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FIDC SULLA NORMATIVA RELATIVA AGLI ANIMALI DA COMPAGNIA: SENZA MODIFICHE È UN PERICOLO PER I CACCIATORI

Postato il 27 Gennaio 2010 da lddc

La commissione Affari costituzionali della Camera dei deputati, con atto numero 2836, ha trasmesso al Senato della Repubblica il documento relativo alla ratifica ed esecuzione della convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia, approvata a Strasburgo il 13 novembre del 1987, nonché le cosiddette “norme di adeguamento dell’ordinamento interno”. Il Senato, nella sua commissione Giustizia del 22 dicembre scorso, ha approvato il recepimento con atto numero 1908, ed ora il Parlamento dovrà definitivamente ratificare la convenzione.

“Come nel peggior costume della politica italiana - dichiara Massimo Buconi, consigliere di Presidenza della Federazione Italiana della Caccia - anche su questo atto, che di per sé tratta una materia importante come la tutela degli animali da compagnia, su cui sono assolutamente sensibili e favorevoli anche i cacciatori italiani, surrettiziamente c’è chi tenta di inserire cose e questioni in nome dell’Europa, ma che in Europa nulla hanno a che vedere con l’atto medesimo. Tale tentativo lo si evince sin dal titolo stesso dell’atto che è oggetto di discussione: la convenzione di Strasburgo, infatti, si chiama ‘Convenzione europea per la protezione degli animali da compagnia’, mentre il nostro ministro proponente ha inteso aggiungere anche l’adeguamento dell’ordinamento interno, inserendo elementi che nulla hanno a che vedere con la convenzione. Mi riferisco, ad esempio, al comma b) dell’articolo 3, dove si parla inequivocabilmente di normative riferite a tutti gli animali, non soltanto quelli da compagnia. Ora, ovviamente anche il mondo venatorio è assolutamente sensibile e d’accordo con la tutela di tutti gli animali, ma non è assolutamente accettabile che, per quel che riguarda la fauna selvatica, non si tenga conto dell’esistenza della 157/92, che disciplina atti e comportamenti”.

Di fatto, qualora la convenzione fosse approvata così come è stata scritta, si andrebbe ad inserire nell’ordinamento italiano un ulteriore elemento di confusione normativa, “ispirato - prosegue Buconi - dal più forte estremismo animalista, andando così ulteriormente ad intasare la già gravata magistratura con richieste di chiarimenti e interpretazioni ed esponendo i cittadini, ed in modo particolare i cacciatori, ad incorrere in nuove, inaspettate sanzioni”.

La Federazione Italiana della Caccia sta intraprendendo ogni utile iniziativa per sensibilizzare il Parlamento affinché presti la massima attenzione alla questione, ed è impegnata a sostenere l’azione di tutti quei parlamentari che si dichiarano disponibili e sensibili ad affrontare con correttezza ed obiettività questi argomenti. “Questi accadimenti - aggiunge il consigliere di Presidenza - altro non fanno che generare ulteriore confusione e un’opinione pubblica negativa rispetto ai lavori del Parlamento europeo, i quali nella maggior parte dei casi sono validi, ma che spesso in Italia vengono resi invisi da aggiunte di norme che nulla hanno a che vedere con lo spirito originario con cui l’Europa li ha affrontati. In sintesi - conclude Buconi - la Federcaccia si oppone fermamente all’approvazione di questa normativa che, qualora non venissero recepite le opportune modifiche proposte, rappresenterebbe un ulteriore serio pericolo per tutti i cacciatori e la caccia in Italia. Sarebbe sicuramente auspicabile ed apprezzabile che di questi argomenti, invece di farne oggetto di propaganda elettorale, il Parlamento se ne occupasse in tempi più consoni”.

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3 Commenti Per Questo Post

  1. fabio ha scritto:

    BRAVO BUCONI SI è SVEGLIATA LA FIDC!

  2. diego baccarelli ha scritto:

    Bravo Massimo e grazie per la disponibilità manifestata a rilasciare un intervista a “Le Nuove Stagioni” sulle ultime novità legislative - positive e negative - che interessano il nostro mondo.
    Per gli amici cacciatori che seguono Le Nuove Stagioni comunico che il servizio andrà in onda sabato 6 e domenica 7 Febbraio prossimo, solita ora, nel corso della rubrica “Dalle Associazioni” condotta dal “figlio d’arte”, Carlo Baccarelli”.
    Ciao a presto.
    Diego.

  3. diego baccarelli ha scritto:

    un’intervista…con imperdonabile…svista!!!(vedi apostrofo rimasto sulla tastiera!)
    Perdonatemi.Diego.

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.