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CONVENZIONE DI STRASBURGO: NO AL TAGLIO DELLA CODA SALVO ALCUNI CASI

Postato il 30 Novembre 2009 da DdC

Il 25 novembre l’Aula della Camera ha approvato quasi all’unanimità, 466 sì, un no e 6 astenuti, l’ A.C. 2836-A riguardante la Ratifica ed esecuzione della Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia’, fatta a Strasburgo il 13 novembre 1987.

Il provvedimento contiene il divieto di mutilazioni quali il taglio della coda e delle orecchie, salvo in alcuni limitati casi, utili al benessere del singolo animale, che saranno individuati da un regolamento del Ministero della Salute.

In merito l’Aula ha anche accolto una serie di ordini del giorno sottoscritti dall’On. Luciano Rossi, capo dell’Intergruppo parlamentare ‘Amici del tiro della caccia e della pesca’, e dai deputati dell’Intergruppo On. Stefani, Nola, Cimadoro, De Angelis e Follegot, che impegnano il Governo, in sede di stesura dei regolamenti attuativi del Ministero della Salute, a consultare l’ENCI (Ente Nazionale Cinofilia Italiana).

“Sono soddisfatto di come si è concluso il provvedimento - ha dichiarato l’On. Rossi - fortunatamente siamo riusciti ad evitare gli estremismi e la deriva animalista, per consentire la caudectomia finalizzata alla salvaguardia della salute e del benessere degli animali”.

La ratifica della Convenzione introduce il reato penale per atti di violenza sugli animali da compagnia, punibile con il carcere da 3 a 18 mesi in caso di uccisione e con multe da 3 a 18 mila euro per maltrattamenti. Tra questi rientrano anche gli interventi di taglio o amputazione della coda o delle orecchie, la recisione delle corde vocali, l’asportazione delle unghie o dei denti o ad altri interventi chirurgici finalizzati a scopi non terapeutici non previsti dal regolamento ministeriale. Gli interventi non terapeutici potranno essere eseguiti da un veterinario e solo per impedire la riproduzione dell’animale, per ragione di medicina veterinaria o comunque nell’interesse dello stesso.

Introdotto anche il reato di traffico illecito di animali da compagnia. Chiunque introduce in Italia animali da compagnia privi di certificazioni sanitarie e di sistemi di identificazione a scopo di profitto potrà essere recluso da 3 a 12 mesi e condannato a una multa da 3 a 15mila euro, così come chi li trasporta, cede o riceve. La pena aumenta se gli animali hanno un’età inferiore a 12 settimane o provengono da zone sottoposte a misure restrittive di polizia veterinaria.

A.B.

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7 Commenti Per Questo Post

  1. angelo palmarin ha scritto:

    buona sera

    con rispetto di tutti e delle leggi e per etiche di caccia ormai presenti da una vita non mi sembra giusto che un allevatore o un appassionato di cinofilia sui cani da caccia non possa rimuovere un pezzo di coda al proprio cucciolo o cuccioli . ma non avete mai visto un breton uno springer un bracco uno spinone un drathar con la coda ? be lascio voi immaginare ? un saluto

  2. michele natale ha scritto:

    non ci si rende conto del danno che si sta facendo agli allevatori di quelle razze, nonchè alle razze stesse i cui standard prevedevano il taglio della coda e delle orecchie. Ve lo immaginate un doberman con la coda e le orecchie integre? Questa è una razza che è destinata a scomparire. Gli animalisti dovrebbero mirare le proprie azioni verso altri tipi di interventi, non è così che si tutelano gli animali. E spesso chi fa le leggi è gente troppo ignorante…

  3. Mario Michele Polito ha scritto:

    Sono un appassionato cacciatore e da sempre ( da circa 35 anni ) vado a caccia solo ed esclusivamente con il bracco italiano e dal momento che è andato in vigore la legge del divieto del taglio della coda sono costretto ” a mala voglia ” a cambiare razza, mi chiedo che fine faranno i bracchi, spinoni,griffoni ecc.

  4. Ezio ha scritto:

    Caro Mario, che fine vuoi che faranno??
    Si estingueranno…o si ridurranno al lumicino…
    Sai che fine hanno fatto i levrieri da quando in certi stati non esistono più i cinodromi??
    Questo è il “bene” agli animali che fa la “filosofia” animalista.

  5. Massy ha scritto:

    La razza Springer Spaniel con la coda lunga,perde tutto il suo fascino della cerca, spero che questa legge venga modificata!

  6. caravello m ha scritto:

    cari amici cacciatori e appassionati principalmente delle magnifiche razze canine che per lo standard e la sua bellezza richiede il taglio dela coda purtroppo siamo nelle mani di incompetenti che al loro dire sono anmalisti ambientalisti ecc.ecc.non hanno ancora capito che stanno distruggendo la nostra passione e anche leconomia di tutti coloro che anno degli allevamenti perche io che sono un grande appassionato di breton saro’costretto a cambiare razza se dovro’tenere un breton con la coda in quanto modifichera tutta la storia la bellezza e lo standard.

  7. giovanni ha scritto:

    Allora vuol dire che da 100 anni e passa gli allevatori selezionatori di razze canine stanno maltrattando i propri beniamini? La campagna anti caccia, comincia a delineare le prossime strategie politiche….la privatizzazione del demanio dello stato e l’allontanamento di occhi indiscreti da determinate zone, molto probabilmente negli interessi dei soliti furboni…non illudiamoci …dietro l’amore animalista c’è sempre il portafoglio

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.