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DANNI DA PICCIONI NEI CAMPI, ARRIVANO I CACCIATORI A DOMICILIO

Postato il 03 Aprile 2012 da lddc

Da www.coldiretti.it: I danni causati dai piccioni, specie che si è riprodotta in Italia in maniera incontrollata sia nella aree rurali che in quelle urbane, hanno indotto la Provincia di Como ad adottare un interessante sistema di controllo numerico della specie abilitando un’ottantina di cacciatori tramite uno specifico corso di formazione come coadiutori nel controllo numerico di tale volatile.

Considerati, infatti, gli ingenti danni causati all’agricoltura, l’assessorato provinciale alla Caccia ha deciso di selezionare un numero adeguato di cacciatori per abbattere i piccioni con l’uso del fucile dietro specifica richiesta dell’impresa agricola.

La decisione è stata assunta dopo che la Provincia, avendo riscontrato danni ingenti alle coltivazioni in coincidenza con la germogliazione della soia e del pisello proteico, ha constatato l’inefficacia dei normali sistemi di prevenzione consistenti nell’uso di metodi naturali (ad es. polveri repellenti, mangimi sterilizzanti, ultrasuoni da urlo ) per l’allontanamento ed il contenimento della specie nelle aree agricole.

Ma i danni provocati dal volatile interessano anche le stalle e i silos dove sono stoccate le sementi destinate al mangime per gli animali, che finiscono per diventare una fonte di alimentazione costante dei piccioni.

Oltretutto, l’emergenza è anche di carattere sanitario a causa del guano di tali volatili. Non solo è responsabile di danni da corrosione alle strutture e di un forte degrado nelle aree dove prolifica, ma i luoghi dove trovano riparo (sottotetti, gronde, volte, davanzali, cornicioni) e le zone infiltrate dalla presenza di sostanza organica (tetti, muri, supporti lignei) si popolano di agenti patogeni e parassiti derivanti dai detriti organici (gli escrementi e i resti dei volatili morti). I batteri si espandono liberamente nell’aria e giungono nei luoghi pubblici e nelle aziende, contaminando oggetti di uso quotidiano e persino il cibo.

La contaminazione fecale dell’ambiente, la polverizzazione e dispersione del guano, la presenza di nidi negli edifici, causano danni talvolta irreparabili e sono occasione di diffusione e di contagio di malattie infettive all’uomo.

Il corso di formazione, per i cacciatori abilitati al contenimento numerico, riguarda la biologia della specie, i problemi specifici e i profili di responsabilità legati agli interventi programmati contro i volatili.

Ovviamente l’intervento dei cacciatori è rigorosamente disciplinato. L’agricoltore che subisce i danni, per beneficiare dell’azione di contenimento numerico, deve rivolgersi alla Provincia che invia il cacciatore perché effettui l’abbattimento. Non si tratta, quindi, di un’attività venatoria incontrollata, ma di un intervento mirato che viene effettuato sotto la sorveglianza degli organi di vigilanza.

La misura adottata dalla Provincia di Como è un esempio concreto della tipologia di azioni che Coldiretti ha sempre sostenuto dovrebbe essere utilizzata su scala nazionale per contenere il fenomeno dei danni da fauna selvatica, in tutti i casi in cui le misure di prevenzione non si dimostrino efficaci ed occorra ricorrere ad un controllo numerico delle specie invasive.

Del resto, gli interventi sono mirati non solo a ristabilire un riequilibro della presenza di alcune specie nell’ecosistema, ma anche a contenere le spese che le Amministrazioni sostengono per il pagamento delle indennità agli agricoltori che si vendono ingiustamente danneggiati.

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