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DIRETTIVA ARMI: CAMPAGNA FISAT CONTRO LE RESTRIZIONI

Postato il 24 Giugno 2010 da lddc

È in corso di redazione la bozza di Decreto Legislativo di adozione della direttiva europea nr. 2008/51/CE del 21.5.2008 che - tra le altre materie - si occupa anche di armi. La bozza del Dr. Edoardo Mori - che avrebbe semplificato la normativa aumentando tra l’altro le pene per i delitti commessi con armi – pare che sia stata accantonata a favore di altre due bozze che vorrebbero, tra le altre cose, la ricarica sottoposta a licenza del Prefetto ed i poligoni privati sottoposti a licenza del Prefetto o del Questore (a seconda della bozza) previo collaudo del Banco di Prova.

Ma entriamo nello specifico delle proposte, con le informazioni pubblicate sul sito www.armietiro.it:

- previsti l’obbligo, per chi detiene armi senza avere un Porto d’armi in corso di validità, di sottoporsi ogni sei anni a visita medica per l’accertamento dei requisiti psicofisici e l’emanazione di un decreto ministeriale per la revisione dei suddetti requisiti;

- un altro decreto dovrebbe invece regolare le modalità e i termini di custodia delle armi o parti di armi detenute. In caso di  richiesta di un nulla osta o di un Porto d’armi, il provvedimento di rilascio verrebbe comunicato a tutti i famigliari conviventi maggiorenni;

- la ricarica delle munizioni dovrebbe essere subordinata a una licenza del questore (permanente), da rilasciare “a chi abbia dimostrato la propria capacità tecnica, secondo le modalità previste dal regolamento” (ovviamente ancora da definire). Per la gestione di poligoni o campi di tiro privati si prevede espressamente l’obbligo di licenza del questore;

- modifiche previste anche per la legge 110/75 con la “istituzionalizzazione” del divieto del 9 mm parabellum: salvo che siano destinate alle forze armate o ai corpi armati dello Stato, ovvero all’esportazione, non è consentita la fabbricazione, l’introduzione nel territorio dello Stato e la vendita di armi da fuoco corte semiautomatiche o a ripetizione, che sono camerate per il munizionamento nel calibro dell’arma corta d’ordinanza.

- gli storditori elettrici saranno equiparati a sfollagente e noccoliere.

- i giocattoli riproducenti armi (ribattezzati “strumenti”) se realizzati in metallo, dovranno avere non solo la canna completamente ostruita, ma anche dimensioni inferiori del 20% rispetto all’originale.

- le Soft air saranno vendute solo ai maggiori di 14 anni, le loro parti essenziali dovranno essere costruite in materiale diverso dal metallo e l’energia non dovrà superare un joule.

- le armi bancate all’estero dovranno comunque passare dal Banco di prova italiano per “la verifica della esatta corrispondenza al prototipo o esemplare iscritto nel catalogo nazionale”;

- per quanto riguarda i calibri da caccia, si riprende integralmente la circolare del 1997 (ammessi anche calibri con bossolo più corto di 40 mm, purché di diametro superiore a 5,6 mm) ma si precisa che i calibri per arma corta, ancorché da caccia, potranno essere detenuti in soli 200 esemplari (ovviamente senza licenza).

Alla luce di questi possibili provvedimenti, Fisat ha avviato una campagna di sensibilizzazione, invitando tutti gli appassionati di tiro e armi a scrivere una lettera firmata ai propri politici di Regione e Provincia, mettendo inoltre a disposizione sul sito ufficiale www.campagnafisat.it una lettera prestampata e l’elenco dei politici nazionali e locali a cui inviarla. “Trattandosi di decreto legislativo delegato – si legge sul sito www.campagnafisat.it - il Governo procederà all’adozione senza passare dal vaglio del Parlamento, ragione per cui il 30 Luglio vedremo cosa accadrà… Non attendete. Il primo di Agosto potreste trovarvi senza possibilità di ricaricare o senza il vostro poligono privato preferito”.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.