Nella categoria | Caccia

FLAVON: COLTO SUL FATTO UN BRACCONIERE

Postato il 08 Luglio 2010 da lddc

I Guardiacaccia dell’ACT ancora efficienti protagonisti. La segnalazione veniva dai cacciatori locali.

Il fatto
Ancora una volta i Guardiacaccia dell’Associazione Cacciatori Trentini dimostrano di ricoprire un ruolo fondamentale nella repressione del bracconaggio, concludendo con successo un’altra operazione di repressione.
Lo scenario sono in questo caso le campagne sottostanti il paese di Flavon, in Val di Non, dove mercoledì sera, alle ore 21.30, il Tecnico di Distretto ACT Mauro Alberti e il Guardiacaccia Riccardo Tomasi hanno colto sul fatto un bracconiere in palese atteggiamento di caccia.
Allertati dai cacciatori del posto, i due operatori dell’ACT erano appostati in attesa del bracconiere già per la seconda serata consecutiva, con tanta pazienza e dedizione che hanno poi portato frutti.
Nell’abitacolo del fuoristrada del sospetto sono stati infatti rinvenuti oltre a una piccola carabina (pronta all’uso) tre cartucce cal. 22 LR e tre bossoli già sparati, dello stesso calibro. L’arma, una carabina semiauto in calibro 22 LR (calibro non consentito a caccia) con cannocchiale di precisione, è facilmente occultabile e relativamente silenziosa: un vero e proprio attrezzo del mestiere per i ladri di selvaggina.
Al fermato sono state quindi contestate due diverse violazioni alla legge sulla caccia, entrambe di rilevanza penale: esercizio della caccia in periodo di divieto generale e con mezzi vietati.
Come è d’obbligo in questi casi, sono stati chiamati sul luogo i Carabinieri di Cles e gli Agenti del Corpo Forestale Provinciale, coordinati dal Vice Questore Forestale Aggiunto dott. Maurizio Mezzanotte, che hanno provveduto, assieme ai Guardiacaccia, al sequestro dell’arma. Ne è conseguita anche una perquisizione nel’abitazione del fermato. In casa del bracconiere sono state però rinvenute solo due lepri congelate, poi inoltrate all’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie per gli accertamenti del caso.

I cacciati trentini contro il bracconaggio
Purtroppo in questa occasione va segnalato che il bracconiere è un socio dell’ACT, titolare di permesso di caccia. Ma l’operazione è nata proprio da una segnalazione dei cacciati locali, ad ulteriore dimostrazione di come il mondo venatorio trentino non tolleri più “mele marce” al suo interno e si muova, a tutti i livelli, per individuare, denunciare e reprimere il bracconaggio. Perché il bracconaggio è considerato ormai intollerabile è viene messo ai margini, anche del punto di vista culturale, dagli stessi cacciatori.
Il presidente dell’Associazione, Gianpaolo Sassudelli, nel congratularsi con il tecnico e il guardiacaccia protagonisti dell’operazione, ha espresso grande soddisfazione per il fatto che siano stati proprio i cacciatori del luogo a segnalare atteggiamenti sospetti sul loro territorio.

Il ruolo fondamentale dei guardiaccia ACT: lo riconoscono anche gli ambientalisti
Ancora una volta si dimostra con i fatti quanto nella repressione del bracconaggio sia essenziale il ruolo dei Guardiacaccia dell’Associazione Cacciatori Trentini. Uomini preparati, costantemente presenti sul territorio e disposti a sacrificarsi. Uomini che hanno sempre dimostrato professionalità, senso del dovere e una grande passione per il proprio lavoro.
Chi non gradisce che le competenze di vigilanza siano affidate anche a dipendenti dell’ACT, adducendo presunte conflittualità di interessi, lo fa solo da uno sterile e sorpassato punto di vista ideologico. La pratica e la cronaca ci dicono invece che cacciatori e guardiacaccia sono la prima reale barriera al prelievo illegale di fauna selvatica.
Lo stesso Luigi Casanova, notissimo ambientalista, in un recente intervento sulla stampa locale (”Ben venga il dialogo fra cacciatori e ambientalisti” in QuestoTrentino n. 6, giugno 2010) ha sostenuto con forza il ruolo dei Guardiacaccia dell’Associazione Cacciatori, che a suo parere andrebbe potenziato trasferendogli anche competenze di Polizia Giudiziaria. I cacciatori trentini, grati finalmente di questo riconoscimento, non possono che essere d’accordo.

Associazione Cacciatori Trentini

Tags |

I Cacciatori Italiani e la Caccia
Gli Italiani e la Caccia
Prodotti e Aziende
FIDC: Conoscere e Gestire
il cananale della dea su youtube
il cananale della dea su twitter
Caccia e tiro - Il cacciatore italiano - periodici Greentime
Pescasport - Arco - periodici Greentime
Professionisti arceria
NON SOLO CACCIA

HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.