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CENNI, PD: “ALLA CAMERA SI TORNI A PRATICARE IL BUON SENSO. DAI COLPI DI MANO NON È MAI NATO NIENTE DI BUONO”

Postato il 03 Febbraio 2010 da lddc

Riportiamo un ulteriore dichiarazione riguardante la recente approvazione in Senato dell’art.38 del ddl 1781 (Legge Comunitaria).

“Dai colpi di mano non può venire niente di buono, e ancora una volta si sceglie invece questa strada. Ma sulle politiche venatorie l’unica scelta razionale, utile che può portare da qualche parte è quella del confronto. In questo senso saluto positivamente le dichiarazioni odierne del Ministro delll’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, ed il suo impegno per porre rimedio alla Camera, e mi auguro quindi, che, come avvenuto lo scorso maggio, alla Camera dei Deputati, si ritrovi l’intesa per riportare nei luoghi e nei modi deputati a risolverli i problemi del mondo agricolo e venatorio”. Questo il commento di Susanna Cenni, deputata del Pd, che interviene sulla “questione caccia” e sull’articolo 38 della legge Comunitaria.

“Quello che serve ora - prosegue Cenni - è abbandonare la fase delle ‘furberie’ e dei ‘colpi di mano’ che abbiamo visto al Senato, per tornare a collaborare ed a ragionare. Ribadisco inoltre che questa strada non semplificherà un bel niente rispetto ai calendari, ma semmai fornirà materia per nuovi ricorsi e nuove sentenze consegnando a queste ultime la decisione effettiva sui calendari venatori. Occorrerà, invece, riaprire il tavolo di confronto con  le Regioni, i rappresentanti del mondo agricolo, venatorio e ambientalista. La storia di queste settimane è ancora più paradossale se la confrontiamo con quanto sta avvenendo in Toscana, - conclude la deputata senese - dove, nei giorni scorsi, il consiglio regionale ha varato un testo in materia ampiamente condiviso. Quanto avvenuto al Senato ha purtroppo soltanto un mero sapore elettoralistico in prossimità delle Regionali. Proviamo a metterci un po’ di serietà”.

Susanna Cenni - componente della XIII COMMISSIONE (AGRICOLTURA)

Funte: susannacenni.it


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6 Commenti Per Questo Post

  1. g.carlo ha scritto:

    Cara Susanna Cenni,non avevi promesso di farci sparare agli storni in Toscana mettendoli fra le specie cacciabili, poi avete fatto una nuova legge in toscana insieme a Martini solo per prendere voti, in Toscana con la nuova legge favorite i bracconieri che possono vendere la selvaggina e sparare senza che nessuno le controlli, il mio voto come da altri cacciatori in toscana non lo prendete siete ormai in via di estinzione siete presenti solo la Toscana e non credete di vincere facilmente.. L’articolo 38 alla camera passera grazie alla Lega Nord e il PDL.

  2. Mario Monetti ha scritto:

    PER TUTTI,
    ANDATE TUTTI SUL SITO DE: LA STAMPA, C’E’ UN SONDAGGIO CHE CI RIGUARDA. VOTATE E FATE VOTARE SI. FORZA RAGAZZI, SIAMO SOTTO.
    http://www.lastampa.it/sondaggi/cmsVota.asp?IDsondaggi=1421.
    UN SALUTO CIAOOOO

  3. menefrego ha scritto:

    Monetti,

    TUTTI A ROMA anche se Federcaccia non aderisce alla manifestazione,altro che sondaggio!

    Occhio a Vendola che a rovinato la caccia in Puglia ,mandatelo a casa.

  4. Mario Monetti ha scritto:

    HEI MENEFREGO, MA CIAOO. Tutto bene?
    Scusami se mi permetto di dissentire da te ma anche i sondaggi hanno la loro importanza soprattutto se consideriamo che i numeri di quelli posti in essere attualmente non ci danno proprio per sconfitti. E penso quindi che a maggior ragione vadano sostenuti. In quanto a Vendola tranquillo, tutta la mia Federazione qui si stà mobilitando per cercare di mandarlo a casa.
    Teniamoci in contatto. A presto. CIAOO

  5. vasco ha scritto:

    Le solite ipocrisie dei “ROSSI” fanno come i pidocchi prima mangiano e poi svergognano.Trarrete le somme delle Vs. prese di posizione dalle urne.

  6. Claudio De Paoli ha scritto:

    Votate e fate votare i sondaggi (1) Virgilio sondaggio lipu
    (2)il cacciatore.com a favore della manifestazione a ROMA

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.