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COMUNITARIA E ART. 42: AUDIO-INTERVISTA AL SENATORE FRANCO ORSI

Postato il 17 Maggio 2010 da lddc

In questa audio-intervista abbiamo chiesto il parere del senatore Franco Orsi in merito alla recente approvazione da parte del Senato della Legge Comunitaria 2009, con particolare riferimento al tanto dibattuto art. 42 (ex 43).

“L’articolo 42 in realtà contiene molte più cose rispetto a quelle che sono state all’attenzione dell’opinione pubblica - assicura Orsi - Vi è questa apertura di 10 giorni sulla proroga alla caccia migratoria che anch’io giudico insoddisfacente, perché il precedente testo licenziato dal Senato era più coerente rispetto alla direttiva, ma faccio presente in ogni caso che sono 20 anni che non passa una norma che apra delle opportunità alla caccia migratoria, invece che continuare a chiuderle, quindi ha comunque un significato politico”.

L’altra parte dell’art.42, secondo il senatore, è comunque di grande interesse, “sia perché ci mette in regola con l’unione Europea rispetto alla sede di infrazioni senza avere effetti negativi sulla programmazione della caccia - specifica Orsi - e anche, soprattutto, perché finalmente vi è una disciplina prevista con Decreto del Presidente della Repubblica realizzato in accordo con le Regioni, che in questo caso hanno loro parere vincolante sulla caccia in deroga, art 9 lettera A. Cioè lo storno, cormorano, le tortore dal collare: un quadro normativo di riferimento che consentirà alle Regioni di poter operare la caccia in deroga in un clima di maggiore tranquillità rispetto a quello che abbiamo conosciuto in questi anni”.

”Quindi nell’art.42, tra luci e ombre - conclude Orsi - io mi sento di vedere più luci che ombre, quindi più risultati positivi rispetto a quelli che certamente sarebbe stato lecito attendersi e che purtroppo non sono arrivati”.

ascolta audioaudio-intervista a Franco Orsi

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2 Commenti Per Questo Post

  1. Zar ha scritto:

    Speriamo che queste luci valgano anche per la caccia al Sud…Finchè non escono i calendari ho i miei dubbi

  2. Giulio Usai ha scritto:

    Caro Senatore Orsi,
    premetto di essere uno di quelli che non nega il Suo impegno su questa “scomoda” materia della caccia ed anzi personalmente Le riconosco preparazione, capacità e caparbietà, che mi piacerebbe vedere anche nelle nostre rappresentanze sindacali.
    Capisco quali difficoltà sia chiamato a superare a livello non solo politico ma anche per gli interventi delle varie AA.VV., che complicano la quadratura del cerchio su una proposta che possa “accontentare” tutti, o se si vuole che venga incontro alle varie esigenze rappresentate ai vari livelli.
    Tuttavia resto del parere che oggi l’impegno debba centuplicarsi da parte di tutti coloro che dicono di avere a cuore la caccia, perchè c’è un obbiettivo più importante di quanto non sia stato l’articolo 42 da portare avanti e cioè la modifica della Legge 157/92.
    Occorre il Suo impegno a livello Parlamentare, ma occorre ancora di più l’IMPEGNO UNITARIO DI TUTTE LE AA.VV. nel sostenerLa in questo cammino difficile e pieno di insidie.
    Questo credo che vada preteso: un atto di responsabilità da parte di tutte le AA.VV. o almeno della maggior parte di esse, per sostenere una proposta condivisa evitando le paradossali contraddizioni che provengono in primo luogo dal mondo venatorio.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.