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FEDERCACCIA DI LUCCA: PARTONO I CORSI DI ABILITAZIONE PER LO STORNO

Postato il 10 Giugno 2010 da lddc

“La Sezione Provinciale di Lucca della Federcaccia informa che intende organizzare, avendo chiesto la prescritta autorizzazione alla Provincia, i corsi per l’abilitazione dei cacciatori all’abbattimento della specie storno, ai sensi dell’art. 37 della Legge Regionale 3/94.
Lo svolgimento dei corsi è previsto per il prossimo mese di luglio.
Poichè ad ogni corso (della durata di due ore) potranno partecipare non più di 100 cacciatori, la Sezione invita gli interessati a prenotarsi fin dai prossimi giorni, in modo da poter stilare un calendario delle lezioni che permetta a tutti i richiedenti di accedere ai corsi stessi ed ottenere l’abilitazione.
Per ulteriori informazioni e per prenotarsi rivolgersi all’Ufficio della Sezione in viale Castracani 94 tutti i giorni dalle 09,00 alle 12,00 e dalle 15,30 alle 18,30 ed il mattino del sabato, oppure al numero telefonico 0583/496423.”

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13 Commenti Per Questo Post

  1. fedeli massimo ha scritto:

    Queste sono le stronzate all’italiana ,il corso x abbattere gli storni……….. così magari chi fà il corso può abbatterli a caccia chiusa, invece durante la stagione venatoria dobbiamo stare attenti a non toccarli, queste sono le supidaggini dei nostri dirigenti e amministratori.

  2. rudi4x4 ha scritto:

    Fedeli , parole sante!!!

    cacciare a luglio e far fare corsi mi pare veramente assurdo!!!!

    Aprite la caccia allo storno una volta per tutte o lasciatelo stare che si mangi le ulive!!!!!!!

  3. rudi4x4 ha scritto:

    Olive….non ulive….

  4. gianni ha scritto:

    Cari Fedeli e Rudi
    Gli stupidi sono coloro che ci vanno pure a fare questi corsi!!!

    ciao Gianni

  5. falco ha scritto:

    E’ proprio vero che l’ignoranza non ha limiti ne confini e coloro he scrivono come sopra dimostrano la totale ignoranza in materia. Sarebbe opportuno che prima di scrivere e offendere e avere atteggiamenti da soloni del C…. !!! si documentassero.
    Da come si leggono gli interventi che poi sono 3 si evince un grande senso di frustrazione

  6. gianni ha scritto:

    CARO FALCO: quando una una specie è dannosa alle colture per prima cosa
    si rende cacciabile per tutto il periodo venatorio (A TUTTI I CACCIATORI),
    poi se non basta a contenere i danni si autorizzano gli
    abbattimenti mirati al di fuori del periodo di caccia laddove
    se ne preszenta la necessità.
    O forse ignori che questa specie si caccia solo in deroga?
    Io sono un solone del C…. ma non è che tu sei uno di quelli
    che approvano e partecipano ai corsi di cui sopra?
    E comunque visto che si fanno corsi per l’abbattimento di:
    cervi, daini, caprioli, mufloni, cinghiali e storni
    perchè non farli pure per tordi, merli, sasselli, beccacce, colombacci ecc..
    Molto bella la prospettiva della caccia del futuro.

  7. falco ha scritto:

    Caro Gianni la realtà è ben diversa.
    Con l’approvazione da parte del governo delle ultime regole devi saper che le cacce in deroga dovrebbero passare dal ministero dell’ambiente e poi il presidente del consiglio ha la possibilità di azzerare la/le deroghe /a allora anzichè passare dalla porta, come si dice in toscana, si passa dalla finestra!!!
    Nell’interesse dei cacciatori. Hai capito??? Purtroppo la realtà oggettiva di questa società è questa. Quando alcuni, su questo sito cantavano vittoria perchè questo governo avrebbe ambiato il mondo della caccia ed io scrivevo che benchè pensassi in linea con questa dirigenza, la realtà con le correnti trasversali esistenti in parlamento all’interno della stessa maggioranza sarebbe stato molto ifficile ribaltare il mondo ora addirittura mi sembra che con l’applicazione delle nuove norme, per certi versi la situazione potrebbe complicarsi e solo al fatto che qualcuno abbia pensato di fare scrivere le date di inizio e termine della S.V in qualche modo ha fatto si che si salvasse capra e cavoli.

  8. gianni ha scritto:

    perchè noi si deve passare dalla finestra mentre in veneto
    entrano dalla porta principale e con il tappeto rosso?
    … e comunque mi piacciono molto la Brambilla e la Prestigiacomo.

    un saluto

  9. fedeli massimo ha scritto:

    Sarà più facile ora darli in deroga ,caro falco, io l’abilitazione x i nocivi l’ho fatta nel 2000 poi è arrivato Marrazzo e la Valentini con Bonelli e Zaratti …………fine.

  10. gianni ha scritto:

    Nocivi e non cacciabili…….
    Ma per piacere…..

  11. gianni ha scritto:

    P.S. ……E queste secondo alcuni sono le battaglie vinte
    dai cacciatori….ah ah ah ahhhhh

  12. robj ha scritto:

    cari colleghi cacciatori non dovete comportarvi così xchè il litigio fa sorridere solo questi stupidi animalisti che leggono i nostri articoli. Io credo che il nostro scopo sia solo di arrivare ad una sola associazione venatoria che rappresenti l’intero mondo venatorio e non. Una sola voce forte e sicura che attraverso i mezzi di comunicazione esprima le nostre idee e le nostre preoccupazioni nel mondo venatorio e nell’ambiente circostante. Io abito a Lecce e dove prima andavo a caccia ora ci sono molti terreni adibiti a centrali fotovoltaiche. Tutto questo va bene? Ci stanno togliendo i nostri territori le nostre usanze se continuano così non vi saranno nuovi cacciatori è sarà la FINE. W la CACCIA

  13. pierluigi dini ha scritto:

    secondo me a ragione Gianni,la caccia agli animali nocivi deve essere cacciata da tutti nel periodo di caccia aperta,se poi non bastasse in certi luoghi e periodi si fa la caccia di selezione.
    continuare a mettere vingoli si fa solamente danno alla caccia e ai cacciatori,già che per prendere un porto armi uso caccia bisogna essere agricoltori specializati,dottori in agraria e foreste,dottori nel pronto soccorso,geometri e avvocati.forse ai giovani di oggi hanno bisogno di sapere veramente cosa vuol dire andare a caccia, che nesun cacciatore è nocivo ,che all’ambiente dove esercita il propio ruolo di controllore cerca sempre di savaquardarlo,ma l’uomo puo diventare dannoso se non si insegna il rispetto della natura ,che non vul dire non cacciare ma cacciare in modo coretto. l’uomo da quando esiste sulla terra a contribuito co la caccia a mantenere un equilibri tra animali e ambiente,l,uomo è stato dannoso all’eco sistema quando per avidità di arricchemento facile a iniziato a adoperare prodotti chimici per aver più produzione di cibo a costi bassi senza pensare ai danni inreparabili che hanno fatto e stanno facendo al mondo animale e vegetale e per sestessi, e tutto questo il mondo animalista da la colpa ai cacciatori e la gente ignorante gli crede.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.