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DELLA SETA (PD): PERICOLOSI GLI EMENDAMENTI DI LEGA E PDL ALLA COMUNITARIA

Postato il 19 Marzo 2010 da lddc

Il Senatore Roberto Della Seta, capogruppo del Pd in Commissione Ambiente, ha commentato le proposte emendative presentate a Montecitorio dai parlamentari leghisti.

“Gli emendamenti alla legge comunitaria sulla caccia presentati alla Camera dalla Lega nord - ha dichiarato il senatore all’Asca - sono tutto tranne una mediazione: infatti sancirebbero la possibilità di cacciare ad agosto quando milioni di italiani sono in vacanza nelle aree aperte all’esercizio venatorio e a febbraio quando gli uccelli migratori fanno ritorno nei luoghi di nidificazione”.

Secondo Della Seta bisognerebbe “smetterla con i tentativi di confondere l’opinione pubblica”. Se la modifica alla legge sulla caccia venisse approvata nella versione attuale o nel testo suggerito dalla Lega, secondo Della Seta, il risultato sarebbe lo stesso: “deregulation dei tempi dell’attività venatoria, maggiori rischi per la sicurezza dei cittadini, minore tutela della fauna migratoria, più gravi violazioni delle normative europee”. “L’auspicio- ha concluso il senatore - è che questo dato di tutta evidenza convinca la maggioranza, nelle cui fila sono in molti a condividere le preoccupazioni del Pd, a scongiurare il ritorno ad una caccia senza regole e senza limiti”.

A.B.

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4 Commenti Per Questo Post

  1. fabrizio ha scritto:

    Della Seta?

    ha perso ogni credibilita’ politica sui mass-media con le accuse assurde contro il DDL dell’ On. Orsi.

    Bruno Vespa nemmeno lo ha invitato nella trasmissione di poche settimane or sono…..se non sono informato male…..

    se vuole davvero fare qualcosa di utile per la collettivita’, dia le dimissioni da parlamentare.

    Fabrizio

  2. Pasquale ha scritto:

    secondo me sei molto più pericoloso tu e tutti i comunisti.
    sai come si dice dalle mie parti?
    compagno tu lavori ed io magno!

  3. roy ha scritto:

    Sarà anche capogruppo di minoranza in commissione ambiente del Senato, ma io non l’avrei fatto nemmeno capo classe in terza elementere.
    Se conoscesse bene leggi e regolamenti saprebbe che per esempio l’attività venatoria viene sempre vietata nelle zone e periodi in cui il turismo e ancora presente.
    Per quanto riguarda i periodi di ritorno ai luoghi di nidificazione, il caro Senatore dovrebbe sapere che si andrebbe a cacciare solo a poche speci e non in tutti luoghi, di regole e di leggi ve ne sono già fin troppe.

  4. NANNI ha scritto:

    Della Seta sei proprio del PD. Non perdi occasione per farti distinguere. Datti da fare per cose molto più importanti.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.