Nella categoria | Ambiente e Fauna

FIRENZE: DENSITÀ ATTUALI, DENSITÀ-OBIETTIVO E DANNI DA UNGULATI NELLA DELIBERA PROVINCIALE PER L’ATTUAZIONE DEL PIANO FAUNISTICO

Postato il 15 Giugno 2010 da lddc

“Negli ultimi anni, l’espansione degli ungulati in generale, e del capriolo in particolare, hanno avuto una ulteriore impennata, rilevata anche dalle continue segnalazioni di danni e scorribande nei vigneti e nelle altre aree con coltivazioni di pregio della Provincia di Firenze, evidenziata dalle continue segnalazioni pervenute da parte degli agricoltori, ma anche dai numerosi articoli giornalistici apparsi su vari quotidiani e dall’incremento degli incidenti stradali da impatto con ungulati che si verificano lungo la viabilità”. Parola della Provincia di Firenze, chiamata in più occasioni a rifondere i danni subiti dagli automobilisti e che di recente ha approvato una delibera integrativa per l’attuazione del Piano faunistico provinciale 2006-2010 indicante le densità-obiettivo per le varie specie. Per le rispettive aree vocate si tratta di 2 capi/100 ha per cervo e daino, di 1,3 capi/100 ha (a fine stagione venatoria) per il cinghiale, e di un intervallo da 8 a 25 capi/100 ha per quanto attiene al capriolo. La pressione degli ungulati sul territorio della provincia di Firenze registra infatti numeri importanti: 27.000 caprioli e 20.000 cinghiali, collocati in maggior parte nell’area a nord dell’Arno (nel triangolo Firenzuola-Calenzano-Pontassieve) e sul versante fiorentino delle colline del Chianti. Anche se l’effettiva popolazione è difficilmente delineabile con precisione, si può dire però con certezza che per il solo anno 2008 i danni subiti dal comparto agricolo provinciale per la fauna ammontano a circa 400.000 euro, di cui il 60% (229.000 euro) sono da attribuire ai cinghiali, 78.000 ai caprioli e 32.000 agli storni. “Riguardo agli incidenti stradali – si legge su www.greenport.it - dei circa 600 incidenti avvenuti in seguito all’attraversamento della sede stradale da parte di animali, oltre il 90% è da attribuirsi agli ungulati, specialmente a caprioli e cinghiali”. Secondo la Provincia, tutte le tipologie di strade (extraurbane e autostrade) sarebbero coinvolte dal fenomeno, nonostante il ricorso, in particolar modo negli ultimi anni, a strumenti di protezione alla circolazione (come reti e scarpate artificiali). Riguardo al tratto provinciale dell’A1, ad esclusione dei tratti urbani, la Provincia denuncia 62 incidenti che hanno visto coinvolta la fauna circostante, di cui oltre il 50% (32) nel tratto compreso tra Rignano sull’Arno ed Incisa Valdarno (periodo 2006/2009). Secondo le valutazioni dei tecnici provinciali, questi numeri indicano una densità eccessiva di ungulati sul territorio, anche alla luce delle indicazioni di origine regionale sul tasso di pressione sostenibile. In questo senso, ad esempio, la densità provinciale di cinghiali (4,5 capi/100 ha) è molto superiore alla soglia di 2,5 fissata dalla Regione.

Per quanto riguarda il cervo, è prevista la gestione conservativa delle due popolazioni montane (Acquerino - provincia di Prato e Foreste Casentinesi), mentre per la popolazione presente nel Chianti è prevista l’eradicazione. Ma “nonostante l’attività di perseguimento di una corrispondenza tra l’areale naturale di una specie e la sua diffusione effettiva sia un ambito di azione da sostenere sia per una pressione sostenibile per il territorio (inteso in senso antropico ed ecologico), sia per la stessa salubrità delle popolazioni di ungulati - prosegue l’articolo - è da attendersi che la prevista eradicazione del cervo dalle alture del Chianti solleverà non poche proteste da parte delle associazioni animaliste”

In aree caratterizzate da vigneti e colture di pregio, come il Chianti o i territori circostanti Pontassieve e Rufina, è prevista l’eradicazione per cervi e daini (poiché territori non vocati alle due specie), una densità inferiore agli 8 capi per 100 ettari per i caprioli e l’eradicazione per i cinghiali. Nelle aree boschive, come l’alto Mugello, sarà tollerata una densità di 2 capi per 100 ettari per quanto riguarda cervi e daini, tra 8 e 25 capi per i caprioli e sempre 1,3 capi per i cinghiali.

Arianna Biagi

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