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FEDERCACCIA TOSCANA: LA SFIDA DELLA NUOVA LEGGE

Postato il 24 Febbraio 2010 da lddc

Oltre 140 tra dirigenti provinciali e comunali della Federcaccia Toscana, rappresentanti negli ATC e collaboratori degli uffici al pubblico, hanno risposto all’invito dell’Associazione per la giornata di studio sulle nuove normative che regoleranno l’attività venatoria in Toscana. Il Gruppo dirigente della principale associazione venatoria della nostra regione (rappresentativa di oltre il50% dei cacciatori toscani), la più numerosa a livello nazionale, ha deciso di investire le migliori energie per tradurre rapidamente in azioni concrete le previsioni legislative.
“Le nuove norme regionali - ha spiegato il presidente della Federcaccia Toscana, Moreno Periccioli nella sua introduzione - costituiscono un passo avanti importante per la caccia, l’agricoltura, la gestione faunistica ed ambientale. Sono il frutto di un confronto serrato ed il modello che prospettano detta regole condivise e risponde ad una esigenza diffusa di aggiornamento degli strumenti di governo della materia, inseriti a pieno titolo nel contesto della più generale pianificazione del territorio”. Periccioli ha poi spiegato come tutto ciò sia stato possibile “perché in Toscana, sulla caccia, ha prevalso la discussione sulle cose da fare, mentre a Roma una maggioranza inconcludente ed una opposizione pregiudiziale non riescono a trovare un terreno comune per affrontare il tema della riforma della legge 157, una legge di 18 anni fa.
Adesso - ha proseguito Periccioli - si apre la stagione altrettanto impegnativa della riscrittura dei regolamenti, per eliminare il vincolo di iscrizione a due soli Atc, garantire a tutti i cacciatori toscani la mobilità da appostamento senza l’onere della prenotazione, riordinare tutta la materia (dagli appostamenti alla gestione degli ungulati, dalle catture a fini di richiamo agli esami, e via dicendo) in coerenza con le novità legislative”.
“L’altra grande sfida è il Piano Faunistico Venatorio Regionale. Occorre iniziare subito a pensarlo ed a discuterne, sulla scorta del dettato e dello spirito della legge: cogenza del Piano, verifica dei risultati, effettività dei sistemi di premialità e sanzionatori”.
“Siamo consapevoli - ha affermato Periccioli - che una caccia sostenibile può avere riconoscimento oggi solo se è percepita come utile a finalità di interesse generale, come la tutela dell’ambiente e della fauna, la salvaguardia della biodiversità; la battaglia per il futuro della caccia si vince su questa via, chiedendo e sollecitando che siano scienza, conoscenza ed esperienza della buona gestione che indirizzino le scelte dei tempi e dei modi di un prelievo faunistico ecologicamente equilibrato: e noi da tempo siamo parte decisiva nella gestione. La sfida è continuare su questa strada, con coerenza e con pazienza; così riusciremo a costruire il futuro di questa nostra antica e grande passione”. Ai lavori è intervenuto il Presidente della Giunta regionale Claudio Martini: un contributo ‘nel merito’ in considerazione anche del fatto che Martini ha seguito passo passo l’iter della legge nella doppia veste di Presidente e titolare delle deleghe per agricoltura e caccia.
Un “di più” di legittimazione, per il mondo venatorio ed agricolo, decisamente importante che consente adesso di guardare al futuro con rinnovato impegno.
FEDERCACCIA TOSCANA

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.