FERMIAMO LA TRATTA ILLEGALE DEI CANI
Postato il 18 Giugno 2010 da lddc
Come riceviamo pubblichiamo.
Il 9 giugno u.s. ho presentato un esposto alla Procura della Repubblica italiana per denunciare il gravissimo fenomeno della tratta clandestina di cani randagi verso Paesi europei operata da sedicenti associazioni di protezionismo animale e da gestori di canili.
Dai documenti allegati all’esposto sopra citato risulta con certezza che, soprattutto nelle regioni del sud e del centro ma anche in alcune regioni del Nord Italia, il fenomeno del randagismo non sia prevenuto e controllato ma venga sfruttato per catturare cani che poi saranno rivenduti su un mercato nero indirizzando i randagi soprattutto verso la Svizzera e la Germania dove adottare un cane ha un costo e quindi un guadagno per i gestori di questi traffici illegali.
Risulta che alcuni animali, non più presenti in Italia, venissero tenuti sui registri dei canili e addirittura adottati a distanza truffando così ignari cittadini che alla richiesta di vedere i cani adottati subivano minacce e perfino aggressioni dai gestori dei canili che miravano a mantenere il silenzio sul fatto che molti di questi cani erano già fuori dall’ Italia o, nei peggiori dei casi, venduti ad operatori della vivisezione e della sperimentazione industriale su viventi.
È un mercato che ha basi e si sviluppa su tutto il territorio europeo rendendo così difficile le operazioni di controllo e prevenzione di queste pratiche illegali. Data la gravità della situazione e l’urgenza di intervenire per stroncare questo traffico illegale, attraverso un’ interrogazione prioritaria, ho chiesto alla Commissione europea se sia a conoscenza di questo preoccupante fenomeno e quali misure urgenti intenda adottare per contrastare questi traffici sul territorio europeo, ponendo fine a questo mercato nero che sta arricchendo malavitosi e finti animalisti che speculano sulla pelle degli animali.
on. Sergio Berlato
Deputato al Parlamento europeo
Capo Vicario delegazione italiana nel PPE
Membro Commissione Ambiente, Sanità pubblica e Sicurezza alimentare













19 Giugno 2010 alle 11:00
IN TEMPI DI CRISI BUCONI A DUE STIPENDI,UNO DALLA REGIONE UNO DALLA FEDERCACCIA A QUALE RINUNCIA??I CACCIATORI HANNO BISOGNO DI PERSONE SERIE NON DI UOMINI DELLA CASTA CHE FANNO IL CUMOLO DEGLI STIPENDI. IL PRESIDENTE DI MARCO è BRAVO A FARE DEI BUCONI CONTRO I CACCIATORI è MEGLIO CHE SI DIMETTA. EX FIDC
copio incollo bighunter
20 Giugno 2010 alle 11:56
On Berlato,lo sanno tutti che il randagismo è un problema non controllato,ma se lei ha un solo documento che provi la vendita di cani trovatelli da parte di associazioni o canili privati pubblichi i nomi e noi faremo il resto.In mancanza i suoi articoli sono aria fritta E NON è TEMPO DI CAMPAGNA ELETTORALE.INVITO inoltre la dott.ssa Matera, che ho votato e comincio a pentirmi,ad occuparsi di più di questo problema in PUGLIA, IL SUO POSTO è CON LA MARTINI .
21 Giugno 2010 alle 16:01
il randagismo e’ un problema solo in Italia, grazie all’ insipienza del legislatore.
nei paesi realmente civili (tutti salvo l’ Italia) i cani randagi vengono eliminati dopo 2 o 3 mesi, se non reclamati da nessuno.
Qui invece -in nome di un pietismo ipocrita- non e’ da escludere a priori che siano diventati un’ ottimo espediente per lucrare denaro dei contribuenti.
Parlando in generale, e senza riferimenti specifici a nessun fatto, se poi dietro a questo fenomeno ci sono anche comportamenti scorretti, sono gli inquirenti che devono accertare i fatti, e le (teoricamente) possibili ipotesi di reato non sarebbero cosa da poco (associazione per delinquere, truffe ai danni dello Stato, falso ideologico, falso materiale, uso di atti falsi, e via dicendo).
Quindi, potrebbero essere ben altri quelli che producono “aria fritta”, e magari la vendono a carissimo presso!!!
Fabrizio
5 Luglio 2010 alle 10:32
Bisogna cercare di prevenire e ridurre il randagismo ma purtroppo nessuno fa niente, sitenta di agire ma con scarsi risultati….intanto chi ne paga le conseguenze sono sempre e solo gli animali