Nella categoria | Caccia

DALL’OLIO E ORSI A RADIO 24: ECCO L’AUDIO DEGLI INTERVENTI

Postato il 24 Luglio 2009 da DdC

Non sono assolutamente pentito“: con questa secca frase il presidente nazionale della Federcaccia, Gian Luca Dall’Olio, ha commentato ai microfoni di radio 24, (proponiamo di seguito l’audio della trasmissione) le dichiarazioni a lui attribuite da parte del “Corriere della sera”. “Ho letto le polemiche su diversi giornali. - ha aggiunto, chiarendo che - non si è trattato di una campagna nazionale, né di spot, né di affissione pubblica. Il manifesto, distribuito ai nostri associati all’interno delle nostre sedi, rappresenta in maniera inequivocabile il vissuto di circa 700.000 e passa cacciatori italiani, in quanto tutti hanno accompagnato in quell’età il proprio padre a caccia. È un invito a tutti i cacciatori a mantenere viva la tradizione di portare con sé a caccia i propri figli o nipoti“. Alla domanda del giornalista sulla non opportunità di accostare un bambino a un fucile, il presidente Dall’Olio ha precisato che: “Il bambino non è italiano perché in Italia ci vogliono 18 anni per andare a caccia, mentre in Francia ce ne vogliono 15 e in Inghilterra 14“.

Alla trasmissione radiofonica ha partecipato anche il sen. Franco Orsi che ha annunciato il ritiro della norma che permetteva l’accesso alla caccia, solo in presenza di numerose garanzie, ai sedicenni, spiegandone le motivazioni non con la pressione delle polemiche, ma perché “la riforma della caccia è troppo importante non per i cacciatori, ma per tutto il Paese. Dopo 17 anni la situazione faunistica e ambientale è completamente cambiata, con il sorgere dell’emergenza dei danni all’agricoltura, dell’esubero di molte specie e dell’esigenza di riorganizzare l’attività venatoria. Sarebbe quindi stato inopportuno che l’attenzione dell’opinione pubblica venisse totalmente sviata dalla questione dell’età“.

Il sen. Orsi ha anche confermato la prossima discussione di un emendamento, supportato da un parere favorevole dell’ex Infs, che introduce la caccia allo stambecco “così come accade in altri Paesi dell’arco alpino“.

Ascolta l’audio degli interventi di Gianluca Dall’Olio e del senatore Franco Orsi su Radio 24: clicca qui.

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1 Commenti Per Questo Post

  1. ROBERTO ha scritto:

    GRANDISSIMO PRESSIDENTISSIMO NON BISSOGNA MAI PENTIRSI DI NIETE IN MATERIA DI PASSIONE DELLA CACCIA NON SIAMO DEI DELINQUENTI
    E TUTTO QUELLO CHE FACCIAMO LO FACCIAMO ALLA LUCE DEL SOLE
    SIAMO RISPETTOSI E DOVEROSI NEI CONFRONTI DELLA NATURA.
    TUTTO QUESTO NASCE PERCHE CI METTE VOCE LE PERSONE CHE NON CONOSCONO LA MATERIA NATURA E SONO CONTRO A TUTTO E TUTTI

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.