
Antonio Taurino: antonio.taurino@tin.it, tel.- fax: 0832458397 - Cell. 3385801406</p>
<p style="text-align: center;"><img class="aligncenter size-full wp-image-10596" title="bibliografia-caccia-falconeria-cinologia" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/10/bibliografia-caccia-falconeria-cinologia.jpg" alt="" width="450" height="603" /></p>
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		<title>FEDERCACCIA TOSCANA: “IL TRIBUNALE DEL RIESAME ANNULLA IL DECRETO DI SEQUESTRO DEGLI UCCELLI DA RICHIAMO. COMPLETAMENTE DESTITUITE DI FONDAMENTO LE TESI DEL WWF CHE AVEVA PRESENTATO L’ESPOSTO ALLA PROCURA”</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/federcaccia-toscana-%e2%80%9cil-tribunale-del-riesame-annulla-il-decreto-di-sequestro-degli-uccelli-da-richiamo-completamente-destituite-di-fondamento-le-tesi-del-wwf-che-aveva-presentato-l%e2%80%99-10581/</link>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 20:40:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Toscana]]></category>

		<category><![CDATA[wwf]]></category>

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		<description><![CDATA[Il decreto di sequestro degli uccelli da richiamo non doveva essere emanato, perché i cacciatori detenevano legittimamente i richiami che altrettanto legittimamente avevano acquisito dalla Provincia, per gli scopi e secondo le modalità previste dalle norme. Questa la sostanza dell&#8217;Ordinanza del Tribunale Distrettuale del Riesame di Firenze che, accogliendo puntualmente tutti i profili di impugnazione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il decreto di sequestro degli uccelli da richiamo non doveva essere emanato, perché i cacciatori detenevano legittimamente i richiami che altrettanto legittimamente avevano acquisito dalla Provincia, per gli scopi e secondo le modalità previste dalle norme. Questa la sostanza dell&#8217;Ordinanza del Tribunale Distrettuale del Riesame di Firenze che, accogliendo puntualmente tutti i profili di impugnazione presentati, dispone anche la restituzione agli aventi diritto dei volatili e delle gabbiette. &#8220;Avremo modo - ha dichiarato Moreno Periccioli, Presidente di Federcaccia Toscana - di soffermarci su passaggi e contenuti della decisione del Tribunale, oggi vogliamo solo dichiarare soddisfazione per questo esito che, se non ripaga i cacciatori dei danni subiti, costituisce una vittoria morale per loro e per la caccia. Ora - ha proseguito Periccioli - valuteremo con i nostri legali eventuali ulteriori passi da intraprendere su questa specifica vicenda, fermo restando l&#8217;obbiettivo di dare una volta per tutte certezza al diritto di disporre ed utilizzare per la caccia, come previsto dalle Leggi, richiami di cattura.&#8221;</p>
<p>FEDERCACCIA TOSCANA</p>
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		<title>FEDERCACCIA UMBRA: CACCIA E CONTROLLI, LE RIFLESSIONI DEL SEGRETARIO FABIO FAINA</title>
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		<pubDate>Fri, 14 Oct 2011 20:38:18 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Umbria]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.Abbiamo appreso, con stato d&#8217;animo incerto, la notizia del dispiegamento immane di forze, mezzi, uomini e tecnologie, messo in campo dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Polizia Provinciale di Perugia in occasione dell&#8217;apertura della caccia al cinghiale. In particolare, soltanto per quel che riguarda la Forestale ben 150 sono stati gli uomini [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.Abbiamo appreso, con stato d&#8217;animo incerto, la notizia del dispiegamento immane di forze, mezzi, uomini e tecnologie, messo in campo dal Corpo Forestale dello Stato e dalla Polizia Provinciale di Perugia in occasione dell&#8217;apertura della caccia al cinghiale. In particolare, soltanto per quel che riguarda la Forestale ben 150 sono stati gli uomini impiegati per il controllo venatorio, con l&#8217;ausilio di teleobiettivi, auto &#8220;civette&#8221;, agenti in borghese ecc.<br />
Il risultato di tutto ciò sono state 64 sanzioni amministrative, per un totale di circa 7mila euro di contravvenzioni elevate a carico delle squadre cinghialiste, nove fucili sequestrati e una denuncia per esercizio della caccia con mezzi non consentiti.<br />
Come segretario di Federcaccia Umbra esprimo, innanzitutto, soddisfazione nell&#8217;apprendere che i controlli venatori ci sono, e che i trasgressori rappresentano una minima percentuale rispetto agli oltre 30mila cacciatori umbri.<br />
Ciò detto, appare quantomeno singolare e, a mio avviso, meritevole di riflessione, il fatto che in un momento così delicato come quello attuale, in piena crisi economica e con il capoluogo di Regione, Perugia, assediata da problemi di micro e macro criminalità, si utilizzino ben 150 pubblici ufficiali, con circa 70 veicoli a motore e strumenti altamente tecnologici a disposizione per controllare il corretto svolgimento di un hobby, una passione che accomuna tanti cittadini umbri. I quali, è bene ricordarlo, per poter esercitare l&#8217;attività venatoria devono per forza di cose essere incensurati e privi di carichi pendenti di un certo rilievo.<br />
Pertanto, appare quantomeno lecito chiedersi a quanto ammonti il numero di pubblici ufficiali utilizzati sul territorio provinciale e regionale, quello stesso giorno, per contrastare la delinquenza e i reati penali. Dal momento che 150 sono stati gli agenti impegnati per la caccia e gli illeciti venatori, è logico supporre che per lo meno dieci volte tanti siano stati utilizzati per la lotta alla criminalità.<br />
In caso contrario, invito le istituzioni competenti - in primis la Regione Umbria e la Provincia di Perugia - ad aprire un&#8217;attenta e seria riflessione circa le reali priorità e gli obiettivi istituzionali, e il migliore utilizzo possibile delle risorse a disposizione per perseguire tali scopi.</p>
<p>Fabio Faina<br />
Segretario Federcaccia Umbra</p>
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		<title>LA SENTENZA DEL TAR VENETO: UNA IMPORTANTE AFFERMAZIONE DI PRINCIPIO</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Veneto]]></category>

		<category><![CDATA[tar veneto]]></category>

		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre ad esprimere la propria soddisfazione per la decisione del Tar Veneto che rigetta il ricorso presentato dalla Lac avverso al calendario venatorio regionale, la Federazione Italiana della Caccia del Veneto ritiene importante sottolineare come le motivazioni portate a sostegno di questa decisione costituiscano una importante affermazione di principio che travalica il caso particolare.
Significativa è [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre ad esprimere la propria soddisfazione per la decisione del Tar Veneto che rigetta il ricorso presentato dalla Lac avverso al calendario venatorio regionale, la Federazione Italiana della Caccia del Veneto ritiene importante sottolineare come le motivazioni portate a sostegno di questa decisione costituiscano una importante affermazione di principio che travalica il caso particolare.<br />
Significativa è senza alcun dubbio la valutazione del fatto che il parere ISPRA che era stato richiamato dai ricorrenti non risultava aggiornato alle mutate condizioni della popolazione della specie interessata (in questo caso il combattente, ma avrebbe potuto essere un&#8217;altra specie selvatica). Ugualmente degna di nota la considerazione relativa ad un altro dei punti impugnati ovvero che, come recita la sentenza, &#8220;il discostamento dalle linee guida dell&#8217;ISPRA risulta congruamente motivato in relazione al fatto che i pareri forniti relativamente alla fauna stanziale non sono adeguatamente rapportati alla realtà regionale&#8221;.<br />
Viene dunque nuovamente sancito con una sentenza che le Regioni possono deliberare in materia di caccia discostandosi dai pareri ISPRA purché abbiano a sostegno delle proprie decisioni fondati argomenti scientifici.<br />
Vediamo quindi confermata, come da tempo sosteniamo, l&#8217;importanza per la caccia e i cacciatori di dotarsi di propri organismi in grado di avere dati e osservazioni scientifiche da portare a sostegno delle proprie richieste là dove quelli a disposizione dell&#8217;ISPRA non siano aggiornati, completi o disponibili, come peraltro previsto dalla normativa nazionale e da quella europea.<br />
Si tratta dunque di una vittoria di principio fondamentale, non riportata contro l&#8217;Istituto, ma contro chi dai limiti di questo vuole approfittare per far passare posizioni e linee di parte e inutilmente restrittive per i cacciatori.<br />
Federcaccia Veneto</p>
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		<title>ARCICACCIA: &#8220;SERVE UNA SVOLTA NEL PAESE E NELLA CACCIA&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 12 Oct 2011 14:24:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Arcicaccia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Serve una svolta nel Paese e nella caccia. Di fronte alla crisi drammatica che investe l&#8217;Italia ben altre scelte dovrebbero essere fatte per guardare al futuro con maggiore fiducia e rinnovata speranza. Di contro si continuano a chiedere sacrifici a coloro che i sacrifici li fanno durante tutto il corso della loro vita [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>Serve una svolta nel Paese e nella caccia. Di fronte alla crisi drammatica che investe l&#8217;Italia ben altre scelte dovrebbero essere fatte per guardare al futuro con maggiore fiducia e rinnovata speranza. Di contro si continuano a chiedere sacrifici a coloro che i sacrifici li fanno durante tutto il corso della loro vita e devono raschiare il fondo cassa per giungere alla fine del mese per garantire dignità di vita alla propria famiglia e ai propri figli. Nessuna riforma strutturale, nessun intervento sui grandi patrimoni, nessuna lotta concreta all&#8217;evasione fiscale, nessuna idea di nuovo sviluppo, nessun tentativo di dare respiro alle aziende e tenuta produttiva al mondo del lavoro favorendo nuova occupazione è messa in campo da chi ragiona solo in termini di interessi personali, politici, giudiziari e di casta. Non apparteniamo a coloro che agitano lo spettro dell&#8217;antipolitica anzi pensiamo che la buona politica serva alla comunità allorché torni ad essere servizio per offrire prospettiva e qualità di vita individuale e collettiva. La fortuna è che il Paese ha potuto contare negli ultimi anni su due grandi presidenti della Repubblica, Ciampi e Napolitano, che nei limiti dei loro mandati istituzionali, hanno garantito tenuta democratica e restituito orgoglio di appartenenza allo Stato da parte del suo popolo. E dire che c&#8217;erano forze politiche, e non solo, che volevano negare i festeggiamenti per i 150 anni dell&#8217;Unità d&#8217;Italia! E dire che c&#8217;è chi si ostina a salvaguardare i privilegi della politica, e mi riferisco a quella che vive sulle nomenclature e sulle èlite, senza pensare che in una situazione come questa occorrerebbe che l&#8217;immagine di sobrietà e di responsabilità appartenesse a coloro che hanno ricevuto un mandato e una delega per rappresentare il Paese. C&#8217;è da rifondare, dunque e bisogna far! lo subit o per ristabilire un rapporto fiduciario tra cittadini, politica ed eletti. Per questo c&#8217;è bisogno di nuove regole di elezione che cancellino quelle attuali che affidano la nomina dei parlamentari ai capobastone e ai capipartito. Occorre restituire al popolo la possibilità di scegliere e votare i propri rappresentanti nella chiarezza della contrapposizione delle diverse opzioni politiche. Ci auguriamo che sia il Parlamento a fare questa riforma ma se non dovesse arrivare la parola passi ad un possibile referendum che faccia chiarezza così come è avvenuto recentemente su nucleare, acqua pubblica e giustizia uguale per tutti. Noi siamo quella parte del mondo venatorio che alla sfida referendaria ha partecipato da protagonista evitando di chiudersi nella nicchia della corporazione. Noi siamo quella parte del mondo venatorio che pensa ai cacciatori prima di tutto quali cittadini che devono e vogliono rivendicare il tempo nel quale vivono. Ecco perché nessuno si stupirà se nel fare le nostre riflessioni sulla caccia non possiamo che partire da quanto sta avvenendo intorno a noi. Non chiudiamo gli occhi e tantomeno partecipiamo al coro delle proteste demagogiche e strumentali. Il Paese del domani ha bisogno di essere costruito dalle forze più sane dell&#8217;oggi. E i cacciatori possono esserlo perché il loro progetto di governo del territorio ai fini ambientali e faunistici si può benissimo inserire nel contesto della valorizzazione della bellezza dei nostri territori, valore e risorsa culturale, storica ed economica e del &#8220;made in Italy&#8221; in tutto il mondo. La caccia così assume il profilo di bene comune indispensabile per trovare legittimazione sociale e quel rispetto ora non riconosciuto per responsabilità di chi nel mondo venatorio ci ha trascinato alla disputa ideologica su tempi e specie cacciabili o su aspetti furbeschi utili al bracconaggio elettorale. Un nuovo patto con la società passa attraverso la consapevolezza del mondo venatorio di giocarsi prima di tutto una ! partita di identità culturale e solo poi di rispetto di quelle norme che necessariamente in un Paese civile devono essere coordinate e concertate con tutti i portatori di interesse e seguendo le indicazioni dell&#8217;autorità scientifica quale caposaldo per sfuggire al tentativo di innescare il conflitto per favorire derive privatrizzatrici od anche abolizioniste. Invece la classe dirigente del mondo venatorio è più interessata alla sopravvivenza personale che a prefigurare un futuro che, senza nostalgie però, rinnovi le grandi trazioni e la grande storia del passato. Pensiamo per un attimo ai dirigenti di un tempo, Rosini e Fermariello in primo luogo, che nei momenti di grave crisi per la caccia seppero affidare ad un progetto riformatore la ricerca della sintonia con il Paese. Così nacque la legge 157 dopo tante stagioni referendarie, così si difese la caccia popolare e sostenibile da quanti anche allora guardavano, sbagliando, al resto d&#8217;europa dove è il portafogli a soffietto a garantire opzioni e possibilità di caccia. Oggi prevale il bieco interesse, nani e ballerine sono in campo per garantire innanzitutto se stessi. Manipolano l&#8217;informazione, alimentano le divisioni tra cacciatori: loro hanno da vendere un posto in riserva, devono farsi finanziare un progetto, devono poter far vendere un giubbino da caccia. Ed allora anche i blog venatori diventano luoghi dove cova il livore e la rissa dialettica. Di altro avremmo bisogno. Di smorzare i toni, di non rincorrere sempre la possibilità di acchiappare effimero consenso, di tornare a parlarsi con moderazione per tentare di ritrovare, sui contenuti, l&#8217;unità perduta da anni. In una situazione siffatta, dall&#8217;altra parte, tornano a vincere i nostri avversari che possono contare su una sensibilità diffusa nell&#8217;opinione pubblica. Serve una svolta anche nel mondo della caccia. Tornino ad esser protagonisti i cacciatori. Venga sconfitta la demagogia che trova sponde fin troppo interes! sate anc he in certe regioni e certe province che continuano ad operare furbescamente e senza una rotta ben precisa se non quella della poltrona salda e potente di alcuni amministratori. Certezza di diritto chiedono i cacciatori nel momento in cui sono i tribunali a scrivere le leggi. Certezza del diritto chieda la caccia del futuro. Coraggio alimentiamo il vento del cambiamento.</p>
<p>Marco Ciarafoni</p>
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		<title>CACCIA. ASSESSORE STIVAL: “TAR RICONOSCE CORRETTEZZA ‘CALENDARIO BASE’ REGIONE; E’ UNA VITTORIA CHE SPERIAMO SI RICONFERMI PER LE DEROGHE”</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 16:04:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[caccia in deroga]]></category>

		<category><![CDATA[Daniele Stival]]></category>

		<category><![CDATA[regione veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
&#8220;Il riconoscimento del TAR sulla correttezza del &#8220;calendario base&#8221; varato dalla Regione del Veneto dimostra come la Giunta Regionale e l&#8217;Assessore alla Caccia cerchino di coniugare costantemente attese del mondo venatorio e correttezza nell&#8217;applicare le norme, in un settore certamente non facile&#8221;. L&#8217;Assessore regionale alla Caccia Daniele Stival accoglie con soddisfazione la sentenza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>&#8220;Il riconoscimento del TAR sulla correttezza del &#8220;calendario base&#8221; varato dalla Regione del Veneto dimostra come la Giunta Regionale e l&#8217;Assessore alla Caccia cerchino di coniugare costantemente attese del mondo venatorio e correttezza nell&#8217;applicare le norme, in un settore certamente non facile&#8221;. L&#8217;Assessore regionale alla Caccia Daniele Stival accoglie con soddisfazione la sentenza con la quale il TAR Veneto ha respinto il ricorso della LAC (Lega per l&#8217;Abolizione della Caccia) contro il calendario venatorio varato in estate. &#8220;Dopo la sospensione dei prelievi in deroga attendevamo con particolare apprensione questo pronunciamento. E&#8217; una vittoria che, sia pur solo in parte, ci ripaga del dispiacere legato alla battaglia ancora aperta sulle deroghe. &#8220;Sulla caccia in deroga continueremo a difenderci. Ma vogliamo anche contrattaccare, sapendo che sullo storno non ci sono più scuse, né per il Governo, né per la Commissione Europea. Se l&#8217;elenco delle specie cacciabili fosse aggiornato (storno e fringuello sono specie in salute, più di altre!) non ci sarebbero problemi e potremmo praticare serenamente una forma di caccia radicata nelle tradizioni venete. Chiameremo a raccolta tutte le forze ed i rappresentanti più autorevoli che sono disposti a darci una mano, a Roma come a Bruxelles.&#8221;<br />
&#8220;Per fortuna almeno sul calendario base possiamo essere molto soddisfatti&#8221; continua Stival.<br />
&#8220;E&#8217; difficile far capire quante difficoltà abbiamo avuto nella progettazione della stagione venatoria appena avviatasi. Il Tavolo Caccia istituito a Roma non ha dato concreto supporto alle Regioni, in difficoltà nel recepire i più recenti indirizzi comunitari in materia di rispetto dei cicli riproduttivi delle specie che migrano. Da più parti i famosi Key Concepts sono stati visti come un modo per colpire duramente la caccia ed il mondo venatorio. Abbiamo respinto l&#8217;attacco. Ma non dobbiamo dormire sugli allori: nel nostro territorio dobbiamo promuo! vere stu di, ricerche. Metterci nelle condizioni di dimostrare in termini sempre più convincenti che nel Veneto si riesce a gestire la caccia correttamente e su base tecnico-scientifica, mettendo assieme le forze migliori e la disponibilità a partecipare ad una sfida che è anche culturale&#8221;.<br />
&#8220;Questa vittoria al TAR è solo un punto di partenza, che ci incoraggia a non mollare. Certo, senza le deroghe il bicchiere è mezzo vuoto, ne siamo consapevoli. Ma faremo di tutto per colmarlo, e se sarà necessario aggiorneremo le strategie seguite sino ad oggi. Sempre e comunque coniugando tradizione venatoria e rigore tecnico-scientifico&#8221;.</p>
<p>A cura dell&#8217;Ufficio Stampa della Regione Veneto</p>
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		<item>
		<title>LE ASSOCIAZIONI VENATORIE REGIONALI PUGLIESI IN AGITAZIONE</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 12:58:08 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[puglia]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Al Dott. Dario STEFANO Assessore Risorse Agroalimentare e Caccia
Al Dott. Giuseppe LEO Dirigente Settore Caccia
LE SCRIVENTI ASSOCIAZIONI VENATORIE RIUNITESI IN DATA 10/10/2011
PREMESSO
- che in data 5/08/2011 avanzavano richiesta al Presidente della Giunta, al Presidente del Consiglio Regionale, all&#8217;Assessore Agricoltura e Caccia dott. Stefano ed a tutti i Consiglieri Regionali di modifica del Calendario [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<blockquote><p>Al Dott. Dario STEFANO Assessore Risorse Agroalimentare e Caccia<br />
Al Dott. Giuseppe LEO Dirigente Settore Caccia<br />
LE SCRIVENTI ASSOCIAZIONI VENATORIE RIUNITESI IN DATA 10/10/2011</p>
<p>PREMESSO<br />
- che in data 5/08/2011 avanzavano richiesta al Presidente della Giunta, al Presidente del Consiglio Regionale, all&#8217;Assessore Agricoltura e Caccia dott. Stefano ed a tutti i Consiglieri Regionali di modifica del Calendario Venatorio 2011/2012, approvato dalla Giunta Regionale il 29 luglio u.s., manifestando altresì l&#8217;intenzione di ritirare i propri rappresentanti dagli Organismi Istituzionali Regionali e Provinciali in caso che la stessa rimanesse disattesa ;</p>
<p>CONSTATANO<br />
- che alla data odierna tale richiesta è rimasta disattesa e che addirittura l&#8217;Assessore Stefano convoca il Comitato Regionale Faunistico Venatorio per domani 11/10/2011 con all&#8217;ordine del giorno &#8220;Attuazione del prelievo in deroga annata 2011/2012: parere;</p>
<p>CONSIDERANO<br />
- che prima di qualsiasi altro provvedimento riguardante il mondo venatorio, l&#8217;Assessore deve comunque dare riscontro alla richiesta citata in premessa;</p>
<p>DICHIARANO<br />
- Lo stato di agitazione e comunicano che i propri rappresentanti in seno al C.R.F.V. dell&#8217;11/10 saranno assenti;</p>
<p>CHIEDONO<br />
Un urgente incontro con l&#8217;Assessore Stefano al fine di addivenire ad una soluzione condivisa sulle richieste avanzate dalle scriventi.</p>
<p>FIRMATO<br />
Le Associazioni: ANLC - ANUU - ARCICACCIA - CPA - ENALCACCIA - EPS - FIDC - ITALCACCIA</p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>&#8220;RICHIAMI VIVI, &#8216;CACCIATORI TENUTARI LEGITTIMI MA NON LI USINO&#8217;</title>
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		<pubDate>Tue, 11 Oct 2011 09:12:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[firenze]]></category>

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		<description><![CDATA[Illegittimità costituzionale, viceversa, delle norme regionali, intervenuta però dopo l&#8217;acquisizione dei volatili&#8221;.  
Così in un comunicato stampa del Consiglio Provinciale di Firenze, che prosegue. 
&#8220;Maxi sequestro di 450 &#8220;richiami vivi&#8221;. Sono volatili acquisiti legittimamente dai cacciatori presso la Provincia di Firenze sulla base delle norme regionali che però, avvenuta l&#8217;acquisizione, sono state ritenute decadute per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Illegittimità costituzionale, viceversa, delle norme regionali, intervenuta però dopo l&#8217;acquisizione dei volatili&#8221;.  </em></p>
<p><em>Così in un comunicato stampa del Consiglio Provinciale di Firenze, che prosegue. </em></p>
<p>&#8220;Maxi sequestro di 450 &#8220;richiami vivi&#8221;. Sono volatili acquisiti legittimamente dai cacciatori presso la Provincia di Firenze sulla base delle norme regionali che però, avvenuta l&#8217;acquisizione, sono state ritenute decadute per illegittimità costituzionale. L&#8217;intervento di sequestro è stato sollecitato dall&#8217;autorità giudiziaria. Sulla vicenda aveva chiesto chiarimenti il consigliere provinciale della Lega Nord Marco Cordone, al quale ha risposto in Consiglio la Vice Presidente Laura Cantini.<br />
La Provincia, dunque, ha inviato il 29 settembre alla Regione Toscana una richiesta di informazioni ma anche di indirizzi su questa competenza normata dalle leggi regionali, ma da rivedere di fronte alla riconosciuta illegittimità costituzionale. &#8220;Non abbiamo ancora una risposta specifica perchè non ci sono disposizioni ulteriori - ha osservato Cantini - Ritengo che i cacciatori siano tenutari legittimi dei richiami, ma non possono utilizzarli&#8221;.<br />
&#8220;Generalmente - ha replicato Cordone - ogni cacciatore possiede introno ai cinque richiami vivi. La vicenda dovrebbe dunque investire una novantina di cacciatori. Credo che eventuali provvedimenti dovrebbero essere presi verso la Provincia e ancor più verso la Regione, piuttosto che verso i cacciatori che vengono indagati e che, a nostro avviso, non devono pagare ingiustamente. Niente multe per loro&#8221;.</p>
<p><em>Ufficio Stampa Consiglio provinciale di Firenze</em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>FIDC L’AQUILA INCONTRA LA PROVINCIA</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/fidc-l%e2%80%99aquila-incontra-la-provincia-10529/</link>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:35:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[l'aquila]]></category>

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		<description><![CDATA[Su iniziativa della Federcaccia provinciale de L&#8217;Aquila si è tenuto ad Avezzano un incontro durante il quale il presidente della Provincia Antonio Del Corvo e l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente Giuseppe Tiberio hanno incontrato il presidente provinciale FIdC Alessio Cesareo e i consiglieri provinciali della Federazione.
Tema dell&#8217;incontro è stato l&#8217;attuale gestione e programmazione della caccia in provincia e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Su iniziativa della Federcaccia provinciale de L&#8217;Aquila si è tenuto ad Avezzano un incontro durante il quale il presidente della Provincia Antonio Del Corvo e l&#8217;assessore all&#8217;Ambiente Giuseppe Tiberio hanno incontrato il presidente provinciale FIdC Alessio Cesareo e i consiglieri provinciali della Federazione.<br />
Tema dell&#8217;incontro è stato l&#8217;attuale gestione e programmazione della caccia in provincia e nell&#8217;occasione la Federcaccia ha avuto modo di richiamare l&#8217;attenzione delle Istituzioni su alcune criticità e debolezze di questa.<br />
In particolare i rappresentanti dell&#8217;Associazione hanno chiesto maggiore attenzione e sensibilità da parte degli amministratori in merito alla stesura del calendario venatorio e al piano d&#8217;azione per la tutela dell&#8217;orso marsicano, oltre a lamentare il mancato funzionamento della commissione d&#8217;esame per l&#8217;abilitazione all&#8217;attività venatoria.</p>
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		<title>DEROGHE IN VENETO, IL PRESIDENTE ACV – CONFAVI RISPONDE A TOSI</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 12:30:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[confavi]]></category>

		<category><![CDATA[Maria Cristina Caretta]]></category>

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		<description><![CDATA[Maria Cristina Caretta, presidente Acv - Confavi ha diramato un comunicato per rispondere alle dichiarazioni del presidente regionale FIdC Flavio
Tosi della scorsa settimana relativo alla sospensione delle Deroghe in Veneto.
&#8220;Credo - scrive il presidente Confavi - che sulle deroghe in Veneto chi ha preceduto l&#8217;attuale assessore regionale alla caccia abbia saputo ben dimostrare di difendere [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Maria Cristina Caretta, presidente Acv - Confavi ha diramato un comunicato per rispondere alle dichiarazioni del presidente regionale FIdC Flavio<br />
Tosi della scorsa settimana relativo alla sospensione delle Deroghe in Veneto.<br />
&#8220;Credo - scrive il presidente Confavi - che sulle deroghe in Veneto chi ha preceduto l&#8217;attuale assessore regionale alla caccia abbia saputo ben dimostrare di difendere i cacciatori&#8221;.<br />
E dopo aver ricordato che dal 2002 al 2008 nella regione è stato possibile effettuare il prelievo in deroga con legge, cosa in seguito più non avvenuta, Maria Cristina Caretta critica l&#8217;affermazione di Tosi che la responsabilità della sospensione delle deroghe di quest&#8217;anno sia da attribuire &#8220;all&#8217;impugnazione della delibera dell&#8217;anno scorso da parte del Governo nazionale decisa dal Consiglio dei ministri; come se nel Consiglio dei ministri la Sua parte politica, la lega, non fosse presente&#8221;.<br />
Rinnovando le critiche all&#8217;attuale calendario veneto e alla situazione venatoria della regione infine, il presidente della Confavi conclude sottolineando la stanchezza e l&#8217;insoddisfazione dei cacciatori e con un richiamo ai politici: &#8220;Se fossi io oggi nei panni di certi politici non dormirei sonni tranquilli perché la storia non si ripete, ciò che per anni molti politici hanno dato per scontato in futuro non sarà più garantito&#8221;.</p>
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		<title>FIDC LUCCA SCRIVE ALLA REGIONE PER LO STORNO</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 08:33:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Lucca]]></category>

		<category><![CDATA[storno]]></category>

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		<description><![CDATA[Il presidente della sezione provinciale Federcaccia di Lucca, Carlo Martinelli, è tornato a rivolgersi alla Regione Toscana per il prelievo in deroga dello storno.
Con una lettera dello scorso 8 ottobre, Martinelli ha inviato al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e all&#8217;Assessore Regionale alla caccia Gianni Salvadori l&#8217;O.d.G. dell&#8217;ATC LUCCA 12 n. 67 del 16/09/2011, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il presidente della sezione provinciale Federcaccia di Lucca, Carlo Martinelli, è tornato a rivolgersi alla Regione Toscana per il prelievo in deroga dello storno.<br />
Con una lettera dello scorso 8 ottobre, Martinelli ha inviato al Presidente della Regione Toscana Enrico Rossi e all&#8217;Assessore Regionale alla caccia Gianni Salvadori l&#8217;O.d.G. dell&#8217;ATC LUCCA 12 n. 67 del 16/09/2011, sottolineando come la posizione della Federazione Italiana della Caccia provinciale di Lucca concordi pienamente con quanto specificato nel documento in questione.<br />
Nell&#8217;ordine del giorno citato si legge che l&#8217;ATC Lucca 12: &#8220;VISTA la Deliberazione della Giunta Regionale della Toscana n. 741 del 29.08.2011, avente ad oggetto &#8220;Art. 37bis L.R. 3/1994: Prelievo in deroga della specie storno&#8221;, determinata dalla necessità di contenere i danni causati dal passeriforme alle colture agricole, particolarmente significativi nella trascorsa stagione venatoria, durante la quale, anche per la mancata concessione della caccia in deroga, ne è stato registrato un significativo incremento.<br />
PRESO ATTO delle motivazioni contenute nei pareri tecnici allegati al citato provvedimento regionale, concordemente orientati a classificare lo storno come specie ampiamente diffusa su tutto il territorio nazionale e regionale - ed in modo particolare sul territorio dell&#8217;ATC - dove, in molti casi, ha raggiunto livelli numerici particolarmente consistenti.<br />
CONSIDERATA anche la largamente condivisa posizione espressa da categorie economiche e produttive e dalle associazioni interessate a favore di opportuni interventi di contenimento della specie.<br />
RAVVISATA nel provvedimento di cui trattasi una palese contraddizione tra l&#8217;esigenza di dare esecuzione ai richiesti interventi per il contenimento della specie storno e la decisione di dare pratica attuazione a tale esigenza attraverso forme di prelievo limitate anche nei luoghi e nei modi, cioè nell&#8217;applicazione di forme estese ed efficaci in grado di rendere possibili i migliori risultati rispetto agli obiettivi che sì intende raggiungere.<br />
RILEVATO inoltre, come contestualmente alla condizionata possibilità di prelievo in deroga della specie consegua, a carico dagli ambiti territoriali di caccia, l&#8217;onere risarcitorio dei danni causati dallo storno alle produzioni agricole e dunque, la necessità di far ricorso a risorse finanziarie derivanti dalle quote di iscrizione dei cacciatori, obbligati al ristoro dei danni ma, al contempo, fortemente condizionati nella efficace possibilità di limitarli.<br />
CONSIDERATO altresì che le norme in questione non paiono di univoca interpretazione, con l&#8217;ulteriore conseguenza che si sono già verificate numerose contestazioni venatorie a carico dei cacciatori nella pratica applicazione delle disposizioni del provvedimento di deroga,<br />
AUSPICA un sollecito intervento della Giunta Regionale della Toscana volto a chiarire aspetti della materia e ad assicurare alle riconosciute necessità di contenimento della specie storno, forme di prelievo giustamente limitate nei tempi e nei capi, ma esercitate attraverso forme di caccia tradizionali, tecnicamente ed eticamente corrette, in grado di rendere possibile la realizzazione del controllo pianificato della specie a salvaguardia delle colture e, al contempo, di tutelare l&#8217;immagine della caccia e la dignità dei cacciatori&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>CACCIA IN DEROGA: STIVAL SU IPOTESI NUOVA DELIBERA “PONTE” IN ATTESA DEL TAR IL 19 OTTOBRE</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 19:36:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Daniele Stival]]></category>

		<category><![CDATA[veneto]]></category>

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		<description><![CDATA[(AVN) Venezia, 7 ottobre 2011 - &#8220;Sono e rimango fiducioso sulla possibilità di far valere le nostre ragioni di buona amministrazione quando il Tar si esprimerà in forma collegiale il 19 ottobre. E&#8217; invece giuridicamente non transitabile per la Giunta regionale adottare un nuovo atto prima di questa data. Violare la legge vorrebbe dire pregiudicare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(AVN) Venezia, 7 ottobre 2011 - &#8220;Sono e rimango fiducioso sulla possibilità di far valere le nostre ragioni di buona amministrazione quando il Tar si esprimerà in forma collegiale il 19 ottobre. E&#8217; invece giuridicamente non transitabile per la Giunta regionale adottare un nuovo atto prima di questa data. Violare la legge vorrebbe dire pregiudicare in pieno la possibilità di dare ai nostri cacciatori le risposte che servono&#8221;.<br />
Lo sottolinea l&#8217;assessore alla caccia Daniele Stival, in merito alle polemiche seguite alla decisione di sospendere la caccia in deroga sino al<br />
19 ottobre prossimo e alle richieste avanzate da parte di alcuni esponenti del mondo venatorio di adottare con urgenza una sorta di delibera &#8220;ponte&#8221;.<br />
&#8220;Avremmo potuto rideliberare - specifica Stival - se la sospensione fosse stata accompagnata da motivazioni di merito alle quali rispondere, oppure adeguarsi, ma questa decisione del Tar non ne prevede. La cosa - conclude Stival - va anche considerata alla luce del fatto, citato nell&#8217;atto del Tar, che tra poco la Corte Costituzionale si pronuncerà sul ricorso a suo tempo proposto dal governo sulla delibera dell&#8217;anno scorso&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>FIDC VENETO: IL PRESIDENTE REGIONALE TOSI SULLA SOSPENSIONE DELLE CACCE IN DEROGA</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Oct 2011 10:37:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Federcaccia Veneto]]></category>

		<category><![CDATA[Flavio Tosi]]></category>

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		<description><![CDATA[La decisione del Tar del Veneto di sospendere le cacce in deroga nasce dal pressoché contestuale esame del ricorso davanti la Corte Costituzionale voluto dai ministri anticaccia del Pdl, che avevano tentato, per fortuna senza riuscirci, analoga iniziativa nei confronti della legge sulle deroghe della Regione Lombardia. Caso mai bisognerebbe chiedersi come è stato possibile [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La decisione del Tar del Veneto di sospendere le cacce in deroga nasce dal pressoché contestuale esame del ricorso davanti la Corte Costituzionale voluto dai ministri anticaccia del Pdl, che avevano tentato, per fortuna senza riuscirci, analoga iniziativa nei confronti della legge sulle deroghe della Regione Lombardia. Caso mai bisognerebbe chiedersi come è stato possibile che il Governo fermi il proprio ricorso contro la legge in Lombardia e altrettanto non abbia fatto per il Veneto. Ma tant&#8217;è. Quel che è certo è che la Caretta con le sue dichiarazioni non prova vergogna neppure nel negare l&#8217;evidenza, così come l‘attribuire ad altri le colpe che sono invece della propria parte politica è un gioco al quale questi rappresentanti dell&#8217;Acv ci hanno abituato da tempo. Per questo motivo invitiamo gli interessati a leggersi le argomentazioni del Tar.<br />
Con l&#8217;occasione vorremmo ricordare al Presidente della Lac Zanoni che l&#8217;applicazione del regime di deroga ai sensi della lettera c) è previsto dalla direttiva 2009/147/CE, che di tale facoltà i cacciatori del Veneto intendono avvalersi così come se ne avvalgono altri cacciatori europei e che nessuna illegittimità è stata commessa da questa giunta regionale, prove ne è che lo scorso anno tutti i ricorsi presentati dalla Lac che è quindi abituata ad andare in tribunale e non costretta come dice Zanoni sono stati respinti.</p>
<p>IL PRESIDENTE REG.LE FIDC VENETO<br />
FLAVIO TOSI</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>CACCIA IN DEROGA: STIVAL RISPONDE A POLEMICHE SU DECISIONE TAR</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 17:31:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[Daniele Stival]]></category>

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		<description><![CDATA[(AVN) Venezia, 6 ottobre 2011 - &#8220;Prima di tutto voglio chiarire che la Regione del Veneto confida di far valere le proprie ragioni nell&#8217;udienza del 19 ottobre, nella quale contiamo di poter convincere il TAR Veneto, così come accadde lo scorso anno, della correttezza del provvedimento regionale che ha recentemente autorizzato i prelievi venatori in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>(AVN) Venezia, 6 ottobre 2011 - &#8220;Prima di tutto voglio chiarire che la Regione del Veneto confida di far valere le proprie ragioni nell&#8217;udienza del 19 ottobre, nella quale contiamo di poter convincere il TAR Veneto, così come accadde lo scorso anno, della correttezza del provvedimento regionale che ha recentemente autorizzato i prelievi venatori in deroga&#8221;. Lo sottolinea l&#8217;Assessore Regionale alla Caccia Daniele Stival, dichiarandosi &#8220;stupito ed amareggiato&#8221; per le polemiche innescate da una parte del mondo venatorio, a seguito della decisione del Tar di sospendere la delibera regionale sulla caccia in deroga sino alla seduta collegiale del 19 ottobre prossimo&#8221;.<br />
&#8220;Chi polemizza - dice Stival - dimentica che lo scontro con le istituzioni comunitarie è stato innescato da una gestione della materia poco lungimirante, che a suo tempo portò alla condanna del Veneto presso la Corte di Giustizia europea. La procedura di infrazione che la Regione ha dovuto subire ci ha complicato la vita all&#8217;inverosimile, tanto che tutto ciò che di buono possiamo fare viene sistematicamente contestato&#8221;.<br />
&#8220;Questa parte minoritaria del mondo venatorio - prosegue Stival - nel chiedere una pericolosa &#8220;reiterazione&#8221; (con qualche modifica) della delibera sospesa dal TAR sembra non comprendere come la situazione sia molto diversa da quella che si aveva solo due anni fa, quando la Corte di Giustizia ancora non aveva condannato la legge regionale veneta n.13 del 2005, pur successivamente modificata, e ancora non era innescato il conflitto con il Governo innanzi la Corte Costituzionale, presso la quale stiamo difendendo la delibera di Giunta dello scorso anno.&#8221;<br />
&#8221; Accusare il sottoscritto di non avere voluto fare una legge - prosegue l&#8217;assessore - è semplicemente ridicolo, posto che un paio di disegni di legge sono stati presentati in Consiglio Regionale e sono dormienti. Ma non è questo il punto. Purtroppo anche le leggi regionali hanno vita breve se vengono impugnate&#8221;.<br />
&#8220;Continuerò a difendere con ogni mezzo i nostri provvedimenti sulle deroghe, in modo corretto - prosegue Stival. Le furberie, abbiamo visto, pagano molto poco, non danno risultati apprezzabili sotto i profili della certezza del diritto (tanto invocati nel passato) e compromettono ulteriormente il rapporto con il Governo e con l&#8217;Unione Europea&#8221;.<br />
&#8220;Quello che dobbiamo fare con il contributo di tutti e senza polemiche - conclude l&#8217;Assessore Stival - è un lavoro duplice: difendere i nostri provvedimenti (magari la prossima volta ci piacerebbe che qualche Associazione intervenisse al TAR al nostro fianco, in gergo tecnico si dice ad opponendum, per sostenere in modo ancora più forte le ragioni del mondo venatorio!) e contemporaneamente lavorare da subito per le prossime stagioni venatorie portando a casa finalmente il reinserimento dello storno nell&#8217;elenco delle specie cacciabili. A questo proposito chiedo a tutti gli Europarlamentari interessati (se ben ricordo esiste un intergruppo che segue la materia) di organizzare subito un incontro con la Commissione Europea per calendarizzare finalmente l&#8217;aggiornamento degli elenchi delle specie cacciabili&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>LOMBARDIA: SALVA LA CACCIA IN DEROGA</title>
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		<pubDate>Thu, 06 Oct 2011 17:29:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[lombardia]]></category>

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		<description><![CDATA[Secondo quanto riportato da una agenzia Agi, l&#8217;intervento della Lega Nord in Consiglio dei Ministri ha impedito la ratifica dell&#8217;impugnativa della legge della Regione Lombardia in materia di caccia in deroga.
Commentando il risultato il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli ha dichiarato che a questo punto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo quanto riportato da una agenzia Agi, l&#8217;intervento della Lega Nord in Consiglio dei Ministri ha impedito la ratifica dell&#8217;impugnativa della legge della Regione Lombardia in materia di caccia in deroga.<br />
Commentando il risultato il Ministro per la Semplificazione Normativa e Coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord, Roberto Calderoli ha dichiarato che a questo punto è evidente l&#8217;inadeguatezza della normativa nazionale in materia di caccia. La materia, secondo il Ministro Calderoli, dovrebbe essere di competenza regionale.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>IL 9 OTTOBRE SOSPESA LA CACCIA A VIBO VALENTIA E CATANZARO</title>
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		<pubDate>Tue, 04 Oct 2011 21:49:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Caccia]]></category>

		<category><![CDATA[catanzaro]]></category>

		<category><![CDATA[vibo valentia]]></category>

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		<description><![CDATA[Un comunicato di grande importanza per tutti i cacciatori calabresi che risiedono o comunque cacciano nelle province di Vibo Valentia e Catanzaro che risultano interessate a un provvedimento di sospensione della caccia per il prossimo 9 ottobre.
Secondo quanto pervenutoci infatti &#8220;La Regione Calabria comunica che le S.E. i Prefetti di Vibo Valentia e Catanzaro con [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un comunicato di grande importanza per tutti i cacciatori calabresi che risiedono o comunque cacciano nelle province di Vibo Valentia e Catanzaro che risultano interessate a un provvedimento di sospensione della caccia per il prossimo 9 ottobre.<br />
Secondo quanto pervenutoci infatti &#8220;La Regione Calabria comunica che le S.E. i Prefetti di Vibo Valentia e Catanzaro con ordinanze nn. 27806/gab del 30/09/11 e 0065671 del 03/10/11 VIETANO PER IL GIORNO 9 OTTOBRE 2011 L&#8217;ATTIVITA&#8217; VENATORIA SU TUTTO IL TERRITORIO DELLLE PROVINCE DI VIBO VALENTIA E CATANZARO&#8221;.</p>
]]></content:encoded>
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