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EBNER SULLA 157/92: “PER VARARLA FERMAMMO LE LANCETTE DELL’OROLOGIO, OGGI È NECESSARIO PUNTARE SUL LEGAME TRA CACCIATORE E TERRITORIO”

Postato il 13 Gennaio 2010 da DdC

La 157/92 di ieri e la riforma di oggi: secondo Ebner è fondamentale puntare sul legame tra cacciatore e territorio.

La Dea propone un approfondimento sulla 157/92 con la seconda parte dell’intervista a Michl Ebner (qui la prima parte), l’uomo che nel 1992 fermò le lancette dell’orologio per permettere il varo della tanto discussa legge. “La legge era allora contrastata, - racconta - la legislatura stava per finire da un momento all’altro e le elezioni erano incombenti. Allora Giacomo Rosini aveva, come relatore della proposta alla Camera, cercato di farla passare e in Commissione Agricoltura eravamo a lavorare l’ultimo giorno utile, perché la legislatura scadeva a mezzanotte. Coloro che contrastavano la legge avevano cercato di utilizzare il regolamento il più possibile, per arrivare oltre mezzanotte e per far scadere il tempo. Io - ricorda - ero allora il membro dell’ufficio di presidenza, l’unico presente nel palazzo che poteva poi interpretare anche il regolamento di fermare le lancette, perché eravamo in seduta stante in Legislativa alla Commissione Agricoltura. Così abbiamo continuato i lavori e abbiamo votato la legge“. La 157/92, secondo Ebner ha rappresentato “un grande passo in avanti per il mondo venatorio italiano, ma anche per tutta la società, perché con quella legge buona parte di quei contrasti e di quelle critiche che sono state mosse al mondo venatorio sono decadute“. E come vede il parlamentare di allora la riforma di oggi? “Si dovrebbe andare oltre la 157 per quanto riguarda il legame tra cacciatore e territorio, - spiega Ebner - sarebbe anche utile studiare dei sistemi di caccia di tipo riservistico come in Germania, in Austria e in Ungheria, per esempio, e quella combinazione di territori come è in Svizzera, per vedere per quali zone italiane si possono applicare questi sistemi. Dobbiamo però anche prendere in considerazione il fatto che abbiamo una storia diversa rispetto ad altri Pesi, ma dobbiamo cercare, come si dice in Unione Europea, di utilizzare base practice, cioè quelli che hanno un’esperienza più lunga, migliore, che ha dato dei frutti, bisogna cercare di assemblarli e speriamo che ci si riesca“. Secondo Ebner il legame tra il cacciatore ed il territorio è fondamentale, perché in tutta Europa dove esso è presente “si vede che il sistema venatorio non viene contestato, dove questo legame e questa responsabilità non ci sono i problemi sono invece immediati“.

Valeria Bellagamba

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19 Commenti Per Questo Post

  1. Giulio Usai ha scritto:

    Credo che il concetto del legame tra cacciatore e territorio – di cui con la 157 si è cercato di introdurre un primo approccio legislativo – appartiene a un consolidato sistema di gestione della caccia in quasi tutti i più importanti Paesi europei, dove oltretutto ha dato frutti positivi non trascurabili, sia sotto il profilo della compatibilità dell’attività ventaoria con le esigenze locali, sia ai fini di un migliore rapporto tra cacciatori e altre parti sociali non sempre favorevoli a questa attività.
    D’altro canto, non va dimenticato che questa filosofia viene spesso contestata nel nostro Paese dove – prima dell’avvento della 157 – siamo stati sempre abituati a svolgere l’attività ventaoria ognuno dove riteneva più conveniente e senza limiti di spazio, mentre ora anche in pendenza di una normativa che in parte ha cercato di aprire la strada verso questa nuova visione gestionale della caccia, tra i cacciatori continua ad essere vista con sospetto e come un ostacolo e una limitazione eccessiva. Una visione che viene favorita purtroppo anche dalla pessima applicazione che la 157 ha avuto in molte realtà locali, che genera spesso confusione e difficoltà.
    Ciò non toglie – a mio parare – che il sistema che prevede un maggiore legame tra cacciatore e territorio sia la via maestra da perseguire se vogliamo dare un futuro alla nostra attività e le motivazioni sono molteplici e inderogabili:
    - Sono profondamente cambiati negli ultimi 20/30 anni – ed è inutile da parte di alcuni continuare a negarlo – i rapporti tra una serie di aspetti determinanti all’interno dei quali si articola l’attività venatoria: ambiente/habitat, territorio disponibile, agricoltura, consistenza faunistica, ma anche coscienza sociale generale, ne sono i più importanti;
    - L’impossibilità, stante la minore disponibilità di territorio cacciabile, di assistere ancora oggi a una migrazione in massa di cacciatori da una zona ad un’altra in funzione delle maggiori o minori aspettative di presenza di selvaggina;
    - La necessità di responsabilizzare ogni singolo cacciatore che deve essere cosciente del ruolo che svolge all’interno delle aree in cui esercita la caccia, favorendo comportamenti tesi non solo ad uno sfruttamento sostenibile delle risorse realmente disponibili, ma anche e soprattutto per promuovere – ma direi pretendere – un loro necessario e imprescindibile coinvolgimento diretto nelle gestione di questo territorio, al fine di migliorarlo e tutelarlo.
    Insomma sono convinto che sia necessario da parte di chi ama davvero la caccia, prendere coscienza che è anacronistico immaginare di poter tornare ad una disciplina come quella che esisteva ai tempi della 968 ma che, al contrario, occorra invece una legge che – nel rispetto delle direttive quadro imposte a livello comuintario – disciplini in modo tecnico una materia che è estremamente tecnica e che, al contempo preveda il coinvolgimento diretto di ogni singolo cacciatore nella gestione diretta del territorio che utilizza e delle risorse che questo può assicurare.

  2. ilgermano56 ha scritto:

    Se quella notte l’orologio si fosse staccato dal muro e gli fosse finito dove penso io,a quest’ora non staremmo qui a roderci il fegato e a ricordarle che allora fu per paura di quattro ambiantalisti che minacciavano il referendum,e per loschi tornaconti personali (leggasi ATC),che fu approvato questo schifo di 157,e che nel giro di qualche anno dimezzò il numero dei cacciatori, come succederà ancora se non verra modificata la giacente riforma.E questi che se ne vantano pure,ma mi chiedo c’è ancora qualcuno che si tessera federcaccia??????

  3. ilgermano56 ha scritto:

    Dimenticavo una cosa al sig.Ebner vorrei chiedere se si ricorda i nomi di coloro che erano contrari(come lui stesso dice) a far passare quella legge.Non per altro per rendere loro merito di aver cercato con tutti i mezzi di difendere un diritto che altri purtroppo riuscirono poi a toglierci.

  4. menefrego ha scritto:

    Che fine ha fatto il mio commento?

    Eppure non ho offeso alcuno.

  5. Ezio ha scritto:

    Caro Giulio come non essere d’accordo in via di principio con il discorso “legame del cacciatore al territorio”?
    Infatti, sempre in teoria, se uno è interessato ad una “cosa” in genere è perchè la sente come sua.
    In pratica, ad esempio in Piemonte, alcuni atc impediscono ad alcuni cacciatori (pochissimi) perlopiù beccacciai di andare a caccia al sabato, dei tre giorni fissi previsti dal calendario venatorio regionale.
    Ora, la Regione, propone pure di chiudere la beccaccia al 15 di dicembre.
    Chissà con quali illuminate giustificazioni tecnico-scientifiche, visto che qui già si chiude il 31.12, il carniere è limitato a due capi per giornata ed in genere la neve porta già via di suo molte giornate di caccia.
    Al contrario e l’opposto di tutte le altre regioni italiane e gli stati europei.
    Comunque, grazie alla “pratica” ed alla faccia della “teoria”, molti cacciatori piemontesi per avere, o meglio, per sperare di avere qualche occasione di caccia in più devono accedere ad altri atc piemontesi dove è permesso cacciare al sabato e, forse, presto anche in altre regioni ove si può cacciare la bekka sino al 31 gennaio.
    Ecco come si favorisce il legame al territorio!
    Caro mio, non siamo alla frutta ma molto, molto oltre.
    Credibilità, serietà, coerenza = ZERO!!!
    Solo demagogia, animalismo da 4 soldi e giochetti nauseanti.
    Ciao.
    Ezio.

  6. Giulio Usai ha scritto:

    Caro Ezio,
    purtroppo in Italia - e mi pare che qui cadno anche le diferenze regionali - si trova sempre il modo per rendere anche quelle tecniche o pratiche corrette inutili o inefficaci. La cosa che fa più rabbia è che invece in altrti Paesi quelle stesse pratiche o tecniche funzionano e in modo egergio e gli esempi non mancano ma - come giustamente osservi anche tu - da noi tutto diventa impossibile perchè credibilità, serietà e coerenza sono = a ZERO.
    E’ questo il male maggiore che affligge non solo molti nostri politici e amministratori locali, ma sempre più spesso le stesse AA.VV. e purtroppo, dispiace ammetterlo, anche molti cacciatori senza una sana passione e senza alcuno scrupolo.

  7. ilgermano56 ha scritto:

    Legare il cacciatore al territorio,fù il compromesso che federcaccia,insieme ad altri,stipulò con gli ambientalisti.A loro bastava che gli lasciassero sparare quei polli colorati,fù per questo che la migratoria fu barattata con la stanziale,così facendo si abbattevano due piccioni con una fava,STANZIALE=ATC=TANTI SOLDINI,se poi uno era migratorista,magari di acquatici e nel suo ambito non c’era habitat per tale selvaggina e non riusciva ad avere un altro ambito in una rfegione diversa (visti gli alti costi)poco inportava se appendeva lo schioppo al chiodo.Esempio ne sia ,la conferenza delle regioni dichiaratesi tutte,o quasi,contro la modifica della 157,perchè con il pcchetto delle 15 giornate vorrebbe dire fine degli atc,almeno per la migratoria e tantissimi soldini in meno per tutti.E questa me la chiamate LIBERTA’.

  8. Ezio ha scritto:

    Caro Germano, forse dove vivi tu i cacciatori locali sono felici di avere ospiti da fuori.
    Dalle “mie” parti se sei del paese vicino sei già un forestiero rompipalle…
    Anzi, se sei un beccacciaio in un atc di cinghialai e/o lepraioli come quello ove caccio io, sei già un fattore destabilizzante.
    Perciò non è che “qualcuno” più in “alto” di noi ha inventato qualcosa di strano.
    Poi se vuoi dire che gli egoismi e le diffidenze gratuite sono il cancro della nostra categoria, allora pienamente d’accordo….

  9. ilgermano56 ha scritto:

    Ezio!!!dove vivo io (Campania)c’è il 75% di territorio protetto,figurati se ci sono cacciatori extraregionali che chiedono l’ATC,semmai siamo noi a dover migrar per poter cacciare,sempre che uno se lo possa permettere economicamente,o habbia le amicizie giuste.Un mensile in Calabria mi costa 160 euro,vuol dire che per i due mesi agli acquatici,ne pago 320.Come vedi basta avere i soldi e si supera tutto,allora il principio non era quello di legare il cacciatore al proprio territorio,ma semmai far smettere di andare a caccia i meno abbienti,e a quanto vedo ci sono riusciti.

  10. Giulio Usai ha scritto:

    Germano56 scusa se mi intrometto ma io credo che in futuro se vorremo andare a caccia, saremo chiamti a investire sempre di più per la gestione delle aree in cui vogliamo andare a caccia.
    Personalmente sono convinto che ad esempio il ripristino di tanti habitat che non ci sono più competa prima di tutti a noi che ne vogliamo usufruire e del resto credo che anche a te farebbe piacere poter andare in una bella zona di palude per praticare la tua caccia (che poi è anche la mia) piuttosto che essere costretto ad accontentarti di piccoli e tristi ritagli di acquitrini, per di più pieni di concorrenza come oggi.
    Il problema è che purtroppo quei soldi che tu paghi per due mesi di caccia agli acquatici chissà dove finiranno, ma dubito che saranno impiegatida chi amministra gli ATC per lo scopo di cui sopra.

  11. ilgermano56 ha scritto:

    Scusa Giulio ma continuo a non capire,dici “in futuro dovremmo investire sempre di più”come? economicamente? ancora!!!allora è come dico io,caccia sempre più per ricchi.Eppoi uno che va a tordi o ad allodole,oppure a beccacce,come investe,comperando un appezzamento di terreno e caccia solo lì?oppure ci autottassiamo e affittiamo,come dire,una mezza montagna?il discorso potrebbe andar bene se parlassimo di anatre,perchè con un gruppo di amici si può affittare un pezzo di terreno e costruirci un laghetto artificiale(lungi da me l’idea visto che caccio dalla battigia da quasi 30 anni)ma siamo tutti anatrai?.Ricordo una decina d’anni fà(forse più) il pres. Rinaldi(federcaccia e ass.provinciale di Salerno)in una intervista durante un convegno alla provincia,disse che aveva in programma il ripristino di terreni ormai abbandonati all’agricoltura per trasformarli,dopo averli allagati,in habitat per le anatre per la felicità dei cacciatori Campani.Da allora è stato chiuso il fiume Sele e il vallo di Diano unici posti dove era possibile tirare a qualche anatra,da qui il fuggi fuggi verso le regioni limitrofe di quei pochi cacciatori d’anatre.Giulio non voglio andare a caccia come tempo fà ma quel pacchetto di 15 giorni alla migratoria sarebbe un toccasana.cordialità

  12. Giulio Usai ha scritto:

    Caro Germano56,
    le tue sono osservazioni legittime e le condivido, perchè oggi di fatto la 157 ha fallito al 100% i suoi obiettivi. Se gli ATC effettivamente funzionasero e ci fosse una responsabilità maggiore nell’amministrarli, sarebero dovuti servire proprio per una migliore gestione complessiva del territorio e per favorire iniziative proprio di recupero ambientale.
    Del resto gli ATC gesticono bei soldini e non è che gli manchino le risorse. Va anche detto che a questo fine manca poi del tutto anche una azione di spinta da parte delle AA-VV. come al solito quasi sempre prive di iniziativa e che lasciano soli i singoli cacciatori.
    Il problema è che come al solito siamo in Italia e la serietà è merce rara (tranne qualche rara eccezione di qualche ATC virtuoso o di qualche iniziativa personale).
    Credo che tutti saremmo molto più motivati a versare una quota di iscrizione ad un ATC - sempre nei limiti della sostenibilità economica certo - se sapessimo che quei soldi poi vengono reimpiegati nel modo dovuto.
    Se penso quello che costa a me mantenere un appostamento fisso ci sarebbe da cambiare mestiere!! però per sono costretto se voglio continuare in qualche modo a fare questa caccia, oltre tutto in mezzo a mille rotture, non solo burocratiche, ma che in buona parte provengono proprio da molti altri “colleghi” cacciatori che come al solito non mancano di dimostrare quanto sia scaduta in basso la nostra categoria. (Comunque per la cronaca quest’anno è stata una annata magra!).
    Un caro saluto.
    Giulio

  13. Ezio ha scritto:

    Geramano io ti ho fatto solo un esempio di come ci “vogliamo bene” tra di noi…e ti ho anche detto che magari capita solo da me…

    Ovviamnte ogni zona ha i suoi problemi specifici, per carità!

    Per il resto sottoscrivo i post di Giulio, se me lo permette…

    Ciao.
    Ezio.

  14. Giulio Usai ha scritto:

    Caro Ezio,
    mi pare che spesso tra persone di buon senso alla fine si è d’accrodo. Essendo Tu di buon senso per me è un grande piacere.
    Un saluto cordiale.
    Giulio

  15. ilgermano56 ha scritto:

    Caro Ezio noi ci vorremmo sicuramente “bene”come dici tu,ma forse le AA.VV assieme agli anticaccia, c’è ne vogliono indubbiamente molto di più,e se siamo a questo punto lo dobbiamo proprio a loro, che sottraendoci gli “uni” quanto più territorio possibile all’attività venatoria,e tacendo gli “altri”per i propri tornaconti,perchè così facendo gli introiti riguardanti,riserve,atc,ecc.sarebbero sicuramente aumentati,ci hanno portato a ragionare e agire in un certo modo,proprio come dicevi tu nel tuo post precedente,non voglio qui dar inizio ad una guerra contro questa o quella associazione venatoria,lame molto più taglienti della mia ci hanno gia provato,e con quali risultati? nulla!!ma penso sia giunto il momento che queste “si passino la mano sulla coscienza”come diciamo noi nel salernitano,sempre chè una coscienza c’è l’habbiano!!!Saluti Ezio,come saluto anche Giulio,scusate ma io nella vita ho solo due passioni,la famiglia e la caccia,guai chi mi tocca la prima,idem per la seconda.

  16. Ezio ha scritto:

    Germano scusate de che!!
    La caccia per me ed una delle ragioni di vita!!!
    Per il resto se mi hai gia letto un po di qua e po di la ;-) sai già come la penso.
    L’associazionismo venatorio così com’è oggi è roba morta, defunta, amen.
    L’unica grande, enorme novità apparsa oggi sullo scenario ambiente-caccia è il coordinamento per la difesa della ruralità.
    Se decollerà quello avremo una speranza di poter continuare a VIVERE in un cero modo, caccia compresa, altrimenti verremo fagocitati dal mondo di plastica.

  17. Giulio Usai ha scritto:

    Germano le tue passioni sono anche le mie e al giorno d’oggi almeno per me sono motivo di vanto, ma credo valga lo stesso per me.
    Siamo rimasti in pochi, ma credo che valga la pena tenere duro.

  18. MIRO ha scritto:

    Se la157/92 può essere valida x la caccia alla stanziale non è così per la MIGRATORIA.Se il mio ATC di diritto non si trova sulle rotte migratorie e non riesco ad avere altro ATC COSA DEVO FARE.
    Hò dei dubbi anche sulla stanziale ,se in certe regioni c’è un ATC PER PROVINCIA in EMILIA ROMAGNA come in altre regioni del nord l’egoismo venatorio ha portato a dividere il territorio in più di 50 ATC , quindi tutti i territori più vocati alla caccia sono stati blindati dai cacciatori stessi portando il rapporto cacciatore territorio al minimo possibile e portando il costo dell’ATC AL MASSIMO che in Emilia Romagna è di 250,00 EURO. Quindi è difficile entrare ed è molto oneroso.

  19. SERGIO BERLATO ha scritto:

    Riconvocato coordimento difesa cultura rurale
    RICONVOCATO IL COORDIMANENTO PER LA DIFESA E LA PROMOZIONE DELLA CULTURA RURALE

    Si terrà a Thiene (VI) il 12 febbraio p.v. la terza riunione del Coordinamento per la difesa e la promozione della Cultura rurale.
    Così come stabilito dai partecipanti al Coordinamento del 29 gennaio u.s., nella riunione del 12 febbraio verrà elaborato un Piano di comunicazione che consentirà ai portatori della cultura rurale di controbattere alle falsità ed alle strumentalizzazioni che spesso vengono utilizzate dal mondo animal-ambientalista per denigrare le attività legate alla cultura rurale ed attaccare ferocemente, spesso in modo illecito, coloro che le praticano.
    Verrà anche perfezionato il documento unitario, già predisposto in bozza nel corso dell’ultima riunione, che sarà sottoposto all’attenzione di tutte le Istituzioni e di tutte le forze politiche.
    Non meno importante la creazione di uno studio legale associato che consentirà la tutela dell’immagine delle realtà aderenti al Coordinamento e la difesa dei diritti dei loro associati.
    Come da intese tra tutti i partecipanti alla riunione di Coordinamento del 29 gennaio u.s., verranno raccolti tutti i dati relativi alla rappresentatività delle realtà che fanno parte del Coordinamento in modo da far capire alle Istituzioni ed a tutte le forze politiche cosa rappresentiamo in ordine al numero degli associati, all’indotto economico che gravita attorno alle nostre attività, al livello occupazionale che le stesse comportano, alla funzione sociale che queste attività garantiscono a beneficio dell’intera collettività.
    Spetterà alle forze politiche ed alle rappresentanze istituzionali comparare questi dati con quelli dei nostri detrattori, traendone le conseguenti conclusioni.

    Maria Cristina Caretta
    Presidente nazionale CONFAVI

    Ecco la lettera di invito gia’ spedita a tutte le realta’ in indirizzo:

    Thiene, lì 09 febbraio 2010

    A :

    tutte le Associazioni venatorie nazionali riconosciute
    tutte le Organizzazioni professionali agricole nazionali
    tutte le Associazioni dei Pescatori Sportivi e Professionali
    Federfauna
    Confederazione Europea delle Associazioni di Allevatori, Commercianti e Detentori di Animali
    Federazione Ornicoltori Italiana
    Associazione Italiana Imprese Settore Animali Domestici
    Confesercenti
    Federazione Italiana Manifestazioni Ornitologico Venatorie
    TARTA Club Italia
    Comitato Nazionale Caccia e Natura
    ASSOARMIERI
    Associazione Nazionale Produttori Armi e Munizioni
    Associazione Italiana Allevatori
    Gruppo Editoriale Olimpia
    Alle Associazioni ambientaliste:

    FareAmbiente
    Ambiente e/è Vita
    Associazione Italiana Wilderness
    Ekoclub
    Oggetto: Invito a riunione di Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale.

    Le Associazioni in indirizzo sono invitate all’incontro del Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale che si terrà a Thiene (VI) in via Francesco Foscari, 8 nella giornata del 12 febbraio 2010 a partire dalle ore 14,00.

    Ordine del giorno:

    1) Definizione Piano di comunicazione per garantire all’opinione pubblica ed ai rappresentanti istituzionali una corretta informazione;

    2) Predisposizione documento unitario da presentare alle Istituzioni ed a tutte le forze politiche;

    3) Costituzione dell’ufficio legale a tutela dell’immagine delle realta’ aderenti al Coordinamento e dei diritti dei loro associati;

    4) Raccolta dati relativi alla rappresentatività delle realta’ che fanno parte del Coordinamento per la difesa e la promozione della cultura rurale (numero associati, indotto economico, livello occupazionale, funzione sociale, ecc…);

    5) Varie ed eventuali.

    Per qualsiasi ulteriore informazione necessitasse, Vi invitiamo a contattare la nostra Segreteria ai seguenti recapiti:

    e-mail: info@confavi.it
    telefono: 0445 371186
    Fax:: 0445 376168

    Cordiali saluti

    Maria Cristina Caretta
    Presidente nazionale CONFAVI

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  1. EBNER: “LA PROTEZIONE E IL RACCOLTO DELLA SELVAGGINA FANNO PARTE DEL MONDO RURALE” | La Dea della caccia ha scritto:

    [...] Approfondimento: EBNER SULLA 157/92: “PER VARARLA FERMAMMO LE LANCETTE DELL’OROLOGIO, OGGI È NECESSARIO PUNTARE … [...]

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