Nella categoria | Caccia

FOLLO (SP): LA SQUADRA 46 RIBATTE AL SINDACO SULL’EMERGENZA CINGHIALI

Postato il 08 Marzo 2010 da lddc

Angelo De Antoni, cacciatore e rappresentante della squadra 46 che esercita la caccia al cinghiale nel comune di Follo (Sp) ha replicato al sindaco Giorgio Cozzani in merito all’emergenza cinghiali lanciata nei giorni scorsi dal primo cittadino.

“Parlare di allarme cinghiali ad un mese dalla chiusura della stagione venatoria non è comprensibile”, ha dichiarato De Antoni al Secolo XIX La Spezia “e non deve essere motivo per amplificare la questione con grande anticipo nei confronti della Provincia”.

“Da alcuni anni”, ha proseguito il cacciatore, “proprio la nostra squadra è costantemente impegnata assieme alle guardie provinciali per aiutare quelle persone che hanno chiesto aiuto per prevenire i danni causati dalla specie”. Nei periodi dell’anno in cui è consentito l’abbattimento, infatti, la squadra 46 porterebbe il cibo in luoghi distanti dai centri abitati, e durante tutto l’anno sarebbe impegnata “in attività utili alla comunità come la pulizia dei sentieri e strade interpolari”. La squadra follese avrebbe inoltre toccato proprio quest’anno il massimo storico per quanto riguarda l’abbattimento degli ungulati, con ben 65 capi abbattuti.

A.B.

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1 Commenti Per Questo Post

  1. capino1 ha scritto:

    ormaai è sempre la stessa storia i cacciatori hanno di norma sempre torto ma come voi dite e fate siamo gli unici a pulire saentieri e a prodigarsi se ci sono delle emergenze , vorrei sapere i verdi che oltre sparlare dei cacciatori cosa fanno, e allora svegliatevi cacciatori e facciamo sentire le nostre voci tutti uniti senza politica che è quella che ha diviso proprio la nostra categoria è l ora che chi fà le leggi ci senta che anche noi esistiamo e siamo utili , sia all indotto di lavoro che c e dietro i cacciatoriù, come armaioli che sono i migliori al mondo buffetteria varia e cartucce ristoranti come ben sapete si gira per andare sui luoghi di caccia se non hanno capito questo allora è meglio che diino delle risposte concrete con chi esercita questa attività,che paga e non poco e dà da lavoro a tante oneste persone grazie e scusate per il mio sfogo perche grazie a molte persone siamo visti come dei banditi, ma chi ha un permesso di caccia normalmente è senza precedenti penali graziew capino1

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HOLLAND & HOLLAND

Ho staccato dal cielo
una stella in volo
decidendo di sacrificare
per cibo
note piumate
di un pentagramma azzurro
Ho reso loro omaggio
colorando le mani
di sangue non mio
e custodito lantico rispetto
per una vita che muore
Complice
lo sguardo del cane
ad interrompere il tempo
stampato sulla preda
su uno specchio brinato
Senza perdono
senza vergogna
a celebrare in grotta la dignità degli alberi
che sono la schiena di un bosco
Sempre col vino
sempre col fuoco
spina tra petali di rosa
sofferenza e sogno
per un delitto
che profuma di pane
(Enrico Diddi) 

LA FIERA DI CHIESINA UZZANESE

Arrivano all'albore i più accaniti
con le scarpe guazzose e infreddoliti,
con il pacco pesante in una mano,
sussurrando che vengon da lontano.
Attaccano le gabbie in un baleno,
ponendovi di dietro un po' di fieno
e le fissan lassù con la stacchina.
Tutto il paese è in piedi stamattina.

Come le piante in giorni senza vento
stanno mute se odono un racconto
e lo frusciano poi nei dì seguenti,
quando bora le piega tra i lamenti;
così la gente, mani nelle tasche,
guarda in alto cantare tra le frasche,
per seguire gli uccelli ad uno ad uno
e par che non ci sia proprio nessuno.

Appena un merlo lustro ed impettito,
appeso al chiodo e subito partito,
stacca la voce senza alcun difetto,
scansa ripetizioni, e il verso netto
alza le note all'erre, e fischia svelto,
come fa il sonatore ad un concerto;
un brivido sega il fiato dei presenti,
e fa gelare il sangue a tutti quanti.

Or la comunità sciama contenta:
fa capannello allombra di una pianta,
saccalca fra le tende di un banchetto,
sincanta per provare uno ziletto,
commenta i premi con semplicità,
brinda alla fiera e a quella che verrà.
Listante di magia dura un mattino,
rimane dentro, è questo il suo destino.

Carlo Giuliano Magrini



mitologia romana

Diana

Diana era una figura della mitologia romana, dea della caccia e della luna, custode delle fonti e dei torrenti e protettrice degli animali selvatici.

Figlia di Giove e Latona Diana era adorata nei boschi e nei luoghi selvaggi, si narra fosse una bella ragazza, con una passione sfrenata per la caccia, apportatrice della fresca rugiada e della pioggia ristoratrice, proteggeva i viandanti nelle ore notturne e si prendeva cura di monti e foreste in compagnia delle Ninfe Silvane.

In Arte viene spesso raffigurata con arco e frecce. Di figura atletica e longilinea, ha i capelli raccolti dietro il capo e indossa vesti semplici quasi a sottolineare una natura dinamica se non addirittura androgina, la cui grazia femminile del corpo contrasta decisamente con l’aspetto fiero e quasi virile del viso.

Con una splendida immagine Dante la identifica in uno dei due occhi del cielo, la Luna.