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FEDERFAUNA COMMENTA I “NUMERI DEGLI ANIMALISTI”

Postato il 23 Giugno 2010 da lddc

In un comunicato FederFauna raffronta i dati forniti dagli animalisti con quelli ufficiali: 109.500 segnalazioni di presunti reati a danno degli animali in un anno accenderebbero 3.500 procedimenti in tutta Italia, 1.400 processi e solo 200 condanne. Secondo l’associazione anche se i dati animalisti fossero veri, i reati accertati sarebbero comunque solo lo 0,18% di quelli segnalati e quindi tali segnalazioni risulterebbero “bufale” al 99,82%. Riportiamo integralmente il testo del comunicato:

Non si puo’ dimenticare il necrologio stimato dalla Lav in occasione degli incendi estivi, secondo cui in ogni ettaro di macchia mediterranea bruciata muoiono 300 uccelli, 400 piccoli mammiferi e 5 milioni di insetti (oltre 500 animali per metro quadrato escludendo anfibi e rettili, pesci no perche’ stanno nell’acqua…). E nemmeno i 7milioni di Italiani che secondo l’Aidaa sarebbero disturbati dal cane del vicino o le 1200 segnalazioni di maltrattamento di animali che l’associazione dichiara di aver ricevuto in soli 4 giorni. Non si possono dimenticare i numeri sul randagismo che sparano un po’ tutte le associazioni animaliste e che normalmente sono in calo se i comunicati servono a mettere in luce quanto siano “bravi” questi animalisti e in crescita se servono per chiedere dei soldi. Inoltre, da un po’ di anni ci siamo accorti che oltre all’Osservatorio Nazionale sulla famiglia, quello sui rifiuti, quello del turismo o quello sulle manifestazioni sportive, ecc., che portano lo stemma della Repubblica, esiste anche un “Osservatorio Nazionale Zoomafia della Lav”. L’organismo dal nome roboante, ma che nulla ha a che vedere con le Istituzioni e la Pubblica Amministrazione, ogni anno redige un rapporto su “crimini ai danni degli animali e dell’ambiente”. Nella presentazione di quest’anno l’osservatorio animalista dichiara di aver chiesto alle 165 Procure Ordinarie e alle 29 presso il Tribunale per i Minorenni, i dati relativi al numero dei procedimenti penali sopravvenuti nel 2009, e al numero degli indagati per reati a danno degli animali, e che circa il 50% delle Procure abbia risposto. Gia’ qualcuno potrebbe obbiettare che non esiste una banca dati pubblica consultabile che riporti tali dati e che quindi, ammesso che dati siano stati forniti, cio’ non avrebbe potuto avvenire se non a discrezione di qualche PM. Ma diciamo pure (magari “per fede animalista”) che siano veri. Riporta la Lav: “Complessivamente nel 2009 sono stati registrati 1693 procedimenti in 80 Procure Ordinarie per maltrattamento, uccisione e detenzione incompatibile” di animali. Calcolando il doppio, visto che le risposte dicono provengano dal 50% delle Procure, si tratterebbe di 3386 procedimenti in tutta Italia. Per praticita’ e per essere buoni con questi “disinteressati paladini degli animali”, diciamo 3500. In ogni caso loro lamentano che i procedimenti “rappresentano solo una parte minima delle migliaia di segnalazioni e notizie di maltrattamento che arrivano da fonti non ufficiali…” e probabilmente lo direbbero anche se fossero 10 volte tanti. Secondo FederFauna sarebbero comunque tanti anche se fossero solo un decimo, ma il fatto che ci siano tanti procedimenti o tantissime segnalazioni vuol dire effettivamente che ci siano tanti reati? Innanzitutto e’ bene precisare che, parlando di procedimenti in generale, la Direzione Generale di Statistica del Ministero della Giustizia precisa che nel 2008 la percentuale di procedimenti iscritti a Registro Ignoti in Procura della Repubblica ed archiviati e’ stata del 89,90%, mentre per quanto riguarda i procedimenti iscritti a Registro Noti, la percentuale di quelli per i quali e’ iniziata l’azione penale e’ risultata essere del 40,14%, del 45,63% quella dei procedimenti archiviati e del 14,24% quella di procedimenti definiti in altro modo (riunioni, passaggi ad altri registri ecc). Cio’ vuol dire che dei potenziali 3500 procedimenti per reati a danno degli animali che emergerebbero dalle fonti animaliste, bene che vada solo 1400 avrebbero portato ad un processo. Per quanto riguarda poi i processi, Eurispes ha pubblicato a giugno 2007 una “Indagine sul Processo Penale” monitorando
1.632 processi in fase dibattimentale, celebrati presso le sezioni in composizione collegiale e monocratica del Tribunale Ordinario di Roma. Di questi 1632 processi monitorati, riguardanti un po’ tutti i tipi di reato e non solo quelli riguardanti gli animali, Eurispes ci dice che quelli che si concludono con la emissione di una sentenza ammontano al 28,6% del totale.
Piu’ in dettaglio, che il 51,4% delle sentenze sono di condanna, il 23,1% di assoluzione, il 21,2% sancisce l’estinzione del reato. Traslando forse un po’ semplicisticamente le percentuali ai processi che interessano agli animalisti che si devono costituire parte civile e “andare a soldi”, il 28,6% di 1400 e’ 400 e il 51,4% di 400 e’ 205. I numeri, gia’ cosi’ ridimensionati, probabilmente non sono comunque quelli reali: FederFauna ha condotto un veloce sondaggio su un centinaio di operatori tra allevatori, commercianti e circhi e ne e’ emerso che se quasi tutti avevano subito parecchi controlli in seguito a segnalazioni, solo qualcuno aveva subito procedimenti, pochi erano tutt’ora indagati, ma nessuno degli intervistati era stato condannato. Forse i reati sono commessi di piu’ da altre categorie piuttosto che da quelle cosi’ tanto invise agli animalisti, ma non e’ questo il punto. Il numero dei reati accertati in tema di animali, anche se enormemente inferiore a quello che vorrebbero far credere certe associazioni, genera comunque un certo numero di condanne in grado di fruttare bei soldini alle “parti lese”!.. Forse pero’ ormai le onlus animaliste sono cosi’ tante e in continuo aumento numerico che la torta comincia a farsi piccola. Ecco perche’ la corsa a promuovere e sostenere nuove leggi e regolamenti in grado di garantire non piu’ giustizia ma piu’ condanne e la corsa a fare tante, tantissime segnalazioni che per la legge dei numeri frutteranno piu’ procedimenti. Ricordiamo quel circo senza animali denunciato nel Cremonese per maltrattamento di animali (che non aveva) o quel cane lasciato permanentemente sul poggiolo, che poi e’ risultato essere una statua di porcellana!…

1 Commenti Per Questo Post

  1. sergio ha scritto:

    perchè queste cose le denuncia solo federfauna

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.