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	<title>La Dea della caccia &#187; Pesca</title>
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	<description>Il blog della caccia, delle passioni venatorie, natura, ambiente e...</description>
	<pubDate>Tue, 07 Feb 2012 16:55:58 +0000</pubDate>
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		<title>A CARRARA VA DI SCENA ANCHE LA PESCA</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Nov 2011 14:32:26 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[mondo pesca]]></category>

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		<description><![CDATA[Non solo caccia a Carrara nel prossimo finesettimana, ma anche pesca. Nel quartiere fieristico si terrà infatti in contemporanea a Mondo Caccia anche Mondo Pesca, il 2° Salone delle attrezzature ed equipaggiamenti per la pesca professionale, sportiva e amatoriale e delle produzioni ittiche nazionali.
Nei tre giorni della mostra sono in programma una serie di interessanti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non solo caccia a Carrara nel prossimo finesettimana, ma anche pesca. Nel quartiere fieristico si terrà infatti in contemporanea a Mondo Caccia anche Mondo Pesca, il 2° Salone delle attrezzature ed equipaggiamenti per la pesca professionale, sportiva e amatoriale e delle produzioni ittiche nazionali.<br />
Nei tre giorni della mostra sono in programma una serie di interessanti appuntamenti. Eccone alcuni che si svolgeranno sotto l&#8217;egida della Fipsas.</p>
<p><strong>Convegni </strong></p>
<p><em>Venerdi 25<br />
</em>Ore 11 Convegno &#8220;La Legge Regionale Toscana delle acque interne&#8221;<br />
La gestione delle acque pubbliche nel futuro, con le risorse disponibili</p>
<p><em>Sabato 26<br />
</em>Ore 11 Convegno SHARK LIFE Azioni Urgenti per la conservazione dei pesci cartilaginei nei mari Italiani<br />
Progetto LIFE 10NAT/IT/271</p>
<p><strong>Attività in Fiera</strong></p>
<p><em>Dal Venerdi 25 alla domenica 27<br />
</em>5 Vasche dove si potranno ammirare tante specie ittiche di acqua dolce dalle carpe al siluro, storioni e tante altre<br />
3 simulatori con due dotati di un terminale video per poter effettuare catture virtuali<br />
1 fucile subacqueo con laser e totalizzatore unico nel suo genere<br />
5 grandi schermi con filmati di gare di pesca, e novità in anteprima il filmato del mondiale 2011<br />
L&#8217;angolo dell&#8217;esperto, dove potrete ascoltare da campioni, e da esperti del settore tecniche e novità</p>
<p><em>Domenica 27<br />
</em>ore 10 Gara di costruzione artificiali- 2° Trofeo Sisti<br />
ore 17 Premiazione gara alla trota per bambini,<br />
ore 17,45 Premiazione gara Surf Casting<br />
ore 18,45 Premiazione gara di Costruzione</p>
<p><strong>Attività Esterne</strong></p>
<p><em>Sabato 26 Novembre<br />
</em>gara di pesca alla trota riservata ai ragazzi<br />
gara di pesca Surf Casting Regionale individuale e 2° Trofeo Mondopesca</p>
<p><em>Domenica 27 Novembre<br />
</em>Regionale Individuale per Società 2° Trofeo Mondopesca Surf Casting<br />
Gara di canna da riva 1° Trofeo Mondopesca<br />
Gara con simulatori di pesca 1° Trofeo Mondopesca<br />
Gara con fucile subacqueo</p>
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		<title>MCR ESPRIME PIENO SOSTEGNO AI PRATICANTI DELLA PESCA SPORTIVA</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 17:56:04 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[mcr]]></category>

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		<description><![CDATA[Riceviamo e pubblichiamo.
Il Movimento per la Cultura Rurale intende manifestare pieno sostegno a tutti i praticanti della Pesca sportiva ed alle Associazioni di categoria che negli ultimi giorni sono entrati nel mirino delle attenzioni dell&#8217;Enpa (Ente nazionale protezione animali). Le posizioni di netta contrarietà verso la pesca sportiva assunte in questi giorni da esponenti dell&#8217;Enpa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riceviamo e pubblichiamo.</p>
<p>Il Movimento per la Cultura Rurale intende manifestare pieno sostegno a tutti i praticanti della Pesca sportiva ed alle Associazioni di categoria che negli ultimi giorni sono entrati nel mirino delle attenzioni dell&#8217;Enpa (Ente nazionale protezione animali). Le posizioni di netta contrarietà verso la pesca sportiva assunte in questi giorni da esponenti dell&#8217;Enpa, che auspicano l&#8217;abolizione totale dell&#8217;attività, non possono che destare preoccupazione perché rappresentano l&#8217;ennesimo attacco ad una delle attività portatrici della Cultura rurale, praticata da centinaia di migliaia di persone nel rispetto delle normative ed in sintonia con l&#8217;ambiente naturale. Il Movimento per la Cultura Rurale si oppone fermamente a qualsiasi posizione frutto di un animalismo irresponsabile che ha come unico obiettivo la distruzione di attività che rappresentano un importante bagaglio di storia, di cultura e di tradizioni assieme alle quali vive un settore economico già profondamente segnato dalla crisi economica che stiamo attraversando. Rinnoviamo l&#8217;invito a tutte le categorie economiche e sociali che affondano le proprie radici nella Cultura rurale ad unirsi in un fronte coeso per rispondere con una sola voce e respingere con maggior forza gli attacchi che vengono portati quotidianamente ai danni delle nostre attività.</p>
<p>Movimento per la Cultura Rurale</p>
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		<title>AL VIA I MONDIALI DI PESCA SPORTIVA</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Jul 2011 09:20:30 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[Fipsas]]></category>

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		<description><![CDATA[Firenze. Presso la sala stampa di Palazzo Strozzi Sacrati, si è svolta recentemente la conferenza stampa di presentazione della 3a edizione di Sport Fishing World Championships (Campionati mondiali di pesca sportiva), che si terranno dal 28 agosto al 4 settembre prossimi e che vedono la Toscana in prima linea con ben 12 competizioni mondiali delle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Firenze</em>. Presso la sala stampa di Palazzo Strozzi Sacrati, si è svolta recentemente la conferenza stampa di presentazione della 3<sup>a</sup> edizione di Sport Fishing World Championships (Campionati mondiali di pesca sportiva), che si terranno dal 28 agosto al 4 settembre prossimi e che vedono la Toscana in prima linea con ben 12 competizioni mondiali delle 25 complessive. Il presidente Fipsas Ugo Claudio Matteoli, insieme all&#8217;assessore regionale alla Pesca Gianni Salvadori, e il presidente del Comitato regionale Coni Toscana, Paolo Ignesti,<strong> </strong>hanno ricordato nell&#8217;occasione l&#8217;importante valenza ambientale dei pescatori. <em>&#8221;Siamo</em> - ha detto Matteoli - <em>riconosciuti come ‘sentinelle dell&#8217;ambiente&#8217; dal Ministero dell&#8217;Ambiente e siamo l&#8217;unica fra le associazioni sportive aderenti al Coni ad avere questo riconoscimento</em>&#8220;. Matteoli ha poi fornito alcuni dati a riguardo. In Italia sono circa 1 milione e mezzo i pescatori, circa 600 mila coloro che hanno l&#8217;autorizzazione alla pesca in mare. In Toscana circa 45 mila pescatori d&#8217;acqua dolce, ai quali si aggiungono quelli in mare. Il totale supera le 100 mila unità. Gli aderenti alla Fipsas in Italia sono 230 mila, con 3500 società. L&#8217;assessore Salvadori ha inoltre ricordato le principali iniziative regionali in tema di pesca. Fra queste il progetto &#8221;Pesca per tutti&#8221;, giunto alla 6<sup>a</sup> edizione, rivolto ai bambini, ai nonni e alle persone diversamente abili, finalizzato alla diffusione della cultura dell&#8217;acqua e di un corretto approccio alla pesca. Il &#8221;Progetto di reclutamento e preparazione di volontari nel settore della vigilanza ittica&#8221;, indirizzato alla formazione di figure che uniscano la funzione di controllo con quella di guide dei fiumi e della fauna ittica. La To! scana sa rà la Regione principe di questi Mondiali, con ben sette capoluoghi coinvolti (Firenze, Pisa, Livorno, Lucca, Massa Carrara, Grosseto e Arezzo) e 12 campi gara. Le altre Regioni ospitanti l&#8217;evento sono Lazio, Emilia-Romagna, Umbria, Liguria e Trentino-Alto Adige - Südtirol. 25 le competizioni previste nelle diverse discipline, ripartite per acque interne (fiumi e laghi) e mare. Saranno impegnati più di 2500 atleti, 1100 tra tecnici e accompagnatori, 1500 tra commissari e giudici di gara, per un totale di oltre 5100 partecipanti di 66 nazioni e oltre 130 Federazioni sportive nazionali. Sarà un&#8217;esperienza unica, senza eguali in Italia, all&#8217;insegna della triade &#8220;sport, ecologia e avventura&#8221;. (<em>Ufficio Stampa Fipsas)</em></p>
<div id="attachment_9790" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-9790 " title="mondiali_pesca_sportiva_2011" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/07/mondiali_pesca_sportiva_2011.jpg" alt="Da sinistra: Paolo Ignesti, presidente del Coni Toscana, Gianni Salvadori, assessore alla Pesca e il presidente Fipsas Ugo Claudio Matteoli" width="450" height="299" /><p class="wp-caption-text">Da sinistra: Paolo Ignesti, presidente del Coni Toscana, Gianni Salvadori, assessore alla Pesca e il presidente Fipsas Ugo Claudio Matteoli</p></div>
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		<title>PARMA: 6 NUOVE GUARDIE ITTICHE VOLONTARIE</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 04:01:32 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[Arci Pesca Fisa]]></category>

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		<description><![CDATA[RICEVIAMO E PUBBLICHIAMODurante l&#8217;annuale riunione dell&#8217;Arci Pesca Fisa di Parma, per la prima volta nell&#8217;edizione 2011 centrata sul progetto di promuovere con l&#8217;occasione non solo un momento di unione ma anche di convivialità, seppure nel pieno rispetto dell&#8217;alto profilo tecnico che l&#8217;ha sempre contraddistinta, si è tenuta una cena, gentilmente offerta dall&#8217;Associazione, che ha visto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>RICEVIAMO E PUBBLICHIAMODurante l&#8217;annuale riunione dell&#8217;Arci Pesca Fisa di Parma, per la prima volta nell&#8217;edizione 2011 centrata sul progetto di promuovere con l&#8217;occasione non solo un momento di unione ma anche di convivialità, seppure nel pieno rispetto dell&#8217;alto profilo tecnico che l&#8217;ha sempre contraddistinta, si è tenuta una cena, gentilmente offerta dall&#8217;Associazione, che ha visto la gradita presenza dell&#8217;assessore alla Polizia Provinciale Francesco Castria. Nella riunione, sei nuove guardie ittiche volontarie sono state presentate alla platea dal presidente dell&#8217;Arci Pesca Fisa Maurizio Biolzi, dal vice presidente Massimo Dardari e dal coordinatore del Servizio vigilanza volontaria Luca Benecchi che, unitamente all&#8217;assessore Castria, hanno proceduto all&#8217;investitura dei nuovi agenti con una cerimonia densa di significati. Nella fattispecie: Nicoletta Allegri, Francesco Maria Bernuzzi, Federico Mantovani, Claudio Mora, Cesare Romenghi e Sandro Rossi. I dirigenti dell&#8217;Associazione hanno poi illustrato alle guardie volontarie le principali novità introdotte dalle normative regionali e provinciali in materia di vigilanza ittica e di esercizio delle pesca. Sono state inoltre premiate le guardie volontarie: Alessandro Belli, Alberto Curti, Claudio Molinari, Paolo Palù, Lorenzo Pattini, Gian Luca Raducci, per essersi maggiormente distinte per quantità e qualità dei servizi svolti nel nome e per conto dell&#8217;Arci_Pesca Fisa di Parma, sia nell&#8217;ambito della vigilanza che della gestione faunistica e dell&#8217;educazione ambientale, esercitata prevalentemente in favore delle giovani generazioni. Il presidente Biolzi, in chiusura, ha illustrato con una presentazione fotografica il lavoro svolto dall&#8217;Associazione negli ultimi 5 anni, tracciando un bilancio assai positivo, che rappresenta però solo un punto di partenza per il futuro, nonostante le tangibili difficoltà economiche che attualmente investono gli enti locali e quindi le associazioni di volontariato. Ha chiuso l&#8217;incontro l&#8217;assessore Castria, che ha riconosciuto l&#8217;importanza del lavoro svolto dall&#8217;Arci Pesca Fisa di Parma in questi ultimi anni e, pur conscio dell&#8217;attuale situazione di difficoltà, ha confermato la disponibilità della Provincia nel compiere ogni sforzo teso al miglioramento del lavoro del volontariato in ambito ittico-ambientale. (<strong>Luca Benecchi</strong>)</p>
<div id="attachment_9748" class="wp-caption aligncenter" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-9748" title="cena-corpo-vigilanza-arci-pesca-2011" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/07/cena-corpo-vigilanza-arci-pesca-2011.jpg" alt="Da sinistra: il coordinatore provinciale Vigilanza Arci Pesca Fisa Parma, Benecchi, l’assessore alla Polizia Provinciale Castria, le guardie Mantovani, Molinari, Raducci, Pattini, Palù, Rossi e il presidente provinciale Arci Pesca Fisa di Parma, Biolzi." width="450" height="337" /><p class="wp-caption-text">Da sinistra: il coordinatore provinciale Vigilanza Arci Pesca Fisa Parma, Benecchi, l’assessore alla Polizia Provinciale Castria, le guardie Mantovani, Molinari, Raducci, Pattini, Palù, Rossi e il presidente provinciale Arci Pesca Fisa di Parma, Biolzi.</p></div>
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		<title>DA VIVERE, IL MUSEO DELLA MARINERIA DI CESENATICO</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jul 2011 04:00:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[museo della marineria di cesenatico]]></category>

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		<description><![CDATA[A Cesenatico le testimonianze storiche e della tradizione marinaresca vivono intrecciate con la realtà di una moderna località turistica e di una flotta peschereccia pienamente attiva. Le antiche imbarcazioni a vela sono ormeggiate fianco a fianco con i moderni motopescherecci, che ritmano ancora con le loro uscite i tempi del Porto Canale, e la vecchia [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>A Cesenatico le testimonianze storiche e della tradizione marinaresca vivono intrecciate con la realtà di una moderna località turistica e di una flotta peschereccia pienamente attiva. Le antiche imbarcazioni a vela sono ormeggiate fianco a fianco con i moderni motopescherecci, che ritmano ancora con le loro uscite i tempi del Porto Canale, e la vecchia Pescheria, tuttora operante, è a pochi passi dal moderno Mercato all&#8217;ingrosso del pesce. Il Porto Canale Leonardesco è l&#8217;asse principale del centro storico di Cesenatico, sulle cui banchine si svolgono ancora la vita sociale e la passeggiata di cittadini e turisti, e proprio lungo il Porto, all&#8217;interno di un nuovo edificio appositamente progettato seguendo le linee degli antichi arsenali, la Sezione a Terra del Museo della Marineria propone al visitatore un ampio e suggestivo percorso dedicato alla marineria tradizionale dell&#8217;Alto e Medio Adriatico. Il grande padiglione museale ospita al centro un trabaccolo e un bragozzo - le due imbarcazioni protagoniste dell&#8217;epopea della marineria a vela nell&#8217;Alto Adriatico - completamente attrezzate con le loro vele &#8220;al terzo&#8221;. Nella prima parte del percorso, dedicata alla &#8220;struttura e costruzione&#8221;, si possono toccare con mano i semplici materiali e le tecnologie con i quali l&#8217;uomo ha navigato per millenni. La seconda parte è dedicata a &#8220;propulsione e governo&#8221;: qui sono esposte ancore antiche e moderne, tra cui due relitti risalenti al XVII secolo. Ampia parte è dedicata all&#8217;evoluzione dell&#8217;attrezzatura velica, mentre una serie di motori raccontano il passaggio dalle barche tradizionali agli scafi a motore. Il percorso espositivo prosegue attraverso reperti che esemplificano la vita a bordo, la pesca e la sua commercializzazione, la navigazione, i simboli magico-religiosi (primi fra tutti gli &#8220;occhi&#8221; di prua), i pericoli dell&#8217;andare per mare. Il museo fa ampio ricorso a materiali video, tra cui rari filmati d&#8217;epoca e animazioni 3D. Davanti alla Sezione a Terra, le dieci barche della Sezione Galleggiante comprendono le diverse tipologie maggiormente utilizzate dalla marineria a vela nell&#8217;Alto Adriatico tra la fine dell&#8217;Ottocento e la prima metà del Novecento: trabaccoli da pesca, bragozzi, una lancia, una paranza, un topo, una battana, e un trabaccolo da trasporto, sul quale in estate è possibile salire e visitare l&#8217;ampia stiva di carico e le cabine. Sono ben visibili le caratteristiche dei diversi scafi e attrezzature, che sono in rapporto con il tipo di utilizzo della barca e i luoghi dove deve operare. Ciò che distingue e rende unica la Sezione Galleggiante in estate, sono però soprattutto le vele, caratterizzate dai vivaci colori realizzati con terre, e decorate con simboli che segnalavano l&#8217;appartenenza a differenti famiglie di pescatori: un&#8217;usanza che divenne una vera e propria &#8220;araldica marinara&#8221;. Le vele sono quotidianamente issate e ammainate a partire da Pasqua e sino alla fine di ottobre, compatibilmente con le condizioni meteorologiche. Grazie anche all&#8217;impegno del Museo cesenate, nei porti della Romagna da alcuni anni sono diventate sempre più numerose le barche tradizionali restaurate e naviganti, che danno vita ad un calendario estivo di manifestazioni e regate storiche. Il Museo della Marineria di Cesenatico vi partecipa con il trabaccolo Barchèt e il bragozzo San Nicolò, che per le loro dimensioni sono le due ammiraglie della flotta di barche romagnole. Ma a Cesenatico, l&#8217;esempio del Museo ha promosso anche il restauro di numerosi altri piccoli scafi tradizionali di proprietà privata, che contribuiscono a caratterizzare e a rendere più bello il Porto Canale.<br />
Museo della Marineria, via Armellini 18, 47042 Cesenatico (Fc), tel. 0547/79205, fax 0547/79254, <a href="mailto:infomusei@cesenatico.it">infomusei@cesenatico.it</a> , <a href="http://www.museomarineria.eu" target="_blank">www.museomarineria.eu</a> .<br />
<strong>Davide Gnola</strong></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9743 aligncenter" title="museo-della-marineria-di-cesenatico" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/07/museo-della-marineria-di-cesenatico.jpg" alt="Il grande padiglione della Sezione a Terra del Museo della Marineria di Cesenatico, ospita un trabaccolo e un bragozzo, le due imbarcazioni protagoniste dell'epopea della navigazione a vela nell'Alto Adriatico" width="450" height="300" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il grande padiglione della Sezione a Terra del Museo della Marineria di Cesenatico, ospita un trabaccolo e un bragozzo, le due imbarcazioni protagoniste dell&#8217;epopea della navigazione a vela nell&#8217;Alto Adriatico</em></p>
<p style="text-align: center;"><em> </em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-9744 aligncenter" title="urbano_sintoni" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/07/urbano_sintoni.jpg" alt="Il trabaccolo Barchèt, una delle due ammiraglie della flotta di barche romagnole. Le vele dai vivaci colori, sono decorate con simboli che segnalavano l'appartenenza a differenti famiglie di pescatori. © Urbano Sintoni" width="450" height="299" /></p>
<p style="text-align: center;"><em>Il trabaccolo Barchèt, una delle due ammiraglie della flotta di barche romagnole. Le vele dai vivaci colori, sono decorate con simboli che segnalavano l&#8217;appartenenza a differenti famiglie di pescatori. © Urbano Sintoni.</em></p>
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		<title>IL MUSEO DEL MARE E DELLA NAVIGAZIONE ANTICA</title>
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		<pubDate>Tue, 19 Apr 2011 15:39:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[museo]]></category>

		<category><![CDATA[roma]]></category>

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		<description><![CDATA[Un luogo di grande importanza storica per il litorale nord di Roma, frequentato in maniera ininterrotta dalla preistoria fino ai giorni nostri. Un percorso museale per scoprire uno dei più antichi scali portuali del Tirreno: l&#8217;antica Pyrgi.
Il Museo del Mare e della Navigazione Antica (Museo Civico di Santa Marinella) si inserisce nell&#8217;ambito della straordinaria area [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Un luogo di grande importanza storica per il litorale nord di Roma, frequentato in maniera ininterrotta dalla preistoria fino ai giorni nostri. Un percorso museale per scoprire uno dei più antichi scali portuali del Tirreno: l&#8217;antica Pyrgi</em>.</p>
<p>Il Museo del Mare e della Navigazione Antica (Museo Civico di Santa Marinella) si inserisce nell&#8217;ambito della straordinaria area archeologica e monumentale dell&#8217;antica <em>Pyrgi </em> e del Castello di Santa Severa (Rm). Un luogo di grande importanza storica per il litorale nord di Roma, frequentato in maniera ininterrotta dalla preistoria fino ai giorni nostri. Dal Centro visite del Museo si accede all&#8217;itinerario &#8220;<em>Pyrgi</em> e il Castello di Santa Severa&#8221;: un percorso per scoprire la storia di uno dei più antichi scali portuali del Tirreno, importante luogo di culto, città etrusca, fortezza romana, castello e borgo medievale. Un viaggio a ritroso nel tempo di oltre 5000 anni, in un ambiente litoraneo di notevole suggestione. Nel 2011, a 18 anni dalla sua prima istituzione come Antiquarium Navale, il Museo si presenta al pubblico in una veste completamente rinnovata ed arricchita sul piano degli spazi espositivi, dell&#8217;allestimento e dei contenuti. Oltre 100 reperti sono ospitati all&#8217;interno di 7 nuove sale dedicate ai seguenti temi: &#8220;Dal fondo del mare la storia degli uomini&#8221;; &#8220;Gli antichi sugli oceani&#8221;; &#8220;Le navi e le navigazioni più antiche&#8221;; Idraulica e navigazione&#8221;. Il modello funzionante di una pompa a bindolo romana; &#8220;Nel porto e sulle navi a vela&#8221;; &#8220;La vita sul mare e per il mare&#8221;. La ricostruzione della stiva della nave romana. Il relitto della nave romana dei Dolia di Ladispoli e, infine, &#8220;<em>Pyrg</em>i sommersa&#8221;. Il Museo conserva, quindi, e valorizza appieno le testimonianze archeologiche provenienti dai fondali del litorale cerite compreso tra <em>Alsium</em> e <em>Centumcellae</em>, con particolare riferimento al porto etrusco di <em>Pyrgi</em>. La struttura museale, che si articola su una superficie di circa 700 metri quadrati, è stata realizzata in collaborazione con la Soprintendenza archeologica per l&#8217;Etruria Meridionale, la Regione Lazio e la Provincia di Roma. Le suggestive ricostruzioni al vero di ambienti e strumentazioni, sono frutto del paziente lavoro di ricerca del Centro Studi Marittimi, che si avvale anche del supporto e della consulenza di specialisti di varie università sia italiane che europee. Una forma di gestione pubblico-privata consente il buon funzionamento dei servizi didattici e culturali collegati al Museo. Per le attività di ricerca e di divulgazione scientifica curate dall&#8217;Associazione onlus Gruppo Archeologico del Territorio Cerite, la struttura museale dal 2005 è insignita del marchio di qualità regionale, illustrata più volte al pubblico italiano da trasmissioni televisive come Linea Blu, Geo&amp;Geo e Superquark.</p>
<p><strong>Museo del Mare e della Navigazione Antica</strong>, Castello di Santa Severa, 00050 Santa Severa (Rm), tel. 0766/570209, muspyrgi@tiscali.it, www.museosantasevera.org.</p>
<p align="right"><em>(Fonte: Museo Civico di Santa Marinella)</em> </p>
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<div id="attachment_9046" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-9046 " title="il-museo-del-mare-e-della-navigazione-antica" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/04/il-museo-del-mare-e-della-navigazione-antica-2.jpg" alt="La struttura museale si inserisce nell’area archeologica e monumentale dell’antica Pyrgi e del Castello di Santa Severa, sul litorale nord di Roma." width="400" height="300" /><p class="wp-caption-text">La struttura museale si inserisce nell’area archeologica e monumentale dell’antica Pyrgi e del Castello di Santa Severa, sul litorale nord di Roma.</p></div>
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<div id="attachment_9044" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-9044  " title="il-museo-del-mare-e-della-navigazione-antica" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/04/il-museo-del-mare-e-della-navigazione-antica-1.jpg" alt="Il percorso didattico ed espositivo, articolato in 7 sale, introduce il visitatore al tema dell’archelogia subacquea e della navigazione antica… Un viaggio a ritroso nel tempo di ben 5000 anni." width="400" height="260" /><p class="wp-caption-text">Il percorso didattico ed espositivo, articolato in 7 sale, introduce il visitatore al tema dell’archelogia subacquea e della navigazione antica… Un viaggio a ritroso nel tempo di ben 5000 anni.</p></div>
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		<title>27-30 MAGGIO: A GENOVA TORNA SLOW FISH</title>
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		<pubDate>Wed, 23 Mar 2011 11:29:03 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[slow fish]]></category>

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		<description><![CDATA[Il capoluogo ligure a fine maggio ospita l’edizione 2011 di Slow Fish, la manifestazione internazionale rivolta al mondo ittico e degli ecosistemi acquatici. Incontri con i pescatori per conoscerne le esperienze e le memorie, laboratori e teatri del gusto, convegni e altre interessanti iniziative accomunate dall’inscindibile binomio “produzione sostenibile e consumo responsabile”. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em>Il capoluogo ligure a fine maggio ospita l&#8217;edizione 2011 di Slow Fish, la manifestazione internazionale rivolta al mondo ittico e degli ecosistemi acquatici. Incontri con i pescatori per conoscerne le esperienze e le memorie, laboratori e teatri del gusto, convegni e altre interessanti iniziative accomunate dall&#8217;inscindibile binomio &#8220;produzione sostenibile e consumo responsabile&#8221;. </em></p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-full wp-image-8778 aligncenter" title="slow-fish locandina" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2011/03/slow-fish.jpg" alt="" width="450" height="148" /></p>
<p>La Fiera di Genova dal 27 al 30 maggio ospiterà Slow Fish 2011, quinta edizione della nota kermesse internazionale a cadenza biennale dedicata al mondo ittico e agli ecosistemi acquatici, che ha tra gli organizzatori la Regione Liguria e Slow Food, con il sostegno della Fondazione Carige, Camera di Commercio, Provincia di Genova e Città di Genova Attraverso convegni, incontri, laboratori e degustazioni verranno affrontati temi legati alla produzione sostenibile di pesce e al consumo responsabile. Mentre sul portale <a title="Vai al sito Slow Fish" href="http://www.slowfish.it" target="_blank">www.slowfish.it</a> sin da ora vengono fornite tutte le anticipazioni sulle novità che caratterizzeranno l&#8217;evento. Una sezione, ad esempio, presenta gli approfondimenti sulle campagne informative lanciate da Slow Food per divulgare presso i consumatori la cultura del pesce &#8220;buono, pulito e giusto&#8221;. Riflettori puntati inoltre sugli uomini che con la pesca e della pesca vivono, ovvero, &#8220;Una specie in più: i pescatori&#8221;, evento che rappresenta una sorta di cammino della memoria. Dove si racconta da un lato com&#8217;era la pesca artigianale, quali ambiti culturali investiva, quali opportunità offriva, dall&#8217;altro com&#8217;era la piccola pesca e come si è nel tempo modificata. Particolarmente ricco anche il percorso che vede come protagonista il &#8220;Mercato&#8221;, nel quale gli espositori - sia italiani che stranieri, connotati dall&#8217;impegno a non vendere specie ittiche a rischio d&#8217;estinzione - mostreranno i loro prodotti: pesce fresco e conservato, alghe e derivati, olio, spezie e sale. Tutti rigorosamente privi di conservanti e aromi artificiali. Non mancheranno i &#8220;Presìdi del mare&#8221;, testimonianze dirette di come gli operatori della pesca possano creare forme di sostenibilità e preservazione dell&#8217;ecosistema. E per le scolaresche infine Slow Fish riserva due itinerari &#8220;educational&#8221; per farle entrare direttamente in contatto con il mare e i suoi abitanti, nel corso dei quali verranno forniti consigli per la scelta del miglior pescato, istruzioni per saper leggere bene le etichette e dimostrazioni dal vivo di preparazioni gastronomiche a cura di grandi chef. A questi ultimi infatti è demandato il compito di educare al consumo grazie all&#8217;evento denominato &#8220;Osteria dell&#8217;Alleanza&#8221;, una première di Slow Fish 2011.<br />
(Fonte: Ufficio Stampa Slow Fish)</p>
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		<title>ARCI PESCA FISA: 1ª ASSEMBLEA DEI GUARDIA PESCA VOLONTARI</title>
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		<pubDate>Wed, 22 Dec 2010 22:04:38 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[Arci Pesca Fisa]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è tenuta a fine novembre, presso il Centro Docens della Zipa Jesi (An), la 1ª assemblea nazionale del Coordinamento vigilanza ambienti acquatici dell&#8217;Arci Pesca Fisa.
La manifestazione ha visto la partecipazione del presidente nazionale dell&#8217;associazione, Iames Magnani, del vice presidente nazionale e coordinatore nazionale del Centro di Protezione civile, Giuseppe Pelle, e del segretario Generale [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è tenuta a fine novembre, presso il Centro Docens della Zipa Jesi (An), la 1ª assemblea nazionale del Coordinamento vigilanza ambienti acquatici dell&#8217;Arci Pesca Fisa.<br />
La manifestazione ha visto la partecipazione del presidente nazionale dell&#8217;associazione, Iames Magnani, del vice presidente nazionale e coordinatore nazionale del Centro di Protezione civile, Giuseppe Pelle, e del segretario Generale Fabio Venanzi, oltre agli interventi dei Coordinatori provinciali e regionali della Vigilanza ittica ambientale in rappresentanza delle circa 1200 guardie giurate volontarie dell&#8217;Arci Pesca Fisa, presenti oggi in 12 Regioni e 52 Province.<br />
La relazione di apertura dei lavori del Coordinatore nazionale della vigilanza Arci Pesca - Fisa, Roberto Sabbatini, ha toccato i temi salienti della vigilanza a partire dall&#8217;impegno volontario, gratuito e solidaristico dei guardia pesca volontari dell&#8217;associazione a tutela del patrimonio ittio-faunistico degli ambienti acquatici. I partecipanti provenienti dalle regioni Lombardia, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo e Calabria hanno messo a confronto le loro esperienze territoriali locali rappresentandone i punti di forza e i punti di debolezza. Nel rapporto con gli enti locali, e con le Province in particolare, è stata evidenziata la loro diversa &#8220;sensibilità&#8221; nel sostenere l&#8217;attività di vigilanza volontaria, analizzando situazioni di criticità provocate dalla crisi economica del Paese, quali una disaffezione delle guardie giurate volontarie che potrebbe determinare una diminuzione della loro presenza dagli &#8220;ambienti acquatici&#8221; e l&#8217;aumento del bracconaggio e dell&#8217;illegalità, con conseguente &#8220;mercato nero&#8221; del pescato.<br />
L&#8217;assemblea ha evidenziato inoltre il deficit legislativo nazionale riguardo alla vigilanza volontaria sulle coste marine, che ha visto naufragare vari Disegni di Legge in merito, che avevano l&#8217;obbiettivo di sviluppare un controllo da parte dei volontari contro gli scempi e gli scarichi abusivi effettuati sulle coste.<br />
L&#8217;intervento del presidente dell&#8217;Arci Pesca Fisa ha evidenziato l&#8217;importanza del settore vigilanza dell&#8217;associazione, in particolare per gli interventi che questo svolge a tutela dell&#8217;ambiente ittio-faunistico dei fiumi, dei laghi e del mare, sottolineando la necessità di informare gli enti locali e le varie istituzioni del risultato prodotto e delle difficoltà, emerse nel corso dell&#8217;assemblea, che i vari territori incontrano nell&#8217;esercizio della vigilanza volontaria. Il Coordinatore nazionale della Protezione civile dell&#8217;associazione ha mostrato gli scempi ambientali prodotti dalle organizzazioni criminali che scaricano abusivamente e illegalmente qualsiasi cosa nei nostri meravigliosi territori e ha messo in risalto la stretta collaborazione esistente con il settore della vigilanza soprattutto per gli interventi svolti negli ambienti acquatici.<br />
Un giusto ringraziamento è stato quindi rivolto ai volontari del circolo Arci Pesca Fisa di Jesi, che hanno permesso l&#8217;ottima riuscita dell&#8217;iniziativa nazionale, e alla Banca delle Marche, che ha messo a disposizione le cartelle ove è stato distribuito il materiale turistico informativo della cittadina e dei lavori dell&#8217;assemblea. L&#8217;iniziativa, patrocinata dal Comune di Jesi, ha visto inoltre la presenza del vicesindaco, Stefano Tonelli, che ha portato i saluti di benvenuto, e di Sergio Garofoli, delegato dall&#8217;amministrazione provinciale di Ancona.<br />
A.B.</p>
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		<title>PESCAMPIONATO A ROMA: SFIDA ALL’ULTIMA TROTA IN STILE CALCISTICO</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Dec 2010 17:38:44 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[pescampionato]]></category>

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		<description><![CDATA[Sono aperte fino a lunedì prossimo, 6 dicembre, le iscrizioni al ‘Pescampionato&#8217;, un&#8217;inedita gara di pesca alla trota, aperta ad agonisti e non, che andrà in scena dal prossimo 20 dicembre.
Appassionante la formula di gara elaborata dall&#8217;Ansea (Associazione nazionale sport educazione ambientale) che vedrà due squadre da 11 pescatori darsi battaglia su sponde opposte per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono aperte fino a lunedì prossimo, 6 dicembre, le iscrizioni al ‘Pescampionato&#8217;, un&#8217;inedita gara di pesca alla trota, aperta ad agonisti e non, che andrà in scena dal prossimo 20 dicembre.<br />
Appassionante la formula di gara elaborata dall&#8217;Ansea (Associazione nazionale sport educazione ambientale) che vedrà due squadre da 11 pescatori darsi battaglia su sponde opposte per raggiungere il maggior numero di trote in 90 minuti. In palio, un montepremi di 5.250 euro (squadra prima classificata € 4.000; squadra seconda classificata € 1.000; miglior pescatore del torneo € 250,00).<br />
Le gare si svolgeranno dal 20 dicembre tutti i giorni dalle 15 alle 19 in 8 laghi situati nel comune di Roma e ciascun incontro, come vuole la tradizione calcistica, sarà di 90 minuti totali con un intervallo tra una frazione di gioco e l&#8217;altra di 15 minuti. L&#8217;iscrizione è gratuita e va effettuata improrogabilmente entro il 6 dicembre 2010, inviando l&#8217;apposito modulo (scaricabile dal sito <a href="http://www.ansea.it" target="_blank">www.ansea.it</a> ) via fax (06.23328923) o via mail (info@ansea.it). Per visionare il regolamento o per maggiori informazioni visitare il sito <a href="http://www.ansea.it" target="_blank">www.ansea.it</a>   oppure telefonare al numero 347.7312269.<br />
A.B.</p>
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		<title>PESCA IN EMILIA-ROMAGNA: NASCE L’UNITÀ DI CRISI REGIONALE</title>
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		<pubDate>Tue, 15 Jun 2010 15:15:56 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[emilia romagna]]></category>

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		<description><![CDATA[In Emilia-Romagna nasce l&#8217;unità di crisi regionale per far fronte alle conseguenze delle nuove regole europee sulla pesca, quindi un progetto per verificare l&#8217;impatto sul pescato delle nuove reti europee. Primo obiettivo: la definizione entro settembre di un Piano di gestione locale in collaborazione non solo con la Regione Veneto, ma anche con il Friuli [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In Emilia-Romagna nasce l&#8217;unità di crisi regionale per far fronte alle conseguenze delle nuove regole europee sulla pesca, quindi un progetto per verificare l&#8217;impatto sul pescato delle nuove reti europee. Primo obiettivo: la definizione entro settembre di un Piano di gestione locale in collaborazione non solo con la Regione Veneto, ma anche con il Friuli Venezia Giulia e le Marche. Infine Rabboni ha annunciato che scriverà al ministro Galan per chiedere lo sblocco delle risorse destinate all&#8217;Emilia-Romagna dal Fondo europeo per la pesca. Si tratta di 6 milioni di euro, in parte già assegnati in base a bandi e relative graduatorie, ma non liquidabili ai beneficiari per la mancanza di approvazione da parte dell&#8217;UE del &#8220;Sistema di gestione dei controlli e di certificazione della spesa&#8221; che deve essere predisposto dal Ministero. &#8220;Di questi 6 milioni - ha sottolineato Rabboni - ben 3 sono finalizzati all&#8217;ammodernamento delle imbarcazioni. Si tratta di risorse preziose tanto più in questo periodo di difficoltà che vanno assegnate al più presto ai pescatori&#8221;. Questi i risultati della riunione sul nuovo regolamento europeo della pesca, svoltasi lo scorso 14 giugno a Bologna, cui hanno partecipato le principali associazioni di pescatori e Marinerie dell&#8217;Emilia-Romagna.<br />
&#8220;L&#8217;entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulla pesca - ha dichiarato Rabboni - sta provocando serissime conseguenze alle imprese del settore, e per questo abbiamo deciso di costituire un nucleo anticrisi di cui fanno parte oltre alle Istituzioni e al mondo della pesca anche biologici e naturalisti&#8221;. L&#8217;intento è di cercare soluzioni, in sinergia con il Ministero e con l&#8217;Europa, che possano mitigare l&#8217;impatto delle nuove regole. &#8220;Siamo convinti che sia possibile trovare un punto d&#8217;intesa tra l&#8217;esigenza di salvaguardare l&#8217;ambiente e l&#8217;attività di tanti pescatori&#8221;, ha concluso l&#8217;assessore. La Regione finanzierà quindi un progetto scientifico per sperimentare in concreto l&#8217;impatto sulle risorse ittiche delle nuove reti previste da Bruxelles. &#8220;Ad una primo utilizzo infatti - si legge nel comunicato stampa della Regione - tali reti sembrerebbero produrre maggiori danni al pescato rispetto alle reti tradizionali. I risultati di tale sperimentazione saranno inviati a Bruxelles per sostenere richieste di deroga motivate e suffragate da dati tecnici e scientifici&#8221;.<br />
Quanto al Piano di gestione locale comune con la Regione Veneto, già annunciato nei giorni scorsi, Rabboni ha sottolineato l&#8217;esigenza di ampliare il confronto anche ad altre Regioni adriatiche: le Marche ed il Friuli Venezia Giulia innanzi tutto. Quest&#8217;ultima in particolare fa già parte insieme a Emilia-Romagna e Veneto del &#8220;Distretto della pesca dell&#8217;Alto Adriatico&#8221; . Una prima riunione al riguardo verrà convocata nei prossimi giorni.<br />
Arianna Biagi</p>
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		<title>PIANOSA APERTA AI SUB: ARRIVANO LE BOE</title>
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		<pubDate>Mon, 24 May 2010 04:00:21 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[pianosa]]></category>

		<category><![CDATA[sub]]></category>

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		<description><![CDATA[Solo pochi passaggi burocratici ancora, poi, finalmente, verrà dato il via al posizionamento di boe intorno all&#8217;isola di Pianosa (LI) per consentire l&#8217;attività di diving. Secondo quanto dichiarato a Il Tirreno da Umberto Mazzantini, consigliere del Parco nazionale dell&#8217;arcipelago toscano e tra i promotori del progetto, i materiali per il posizionamento delle boe sarebbero a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Solo pochi passaggi burocratici ancora, poi, finalmente, verrà dato il via al posizionamento di boe intorno all&#8217;isola di Pianosa (LI) per consentire l&#8217;attività di diving. Secondo quanto dichiarato a Il Tirreno da Umberto Mazzantini, consigliere del Parco nazionale dell&#8217;arcipelago toscano e tra i promotori del progetto, i materiali per il posizionamento delle boe sarebbero a Pianosa ormai da tempo, ma il Parco sarebbe stato ostacolato nell&#8217;attivazione di questo servizio dalle lungaggini burocratiche di altri enti. &#8220;Ora, con l&#8217;approvazione del Piano del Parco - specifica Mazzantini - sarà possibile sbloccare ciò che, vuoi per la Regione, vuoi per il Comune, è rimasto fermo fino a oggi&#8221;.<br />
Sono 8 i punti in cui verranno sistemate le boe, individuati tramite un&#8217;analisi della costa e dei fondali tra il porto e la Punta del Marchese. &#8220;Punti di rara bellezza - spiega il consigliere del Parco - che potranno essere visitati da sub in possesso di un brevetto almeno di secondo grado, anche a garanzia del rispetto di questo prezioso ambiente&#8221;. A questo scopo, poi, è stato studiato un ancoraggio delle boe a basso impatto e sono richieste caratteristiche ecocompatibili per le imbarcazioni che accompagneranno i sub sull&#8217;isola, accorgimenti già adottati dai professionisti del diving. Se tutto andrà bene, insomma, già per questa estate i primi gruppi di sub potranno raggiungere Pianosa.<br />
Arianna Biagi</p>
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		<title>PREDOSA (AL): 10 ANNI DI “BIMBI A PESCA”</title>
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		<pubDate>Thu, 20 May 2010 11:04:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[Fipsas]]></category>

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		<description><![CDATA[È arrivata alla sua decima edizione l&#8217;iniziativa &#8220;Bimbi a pesca&#8221;, organizzata lunedì 17 maggio sul fiume Lemme dall&#8217;Associazione Pescatori Fipsas di Predosa (AL) e dedicata ai bambini della prima elementare e dell&#8217;ultima sezione della scuola d&#8217;infanzia. Lezioni all&#8217;aperto per raccontare il fiume, prova di lancio e crostata per tutti prima di risalire sullo scuolabus; per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>È arrivata alla sua decima edizione l&#8217;iniziativa &#8220;Bimbi a pesca&#8221;, organizzata lunedì 17 maggio sul fiume Lemme dall&#8217;Associazione Pescatori Fipsas di Predosa (AL) e dedicata ai bambini della prima elementare e dell&#8217;ultima sezione della scuola d&#8217;infanzia. Lezioni all&#8217;aperto per raccontare il fiume, prova di lancio e crostata per tutti prima di risalire sullo scuolabus; per souvenir, una canna pesca ad ogni bambino. L&#8217;incontro annuale, pensato per trasformare la curiosità di bambino in passione di futuri adulti, rappresenta inoltre un&#8217;occasione per i pescatori già grandi di fare il punto sul territorio.<br />
A.B.</p>
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		<title>DOMENICA DECIMA EDIZIONE DI GIOVANSPESCASPORTIVO</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Apr 2010 17:22:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[Fipsas]]></category>

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		<description><![CDATA[Decima edizione di Giovanpescasportivo. La manifestazione dedicata ai giovani e ai diversamente abili organizzata dalla Fipsas si svolgerà domenica 18 al lago del Boschetto, sui confini di Biella e Ponderano. &#8220;Durante la giornata - si legge su La Stampa Biella e provincia - verranno illustrate le peculiarità delle specie ittiche che vivono nelle acque biellesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Decima edizione di Giovanpescasportivo. La manifestazione dedicata ai giovani e ai diversamente abili organizzata dalla Fipsas si svolgerà domenica 18 al lago del Boschetto, sui confini di Biella e Ponderano. &#8220;Durante la giornata - si legge su La Stampa Biella e provincia - verranno illustrate le peculiarità delle specie ittiche che vivono nelle acque biellesi con esperti tecnici della Provincia. Seguirà una prova pratica di pesca alla trota e a tutti gli iscritti (tutto gratuito) con premi per tutti&#8221;.<br />
A.B.</p>
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		<title>AGRICOLTURA: IN  ATTESA DI NUOVO MINISTRO BUONFIGLIO RIMETTE DELEGA ALLA PESCA</title>
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		<pubDate>Thu, 01 Apr 2010 20:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[Antonio Buonfiglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il sottosegretario Antonio Buonfiglio, in  attesa della nomina del nuovo ministro delle Politiche agricole, alimentari e  forestali rimette la delega alla Pesca. “La nomina di Luca Zaia a  governatore della regione Veneto, a cui auguro ogni successo,  rimette in discussione  le deleghe e le nomine che erano state  conferite dal ministro [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il sottosegretario Antonio Buonfiglio, in  attesa della nomina del nuovo ministro delle Politiche agricole, alimentari e  forestali rimette la delega alla Pesca. “<em>La nomina di Luca Zaia a  governatore della regione Veneto, a cui auguro ogni successo,  rimette in discussione  le deleghe e le nomine che erano state  conferite dal ministro uscente</em>.- afferma Buonfiglio - <em>In attesa che  venga nominato il nuovo ministro mi è sembrato corretto rimettere a  disposizione la delega della Pesca conferitami lo scorso 30 aprile”. “Rimango  naturalmente a disposizione per lo svolgimento del lavoro ordinario</em>”, ha  sottolineato il sottosegretario.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>FISHINGMANIA.IT: PASSIONE PESCA!</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Mar 2010 16:54:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[fishingmania]]></category>

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		<description><![CDATA[Segnaliamo ai nostri lettori www.fishingmania.it, un interessante sito web sulla pesca che si propone di dare informazioni sulle manifestazioni del settore, anche a livello internazionale, sui protagonisti, sui campi gara e sugli itinerari per la pesca al colpo, lo spinning e la trota. In arrivo anche un forum dove sarà possibile scambiarsi opinioni, con la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Segnaliamo ai nostri lettori <a href="http://www.fishingmania.it" target="_blank">www.fishingmania.it</a>, un interessante sito web sulla pesca che si propone di dare informazioni sulle manifestazioni del settore, anche a livello internazionale, sui protagonisti, sui campi gara e sugli itinerari per la pesca al colpo, lo spinning e la trota. In arrivo anche un forum dove sarà possibile scambiarsi opinioni, con la possibilità di inviare articoli e foto. La Dea augura &#8220;in bocca al lupo&#8221; ai realizzatori di fishingmania.it, un sito per gli appassionati di pesca.</p>
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		<title>RIPARTE IL PROGETTO ‘PESCA PER TUTTI’</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/riparte-il-progetto-%e2%80%98pesca-per-tutti%e2%80%99-4177/</link>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 15:33:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[toscana]]></category>

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		<description><![CDATA[Riparte il progetto ‘Pesca per tutti’ finanziato dalla  Regione Toscana e organizzato dal Comitato Regionale Toscana dell’Associazione  italiana cultura sport.
Ecco i prossimi appuntamenti:
SABATO 13 MARZO 2010 – LAGO DI POLCANTO
Ore 9.00 Pesca per tutti
Ore 15.00 Pesca “Nonni &#38; Nipoti”
SABATO 17 APRILE 2010 LAGO DI POLCANTO
Ore 9.00 Pesca per tutti
Ore 15.00 Pesca “Nonni &#38; [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Riparte il progetto ‘Pesca per tutti’ finanziato dalla  Regione Toscana e organizzato dal Comitato Regionale Toscana dell’Associazione  italiana cultura sport.</p>
<p>Ecco i prossimi appuntamenti:</p>
<p>SABATO 13 MARZO 2010 – LAGO DI POLCANTO</p>
<p>Ore 9.00 Pesca per tutti</p>
<p>Ore 15.00 Pesca “Nonni &amp; Nipoti”</p>
<p>SABATO 17 APRILE 2010 LAGO DI POLCANTO</p>
<p>Ore 9.00 Pesca per tutti</p>
<p>Ore 15.00 Pesca “Nonni &amp; Nipoti”</p>
<p>Tutte le attività sono a partecipazione gratuita e durante  le manifestazioni sarà offerto il pranzo ai pescatori partecipanti.</p>
<p>Maggiori informazioni e la scheda di iscrizione alle  manifestazioni sono reperibili sul sito <a href="http://www.aicstoscana.it/" target="_blank">http://www.aicstoscana.it/</a></p>
<p>In alternativa, rivolgersi ai seguenti recapiti:</p>
<p>tel.055-571231 (dal lunedì al venerdì dalle 16.00 alle  18.00)</p>
<p>fax. 055-579918</p>
<p>e.mail: <a href="mailto:info@aicstoscana.it">info@aicstoscana.it</a></p>
<p>A.B.</p>
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		<title>BIG BLU: NELLA CITTÀ ETERNA, L’ETERNO AMORE PER IL MARE</title>
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		<pubDate>Tue, 23 Feb 2010 15:34:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[big blu]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è appena concluso il primo weekend di Big Blu, la rassegna globale della nautica e del mare. Giunta alla sua quarta edizione, resterà aperta fino al 28 febbraio presso la Fiera di Roma. Grandi opportunità e tradizionali appuntamenti legati alla nautica da diporto, ai servizi e agli accessori con Boat Show Roma, e al [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è appena concluso il primo weekend di Big Blu, la rassegna globale della nautica e del mare. Giunta alla sua quarta edizione, resterà aperta fino al 28 febbraio presso la Fiera di Roma. Grandi opportunità e tradizionali appuntamenti legati alla nautica da diporto, ai servizi e agli accessori con Boat Show Roma, e al settore del battello pneumatico con Gommonshow. Inoltre, ecco aree tematiche nuove, eventi culturali, meeting e convegni, spazi per l&#8217;intrattenimento, dedicati agli sport acquatici, all&#8217;innovazione e all&#8217;interattività.<br />
Ideale complemento in Italia al Salone Nautico Internazionale di Genova e tra i primi saloni in Europa, Big Blu si conferma la rassegna nel cui ambito grande spazio e attenzione vengono rivolti all&#8217;intero mondo della nautica, a tutte le passioni legate al mondo marino,per una nuova concezione del mare, che vede la sinergia tra i vari settori, oggi divisi e frastagliati.<br />
A.B.</p>
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		<title>GRANDE SUCCESSO PER IL FISGHING SHOW DI BOLOGNA</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Feb 2010 14:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[Fishing Show]]></category>

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		<description><![CDATA[Oltre 100 espositori, 15.000 metri quadri espositivi dedicati alla pesca, oltre 250 eventi e ben 50.000 visitatori. Si conclude con grande riscontro di pubblico e soddisfazione delle associazioni organizzatrici - Fipo, Confisub e Assosub - la prima edizione congiunta di Fishing Show e Div Ex/Eudi Show, per un unico evento dedicato alla pesca sportiva e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oltre 100 espositori, 15.000 metri quadri espositivi dedicati alla pesca, oltre 250 eventi e ben 50.000 visitatori. Si conclude con grande riscontro di pubblico e soddisfazione delle associazioni organizzatrici - Fipo, Confisub e Assosub - la prima edizione congiunta di Fishing Show e Div Ex/Eudi Show, per un unico evento dedicato alla pesca sportiva e alla subacquea.<br />
Presso il padiglione 20 si sono concentrate tutte le attività che hanno reso questa edizione del Fishing Show un evento interattivo per tutti i visitatori. Dalle prove di lancio tecnico, con dimostrazioni ed esibizioni nell’arco di tutte le 4 giornate di fiera, al campionato italiano di pesca virtuale - promosso dalla Fipsas e svoltosi grazie a dei simulatori di pesca - ; dagli stage di alto profilo organizzati dall’Università della Pesca e tenuti dai migliori nomi in circolazione nelle diverse specialità, fino alle proiezioni cinematografiche. E ancora: una mostra di opere d’arte legate alla pesca con la mosca, l’area carpfishing, la mostra fotografica, numerosi convegni. Impossibile elencare tutte le iniziative che hanno reso l’edizione 2010 di Fishing Show e Div Ex/Eudi Show un vero spettacolo dell’acqua, oltre a una ricchissima esposizione. Lascia inoltre sperare per la vitalità futura del comparto l’afflusso dei più giovani: nella sola giornata di venerdì sono stati circa 600 i ragazzi delle scolaresche che hanno seguito la guida lungo il percorso che portava agli acquari o che hanno si sono immersi nella piscina dedicata alle prove di sub.<br />
La scelta di fare sistema tra settori complementari si è rivelata quindi vincente, per un’edizione congiunta certamente da ripetere.<br />
A.B.</p>
<p style="text-align: center;"><!-- Smart Youtube --><span class="youtube"><object width="425" height="355"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/Rr8YBoEi7RM&amp;rel=0&amp;color1=3a3a3a&amp;color2=999999&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showsearch=0"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><embed wmode="transparent" src="http://www.youtube.com/v/Rr8YBoEi7RM&amp;rel=0&amp;color1=3a3a3a&amp;color2=999999&amp;border=0&amp;fs=1&amp;hl=en&amp;autoplay=0&amp;showsearch=0" type="application/x-shockwave-flash" allowfullscreen="true" width="425" height="355" ></embed><param name="wmode" value="transparent" /></object></span></p>
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		<title>SABAUDIA, CONFRONTO SULLA NAVIGABILITÀ DEL LAGO</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 21:10:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[Ente Parco del Circeo]]></category>

		<category><![CDATA[Sabaudia]]></category>

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		<description><![CDATA[&#8220;Riusciranno il Comune di Sabaudia e l&#8217;Ente Parco del Circeo - scrive La Provincia di Latina del 15 gennaio - a trovare un accordo sul discusso regolamento per la navigabilità del lago di Paola in vista dell&#8217;udienza fissata al Tribunale superiore delle Acque del 27 gennaio?&#8221;. Non sarà facile, secondo la ricostruzione del quotidiano laziale. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;<em>Riusciranno il Comune di Sabaudia e l&#8217;Ente Parco del Circeo -</em> scrive La Provincia di Latina del 15 gennaio - <em>a trovare un accordo sul discusso regolamento per la navigabilità del lago di Paola in vista dell&#8217;udienza fissata al Tribunale superiore delle Acque del 27 gennaio</em>?&#8221;. Non sarà facile, secondo la ricostruzione del quotidiano laziale. Entrambe le istituzioni, infatti, rivendicano l&#8217;esclusiva competenza alla regolamentazione del lago. Il sindaco di Sabaudia, Maurizio Lucci, &#8220;<em>ha fatto sapere che insisterà perché venga accolto il disciplinare elaborato dalla sua amministrazione e approvato dal Consiglio comunale</em>&#8220;. &#8220;<em>Da parte sua </em>- conclude il quotidiano - <em>il Parco non tornerà sui suoi passi</em>&#8220;, anche se &#8220;<em>il presidente Gaetano Benedetto  ha parlato di piena disponibilità al dialogo e al confronto&#8221;</em>.</p>
<p>S.S.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>“A GAETA MARE INQUINATO DAGLI ALLEVAMENTI ITTICI”</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 21:10:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[gaeta]]></category>

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		<description><![CDATA[L&#8217;accusa arriva dal sindaco di Minturno, Pino Sardelli, secondo il quale l&#8217;inquinamento estivo delle coste di Scauri e Marina di Minturno dipende dagli impianti di itticoltura di Gaeta. &#8220;Gli allevamenti - attacca il primo cittadino dalle colonne de Il Tempo di Latina del 9 dicembre -  vanno spostati fuori Punta Stendardo, a Gaeta, perché in [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;accusa arriva dal sindaco di Minturno, Pino Sardelli, secondo il quale l&#8217;inquinamento estivo delle coste di Scauri e Marina di Minturno dipende dagli impianti di itticoltura di Gaeta. &#8220;<em>Gli allevamenti -</em> attacca il primo cittadino dalle colonne de Il Tempo di Latina del 9 dicembre -  <em>vanno spostati fuori Punta Stendardo, a Gaeta, perché in queste condizioni il litorale sarà sempre penalizzato. Il mangime che danno ai pesci, specie nei mesi di luglio e agosto, col vento di ponente viene trascinato sul nostro litorale. A settembre invece, quando il vento è contrario, il mare è uno specchio&#8221;. &#8220;Non è possibile - </em>conclude il sindaco Sardelli <em>-che anche la prossima estate ci si ritrovi a dover notare quella schiuma ogni mattina a luglio e agosto. Così non si può andare avanti&#8221;.</em></p>
<p>S.S.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>GUARDIE ITTICHE, A RIETI I NUOVI BREVETTI</title>
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		<pubDate>Thu, 28 Jan 2010 21:10:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[guardi ettiche]]></category>

		<category><![CDATA[rieti]]></category>

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		<description><![CDATA[Al via i corsi per diventare guardia ittica volontaria validi per tutto il territorio reatino. E&#8217; quanto si legge in un pezzo pubblicato sul Corriere di Rieti del 16 gennaio.
&#8220;I nuovi corsi per il rilascio del brevetto - prosegue l&#8217;articolo - che si terranno su tutto il territorio della provincia di Rieti, sono stati istituiti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Al via i corsi per diventare guardia ittica volontaria validi per tutto il territorio reatino. E&#8217; quanto si legge in un pezzo pubblicato sul Corriere di Rieti del 16 gennaio.</p>
<p>&#8220;<em>I nuovi corsi per il rilascio del brevetto </em>- prosegue l&#8217;articolo - <em>che si terranno su tutto il territorio della provincia di Rieti, sono stati istituiti dall&#8217;assessore provinciale Oreste Pastorelli, con lo scopo di garantire una maggiore tutela del patrimonio ittico</em>&#8220;. Coloro che sono interessati, possono recarsi presso gli uffici del settimo Settore della Provincia in via Salaria 3.</p>
<p>S.S.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>PESCA, AMBIENTE: TONNO ROSSO VERSO L’ESTINZIONE</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/pesca-ambiente-tonno-rosso-verso-estinzione-2660/</link>
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		<pubDate>Mon, 09 Nov 2009 22:20:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

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		<description><![CDATA[Il tonno rosso rischia l&#8217;estinzione nel Mediterraneo. A dirlo sono due ricerche prodotte sull&#8217;argomento dai danesi e dagli americani che tirando le somme lanciano un chiaro grido d&#8217;allarme. A quanto è dato sapere nel 2011 nel Mediterraneo i tonni si saranno ridotti a un quarto della popolazione rispetto al 2005. E sempre di questo passo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il tonno rosso rischia l&#8217;estinzione nel Mediterraneo. A dirlo sono due ricerche prodotte sull&#8217;argomento dai danesi e dagli americani che tirando le somme lanciano un chiaro grido d&#8217;allarme. A quanto è dato sapere nel 2011 nel Mediterraneo i tonni si saranno ridotti a un quarto della popolazione rispetto al 2005. E sempre di questo passo scomparirà dalle nostre acque nel 2012.  La pesca di mestiere indiscriminata ai tonnidi è un tratto caratteristico di una cultura da far west nel prelievo a mare dove le quote di pesca sono perennemente disattese e dove non esistono forme di controllo valide. Italia, Francia, Spagna, Grecia, Malta e Cipro si oppongono a forme più responsabili di pesca e fanno ostruzionismo su eventuali provvedimenti da prendere. Attualmente il Principato di Monaco, sempre sensibile alle numerose problematiche del Mediterraneo, a cominciare dai cetacei, ha inserito il tonno rosso tra le specie in via di estinzione ed ha ottenuto l&#8217;appoggio degli Stati Uniti e della Commissione Ue. Un ottimo segnale per una battaglia che si annuncia senza esclusione di colpi visto che il tonno rosso è alla base di un commercio mondiale di sushi che fattura decine di milioni di euro.</p>
<p>Nicola Bucci</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>MASSIMILIANO OSSINI: “PESCANDO RITROVO ME STESSO”</title>
		<link>http://www.ladeadellacaccia.it/index.php/massimiliano-ossini-%e2%80%9cpescando-ritrovo-me-stesso%e2%80%9d-977/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Mar 2009 11:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>DdC</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.ladeadellacaccia.it/?p=977</guid>
		<description><![CDATA[Gentili lettori vi proponiamo un bell&#8217;articolo pubblicato su Pescasport.
Il conduttore della trasmissione televisiva Linea Verde, non appena gli impegni glielo consentono, &#8220;imbraccia&#8221; la fedele canna e raggiunge il mare di San Benedetto del Tronto per assaporare il piacere di ritrovarsi a contatto con la natura.  E le sorprese non mancano mai. 
&#8220;Con la pesca ritrovo me stesso&#8221;. Parola [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Gentili lettori vi proponiamo un bell&#8217;articolo pubblicato su <a href="http://www.greentime.it/periodici/pescasport.html" target="_blank">Pescasport</a>.</p>
<div id="attachment_978" class="wp-caption alignleft" style="width: 282px"><a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2009/03/massimiliano_ossini.jpg"><img class="size-medium wp-image-978" title="massimiliano_ossini" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2009/03/massimiliano_ossini-272x300.jpg" alt="Per Massimiliano Ossini grazie alla pesca corpo e mente si fondono e così si analizzano i problemi di tutti i giorni a mente fredda" width="272" height="300" /></a><p class="wp-caption-text">Per Massimiliano Ossini grazie alla pesca corpo e mente si fondono e così si analizzano i problemi di tutti i giorni a mente fredda</p></div>
<p>Il conduttore della trasmissione televisiva Linea Verde, non appena gli impegni glielo consentono, &#8220;imbraccia&#8221; la fedele canna e raggiunge il mare di San Benedetto del Tronto per assaporare il piacere di ritrovarsi a contatto con la natura.  E le sorprese non mancano mai. <span id="more-977"></span></p>
<p>&#8220;Con la pesca ritrovo me stesso&#8221;. Parola di Massimiliano Ossini, conduttore della nota trasmissione televisiva Linea Verde, che confessa di essere un amante della pesca e naturalmente del mare. Appena può prende la sua attrezzatura pescasportiva e in bicicletta raggiunge il mare di San Benedetto del Tronto, cittadina delle Marche dove vive con la famiglia.</p>
<p><strong>Quando è nato l&#8217;amore per la pesca?</strong></p>
<p>«<em>Sin da piccolo, quando con mio padre andavo a pescare, durante l&#8217;estate, nel Golfo di Taranto. Ci alzavamo presto, alle 5 del mattino. Ho iniziato prima con la canna da pesca, poi con il mulinello ma pesco anche in apnea, tecnica che propongo persino in qualche puntata di Linea verde».</em></p>
<p><em>È stato quindi suo padre a farle conoscere la magia di questo sport?</em></p>
<p><em>«Sì è stato lui il primo a &#8220;iniziarmi&#8221;. E oggi mi ritrovo con altre persone che si radunano anche per andare a pescare in varie parti del mondo. A dimostrazione che questo sport, come la caccia, se praticato con criterio, rispetta veramente la natura. Molto di più di chi si definisce ambientalista, dice no a priori e poi magari è il primo a buttare la carta per terra e a non rispettare la natura, che forse non sa realmente nemmeno cosa sia</em>».</p>
<p><strong>Cosa prova quando pesca?</strong></p>
<p>«<em>La pesca, come la corsa che è un&#8217;altra mia passione, mi permette di ritrovare me stesso. Sei soltanto tu e il rumore del mare. È un po&#8217; come isolarsi per cercare il karma. Corpo e mente si fondono e si analizzano i problemi a mente fredda, problemi di cui spesso si trova anche la soluzione</em>».</p>
<p><strong>Quando trova il tempo di dedicarsi al suo hobby preferito?</strong></p>
<p>«<em>Pesco principalmente d&#8217;estate. Vivo a San Benedetto del Tronto, uno dei luoghi più importanti del Tirreno, dove do appuntamento agli amici che condividono con  me anche la passione per le immersioni. È proprio con le immersioni che mi sono reso conto di come il mare si sia ripopolato. Una volta ho preso un polpo e non credevo ai miei occhi, pensavo fossero moscardini! È stata la dimostrazione che il mare è vivo</em>».</p>
<p><strong>Condivide questa passione anche con i colleghi?</strong></p>
<p>«<em>A dire il vero non conosco colleghi pescatori. Tra coloro che condividono lo stesso amore per la pesca c&#8217;è ad esempio mio cognato che, oltre ad essere un importante produttore di vini, è sia pescatore che cacciatore. Ha costruito una palude, un laghetto e in questo modo tiene in vita un territorio delle Marche che altrimenti andrebbe perso. È una sentinella dell&#8217;ambiente. Il verde è bello ma può diventare pericoloso infatti. Se oggi si verificano così numerosi casi di frane è perché ci sono meno contadini che curano il territorio. Spesso, però, vado a pescare anche da solo, prendo la bici e raggiungo il mare che dalla mia casa dista circa due chilometri</em>».</p>
<p><strong>Quali specie ittiche predilige?</strong></p>
<p>«<em>Sono praticamente un onnivoro: dalle spigole ai tonnetti, alle aguglie che qui a San Benedetto sono abbondanti. Da noi un piatto tipico è il brodetto in bianco dove si mette insieme tutto il pescato</em>».</p>
<p><strong>Ricorda un episodio in particolare della sua vita da pescasportivo?</strong></p>
<p>«<em>Sì, avrò avuto sette anni, mi trovavo alle Eolie con mio padre. A un certo punto vedo un&#8217;aguglia, che pensavo fosse un pescespada piccolo e insieme a mio padre inizio l&#8217;azione di pesca. Torno a casa tutto soddisfatto, ma trovo mio zio che aveva pescato una murena. Ci resto malissimo, stavo seriamente &#8220;rosicando&#8221;, e così il giorno dopo, visto che mi ero fatto amici i pescatori locali, chiedo ad uno di loro il favore di regalarmi una murena qualora fosse riuscito a prenderne una. E così ha fatto, lanciandomela direttamente dalla barca al porticciolo dove ero seduto a pescare. Torno quindi a casa gongolando di felicità. Racconto allo zio che l&#8217;inaspettato trofeo mi si era incastrato nella canna, che fortunatamente non si era spezzata. Non gli ho mai raccontato la verità, forse perché non ho mai creduto che fosse stato lui a catturare la sua di murena</em>».</p>
<p>Emanuela Dolci</p>
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		<title>DETTO TRA NOI: LA REGIONE BASILICATA SI SBAGLIA</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 18:47:22 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[basilicata]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2000 la Regione Basilicata ha istituito una tassa specifica per chi vuole andare a pescare nelle sue acque. Si tratta di una legge completamente sbagliata che penalizza fortemente tutte le microeconomie che sono in qualche modo coinvolte nel turismo pescasportivo. È l&#8217;ennesima scelta di uomini politici che, come spesso accade, poco o niente sanno di quello che accade quando si fanno simili scelte. Basta un niente per capire che un pescatore che si ferma a mangiare in un ristorante della Basilicata lascia in quella Regione molti più soldi di quanti se ne possono ottenere da un balzello. La pesca sportiva coinvolge all&#8217;incirca un milione e mezzo di uomini nel nostro Paese. Chiudere a loro le porte in faccia vuol dire cancellare di fatto una bella tradizione che porta ricchezza e risorse. Sono gli imprenditori a fare le spese per primi e forse non lo sanno neanche. Riteniamo che sia venuto il momento di far capire ai Governi regionali, ai singoli Comuni e alle Province che con i chiari di luna che ci sono in Italia forse è venuto il tempo di prestare più attenzione ai propri cittadini.</p>
<p>Nicola Bucci</p>
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		<title>COMUNICATO STAMPA EKOCLUB-MESSINA: LA PESCA SPORTIVA AL PORTO</title>
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		<pubDate>Fri, 13 Mar 2009 09:44:13 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Armano Russo]]></category>

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		<description><![CDATA[Così come riceviamo, pubblichiamo:
Grande delusione tra i pescasportivi,per la chiusura della pesca nell&#8217;ambito dell&#8217;area portuale.
I tanti appassionati-pensionati ecc.ma anche semplici cittadini che amano fare una passeggiata sui moli- hanno forzatamente-dovuto rinunziare alla loro passione di trascorrere un poco di tempo seduti o a passeggio sul molo - pescatori con canna in mano -in attesa che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Così come riceviamo, pubblichiamo:</p>
<p>Grande delusione tra i pescasportivi,per la chiusura della pesca nell&#8217;ambito dell&#8217;area portuale.</p>
<p>I tanti appassionati-pensionati ecc.ma anche semplici cittadini che amano fare una passeggiata sui moli- hanno forzatamente-dovuto rinunziare alla loro passione di trascorrere un poco di tempo seduti o a passeggio sul molo - pescatori con canna in mano -in attesa che qualche piccolo pece( opa o sarago o beata o altro)abbocchi.I pescatori di canna -a Messina- sono tanti( in maggioranza pensionati)-con la loro attività spesso- riescono a portare a casa la cena a base di pesce azzurro. Da  tempo immemorabile -andare al porto per pescare era consentito e comunque tollerato.Ora in base alla legge -dopo la recinzione dell&#8217;area portuale-non è più consentito &#8221; ad estranei&#8221; entrare in detta area.I pescatori -si rifanno -alla comprensione della Autorità portuale per poter avere dei permessi per esercitare la pesca con canna-e sono disposti a sottoscrivere una assicurazione per singolo pescatore-per la tutela di piccoli incidenti -o danni.Sottoscrivono -anche -un codice deontologico-nel senso di evitare disturbi alle attività portuali -ed a semplice richiesta si allontaneranno o  si sposteranno- dal posto ove  arriva attività di ormeggio ecc.I PESCATORI costituiti in comitato spontaneo-con un portavoce- in Carmelo Di Bella-titolare del negozio di articoli di pesca-in via Vittorio Emanuele n. 22-Messina tel.090.6783547-hanno già raccolto- circa un migliaio di firme a sostegno della richiesta inoltrata al Presidente dell&#8217;Ente Porto- Dr. Lo Bosco. Intanto il Comitato -in assenza di risposta -da parte dell&#8217;Ente Porto-ha preannunziato una pacifica manifestazione,che si terrànell&#8217;area di fronte la dogana domenica 15 marzo alle ore 9,30-per cercare di sensibilizzare le autorità preposte- al ripristino della pesca sportiva all&#8217;interno della area portuale.</p>
<p>Messina 12 marzo 009                      p.IL COMITATO SPONTANEO-Carmelo Di Bella</p>
<p>EKOCLUB-MESSINA</p>
<p>Il delegato A. Russo</p>
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		<title>ANCHE LA PESCA NEL MIRINO DEGLI ANIMALISTI</title>
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		<pubDate>Tue, 03 Mar 2009 08:53:31 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Non conosce sosta l&#8217;attivismo animalista. Venerdì scorso, in occasione dell&#8217;apertura del Fishing Show di Bologna, annuale appuntamento per operatori e appassionati di pesca sportiva, due attiviste del Peta (Movimento per il trattamento etico degli animali) si sono travestite da sirena e dalla fontana del Nettuno hanno invitato i passanti, soprattutto gli uomini, a diventare vegetariani. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2009/03/animaliste.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-810" title="attiviste peta" src="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2009/03/animaliste.jpg" alt="" width="180" height="180" /></a>Non conosce sosta l&#8217;attivismo animalista. Venerdì scorso, in occasione dell&#8217;apertura del Fishing Show di Bologna, annuale appuntamento per operatori e appassionati di pesca sportiva, due attiviste del Peta (Movimento per il trattamento etico degli animali) si sono travestite da sirena e dalla fontana del Nettuno hanno invitato i passanti, soprattutto gli uomini, a diventare vegetariani. Le due avvenenti 24enni australiane, con il seno nudo coperto da un cartello, chiedevano ai passanti: &#8220;Nessuno vorrebbe mai che il proprio cane finisse in una rete da pesca e poi nel piatto. Perché farlo allora con un pesce?&#8221;.</p>
<p>A voler essere goliardi, gli animalisti hanno capito che c&#8217;è qualcosa che tira più di qualsiasi lenza! (Foto tratta da &#8220;Repubblica&#8221; del 28/2/09)</p>
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		<title>CONVEGNO: LA GESTIONE DEGLI AMBIENTI ACQUATICI TRA SCIENZA E PESCA SPORTIVA</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Feb 2009 10:53:07 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Eventi]]></category>

		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la prima volta nel nostro Paese, l&#8217;Associazione nazionale degli ittiologi (Aiiad) incotra il mondo delle Federazioni dei pescatori sportivi. Il Convegno, che si terrà a Fishing Show sabato 28 febbraio, Fiere Bologna, è promosso dalla Fipo, la Federazione degli industriali di settore in collaborazione con Regione Emilia-Romagna. Saranno presenti Fipsas, Arci Pesca Fisa e Unpem.Forte [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per la prima volta nel nostro Paese, l&#8217;Associazione nazionale degli ittiologi (Aiiad) incotra il mondo delle Federazioni dei pescatori sportivi. Il Convegno, che si terrà a Fishing Show sabato 28 febbraio, Fiere Bologna, è promosso dalla Fipo, la Federazione degli industriali di settore in collaborazione con Regione Emilia-Romagna. Saranno presenti Fipsas, Arci Pesca Fisa e Unpem.Forte l&#8217;attesa per il dibattito sulla fauna autoctona e alloctona dopo la sentenza 30 del 2009 della Corte Costituzionale.</p>
<p><a href="http://www.ladeadellacaccia.it/wp-content/uploads/2009/02/convegno_fishinshow.pdf" target="_blank">Il volantino del convegno</a></p>
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		<title>Il lago Trasimeno sta morendo!</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Feb 2009 04:43:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

		<category><![CDATA[lago trasimeno]]></category>

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		<description><![CDATA[La crisi idrica che ha generato il disastro ambientale del lago più grande del Centro Italia non è un fatto naturale. Ancora una volta l&#8217;uso improprio dell&#8217;acqua sta producendo danni incalcolabili.
Il Trasimeno è in piena crisi idrica, spiega il bollettino diramato dalla Provincia di Perugia, dove si riporta un dato inquietante per il lago più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La crisi idrica che ha generato il disastro ambientale del lago più grande del Centro Italia non è un fatto naturale. Ancora una volta l&#8217;uso improprio dell&#8217;acqua sta producendo danni incalcolabili.</p>
<p>Il Trasimeno è in piena crisi idrica, spiega il bollettino diramato dalla Provincia di Perugia, dove si riporta un dato inquietante per il lago più grande del Centro Italia: è sotto di oltre 160 centimetri sullo zero idrometrico. Un dato allarmante se si pensa che, attualmente, la profondità massima è di soli 3 metri. L&#8217;acqua si è ritirata lasciando solo fanghiglia per centinaia di metri dalla riva. Dall&#8217;inizio dell&#8217;anno il livello è sceso di 20 centimetri, dal momento che nei primi giorni di gennaio 2008 era attestato sui meno 137 centimetri. Per verificare se esistono comportamenti dolosi all&#8217;origine di questo disastro ambientale, i capigruppo alla Provincia di Perugia di An, di Fi e del Gruppo Misto hanno inviato un esposto denuncia sulla situazione in cui versa il lago alla Commissione Europea, al Ministero dell&#8217;Ambiente, alla Corte dei Conti e alla Procura della Repubblica. L&#8217;opposizione vuole capire dove l&#8217;ingente massa di risorse destinate al Trasimeno sia andata a finire ed afferma che molte delle risorse sono state utilizzate per abbellire singoli comuni e paesi. I politici al governo in Provincia e Regione continuano ad imputare tutte le colpe della crisi idrica ai cambiamenti climatici ma, anche secondo il Centro Funzionale Regionale (coloro che controllano lo stato dei bacini e delle falde acquifere), &#8220;il fatto che ci siano delle zone che stanno vivendo un deficit idrico e che rappresentano una percentuale bassissima su scala regionale, ha tratto in inganno la stampa&#8221; e, aggiungiamo noi, ha fatto comodo solo a chi è pronto ad approfittare di allarmi e catastrofi per continuare ad attingere dalle tasche di &#8220;Pantalone&#8221;. &#8220;Praticamente - spiegano gli esperti del Centro - stiamo parlando di 5 punti in crisi idrica su diverse decine (una cinquantina) di punti di monitoraggio sul territorio regionale. È chiaro che stiamo monitorando con attenzione i 5 punti più a rischio, così come stiamo monitorando le altre decine di punti rappresentativi a livello regionale e che sono assolutamente nella norma.  Il fatto poi che questi 5 punti non riescano a risollevarsi dato lo sfruttamento eccessivo operato localmente dalle attività umane, non ha niente a che fare con la piovosità&#8221;. Probabilmente, secondo gli esperti, questa situazione non si risolverà &#8220;nemmeno con un&#8217;alluvione&#8221; e, se si osserva la mappa del Parco del lago Trasimeno, si capisce con un solo colpo d&#8217;occhio perché è proprio così. Ogni singolo canale o fosso è interrotto da centinaia - forse migliaia - di dighe artificiali che hanno argini fino a 15 m di altezza e che costituiscono un vero e proprio sbarramento. Una rete di laghi per uso agricolo che assorbe (fino a che gli stessi laghi artificiali formati dalle dighe, in media 2 volte e mezzo più profondi del Trasimeno, non si siano prima colmati fino al livello di sfioro) ogni singola goccia d&#8217;acqua che &#8220;mamma natura&#8221; aveva destinato al lago.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Un infinito numero </strong><strong>di pozzi e piscine</strong></p>
<p>Se a questo, e al totale degrado di tutte le canalizzazioni idrauliche del suo bacino scolante completamente ostruite, poi, aggiungiamo il prelevamento per usi civili ed agricolo - nonostante che sotto il metro sia vietato per legge - nonché l&#8217;infinito numero di pozzi (che continuano ad esser costruiti senza interruzione) e le piscine, allora, appare davvero difficile incolpare il &#8220;cielo&#8221; del deficit idrico del lago Trasimeno. &#8220;Infatti - come anche quelli di Umbriameteo vanno dicendo da tempo - tranne zone limitate in cui la natura non ha alcuna influenza, l&#8217;Umbria sta vivendo una situazione idrologica normalissima, tutt&#8217;altro che tragica o rara, e le piogge di questi ultimi anni non hanno particolari responsabilità sulla situazione dei pochi punti a rischio della Regione&#8221;.</p>
<p>La realtà è che, negli ultimi 20 anni e per colpa dei laghi artificiali, il Trasimeno ha potuto beneficiare solamente delle acque meteoriche che cadono nello specchio lacustre. Acque meteoriche che coprono appena il 60% delle sue stesse perdite per evaporazione.</p>
<p><strong>Occorre assolutamente </strong><strong>una nuova gestione del territorio</strong></p>
<p>Se il Trasimeno non è ancora morto, come affermano ormai in tanti, certamente è agonizzante ed è giunto il tempo che gli amministratori si dedichino ad una gestione più oculata del bacino imbrifero, piuttosto che ad organizzare paradossali convegni come la 5a Living Likes Conference.</p>
<p>Ad una gestione che eviti questi cali dovuti all&#8217;eccessiva utilizzazione agricola predisponendo un tavolo di trattativa dove, per la prima volta, si organizzi un vero piano programmatico sull&#8217;agricoltura e sulle attività compatibili con la salvaguardia del lago. Una nuova gestione del territorio che riscopra le coltivazioni tipiche negando questa agricoltura industriale &#8220;sovvenzionata&#8221; e, per la quale irrigazione, è anche in arrivo un enorme conduttura dalla diga del Montedoglio in Toscana.</p>
<p>Ed è anche per questo che, nei grandi momenti di crisi come quello attuale, sembra ancora più sconcertante che si continui ad utilizzare l&#8217;acqua del lago per l&#8217;irrigazione di campi con coltivazioni ad alti input energetici (elevati volumi di acqua, dosi massicce di fertilizzanti ed anticrittogamici che sono necessari quando si sceglie di utilizzare sementi come il mais ed alcuni ortaggi che danno produzioni elevate solo in queste condizioni).</p>
<p><strong>Hanno fatto </strong><strong>discutere i dati ARPA </strong><strong>e Legambiente</strong></p>
<p>La forte diminuzione della portata d&#8217;acqua - ovviamente - fa aumentare le concentrazioni di agenti inquinanti che accelerano la morte del lago. A questo proposito hanno fatto molto discutere i dati del 2008 dell&#8217;ARPA (Agenzia Regionale Protezione Ambiente) corroborati dalla stessa Legambiente che, nel 2007 dalla sua Goletta dei Laghi, aveva invece affermato: &#8220;I laghi italiani sono più inquinati dei nostri mari e, fra i più inquinati, c&#8217;è proprio il Trasimeno&#8221;. &#8220;Quella disparità di risultati fra noi e Legambiente - ha affermato l&#8217;assessore provinciale all&#8217;Ambiente Sauro Cristofani - era dovuta al fatto che, quando piove, le acque nere confluiscono nelle canalizzazioni delle acque chiare che scolano nel lago&#8221;. Il che, tradotto in un linguaggio comprensibile, significa: le analisi del 2007 di Legambiente diedero quei risultati nefasti perché i prelievi furono eseguiti nei giorni seguenti alle piogge, cioè quando le fogne scaricano nel lago! Legambiente sposa anche la teoria che vedrebbe in &#8220;mamma natura&#8221; la vera assassina del &#8220;principe Trasimeno&#8221; e, attraverso una sua bella rappresentante, ha spiegato che non c&#8217;è motivo di preoccupazione perché, questa &#8220;naturale trasformazione del lago, darà vita ad una immensa palude che diventerà un vero paradiso per gli uccelli&#8221;.</p>
<p><strong>Il problema </strong><strong>delle draghe che </strong><strong>raschiano i fondali</strong></p>
<p>Il difficile sarà convincere le migliaia di operatori turistici del territorio che, al momento, si dicono scettici sulla possibilità di tornare a riempire le loro strutture con i turisti del bird-watching.</p>
<p>Un altro esempio illuminante, sul come e da chi sono stati investiti i tanti finanziamenti a pioggia, è quello della realizzazione dei corridoi che consentono la navigazione dei traghetti che portano alle isole. Per ovviare a questo problema, ormai da una decina di anni le draghe a rifluimento hanno raschiato i fondali rovesciando i reflui nel lago stesso. Questi marchingegni infernali aspirano dalle profondità i materiali disgregati da una fresa che, per trascinamento idraulico, sono poi depositati in opportune colate. Secondo l&#8217;ex senatore Ilvano Rasimeli &#8220;usare la draga a rifluimento per raschiare i fondali del Trasimeno è come usare un fucile da caccia per uccidere una mosca!&#8221;. In passato, con questi reflui, sono state fatte delle colmate che hanno generato grandi appezzamenti di nuovi terreni.</p>
<p style="text-align: left;"><strong>Sedimenti sospesi </strong><strong>dannosi sia alla fauna </strong><strong>che alla flora</strong></p>
<p>Da qualche anno, però, questa massa informe che viene aspirata per creare i corridoi è rigettata nel lago stesso.</p>
<p>Questo materiale ha creato una nube di sedimenti sospesi che, come si vede dal satellite, non si depositano più creando un habitat molto inquietante e dannoso sia per la fauna che per la flora lacustre.</p>
<p>Intanto, anche la cronaca nera si è dovuta interessare della &#8220;famigerata draga&#8221;, poiché, in uno di questi corridoi forse mal segnalati e che sprofondano improvvisamente da pochi centimetri fino a tre metri, è annegato un giovanissimo turista straniero il cui corpo, nonostante il temerario intervento di un vigile del fuoco, è sparito fra l&#8217;acqua melmosa e le alghe.</p>
<p><strong>Ivan Meacci</strong></p>
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		<title>L’itinerario - Non solo cavedani sul Passante</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 20:37:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
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		<category><![CDATA[Ariamacìna]]></category>

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		<description><![CDATA[Sulla Sila ci sono innumerevoli laghi e corsi d&#8217;acqua che vale la pena visitare. Sono popolati da diverse specie ittiche e offrono la possibilità di usufruire, indisturbati, di tutto lo spazio circostante e nell&#8217;insolita tranquillità che regna nei dintorni.
Quando si parla della Sila, anche negli opuscoli e nei depliant distribuiti dai locali enti di promozione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sulla Sila ci sono innumerevoli laghi e corsi d&#8217;acqua che vale la pena visitare. Sono popolati da diverse specie ittiche e offrono la possibilità di usufruire, indisturbati, di tutto lo spazio circostante e nell&#8217;insolita tranquillità che regna nei dintorni.<br />
Quando si parla della Sila, anche negli opuscoli e nei depliant distribuiti dai locali enti di promozione turistica il riferimento è soprattutto a quella &#8220;grande&#8221;,<br />
che rientra completamente in provincia di Cosenza. Solo in via del tutto marginale si fa menzione della &#8220;greca&#8221;, che ne individua la parte protesa verso il mare Ionio, dove, cinque secoli addietro, si stabilirono delle popolazioni greco-albanesi sfuggite alle invasioni turche, e della &#8220;piccola&#8221;, che fa parte, invece, del catanzarese.L&#8217;Ariamacìna,<br />
il Votturino, il Savuto<br />
La circostanza non è da ricollegarsi ad una diversa valenza sotto il profilo naturalistico: con la stessa orografia e ricche come sono d&#8217;acque, di una lussureggiante flora d&#8217;alto fusto e della medesima fauna selvatica, per tale aspetto, infatti, le tre zone si equivalgono e costituiscono un tutt&#8217;uno. A far la differenza concorrono, probabilmente, la più vasta estensione della Sila grande e la maggiore concentrazione, in questa, di strutture e di servizi in genere. Eguale discorso vale, più o meno, per i laghi e sono preferibilmente l&#8217;Arvo, l&#8217;Ampollino ed il Cecìta, praticamente i più estesi ed i più facilmente raggiungibili, quelli che di solito vengono proposti per un&#8217;escursione, un picnic o una pescata. Poco o niente si dice, invece, del lago d&#8217;Ariamacìna, del Votturino, del Savuto e del Passante che, pur di dimensioni assai più contenute, sono abbondantemente popolati, come i primi, da varie specie ittiche. Con specifico riferimento alla pesca e proprio perché oggetto di una pressione di gran lunga meno intensa, si può dire, anzi, che questi siano pure più validi degli altri: una cosa, infatti, è prendere dei pesci in solitudine o in compagnia di qualche amico solamente, potendo godere, indisturbati, di tutto lo spazio circostante e dell&#8217;insolita tranquillità che regna nei paraggi.</p>
<p>A canna fissa<br />
e a roubaisienne<br />
pingui cestini<br />
Ben altra, invece, è condividere con altri i pochi posti disponibili, che, nonostante gli oltre cinquanta chilometri di sponda del Cecìta ed i circa quaranta dell&#8217;Arvo, possono essere davvero molto pochi fino a quando si mantengono alti i livelli delle acque, che solo in piena estate incominciano a calare. Allo stato attuale, il lago Votturino e quello d&#8217;Ariamacìna sono permanentemente chiusi alla pesca perché l&#8217;area in cui insistono è stata sottoposta a particolare protezione; restano, dunque, il Savuto ed il Passante. Pur essendo, il primo, di più facile approccio e benché l&#8217;aria facesse presagire l&#8217;arrivo di un improvviso temporale, per la stesura di quest&#8217;itinerario si è preferito il secondo; non per chissà quale altro motivo, ma solamente perché già da tempo si era spinti dal desiderio di tornarci. Nel pieno rispetto delle previsioni, il temporale è arrivato, ma, fortunatamente, con pochi fulmini, qualche tuono e degli scrosci di brevissima durata che non hanno fatto in tempo a mettere di malumore il pesce. A cielo rasserenato ed in meno di due ore, a canna fissa ed a roubaisienne, sono stati presi, infatti, tanti bei cavedani, qualche carpetta ed alcuni persici reali di discrete dimensioni: quanto bastava, insomma, per le verifiche del caso e per prendere atto degli ottimi livelli cui si mantiene la pescosità di questo lago. Anziché arrivare fino al casello di Rogliano, chi viene dal Nord può lasciare l&#8217;autostrada a quello di Cosenza Sud e scegliere, quindi, di fare un po&#8217; di strada in più. L&#8217;idea non è assolutamente da scartare: il disagio della maggiore distanza è ampiamente compensato, infatti, dalla prospettiva di transitare per posti sempre più selvaggi e, proprio per questo, assai più pittoreschi. Attraversandolo in senso longitudinale e proseguendo da Celico verso Camigliatello, Croce di Magara, Righìo, Lorìca e Bocca di Piazza, si possono cogliere e godere, eventualmente, tutti i diversi aspetti paesaggistici che di volta in volta caratterizzano questo bellissimo altipiano. Quella del torrente, in Sila piccola, è un&#8217;alternativa che vale sicuramente la pena di prendere in esame. Rispetto alle zone di Camigliatello e di Lorìca, dove, a causa dell&#8217;esigua portata, i vari Mucone, Rosario, Coppo e Cavaliere diventano interessanti soprattutto in prossimità dell&#8217;imboccatura ai laghi nei quali si vanno a riversare, i torrenti che scorrono nei dintorni del Passante nascono &#8220;adulti&#8221; e già alle sorgenti si presentano con un flusso di buona consistenza, che mantengono fino all&#8217;inizio dell&#8217;estate.</p>
<p>Degno di nota<br />
il Crocchio,<br />
dalle parti di Buturo<br />
Assai diverso e molto più incantevole è pure il loro aspetto morfologico: non un letto che si snoda piatto in mezzo alle campagne, ma roccia viva, salti, gole, buche profonde e un andamento fortemente discontinuo. Corace, Melito, Simeri, Mesoraca, Tacina e Soleo sono solo alcuni dei tanti corsi d&#8217;acqua a trote che scendono dal Timpone Morello, dal Gariglione e dagli altri monti che sovrastano il Passante. A chi ha buone gambe e sufficiente spirito d&#8217;avventura, si segnala, in ogni caso, il Crocchio dalle parti di Buturo o, un po&#8217; più giù, verso Cerva. Nei contrafforti ed in tutta la zona compresa, a risalire, fra Nocera Terinese e Bocca di Piazza, particolarmente meritevoli d&#8217;attenzione sono il Savuto e tutti i suoi affluenti, che si possono affrontare convenientemente anche a spinning ed a mosca, ma che, fino a giugno, offrono maggiori spazi alla pesca al tocco con canne televariabili. Quando scendono i livelli, migliori risultati si ottengono con canne e montature più leggere: un grammo o due di piombo e fili di sezione non superiore ad uno 0,16. Peculiarità dei laghi della Sila e, quindi, del Passante è l&#8217;ampio ventaglio tecnico entro cui spazia la pescata.</p>
<p>C&#8217;è spazio anche<br />
per l&#8217;improvvisazione<br />
Una pescata che può rivelarsi estremamente impegnativa al verificarsi di determinate condizioni (un improvviso sbalzo di temperatura, per esempio), che può ridiventare nuovamente generosa già dalla mattina al pomeriggio o benché affrontata con una certa nonchalance e che, mentre impone, ad un garista, l&#8217;osservanza scrupolosa di certe regole di base, non penalizza l&#8217;eventuale improvvisazione e l&#8217;utilizzo, al meglio, di quel po&#8217; d&#8217;attrezzatura di cui si dispone. Una tinca di oltre un chilo presa a cucchiaino e con l&#8217;ancoretta ben conficcata nell&#8217;apparato boccale mentre si cercava d&#8217;insidiare qualche trota, un gran numero di carpe di bella pezzatura in meno di mezz&#8217;ora con una cannetta da lancio, un sassolino per zavorra e qualche chicco secco di mais raccattato intorno sulla sponda, un&#8217;enorme trota fario catturata con l&#8217;unica cavalletta che si era riusciti a reperire nell&#8217;erba scendendo dalla macchina nel corso di uno spostamento da una zona all&#8217;altra del campo di gara, così, giusto per andare un attimino a curiosare ed il fatto che non si ricordi una sola delle tante improvvisate che non si sia conclusa con soddisfacenti risultati la dicono fin troppo lunga sulla generosità di questi laghi. Una pescata, dunque, che può elargire fortissime emozioni anche quando non fa parte del programma prefissato e nella quale, eventualmente, si può coinvolgere pure la famiglia, senza doversi necessariamente allontanare dal luogo in cui si è deciso di accamparsi. Se poi dovesse andare tutto di traverso e non si riuscirà ad effettuare una soddisfacente quantità di catture (ipotesi, comunque, che non si ritiene di dover mettere in bilancio), resterà il piacere di aver trascorso qualche ora in un posto molto bello e nel quale farà sicuramente piacere ritornare in un momento successivo. Ovviamente non era di tipo decoubertiniano lo spirito dei nostri accompagnatori, che, anche in considerazione della richiamata instabilità atmosferica, sono scesi in campo senza lasciare nulla al caso. Con più di una canna, quindi, e con montature che si sono rivelate immediatamente convincenti nei confronti delle specie (cavedani e carpe soprattutto) che si è andati ad insidiare.<br />
Un&#8217;attrezzatura particolarmente sofisticata ed assortita, è bene ribadirlo, non è affatto necessaria se l&#8217;obiettivo è solamente quello di catturare un po&#8217; di pesci e non importa di che specie.</p>
<p>A.F.</p>
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		<title>Ami alla prova</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Nov 2008 20:36:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>lddc</dc:creator>
		
		<category><![CDATA[Pesca]]></category>

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		<description><![CDATA[Sbagliare la proporzione tra amo e piombo o utilizzare zavorre non indicate al tipo di pesca
che si affronta può essere la ragione di fallimenti apparentemente inspiegabili,
di slamature o, peggio ancora, di lacerazioni esagerate all&#8217;apparato
boccale dei pesci. Esiste però un metodo molto efficace che ci viene in aiuto.
Sulle pagine di Pescasport abbiamo già introdotto qualche tempo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sbagliare la proporzione tra amo e piombo o utilizzare zavorre non indicate al tipo di pesca<br />
che si affronta può essere la ragione di fallimenti apparentemente inspiegabili,<br />
di slamature o, peggio ancora, di lacerazioni esagerate all&#8217;apparato<br />
boccale dei pesci. Esiste però un metodo molto efficace che ci viene in aiuto.<br />
Sulle pagine di Pescasport abbiamo già introdotto qualche tempo fa i concetti che stanno alla base delle teorie su cui si fonda il carp fishing. Cercheremo ora invece di approfondire la tematica degli ami, entrando più nel dettaglio di questi acciai che possono determinare la buona riuscita o la &#8220;disfatta&#8221; di una sessione di pesca.Non esiste una vera<br />
e propria unità<br />
di misura<br />
Gli ami devono essere proporzionati, devono perciò corrispondere in grandezza al peso del piombo che farà loro da zavorra ferrante nel momento clou in cui si conficcheranno nella bocca della preda. Come prima cosa va quindi specificato cosa significa &#8220;proporzionati&#8221;, concetto facile a dirsi ma forse un po&#8217; più complicato da tradurre in pratica. La letteratura specializzata ha pubblicato schemi e tabelle dove vengono messi in relazione le grandezze degli ami con i pesi dei piombi. Purtroppo o per fortuna, però, non esiste una vera e propria unità di misura, motivo per cui &#8220;la misura 1 dell&#8217;azienda X potrebbe differire (anche non poco) dalla stessa misura della ditta Y&#8221;.<br />
A riguardo, può essere fatto un semplice quanto preciso test di proporzione, semplicemente provando ad alzare il sistema amo più piombo con il polpastrello di un dito. Se il test riesce, significa che l&#8217;amo è troppo grande rispetto al peso del piombo o che, parimenti, il piombo è troppo leggero per la dimensione dell&#8217;amo impiegato. Questo test, che di primo acchito può sembrare privo di fondamento, è davvero realistico, molto vicino quindi a ciò che succede nell&#8217;acqua durante le fasi di aspirazione e tentata fuga della preda. La riuscita o il fallimento del test permetterà dunque di aumentare il peso del piombo oppure di diminuire la grandezza dell&#8217;amo, e questo sempre facendo attenzione a quello che sarà l&#8217;effettivo utilizzo in pesca che vorremo farne. Abbiamo appena citato un altro concetto di fondamentale importanza sebbene apparentemente scontato: l&#8217;effettivo utilizzo in pesca. Troppo spesso non si usano ami o piombi proporzionati e questo è un problema che spesso fa la differenza tra il classico pescatore della domenica e chi invece ragiona attentamente sulle proprie scelte piscatorie. Sbagliare la proporzione tra amo e piombo o utilizzare zavorre non indicate al tipo di pesca che si affronta può essere la ragione di fallimenti apparentemente inspiegabili, o di slamature o, peggio ancora, lacerazioni esagerate all&#8217;apparato boccale dei pesci. Tutto ciò inoltre non può prescindere dalle canne a disposizione in quanto, soprattutto in situazioni in cui la variabile lancio è importante, spesso si deve ragionare partendo proprio dalla massima zavorra consentita dal libbraggio delle canne con cui peschiamo. È infatti grazie a questo libbraggio (o semplicemente dalla conoscenza delle canne) che sapremo quale sarà il massimo peso che potremo utilizzare e successivamente con il test del dito descritto in precedenza quale amo sarà il più adatto alle nostre esigenze&#8230; Siamo partiti parlando di ami e siamo arrivati a parlare di canne e non è assolutamente un caso! Quanto piuttosto un&#8217;analisi completa della propria attrezzatura che è determinante ai fini delle corrette scelte in fase di pesca: ciò non significa avere il top di tutto, quanto piuttosto conoscere ciò che si possiede e scegliere in funzione di esso. A questo punto è d&#8217;obbligo porsi la domanda che è ormai un tormentone per gli addetti ai lavori e che si basa sulla diatriba infinita tra ami grandi e ami piccoli.<br />
Un&#8217;analisi che prescinde dai gusti personali e che si basa su concetti oggettivi e non soggettivi è quella secondo cui gli ami piccoli sono maggiormente taglienti, si conficcano in maniera più semplice e lacerano maggiormente sotto trazione prolungata.<br />
Quelli grandi invece hanno maggiore tenuta ma sono più difficili da far conficcare (necessitano cioè di piombi più pesanti), sotto trazione prolungata tendono a lacerare di meno e a lasciare una ferita di diametro maggiore in senso assoluto ma meno &#8220;slabbrata&#8221; rispetto agli ami piccoli.</p>
<p>Scelte sempre dettate<br />
dal buon senso<br />
e dal ragionamento<br />
Da quanto detto si evince che, probabilmente, la risposta assoluta non esiste e che, come spesso accade, dovrebbe essere il buon senso a guidarci nelle nostre scelte. Combattimenti al limite e necessità di forzare consigliano di ricorrere ad ami piuttosto grandi (e a piombi pesanti in proporzione), carpe molto smaliziate e sospettose, al contrario, fanno propendere per soluzioni più contenute nelle dimensioni ma più &#8220;affilate&#8221; nell&#8217;aggancio. E come ulteriore consiglio, ci permettiamo di suggerire di affidarsi sempre ad aziende specializzate e non improvvisate, di utilizzare ami affilati chimicamente ricordandosi che là, sotto la superficie, un amo spuntato è quanto di più deleterio possiamo inserire sulle nostre linee. Non sveliamo nessun segreto dicendo che, nella pesca come nella vita, le scelte devono sempre essere dettate dal buon senso e dal ragionamento: quando ci si siede davanti ad uno specchio d&#8217;acqua le variabili da prendere in esame sono un numero indefinito e nulla mai deve essere dato per scontato. Il più grande difetto che un pescatore può avere è quello di non porsi delle domande, di non analizzare successi ed insuccessi e di non imparare dalle proprie piccole o grandi sconfitte.</p>
<p>Matteo Maranini</p>
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