DALL’ARTICOLO DI PETRINI PUBBLICATO SU LA REPUBBLICA UN INTERESSANTE PUNTO DI VISTA SULLA CACCIA
Postato il 05 Febbraio 2010 da lddc
Stessi titoli a caratteri cubitali, identici ogni volta, che l’argomento sia complesso o semplice, che si parli di 157/92 o di modifica alla Comunitaria: caccia no limits, deregulation, via libera alle doppiette, vince la lobby dei cacciatori, specie protette a rischio. Tanti i luoghi comuni dei quali abbiamo letto in questi giorni, quelli che vengono utilizzati dagli anticaccia ogni qual volta si intravede anche solo la possibilità di un cambiamento nelle regole che disciplinano l’attività venatoria. È anche per questo che l’articolo “Caccia, Quel gesto antico che abbiamo stravolto” di Carlo Petrini, pubblicato ieri su La Repubblica, ci è piaciuto così tanto, perché in questo caso abbiamo sentito una voce fuori dal coro, sensibile, oggettiva, equilibrata e colta. “È delicato affrontare il tema della caccia. Tanto più se non la si è mai praticata e al contempo non si disdegna affatto il cibo che può fruttare. Maggiormente se si è dotati di sensibilità ecologica nonostante ci si sia imbevuti della retorica di Hemingway” scrive Petrini, che poi afferma “Provo a immedesimarmi alternativamente nel cacciatore e nel fervido oppositore e non riesco a sposare completamente le ragioni di nessuno dei due. Perché qui ragioniamo di equilibrio, ricerchiamo buon senso, e non si può far altro che affidarsi a quello“. Ma qual è il buon senso secondo Petrini? Intanto il giornalista pone l’accento su una delle questioni più spinose, che riguarda non solo il mondo venatorio, ma tutta la società: una nuova legge sulla caccia dovrebbe essere basata su criteri scienti, ma nel nostro paese l’istituto che dovrebbe dare pareri basati sulla scienza, l’Ispra, sembra non avere i finanziamenti adeguati. “Oggi l’ambientalismo non si fa ne con le leggi pre-elettorali ne con gli slogan. Si fa con la ricerca, finanziandola. Perché ci vorrebbe una caccia esperta, che sappia su quali risorse incide e su quali non deve incidere; una caccia attenta alle specie migratorie ma anche una caccia regolamentata, per contrastare la proliferazione di specie oggi invasive e deleterie per l’attività agricola (e su questo anche i cacciatori hanno le loro responsabilità, non è sempre casuale quel che avviene in natura!). Sarebbe una caccia che rientra nei compiti di una moderna gestione del territorio, anche se è pur vero che sono trascorsi millenni da quando abbiamo iniziato a coltivare, a stabilirci in luoghi precisi, smettendo di fare unicamente i cacciatori-raccoglitori”, afferma Petrini, che poi passa alla seconda questione: “Chi si mette a caccia per sport ricerca forse il primordiale contatto con la Natura che avevano i nostri avi preistorici? Invece chi non vuol neanche sentire parlare di fucili e richiami, lo rigetta molto razionalmente? Certo è che l’umanità ha cosi tanto stravolto il suo rapporto con Madre Natura - quello che a molti piace ancora pensare come un dominio - che parlare di caccia nel 2010 può davvero sembrare anacronistico“.
Per chi vive nella società del benessere, infatti, la caccia non rappresenta più, come in origine, un mezzo di sostentamento eppure il rapporto tra caccia e cibo non si è perso neppure oggi, e Petrini cita un interessante aneddoto d’Oltreoceano, “il mio amico italo-americano Angelo Garro, che nella baia di San Francisco è diventato un mito dopo che lo scrittore Michael Pollan l’ha reclutato per le battute di caccia raccontate nel libro II Dilemma dell’Onnivoro, sostiene che «Conta solo mangiare, non lo “sport”. Non sono qui per vincere trofei“.. Fin qui la poesia delle forti emozioni dell’uomo-cacciatore ed il suo rapporto con i selvatici e più in generale con la natura, ma il giornalista non crede che “sia lo stesso tipo di esperienza se si va a caccia di animali poco meno che d’allevamento, appena liberati in qualche riserva venatoria ai margini della città dopo essere stati imbottiti per mesi di mangimi come polli da batteria. Una legge insensata rischia di fare danno all’ambiente e anche al significato stesso della caccia oggi. Non verremo mai fuori dal dibattito in merito a questo significato aggiornato e alla sua opportunità : un’ attitudine innata che abbiamo perso o che resta sopita dentro di noi; che può non aver più senso dopo che abbiamo devastato buona parte del Pianeta o ritrovarlo proprio in virtù di questo nostro “allontanamento” dal mondo naturale. In ogni caso credo che riavvicinarsi alla natura nel 2010 debba avere soprattutto un altro significato, molto più profondo e forse meno “fisico”, e che si possa percorrere con eguale soddisfazione attraverso le strade del rispetto, della cura, della tutela, della comprensione di un sistema affascinante, tanto complesso quanto in pericolo“.
Valeria Bellagamba
Tags | Caccia, Carlo Petrini














6 Febbraio 2010 alle 09:15
L’ultimo passaggio dice:
“In ogni caso credo che riavvicinarsi alla natura nel 2010 debba avere soprattutto un altro significato, molto più profondo e forse meno “fisico”, e che si possa percorrere con eguale soddisfazione attraverso le strade del rispetto, della cura, della tutela, della comprensione di un sistema affascinante, tanto complesso quanto in pericolo“.
Fantastico! E’ però sul quel “riavvicinarsi alla natura” che la cultura rurale non s’intende con quella urbana…è tuttavia fuori luogo che ciò che sta alla base di questo riavvicinamento ci sia la partecipazione alla natura…caccia, è sicuramente partecipazione in tutte le sue forme!
6 Febbraio 2010 alle 16:33
Concordo con Zaratin infatti chi vive in senso “rurale” la realta’ quotidiana ha molto ma molto meno preclusioni verso l’attivita’ venatoria degli “urbanizzati” . Comunque apprezzo molto l’equilibrio e l’onesta’ dell’articolo di Petrini.
6 Febbraio 2010 alle 19:38
Abito in un piccolo paese della Maremma, a circa 80 chilometri dal capoluogo. Qui la caccia è vista come un’attività normale. Solo gli “importati” dai centri urbani più grandi, non sanno nemmeno di che cosa si tratta e sono contrari a prescindere. Molti di loro tuttavia dopo qualche anno, comprendendo il rapporto che il cacciatore locale ha con il territorio capisce che noi amiamo veramente la natura ma non la imbalsamiamo, la viviamo. Molti “cittadini” contrari alla caccia, conoscono solo il cacciatore urbanizzato, anche lui spesso solo fruitore e non coinvolto nella gestione quotidiana del territorio. Molti di questi colleghi con il loro comportamento non ci fanno una buona pubblicità
7 Febbraio 2010 alle 17:42
Massimo tocca a te!!
Contattalo e forse anche Slow Food potrà aderire al Coordinamento per la difesa della cultura rurale.
L’ultima, vera ed unica nostra ancora di salvezza.
Ciao.
Ezio.
8 Febbraio 2010 alle 09:38
Ciao Ezio…ma è proprio Carlin? Quello di Slow Food?
8 Febbraio 2010 alle 15:10
Penso di si eh!! Poi credo tu non abbia problemi a saperlo per certo…
E’ comunque un articolo anticaccia…soft-anticaccia ma la sostanza è quella….
Però …chissà…
9 Febbraio 2010 alle 16:14
copio e incollo dal sito bighunter.it
Giovedì 11 febbraio 2010 la trasmissione Porta a Porta parlerà di caccia e in particolare delle ultime polemiche alzate dalle strumentali posizioni anticaccia sull’articolo 38 della Comunitaria, che altro non è, che l’adeguamento alle disposizioni previste dalle direttive europee. La legge approda da giovedì alla Camera, dove a breve si procederà alla votazione del testo emendato.
Tra gli ospiti del salotto di Bruno Vespa ci sarà anche il Senatore Orsi, relatore del ddl sulle Modifiche alla legge quadro sulla caccia (157/92). Vi aggiorneremo nelle prossime ore sugli altri ospiti.
Sabato 13 febbraio 2010 la trasmissione Ambiente Italia in onda alle 14:50 su Rai Tre, ospiterà il Senatore Valerio Carrara, responsabile Nazionale del Dipartimento Caccia del Pdl, al quale verrà finalmente data occasione di spiegare in tv i contenuti dell’articolo 38 approvato nel testo della Comunitaria.
La stessa trasmissione, condotta da Beppe Rovera, lo scorso 30 gennaio aveva infatti portato la sola versione della parte ambientalista – animalista, intervistando poi sul tema il presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi, il quale ha indicato in questo provvedimento un pericolo per la conservazione dell’avifauna migratoria. Ne è uscita di fatto una visione catastrofica, lontanissima dalla verità e basata su un unico concetto fuorviante: caccia selvaggia tutto l’anno.
La trasmissione questa volta sarà trasmessa in diretta dal parco dei colli di Bergamo, un esempio di parco urbano dove la caccia convive pacificamente con tutte le altre realtà locali: agricoltura, tutela della biodiversità e attività del tempo libero (c’è per esempio una pista ciclabile molto frequentata). Gli storici roccoli si integrano qui con l’armonia del paesaggio e rappresentano questa felice convivenza, come avranno modo di testimoniare i cacciatori bergamaschi, che saranno presenti alla trasmissione, ed i filmati della rai.
Anche se durante la scorsa trasmissione nessuno è potuto intervenire a tutela delle ragioni dei cacciatori, in questo caso il contradditorio sarà assicurato dalla presenza della presidente del Wwf Lombardia Paola Brambilla, che difenderà le ragioni ambientaliste in un dibattito con il senatore Carrara che si preannuncia sicuramente interessante.8O
Commento che ho aggiunto io:
Non vorrei che questo fermento ci sia soltanto perchè a breve ci saranno le elezioni regionali e poi dopo incomincerà di nuovo il silenzio mentre gli anticaccia ci massacreranno.Comunque funo a quando non passerà la completa modifica della 157\92 e coma la proposta l’On.Berlato io e la mia famiglia voteremo compatti per il partito caccia ambiente.
11 Febbraio 2010 alle 10:04
Riconvocato coordimento difesa cultura rurale
RICONVOCATO IL COORDIMANENTO PER LA DIFESA E LA PROMOZIONE DELLA CULTURA RURALE
Si terrà a Thiene (VI) il 12 febbraio p.v. la terza riunione del Coordinamento per la difesa e la promozione della Cultura rurale.
Così come stabilito dai partecipanti al Coordinamento del 29 gennaio u.s., nella riunione del 12 febbraio verrà elaborato un Piano di comunicazione che consentirà ai portatori della cultura rurale di controbattere alle falsità ed alle strumentalizzazioni che spesso vengono utilizzate dal mondo animal-ambientalista per denigrare le attività legate alla cultura rurale ed attaccare ferocemente, spesso in modo illecito, coloro che le praticano.
Verrà anche perfezionato il documento unitario, già predisposto in bozza nel corso dell’ultima riunione, che sarà sottoposto all’attenzione di tutte le Istituzioni e di tutte le forze politiche.
Non meno importante la creazione di uno studio legale associato che consentirà la tutela dell’immagine delle realtà aderenti al Coordinamento e la difesa dei diritti dei loro associati.
Come da intese tra tutti i partecipanti alla riunione di Coordinamento del 29 gennaio u.s., verranno raccolti tutti i dati relativi alla rappresentatività delle realtà che fanno parte del Coordinamento in modo da far capire alle Istituzioni ed a tutte le forze politiche cosa rappresentiamo in ordine al numero degli associati, all’indotto economico che gravita attorno alle nostre attività, al livello occupazionale che le stesse comportano, alla funzione sociale che queste attività garantiscono a beneficio dell’intera collettività.
Spetterà alle forze politiche ed alle rappresentanze istituzionali comparare questi dati con quelli dei nostri detrattori, traendone le conseguenti conclusioni.
Maria Cristina Caretta
Presidente nazionale CONFAVI
Ecco la lettera di invito gia’ spedita a tutte le realta’ in indirizzo:
Thiene, lì 09 febbraio 2010
A :
tutte le Associazioni venatorie nazionali riconosciute
tutte le Organizzazioni professionali agricole nazionali
tutte le Associazioni dei Pescatori Sportivi e Professionali
Federfauna
Confederazione Europea delle Associazioni di Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali
Federazione Ornicoltori Italiana
Associazione Italiana Imprese Settore Animali Domestici
Confesercenti
Federazione Italiana Manifestazioni Ornitologico Venatorie
TARTA Club Italia
Comitato Nazionale Caccia e Natura
ASSOARMIERI
Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni
Associazione Italiana Allevatori
Gruppo Editoriale Olimpia
Alle Associazioni ambientaliste:
FareAmbiente
Ambiente e/è Vita
Associazione Italiana Wilderness
Ekoclub
Oggetto: Invito a riunione di Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale.
Le Associazioni in indirizzo sono invitate all’incontro del Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale che si terrà a Thiene (VI) in via Francesco Foscari, 8 nella giornata del 12 febbraio 2010 a partire dalle ore 14,00.
Ordine del giorno:
1) Definizione Piano di comunicazione per garantire all’opinione pubblica ed ai rappresentanti istituzionali una corretta informazione;
2) Predisposizione documento unitario da presentare alle Istituzioni ed a tutte le forze politiche;
3) Costituzione dell’ufficio legale a tutela dell’immagine delle realta’ aderenti al Coordinamento e dei diritti dei loro associati;
4) Raccolta dati relativi alla rappresentatività delle realta’ che fanno parte del Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale (numero associati, indotto economico, livello occupazionale, funzione sociale, ecc…);
5) Varie ed eventuali.
Per qualsiasi ulteriore informazione necessitasse, Vi invitiamo a contattare la nostra Segreteria ai seguenti recapiti:
e-mail: info@confavi.it
telefono: 0445 371186
Fax:: 0445 376168
Cordiali saluti
Maria Cristina Caretta
Presidente nazionale CONFAVI
12 Febbraio 2010 alle 01:44
PORTA A PORTA
BIGHUNTER CONTINUA A VENDERE VESTITI E PIANTALA Lì CON LE NOTIZIE FALSE!!12 Febbraio 2010 alle 14:36
La puntata è stata registrata regolarmente ieri giovedì 11 febbraio solo che andrà in onda lunedì 15 febbraio sempre alla stessa ora 23.35.