COLDIRETTI SIENA: UN CALENDARIO VENATORIO CHE PENSA AGLI AGRICOLTORI
Postato il 28 Luglio 2010 da lddc
“La Regione Toscana e la Provincia di Siena hanno riscontrato l’eccezionalità di incidenti automobilistici e danni all’agricoltura. Con il metodo della concertazione con associazioni agricole, ambientaliste e venatori, e grazie agli incontri voluti dall’assessore provinciale all’Agricoltura Anna Maria Betti, abbiamo affrontato questi problemi ottenendo risultati molto importanti per tutelare terreni e colture, nel rispetto dell’equilibrio faunistico”. Così Giampiero Marotta, direttore di Coldiretti Siena, commenta il via ai calendari venatori e l’anticipazione consentita dalla nuova legge regionale che si fa carico del problema dell’equilibrio faunistico, del controllo della densità degli animali e della tutela di terreni e colture agricole. Gli abbattimenti di caprioli, segnala Coldiretti sul sito www.sienafree.it, in dieci anni sono triplicati, a dimostrazione dell’eccessiva presenza sul territorio. Lo scorso anno i caprioli abbattuti hanno raggiunto quota 6.300, mentre sono stati 15.407 i cinghiali messi a terra, un numero inferiore di tremila unità rispetto all’anno precedente, segno che le politiche intraprese dalla Provincia di Siena per il contenimento della specie hanno portato a buoni risultati. “Adesso occorre tenere presente - ha però precisato Marotta - che l’importo dei danni all’agricoltura è diminuito perché è crollato il prezzo della materia prima e non perché siamo usciti dall’emergenza”.
E infatti risuona ancora l’allarme sostenibilità: gli ungulati presenti nel senese sono troppi rispetto al numero consentito. In particolare i caprioli stanno provocando ingenti danni a oliveti e vigneti. I caprioli distruggono la pianta provocando un danno pluriennale all’agricoltore: per il ripristino di una vite o di un olivo, infatti, occorrono ben 7 anni, un tempo che penalizza fortemente le produzioni simbolo dell’agricoltura senese. Nel periodo estivo, informa inoltre Coldiretti, si fa più forte il rischio di attacchi di lupi ai pascoli ovini.
Per questo e altri motivi occorre seguire una linea di riequilibrio faunistico e l’adozione di regole serie sulla caccia, come quelle, osserva Coldiretti, recentemente varate.
A.B.
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