Nella categoria | Caccia

FIDC: IN VENETO VINCE IL DIALOGO

Postato il 27 Luglio 2010 da lddc

La 2ª Festa del Cacciatore, organizzata dalla Sezione comunale di Adria (Ro), è stata l’occasione per un confronto costruttivo tra Fidc e Amministrazioni locali. Nella sala convegni dell’ostello Amolara, ha aperto i lavori Gianluca Targa, presidente della Sezione comunale di Adria, che al saluto ai partecipanti ha aggiunto la richiesta che i “patti associativi”, un codice etico che in caso d’infrazione permette agli Atc di chiedere alla Provincia di irrogare sanzioni ai cacciatori contravventori, siano riconosciuti dalla Regione. Claudio Bellan, assessore provinciale alla Caccia di Rovigo, si è detto soddisfatto dell’ottimo rapporto con le associazioni venatorie che ha portato all’aumento del carniere stagionale di lepri da 5 a 8 e alla riduzione dell’orario di caccia in accordo con gli agricoltori. Bellan ha manifestato alcune preoccupazioni sul contenimento degli opportunisti, principalmente la volpe, il cui Piano è stato respinto dall’Ispra, e la nutria, che sarà oggetto di un prossimo incontro in Regione. Lorenzo Carnacina, vicepresidente nazionale Fidc, ha porto i saluti dal presidente Gianluca Dall’Olio e ha ricordato i difficili rapporti con l’Ente regionale nella passata amministrazione. È un vero e proprio successo, secondo Carnacina, la possibilità di poter ora dialogare con l’assessore competente senza temere preclusioni pregiudiziali o sospetti cambi di direzione, “È la storia di questi luoghi a chiedere che ciò accada” ha detto. Auspicio ben recepito dall’assessore regionale alla Caccia, Daniele Stival, che ha invitato alla collaborazione: “Tutti insieme possiamo dare un servizio ai cacciatori, - ha affermato - altrimenti chi non pratica e probabilmente non ama la caccia l’avrà vinta”. Stival ha poi elencato una serie di obiettivi da raggiungere al più presto: responsabilizzare il territorio, Province e Atc, per dare dignità e certezze ai cacciatori; diffondere il concetto strategico che essi siano necessari alla gestione a vantaggio di tutti; intensificare il dialogo con l’Ispra (ex Infs) e, allo stesso tempo, creare l’Istituto veneto per la fauna selvatica; approvare entro il 2011 un nuovo Piano faunistico-venatorio. Agli interventi è seguito un dibattito che si è incentrato sul Parco del Delta e sui disagi che le intromissioni dell’Ente provocano non solo alla caccia. La Festa si è conclusa con una cena all’aperto e una sottoscrizione a premi il cui ricavato è stato destinato ad attività umanitarie.
Ufficio Stampa Fidc

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NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.