FIUME TEVERE: ALLA FOCE, CENTINAIA DI CANI AFFOGATI
Postato il 22 Gennaio 2010 da lddc
“Gonfie d’acqua e quasi irriconoscibili”. Si tratta di numerose carcasse dei cane, trascinate alla foce del fiume Tevere nei primi giorni del nuovo anno. A rilasciare una dichiarazione al Corriere della Sera, è un socio del circolo nautico “Tecnomar” di Fiumara. “Povere bestie - commenta nell’articolo del 15 gennaio - Non potevi non farci caso, ti ci cadevano gli occhi. La corrente, in quel punto, era fortissima, saranno stati almeno dieci nodi. Uno spettacolo penoso”.
Cani lupo, rottweiler, pitbull: “Gonfie e rigide come marionette - si legge sul Corriere della Sera - le carcasse correvano a intasare la foce assieme agli altri relitti”. Dopo la piena del fiume, ci si interroga sulla provenienza degli animali. Cani tenuti alla catena per fare da guardia alle numerose baracche che pullulano sugli argini? Cuccioli sfruttati per l’attività di accattonaggio o, ancora, allevati illegalmente per i combattimenti? Dato l’elevato numero di carcasse (Il Corriere della Sera parla di centinaia) non si esclude nessuna ipotesi sulla provenienza dei cani annegati.
“Bisogna precisare che alla foce - dichiara al quotidiano un investigatore del Nirda (Nucleo Investigativo per i Reati in Danno agli Animali) - anche durante gli ultimi episodi di maltempo, arrivano carcasse di ogni genere: nutrie, capre, gatti, cani”.
“Sulle sponde del Tevere - conclude l’investigatore - c’è spazio per tutti”.
Arianna Biagi
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