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CSAA: “LEGGE SUL BENESSERE ANIMALE, PREVALGA IL BUON SENSO”

Postato il 05 Novembre 2009 da DdC

Come riceviamo pubblichiamo:

“Il benessere animale ha bisogno di normative certe ma anche di buon senso”: con queste parole Marco Ciarafoni, presidente del Csaa (Centro sportivo e delle attività per l’ambiente), l’associazione nazionale che pone da sempre al centro della propria ‘mission’ il rapporto uomo - cane, commenta le linee guida del disegno di legge di ratifica della Convenzione di Strasburgo sul benessere animale, recentemente approvato dal Consiglio di Ministri e sul quale è già in corso l’iter parlamentare.

“Condividiamo buona parte dei contenuti del provvedimento in esame - continua Marco Ciarafoni - ma segnaliamo la presenza di alcune norme che rischiano di compromettere la salute stessa degli animali. Mi riferisco in particolar modo al divieto assoluto di tagliare la coda ai cani. Esistono alcune razze infatti, che per l’attività che svolgono necessitano della recisione parziale della coda per evitare all’animale gravi patologie, sofferenze o dolorose mutilazioni forzate in età adulta, dovute proprio alle particolari caratteristiche psicologiche e comportamentali di quelle razze di cani. L’amputazione, che oggi avviene a cura di un medico veterinario nella prima settimana di vita, quando la percezione sensoriale del dolore è praticamente nulla, non è dunque un atto crudele e tantomeno conseguenza di una scelta estetica ma una necessità per tutelare il benessere del cane stesso e salvaguardare un patrimonio zootecnico, frutto dell’impegno responsabile e coscienzioso di centinaia e centinaia di allevatori italiani la cui opera è apprezzata in tutto il mondo”.

“Ci auguriamo - conclude il presidente nazionale del Csaa - che le Commissioni Giustizia ed Affari Esteri della Camera che stanno esaminando il provvedimento, prendano il tempo necessario per approfondire il tema evitando fughe in avanti di stampa ideologico e che il governo integri il disegno di legge con emendamenti concertati con gli enti e le associazioni del settore che, pure per delega dello Stato, si occupano della tenuta dei Libri genealogici delle razze canine. Il Csaa, naturalmente, è disponibile ad offrire la massima collaborazione per giungere alla definizione di un testo equilibrato e rispettoso delle norme europee. In tutta questa vicenda è però inquietante il silenzio del Ministro delle Politiche Agricole che finora si è occupato della cinofilia italiana solo per aver voluto imporre decisioni discutibili e di parte”.

CSAA

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5 Commenti Per Questo Post

  1. MARCO ha scritto:

    X Ciarafoni

    Adesso capisco perchè il ministro Zaia l’ha sostituito….

  2. Giulio Usai ha scritto:

    Premesso che sul tema del benessere animale sono sempre facili le strumentalizzazioni e che comunque l’esigenza di prevedere norme a tutela del benessere degli animali è stata determinata dai molti abusi perpetrati ai loro danni da gente senza scrupoli e priva di qualsiasi senso morale, è comunque innegabile che si finisca per generalizzare e per colpire indiscriminatamente anche attività che nulla a che vedere con la volontà di arrecare gratuitamente e per convenienza economica dolore o sofferenze agli animali. E non ci sono solo i cani, ma chi ne mastica un poco di normativa sul benessere degli animali sa che ci sono una serie di disposizioni sempre più severe anche per la tutela degli animali da reddito negli allevamenti (e cioè polli, galline ovaiole, bovini, suini).
    Però mi sfugge nel caso del taglio della coda ai cani quali siano le attività per cui questa operazione sarebbe da considerare necessaria…! Francamente ho dei dubbi su tale pratica, ma se qualcuno può essere più chiaro credo sarebbe il caso di fare esempi concreti.

  3. giacomo ha scritto:

    per Giulio Usai
    l’accorciatura della coda nei cani da caccia continentali da ferma è una pratica ultracentenaria non effettuata per scopi estetici , ma funzionali.
    -i cani da caccia continentali stante il dimenio della coda durante l’azione di caccia che avviene nei boschi e nelle macchie sono soggetti a continue ulcerazioni ed il taglio da adulti causa inutili sofferenze ( basti pensare ai postumi post operatori per un cane che si siede) , nonchè un trauma psichico
    - l’accorciatura avviene entro gli otto giorni di vita quando non è sviluppata la sensazione del dolore
    - si rischia l’estinzione di un patrimonio quale quello della razza Spinone Italiano e Bracco italiano che è stato preservato dai nostri avi e che deve essere tutelato dallo Stato Italiano.

  4. corneil ha scritto:

    …non sono un intenditore….però alcune razze canine hanno una attaccatura di coda molto bassa per cui quando scodinzolano per trasmettere le proprie emozioni specialmente in cani adulti il rischio di battere la coda e di romperla è molto elevato…. specialmente in razze che non si può considerare come la coda integra sarà portata in quanto da decenni viene tagliata… mo visto l’amputazione di un cane all’età di 5 anni proprio per la sua rottura e vi garantisco che è stata una lunga sofferenza per il cane e per il padrone…… per cui non mi sento di dire no al taglio della coda…. sono invece favorevole allo stop del taglio degli orecchi…quella è vera sofferenza!!!!!

  5. annalisa ha scritto:

    se i cani hanno una coda è per uno scopo ben preciso non può essere d intralcio…qualcuno ha mai sentito parlare della teoria sull evoluzione???? se non serviva ho provocava problemi si sarebbe auto eliminata….

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.